Tahiti - Tuamotu

239 nm 2 giorni 16 ore
Il 5/11 alle 9:30 partiamo da Arue e facciamo rotta verso le isole Tuamotu. La finestra meteo non é delle migliori ma dopo tanta attesa abbiamo bisogno di muoverci e lasciare Tahiti.
Facciamo vela-motore fino alla presqu’île poi troviamo il vento e iniziamo a bolinare. Michele regola la barca mentre io addormento Reva nella sua cabina preparata per la navigazione. Dormirà tutto il giorno e tutta la notte. Il cielo é grigio e si susseguono groppi con vento e pioggia.
Percorriamo 110nm nelle prime 24h riuscendo a tenere una rotta di 81°. Non sappiamo esattamente su quale atollo atterreremo perché cerchiamo di fare rotta più a Sud possibile.
Altro giorno grigio e con continui passaggi di groppi anche se meno piovosi. Con grande disappunto dobbiamo ammettere che siamo piuttosto arrugginiti dopo due anni di vita all’ancora a Tahiti. Io e Michele siamo apatici, senza appetito e facciamo fatica ad adattarci alla navigazione mentre Reva che mangia come un leone é sveglia ed attiva come fossimo all’ancoraggio. Nel limite del possibile la facciamo giocare in cabina e quando possibile in pozzetto per prendere una boccata di aria.
L’ultimo giorno di navigazione va meglio per il meteo e per la forma dell’equipaggio merito anche del cioccolato e del delizioso Speck Valtellinese portato dall’Italia.
Nel pomeriggio il vento rinforza e diventa variabile ci fa perdere gradi nella nostra rotta verso Sud. Non riusciremo a raggiungere Fakarava Sud come sperato quindi facciamo rotta per Toau. Ci mettiamo al gran lasco e riduciamo le vele per far passare la notte.
Attraversiamo senza problemi la passe Otugi nel momento della stanca e ancoriamo davanti al motu Otohorau. Ci abbandoniamo ad un lungo sonno ristoratore. Siamo alle Tuamotu!



Toau
Motu otohorau
15°57.18S 145°52.25W
Ci svegliamo nella calma dell’atollo e facciamo una colazione in pozzetto per festeggiare questa piccola navigazione.
È una bella giornata di sole, il vento soffia leggero, i raggi dorati dei primi raggi di sole illuminano la laguna circondata da cocchi di un verde brillante. Adoriamo le Tuamotu e i suoi colori magnifici.
Sistemando la barca dopo la navigazione ci accorgiamo che un bordo del dinghy si é danneggiato sbattendo contro l’oblò. Michele ha a bordo tutto quello che serve per fare la riparazione e si mette presto al lavoro. Io e Reva ne approfittiamo per fare giri in kayak in esplorazione della laguna. Accanto a noi ci sono delle piscine naturali incantevoli, dei bacini scavati nel corallo della costa con fondale di sabbia e acqua cristallina. Un angolo di paradiso perfetto per il primo bagno di Reva alle Tuamotu.
Le Tuamotu sono il puù grande arcipelago della Polinesia Francese, 76 atolli da sogno di incomparabile bellezza, un nastro di isolotti orlati di palme da cocco che ondeggiano dolcemente al soffio degli Alisei, disseminati su oltre 20 000 Km².

Makomako
15°58.79S 145°52.91W
Ci spostiamo in un nuovo ancoraggio a soli 2nm di distanza. Io e Reva siamo a prua a controllare la presenza di teste di coralli sulla nostra rotta. Ancoriamo davanti al motu di Mako Mako un posto incantevole. Davanti a noi un isoletta con 4 palme, sabbia rosa e un esplosione di colori.
Sbarchiamo a remi e facciamo una passeggiata intorno al motu (presto fatto!). Nessuna traccia di costruzioni solo tanti uccelli , soprattutto sterne, con i loro nidi sulle piante. La sera stormi incredibilmente numerosi si levano in cielo oscurando quasi l’orizzonte. Uno spettacolo impressionante davanti al cielo rosso fuoco del tramonto.
Belle giornate di sole, il vento soffia da S/E e noi siamo ben protetti in questo ancoraggio.
Passiamo il tempo facendo snorkling, esplorando il reef, passeggiando sui motu, pic-nic a terra, giri in Kayak e tante nuotate.
Nessuna barca é presente nell’atollo e nessuna persona a terra in questi motu...Siamo completamente soli e questa vita da famiglia Crouse ci piace davvero molto. Dopo Tahiti e il suo ritmo “caotico” avevamo proprio bisogno di un posto come questo per assaporare il lento scorrere del tempo, la vita semplice a contatto della natura e il piacere di stare in nostra compagnia.
Siamo felici di essere nuovamente alle Tuamotu, non ci sbagliavamo nel ricordarlo come un luogo stupendo capace di trasmettere tanta pace.
Belle giornate di sole. Facciamo lunghe nuotate e snorkling esplorando i fondali ricchi di pesci colorati.
Reva adora stare in acqua, ride e batte i piedi nella sicurezza della sua boa flottante permettendoci di fare snorkling tranquillamente e senza pensieri.



