28 January 2012

MARCHESI: NUKU HIVA- Taipivai e Anaho

Gennaio 2012 le feste sono passate, qualche amico è partito mentre altri hanno cambiato ancoraggio. Noi decidiamo di fermarci ancora qualche giorno a Taipivai con Eric e Pierre prima di spostarci sulla costa Nord di Nuku Hiva. Questo ancoraggio ci piace molto perché é tranquillo e pieno di comfort, a terra ci sono 2 piccoli negozietti ben forniti, acqua potabile, una doccia a disposizione sulla spiaggia e molta frutta e verdura. A tutto questo si aggiunge la calorosa accoglienza delle persone che abitano in questa valle. Un'unica avvertenza: non fatevi trovare a terra all'ora del tramonto se non volete subire un feroce attacco dei nono (invisibili moschini che mordono).
Lunedì 02 gennaio partiamo con Eric alla scoperta della valle di Taipivai. Attraversiamo il villaggio e passiamo per il nuovo maraee costruito in occasione del Festival delle arti Marchisiane. Lasciamo la strada principale per un sentiero in salita e raggiungiamo il vecchio Maraee che conserva antichi tiki di pietra in ottimo stato. Ci sediamo a contemplare questo luogo immerso nel verde un tempo teatro di importanti rituali e sacrifici.Proseguiamo lungo un sentiero che ci porta nel cuore della foresta fino ad un grande albero sacro di Bagnol.
Ci incamminiamo lungo la ripida strada che porta sul colle sotto i raggi di un sole che picchia senza pietà. Fortunatamente un 4x4 di passaggio ci carica risparmiandoci la fatica e ci ritroviamo a Anaotako(789m). La vista é meravigliosa, possiamo ammirare la parte N-W dell'isola con le sue belle baie di Hatiheu e Anaho. La strada del ritorno é decisamente più gradevole e lungo il cammino facciamo il pieno di frutta. Eric corre dietro ad un gruppo di maialini selvatici che ci attraversano la strada i quali però si dimostrano molto agili, scattanti, provvisti di una mamma agguerrita e poco amichevole. Niente maialino al forno per oggi!
Il nuovo Maraee é circondato da numerose piante di manghi, Michele ed Eric costruiscono con una canna di bambù e una bottiglia di sprite un rudimentale attrezzo per raccogliere la frutta. Funziona e questo li rende felici come due bimbi il giorno di Natale...riempiamo i nostri zaini di manghi e avocadi. Facciamo una sosta al piccolo alimentari per vedere se sono finalmente arrivati i gelati e festeggiamo questa bella giornata con un buon gelato panna/cioccolato.
Raggiungiamo la spiaggia di Taipivai dove incontriamo diverse famiglie che sono venute qui per passare la domenica. Le donne sedute all'ombra delle piante osservano i bambini giocare sulla spiaggia o in mare con i loro cavalli. I Marchisiani hanno un rapporto speciale con il cavallo, lo considerano un compagno prezioso e utile. Galoppano avanti e indietro sulla riva prima di guidare il cavallo in acqua e lui sembra apprezzare il bagno rinfrescante.
Anche noi ci facciamo una bella doccia prima di raggiungere Pierre su Kea dove ci aspetta un ottima serata con buon vino, una cena regale e soprattutto ottima compagnia.
Martedi 03 gennaio 2012 un ultimo giro al negozio del villaggio, il pieno d'acqua e una doccia fresca prima di salutare tutti, alle 11 lasciamo la baia di Taipivai per sostarci a Nord.
È una bellissima giornata di sole, navighiamo piacevolmente anche se un vento da NE rende più lungo il nostro cammino. Dopo 7 ore di vela arriviamo nella baia di Anaho, situata a N/E di Nuku Hiva, poco prima che il sole ci abbandoni. Ancoriamo (8°55S;139°32W) accanto alle 4 barche presenti e ci prepariamo per una deliziosa cena in pozzetto. Cotti dal sole e dal vento ci abbandoniamo presto ad un sonno ristoratore.
