27 November 2015

GRENADA: Costa Sud

La costa Sud di Grenada è un susseguirsi di fiordi profondi che offrono un gran numero di ancoraggi antiuragano. Le baie sono molto frequentate dai diportisti e dopo una campagna di promozione immobiliare numerose belle ville fanno mostra di sé sulla costa seppur ben integrate con il paesaggio che le circonda. 
La prima baia è Prickly bay (11°59.75N 61°45.83W) sicuramente l'ancoraggio più frequentato della costa Sud e porto di entrata. A terra si può sbarcare allo Spice Island Marine Service dove si trovano gli uffici della dogana e immigrazione, un mini market, una macelleria, il famoso bar-ristorante The Boatyard, punto di ritrovo di tutti i diportisti. Il pontone del marina offre una trentina di ormeggi attrezzati e un distributore di gasolio sulla testata. Nella parte nord ovest della baia si trova un cantiere, un negozio per la nautica ed altri ristoranti. La baia è affollatissima e riusciamo ad ancorare solo nella parte più esterna su un buon fondo di 12m. Dopo due giorni di bel tempo siamo investiti da una serie di giornate piovose e grigie. Le giornate le passiamo in barca principalmente ma nei momenti di tregua sbarchiamo armati di kway per esplorare la zona e sgranchirci le gambe. 
Giovedì 12 finalmente torna il sole e dopo aver fatto il pieno di gasolio facciamo rotta verso est. Ancoriamo a Clarke's Court Bay (12°00.16N 61°43.82W) una grande baia un tempo porto naturale utilizzato dalle navi per carichi di spezie e rhum. Nella parte più profonda della baia si trova il piccolo villaggio di Woburn dove troviamo qualche mini market piuttosto essenziale e ristoranti locali. Il bel Whisper Cove Marina dei canadesi Gilles e Marie offre una ventina di posti, macelleria, ristorante e tanti altri utili servizi. Questo ancoraggio si trova in un punto strategico e ci permette di visitare le baie e gli isolotti che lo circondano direttamente con il dinghy.
Sbarchiamo su Hog Island nella spiaggia che si trova a sud. L'isola è deserta frequentata solo da uccelli qualche pecora e granchi. Facciamo il giro dell'isola a piedi gustandoci la bella vista dalla collina che si trova a nord. Sono due i possibili ancoraggi a hog island: nella zona Ovest si trova un bel ancoraggio particolarmente ridossato e tranquillo che in questo periodo è completamento pieno di barche ferme in attesa dell'arrivo della bella stagione; nella zona Est un piccolo ancoraggio meno protetto ma più fresco. Passiamo la domenica nella bella spiaggia di sabbia bianca, situata ad ovest dell'isola, attrezzata di tavoli e un bar utilizzato dai charter giornalieri.
A sud di Clarke's Court Bay si trova Caliveny Island oggi privata con una principesca residenza costruita nella parte nord ovest.
Il 20 novembre lasciamo l'ancoraggio per raggiungere la capitale St. George. Percorrendo la costa sud passiamo davanti all'immensa università si St George costruita su una scogliera con una vista spettacolare sul mare. Questa grande università ha un ottima reputazione soprattutto per quanto riguarda il corso di medicina.  Nel mezzogiorno siamo arrivati ed ancoriamo a Grande Anse Bay. Questa é una delle più grandi spiagge delle Antille. Si sbarca sul pontone di legno del Coconut Beach dove é possibile lasciare il dinghy ma fate attenzione perché nei fine settimana si riempie di barche locali che fanno da taxi per i turisti che sbarcano dalle navi da crociera. Il dinghy rischia presto di trasformarsi in un parabordo per queste grandi e colorate imbarcazioni di legno. In queste giornate di folla la spiaggia viene attrezzata di sdraie ombrelloni, confort e servizi degni di una spiaggia della riviera romagnola. In settimana invece é possibile camminare tranquillamente lungo il litorale davanti ad un mare turchese. A metà della spiaggia si trova anche un mercato di frutta, souvenir e piccoli bar coloratissimo e caratteristico. Poco lontano lungo la strada si trovano invece due grossi centri commerciali dove é possibile fare ottime provviste in termini di qualità e prezzi (In particolare Real Value IGA ha un ottima scelta).
Ci concediamo un ultima giornata in città, percorrendo le vie lasciandoci trasportare dal flusso di persone che attraversa il mercato che anche questa volta ci seduce con i suoi colori, la musica e il suo irresistibile profumo di spezie. Da assaggiare é la marmellata fatta con il frutto della noce moscata, deliziosa!
Il 22 partiamo alle prime luci del mattino e salutiamo Grenada "l'isola delle spezie" che ci ha ospitato e cullato nelle sue belle baie in questo ultimo mese.
Rotta sulle Grenadine.



