MARTINICA: Esplorando il Sud della Martinica – 2 parte

Domenica 20 febbraio partiamo per una nuova bella escursione a piedi in esplorazione del Sud della Martinica. Ci mettiamo in cammino fino a Sainte Anne dove facciamo rifornimento di croccanti baguette appena sfornate, affettato, formaggio e frutta per il nostro pic-nic. Raggiungiamo il vecchio Mulino Val d’ Or (1770) testimonianza della passata lavorazione dello zucchero. Questo edificio storico è l’unico mulino ad animali, a due piani e funzionale dei Caraibi. In questo momento, il sito del mulino e l’adiacente zuccherificio è chiuso, quindi non ci resta che ammirarlo dall’esterno. Prendiamo una strada sterrata che passa tra campi erbosi pieni delle tipiche mucche Brahman (della specie zebù originaria dell’India): bianche, con grandi corna e una gobba pronunciata. Sono utilizzate molto alle Antille perché robuste e soprattutto perché si adattano bene a questi climi caldi ed umidi. Alcune sono proprio accanto alla recinzione quindi Reva è contenta riuscire ad osservarle praticamente a portata di mano. Sono così placide, sembra che nulla possa disturbarle. Le guardo con ammirazione, in questo momento storico dove l’ansia è sempre in agguato vorrei tanto avere anche io la calma e la pace interiore che questi animali sanno sprigionare. Invece sono qui a mettere un passo dopo l’altro e strada sotto le scarpe per poter mantenere l’equilibrio e forse allontanarmi dall’incertezza generale che questa situazione sanitaria ancora sta portando con sé. In questi momenti niente sa farmi star bene come il camminare lunghe ore in mezzo alla natura insieme alla mia famiglia.
Il paesaggio è tranquillo: campi coltivati, case dai giardini curati, maialini dentro recinzioni, capre legate a paletti e cani che fanno la guardia. In questa bella giornata di sole è piacevole camminare all’ombra delle piante attraversando queste strade secondarie silenziose e tranquille.
Proseguendo il paesaggio cambia, la strada attraversa la zona paludosa di Petit Sable accanto alla baia des Anglais e ci troviamo in un piccolo sentiero tra mangrovie, bellissimi Aironi bianchi, Aironi guardabuoi, colibrì e Monquer gorge-blanc. La passeggiata si trasforma presto in una gita d’istruzione con tanto da osservare ed imparare. Arriviamo quindi alla spiaggia Bebéche a punta Coton dove troviamo un mare calmo, spiaggette bianche e tante palme. Qui alcune persone si divertono a perfezionare il loro kitesurf favoriti dall’acqua bassa e dalla protezione dall’onda fornita dalle isole esterne. Facciamo una merenda su tavoli di legno ricavati da assi e grosse bobine industriali di legno all’ombra di una vecchia randa utilizzata come telone. Un uccellino viene a rubare le nostre briciole mentre Reva gioca con un colorato Bernard l’hermite. Proprio accanto è stato allestito un rustico ristorante sulla spiaggia che oggi ha pronte due lunghe tavolate eleganti per un evento speciale. Tre grosse griglie sono al lavoro con spiedini di carne, pesce e aragoste. Presto un delizioso ed irresistibile profumo si diffonde per tutta la spiaggia.


Riprendiamo il cammino lungo la costa con tratti al sole tra i cactus e bassa vegetazione ma anche con tanti tratti all’ombra delle piante. Il paesaggio è molto bello perché questa zona è piena di isole e isolotti. Raggiungiamo Cap Chevalier e facciamo il nostro pic-nic sull’alta torre di legno che ci regala una bella vista su tutta la zona. Siamo soli, all’ombra e rinfrescati da una piacevole aria che arriva dall’oceano. Mangiamo in compagnia di una piccola iguana verde e prendiamo qualche minuto per sdraiarci. Scesi dalla torre raggiungiamo l’Anse Michel per un bagno rigenerante. La spiaggia bianca tra palme tutte ricurve è decisamente troppo affollata per i nostri gusti ma non volevamo perdercela dopo aver fatto tanta strada. Reva fa il suo bagno indisturbata. Il mare è protetto dalla barriera esterna, con acqua cristallina a riva mentre al largo c’è molta poseidonia e tanti sargassi depositati sulla spiaggia.
Sul sentiero del ritorno ci sediamo a contemplare un immenso Figuier Maudit. Si tratta di un albero parassita con numerosi radici esterne che hanno la proprietà di soffocare e uccidere le piante circostanti (le quali diventeranno humus e quindi nutrimento per la pianta stessa). In Martinica è considerato un albero magico, benefico e malefico allo stesso tempo. Da sempre questa pianta strangolatrice ha stimolato la fantasia collettiva con miti e leggende. Si pensa infatti che camminando alla sera vicino a lei si corra il rischio di essere risucchiati dagli spiriti che abitano nel suo tronco. Nonostante la sua immagine aggressiva, questa piante è in realtà fondamentale nella foresta tropicale, perché una volta matura produce altre piante ricche di frutti e semi che diventano nutrimento per numerosi animali.
La strada del ritorno fa un piccolo anello poi si ricongiunge a quella percorsa all’andata. Camminiamo a passo rapido, raccontiamo diverse storie e il tempo passa veloce. Arrivati a Sainte Anne Reva è alla fine delle sue energie e solo un fresco ghiacciolo ai frutti tropicali potrà darle la forza per arrivare fino alla barca. Non possiamo certo lamentarci della nostra piccola esploratrice visto che questa volta ha camminato, senza esitazione, per ben 21,5 Km.
Una volta in barca facciamo un tuffo e una doccia che rinvigoriscono corpo e spirito. Nonostante la fatica fisica della giornata, che sentiamo tutta nelle gambe, dopo queste passeggiate ci sentiamo sempre pieni di energia e profondamente in armonia con noi stessi. Non potremmo proprio farne a meno! A conclusione poi della bella giornata prepariamo un aperitivo in pozzetto e, mentre il sole se ne va, brindiamo a questa esplorazione che ci ha permesso di conoscere nuovi angoli di questa splendida isola.