31 October 2010

VENEZUELA: Los Testigos e La Blanquilla

Sabato 23/10/2010
Ci aspettano 110 miglia di navigazione, facciamo rotta sulle stazioni petrolifere a 11° 07,9N 61° 40,1W.
Procediamo di bolina a 7 nodi con un N N-E di 15-20 nodi. Una fastidiosa onda ci fa saltare e spazza il ponte lavandolo completamente. Una secchiata entra nell'oblò della cucina e un altra lava noi completamente.
Quanto è bello riprendere il mare dopo una lunga sosta!
Raggiunte le piattaforme possiamo fare rotta sulle isole Los Testigos. Vento in poppa... che comodità.
Avevamo calcolato un atterraggio nelle prime ore del mattino ma Coelacanthe ha voglia di correre e ci porta velocemente a destinazione.
Ancoriamo alle 23 guidati dal faro e da una luminosa luna piena.
Domenica 24/10/2010
Siamo a Balandra bay uno degli ancoraggi più a Sud e più riparati di Testigo Grande.
Il fondo di sabbia garantisce un ancoraggio sicuro su 15 metri di acqua.
Le isole sono molto verdi e numerose fregate volano da una parte all'altra riempendo il cielo di macchie nere.
Proviamo a inviare mail con il pactor ma ogni tanto compare un interferenza di radio frequenza che blocca la comunicazione tra pc e modem. Grande Laguna, Andrea e Enzo ci daranno una mano per risolvere il problema.
Lunedì 25/10/2010
Alle 6 siamo in piedi e andiamo a vedere le dune di sabbia di playa Gozman.
Una grande distesa di sabbia bianca accumulatasi in questa zona ha dato origine a queste particolari dune.
Il paesaggio è surreale!
Siamo soli mentre i primi raggi di sole arrivano a scaldarci. Sulla spiaggia sono sparpagliati arbusti e tronchi portati dal mare mentre ovunque troviamo conchiglie dai riflessi madreperlacei.
Michele fa il bagno in questo mare azzurro agitato da onde spumeggianti.
Ci sediamo ad ammirare il paesaggio e una profonda sensazione di pace si diffonde in noi.
Partiamo in esplorazione del fondale di Isla Lagoleta.
Troviamo un bel fondale ricco di pesci colorati. È vietata la pesca con il fucile a la caccia alle aragoste (possibile da novembre ad aprile). Ci limitiamo a guardare.
Vediamo due grosse aragoste ben nascoste nella loro tana.
La notte la passiamo in compagnia di bei pescherecci dagli equipaggi allegri.
Alle prime ore del mattino partono per la pesca e noi ci ritroviamo padroni assoluti dell'ancoraggio.
Martedì 26/10/2010
Visitiamo il villaggio di pescatori a Playa Tamarindo.
Le case sono capanne di legno e lamiera nascoste tra i cocchi, mentre in acqua si fanno notare le loro barche dai colori vivaci e dalla punta pronunciata.
Le persone sono sorridenti ed ospitali.
Tutti sono impegnati nella preparazione delle Nasse e un pescatore ci spiega come si costruiscono e come funzionano.
Pellicani bruni volteggiano su di noi per poi atterrare sulle barche dei pescatori.
Ci chiediamo come deve essere vivere in un posto come questo.
Ancoriamo nella bellissima Playa Real dall'acqua trasparente e la spiaggia bianca. Una cartolina.
Restiamo a mollo in questa piscina naturale per ore.