Con la luce del giorno possiamo ammirare questa baia incantevole: la natura e la sua armoniosa bellezza, l'acqua azzurra e la tranquillità di questa grande baia ben protetta. La barca non si muove, sembra di essere in uno stagno. La spiaggia ha davanti a sé un estesa barriera corallina e per sbarcare con il dinghy bisogna passare per l'unico canale nella parte N/W della baia. Fate attenzione alla marea o vi ritroverete come noi a dover trasportare la ferrari a forza di braccia per diversi metri! A terra ci sono poche case e una colonia che ospita periodicamente i bambini delle scuole. I custodi ci vivono tutto l'anno, si occupano degli animali e dell'esteso terreno che la circonda. Immaginiamo quanto possano divertirsi i ragazzi in questo angolo di paradiso.


Dopo Trinidad non abbiamo più fatto grossi lavori su Coelacanthe e ora ci ritroviamo con un pò di manutenzione da fare. Come programmato dedicheremo una settimana ai lavori della barca approfittando delle acque tranquille di questa baia e delle belle giornate di sole annunciate dal meteo. Michele non perde tempo e si mette subito al lavoro: pulisce e vernicia i candelieri, ripara il fornello, dà una mano di bianco ai mobili della cucina, sistema il ponte e gli oblò. Io mi occupo dell'inventario farmacia e cambusa, pulizia generale, contabilità del 2011 e aggiornamento del sito. Alla sera le batterie della barca sono al limite quindi passiamo la serata in pozzetto a lume di candela con un bicchiere di limoncello in una mano e l'atlante nell'altra mentre progettiamo la navigazione del 2012. In linea di massima il nostro progetto é di lasciare a giugno la Polinesia francese, navigare nelle isole del Pacifico Ovest fino a raggiungere la Nuova Zelanda dove vorremmo fermarci a lavorare.
Mercoledì 11 gennaio sbarchiamo a terra dopo una settimana di lavori e facciamo una passeggiata fino al villaggio di Hatiheu nella valle accanto. Non esiste una strada per raggiungerlo, solo un sentiero che passa sul colle dal quale possiamo ammirare un incredibile paesaggio sulle due baie. Abbiamo voglia di camminare e di sgranchirci le gambe. Il villaggio é ben tenuto con una graziosa chiesa al centro circondata da tiki di pietra e un lungomare che domina la grande spiaggia nera.
Il villaggio si affaccia sul mare e proseguendo per la strada sterrata che sale accanto alla posta si possono raggiungere i due antichi Maraee oggi perfettamente ristrutturati. Il primo Maraee di Hikokua è situato in un quadro magnifico tra i cocchi e sullo sfondo i picchi della valle di Hatiheu. Anziano luogo di feste e sacrifici questo sito raccoglie sculture in pietra antiche e di recente costruzione. Qui incontriamo un simpaticissimo ragazzo marchisiano che sta pulendo il terreno da sterpaglie ed erbacce. Subito ci ragala avocadi, corasol, manghi e 3 caschi di banane dicendoci "Dio mi regala tutto questo e io lo divido con voi". Restiamo a parlare con lui all'ombra di un maestoso mango mentre ci racconta che dopo aver passato diversi anni a Tahiti ha deciso di ritornare sulla sua isola per occuparsi della terra di famiglia. Ad accoglierlo c'erano la moglie e i suoi due bambini. È contento della sua scelta perché la vita alle marchesi è più lenta e semplice. Ci spiega il significato dei tatuaggi che ha sparsi per tutto il corpo uno dei quali rappresenta il tiki della mamma che abbraccia due bambini (in basso a destra) presente in questo sito. Lo ringraziamo di cuore per la sua gentilezza e il tempo passato insieme poi riprendiamo il cammino.
Il secondo Maraee di Kamuhiei restaurato completamente nel 1998 riunisce gli stili architettonici della tribù: PAE PAE le piattaforme delle abitazioni; TOHUA luoghi di feste e riunioni; MEAE siti religiosi; phetrogliphes le pietre incise; fosse alimentari di stoccaggio e BANIANS alberi sacri. L'importanza e il numero di queste strutture testimoniano la densità della popolazione che abitava questa valle. Ci aggiriamo silenziosi tra le rovine di questo antico villaggio ancora oggi avvolto da una forte atmosfera mistica.
Ripartiamo per Anaho carichi di frutta come due muli...per finire in bellezza appena usciti dal villaggio incontriamo un signore seduto fuori da casa sua che vuole ad ogni costo darci i suoi limoni. Impossibile rifiutare quindi cerchiamo in qualche modo di far posto nei sacchetti stracolmi. Abbiamo fatto il pieno di frutta! Le persone qui sono di un calore e di una generosità impressionante che rimpiangeremo sicuramente. La salita ci mette a dura prova e quando arriviamo a destinazione non ci sembra vero di poter mettere a terra questi sacchi pesanti. Pomeriggio di relax in barca dopo aver pulito e sistemato il prezioso "bottino".
