21 October 2017

Gibilterra: 4 passi tra storia e natura a Gibilterra

È una bellissima giornata di sole, scarpe da ginnastica ai piedi e zaino in spalla, ci prepariamo per una gita nel Regno Unito. Lasciamo il dinghy in sicurezza allo yacht clud Linense (6€ al giorno) poi procediamo a piedi fino alla frontiera con Gibilterra territorio d’oltremare del Regno unito. Passati i controlli della frontiera dobbiamo attraversare a piedi la pista di atterraggio dell’aeroporto costruita in uno stretto passaggio pianeggiante ai piedi della Rocca di Gibilterra. Insieme a noi turisti, residenti e tanti lavoratori spagnoli che tutti i giorni attraversano la frontiera per recarsi al lavoro.
Siamo in una striscia di terra all'estremità dello stretto di Gibilterra, un tempo notavcome Calpe una delle colonne d’Ercole, che collega il Mar Mediterraneo con Atlantico.
Facciamo subito una passeggiata all’Ocean Village costruito davanti al marina dove si possono trovare negozi, bar e ristoranti di ogni genere. Michele ovviamente fa un salto allo shipchandlers per cercare materiale utile alla manutenzione di Vagabond. 
Raggiungiamo il centro città passando per Casemates Square che prende il nome dalla caserma situata sul suo lato nord. Un tempo era luogo di esecuzioni oggi è una piazza piena di vita e di locali per mangiare all’aperto. 
Imbocchiamo la Main Street strapiena di persone a passeggio che lanciano sguardi alle vetrine dei negozi di liquori, tabacco, apparecchi elettronici, profumi e vestiti.
Proseguendo raggiungiamo la Cattedrale Cattolica Santa Maria in stile gotico costruita sul sito di una vecchia moschea. Fu danneggiata enormemente durante il
Grande Assedio ma esiste ancora parte della struttura originale. 
Raggiungiamo il vicino punto informazione che ci indica la strada più veloce per raggiungere la cima della rocca. Dalla strada principale si prende la via Bell poi con tanta buona volontà si salgono i gradini della Castle Steps che conducono alla Willis’s road giusto accanto all’ingresso della Riserva Naturale (Ingresso pedonale di 1£ a
persona). 
Appena entrati troviamo il Moorish Castle, costruito nel 711 quando il condottiero berbero Tariq conquisto la rocca che prese il suo nome “Monte di Tariq”. Nel Medioevo fu occupata da arabi e berberi (durò 710 anni) che compresero l’importanza strategica di queste terre per conquistare la penisola iberica. Nel 1300 gli spagnoli la strapparono agli arabi che la ripresero però trentanni dopo.
Solo nel 1500 ritornò agli spagnoli e il re CarloI fece costruire un lungo bastione per
rinforzare le difese della città (Il muro di CarloV) una trincea e un ponte levatoio.vNel 1700 inizia l’occupazione britannica, con il Trattato di Utrecht nel 1713 Gibilterra viene ceduta alla Gran Bretagna anche se sarà il trattato di Siviglia del 1729 a determinare la rinuncia definitiva della Spagna. Noi però proseguiamo la nostra camminata in perenne salita superando prima le gallerie scavate durante la Seconda Guerra Mondiale, poi quelle scavate durante il Grande Assedio (1779-1783) che creano un imponente sistema di difesa. Raggiungiamo un interessante esposizione della città assediata allestita in uno dei primi edifici costruiti dai britannici che riporta sui muri graffiti del 1726. Pannelli in Inglese, spagnolo e francese spiegano la vita del tempo per i soldati ma anche per i civili. La mancanza di acqua potabile, la difficoltà nel trovare cibo e le malattie che hanno fatto centinaia di vittime.
Proseguiamo la nostra passeggiata lungo la tranquilla ed ombreggiata Queen’s road che malauguratamente decidiamo di abbandonare a metà percorso. Saliamo le scale del muro di CarloV, un lungo bastione costruito per rinforzare le difese della città. Il muro si divide in due parti, noi entriamo nella seconda parte che porta fino in cima alla rocca. Le scale sono formate da stretti gradini di pietra lungo questo muro a destra e con appena un cavo metallico di protezione a sinistra. Io che non amo le grandi altezze procedevo con lo sguardo fisso sul gradino davanti a me cercando di
sfuocare il più possibile tutto quello che gli stava intorno! Per concludere un inquietante cartello avvisa che incontrare le scimmie nello spazio stretto delle scale può renderle aggressive...perfetto!Dopo un po' di esitazione iniziamo l’ascesa che mette a dura a prova il nostre cuore e le nostre ginocchia. Finita la prima rampa ci fermiamo a riprendere fiato ma l’unica strada possibile qui è salire l’ultima rampa.
Nessuna scimmia all’orizzonte quindi riprendiamo la scala e proprio arrivati sugli
ultimi gradini due grossi Macachi ci vengono incontro, il più grosso sale sul muro e agilmente salta sullo zaino di Michele. Io mi fermo con Reva che scoppia a piangere perché vede il suo papà sotto attacco. Il Macaco trova facilmente una cerniera che apre e dalla quale estrae la busta di salviettine che getterà a terra dopo aver compreso che non sono commestibili. Michele continua a camminare fino alla strada dove la scimmia scende pacifica tra le risate generali. Sola sui gradini, sempre con lo sguardo sul gradino successivo, avanzo con Reva più tranquilla mentre la seconda scimmia salta sul mio zaino attaccandosi saldamente ai miei capelli. Fortunatamente non riesce a trovare la cerniera del mio zaino dove invece erano custoditi i panini per il
pranzo. Più che aggressive queste scimmie sembrano davvero affamate. Eccoci arrivati al Covo delle Scimmie che sono dei Macachi (scimmie senza coda) originarie del sud-est asiatico e dei paesi magrebini. Ci fermiamo a guardarle e fare qualche foto mentre cercano cibo a destra e sinistra. Ci sono anche tanti piccoli che giocano e saltano. Quando non stanno mangiando passano il loro tempo a spulciarsi l’un l’altro (speriamo non ci abbiano passato nulla mentre erano sui nostri zaini!!).
Siamo arrivati alla sommità della rocca che si può facilmente raggiungere con la teleferica che parte dal centro città. La Rocca di Gibilterra è alta 426m e nella parte
nord arriva fino 411m alle Rock Gun Battery. Nella rocca si trovano circa 100 caverne di cui la più famosa è la St. Micheal’s cave. La Rocca fa parte della Cordigliera Betica una catena montuosa nella parte meridionale della Penisola Iberica. Ammiriamo il panorama mozzafiato e dopo aver salutato le scimmiette ci troviamo un angolo tranquillo nel verde per il nostro pranzo.