Sulla piccola isola Testigo Pequeño collegata a Testigo Grande da una sottile lingua di sabbia abita Chon Chon con la sua ospitale famiglia di pescatori.
Passeggiamo sulla spiaggia, nuotiamo e soprattutto ci rilassiamo come non mai.
Ad aspettarci sulla prua di Coelacanthe una Sula, un abilissimo pescatore che sorvola il mare in ricognizione fino a quando con un tuffo rapido e preciso cattura la sua preda.
I suoi occhi di un azzurro incredibile sono praticamente incastonati nel becco.
Quando arriva il buio lasciamo queste isole veleggiando veloci con un N di 12 nodi in direzione di Blanquilla (92 nm).
Giovedì 28/10/2010
A mezzogiorno mentre passiamo gli isolotti Los Hermanos avvistiamo una balena accanto a noi. Il suo spruzzo d'acqua è ben visibile e inconfondibile.
Blanquilla è un isolotto basso e deserto. Ancoriamo a Playa Yaque davanti alle due palme come riportato dal portolano. Il fondale presenta qualche corallo ma l'acqua trasparente permette facilmente di trovare la sabbia.
Subito ci buttiamo in acqua!
Venerdì 29/10/2010
Ci alziamo presto e dopo aver nuotato fino a riva percorriamo la lunga spiaggia a piedi.
Una barca di pescatori ci da 4 tonnetti in cambio di 2 pile stilo. Prepariamo i filetti e proponiamo diverse idee su come cucinarli.
Tender in acqua andiamo a fare snorkeling a Americano bay. Restiamo per ore a nuotare in mezzo a branchi di tonnetti e pesci colorati.
Mentre rientriamo passa bassissimo sulle nostre teste un elicottero che farfuglia qualcosa di incomprensibile.
bz bz bz Margarita...!?!
Tornati all'ancoraggio gli equipaggi dei catamarani ci spiegano che l'elicottero e il guardia costa hanno avvisato dell'imminente passaggio di una Tempesta Tropicale. Bisogna lasciare l'isola e dirigersi su Margarita (proprio l'unica mattina che non siamo riusciti a scaricare le carte meteo).
Blanquilla non ha ancoraggi protetti e sono previsti per sabato sera onde di 3 metri e più di 30 nodi di vento.
Non abbiamo molta scelta, prepariamo la barca e partiamo con i 4 catamarani verso Juangriego a Margarita. Il tonno quindi ce lo gustiamo in navigazione.
57 miglia di bolina che percorriamo ad una media di 5 nodi in costante contatto radio con gli altri equipaggi.
Siamo molto dispiaciuti di essere costretti a lasciare questa meravigliosa isola soprattutto per fare rotta su Margarita che avevamo accuratamente evitato.
Sabato 30/10/2010
Apriamo gli occhi su Margarita la "perla" del Venezuela.
L'isola è verde e montuosa, la città è piccola e la baia è piena di pellicani bruni e fregate.
La Tempesta Tropicale che si è trasformata nel ciclone Tomas ora è vicino a Tobago.
Domenica 31/10/2010
Il rinforzo di vento previsto per la notte non si fa vedere in compenso una fastidiosa onda lunga da N-E entra nella baia e ci fa ballare. Tomas si trova ora a Nord di Bonaire.
Non sbarchiamo neppure alle 2:00 di questa notte le carte meteo segnalano delle condizioni favorevoli e sicure per partire.
Rotta sulle isole Los Roques (185 nm).


