31 December 2010

SAN BLAS: Capodanno a Green Island

31 Dicembre 2010
Siamo a Green Island dove festeggeremo la fine di questo meraviglioso anno e l'arrivo del 2011 in compagnia dell'allegro equipaggio di Blue Peter.
Chris dopo alcune lezioni teoriche mi porta a fare la mia prima immersione con le bombole.
Sono molto emozionata e nervosa all'inizio ma vengo presto conquistata da questa meravigliosa esperienza.
Scendiamo fino a 10 metri di profondità e facciamo diversi esercizi di comunicazione, di risalita e discesa.
Non pensavo sarei mai riuscita a vincere questa mia grande paura.
Indimenticabile.
Grazie Chris!
Giunta la sera ci ritroviamo su Blue Peter e come vuole la migliore tradizione italiana:
abbiamo fatto vestire tutti di rosso...porta Fortuna!
abbiamo rimpinzato tutti di polenta e lenticchie...portano soldi!
Musica di sottofondo mentre ci raccontiamo tradizioni e abitudini dei nostri paesi per la notte di Capodanno.
Capitan Sparrow da inizio alle danze con molteplici giri di Coca e Rum.
Gli animi iniziano a scaldarsi!
La lingua si scioglie e cominciamo a vederci sfuocato!
Iniziamo il conto alla rovescia:
Two minute, One minute end..... Happy New Year!!
Balli a prua, discorsi augurali, bagni in acqua e fuochi d'artificio...festeggiamo l'arrivo di questo anno nel migliore dei modi: in compagnia di ottimi amici!
BUON ANNO a tutti voi!!


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28 December 2010

SAN BLAS: Isola di Tigre

Mercoledì 28/12/2010
Siamo ancorati davanti all'isola di Tigre e dopo due giorni di pioggia a dirotto (pieno di acqua in tempo record) finalmente arriva il sole.
Sbarchiamo per visitare il villaggio.   
Le case hanno quasi tutte la corrente elettrica grazie ai pannelli solari e una parabola nel cuore del villaggio permette di ricevere e fare telefonate. Questo villaggio si presenta più moderno dei precedenti e con qualche comodità.
Nonostante questo i bagni sono, come in tutte le isole, dei piccoli pontili sul mare con una capanna sull'estremità.
Le persone che abitano nel villaggio coltivano la terra, pescano o allevano animali. La terra da frutta e verdura, il mare pesce e nel villaggio si vive con poco.
Anche qui siamo accolti calorosamente dai bambini che ci accompagnano per tutto il villaggio.
Adorano fare gesti e smorfie davanti all'obiettivo.
In pochi secondi le donne espongono all'esterno delle case le loro molas e Kelly inizia uno shopping con contrattazioni agguerrite...è davvero molto brava.
Le molas possono costare dai 15 ai 40$ a secondo di quanti strati vengono utilizzati e della precisione del disegno. Contrattare il prezzo è possibile e diventa un piacevole momento di comunicazione.
Le donne usano portare gioielli d'oro e anelli al naso che secondo la tradizione allontanano gli spiriti maligni.
Per lo stesso motivo si disegnano una riga sul naso con un erba tipica della foresta.
Alle gambe e alle braccia fanno bella mostra di sé braccialetti fatti con fili di perline colorate che indossano per la prima volta raggiunta la pubertà dopo un importante cerimonia condivisa da tutto il villaggio.
Oltre a 2 market troviamo anche un ristorante/bar dove ci gustiamo una birra fresca e brindiamo a queste giornate meravigliose.
Quando ci sono problemi nel villaggio si riunisce la comunità con il Capo e tutti insieme cercano una soluzione..
Vengono fatte grandi feste per la nascita di un bambino, per la pubertà di una ragazza e per i matrimoni.
In queste occasioni viene preparata la Ciccia che è una bevanda alcolica fatta con la canna da zucchero, mais e frutta.
La comunità Kuna è matriarcale, quando una ragazza sceglie il suo sposo lo porta sulla sua amaca e se lui non se ne va si sposeranno decidendo se vivere con i genitori materni o paterni o se vivere da soli. Oggi in realtà i ragazzi si scelgono a vicenda ma in alcune famiglie il matrimonio è ancora combinato.
Una cerimonia tradizionale prevede di mettere gli sposi su un amaca con sotto un piccolo fuoco.
Una famiglia ci permette di entrare nella sua casa.
Vivono davvero con poco e in condizioni che a noi possono sembrare preistoriche ma con una grande serenità e dignità.
Che abbiano tutto il necessario per essere felici?
Ma perché nel 2011 ci sono persone che scelgono di vivere così?
Ci risponde Fidel dicendoci che è tornato a vivere al villaggio dopo un periodo in città perché qui si sta meglio, è un posto sicuro e umano per far crescere i propri figli. La vita qui è semplice ma la natura ti offre tutto quello che serve per vivere.
Abbiamo molto su cui riflettere!
L' Isola di Tigre in passato aveva un aeroporto che oggi non esiste più perché i collegamenti con la città sono garantiti dalla strada.
Più ci spostiamo a Ovest dell'arcipelago e più ci troviamo davanti isole "moderne" e abituate al passaggio di turisti stranieri.
I Kuna sono proprietari di tutte le isole e da anni rifiutano allettanti proposte di grandi operatori turistici che vorrebbero mettere le mani su questo paradiso.
Le isole fuori dal villaggio non hanno proprietari unici ma gruppi di famiglie che a rotazione curano e gestiscono i ricavati provenienti dalla vendita dei cocchi nelle isole.
Il cielo si copre e nel giro di pochi secondi ci troviamo sotto l'acqua. Una famiglia Kuna ci offre riparo nella loro casa. Sono persone estremamente accoglienti.
Ci raccontano che le piogge di questo mese hanno provocato molti disastri:strade interrotte, villaggi spazzati via e acqua del fiume che ha portato infezioni intestinali e influenze.
Ora le cose stanno tornando alla normalità ma hanno passato diversi giorni senza prodotti di base.
Le donne matriarca del villaggio sono meravigliose nei loro abiti tradizionali e ogni ruga del loro incredibile volto testimonia la lunga storia da cui ha origine questo popolo unico.
"Hola hola" ci gridano i bambini sorridenti mentre ci allontaniamo e noi non possiamo che augurarci che la nuova generazione sappia preservare dentro di sè le antiche origini e la forza di questa comunità.
"Buena Suerte!"