Scendiamo in città e percorriamo tutta la Willis’s road fino alla Chiesa del Sacro Cuore chiusa e mal tenuta. Costeggiamo la Garrison Library, un edificio elegante con un bel giardino, che ospita numerosi testi storici poi arriviamo al The Convent antico
convento dei Francescani costruito dagli spagnoli nel 1531 oggi sede del governatore
britannico. Durante la settimana si può vedere il cambio della guardia davanti all’entrata principale. Raggiungiamo il King’s Bastion che percorriamo in tutta la sua lunghezza oggi importante centro ricreativo accanto al quale si trova la grande area verde del Commonwealth Park. Raggiungiamo la Cattedrale anglicana della Santa Trinità situata in piazza Duomo, famosa per la sua architettura moresca e gli archi a ferro di cavallo. Finalmente troviamo un parco giochi piccolo ma ben tenuto capace di fare la gioia di Reva.
Abbiamo le gambe doloranti per la lunga camminata di oggi, ci avviamo verso il
confine ben contenti della fantastica gita di oggi. Reva che ha camminato tutta la giornata senza dare mai segni di cedimento e con grande entusiasmo riesce addirittura
a dirci appena passata la frontiera spagnola “ E ora cosa facciamo?andiamo al parco
giochi?”...Beata gioventù!


