25 November 2010

BONAIRE

Mercoledì 17/11/2010
Partiamo di buon ora e navighiamo con le vele gemelle ad una media di 6Kt.
Sole, vento e mare blu.
In avvicinamento di Bonaire avvistiamo i depositi di sale del sud e le coste battute dal vento piene di kite-surf colorati.
Alle 15 prendiamo una boa a Kralendijk capitale di Bonaire.
Tutte le boe hanno due trappe ma la nostra una sola perciò Michele si tuffa in un acqua cristallina e aggiunge una nostra cima per sicurezza.
Verso sera passa un motoscafo che ci consegna una busta. Le boe sono gestite dal Harbour Village Marine e costano 10$ al giorno.
Bonaire è un parco marino protetto considerato il terzo miglior posto al mondo per il diving, per questo motivo è vietato ancorare e ci sono tasse da pagare per fare immersioni in alcune aree.
È l'isola più a est delle Antille Olandesi dal 1954 completamente autonoma.
Giovedì 18/11/2010
Scendiamo a terra per le formalità che sbrighiamo senza problemi nell'ufficio della dogana (dove si trova anche l'immigrazione) sul molo commerciale.Sono davvero gentili nonostante le difficoltà con la lingua.
La lingua ufficiale è il PAPIAMENTO una lingua in uso tra i pirati che nasce da un mix di 6 lingue differenti:inglese,francese, portoghese, spagnolo italiano e olandese. Tutti comunque parlano e capiscono olandese,inglese e spagnolo.
Per le regole del Parco Marino dobbiamo consegnare il nostro fucile da pesca.
Nella notte sono arrivate due grosse navi da crociera Olandesi e la città è invasa da turisti.
Il mercato di artigianato locale nella piazzetta del centro è preso d'assalto.
Troviamo l'ufficio informazioni e scopriamo che il wi-fi più economico costa 5$ all'ora (lo troveremo al Village Marine per 7$ al giorno).
Facendo un giro per la cittadina troviamo la banca per cambiare euro in dollari e ci perdiamo ad ammirare case, negozi e bar in edifici dai colori sgargianti.
Nel pomeriggio il cielo si fa nero e torniamo in barca. Il vento diventa un S/W di 20-30Kt abbiamo la banchina a poppa a una decina di metri da noi. Una barca finisce in spiaggia. Michele va subito in acqua per raddoppiare le trappe. Alle 17 siamo senza vento ma abbiamo passato ore di grande preoccupazione (il vento da S/W qui arriva 2/3 volte all'anno).
Venerdì 19/11/2010
La mattina scendo a terra e faccio la spesa al Cultimara dove si trova un buon assortimento, ottimo pane e carne ma tutto a prezzi europei. La frutta invece è meglio comprarla sul molo nelle bancarelle dei Venezuelani.
Finalmente mangiamo verdura fresca e un pò di carne!
Sabato 20/11/2010
Passiamo la mattinata a terra curiosando tra le vie della piccola città ben tenuta con le sue casette basse e colorate. I negozi hanno prodotti e prezzi europei mentre i pub vendono birre europee oltre alla Polar Venezuelana.
Il simbolo di Bonaire è il fenicottero rosa che spesso fa capolino su insegne, manifesti e cartelloni.
Spendiamo gli ultimi fiorini rimasti, facciamo l'uscita e parliamo con i famigliari su Skype.
Tornati in barca prepariamo tutto per la partenza di domani.
Ultimo bagno e cenetta con polenta e ragù mentre la musica della città che si anima per la notte ci fa da sottofondo.
Domenica 21/11/2010
KLEIN CURAÇAO
Alle 8 partiamo da Bonaire con un N/E 12-15 Kt, viaggiamo solo con il genova a 6,5Kt di velocità e in 4 ore siamo a Klein Curaçao.
A poche miglia dall'arrivo due grossi groppi riducono notevolmente la visibilità ma la cartografia è corretta e procediamo senza problemi. Le 3 boe gratuite sono occupate perciò diamo fondo in 5 m su sabbia. Il fondale scende bruscamente e ci troviamo con 40m sotto la barca.
L'isolotto è una lingua di sabbia deserta con un faro, un paio di baracche di pescatori e una posada usata di giorno dalle barche di charter. È una meta famosa per il diving.
Giornata grigia con un continuo passaggio di groppi. Facciamo comunque il bagno e scarichiamo la meteo. Domani si parte.
Lunedì 22/11/2010
Alle 6:45 partiamo con un E 12Kt. Navighiamo con vento e senza onda ben protetti dall'isola di Curaçao fino al pomeriggio. Il vento si stabilizza a N/E 15Kt in una splendida giornata di sole. Peschiamo un Skipjack Tuna. Notte di groppi ma con una luminosa luna.
Martedì 23//11/2010
Abbiamo percorso 151 nm in 24h, oggi dovremmo entrare nella zona di accelerazione del vento (tra 100nm W di Curaçao e 50nm E di Cartagena). Il vento rimane costante N/E 15 con onda in poppa di 2 metri. Notte di pioggia, groppi e navi.
Mercoledì 24/11/2010
Abbiamo percorso 145 nm in 24h. Bella giornata di sole e calo del vento a 10-12Kt ma la forte corrente favorevole ci fa procedere comunque velocemente. Alle 19 il vento aumenta progressivamente fino a raggiungere i 30Kt nella notte.Con vento e onda in poppa raggiungiamo i 9Kt di velocità.
Giovedì 25/11/2010
Al mattino il vento cala, gira a S/E per poi passare a S/W 10Kt quando mancano 33nm a Cartagena. Boliniamo cercando di arrivare a Boca Grande prima che cali il sole.
Alle 17 passiamo le due boe di Boca Grande su 3 m di acqua e appena entrati ci accoglie un forte temporale con tuoni, fulmini e visibilità azzerata. Le 2 enormi navi davanti a noi ci convincono ad aspettare che il tempo migliori.
Alle 18:30 ancoriamo nella baia di Cartagena davanti al Club Nautico proprio accanto a Blue Peter (il nostro amico Chris conosciuto a Salvador) alti palazzi ci circondano e da lontano si scorge la città vecchia illuminata dal tramonto.


