20 October 2019

SARDEGNA- BALEARI...La randa ci abbandona!

16 ottobre 2019 alle 15:33 salpiamo l’ancora lasciamo la baia Malfatano e la Sardegna. Abbiamo un SW di 20 Kn e un mare non troppo formato quindi iniziamo a bolinare con 2 mani alla randa e la trinchetta. Dopo un ora il vento diventa W di 14 Kn e procediamo nello stesso modo ma un po' più comodi. Reva gioca sotto coperta mentre io e Michele in pozzetto osserviamo la costa della Sardegna allontanarsi illuminata dai colori del tramonto, la roccia rossa, il verde brillante della macchia mediterranea, le torri di avvistamento, le belle baie. Che spettacolo! Vediamo bene il Golfo Teulada con le sue scogliere e le sue baie, le isole di Sant’Antioco e Carloforte diventare sempre più piccole dietro la nostra scia.
“Ciao Sardegna!” grida Reva sventolando la mano, quando arriva in pozzetto, e noi non possiamo che unirci a lei e ringraziare quest’isola magnifica che ci ha regalato bellissimi momenti alla scoperta delle sue baie. Arrivederci!
Mentre stiamo chiacchierando in pozzetto un piccolo pettirosso vola verso di noi e tenta di appoggiarsi alla barca. Dopo vari tentativi lo vediamo sparire verso il largo con un frenetico sbattere di ali. Questo incontro inatteso e speciale riempie i pensieri di Reva e solletica la sua curiosità. Rispondiamo alle sue domande ma ci rendiamo conto di averne altrettante anche noi. Questi piccoli volatili attraversano il mare per raggiungere le coste nord africane dove passano la stagione invernale. Come fanno a sapere quando partire? Quanto ci impiegano? Come fanno ad orientarsi? Vanno in gruppo o anche da soli come quello che abbiamo visto?...ci ripromettiamo di documentarci meglio al nostro arrivo.
Il vento diminuisce progressivamente, apriamo tutta la randa, mettiamo il genova e
veleggiato a 5 Kn di velocità. Reva gioca a Sandokan e i Pirati della Malesia. Dopo cena come previsto il vento ci abbandona quindi procediamo a motore a 5 Kn su un mare calmo con l’onda che si ammortizza progressivamente. Ci sdraiamo in pozzetto sotto una stellata incredibile e cerchiamo le costellazioni che conosciamo. Reva riconosce senza problema l’orsa maggiore e la minore poi le mostro Cassiopea, Artemide e Pegaso che fatica ancora a riconoscere. Giove è talmente luminosissimo che lo trova subito accanto alla costellazione del Sagittario. Vediamo bene anche Vega della Lira , l’aquila  e finalmente il Delfino che piace sempre tanto a Reva. Sgranocchiamo biscotti al cioccolato, tra coccole, risate e qualche partita ad Hulo. Dietro di noi vediamo sorgere una luna bellissima come un grande disco rosso che velocemente sale illuminando tutto quello che ci circonda. Le stelle più luminose sono ancora visibili ma tutte le altre scompaiono magicamente. Reva va a dormire mentre io e Michele ci prepariamo per i turni della notte. Tutto procede tranquillo in questa prima luminosissima notte senza navi e inaspettatamente calda.
Giovedì 17 ottobre alle 9 abbiamo percorso 95 Mn, è una bellissima giornata di sole, fa caldo e siamo in pozzetto con canottiera e pantaloncini. Decidiamo di buttare la lenza ma riusciremo a pescare solo un sacchetto di plastica! Speranzosi ritentiamo...
La mattinata passa velocemente con la scuola di Reva, la lettura di qualche libro e  fumetti. Dopo pranzo arriva finalmente un vento al gran lasco apriamo randa e genova e procediamo a 4,5 Kn. Per avanzare più velocemente issiamo il gennaker che ci fa guadagnare un nodo di velocità, la barca è stabile e veleggiamo tranquilli. Alle 15 facciamo il punto nave(38°26.26N 06°18.33E) abbiamo percorso nelle 24h 127 Mn.
Continuiamo ad avvistare uccelli in migrazione, alcuni sono pettirossi mentre altri sempre piccoli non sappiamo identificarli. Uno di loro riesce ad aggrapparsi prima alla randa poi al genova ed infine si sistema su una volante di Dumas. Possiamo quindi osservarlo bene e scopriamo che fa parte della famiglia dei turdidi tutto grigio con il petto pieno di macchioline rotonde e scure. Reva decide di chiamarlo “Viaggio” e torna spesso ad osservarlo poi dopo averlo guardato per un lungo momento,  senza avvicinarsi troppo per paura di farlo scappare, gli dice  preoccupata “torna a casa!”.
Notte tranquilla con una distesa di plancton spettacolare.
Venerdì 18 ottobre ci svegliamo con poco vento contro quindi avanziamo a motore. Dalla 9 di mattina si stabilizza un SW di 15Kn, procediamo di bolina stretta con vele completamente aperte, avanziamo in rotta a 6Kn di velocità. Il tempo è bello, avvistiamo una tartaruga accanto allo scafo durante il pranzo e qualche nuovo uccellino in migrazione. Nel pomeriggio al punto nave(38°40.53N 03°32.13E) abbiamo percorso 259Mn e mancano 95Mn alla destinazione. Michele è al timone dalla mattinata, io leggo e mi riposo ad intervalli regolari mentre Reva si rotola nella sua cabina approfittando dell’inclinazione e gioca in autonomia tutto il pomeriggio. La barca è molto sbandata quindi cerchiamo di muoverci poco e passiamo tanto tempo tranquilli a leggere e raccontarci storie. Verso le 17 Michele mi chiama in pozzetto, si accorge che la randa si è delaminata nella parte più alta con uno squarcio ben visibile. Sapevamo che questa vela sarebbe durata poco ma sinceramente speravamo ci facesse fare più strada. Tiriamo giù la randa che ripariamo con i mezzi di bordo, applichiamo su entrambi i lati anche del tessuto adesivo di riparazione e con un cordino colleghiamo la penna al carrello più vicino (in modo tale che se si dovesse separare definitivamente il tessuto in due parti potremo comunque tirare giù anche la penna). Issiamo nuovamente la randa prendendo una mano e incrociamo le dita nella speranza che tenga fino a destinazione. Sembra tenere...dopo un’ora si apre però in alcuni punti poi lo squarcio si blocca definitivamente, siamo contenti perché così possiamo avanzare a 5Kn. Per festeggiare apriamo un pacco di Fonzie!!
Alle 19 siamo di bolina larga con 11 Kn di vento che rinforza nel corso della notte fino a 20 Kn. Prendiamo un’altra mano alla randa e teniamo il genova aperto completamente. Facciamo i nostri turni ma dalle 2 siamo entrambi in pozzetto e continuiamo a manovrare per evitare 3 navi passeggeri e diverse barche di pescatori. Fortunatamente la luna ci permette di vedere bene e procedere tranquilli. Una volta arrivati vicino all’isola di Tagomago togliamo la randa ormai alla fine delle sue possibilità e procediamo solo con il genova. Abbiamo le carte e conosciamo il luogo quindi avanziamo decisi. Il vento però è calato e procediamo così piano che butteremo l’ancora ad Ibiza solo con la prima luce del mattino. Alle 7:08 di sabato 19 ottobre siamo a Pon des lleo(39°02.24N 01°36.78E) dopo 351 Mn di navigazione. La randa è miracolosamente riuscita a portarci a destinazione ma ora ci abbandona definitivamente!



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