17 October 2017

Mediterraneo: Grecia - Gibilterra

1/10/2017 Partenza da Milos (0/1509Mn).
Alle 7 salpiamo l’ancora mentre la città di Adhamas è ancora addormentata. Usciamo dalla grande baia di Milos di bolina passando giusti giusti punta Lakida con un onda formata che rende la navigazione piuttosto sgradevole. In questo momento esatto si rompe il cordino che tiene in acqua l’idrogeneratore e  Michele si ritrova a testa in giù per ripararlo.  Passata la punta possiamo finalmente cambiare andatura, siamo al gran lasco, riprendiamo fiato mentre facciamo rotta su Kithera.
Lasciamo Milos e la Grecia nella scia schiumosa di Vagabond dopo avervi passato un anno e mezzo. Abbiamo esplorato le sue belle isole, visitato i suoi paesini arroccati, riposato in baie spettacolari e selvagge e incontrato persone gentili e piene di mille attenzioni. Capiamo bene perché tanti amici arrivano in questo luogo per navigare qualche anno e poi non riescono più ad  andarsene stregati dal connubio perfetto di natura, storia e cultura che ti sazia senza stancarti mai. Porteremo senza dubbio tutto questo nel cuore ma il nostro spirito vagabondo ci obbliga a partire. Abbiamo bisogno di riprendere il mare, di tornare a respirare il profumo dell’oceano, di passare un inverno con un clima più mite del precedente e soprattutto di trovare nuovi stimoli. Eccoci qui dunque a navigare facendo rotta verso Ovest ben contenti di tornare a navigare un po' ben consapevoli che la Grecia ci mancherà.
Un problema al timone sinistro ci riporta bruscamente alla navigazione distogliendoci dai nostri pensieri. Togliamo il genoa e ci mettiamo contro vento. Michele di nuovo a testa in giù rimette il timone a posto mentre il vento e il mare spazzano il pozzetto bagnandoci completamente. Reva dall’interno ci osserva curiosa probabilmente chiedendosi perché la obblighiamo a restare dentro mentre noi fuori ci “divertiamo” così tanto! Al secondo tentativo tutto torna in ordine, rimettiamo Vagabond in rotta e proseguiamo la navigazione vento in poppa in questa bella giornata di sole. Procediamo velocemente a una media di 7kt mentre surfiamo sulle onde. Al tramonto stiamo cenando sotto l’isola di Kithera costellata di isolotti da tenere sotto osservazione. Abbiamo tirato fuori pantaloni lunghi, calze, giacca e cappello in preparazione della notte. Dopo una pausa di navigazione così lunga la prima notte è sempre la più difficile, bisogna riabituarsi e adattarsi a questo riposo continuamente interrotto. Reva è stanca e si addormenta alla seconda favola della buonanotte mentre il mare ci culla dolcemente. Io e Michele ci alterniamo in turni di veglia e di riposo stando ben vigili visto l’intenso traffico di navi di questo tratto di mare. Nel cuore della notte il vento cala e attraversiamo una zona nuvolosa a bassa visibilità. Procediamo un paio d’ore a motore con il radar acceso. Alle % il cielo è di nuovo libero e il vento torna a soffiare spingendoci rapidamente.
2/10/2017 36°00.75N 21°21.48E (165/1509Mn).
Alle 8 abbiamo percorso 165Mn, il cielo è sereno, il sole ci scalda e il vento continua a soffiare. Il meteo scaricato sembra confermare l’arrivo di un forte colpo di maestrale per venerdì. Non riusciremo quindi a passare il canale di Sicilia in tempo quindi iniziamo a ipotizzare una sosta a sud della Sicilia.
Mettiamo i vestiti ad asciugare al sole e anche noi sdraiati in pozzetto ci lasciamo scaldare dai suoi raggi caldi. Reva è un po insofferente, ha bisogno di tempo per riprendere il ritmo dopo questa lunga pausa fatta di brevi navigazioni, bagni e giri a terra. La vediamo molto più presente rispetto a quello che succede intorno a lei, è curiosa e chiede spiegazioni su quello che succede. Guardiamo insieme la carta di navigazione per farle vedere dove eravamo, dove siamo e dove stiamo andando e lei sorridendo dice “ come è lontana questa isola!”. Anche noi ieri abbiamo fatto fatica mentre oggi va meglio. 
