21 October 2017

Gibilterra: 4 passi tra storia e natura a Gibilterra

È una bellissima giornata di sole, scarpe da ginnastica ai piedi e zaino in spalla, ci prepariamo per una gita nel Regno Unito. Lasciamo il dinghy in sicurezza allo yacht clud Linense (6€ al giorno) poi procediamo a piedi fino alla frontiera con Gibilterra territorio d’oltremare del Regno unito. Passati i controlli della frontiera dobbiamo attraversare a piedi la pista di atterraggio dell’aeroporto costruita in uno stretto passaggio pianeggiante ai piedi della Rocca di Gibilterra. Insieme a noi turisti, residenti e tanti lavoratori spagnoli che tutti i giorni attraversano la frontiera per recarsi al lavoro.
Siamo in una striscia di terra all'estremità dello stretto di Gibilterra, un tempo notavcome Calpe una delle colonne d’Ercole, che collega il Mar Mediterraneo con Atlantico.
Facciamo subito una passeggiata all’Ocean Village costruito davanti al marina dove si possono trovare negozi, bar e ristoranti di ogni genere. Michele ovviamente fa un salto allo shipchandlers per cercare materiale utile alla manutenzione di Vagabond. 
Raggiungiamo il centro città passando per Casemates Square che prende il nome dalla caserma situata sul suo lato nord. Un tempo era luogo di esecuzioni oggi è una piazza piena di vita e di locali per mangiare all’aperto. 
Imbocchiamo la Main Street strapiena di persone a passeggio che lanciano sguardi alle vetrine dei negozi di liquori, tabacco, apparecchi elettronici, profumi e vestiti.
Proseguendo raggiungiamo la Cattedrale Cattolica Santa Maria in stile gotico costruita sul sito di una vecchia moschea. Fu danneggiata enormemente durante il
Grande Assedio ma esiste ancora parte della struttura originale. 
Raggiungiamo il vicino punto informazione che ci indica la strada più veloce per raggiungere la cima della rocca. Dalla strada principale si prende la via Bell poi con tanta buona volontà si salgono i gradini della Castle Steps che conducono alla Willis’s road giusto accanto all’ingresso della Riserva Naturale (Ingresso pedonale di 1£ a
persona). 
Appena entrati troviamo il Moorish Castle, costruito nel 711 quando il condottiero berbero Tariq conquisto la rocca che prese il suo nome “Monte di Tariq”. Nel Medioevo fu occupata da arabi e berberi (durò 710 anni) che compresero l’importanza strategica di queste terre per conquistare la penisola iberica. Nel 1300 gli spagnoli la strapparono agli arabi che la ripresero però trentanni dopo.
Solo nel 1500 ritornò agli spagnoli e il re CarloI fece costruire un lungo bastione per
rinforzare le difese della città (Il muro di CarloV) una trincea e un ponte levatoio.vNel 1700 inizia l’occupazione britannica, con il Trattato di Utrecht nel 1713 Gibilterra viene ceduta alla Gran Bretagna anche se sarà il trattato di Siviglia del 1729 a determinare la rinuncia definitiva della Spagna. Noi però proseguiamo la nostra camminata in perenne salita superando prima le gallerie scavate durante la Seconda Guerra Mondiale, poi quelle scavate durante il Grande Assedio (1779-1783) che creano un imponente sistema di difesa. Raggiungiamo un interessante esposizione della città assediata allestita in uno dei primi edifici costruiti dai britannici che riporta sui muri graffiti del 1726. Pannelli in Inglese, spagnolo e francese spiegano la vita del tempo per i soldati ma anche per i civili. La mancanza di acqua potabile, la difficoltà nel trovare cibo e le malattie che hanno fatto centinaia di vittime.
Proseguiamo la nostra passeggiata lungo la tranquilla ed ombreggiata Queen’s road che malauguratamente decidiamo di abbandonare a metà percorso. Saliamo le scale del muro di CarloV, un lungo bastione costruito per rinforzare le difese della città. Il muro si divide in due parti, noi entriamo nella seconda parte che porta fino in cima alla rocca. Le scale sono formate da stretti gradini di pietra lungo questo muro a destra e con appena un cavo metallico di protezione a sinistra. Io che non amo le grandi altezze procedevo con lo sguardo fisso sul gradino davanti a me cercando di
sfuocare il più possibile tutto quello che gli stava intorno! Per concludere un inquietante cartello avvisa che incontrare le scimmie nello spazio stretto delle scale può renderle aggressive...perfetto!Dopo un po' di esitazione iniziamo l’ascesa che mette a dura a prova il nostre cuore e le nostre ginocchia. Finita la prima rampa ci fermiamo a riprendere fiato ma l’unica strada possibile qui è salire l’ultima rampa.
Nessuna scimmia all’orizzonte quindi riprendiamo la scala e proprio arrivati sugli
ultimi gradini due grossi Macachi ci vengono incontro, il più grosso sale sul muro e agilmente salta sullo zaino di Michele. Io mi fermo con Reva che scoppia a piangere perché vede il suo papà sotto attacco. Il Macaco trova facilmente una cerniera che apre e dalla quale estrae la busta di salviettine che getterà a terra dopo aver compreso che non sono commestibili. Michele continua a camminare fino alla strada dove la scimmia scende pacifica tra le risate generali. Sola sui gradini, sempre con lo sguardo sul gradino successivo, avanzo con Reva più tranquilla mentre la seconda scimmia salta sul mio zaino attaccandosi saldamente ai miei capelli. Fortunatamente non riesce a trovare la cerniera del mio zaino dove invece erano custoditi i panini per il
pranzo. Più che aggressive queste scimmie sembrano davvero affamate. Eccoci arrivati al Covo delle Scimmie che sono dei Macachi (scimmie senza coda) originarie del sud-est asiatico e dei paesi magrebini. Ci fermiamo a guardarle e fare qualche foto mentre cercano cibo a destra e sinistra. Ci sono anche tanti piccoli che giocano e saltano. Quando non stanno mangiando passano il loro tempo a spulciarsi l’un l’altro (speriamo non ci abbiano passato nulla mentre erano sui nostri zaini!!).
Siamo arrivati alla sommità della rocca che si può facilmente raggiungere con la teleferica che parte dal centro città. La Rocca di Gibilterra è alta 426m e nella parte
nord arriva fino 411m alle Rock Gun Battery. Nella rocca si trovano circa 100 caverne di cui la più famosa è la St. Micheal’s cave. La Rocca fa parte della Cordigliera Betica una catena montuosa nella parte meridionale della Penisola Iberica. Ammiriamo il panorama mozzafiato e dopo aver salutato le scimmiette ci troviamo un angolo tranquillo nel verde per il nostro pranzo.