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25 December 2010

SAN BLAS: Natale a Cayo Ratones

24 Dicembre 2010
Siamo ancorati a Cayo Ratones con Blue Peter ed è una bellissima giornata di sole.
Michele e Chris vanno a pesca per la grigliata sulla spiaggia che faremo questa sera.
La battuta di pesca va molto bene:7 aragoste e 3 pesci.
Aridup è un isola deserta interamente ricoperta di cocchi con tre capanne di pescatori.
Scendiamo a terra per fare legna e preparare il posto per il BBQ.
Chris ci mostra come preparare il latte di cocco.
Grattugia la polpa di tre cocchi maturi e la strizza dentro un canovaccio.
Questo latte, che si conserva un giorno fuori dal frigo, è ottimo da cucinare con riso e pesce ma noi lo useremo per preparare la Piña Colada!
Torniamo in barca per preparare le ultime cose e poi scendiamo di nuovo in spiaggia per fare il fuoco. La luce del tramonto ricopre l'isola di riflessi dorati.
Che luogo magico.
Piña Colada e focaccia come aperitivo danno il via alla nostra festa di Natale.
Le aragoste e il pesce sono già sulla brace mentre prepariamo riso, verdure e tutto il necessario.
Intorno al fuoco brindiamo all'arrivo del Natale intonando canti natalizi in tutte le lingue.
Merry Christmas! Joyeux Noël! Buon Natale!
Chris ci accompagna con il suo flauto a naso preso in Sud Africa e l'allegria si sprigiona in tutta l'isola.
Mangiamo di gusto e finiamo in dolcezza con un Pan di spezie al cioccolato e dei biscotti natalizi.
Non ci siamo proprio fatti mancare nulla, certo che un bel panettone non ci sarebbe stato male!
Rientriamo in barca con i nostri dinghy facendo zig-zag tra i coralli...andiamo a vedere cosa ci ha portato Babbo Natale!
25 Dicembre 2010
Colazione natalizia a bordo di Bleu Peter. Kelly ci prepara pancakes ai mirtilli con sciroppo d'acero.
Ieri sera abbiamo avanzato del pesce perciò preparo dei ravioli di pesce burro e salvia per la cena di Natale...la festa continua.
Buon Natale a tutti voi!


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22 December 2010

SAN BLAS: Gita sul Fiume

Mercoledì 22/12/2010
Con il dinghy partiamo per esplorare il fiume dove ogni giorno le canoe dei Kuna vanno per prendere acqua e fare rifornimento di legna, frutta e verdura.
Incontriamo subito le loro canoe (Urr) con o senza vela che sono governate grazie ad una pagaia in legno utilizzata anche come timone.
Queste canoe sono ricavate da grossi tronchi di alberi presi nella foresta e intagliati completamente a mano. La costruzione di una canoa richiede molto tempo e per loro rappresenta un grande bene.
Uomini, donne e bambini sono tutti molto abili e controllano la canoa con precise pagaiate.
Nel fiume l'acqua è calma e completamente marrone.
Impossibile vedere il fondo ma con il remo possiamo stimare la profondità.
Cocchi e piante da frutto costeggiamo il fiume. Alcune canoe sono legate sulla sponda mentre degli uomini sono intenti a raccogliere frutta e legna.
Con noi ci sono anche Chris, Kelly e la sorella Carla appena arrivata dagli USA.
È una bellissima giornata di sole.
Ad un certo punto il fiume si allarga e troviamo numerose canoe riunite con le donne che fanno il bucato mentre i bambini giocano in acqua.
Con i loro abiti sono una bella macchia di colore nel verde della foresta.
Ci sorridono mentre passiamo e ci guardano curiose.
Incontriamo una canoa con 2 ragazzi e 2 bambini che raccolgono l'acqua in grossi contenitori.
In spagnolo ci spiegano che quest'acqua la bevono (senza farla bollire) e la portano al villaggio perché non hanno tubature per farla arrivare direttamente.
Il fiume si abbassa e siamo costretti a procedere a piedi.
Vediamo delle basse costruzioni di paglia e le raggiungiamo curiosi.
Incontriamo di nuovo i ragazzi della canoa che scopriamo essere 4 fratelli. Il più grande si chiama LEBI, parla spagnolo e ci racconta usanze e credenze dei Kuna rispondendo con pazienza a tutte le nostre domande.
Lebi ci spiega che questi sono cimiteri.
I morti vengono messi sotto terra al riparo in queste "case" con gli oggetti personali che usavano in vita. In un braciere fatto di terra viene messo il fuoco con dei semi di cacao per scaldare il defunto e fargli piacere con il profumo sprigionato dal cacao.
I familiari quando possono vengono a trovare il defunto e passano con lui la giornata. In un angolo si trova il posto per fare il fuoco e prepararsi da mangiare.
In alcune isole si trovano chiese cattoliche o protestanti ma la religione dei Kuna ruota intorno ad un capo spirituale che attraverso i canti racconta le origine e le credenze del passato.
La scrittura Kuna è geroglifica e loro utilizzano lo spagnolo per scrivere che imparano a scuola.
Ogni isola ha una scuola (dalla materna alle medie) con un maestro che viene da Panama. Chi vuole e chi ha i soldi va all'università a Panama ospite di famiglie Kuna che vivono là. Lebi ci spiega che i giovani oggi non credono più alle tradizioni e superstizioni del passato perché la loro formazione culturale gli mostra altre verità.
Lui ha 18 anni e l'anno prossimo andrà a Panama per studiare informatica all'università.
Ringraziamo Lebi e i suoi fratelli per il tempo che ci hanno dedicato e per tutto quello che ci ha raccontato sulle tradizioni Kuna.
"Nuedi Lebi, Panemalo"