Michele sorveglia la navigazione mentre io e Reva leggiamo in pozzetto. Alle 14 il vento ci abbandona e proseguiamo a motore per superare questa zona senza vento. La notte procede tranquilla tenendo sempre sotto controllo il passaggio di navi in questa notte stellata. Alle 5 il vento arriva, un SE 0-15Kt, avanziamo velocemente con vento in poppa.
3/10/2017 36°09.21N 18°37.25E (295/1509Mn).
Abbiamo percorso 295Mn da Milos e il meteo di oggi conferma la nostra sosta in Sicilia a Portopalo di Capo Passero. Nel frattempo il vento rinforza a 18-20 Kt e procediamo veloci. Il sole ci ha lasciato, sopra di noi un cielo coperto da nuvole chiare, fortunatamente l’orizzonte è libero. Nel pomeriggio ci sorprende un incontro insolito, un gufo si avvicina per due volte allo scafo di Vagabond senza tuttavia posarsi. Ci auguriamo trovi presto una nave per riposare o la strada di casa.
Io e Reva passiamo la giornata a giocare con i lego, leggere e pitturare. Sembra essersi abituata alla navigazione anche se resta impaziente di arrivare. 
In serata il vento rinforza ancora e procediamo come treni, tocchiamo i 12Kt in planata sulle onde. Reva riposa tranquilla mentre io e Michele vigiliamo sulla navigazione. Temporali all’orizzonte e due in particolare li attraversiamo senza possibilità di evitarli. Siamo sulle spine mentre avanziamo e nel dubbio mettiamo il pc di scorta e il gps nel forno...non si sa mai!
4/10/2017 Sicilia Portopalo 36°40.34N 15°07.29E (464/1509Mn).
Al mattino Michele trova il ponte pieno zeppo di pesci volanti, alcuni sono vivi e vengono rapidamente buttati in acqua mentre altri ormai duri vengono studiati con curiosità da Reva prima di essere restituiti al mare. Alle 9 siamo a 5Mn da Portopalo abbiamo ridotto le vele per non arrivare di notte. La giornata è grigia e piovosa. Dopo 465 Mn di navigazione alle 10 buttiamo l’ancora su 4m di fondo in questa ampia e ben protetta baia. Quasi tutto lo spazio è occupato da pescherecci su corpi morti, riusciamo comunque a trovarci un angolino ben protetto dalla massicciata. Piove a dirotto e vediamo un temporale dietro l’altro passare all’orizzonte. Il meteo ci conferma una sosta forzata fino a sabato quindi non ci resta che riposarci. Dopo una abbondante colazione realizziamo che siamo in Italia!L’ultima volta che in barca siamo stati in Italia correva l’anno 2009 e stavamo partendo da Genova per il nostro viaggio che ci avrebbe portato fino in Polinesia. Quando tutto ebbe inizio…
5e6/10/2017 Portopalo.
Questa sosta di due giorni ci voleva proprio. Il tempo è brutto come non lo vedevamo da parecchio. Cielo grigio, pioggia fitta, e per finire tuoni e lampi all’orizzonte che non lasciano nessuna speranza. Giovedì restiamo in barca tutto la mattina, ci riposiamo e rilassiamo. Nel pomeriggio il cielo si apre e sbarchiamo per sgranchirci le gambe. Compriamo del gasolio di scorta, il pane fresco, prelibatezze locali in pasticceria e al supermercato facciamo man bassa di prodotti made in Italy. Venerdì ci prepariamo per l’arrivo del maestrale e ancoriamo ben protetti dietro la massicciata a sud della baia. Il vento pulisce il cielo completamente che diventa di un celeste brillante illuminato da un sole caldo. Ci lasciamo andare a ogni sorta di piacere gastronomico, mozzarella, ricotta, prosciutto crudo, pomodorini, pecorino...sapori semplici ma capaci di commuovere. Per concludere la bella giornata festeggiamo il nostro fugace passaggio in Italia con i dolci tipici siciliani che non hanno eguali: cannolo siciliano, cassatella e dolcetti di mandorla. Indimenticabili!