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11 October 2010

TRINIDAD: LAVORI IN CORSO

Lunedì 20 /09/2010
Alle 9:00 siamo al marina Coral Cove per mettere a terra Coelacanthe.
Qui lavorano con i loro tempi e i loro ritmi e nel primo pomeriggio la barca è fuori dall'acqua.
Siamo sempre un pò nervosi quando la barca è sospesa sul travelift ma tutto procede senza problemi.
Il lavoro più importante che dobbiamo fare è quello di togliere l'antivegetativa fino al primer.
È un lavoro pesante, faticoso e polveroso. Subito un problema, il primer è molto sottile e discando arriviamo fino all'acciaio.
Dovremo quindi rifare i cicli di eposidica.
Il lavoro aumenta e il meteo non sembra venirci incontro con la pioggia che arriva quasi ogni sera.
Discando facciamo polvere e quindi dobbiamo mettere teloni intorno alla barca per limitare il fastidio ma lavorare là sotto è davvero un incubo.
Niente a confronto della protezione che un ragazzo tedesco ha fatto alla sua barca in restauro (foto a destra) per questo soprannominato il "carapace".
Le giornate scorrono lente e tutte uguali.
Sveglia alle 6 per riuscire a lavorare con qualche ora di fresco.
Dischiamo una parte dello scafo portandola all'acciaio, la puliamo e asciughiamo bene e mettiamo subito il primo strato di primer.
Facciamo così per non essere sorpresi dalla pioggia ed evitare che si formi ruggine sullo scafo.
Poi ci spostiamo e continuiamo lo stesso lavoro in un altra parte.
La sera siamo coperti interamente di polvere e solo una doccia bollente può farci tornare a sembianze umane.
Finalmente finiamo di discare la barca e non ci resta che dare le 4 mani di primer.
Il lavoro "sporco" è finito e ci dedichiamo con piacere a questa nuova attività.
Ad una settimana esatta dall'inizio dei lavori mettiamo velocemente e senza problemi il viniguard e le 3 mani di antivegetativa. Il tempo caldo e soleggiato ci viene in aiuto.
In cantiere non siamo soli:
Alberto è anche lui qui per lavorare su Gioel mentre Sabrina è rientrata in Italia.
Ci incontriamo spesso con lui per scambiarci pareri ed informazioni ma soprattutto per sostenerci il morale a vicenda! È bello poter condividere questo momento particolare, che è la vita in cantiere, con un amico.
La sera in pozzetto ceniamo insieme, gustiamo la mitica "granitina" (un lusso senza eguali) e parliamo per ore.
Al Coral Cove ritroviamo anche il nostro caro amico François del Equa Regis.
Che piacere rivederlo e poter passare del tempo con lui.
Maestro indiscusso della ginnastica del Buonumore è per noi un riferimento e un ottimo amico.
Conosciamo anche il numeroso e allegro equipaggio di Eloane, una famiglia francese in viaggio da 5 anni.
Celine a Alain sono i genitori di cinque simpaticissimi bambini: Steven (14), Maverik (12), Logan (11), Derrek (10) e Jennifer (8).
Ogni tanto i bambini ci vengono a trovare e ci portano cose che buttano via. Li vediamo arrivare sorridenti e saltellanti mentre dicono "È ancora Natale"
In effetti per noi sono davvero grossi regali:una macchina da cucire, 2 taniche del gasolio, cime, 1 convertitore di corrente, rivetti, viti, posate, piatti e tanto altro ancora. Non abbiamo parole di fronte a tanta generosità.
Ricambiamo con torte e organizziamo per loro una serata a base di pizza. Risate e musica...."Je suis le même!"
IL TENDER:
Mettiamo il tender a terra, lo puliamo bene con acetone e lo verniciamo con un prodotto specifico che crea uno strato di gomma protettivo. Ci auguriamo che questo possa prolungare la sua esistenza.
Rosso fuoco non passa inosservato e diventa presto per tutti la "Ferrari"
GAVONE DEL ANCORA:
Ruggine da togliere e una verniciata generale da ridare a un anno dalla partenza. Michele si ritrova per la seconda volta tutto raggomitolato in questo spazio angusto.
Rifacciamo i segni sulla catena e recuperiamo un grosso e robusto contenitore di plastica (gentilmente regalatoci dal marina) per stivarla nel gavone.
IL PONTE:
Dopo aver grattato e pulito il ponte lo riverniciamo e mettiamo l'antisdrucciolo dove serve.
Al posto del beige che volevamo ci ritroviamo tra le mani un vivace giallo canarino. Cambiarlo vuol dire fare troppa strada a piedi e perdere un sacco di tempo.
Alla fine siamo soddisfatti del risultato.
Nelle ore centrali della giornata è impossibile lavorare e facciamo una pausa con una "Monster" per Michele e un "Magnum" per me. Estasi!
Tutta una serie di altri lavori vengono svolti all'esterno come all'interno di Coelacanthe: riparazione del frigo e del wc, sistemazione dell'antenna filare, pulizia e sostituzione di tutti i filtri del motore, spostamento dello strallo della trinchetta, pulizia dell'elica, controllo della catena e ancora.
Ordiniamo il Pactor.         
Progettiamo e realizziamo un tunnel che ci permetta di proteggerci da vento e pioggia in navigazione. Compriamo un tubo in alluminio che facciamo piegare, tessuto sumbrella, gancetti e tiranti. In un paio di giorni il "Tunnel dell'amore", come lo chiama Alberto, è pronto.
Lunedì 11/10/2010
Coelacanthe ritorna in acqua affettuosamente accompagnata da François e dall'allegria di tutta la ciurma di Eloane.
Brindiamo alla fine dei lavori soddisfatti di quanto siamo riusciti a fare per la nostra barca.
Restiamo ancorati a Chaguaramas ancora per 11 giorni in attesa del Pactor e della sua installazione. I giorni passano veloci tra le tante cose da fare:Recuperiamo da un velaio una vela con i garrocci da usare come gemella, compriamo vernici, pezzi di ricambio e materiale utile, facciamo un giro a Port of Spain, rifornimento di acqua, gasolio e viveri.
Sabato 23 alle prime ore di luce lasciamo Chaguaramas in un assoluto silenzio, dormono ancora profondamente i cantieri e gli indaffarati equipaggi.


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