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16 November 2010

VENEZUELA: Les aves

Giovedì 11/11/2010
Nel mezzogiorno siamo a Les Aves di Barlovento ed ancoriamo a Isla Sur.
Les Aves sono delle piccole e splendide isole deserte, ricoperte da mangrovie, popolate solo da uccelli e circondate da un esteso reef.
Sulla spiaggia una piccola casetta di pescatori che non tardano a passare a salutarci e a chiederci se abbiamo rum o sigarette.
Andiamo a pescare nell'isola Oeste intorno ad un isolotto pieno di Sule che volano sul mare in giri di ricognizione e poi tornano a riposare sulla terra ferma. Michele pesca un bel pesce e avvistiamo un grosso barracuda.Rientriamo in barca mentre il cielo diventa nero e il vento inizia a rinforzare.
Nottataccia con vento forte, tuoni, fulmini e pioggia. Dormiamo con un occhio aperto e uno chiuso.
Da sabato a lunedì abbiamo tre bellissime giornate di sole ma alla sera il vento aumenta e la notte la passiamo sotto forti temporali.Non sono certo notti tranquille.
Cambiamo ancoraggio spostandoci in uno più protetto dove però ci sono due barche.
Le giornate scorrono veloci tra bagni e libri.
Martedì 16/11/2010
Scendiamo a terra armati di macchina fotografica e videocamera per immortalare gli indiscussi padroni di queste meravigliose isole: gli uccelli.
L'isola è ricoperta di alberi e mangrovie dove loro costruiscono i nidi per deporre e covare le uova. Avvicinandosi diventa assordante il loro gracchiare e siamo avvolti da un intenso odore di "pollaio".
Si lasciano avvicinare e possiamo ammirarli indisturbati mentre qualcuno volteggia su di noi.
Avvistiamo delle Sule e i buffi baby booby.
Sono tantissimi e indaffarati, qualcuno costruisce il nido, qualcuno cova mentre altri vanno a pesca facendo attenzione a sfuggire agli attacchi delle terribili Fregate.
Stare ad osservarli è come guardare un interessante documentario ma dal vivo.
Ci perdiamo con il tender nel labirinto di canali tra le mangrovie. Il paesaggio è suggestivo ma dei fastidiosi moschini ci obbligano ad anticipare il rientro.
Michele si prende un otite piuttosto forte che deve curare con l'antibiotico. Niente pesca e niente bagno quindi.
Ci dedichiamo allora a lunghe passeggiate sulla spiaggia, lavoretti in barca e cenette deliziose.