7/10/2017 Partenza da Portopalo (1045/1509Mn).
Alle 8 partiamo in una bella giornata di sole son cielo limpido. Navighiamo di bolina con vento sostenuto e mare formato...iniziamo bene! Il vento dovrebbe girare ed essere più favorevole quindi teniamo duro e avanziamo veloci nella schiuma delle onde. Io e Reva ci siamo ricavate sottocoperta un angolino in centro barca pieno di cuscini, dove stiamo tranquille a cantare, giocare e leggere. Michele con addosso la sua cerata resta in pozzetto a sorvegliare la navigazione e a schivare le secchiate di acqua che salgono in coperta. Pranziamo con un delizioso panino al prosciutto crudo italiano che ci riempie di buonumore. Sul finire del pomeriggio il vento finalmente gira permettendoci una bolina larga più confortevole. La giornata è bellissima, avanziamo rapidi ma il canale di Malta è un incubo per l’intenso traffico di navi. Uno di noi deve sempre essere in pozzetto e la vigilanza è assoluta.
Questi due giorni di pausa in Sicilia ci hanno fatto davvero bene, eravamo partiti troppo stanchi. Ora stiamo bene e riprendiamo subito il ritmo.
Notte con una spettacolare luna piena, noi surfiamo sulle onde in un mare nero pieno di schiuma.
8/10/2017 37°00.27N 13°28.06E (638/1509Mn).
Abbiamo percorso 174Mn in 24h. Ci svegliamo accanto alla bella isola di Pantelleria, il sole la illumina con i suoi raggi dorati e noi la osserviamo mentre in pozzetto ci regaliamo una vera colazione dei campioni!
Il maestrale si è esaurito completamente ora il mare è calmo e procediamo a vela lentamente seguendo i capricci del vento. Senza vento il sole è caldissimo e in pozzetto siamo in mutande e canottiera. Fuori dal traffico delle navi ci rilassiamo e prepariamo dei pancake per tutti. Nel pomeriggio facciamo qualche ora di motore per raggiungere Capo Bon ma dalle 23 siamo nuovamente a vela. La notte siamo spesso in pozzetto entrambi perché il vento è irregolare e dobbiamo continuamente manovrare. Boliniamo con 14Kt di vento, non ci sono navi e possiamo terminare la notte in tranquillità. Un uccellino stremato viene a riposarsi a poppa e dopo una bella dormita vola via.
9/10/2017 38°07.10N 10°07.65E (743/1509Mn).
Sono  le Mn percorse. Lasciamo alle nostre spalle il Canale di Sicilia e siamo molto contenti perché si instaurerà un vento da nord nei prossimi giorni che sbarrerà il passaggio per un po. A 70Mn a Nord c’è la costa sud della Sardegna, noi però preferiamo proseguire la strada verso Gibilterra. Oggi il cielo è grigio con groppi sparsi, abbiamo 18Kt di vento e boliniamo con la trinchetta sbattendo contro le onde. Nel mezzogiorno il cielo si apre e il sole ci accompagnerà per tutta la giornata. Cambiamo mura e mettiamo il genova ma il vento rinforza a 23-25Kt. Mentre prendiamo la prima mano si rompe la borosa quindi rimettiamo velocemente la trinchetta e nonostante questo avanziamo belli sbandati. Riesco comunque a preparare una buona pasta al sugo che tiene alto il morale. La barca è sbandata e scomoda ma almeno l’onda ora non sbatte più contro lo scafo. Al tramonto i delfini vengono a fare salti e capriole accanto a Vagabond e noi ammiriamo la l’agilità di questi simpatici compagni di viaggio.
In serata il vento cala a 17Kt, riapriamo il genova procediamo con più tranquillità. Notte di turni regolari e tranquilli sotto luna e stelle ben lontani dal traffico delle navi.
10/10/2017 37°44.55N 07°46.59E (875/1509Mn).
Bellissima giornata di sole, ci alziamo con un appetito da leoni e facciamo una ricca colazione in pozzetto. Procediamo sempre di bolina con 12-13Kt di vento. Michele ripara subito la borosa mentre io mi occupo delle pulizie, faccende e giochi. Reva ha ritrovato il suo piede marino, legge, gioca, ascolta la musica come fossimo all’ancoraggio. Ha scoperto il gioco del domino e Uno che le piacciono molto.
Alle 11 il vento ci abbandona e accendiamo il motore. Senza vento il sole è caldissimo quindi ne approfittiamo per una bella doccia in pozzetto. Reva brontola all’inizio per l’acqua fredda poi si diverte anche lei. Una bella rinfrescata ci voleva proprio!
La giornata è ricca di avvistamenti, prima numerosi gruppi di delfini, poi una piccola tartaruga poco lontano dallo scafo e infine un oggetto non identificato che sembrava proprio una foca. Pomeriggio di assoluto relax, pulizie, cucina, letture e giochi in pozzetto ed addirittura un cartone animato per Reva. Poi si rompe un tubo dell’acqua del boiler e ci ritroviamo a raccogliere due secchi di acqua calda in barca. Fortunatamente ce ne siamo accorti subito e Michele ripara subito il guasto. Dopo cena restiamo fuori a gustarci un tramonto mozzafiato con il cielo che si tinge di rosso.
Notte con intenso passaggio di navi, carghi, petroliere che vediamo sfrecciare a destra e sinistra. La luna calante illumina questa notte stellata. Alle 5 del mattino ritroviamo il vento e procediamo in poppa.
11/10/2017 37°33.99N 04°56.09E (1005/1509Mn).
Da questa mattina siamo di nuovo a vela con 8-10Kt di vento in poppa, procediamo con il genova tangonato. Siamo usciti dalla corsia delle navi anche se rimane giusto sotto di noi. La giornata è bella, io e Reva prepariamo la pasta per la pizza. Il meteo scaricato ci conferma che avremo questo vento per tutta la giornata poi potrebbe calare. Dopo pranzo mettiamo il gennaker che ci fa guadagnare 2Kt di velocità. Che bello vedere questa grande vela blu, gonfia, portare la barca in avanti con forza. Navighiamo a 6Kt per tutta giornata con questa andatura comoda e rilassante. Proviamo anche a pescare ma senza successo, allora ci consoliamo con la nostra pizza al tramonto. Notte di turni tranquilli a leggere in pozzetto mentre Vagabond viaggia a 6Kt con genova tangonato.