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20 December 2010

San Blas- Kuna Yala

Mamitupu e Achutupu
Mercoledì 15/12/2010
Alle prime ore del mattino ancoriamo davanti all'isola di Mamitupu nell'arcipelago KUNA YALA meglio conosciuto come San Blas.
L'arcipelago è composto da 365 isole di sabbia bianca e cocchi lungo la costa atlantica di Panama.
Gli abitanti di queste isole sono i Kuna popolazione discendente dai primi Indios che vive nei villaggi costruiti su queste piccole isole.
Le isole a sud-est sono le meno frequentate dalle barche e proprio per questo conservano una autenticità e una forte curiosità per gli stranieri.
Il capo villaggio ci raggiunge con la canoa per avere i 5$ necessari per stare ancorati e visitare l'isola. Chiede se possiamo regalargli una rivista o un libro e anche se è in italiano lui ci ringrazia e se va tutto contento.
Per tutto il giorno assistiamo ad una processione di canoe Kuna che scendono a terra per fare legna, acqua o cercare frutta e passano accanto a noi per salutarci, guardare le barca o noi incuriositi.
Chi parla spagnolo si ferma a parlare mentre altri a gesti chiedono se abbiamo bisogno di qualcosa. Anche 3 ragazzini arrivano con frutta e verdura da vendere.
Non sono insistenti, arrivano sorridenti, salutano, chiedono e se ne vanno sorridenti.
A qualsiasi ora del giorno sentiamo degli "Hola Hola" che preannunciano una loro visita.
Domenica 19/12/2010
Ci spostiamo 2nm più a nord davanti all'isola Achutupu (isola del cane).
Qui ritroviamo Chris e Kelly del Blue Peter e con loro festeggiamo il mio compleanno in allegria. È il secondo che festeggio su Coelacanthe.
Al taglio della torta ognuno canta Buon Compleanno nella propria lingua (inglese, francese e italiano) si crea un mix a tre voci spettacolare.
Grazie di cuore!
Anche ad Achutupu assistiamo al continuo passaggio di canoe con intere famiglie che vanno a far rifornimenti a terra. Alcune canoe hanno delle vele assemblate con diversi pezzi di stoffa colorata.
Proprio davanti all'isola si trova una piccola pista (che chiamano aeroporto!) dove atterrano quasi tutti i giorni gli aeroplanini provenienti da Panama.
I rifornimenti di cibo arrivano principalmente via mare dalla Colombia o via aereo dalla capitale. Non esiste una strada che collega queste isole a sud-est con le città.
Lunedì 20/12/2010
Sbarchiamo sull'isola e subito una ragazza ci accoglie sorridente e ci porta nel cuore del villaggio dove è in corso un torneo di basket .
A dispetto della loro altezza i Kuna hanno numerose e forti squadre di basket che per loro rappresenta il principale sport.
Le donne sono vestite con abiti tradizionali e le anziane chiedono 1$ per essere fotografate.
Ci mostrano orgogliose le loro MOLAS veri e propri capolavori frutto delle loro abili mani e di secoli di tradizioni.
Molas significa blusa e infatti queste sono utilizzate per confezionare le camicette delle donne. Consistono in rettangoli di stoffa decorati grazie alla sovrapposizione di tessuti di differenti colori che raffigurano animali, simboli religiosi, scene di vita o luoghi. La produzione delle molas riservata alle donne e agli omosessuali, perfettamente accettati e inseriti nella vita del villaggio, richiede molte ore di lavoro preciso ed accurato rigorosamente fatto a mano.
Per occasioni di festa sono confezionate delle molas particolari e preziose che hanno un grande valore.
Ammiriamo queste opere d'arte dai colori sgargianti mentre ci vengono spiegate il significato di quello che raffigurano.
Le case sono capanne di legno con il tetto di paglia.
Non hanno corrente, acqua o gas.
Le famiglie più ricche hanno una capanna che usano come cucina dove fanno il fuoco e una per dormire con le amache.
Le strade sono di terra e le capanne hanno giusto l'essenziale ma sono ben tenute e pulite.
Facciamo un salto nel passato di mille anni e ci sentiamo come i primi esploratori che approdarono in queste isole.
Tutti ci salutano e sorridono mentre girelliamo per il villaggio esplorandolo in lungo e in largo.
Incontriamo tantissimi bambini che vogliono essere fotografati solo per il gusto di rivedersi dopo.
Sono bellissimi!
Chris e Michele imparano al volo e chiedono 1$ per essere fotografati!Ma per piacere dovreste pagarmi voi!!
Presto ci ritroviamo con un corteo di bambini che ci seguono, salutano, fanno capriole e chiedono foto.
"Hola Hola" è il sottofondo che accompagna ogni nostro passo.
I bambini piccoli parlano solo Kuna mentre chi va a scuola impara lo spagnolo.
Ci divertiamo a parlare con loro con le 4 parole Kuna che abbiamo imparato.
Quando lasciamo l'isola il nostro cuore è pieno di belle emozioni e non potremo certo dimenticare i volti sorridenti e pieni di storia di queste persone meravigliose.
"Nuedi Achutupu!"


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18 December 2010

COLOMBIA: Cartagena de Indias

La città Vecchia
Cartagena de Indias è una città storica che ti incanta inebriandoti con i suoi colori, la sua musica, il calore delle persone e l'arte che puoi scoprire in ogni suo angolo.
Attraversata la Puerta del Reloj siamo subito avvolti dalla vivace atmosfera di Piazza de los Coches in passato utilizzata per la vendita degli schiavi e per il commercio in seguito.
Sotto il porticato de los Dulces venditori ambulanti mettono in bella mostra deliziosi biscotti locali. Per due golosi come noi è impossibile resistere ed abbiamo l'imbarazzo della scelta. Ottimi!!
Passeggiamo fino ad arrivare a Plaza de San Pedro Claver dominata dalla sua imponente Chiesa interamente costruita con coralli. Restiamo in silenzio a contemplarla.
Questa Chiesa e il suo convento sono dedicati a San Pedro Claver che lottò per garantire agli schiavi africani condizioni di vita migliore assicurando loro cibo e medicine. Fu il primo Santo ad essere canonizzato nel Nuovo Mondo, era chiamato "Lo schiavo degli schiavi".
Lungo Calle della Ronda incontriamo venditori che espongono la loro mercanzia colorata tra cannoni, statue e numerosi resti storici.
Approdiamo in Piazza Santa Teresa dove si trova il famoso Museo Navale di Cartagena.
Fondato nel 1992 contiene documenti riguardanti la storia navale dei Caraibi e descrive il ruolo cruciale di Cartagena durante l'epoca del colonialismo.
Ci perdiamo nelle vie del centro fino a raggiungere il Parque Bolivar dove spicca la statua di Simon Bolivar considerato il Libertador.
Potremmo restare qui per giorni, mesi o anni interi seduti sulle panchine di questo parco ad osservare la vita di questa città che scorre davanti ai nostri occhi.
Incessante il via vai di persone, il mercanteggiare dei venditori ambulanti, i lustra scarpe al lavoro e la musica che risuona in ogni angolo.
Siamo nel cuore della città e la sua energia pulsa con forza coinvolgendo tutti quanti.
I ragazzi di una scuola di ballo organizzano uno spettacolo nella piazza con balli e costumi tipici.
Sono bravissimi e bellissimi!
Accanto alla Piazza Bolivar si trova la Cattedrale di Cartagena: Iglesia Santa Catalina de Alejandria costruita nel 1575.
Intorno alla piazza si trovano anche il Museo dell'oro, Il Palazzo dell'Inquisizione e il Palazzo della Proclamazione.
Lungo la strada cocchieri in divisa ti propongono un romantico giro della città in carrozza ma noi preferiamo passeggiare tra le sue vie ammirando i quadri degli artisti o le vetrine dei negozi.
Il centro è un intersecarsi di vie una più bella dell'altra e le ore passano veloci percorrendole a piedi.
Immancabili ad ogni angolo i venditori di frutta lavorano tutto il giorno per preparare freschi bicchieri di macedonia di una bontà indescrivibile per 1$.
Anguria, ananas, mango, papaya ...davvero per tutti i gusti!
Arriviamo nella Plaza Santo Domingo, una delle più belle della città, con la Chiesa e il convento color ocra.
Il famoso monumento a La Gorda di Botero fa bella mostra di sè tra gli sguardi curiosi dei passanti.
Adoriamo questa piazza piena di vita, interamente circondata da ristoranti e locali che la notte si animano di musica e danze.
Le case storiche con i loro balconi e i portoni decorati lasciano intravedere signorili corti piene di verde e di storia.
Passeggiamo lungo le strade con il naso all'insù cercando di sbirciare nei portoni aperti queste meraviglie architettoniche.
Il giro della città Vecchia prosegue lungo le sue mura che la circondano completamente proteggendola in passato dai numerosi attacchi nemici.
Cartagena fu scoperta nel 1501 dagli Spagnoli che fondarono la città nel 1533. Il Pirata Drake, sostenuto dall'Inghilterra che lo nominò Sir Francis Drake, la conquistò nel 1586.
Oggi le mura sono una piacevole passeggiata tra resti storici ed offrono una visione diversa su tutta Cartagena.
Arriviamo nella "brulicante" Avenida Venezuela con i suoi mercanti e venditori ambulanti.
Qui troviamo la India Catalina simbolo della città, monumento dedicato alle popolazioni Indios che accolsero e soccorsero i primi conquistatori.
Lasciamo Cartagena de Indias con la consapevolezza di aver ammirato una città unica capace di avvolgerti con i suoi colori,la musica, l'arte e sopprattutto i sorrisi e il calore della sua meravigliosa popolazione.

¡Hasta Luego Cartagena!


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14 December 2010

COLOMBIA: Cartagena de Indias Istruzioni per l'uso

CLUB NAUTICO
L'ancoraggio è davanti al Club Nautico su 15/20m di fondo con una scarsa tenuta (non è infrequente vedere barche arare appena arriva un pò di vento).
Il Club Nautico è attualmente in costruzione (fino a tempo indeterminato...dopo averlo demolito non hanno ottenuto i permessi per ricostruirlo!) ed è composto da una baracca azzurra come reception, 2 bagni e una zona "Ristoro" con tavoli e frigo sotto un grosso telo nero. Chiedono 5$ al giorno e puoi lasciare il dinghy, avere acqua potabile, scaricare la pattumiera e usare i bagni. La banchina per l'ormeggio è provvista di acqua e corrente. Molto utile è la guida sui servizi di Cartagena fatta dalle barche a vela (quindi piena di recapiti x la nautica) che si può ritirare alla reception. Tutte le mattine alle 8 sul VHF68 c'è il Net e La domenica viene organizzato nella zona ristoro del CN un mercatino dell'usato tra equipaggi.
FORMALITÀ
In Colombia è obbligatorio rivolgersi ad un Agente per sbrigare le formalità. Attualmente gli agenti sono tre David, Manfred e Paola (chiedono circa 70$) e si possono contattare sul VHF68 o tramite la reception del club. Vengono concessi 8 giorni che si possono rinnovare (pagando).
MANGA
Il quartiere dove è situato il club nautico si chiama Manga, un tempo era una zona residenziale caratterizata da signorili ville oggi è invece pieno di alti palazzi.
CAMBUSA
Nei supermercati Carulla (a Manga) e Carrefour (Caribe Plaza) si può trovare un ottimo assortimento e buoni prezzi. La frutta e la verdura la si può comprare in un bellissimo mercato all'aperto o da venditori ambulanti lungo la strada.
TRASPORTI
I taxi girano perennemente per la città e il prezzo cambia se si chiede di uscire dal quartiere (sono comunque a buon mercato) in alternativa si possono usare le moto-taxi o le biciclette. Quando le distanze non sono immense è piacevole e sicuro anche girare a piedi di giorno come di sera.
RISTORANTI
Ristoranti di tutti tipi si possono trovare nella città Vecchia ma sono da provare le piccole taverne del quartiere Getsemani che a mezzogiorno fanno abbondanti e buoni menù fissi per 2/3$.
Altrimenti lungo la strada per pochi pesos si possono comprare ottime macedonia di frutta, formaggio alla piastra, Arepas di mais,biscotti,formaggio fritto e tanto altro ancora.
A Cartagena ritroviamo il nostro amico Chris del Blue Peter conosciuto a Salvador de Bahia.
È un vero piacere ritrovarlo e lui ci accoglie facendoci fare un giro per la città e dandoci le informazioni necessarie.
Le giornate non sono delle migliori per due giorni piove a dirotto e rimaniamo in barca...questo però ci permetterà di fare rifornimento di acqua velocemente e senza fatica!
Con l'arrivo della prima pioggia torrenziale è esilarante vedere tutti gli equipaggi fare la stessa cosa:la doccia.
In costume sul ponte sapone alla mano e una doccia naturale che ti rilava da capo a piedi!
Seguono con ordine variabile la pulizia del ponte e il bucato.
Con queste giornate grigie la maggior parte del tempo lo si passa in barca o scambiando materiale nautico e non (film, musica ecc) con gli altri equipaggi.
Chris che naviga da anni ci passa tutto il suo materiale.
Conosciamo Sebastien e Yohann due fratelli in viaggio sul Two Much e con loro e Chris prendono il via una serie di aperitivi che si trasformano in cene ad elevato tasso alcolico.
Chris viene ribattezzato "Capitan Sparrow" in onore dei suoi racconti di viaggio e delle sue imprese di alta Pirateria.
Risate, brindisi e ottima compagnia in una bella atmosfera famigliare.
WI-FI
"Noi prima di tutto siamo Navigatori del Web" ed allora eccoci tutti riuniti al Carrefour per il wi-fi gratuito. Mail, aggiornamenti del sito, Skype, scaricare info sulle nuove destinazioni....abbiamo sempre un gran lavorare con i nostri pc. Nel centro commerciale la connessione è veloce e gratuita e non è male dopo fare un giro x i negozi e la spesa al supermercato.

La comunità dei Pirati si ritrova insieme e il divertimento è assicurato.