Henuakura
15°57.92S 145°52.24W
Festeggiamo gli 11 mesi di Reva con un maestoso banchetto a terra tutto preparato con quello che la natura di questo atollo ci ha offerto: spaghetti al Lambì (mollusco di una bella conchiglia), pesce crudo al latte di cocco e come dolce una coccada.
Una barca a vela di passaggio si ferma accanto a noi, passa a salutarci e ci regala dei granchi del cocco. Sono deliziosi dal gusto che si avvicina a quello dell’aragosta. Reva prima titubante si mette poi a giocare con questi buffi animali (una volta che li abbiamo cotti nell’acqua).

Orepo boa
15° 54.61S 145°53.82W
A sinistra della passe Otugi si trova una boa sicura utilizzata dalle barche che fanno charter che si può tranquillamente prendere quando é libera. Da qui possiamo partire per uno spettacolare snorkling tra squali, murene, carangue, tartarughe, pesci pappagalli e tutti i pesci della barriera corallina. Reva sgambetta nella sua boa ignara dello spettacolo unico che sfila sotto i suoi piedini.
L’ancoraggio però non é dei più comodi a causa della forte corrente delle due passe e dopo un paio di giorni decidiamo di spostarci.

Teahuroa boa
15°55.93S 145°53.22W
A destra della passe di Otugi si trova questa altra boa sicura e ben lontana dalle zone di corrente.
Anche qui il fondale si presta ad interessanti esplorazioni e il lungo e stretto motu davanti a noi ci permette passeggiate sia sulla laguna che sul mare aperto.



Fakarava
Il 24/11 lasciamo il nostro atollo dei sogni e con un S/W 8-10kt facciamo rotta su Fakarava. È una bella giornata di sole e veleggiamo con ritrovato piacere fino al villaggio di Rotoava.
16°03.58S 145°37.20W
Istruzioni pere l'uso:Carburante:Dalla nave direttamente al molo o allo Yacth Service.
Acqua: Potabile al Comune.
Cambusa: 2 negozi di cui 1 anche panetteria; fruttivendolo.
Servizi: Aereoporto, Infermeria, Poste e Yacth Service.
Internet: Manaspot, Hotspot e Iaoraspot comodamente all’ancoraggio.
Dopo 20 giorni a Toau in completa solitudine ritorniamo alla “civiltà”. Fakarava é un atollo ben servito dalle navi e dall’aereoporto considerato già un atollo “turistico” (anche se fortunatamente ancora poco sfruttato) con pensioni famiglia, 2 diving center e diversi servizi. Passiamo tre giorni al villaggio e approfittiamo per fare qualche spesa, inviare le lettere di Natale, chiamare in Italia con Skype, fare il pieno di verdura fresca per Reva e soprattutto ritrovare la nostra adorata baguette!!
L’ancoraggio ha molte patate ma il tempo é buono e non abbiamo problemi. Facciamo ogni giorno una passeggiata a terra.
Il vento dovrebbe presto stabilirsi a E quindi decidiamo di scendere a Sud dell’atollo. Una bella veleggiata attraversando tutto l’atollo in estrema vigilanza sulle patate e sulle boe delle fermes perlières ci porta nel bell’ ancoraggio di Hirifa. Bello ritrovare il piacere della navigazione.

Hirifa
16°26°.97S 145°21.96W
Questo é un angolo di paradiso che é rimasto esattamente come ce lo ricordavamo 3 anni fà. Siamo in 2 barche ma ognuno vive al suo ritmo e a suo piacere. Facciamo lunghe nuotate, escursioni in kayak e passeggiate a terra nel corso degli 8 giorni che passiamo qui. Irreali giochi di luce brillano nelle acque cristalline e sulle spiagge rosate.
Incontriamo Heitiare un ragazzo che vive in una capanna con la moglie (ora a Tahiti per partorire presto il loro bambino) è il capitano di motoscafo per le pensioni vicine e raccoglie la copra. Ci chiede se possiamo aiutarlo trasportando in città 30 sacchi di copra. Lui poi prenderà l’aereo per raggiungere la moglie a Tahiti. Noi accettiamo e veleggiamo di nuovo a Nord questa volta con il ponte pieno di profumatissimi sacchi di copra.

Rotoava
16°03.62S 145°37.18W
Restiamo a Rotoava qualche giorno in attesa di un vento favorelo per navigare verso E. Michele prepara una rete di protezione intorno alla barca visto che Reva cammina tenendosi aggrappata alle draglie. Dobbiamo sorvegliarla ogni secondo. Il riso comprato a Tahiti ha fatto animaletti (non ci capitava da parecchio) quindi lo ripuliamo completamente e ricopriamo il ponte con distese di riso ad essiccare.
Il 7/12 attraversiamo in mattinata la passe Garue a Nord di Fakarava e veleggiamo con un N/E 10-15kt verso Makemo.