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11 November 2010

VENEZUELA: Los Roques

Martedì 02/11/2010
Grazie ad un vento da E di 15-20 Kt e ad una corrente favorelove in 31 ore percorriamo le 179 miglia che ci separano dalla nostra meta:
Le isole Los Roques,
un insieme di meravigliose isole deserte con un vivo reef e acque cristalline a 70 miglia dalla costa Venezuelana.Parco naturale per preservare i suoi mari pescosi e la flora e fauna delle sue isole è vietato pescare con il fucile, raccogliere conchiglie e ancorare in alcune aree.
Scegliamo un atterraggio a sud-ovest e quando siamo a sole 6 miglia da Cayo de Agua vediamo una striscia di basse nuvole nere che si muove verso di noi.
Prepariamo immediatamente la barca e nel giro di pochi minuti siamo investiti da un vento di 30 Kt, pioggia e grosse onde. Facciamo rotta verso il largo per evitare i pericolosi bassi fondali delle Los Roques. Appena fuori pericolo ci mettiamo con il vento in poppa e tentiamo un atterraggio a sud-est. Groppi e onda formata non ci consentono di entrare a Boca de Sebastopol e ci dirigiamo a nord prima che arrivi il buio. Alle 18 mentre il sole sta calando passiamo senza problemi il canale di N/E e ancoriamo a Cayo Pirata sfiniti.

Mercoledì 03/11/2010
ISOLA DI CARENERO
L'ancoraggio di questa isola si trova in una piccola laguna protetta da coralli e mangrovie su 8 metri di acqua con fondale sabbioso.
Con il sole alle spalle entriamo senza problemi nella passe navigando a vista. La cartografia ci da una posizione falsata della barca perciò dobbiamo fare molta attenzione.
Ci guardiamo intorno senza parole, pellicani bruni, tonni che saltano e la laguna tutta per noi.
L'acqua è meravigliosa e passiamo ore a fare snorkeling nel reef tra mille pesci colorati.Branchi di tonnetti ci passano accanto e un grosso barracuda ci segue curioso.
Troviamo grosse stelle marine che dopo aver fotografato riportiamo sul fondale.
Che posto meraviglioso.
Verso sera una barca di ragazzi venezuelani viene a venderci delle aragoste. Sono i pescatori che vivono sull'isola nella capanna di Ezechiele. Barattiamo una grossa aragosta con 4 coca-cola.
Ed ora a noi ma...come si pulisce?come si cucina?
Ci viene in aiuto il libro illustrato che ci ha regalato Vanna e anche se un pò goffi riusciamo a preparare una deliziosa cenetta.
Alle 18 con il calare del sole siamo sorpresi da un massiccio attacco di zanzare indemoniate. Ci chiudiamo in barca difendendoci come possiamo:zanzariere, spray, zampironi e Autan. Sono tantissime e rendono la zanzariera quasi completamente nera mai visto niente di simile.

Giovedì 04/11/2010
AUGURI MICHELE!
Una barca di pescatori sportivi pesca un grosso tonno nella laguna e ce lo regala (sono senza frigo e resteranno fuori tutto il giorno). Che fortuna!
Festeggiamo il compleanno di Michele con sushi, maki-sushi e filetti di tonno alla mediterranea. Per concludere l'immancabile torta di pane che ogni anno ha sempre più variazioni sugli ingredienti originali (si fa con quello che si trova!).
Il pomeriggio lo passiamo nel reef della barriera Est tra pesci giganti, razze, tonni, una tartaruga e grosse stelle marine.
Con il calare del sole ci prepariamo all'attacco di zanzare e riusciamo a stare fuori grazie ad una capanna fatta con la zanzariera. Ci godiamo il tramonto.
Venerdì 05/11/2010
Con il tender andiamo a vedere la spiaggia di Carenero con la sua piscina naturale. L'acqua trasparente e poco profonda è incorniciata da mangrovie e coralli. La spiaggia ha una sabbia bianca che sembra borotalco.
Sull'isola un paio di capanne di pescatori intenti a pulire pesce e a preparare le nasse per la pesca.
Nella punta a E dell'isola troviamo un piccolo cimitero con 5 croci davanti ad un letto di conchiglie. Sono tombe di pescatori che hanno vissuto qui ed ora riposano in questo paradiso naturale.
Rientriamo in barca e cambiamo ancoraggio.

ISOLA DI SARQUI
Ancoriamo su sabbia in 5 metri di acqua trasparentissima. Davanti a noi la spiaggia bianca si estende su tutta la lunghezza dell'isola con qualche mangrovia all'interno. Siamo soli. Bagno in libertà!
Nel pomeriggio scendiamo a terra e passeggiamo sulla spiaggia ma siamo presto costretti a buttarci in acqua per scappare dai fastidiosi Gne-Gne (invisibili moscerini che mordono). Ma insomma!!
Fortunatamente in barca non arrivano e non ci sono zanzare. Ci godiamo un tranquillo aperitivo in pozzetto.