12/10/2017 37°29.39N 02°25.11E (1123/1509Mn).
1123Mn percorse. Alle prime luci del giorno sono in pozzetto a godermi la navigazione e quando il sole con la sua luce dorata illumina Vagabond Michele e Reva si svegliano. Facciamo colazione insieme poi la solita routine: lavarsi, vestirsi, sistemare le cabine, riordinare Vagabond, meteo e mail. Veleggiamo con genova tangonato a 5-6Kt  per tutta la mattinata, dobbiamo approfittare di questo vento perché da domani calerà. Dopo pranzo mettiamo il gennaker e navighiamo tutto il pomeriggio sempre a vela. Finita la cena in pozzetto un gruppo di uccelli piuttosto grosso cerca di atterrare sulle crocette. Il buio pero non gli permette di vedere le sartie e sbattono da tutte le parti. Iniziamo a fare versi e abbagliarli con le luci per allontanarli, sono troppo grossi rischiano di farsi male o di danneggiare qualcosa. Ci dispiace non potergli offrire spazio per una sosta ma visto che siamo circondati da 50 navi (contate con Reva sullo schermo) non dovrebbero tardare a trovare un atterraggio più sicuro. Nella notte il vento rinforza e noi che abbiamo ancora il gennaker andiamo a tutta velocità. 
13/10/2017 36°50.21N 0°44.28E (1279/1509Mn).
Ieri abbiamo fatto molta strada grazie al vento forte avuto durante la notte ma questa mattina alle 11 ci troviamo in una calma piatta. Accendiamo il motore e ci limitiamo a sorvegliare il traffico delle navi appena sotto la nostra rotta. Fa caldissimo e io e Reva ne approfittiamo per un altra rinfrescante doccia in pozzetto. Dopo pranzo riusciamo a fare un paio di ore a vela poi ritorniamo a motore. Nel pomeriggio un gruppo di Stenelle vengono a  salutarci con salti e spruzzi. Siamo subito a prua ad ammirarle e Reva è felicissima perché le può osservare da vicino in tutta calma. Sono bellissime.
Le sorprese non finiscono perché riusciamo a pescare un bel Dorado che ci voleva proprio per variare il menù della serata. Bravo il Capitano.Verso sera passiamo vicini a Capo de Gata, il cellulare prende e ne approfittiamo per mandare messaggi a familiari ed amici. Notte tranquilla prima a motore poi a vela, le navi sono a babordo che sfrecciano nella loro corsia mentre a tribordo abbiamo la costa spagnola con le sue luci e i pescherecci...insomma siamo in ottima compagnia!
14/10/2017 36°26.75N 2°53.89E (1388/1509Mn).
Mancano 121Mn a Gibilterra, il vento continua a spingerci e il sole illumina la nostra giornata. Non possiamo certo lamentarci!
Il meteo annuncia per oggi poco vento in un alternarsi da poco a pochissimo infatti avanziamo a motore, poi a vela, poi a motore e ancora a vela. L’importante è avanzare e siamo ben contenti di non usare troppo gasolio. Anche oggi è una bella giornata e ci lasciamo scaldare da questi caldi raggi di sole dopo l’umidità della notte. Dalle 15 siamo a motore in totale assenza di vento con un mare piatto come l’olio nel quale avvistiamo facilmente numerosi gruppi di delfini che si avvicinano allo scafo di Vagabond. Il pomeriggio e la sera li passiamo in pozzetto sorvegliando il traffico di navi sempre più intenso ora che abbiamo raggiunto il mare di Alborah. Alle 3 di notte riprendiamo a far vela prima lentamente poi sempre più rapidi grazie al vento che rinforza. Il numero di navi che ci circonda è impressionante. Nella notte il mare con una forte concentrazione di plancton rende la scia di Vagabond fluorescente e lo stesso accade ai due delfini che si mettono a giocare a prua. Nella oscurità più completa vedo una scia luminosa raggiungere e superare lo scafo, poi sento il loro inconfondibile respiro quando emergono sulla superficie. Mi precipito a prua e vivo un esperienza magica con questi due delfini fluorescenti che nuotano davanti alla prua sempre fluorescente di Vagabond. La luce che li avvolge mi permette di vederli perfettamente, i dettagli del loro muso, lo sguardo, le bolle che fanno dallo sfiatatoio e la scia luminosa dietro le pinne. Li osservo senza parole, sorrido e sento il cuore battere forte per l’emozione. Questo incontro magico resterà scolpito nella mia mente e l’unica parola che riesco a dire è “Grazie”.
Grazie per questo attimo, per questo incontro speciale, per questo mondo bellissimo, per la vita capace di regalare momenti così incredibilmente intensi nella loro semplicità e decisamente impagabili.
15/10/2017  36°09.41N 4°59.40E (1491/1509Mn).
Siamo a 18Mn da Gibilterra e non stiamo più nella pelle. Abbiamo voglia di arrivare e fare due passi a terra per sgranchire le nostre gambe. La giornata è  nuvolosa ma ogni tanto il sole ostinato riesce a fare capolino. Siamo nell’imbuto dove convergono tutte le navi che ora sono proprio accanto a noi. Avviciniamo punta Europa e ammiriamo l’imponente faro bianco e rosso di Gibilterra. Facciamo vela fino alla fine e ancoriamo alla Linea della Concepcion alle 13 dopo 1509Mn di navigazione. Ad aspettarci i nostri amici Carole e Remi della barca Rewa con i quali avevamo attraversato l’Atlantico un anno e mezzo fa. Li avevamo salutati proprio qui ed è bello riuscire a riabbracciarli di nuovo. Nei prossimi giorni ci riposeremo e prepareremo per ritornare in Oceano nella navigazione verso le Canarie ma adesso pensiamo solo a festeggiare con i nostri amici questa bella occasione.