19 November 2015

Il giornale di Reva: giornate caraibiche


Ciao amici sono di nuovo qui per raccontarvi le mie giornate caraibiche. La mattina mi sveglio appena la luce fa capolino dall'oblò e vado subito a svegliare quei dormiglioni di mamma e papà che fanno un sacco di storie per alzarsi. Io invece mi sento piena di energia anche se ho la pancia che brontola terribilmente. Tutti e tre insieme facciamo colazione in pozzetto, io adoro quando c'é il latte al cacao con le crepes alla marmellata o la torta. Dopo, mentre i miei sistemano casa e fanno il bucato, io porto da mangiare alle mie bambole e gioco in cameretta. Arriva finalmente il momento del bagno e dei tuffi in mare direttamente da Vagabond. Armata con i miei inseparabili braccioli resto in acqua il più possibile. A volte andiamo a terra e il bagno lo facciamo in spiaggia anche se non é mai la stessa. A mezzogiorno pranziamo sempre in pozzetto ma ben protetti dal tendalino. Dopo il caffé dei miei genitori io vorrei scappare perché arriva il momento del pisolino! non vorrei dormire ma la mamma dice "vieni qui che ti faccio solo un coccolino" e poi mi frega tutte le volte perché non sò come ma io mi risveglio solo un oretta dopo. Il pomeriggio facciamo passeggiate, sbarchiamo per visitare a terra e a volte posso guidare io il dinghy oppure restiamo a bordo e facciamo mille giochi qui. Papà mi ha costruito un altalena sulla poppa di Vagabond che si può mettere e togliere. Quando verrete a trovarmi ve la farò provare! La mamma invece mi ha preparato una collana fatta di conchiglie: bellissima! Alcuni giorni però siamo in navigazione e dopo aver timonato e dato una mano nella regolazione delle vele mi lascio cullare dalle onde e schiaccio un pisolino extra. Quando siamo a terra incontro tanti bambini e gioco con loro. Qui i bambini e i grandi hanno la pelle marrone e dei grandi occhi neri, parlano una lingua che proprio non capisco ma riusciamo a giocare insieme lo stesso. Le bimbe hanno dei vestiti flou molto colorati e portano sempre dei codini fatti a pallina. Sono bellissimi io non riesco neppure a farmi un codino perché i capelli crescono poco. Le signore quando mi vedono mi sorridono con i loro denti bianchissimi e mi dicono "hello darling". Mi piacciono sono gentili. 
Ci sono tanti animali in queste belle isole e mi piace fotografare le tartarughe quando vengono in superficie a respirare vicino a Vagabond.
Ogni tanto arriva la pioggia che poi passa velocemente e il resto del tempo sono bellissime giornate di sole. Ora devo andare a fare merenda ma tornerò presto a parlare con voi.



You Tube Vagabond Sail Channel

You Tube Vagabond Sail Channel

Segui la nostra avventura attraverso le immagini dei nostri video. 
Iscriviti al Vagabond Sail Channel di YouTube per essere sempre aggiornato sulle ultime novità.
Buona visone!



www.vagabondsail.com


15 November 2015

GRENADA: St. George Harbur

Lasciamo Carriacou alle prime ore del mattino per fare rotta verso Sud con un tempo variabile mentre il vento sembra indeciso su che direzione e intensità prendere. Percorriamo tranquillamente le 28 miglia che ci separano dalla nostra destinazione superando qualche groppo piovoso di breve durata. Grenada è una bella isola verde con una fitta vegetazione, procediamo sottovento ben protetti dalla terra mentre la costa ovest sfila sotto i nostri occhi. Superiamo l'ancoraggio di Halifax e alle 13 buttiamo l'ancora davanti a Ross point (12°02.43N 61°45.46W) su 5 m con fondo di corallo e sabbia. Ci buttiamo in mare in un acqua molto limpida e fresca poi passiamo il pomeriggio a bordo.
Il giorno seguente sbarchiamo di buon ora, entriamo nel porto e lasciamo il dinghy sul pontone dello yacht Club situato nella prima insenatura chiamata the Lagoon. A piedi percorriamo l'insenatura che segue detta the Carenage e arriviamo in centro città. Questa è una delle poche belle città delle Piccole Antille grazie anche al fatto che gli edifici delle vecchie aziende sono stati trasformati in negozi e ristoranti mantenendo intatta l'architettura del tempo. Il quartiere del Carenage è collegato al resto della città grazie ad uno stretto tunnel, Sendal Tunnel, scavato dai francesi nel XVII sotto la collina sulla quale si erge il forte Saint-George. Nella collina che sovrasta la citta si trovano la Cattedrale Romana Cattolica (1884), la Chiesa Anglicana St. George (1825) e vicino al forte la Chiesa Presbiteriana (1884) oggi parzialmente distrutta. Passeggiamo nel centro con il suo colorato e profumato mercato di frutta e spezie. Grenada è chiamata l'isola delle spezie perché le grandi piantagioni dopo l'abolizione della schiavitù si sono convertite alla coltura di cocchi, banane e spezie. Non possiamo andarcene senza aver fatto il pieno di curry, cannella, chiodi di garofano, la famosa noce moscata e altro ancora. Delle donne vendono persino delle collane fatte di semi e spezie ovviamente profumatissime a cui non riusciamo a resistere. Il mercato del pesce invece si trova sul lungomare nella parte più a nord della città. Sul molo del porto un enorme nave da crociera ha riversato fiumi e fiumi di turisti che si disperdono nelle vie del centro. Impossibile mimetizzarci tra loro, a tradirci è la nostra tenera età! Percorrendo le vie del centro e sul lungo mare si possono trovare molti negozi di souvenir, banche e snack. Andiamo a mangiare al forte St. George dal quale possiamo ammirare una spettacolare vista sui due lati del colle. Le persone sembrano molto indaffarate qui in città, il traffico è intenso e si trovano vigili che regolano il continuo movimento di mezzi ad ogni incrocio. I locali sono cordiali quando ti rivolgi a loro ma non particolarmente accoglienti. La grande città è sicuramente (come ovunque) una pessima rappresentante delle attitudini delle persone del posto. 
Nell'ancoraggio troviamo un altro Randonneur 1200 e passiamo in loro compagnia una piacevole serata mentre alle nostre spalle la città di St. George illumina la notte.