Sabato 06/11/2010
ISOLA DI ESPENQUI
Un vento da N/W e l'onda da W ci obbligano a cambiare ancoraggio. Troviamo riparo nella ben protetta isola di Espenqui e nel trasferimento peschiamo uno Spanisch Mackerel con un morso che gli ha portato via la pinna caudale. Salviamo appena in tempo il nostro pranzo.
In mattinata mentre facciamo il bagno nel reef troviamo una tana con 4 aragoste. Dopo vari e goffi tentativi di caccia e soprattutto dopo aver rotto le antenne alla maggior parte, riusciamo con una tecnica rocambolesca a pescarne una.
Nel pomeriggio visitiamo la laguna ad W e nuotiamo in un acqua trasparente e calda.
Cena a base di spaghetti all'aragosta accompagnati da un delizioso Nero d'Avola.

Domenica 07/11/2010
ISOLA DI CRASQUI
Crasqui è descritta come l'isola dalla spiaggia perfetta. Una lunga distesa di sabbia bianca e soffice come il borotalco è bagnata da acqua turchese. Sotto la barca grosse tartarughe nuotano beate. Possiamo seguirle nei loro movimenti perché la trasparenza dell'acqua è impressionante nonostante i 10 metri di fondo.
Padroni indiscussi dell'isola scendiamo a terra e ci concediamo una lunga passeggiata.
Da qui è possibile vedere la montuosa isola di Gran Roche situata a Nord.
Nella parte più a sud troviamo i resti di un albergo oggi abbandonato che è stato un tentativo fallito di sviluppo turistico dell'isola. I lavori sono stati interrotti dal Parco per preservarne lo stato naturale.
Rimane solo un piccolo ristorante accanto alla casa di una famiglia di pescatori.
Solo a Gran Roche è possibile trovare delle strutture e servizi: posade, negozi, aeroporto e internet.


ISOLA DI NORONSQUI
Entriamo nella laguna dopo aver fatto una gincana tra i coralli.Nonostante la luce sia nella posizione corretta non è sempre semplice capire la profondità dell'acqua sui coralli perciò siamo sempre con il fiato sospeso.
Ancoriamo in 15 metri davanti ad una piccola spiaggia piena di turisti. In realtà ci sono 5 ombrelloni ma ormai la nostra concezione di spiaggia affollata è decisamente cambiata.
Passiamo due giorni a nuotare nel più bel reef delle Los Roques. Acqua trasparente, barriera ricca di pesci e corrente calda. Sembra di "passeggiare" in una foresta di coralli colorati e dalle forme uniche.
In barca troviamo animaletti nelle nostre scorte di mais e fagioli secchi. apriamo le confezioni, immergiamo il contenuto in acqua x separarli dagli animaletti, laviamo tutto e lo mettiamo sul ponte a seccare che presto si ricopre di granaglia colorata.Questo lavoro necessario ma noioso ci tiene impegnati tutto il pomeriggio.
Bagno con tartarughe mentre la spiaggia torna ad essere deserta.
Saluto al sole con la laguna tutta x noi.

Martedì 09/11/2010
CAYO DE AGUA
Ci spostiamo a Ovest nell'ancoraggio di Cayo de Agua all'interno di una laguna circondata da 3 isolette e una lunga barriera di reef.
L'acqua ha un colore meraviglioso e la laguna forma una gigantesca piscina naturale.
Scendiamo subito a terra in esplorazione dell'isola deserta.
La spiaggia è soffice e la percorriamo fino alla sua punta estrema ad Ovest.
Facciamo foto in questo paesaggio lunare e ci concediamo un lungo bagno tra le onde.
Rimaniamo sulla sponda sud dell'isola a goderci il crepuscolo con i suoi riflessi dorati.
In barca ceniamo con il grosso pesce pescato durante il trasferimento. Non ci possiamo proprio lamentare, nonostante la pesca con il fucile sia vietata, abbiamo sempre pescato alla traina dell'ottimo pesce.
Mercoledì 10/11/2010
Oggi andiamo ad esplorare West Cay.
Raggiungiamo il faro lungo il sentiero ben tracciato tra arbusti e mangrovie.
Arriviamo sulla costa Ovest dell'isola bagnata da grosse onde che frangono sulla spiaggia.
il colore del mare è impressionante, passa da un blu elettrico del largo ad un azzurro quasi trasparente sulla spiaggia.
Queste isole sono meravigliose e rimarranno per sempre nei nostri cuori le bellissime e rilassanti giornate passate in questo paradiso.
Giovedì 11/11/2010
Oggi inizia a soffiare un bel venticello da E e ne approfittiamo per mettere la prua sulle Aves di Barlovento.
Una bella navigazione con un N/E N di 10-12 Kt ci permette di veleggiare a 5Kt percorrendo velocemente le 30 nm che ci separano dalla nostra ultima tappa Venezuelana.


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