Giovedì 12 gennaio scendiamo a terra presto per raggiungere la vicina baia di Haatuatua situata ad Est. Il sentiero é pianeggiante, immerso nella vegetazione e dopo 20 minuti di marcia arriviamo sulla grande spiaggia battuta dal vento. Purtroppo non possiamo fermarci a lungo perché subiamo presto un attacco dai nono che ci costringerà ad una veloce ritirata. Lungo il sentiero di ritorno incontriamo la signora che abita nella baia con il marito, la figlia ed il genero. Loro coltivano la terra e vendono frutta e verdura a Taiohae. Proponiamo alla signora un baratto. Abbiamo per lei una t-shirt, uno shampoo e un sapone da bucato che scambiamo per una grossa anguria, 2 meloni e 5 cetrioli. Entrambe le parti sono soddisfatte dello scambio e ci fermiamo a parlare con Rosmari all'ombra di un albero per ascoltare la sua storia. Rosmari e la sua famiglia coltivano la loro terra e trasportano il raccolto ad Hatiheu lungo il sentiero con i cavalli, poi con la macchina fino a Taiohae. Ci parla del lavoro duro e faticoso che oggi diventa ancora più difficile a causa del costo dell'acqua che da annuale é diventato mensile. Ascoltiamo le parole di Rosmari mentre osserviamo il suo volto segnato dal tempo, dalla fatica e dal sole rovente di questa valle. Una vita spesa a lavorare questa terra arida e dura da cui dipende la sopravvivenza della sua famiglia. La salutiamo con affetto e sulla strada del ritorno incontriamo la figlia e il padre a cavallo mentre rientrano a casa. Quando rientriamo in barca mentre gustiamo una frittata con una fresca insalata di cetrioli il nostro pensiero va a Rosmari e alla sua terra che per lei rappresenta tutto il suo mondo.        
Passiamo altri 5 giorni chiusi in barca per terminare i lavori della sentina. Martedì 17 gennaio i lavori sono conclusi e ci resta da fare solo una pulizia generale della barca. Mercoledì 18 decidiamo di partire verso le piccole isole a N/E quindi sistemiamo la barca per la navigazione. Il meteo é incerto e non siamo del tutto convinti di partire ma abbiamo voglia di navigare un pò. Poco prima del tramonto Eric arriva ad Anaho e viene a bordo a salutarci. Tutto é pronto per la partenza ma il salpancore non vuole saperne di funzionare.Michele smonta tutto e vede che il problema interessa la centralina che regola la distribuzione della corrente. Niente da fare la partenza è rimandata!
Il giorno dopo Eric e Michele passano la giornata a testare la situazione a soprattutto a cercare una soluzione. Dopo diversi tentativi falliti Michele con una saldatura sulla scheda della centralina rimette tutto in funzione. Dovremo tenerla sotto controllo per vedere se capita di nuovo e appena possibile comprarne una di scorta. Il pomeriggio di pioggia e forti colpi di vento ci convincono a restare e invitiamo a cena Eric che ci racconta le storie delle tante persone che ha incontrato in questi 8 anni di viaggio.
Venerdì notte siamo svegliati da un brusco rumore che riconosciamo immediatamente "la catena di Blue Peter". Usciamo sul ponte a salutarli e Chris viene subito a prenderci x festeggiare il nostro ritrovarci con Rum e abbracci. È una bella emozione rivederli dopo tanto tempo, parliamo senza sosta per ore ed ore fino all'alba.        
È una calda giornata di sole e al mattino di buon ora partiamo con Chris, Kelly ed Eric per una gita ad Hatiheu. Visitiamo il villaggio, i due Maraee e facciamo un pic-nic in riva al mare. Sulle strada del ritorno facciamo il pieno di frutta per loro. Arrivati sul colle che separa le due baie incontriamo Philippe e Pascal che sono appena arrivati ad Anaho con il loro catamarano. Sono allegri e simpatici e io mi fermo a fare due chiacchere con loro mentre gli altri vanno a fare qualche foto panoramica sulla cima del colle. Nel ritorno Chris cade di faccia (senza riuscire a proteggersi con le mani) e ritorna tutto sgraffignato sul viso...ora ha davvero l'aspetto di un autentico Pirata! Arrivati ad Anaho troviamo Pierre ad aspettarci e ceniamo tutti insieme su Kea.