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25 November 2010

BONAIRE

Mercoledì 17/11/2010
Partiamo di buon ora e navighiamo con le vele gemelle ad una media di 6Kt.
Sole, vento e mare blu.
In avvicinamento di Bonaire avvistiamo i depositi di sale del sud e le coste battute dal vento piene di kite-surf colorati.
Alle 15 prendiamo una boa a Kralendijk capitale di Bonaire.
Tutte le boe hanno due trappe ma la nostra una sola perciò Michele si tuffa in un acqua cristallina e aggiunge una nostra cima per sicurezza.
Verso sera passa un motoscafo che ci consegna una busta. Le boe sono gestite dal Harbour Village Marine e costano 10$ al giorno.
Bonaire è un parco marino protetto considerato il terzo miglior posto al mondo per il diving, per questo motivo è vietato ancorare e ci sono tasse da pagare per fare immersioni in alcune aree.
È l'isola più a est delle Antille Olandesi dal 1954 completamente autonoma.
Giovedì 18/11/2010
Scendiamo a terra per le formalità che sbrighiamo senza problemi nell'ufficio della dogana (dove si trova anche l'immigrazione) sul molo commerciale.Sono davvero gentili nonostante le difficoltà con la lingua.
La lingua ufficiale è il PAPIAMENTO una lingua in uso tra i pirati che nasce da un mix di 6 lingue differenti:inglese,francese, portoghese, spagnolo italiano e olandese. Tutti comunque parlano e capiscono olandese,inglese e spagnolo.
Per le regole del Parco Marino dobbiamo consegnare il nostro fucile da pesca.
Nella notte sono arrivate due grosse navi da crociera Olandesi e la città è invasa da turisti.
Il mercato di artigianato locale nella piazzetta del centro è preso d'assalto.
Troviamo l'ufficio informazioni e scopriamo che il wi-fi più economico costa 5$ all'ora (lo troveremo al Village Marine per 7$ al giorno).
Facendo un giro per la cittadina troviamo la banca per cambiare euro in dollari e ci perdiamo ad ammirare case, negozi e bar in edifici dai colori sgargianti.
Nel pomeriggio il cielo si fa nero e torniamo in barca. Il vento diventa un S/W di 20-30Kt abbiamo la banchina a poppa a una decina di metri da noi. Una barca finisce in spiaggia. Michele va subito in acqua per raddoppiare le trappe. Alle 17 siamo senza vento ma abbiamo passato ore di grande preoccupazione (il vento da S/W qui arriva 2/3 volte all'anno).
Venerdì 19/11/2010
La mattina scendo a terra e faccio la spesa al Cultimara dove si trova un buon assortimento, ottimo pane e carne ma tutto a prezzi europei. La frutta invece è meglio comprarla sul molo nelle bancarelle dei Venezuelani.
Finalmente mangiamo verdura fresca e un pò di carne!
Sabato 20/11/2010
Passiamo la mattinata a terra curiosando tra le vie della piccola città ben tenuta con le sue casette basse e colorate. I negozi hanno prodotti e prezzi europei mentre i pub vendono birre europee oltre alla Polar Venezuelana.
Il simbolo di Bonaire è il fenicottero rosa che spesso fa capolino su insegne, manifesti e cartelloni.
Spendiamo gli ultimi fiorini rimasti, facciamo l'uscita e parliamo con i famigliari su Skype.
Tornati in barca prepariamo tutto per la partenza di domani.
Ultimo bagno e cenetta con polenta e ragù mentre la musica della città che si anima per la notte ci fa da sottofondo.
Domenica 21/11/2010
KLEIN CURAÇAO
Alle 8 partiamo da Bonaire con un N/E 12-15 Kt, viaggiamo solo con il genova a 6,5Kt di velocità e in 4 ore siamo a Klein Curaçao.
A poche miglia dall'arrivo due grossi groppi riducono notevolmente la visibilità ma la cartografia è corretta e procediamo senza problemi. Le 3 boe gratuite sono occupate perciò diamo fondo in 5 m su sabbia. Il fondale scende bruscamente e ci troviamo con 40m sotto la barca.
L'isolotto è una lingua di sabbia deserta con un faro, un paio di baracche di pescatori e una posada usata di giorno dalle barche di charter. È una meta famosa per il diving.
Giornata grigia con un continuo passaggio di groppi. Facciamo comunque il bagno e scarichiamo la meteo. Domani si parte.
Lunedì 22/11/2010
Alle 6:45 partiamo con un E 12Kt. Navighiamo con vento e senza onda ben protetti dall'isola di Curaçao fino al pomeriggio. Il vento si stabilizza a N/E 15Kt in una splendida giornata di sole. Peschiamo un Skipjack Tuna. Notte di groppi ma con una luminosa luna.
Martedì 23//11/2010
Abbiamo percorso 151 nm in 24h, oggi dovremmo entrare nella zona di accelerazione del vento (tra 100nm W di Curaçao e 50nm E di Cartagena). Il vento rimane costante N/E 15 con onda in poppa di 2 metri. Notte di pioggia, groppi e navi.
Mercoledì 24/11/2010
Abbiamo percorso 145 nm in 24h. Bella giornata di sole e calo del vento a 10-12Kt ma la forte corrente favorevole ci fa procedere comunque velocemente. Alle 19 il vento aumenta progressivamente fino a raggiungere i 30Kt nella notte.Con vento e onda in poppa raggiungiamo i 9Kt di velocità.
Giovedì 25/11/2010
Al mattino il vento cala, gira a S/E per poi passare a S/W 10Kt quando mancano 33nm a Cartagena. Boliniamo cercando di arrivare a Boca Grande prima che cali il sole.
Alle 17 passiamo le due boe di Boca Grande su 3 m di acqua e appena entrati ci accoglie un forte temporale con tuoni, fulmini e visibilità azzerata. Le 2 enormi navi davanti a noi ci convincono ad aspettare che il tempo migliori.
Alle 18:30 ancoriamo nella baia di Cartagena davanti al Club Nautico proprio accanto a Blue Peter (il nostro amico Chris conosciuto a Salvador) alti palazzi ci circondano e da lontano si scorge la città vecchia illuminata dal tramonto.


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16 November 2010

VENEZUELA: Les aves

Giovedì 11/11/2010
Nel mezzogiorno siamo a Les Aves di Barlovento ed ancoriamo a Isla Sur.
Les Aves sono delle piccole e splendide isole deserte, ricoperte da mangrovie, popolate solo da uccelli e circondate da un esteso reef.
Sulla spiaggia una piccola casetta di pescatori che non tardano a passare a salutarci e a chiederci se abbiamo rum o sigarette.
Andiamo a pescare nell'isola Oeste intorno ad un isolotto pieno di Sule che volano sul mare in giri di ricognizione e poi tornano a riposare sulla terra ferma. Michele pesca un bel pesce e avvistiamo un grosso barracuda.Rientriamo in barca mentre il cielo diventa nero e il vento inizia a rinforzare.
Nottataccia con vento forte, tuoni, fulmini e pioggia. Dormiamo con un occhio aperto e uno chiuso.
Da sabato a lunedì abbiamo tre bellissime giornate di sole ma alla sera il vento aumenta e la notte la passiamo sotto forti temporali.Non sono certo notti tranquille.
Cambiamo ancoraggio spostandoci in uno più protetto dove però ci sono due barche.
Le giornate scorrono veloci tra bagni e libri.
Martedì 16/11/2010
Scendiamo a terra armati di macchina fotografica e videocamera per immortalare gli indiscussi padroni di queste meravigliose isole: gli uccelli.
L'isola è ricoperta di alberi e mangrovie dove loro costruiscono i nidi per deporre e covare le uova. Avvicinandosi diventa assordante il loro gracchiare e siamo avvolti da un intenso odore di "pollaio".
Si lasciano avvicinare e possiamo ammirarli indisturbati mentre qualcuno volteggia su di noi.
Avvistiamo delle Sule e i buffi baby booby.
Sono tantissimi e indaffarati, qualcuno costruisce il nido, qualcuno cova mentre altri vanno a pesca facendo attenzione a sfuggire agli attacchi delle terribili Fregate.
Stare ad osservarli è come guardare un interessante documentario ma dal vivo.
Ci perdiamo con il tender nel labirinto di canali tra le mangrovie. Il paesaggio è suggestivo ma dei fastidiosi moschini ci obbligano ad anticipare il rientro.
Michele si prende un otite piuttosto forte che deve curare con l'antibiotico. Niente pesca e niente bagno quindi.
Ci dedichiamo allora a lunghe passeggiate sulla spiaggia, lavoretti in barca e cenette deliziose.