Scendiamo in città e percorriamo tutta la Willis’s road fino alla Chiesa del Sacro Cuore chiusa e mal tenuta. Costeggiamo la Garrison Library, un edificio elegante con un bel giardino, che ospita numerosi testi storici poi arriviamo al The Convent antico
convento dei Francescani costruito dagli spagnoli nel 1531 oggi sede del governatore
britannico. Durante la settimana si può vedere il cambio della guardia davanti all’entrata principale. Raggiungiamo il King’s Bastion che percorriamo in tutta la sua lunghezza oggi importante centro ricreativo accanto al quale si trova la grande area verde del Commonwealth Park. Raggiungiamo la Cattedrale anglicana della Santa Trinità situata in piazza Duomo, famosa per la sua architettura moresca e gli archi a ferro di cavallo. Finalmente troviamo un parco giochi piccolo ma ben tenuto capace di fare la gioia di Reva.
Abbiamo le gambe doloranti per la lunga camminata di oggi, ci avviamo verso il
confine ben contenti della fantastica gita di oggi. Reva che ha camminato tutta la giornata senza dare mai segni di cedimento e con grande entusiasmo riesce addirittura
a dirci appena passata la frontiera spagnola “ E ora cosa facciamo?andiamo al parco
giochi?”...Beata gioventù!


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