1 October 2017

Il giornale di Reva: Guida dei parchi giochi nel Mare Egeo (2 parte)


Cari amici prosegue l’aggiornamento della mia personale Guida per i parchi giochi nel Mar Egeo. Dopo aver cercato e ricercato in tutto il web qualcosa che mi potesse indicare dove trovare dei parchi giochi nelle varie isole del mar Egeo e non essendo riuscita a trovare nulla di valido mi sono quindi decisa a scrivere io questa guida con mappa e tutte le informazioni utili sull'argomento. Garantisco che ogni parco qui di seguito descritto è stato realmente visitato, scrupolosamente esplorato, ogni gioco lungamente testato e alla fine il parco è stato valutato con una scala da 
a
sorrisi.


Considerata la vasta zona da esplorare la guida è stata divisa in due parti: Egeo Sud ed Egeo Nord. Spero tanto che questa guida possa essere di aiuto a qualche altro bambino che come me è sempre alla ricerca di nuovi parchi giochi da scoprire ed esplorare. Buon divertimento a tutti!
AVVISO:Dal 2017 in molte isole dell’Egeo i vecchi parchi stanno per essere smantellati e sostituiti da parchi nuovi (mi hanno assicurato che tutto questo avverrà con molta calma!). Per questo motivo le informazioni fornite da questa guida per alcune isole potrebbero essere inesatte o incomplete.