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11 November 2010

VENEZUELA: Los Roques

Martedì 02/11/2010
Grazie ad un vento da E di 15-20 Kt e ad una corrente favorelove in 31 ore percorriamo le 179 miglia che ci separano dalla nostra meta:
Le isole Los Roques,
un insieme di meravigliose isole deserte con un vivo reef e acque cristalline a 70 miglia dalla costa Venezuelana.Parco naturale per preservare i suoi mari pescosi e la flora e fauna delle sue isole è vietato pescare con il fucile, raccogliere conchiglie e ancorare in alcune aree.
Scegliamo un atterraggio a sud-ovest e quando siamo a sole 6 miglia da Cayo de Agua vediamo una striscia di basse nuvole nere che si muove verso di noi.
Prepariamo immediatamente la barca e nel giro di pochi minuti siamo investiti da un vento di 30 Kt, pioggia e grosse onde. Facciamo rotta verso il largo per evitare i pericolosi bassi fondali delle Los Roques. Appena fuori pericolo ci mettiamo con il vento in poppa e tentiamo un atterraggio a sud-est. Groppi e onda formata non ci consentono di entrare a Boca de Sebastopol e ci dirigiamo a nord prima che arrivi il buio. Alle 18 mentre il sole sta calando passiamo senza problemi il canale di N/E e ancoriamo a Cayo Pirata sfiniti.

Mercoledì 03/11/2010
ISOLA DI CARENERO
L'ancoraggio di questa isola si trova in una piccola laguna protetta da coralli e mangrovie su 8 metri di acqua con fondale sabbioso.
Con il sole alle spalle entriamo senza problemi nella passe navigando a vista. La cartografia ci da una posizione falsata della barca perciò dobbiamo fare molta attenzione.
Ci guardiamo intorno senza parole, pellicani bruni, tonni che saltano e la laguna tutta per noi.
L'acqua è meravigliosa e passiamo ore a fare snorkeling nel reef tra mille pesci colorati.Branchi di tonnetti ci passano accanto e un grosso barracuda ci segue curioso.
Troviamo grosse stelle marine che dopo aver fotografato riportiamo sul fondale.
Che posto meraviglioso.
Verso sera una barca di ragazzi venezuelani viene a venderci delle aragoste. Sono i pescatori che vivono sull'isola nella capanna di Ezechiele. Barattiamo una grossa aragosta con 4 coca-cola.
Ed ora a noi ma...come si pulisce?come si cucina?
Ci viene in aiuto il libro illustrato che ci ha regalato Vanna e anche se un pò goffi riusciamo a preparare una deliziosa cenetta.
Alle 18 con il calare del sole siamo sorpresi da un massiccio attacco di zanzare indemoniate. Ci chiudiamo in barca difendendoci come possiamo:zanzariere, spray, zampironi e Autan. Sono tantissime e rendono la zanzariera quasi completamente nera mai visto niente di simile.

Giovedì 04/11/2010
AUGURI MICHELE!
Una barca di pescatori sportivi pesca un grosso tonno nella laguna e ce lo regala (sono senza frigo e resteranno fuori tutto il giorno). Che fortuna!
Festeggiamo il compleanno di Michele con sushi, maki-sushi e filetti di tonno alla mediterranea. Per concludere l'immancabile torta di pane che ogni anno ha sempre più variazioni sugli ingredienti originali (si fa con quello che si trova!).
Il pomeriggio lo passiamo nel reef della barriera Est tra pesci giganti, razze, tonni, una tartaruga e grosse stelle marine.
Con il calare del sole ci prepariamo all'attacco di zanzare e riusciamo a stare fuori grazie ad una capanna fatta con la zanzariera. Ci godiamo il tramonto.
Venerdì 05/11/2010
Con il tender andiamo a vedere la spiaggia di Carenero con la sua piscina naturale. L'acqua trasparente e poco profonda è incorniciata da mangrovie e coralli. La spiaggia ha una sabbia bianca che sembra borotalco.
Sull'isola un paio di capanne di pescatori intenti a pulire pesce e a preparare le nasse per la pesca.
Nella punta a E dell'isola troviamo un piccolo cimitero con 5 croci davanti ad un letto di conchiglie. Sono tombe di pescatori che hanno vissuto qui ed ora riposano in questo paradiso naturale.
Rientriamo in barca e cambiamo ancoraggio.

ISOLA DI SARQUI
Ancoriamo su sabbia in 5 metri di acqua trasparentissima. Davanti a noi la spiaggia bianca si estende su tutta la lunghezza dell'isola con qualche mangrovia all'interno. Siamo soli. Bagno in libertà!
Nel pomeriggio scendiamo a terra e passeggiamo sulla spiaggia ma siamo presto costretti a buttarci in acqua per scappare dai fastidiosi Gne-Gne (invisibili moscerini che mordono). Ma insomma!!
Fortunatamente in barca non arrivano e non ci sono zanzare. Ci godiamo un tranquillo aperitivo in pozzetto.

Sabato 06/11/2010
ISOLA DI ESPENQUI
Un vento da N/W e l'onda da W ci obbligano a cambiare ancoraggio. Troviamo riparo nella ben protetta isola di Espenqui e nel trasferimento peschiamo uno Spanisch Mackerel con un morso che gli ha portato via la pinna caudale. Salviamo appena in tempo il nostro pranzo.
In mattinata mentre facciamo il bagno nel reef troviamo una tana con 4 aragoste. Dopo vari e goffi tentativi di caccia e soprattutto dopo aver rotto le antenne alla maggior parte, riusciamo con una tecnica rocambolesca a pescarne una.
Nel pomeriggio visitiamo la laguna ad W e nuotiamo in un acqua trasparente e calda.
Cena a base di spaghetti all'aragosta accompagnati da un delizioso Nero d'Avola.