Makemo
Accompagnati da sole, vento fresco e una notte di luna piena percorriamo le 150nm che ci separano da Makemo. Alle prime ore di luce attraversiamo senza problemi la passe Tapuhiria e ancoriamo poco lontano.
16°26.47S 143°56.22W
Questo ancoraggio ha un fondale incredibilmente ricco di pesci. Facendo un primo giro in kayak e in dinghy vediamo un numero impressionante di squali di tutte le taglie che si avvicinano curiosi. Facendo il bagno anche intorno alla barca siamo costantemente pedinati da un gruppo di squaletti pinna nera. Purtroppo il vento rinforza e navighiamo verso un ancoraggio più protetto.

Punakuru
16°30.47S 143°49.37W
Questo ancoraggio davanti al motu dove si trovava l’anziano villaggio dell’isola é un angolo di paradiso perfetto per proteggersi dagli alisei.
Siamo la sola barca all’ancoraggio e passiamo qui una decina di giorni indisturbati. Michele sistema il gavone dell’ancora mentre io e Reva sbarchiamo per lunghi bagni sulle spiaggie di questi motu magnifici. Acqua azzurra, pesci, uccelli e tanto silenzio rotto solo dalle risate di Reva mentre sguazza indisturbata.
La vita procede ovviamente scandita dai ritmi di una bimba di 11 mesi: colazione, gioco a bordo, pisolino, bagno, pappa, pisolino, gioco o nuotata, giro a terra, cena e sonno. In questo schemo piuttosto fisso incastriamo le gite a terra, i pic-nic e le nuotate. Nessun appuntamento e nessuna obbligazione ci permettono di gestire come vogliamo le nostre giornate.

Villaggio Pouheva
16°37.62S 143°34.39W
Istruzioni pere l'uso:
Carburante:Al molo all’arrivo della nave.
Gas:al grosso negozio in centro.
Acqua:non potabile al molo.
Cambusa: 1 panettiere, 1 grosso negozio e 3 più piccoli in centro e 1 negozio in periferia dopo le scuole.
Servizi: Infermeria, Posta, Aereoporto.
Internet:Manaspot all’ancoraggio.
Il 17 dicembre arriviamo al villaggio di Pouheva dove sono ancorate 12 barche tutte in attesa di una buona finestra meteo per le isole Marchesi.
Noi abbiamo per il 24 appuntamento nell’infermeria del villaggio per la visita di controllo con vaccino di Reva quindi penseremo a partire solo dopo le feste.
Facciamo ogni giorno lunghe passeggiate, ci riforniamo di verdure e frutta fresca, baguette e cambiamo la bombola del gas.
Il villaggio é come ce lo ricordavamo a sola eccezione di un nuovo palazzetto sportivo costruito in questi anni sul fronte mare.
Dobbiamo scendere a terra sempre ben coperti o armati di repellenti anti-zanzare per proteggerci dall’epidemia di dengue e cicungugna che ha colpito da mesi ormai tutta la Polinesia Francese. Il virus si trasmette attraverso la puntura di una zanzara portatrice del virus e quindi il rischio é più elevato nei centri abitati.
Andiamo spesso a fare snorkling nella passe lasciandoci trasportare dalla corrente entrante mentre davanti alla nostra maschera sfilano pesci di tutti i tipi.
La visita del 24 va bene e alla prima buona finestra meteo partiremo per le Marchesi.
Conosciamo Alex e Florent una coppia di francesi che da due anni vivono e lavorano su questo atollo. Lui é professore di matematica e lei infermiera, hanno affittato una casa che dà sulla laguna da cui possono vedere la loro barca a vela ormeggiata al molo. Io e Michele ci chiedevamo come sarebbe stato se avessimo passato i nostri due anni di lavoro in un isola sperduta piuttosto che a Tahiti. L’incontro con questi simpatici ragazzi con i quali ci troviamo subito in sintonia ci permetterà di scoprirlo attraverso i racconti della loro esperienza. Ci sono pro e contro in entrambe le situazioni e accanto alla bellezza di vivere in un vero paradiso terrestre sicuramente la solitudine estrema e la difficoltà a volte a legare veramente con i locali ha pesato sulla bilancia.
Passiamo con loro delle belle serate a terra davanti a una birra fresca o una deliziosa cena mentre condividiamo le nostre esperienze, i nostri viaggi e i progetti per il futuro. Dicembre é per casa Coelacanthe tempo di feste e festeggeremo con loro il mio compleanno, il 1° anno di Reva oltre ad una bellissima e indimenticabile Vigilia di Natale.
Il giorno di Natale facciamo colazione con il pan di spezie e ci scambiamo i regali. È una calda giornata di sole dopo aver salutato l’Italia su skype, faremo il nostro pranzo di Natale in costume nel pozzetto: Lasagne al ragù di bonito.

Buone Feste a tutti!





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