7 November 2015

CARRIACOU: Cento di questi giorni capitano!

Il 1 novembre alle 7:45 leviamo l'ancora dalla Martinica per fare rotta verso il Sud dei Caraibi. Dopo due mesi spesi tra documenti, pratiche, preparazione della barca e prove in mare siamo davvero felici di poter riprendere il largo. Anche se tanto largo non é....ai Caraibi le isole sono molto vicine tra loro infatti sono solo 133 le miglia che ci separano dalla nostra destinazione: Carriacou.
Partiamo in una bella giornata di sole con 15 kt di vento da Est. Dobbiamo guadagnare miglia sopravvento all'isola di Santa Lucia quindi le prime 15 mn sono tuttte di bolina stretta con mare piuttosto formato. La barca corre veloce ma il movimento è davvero fastidioso e ci ritroviamo tutti in pozzetto in attesa di tempi migliori che finalmente arrivano dopo un paio d'ore quando possiamo procedere al traverso prima e poppa in seguito. Reva è meno vispa del solito e si addormenta subito per una serie di sonnellini uno dietro l'altro. Ogni tanto si vedono passare grossi groppi carichi di acqua, qualcuno ci schiva ma uno ci prende in pieno con vento che sale a 30 kt e visibilità ridotta al minimo. Fortunatamente sono facilmente riconoscibili e si ha tutto il tempo per ridurre le vele e prepararsi al loro arrivo. La navigazione procede tranquilla e veloce per tutta la giornata e la notte. Vagabond è davvero rapida e la notte siamo costretti a ridurre le vele per non arrivare con il buio. Il 2 novembre alle prime ore del mattino siamo a Carriacou una delle isole più grandi di Grenada. Ancoriamo nella grande baia di Tyrell Bay (12°27.44N 61°29.43W), uno degli ancoraggi più tranquilli della zona ormai ben conosciuta e frequentata anche grazie all'apertura di un piccolo cantiere nautico. Sbarchiamo e andiamo a fare le formalità di entrata negli uffici di immigrazione e dogana che si trovano accanto allo yacth club. Parlano inglese qui e la moneta é il Dollaro East Caribbean ($EC). Facciamo una passeggiata lungo la strada che costeggia la bella spiaggia di sabbia dorata e orlata da cocchi. Diversi ristorantini molto semplici, un paio di alimentari, la posta, un bancomat (dove preleviamo moneta locale), un budget marine e venditrici di frutta dentro piccole casette di legno sul bordo strada. Passiato la mattinata a terra. 
Nel pomeriggio accanto a Vagabond vediamo una piccola tartaruga far capolino e dopo pochi minuti ci tuffiamo tutti in quest'acqua fresca e trasparente.
Il 4 novembre ci spostiamo a Sandy Island (12°28.92N 61°28.95W) una piccolissima isola di sabbia bianca ricoperta di palme da cocco circondata da coralli...insomma l'immagine tipica dell'isola tropicale. È parco naturale, non è possibile pescare e ancorare quindi prendiamo una boa (25 $EC per le 24h). A terra facciamo il giro dell'isola mentre i piedi affondano piacevolmente nella fine sabbia bianca, poi siamo in mare a nuotare tra tantissimi pesci colorati in un acqua trasparente e limpidissima. Su questo bell'isolotto soleggiato festeggiamo il compleanno del capitano e la sera a bordo di Vagabond brindiamo a lui e alla nuova avventura appena iniziata davanti ad un tramonto infuocato...davvero cento di questi giorni!