EGEO NORD
SPORADI
Isola di SKIATHOS
Dove si trova: Skiathos, città alta, zona cimitero 
Descrizione: 2 altalene con schienale e 2 altalene senza schienale, Grande nave dei pirati con scivolo, scivolo doppio e scivolo a spirale, torre e ponte, giochi per arrampicata, 2 dondolo. Parco nuovo e moderno con giochi in legno, plastica e metallo. Panchine. Alberi intorno. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso con cancelletti.
Valutazione:



Isola di SKOPELOS
Dove si trova: Skopelos città davanti al molo dei traghetti. 
Descrizione: Altalena con schienale e 2 altalene senza schienale, scivolo con torre, barre per arrampicata, dondolo, gioco a molla, vasca di sabbia e giostra. Parco ben tenuto con pochi giochi in legno e metallo. Panchine e tavoli. Ombra degli alberi. Pavimento di erba. Circondata da muretto e chiuso da un cancello.
Valutazione:



Isola di ALONNISSOS
Dove si trova: Chora, zona stazione dei bus
Descrizione: Altalene mancanti, dondolo, giostra bloccata e scivolo. Parco  vecchio e mal tenuto con giochi in legno e metallo. Panchine e ombra degli alberi. Pavimento di gomma rotta in diversi punti. Circondata da muretto e chiuso da un cancello.
Valutazione:


DODECANESO NORD
Isola di LIPSO.
Dove si trova: Lipso, al porto, dietro la piazza.
Descrizione: Altalene senza schienale, altalene per andare in piedi, scivolo con torre, scivolo con ponte, giochi per arrampicata, dondolo, piramide di corda e giostra. Parco nuovissimo e moderno con giochi in legno, plastica e metallo. Panchine. Alberi intorno. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso con cancelletti.
Valutazione:



Isola di ARKI.
Dove si trova:Porto Augusta, alla scuola.
Descrizione: Altalene senza schienale, scivolo con torre, giochi per arrampicata, cavallino a molla e dondolo. Non è un parco, sono i giochi della scuola ma sono ben contenti di lasciar giocare altri bambini. I giochi  in legno, plastica e metallo, andrebbero sistemati ma è già tanto che ci siano (isola che conta 50 abitanti). Una panchina e qualche albero intorno. Pavimento di erba. Circondata da muretto e chiuso.
Valutazione:



Isola di PATMOS.
Dove si trova: Skala, dietro la città direzione spiaggia di Hochlaka .
Descrizione: Tantissime Altalene a poltroncina e senza schienale, doppio scivolo con torre, scivolo con ponte e doppia torre, molti giochi per arrampicata con corde o barre di metallo, dondolo, dondolo per 4, treno di legno, balena e moto a molla, giostra. Parco grande e ben tenuto, con giochi in legno e metallo. Panchine. Alberi intorno. Pavimento di ghiaia e erba. Circondata da muretto e chiuso con cancelli.
Valutazione:



Dove si trova: Chora, dietro ai Mulini a vento.
Descrizione: Altalene con schienale, scivolo con torre, scivolo con ponte, giochi per arrampicata, dondolo, treno di legno e giostra. Parco ben tenuto con giochi in legno e metallo. Panchine e tavoli. Ombra sotto un portico di legno. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso da un cancello.
Valutazione:



CICLADI NORD e CENTRALI

Isola di KEA.
Dove si trova: Korissia, sulla spiaggia davanti al supermercato.
Descrizione: Altalene con e senza schienale e dondolo dentro un recinto di legno con pavimento in gomma. Sulla spiaggia accanto quadro svedese e diversi giochi di arrampicata in ferro. Parco piccolo e mal tenuto, con giochi in legno e metallo. 
Valutazione:



Isola di PAROS.
Dove si trova: Naousa, vicino alla chiesa a est della città.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, castello di legno a 4 torri con doppi scivoli, ponti, tunnel di plastica, barre di metallo per arrampicata e pali del pompiere, dondolo, dondolo per 4, leone a molla, giostra, Scivoli bassi per i più piccoli. Parco grande, discretamente tenuto, con giochi in legno e metallo. Panchine. Pochi alberi intorno e fontana con acqua potabile. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso con cancelletti di legno.
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Dove si trova: Paroikia, nella grande piazza difronte al molo dei traghetti.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, Torre di legno con ponte, scivolo e giochi per arrampicata, dondolo. Parco piccolo ma ben tenuto, con giochi in legno e metallo. Pochi alberi intorno, fontana con acqua potabile. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso con cancelletti di legno.
Valutazione: