28 March 2012

TUAMOTU: TAHUATA e FATU HIVA

Lunedì 12 marzo 2012 leviamo l'ancora alle prime luci del giorno a lasciamo l'isola di Nuku Hiva. È tempo di partire e ci piacerebbe ritornare nelle isole del Sud, così in questa bella giornata di sole veleggiamo verso Tahuata con un E 12Kt . Mettiamo in acqua la lenza perché abbiamo proprio voglia di mangiare del pesce fresco e dopo poco il nostro desiderio viene esaudito: un tonno! La navigazione procede lentamente perché dopo il tramonto il vento è calato. Arrivati a poche miglie da Tahuata accendiamo il motore. Tutto è illuminato a giorno da una luna enorme che ci permette di avvicinarci alla costa in tutta tranquillità guidati soprattutto dalle tracce prese durante il nostro precedente passaggio. Un gruppo di delfini viene ad accoglierci all'ingresso della baia di Hanamoenoa dove ancoriamo alle 3 di notte (9°54S;139°06W).


Martedì mattina arrivano anche Chris e Kelly che invitiamo a bordo di Coelacanthe per un pranzetto a base di sushi e sashimi. Delizioso!
Mercoledì 14 nel pomeriggio Michele fa la sua prima immersione con le bombole sotto la guida esperta di Chris. È davvero fortunato perché questa baia con acqua azzurra e sabbia bianca è davvero l’ideale. Io e Kelly li seguiamo in superficie e scattiamo qualche foto. Mentre Michele è impegnato nei suoi esercizi sul fondo tre piccole mante si avvicinano e cominciano a girargli intorno. Che incontri emozionanti si possono fare sott’acqua.
Per questa notte abbiamo in programma una caccia alle aragoste perché Chris è convinto che sia il posto ideale. Partiamo dopo il tramonto armati di torce e gli uomini si lanciano nella caccia mentre io e Kelly facciamo assistenza sul dinghy. Restano a mollo per tantissimo tempo, ore ed ore senza dare segno di cedimento mentre noi ci facciamo chiacchiere e risate. Quando ne prendono una ci fanno un segnale con la torcia, noi la recuperiamo sul dinghy e loro riprendono la caccia. Rientriamo in barca con un dignitoso bottino di 4 aragoste di cui una enorme e belle conchiglie. Giovedì 15 siamo su Blue Peter per gustare le aragoste al forno con burro e aglio. Una prelibatezza. Passiamo la giornata insieme ascoltando musica e scambiandoci un pò di materiale utile per la navigazione. Pensiamo di passare ancora qualche giorno a Tahuata prima di spostarci a Fatu Hiva.


Venerdì 16 marzo 2012 alle 7 lasciamo la baia di Hanamoenoa per percorrere le 5 mn che ci separano da Hapatoni. Un numeroso gruppo di delfini ci farà da scorta lungo il tragitto divertendosi a prua. All’ancoraggio troviamo solo un altra barca, è Jacquie che viene a fare due chiacchiere con noi.
Sabato 17 marzo scendiamo a terra per fare due passi per il villaggio e Kelly chiede di poter vedere l’artigianato locale. In pochi minuti vengono allestiti banchetti carichi dei loro spettacolari lavori. Tra tutte le isole viste dobbiamo dire che qui sono i migliori scultori sull’osso e che sono senza dubbio l’isola con il migliore rapporto qualità prezzo. Kelly si lascia prendere dalla frenesia dello shopping e schizza come una biglia impazzita da una venditore all’altro. Noi ammiriamo soltanto riuscendo a controllarci con il solito trucco che con noi funziona sempre:”quanti giorni di vita in barca mi toglie?”.
Lunedì 19 marzo partiamo di buon ora per raggiungere il villaggio di Vaitahu a piedi. È una bella camminata che facciamo senza fretta godendoci il meraviglioso paesaggio. Incontriamo solo mucche e cavalli e sfortunatamente nessuna macchina a cui chiedere un passaggio.
Andiamo a visitare la chiesa dalle sculture in legno magnifiche e restiamo sempre affascinati dall’imponente vetrata raffigurante la Madonna di colore. Kelly va in posta per farsi cambiare dei dollari poi cerchiamo l’alimentari. Troviamo un angolino tranquillo fronte mare per allestire il nostro pic-nic. Facciamo un ultimo giro per il villaggio prima di riprendere la strada di casa. Passo dopo passo raggiungiamo il colle dove ci fermiamo per una meritata sosta.
Lungo la strada del ritorno ci fermiamo per raccogliere delle zucche che avevamo adocchiato all’andata proprio sul bordo della strada. Non contenti prendiamo anche dei limoni e delle papaie. Michele e Chris sembrano proprio dei « portatori di frutta », dopo tutto questo allenamento potranno partecipare a questo sport tradizionale nella prossima Heiva. Sopportiamo la fatica perché sappiamo che questo prezioso bottino ci farà davvero comodo nei prossimi mesi che trascorreremo alle Tuamotu. Arriviamo ad Hapatoni nel pomeriggio e solo un buon bagno saprà levarci di dosso la fatica della giornata. Notte di sonno profondo.
Martedì 20 marzo alle 5:45 partiamo da Tahuata per percorrere le 45 mn che ci separano da Fatu Hiva. Veleggiamo tutta la giornata con un E 15Kt e ancoriamo nella baia di Hanavave alle 15:40 (10°27S;138°40W). Mercoledì mattina scendiamo a terra con Chris e Kelly per una bella passeggiata per il villaggio e torneremo in barca carichi di banane. Nel pomeriggio scendiamo da soli e andiamo a salutare le persone conosciute al nostro precedente passaggio. Ci fanno tutti una gran festa come fossimo parenti venuti da lontano. Facciamo il pieno di acqua e il bucato sul pontone. Giovedì Chris, Kelly e Michele partono per un immersione nella baia. Tornano entusiasti perché la visibilità era ottima e sono riusciti a trovare una grotta dai colori meravigliosi. Aperitivo e cena tutti insieme su Blue Peter.
Venerdì 25 marzo c'è un grande fermento sull'isola per l'arrivo dell'Aranui carico di turisti. A terra vengono allestite piccole bancarelle dagli artigiani che espongono i loro manufatti. Un gruppo di musicisti e danzatori si esibiscono in onore dei nuovi arrivati con canzoni e balli locali. Non ci stanchiamo mai di vederli danzare anche se dopo aver vissuto l'esperienza intensa del festival questo momento ci pare fin troppo artificiale. Seguono diverse dimostrazioni di come rapare il cocco, preparare i bouquet di essenze e intagliare il legno locale. L'arrivo dell'Aranui è un importante occasione per gli abitanti dell'isola, di certo la più isolata dell'arcipelago.
Sabato 24 marzo 2012 ad Hanavave è un giorno di festa , si sposa il figlio del sindaco e tutta la popolazione (velisti compresi!) sono stati invitati. Ci prepariamo per la grande occasione e sbarchiamo per le 9 quando ha inizio la cerimonia. La chiesa è strapiena di fiori e di persone tanto che presto non rimangano più posti a sedere. Assistiamo alla cerimonia del matrimonio celebrata in marchisiano con i suoi bellissimi canti. Gli sposi e le rispettive famiglie sono vestiti allo stesso modo e così gli appartenerti di ogni famiglia. All'uscita della chiesa gli sposi baciano famigliari, amici e parenti mentre ricevono un numero infinito di profumatissime ghirlande di fiori. Ci sentiamo parte degli invitati e partecipiamo con entusiasmo ai festeggiamenti.
Poco lontano vengono aperti i forni marchisiani preparati nella notte con tutte le pietanze degne dell'importante occasione. Noi assistiamo a questa operazione che viene eseguita con maestria dagli addetti ai lavori. È delizioso il profumo che sprigionano questi cesti intrecciati pieni zeppi di cibo. Intanto sulla griglia vengono preparate le aragoste e il pesce. C'è da mangiare per un esercito! Dal forno il cibo passa in cucina dove viene preparato in barchette di plastica sigillate con la pellicola. Ognuno di noi passa poi al tavolo dove vengono distribuiti i piatti in un infinità di scelta: maiale, insalata di granchio, aragosta, pollo, uru, manioca, banane cotte, riso, pasta, manzo, pesce alla polinesiana, tonno grigliato.....I festeggiati e la parentela più stretta pranzano tutti insieme in una sala allestita per l'occasione mentre ballerini e musicisti si esibiscono in onore degli sposi. Mangiamo come si riesce a fare solo ai matrimoni e al momento di salutare e ringraziare gli sposi veniamo caricati di altri piatti pronti. Sono tutti di una generosità eccezionale ed é impossibile rifiutare. Rientriamo in barca felici di aver potuto prendere parte a questa giornata di festeggiamenti. W gli sposi!!
Lunedì 26 marzo alle 8 siamo a terra, compriamo le ultime provviste nel minuscolo negozietto che riesce ad essere sfornito di tutto anche dopo l’arrivo dell’Aranui. La proprietaria é un anziana scorbutica che tratta malamente chiunque (una vera rarità in polinesia), si trattiene un pochino con i forestieri ma nemmeno più di tanto. Facciamo il pieno di acqua sul molo e andiamo a salutare gli amici dell’isola. Augustin ci accoglie con il suo dolce sorriso e ci carica di frutta dopo che gli abbiamo regalato una t-shirt. « Ci vediamo a giugno a Tahiti ? » ci chiede salutandoci e noi ce lo auguriamo davvero. Sulla strada troviamo Marc che sta partendo con il fratello per raccogliere legna nella costa Est dell’isola. Passiamo a salutare Blondine così ci gustiamo il nostro ultimo ghiacciolo al corasol e lei ci ragala un enorme casco di banane. Quante belle persone abbiamo incontrato a Fatu Hiva.
Il gerndarme incontrandoci ci chiede se siamo passati per Hiva Oa…non si ricorda di averci visto e fatto la stessa domanda pochi giorni fà ! Torniamo alla barca dopo essere passati a salutare Philippe e Pascal che ci mettono in guardia sull’arrivo di una grossa onda da Sud ma noi vogliamo assolutamente prendere questa finestra di vento di 3 giorni.
Prepariamo Coelacanthe per la navigazione, pane, 2 torte e riso. Alle 12 salpiamo e lasciamo Fatu Hiva -448 mn da Takaroa. Fuori dall’ interferenza dell’isola il vento si stabilizza E 15Kt e procediamo veloci al traverso. L’onda da Sud di 1,50/2 m non é troppo fastidiosa avendo un periodo piuttosto lungo tra una cresta e l’altra. Che meraviglia riprendere il mare ! Proviamo tristezza all’idea di lasciare le Marchesi che in questi mesi hanno saputo regalarci grandi emozioni ma abbiamo tanta voglia di riprendere il largo con i suoi colori, la musica del vento e la poesia del mare.
Al tramonto peschiamo un grosso tonno che impiegheremo un ora a pulire. La prima notte passa tranquilla sotto un cielo di stelle cadenti e desideri espressi per chi amiamo.
Martedì 27 (-304mn) bella giornata di sole, vento E 16 Kt con onda da S attenuata . Viaggiamo al traverso con una media di 6Kt comodi e rilassati. Riusciamo a collegarci con i Caraibi e parliamo con Enzo e Rita. Pomeriggio tra libri, musica e contemplazione del mare.
Mercoledì 28 (-140mn) vento da E 13 Kt che dovrebbe diminuire nel corso della giornata. Questa notte abbiamo fatto tanta strada e grazie alla corrente a favore abbiamo viaggiato veloci. Qualche groppo piovoso poi sole e vento per il resto del pomeriggio. Proviamo a pescare ma il pesce si stacca per due volte. Domani in giornata è previsto l’atterraggio a Takaroa.
Che meraviglia riprendere il mare soprattutto quando la navigazione è così tranquilla e dopo aver messo Coelacanthe in rotta non resta altro che farsi scaldare dai raggi del sole, contemplare il moto perpetuo del mare, ascoltare la musica che il vento fa tra il sartiame…la mente si libera, l’animo si placa, smettiamo di pianificare, progettare, organizzare e viviamo intensamente l’attimo presente. È il cuore il vero protagonista della navigazione perché fatto silenzio fuori e dentro di te è capace di regalarti semplici ma preziose emozioni senza eguali. Sarà difficile rinunciare a tutto questo anche solo per qualche anno.