24 October 2019

SPAGNA: Ibiza

Siamo ad Ibiza ancorati a Pon des lleo(39°02.24N 01°36.78E). Che meraviglia ritornare in questa isola dove abbiamo passato una lunga e bella estate. In quella occasione Ibiza è stata una grande rivelazione, ci ha regalato ancoraggi selvaggi e solitari persino in piena stagione estiva. Oggi però non abbiamo troppo tempo per guardarci intorno. Durante la navigazione dalla Sardegna fino a qui la randa si è delaminata, dopo una riparazione di fortuna dell’ampio squarcio, siamo riusciti comunque ad arrivare a destinazione. Oggi quindi ci aspetta un bel lavoretto! Abbiamo a bordo una randa di emergenza, la portiamo fuori, togliamo la randa rotta, estraiamo le stecche, le adattiamo alla randa di emergenza e sistemiamo la nuova vela ufficiale al suo posto. L’operazione ci terrà impegnati fino al tramonto. Nel frattempo diverse barche a motore arrivano all’ancoraggio e iniziano ad ascoltare musica a tutto volume in perfetto stile ibizenco. La giornata è soleggiata e calda tanto che ci regaleremo una pausa per un tuffo rinfrescante. Alla fine issiamo la nuova randa, che è più piccola della precedente, la sistemiamo e tutto sembra in ordine, ora non ci resta altro che provarla in mare.
Il giorno seguente nel mezzogiorno siamo ansiosi di veleggiare con la nuova randa e facciamo rotta verso sud. Il vento è contrario sui 12-15 Kn quindi facciamo diversi bordi di bolina e Dumas naviga perfettamente. Che meraviglia! Sapevamo che la vecchia randa prima o poi ci avrebbe abbandonato ma non pensavamo così presto, fortunatamente avevamo a bordo questa vela di emergenza che ci toglie dai guai. Raggiungiamo dopo un pomeriggio di piacevole navigazione Cala llonga (38°57.18N 01°31.31E) dove ancoriamo in mezzo alla baia. Mettiamo il dinghy a terra e sbarchiamo subito. Passeggiata, supermercato e parco giochi. Oggi il cielo è coperto di nuvole ma la temperatura resta ottima. Ci divertiamo a correre sulla grande spiaggia quasi completamente libera. Tornati a bordo ci regaliamo una bella cenetta con i prodotti freschi trovati a terra.
Lunedì 21 ottobre il meteo annuncia l’arrivo del brutto tempo quindi veleggiamo verso le Salinas per proteggerci meglio dal vento. Il tempo oggi è ancora buono quindi copriamo tranquillamente le 11Mn che ci separano dalla destinazione. Cerchiamo di ancorare bene sulla sabbia e prepariamo la barca al colpo di vento. Come annunciato nella notte abbiamo un forte aumento del vento, un continuo passaggio di temporali con pioggia fulmini e ripetuti giri di vento. Reva dorme beata nella sua cabina mentre io e Michele restiamo entrambi di guardia pronti a scappare se necessario. I fulmini sono forti e vicini, il vento ci gira da tutte le parti e spesso ci troviamo con la poppa verso terra. Non chiuderemo occhio!
Come previsto la mattina seguente il vento si calma ma dobbiamo cambiare ancoraggio perché nella notte è atteso un colpo di vento questa volta da SW. Cerchiamo di salpare l’ancora ma ci accorgiamo che qualcosa blocca gli ultimi metri della catena. Dopo diversi tentativi l’ancora sale portando con se un lungo cavo di acciaio di 10cm almeno di diametro attorcigliato su di lei. I continui giri di vento della notte ci hanno fatto ben rastrellare tutto il fondo. Michele arriva subito a prua e con fatica riesce finalmente a liberarci. Facciamo quindi rotta verso Formentera e dopo una decina di miglia di navigazione ancoriamo a l’Ensenada del cabrito. L’ancoraggio è protetto dal vento atteso ma il fondo è pessimo. La presenza di alghe ovunque e la profondità della baia ci obbligheranno a riprovare numerose volte l’ancoraggio. Alla fine l’ancora prende anche se dopo l’avventura della mattina siamo sinceramente preoccupati di scoprire su cosa mai possa aver preso.
Il tempo è brutto e il pomeriggio piovoso. La sera il vento rinforza e siamo contenti di vedere che la direzione prevista è confermata quindi siamo almeno ben riparati dal colpo di vento. Purtroppo ci aspetta un’altra notte insonne con vento forte, temporali che ci passano accanto fortunatamente senza provocare troppi giri di vento. Iniziamo ad essere in debito di sonno e piuttosto stanchi di questo tempo così variabile che ci sta facendo rimbalzare da un ancoraggio ad un altro.
Il giorno dopo saremo comunque nuovamente in movimento per raggiungere Ibiza e proteggerci a Talamanca (38°54.64N 01°27.47E) dal NW annunciato per la notte. Appena lasciamo Formentera troviamo una fastidiosa onda incrociata formata dall’onda del vento più l’onda lunga del forte maestrale di questi giorni nel golfo del Leone e a sud della Sardegna. Anche all’ancoraggio l’onda lunga entra rendendo poco confortevole la permanenza a bordo. Siamo stanchi e infastiditi! Cerchiamo nel pomeriggio di riposare un po' e recuperare almeno qualche ora di sonno. Durante la notte abbiamo il vento annunciato ma siamo ben protetti e quindi tutto procede senza problemi.
Il 24 otobre finalmente ci svegliamo con un bel sole e un cielo azzurro senza nuvole. Il meteo annuncia una pic ola tregua di bel tempo e questo ci riempie di ottimismo. Salpiamo l’ancora, raggiungiamo il Marina Botafoc per il rifornimento di gasolio ed acqua poi  ancoriamo a le Figuerettes. L’onda lunga si è attenuata ma è ancora presente quindi sbarchiamo volentieri. Prima di tutto facciamo il bucato nella lavanderia automatica nella parallela del lungo mare. Poi ci catapultiamo in un forno per fare incetta di pane e brioche appena sfornati. Dopo passeggiamo avanti e indietro per il lungomare insieme ai tanti turisti che raggiungono Ibiza anche fuori stagione. Per finire andiamo a fare provviste al supermercato e dove troviamo una grossa rete di castagne. Per la gioia di grandi e piccini facciano quindi una bella castagnata su Dumas che ci regala finalmente il profumo dell’autunno!
Il 25 ottobre dopo una notte di sonno tranquillo decidiamo di partire per una gita alla capitale di Ibiza. Lungo la strada compriamo delle enseimada appena sfornate che sono deliziose. Raggiungiamo a piedi la Dalt Vila con la sua impressionante mura di cinta, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1999. L’acropoli è sempre uno spettacolo imperdibile del luogo con i suoi portali di accesso, i sette baluardi, la Cattedrale, il Castello, le viuzze intricate e i monumenti. La vista sull’isola e sul mare ripaga la fatica di raggiungere i punti più alti. Reva ci obbligherà a leggerle quasi tutti i pannelli esplicativi che raccontano la vita della città nei tempi passati. La mattinata passa rapidamente esplorando questa bella città capace di unire il suo lato storico ad una parte più moderna, colorata e piena di servizi.
Rientriamo a bordo ben contenti di questi ultimi due giorni. Il meteo dei prossimi giorni dovrebbe permetterci di fare rotta verso Gibilterra prima che si installi un vento contrario. Senza esitazione prepariamo la barca e facciamo rotta verso Ovest.



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