Domenica 07/11/2010
ISOLA DI CRASQUI
Crasqui è descritta come l'isola dalla spiaggia perfetta. Una lunga distesa di sabbia bianca e soffice come il borotalco è bagnata da acqua turchese. Sotto la barca grosse tartarughe nuotano beate. Possiamo seguirle nei loro movimenti perché la trasparenza dell'acqua è impressionante nonostante i 10 metri di fondo.
Padroni indiscussi dell'isola scendiamo a terra e ci concediamo una lunga passeggiata.
Da qui è possibile vedere la montuosa isola di Gran Roche situata a Nord.
Nella parte più a sud troviamo i resti di un albergo oggi abbandonato che è stato un tentativo fallito di sviluppo turistico dell'isola. I lavori sono stati interrotti dal Parco per preservarne lo stato naturale.
Rimane solo un piccolo ristorante accanto alla casa di una famiglia di pescatori.
Solo a Gran Roche è possibile trovare delle strutture e servizi: posade, negozi, aeroporto e internet.


ISOLA DI NORONSQUI
Entriamo nella laguna dopo aver fatto una gincana tra i coralli.Nonostante la luce sia nella posizione corretta non è sempre semplice capire la profondità dell'acqua sui coralli perciò siamo sempre con il fiato sospeso.
Ancoriamo in 15 metri davanti ad una piccola spiaggia piena di turisti. In realtà ci sono 5 ombrelloni ma ormai la nostra concezione di spiaggia affollata è decisamente cambiata.
Passiamo due giorni a nuotare nel più bel reef delle Los Roques. Acqua trasparente, barriera ricca di pesci e corrente calda. Sembra di "passeggiare" in una foresta di coralli colorati e dalle forme uniche.
In barca troviamo animaletti nelle nostre scorte di mais e fagioli secchi. apriamo le confezioni, immergiamo il contenuto in acqua x separarli dagli animaletti, laviamo tutto e lo mettiamo sul ponte a seccare che presto si ricopre di granaglia colorata.Questo lavoro necessario ma noioso ci tiene impegnati tutto il pomeriggio.
Bagno con tartarughe mentre la spiaggia torna ad essere deserta.
Saluto al sole con la laguna tutta x noi.

Martedì 09/11/2010
CAYO DE AGUA
Ci spostiamo a Ovest nell'ancoraggio di Cayo de Agua all'interno di una laguna circondata da 3 isolette e una lunga barriera di reef.
L'acqua ha un colore meraviglioso e la laguna forma una gigantesca piscina naturale.
Scendiamo subito a terra in esplorazione dell'isola deserta.
La spiaggia è soffice e la percorriamo fino alla sua punta estrema ad Ovest.
Facciamo foto in questo paesaggio lunare e ci concediamo un lungo bagno tra le onde.
Rimaniamo sulla sponda sud dell'isola a goderci il crepuscolo con i suoi riflessi dorati.
In barca ceniamo con il grosso pesce pescato durante il trasferimento. Non ci possiamo proprio lamentare, nonostante la pesca con il fucile sia vietata, abbiamo sempre pescato alla traina dell'ottimo pesce.
Mercoledì 10/11/2010
Oggi andiamo ad esplorare West Cay.
Raggiungiamo il faro lungo il sentiero ben tracciato tra arbusti e mangrovie.
Arriviamo sulla costa Ovest dell'isola bagnata da grosse onde che frangono sulla spiaggia.
il colore del mare è impressionante, passa da un blu elettrico del largo ad un azzurro quasi trasparente sulla spiaggia.
Queste isole sono meravigliose e rimarranno per sempre nei nostri cuori le bellissime e rilassanti giornate passate in questo paradiso.
Giovedì 11/11/2010
Oggi inizia a soffiare un bel venticello da E e ne approfittiamo per mettere la prua sulle Aves di Barlovento.
Una bella navigazione con un N/E N di 10-12 Kt ci permette di veleggiare a 5Kt percorrendo velocemente le 30 nm che ci separano dalla nostra ultima tappa Venezuelana.