Lunedì 22 Michele raggiunge la posta di Hatiheu per ritirare il pacco che mia sorella Alessandra ha spedito dall'Italia. Finalmente dopo 2 mesi e 1/2 di viaggio il pacco arriva a destinazione!!!! È sempre bello ricevere qualcosa che viene da casa e lo apriamo felici e trepidanti come due bimbi il giorno di Natale. Grazie Ale!


Seguono una serie infinita di pranzi, merende o cene a rotazione su ogni barca. Cena messicana, pizzata, milk-shake party, grigliata...ogni scusa é buona per passare tempo insieme e ascoltare storie incredibili.        
Martedì 24 gennaio alle 6 Pierre ( che he rotto un dito del piede a Taipivai) ci deposita tutti sulla spiaggia per una bella escursione sulla costa Nord. Arrivati a Hatiheu, proseguiamo fino al minuscolo villaggio di Akapaa dove il 4x4 della posta ci da un passaggio fino a Hakaea. Qui troviamo Vincent unico abitante insieme ai suoi animali (cavalli, mucche, cani e gatti). Mangiamo della frutta con lui che é tutto contento di avere delle visite e poter fare due chiacchere con qualcuno. Passeggiamo sulla spiaggia, fotografiamo il fantomatico villaggio e dopo un pic-nic ci rimettiamo in marcia. La strada del ritorno é lunga e non abbiamo speranze di poter incontrare qualcuno. Michele, Chris ed Eric sono davanti e camminano a passo spedito mentre io e Kelly chiudiamo la fila perse nelle nostre chiacchere e risate. Una volta esuriti tutti gli argomenti seri, forse a causa della stanchezza o del sole spietato, immaginiamo essere le protagoniste del "Mago di Oz" un vecchio film che amiamo entrambe mentre percorriamo il sentiero dai mattoni gialli per tornare a casa in compagnia dell'uomo di latta (Eric), l'uomo di paglia (Chris) e il leone (Michele)...passiamo un momento di incredibile spensieratezza!
Raggiunta Akapaa ci fermiamo alla posta dove abbiamo appuntamento con l'impiegata alle 15. Facciamo in macchina con lei la strada fino ad Hatiheu e dopo qualche spesa al piccolo negozietto riprendiamo il sentiero per Anaho. Siamo contenti della bella giornata e ancora più contenti quando possiamo toglierci le scarpe alle quali non siamo davvero più tanto abituati!
Sabato 28 gennaio alle 8 partiamo tutti con i dinghy verso la costa Est della baia. Cerchiamo un branco di Manta che al mattino vengono a mangiare in queste acque ricche di plancton. All'inizio non vediamo nulla poi compaiono le prime pinne e delle enormi macchie nere sulla superficie dell' acqua. Senza esitazione ci tuffiamo e nonostante la scarsa visibilità riusciamo a vederle. Finisco in un gruppo di una decina di esemplari che mi nuotano intorno e il cuore inizia a battermi all'impazzata. Sò perfettamente che sono innofensive ma alcune di loro sono davvero enormi. Che emozione! Sono meravigliose, maestose ed aggraziate mentre nuotano sembrano volare. All'inizio sono timide e timorose poi come noi si rilassano e si avvicinano fino a sfiorarti. Restiamo a mollo estasiati per 3 ore, nuotiamo con loro e le accarezziamo. Nonostante l'acqua torbida Chris riesce a fare delle belle foto che immortalano la magia di questo momento.
Domenica 29 gennaio organizziamo un pranzo su Coelacanthe come degna conclusione di queste giornate passate insieme. Aperitivo di Eric con i nostri panini al formaggio, lasagne made in italy, insalatona di Kelly, vino rosso e per finire la deliziosa torta di mele di Pierre. Passiamo una giornata in allegria e buona compagnia, una ordinaria giornata di pura felicità qui nei mari del sud!
Martedì 31 gennaio alle 6 leviamo l'ancora e lasciamo la baia di Anaho mentre Eric e Pierre ci salutano dalle rispettive barche. Partiamo da Nuku Hiva e facciamo rotta su Ua Huka.


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