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31 October 2010

VENEZUELA: Los Testigos e La Blanquilla

Sabato 23/10/2010
Ci aspettano 110 miglia di navigazione, facciamo rotta sulle stazioni petrolifere a 11° 07,9N 61° 40,1W.
Procediamo di bolina a 7 nodi con un N N-E di 15-20 nodi. Una fastidiosa onda ci fa saltare e spazza il ponte lavandolo completamente. Una secchiata entra nell'oblò della cucina e un altra lava noi completamente.
Quanto è bello riprendere il mare dopo una lunga sosta!
Raggiunte le piattaforme possiamo fare rotta sulle isole Los Testigos. Vento in poppa... che comodità.
Avevamo calcolato un atterraggio nelle prime ore del mattino ma Coelacanthe ha voglia di correre e ci porta velocemente a destinazione.
Ancoriamo alle 23 guidati dal faro e da una luminosa luna piena.
Domenica 24/10/2010
Siamo a Balandra bay uno degli ancoraggi più a Sud e più riparati di Testigo Grande.
Il fondo di sabbia garantisce un ancoraggio sicuro su 15 metri di acqua.
Le isole sono molto verdi e numerose fregate volano da una parte all'altra riempendo il cielo di macchie nere.
Proviamo a inviare mail con il pactor ma ogni tanto compare un interferenza di radio frequenza che blocca la comunicazione tra pc e modem. Grande Laguna, Andrea e Enzo ci daranno una mano per risolvere il problema.
Lunedì 25/10/2010
Alle 6 siamo in piedi e andiamo a vedere le dune di sabbia di playa Gozman.
Una grande distesa di sabbia bianca accumulatasi in questa zona ha dato origine a queste particolari dune.
Il paesaggio è surreale!
Siamo soli mentre i primi raggi di sole arrivano a scaldarci. Sulla spiaggia sono sparpagliati arbusti e tronchi portati dal mare mentre ovunque troviamo conchiglie dai riflessi madreperlacei.
Michele fa il bagno in questo mare azzurro agitato da onde spumeggianti.
Ci sediamo ad ammirare il paesaggio e una profonda sensazione di pace si diffonde in noi.
Partiamo in esplorazione del fondale di Isla Lagoleta.
Troviamo un bel fondale ricco di pesci colorati. È vietata la pesca con il fucile a la caccia alle aragoste (possibile da novembre ad aprile). Ci limitiamo a guardare.
Vediamo due grosse aragoste ben nascoste nella loro tana.
La notte la passiamo in compagnia di bei pescherecci dagli equipaggi allegri.
Alle prime ore del mattino partono per la pesca e noi ci ritroviamo padroni assoluti dell'ancoraggio.
Martedì 26/10/2010
Visitiamo il villaggio di pescatori a Playa Tamarindo.
Le case sono capanne di legno e lamiera nascoste tra i cocchi, mentre in acqua si fanno notare le loro barche dai colori vivaci e dalla punta pronunciata.
Le persone sono sorridenti ed ospitali.
Tutti sono impegnati nella preparazione delle Nasse e un pescatore ci spiega come si costruiscono e come funzionano.
Pellicani bruni volteggiano su di noi per poi atterrare sulle barche dei pescatori.
Ci chiediamo come deve essere vivere in un posto come questo.
Ancoriamo nella bellissima Playa Real dall'acqua trasparente e la spiaggia bianca. Una cartolina.
Restiamo a mollo in questa piscina naturale per ore.
Sulla piccola isola Testigo Pequeño collegata a Testigo Grande da una sottile lingua di sabbia abita Chon Chon con la sua ospitale famiglia di pescatori.
Passeggiamo sulla spiaggia, nuotiamo e soprattutto ci rilassiamo come non mai.
Ad aspettarci sulla prua di Coelacanthe una Sula, un abilissimo pescatore che sorvola il mare in ricognizione fino a quando con un tuffo rapido e preciso cattura la sua preda.
I suoi occhi di un azzurro incredibile sono praticamente incastonati nel becco.
Quando arriva il buio lasciamo queste isole veleggiando veloci con un N di 12 nodi in direzione di Blanquilla (92 nm).
Giovedì 28/10/2010
A mezzogiorno mentre passiamo gli isolotti Los Hermanos avvistiamo una balena accanto a noi. Il suo spruzzo d'acqua è ben visibile e inconfondibile.
Blanquilla è un isolotto basso e deserto. Ancoriamo a Playa Yaque davanti alle due palme come riportato dal portolano. Il fondale presenta qualche corallo ma l'acqua trasparente permette facilmente di trovare la sabbia.
Subito ci buttiamo in acqua!
Venerdì 29/10/2010
Ci alziamo presto e dopo aver nuotato fino a riva percorriamo la lunga spiaggia a piedi.
Una barca di pescatori ci da 4 tonnetti in cambio di 2 pile stilo. Prepariamo i filetti e proponiamo diverse idee su come cucinarli.
Tender in acqua andiamo a fare snorkeling a Americano bay. Restiamo per ore a nuotare in mezzo a branchi di tonnetti e pesci colorati.
Mentre rientriamo passa bassissimo sulle nostre teste un elicottero che farfuglia qualcosa di incomprensibile.
bz bz bz Margarita...!?!
Tornati all'ancoraggio gli equipaggi dei catamarani ci spiegano che l'elicottero e il guardia costa hanno avvisato dell'imminente passaggio di una Tempesta Tropicale. Bisogna lasciare l'isola e dirigersi su Margarita (proprio l'unica mattina che non siamo riusciti a scaricare le carte meteo).
Blanquilla non ha ancoraggi protetti e sono previsti per sabato sera onde di 3 metri e più di 30 nodi di vento.
Non abbiamo molta scelta, prepariamo la barca e partiamo con i 4 catamarani verso Juangriego a Margarita. Il tonno quindi ce lo gustiamo in navigazione.
57 miglia di bolina che percorriamo ad una media di 5 nodi in costante contatto radio con gli altri equipaggi.
Siamo molto dispiaciuti di essere costretti a lasciare questa meravigliosa isola soprattutto per fare rotta su Margarita che avevamo accuratamente evitato.
Sabato 30/10/2010
Apriamo gli occhi su Margarita la "perla" del Venezuela.
L'isola è verde e montuosa, la città è piccola e la baia è piena di pellicani bruni e fregate.
La Tempesta Tropicale che si è trasformata nel ciclone Tomas ora è vicino a Tobago.
Domenica 31/10/2010
Il rinforzo di vento previsto per la notte non si fa vedere in compenso una fastidiosa onda lunga da N-E entra nella baia e ci fa ballare. Tomas si trova ora a Nord di Bonaire.
Non sbarchiamo neppure alle 2:00 di questa notte le carte meteo segnalano delle condizioni favorevoli e sicure per partire.
Rotta sulle isole Los Roques (185 nm).


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11 October 2010

TRINIDAD: LAVORI IN CORSO

Lunedì 20 /09/2010
Alle 9:00 siamo al marina Coral Cove per mettere a terra Coelacanthe.
Qui lavorano con i loro tempi e i loro ritmi e nel primo pomeriggio la barca è fuori dall'acqua.
Siamo sempre un pò nervosi quando la barca è sospesa sul travelift ma tutto procede senza problemi.
Il lavoro più importante che dobbiamo fare è quello di togliere l'antivegetativa fino al primer.
È un lavoro pesante, faticoso e polveroso. Subito un problema, il primer è molto sottile e discando arriviamo fino all'acciaio.
Dovremo quindi rifare i cicli di eposidica.
Il lavoro aumenta e il meteo non sembra venirci incontro con la pioggia che arriva quasi ogni sera.
Discando facciamo polvere e quindi dobbiamo mettere teloni intorno alla barca per limitare il fastidio ma lavorare là sotto è davvero un incubo.
Niente a confronto della protezione che un ragazzo tedesco ha fatto alla sua barca in restauro (foto a destra) per questo soprannominato il "carapace".
Le giornate scorrono lente e tutte uguali.
Sveglia alle 6 per riuscire a lavorare con qualche ora di fresco.
Dischiamo una parte dello scafo portandola all'acciaio, la puliamo e asciughiamo bene e mettiamo subito il primo strato di primer.
Facciamo così per non essere sorpresi dalla pioggia ed evitare che si formi ruggine sullo scafo.
Poi ci spostiamo e continuiamo lo stesso lavoro in un altra parte.
La sera siamo coperti interamente di polvere e solo una doccia bollente può farci tornare a sembianze umane.
Finalmente finiamo di discare la barca e non ci resta che dare le 4 mani di primer.
Il lavoro "sporco" è finito e ci dedichiamo con piacere a questa nuova attività.
Ad una settimana esatta dall'inizio dei lavori mettiamo velocemente e senza problemi il viniguard e le 3 mani di antivegetativa. Il tempo caldo e soleggiato ci viene in aiuto.
In cantiere non siamo soli:
Alberto è anche lui qui per lavorare su Gioel mentre Sabrina è rientrata in Italia.
Ci incontriamo spesso con lui per scambiarci pareri ed informazioni ma soprattutto per sostenerci il morale a vicenda! È bello poter condividere questo momento particolare, che è la vita in cantiere, con un amico.
La sera in pozzetto ceniamo insieme, gustiamo la mitica "granitina" (un lusso senza eguali) e parliamo per ore.
Al Coral Cove ritroviamo anche il nostro caro amico François del Equa Regis.
Che piacere rivederlo e poter passare del tempo con lui.
Maestro indiscusso della ginnastica del Buonumore è per noi un riferimento e un ottimo amico.
Conosciamo anche il numeroso e allegro equipaggio di Eloane, una famiglia francese in viaggio da 5 anni.
Celine a Alain sono i genitori di cinque simpaticissimi bambini: Steven (14), Maverik (12), Logan (11), Derrek (10) e Jennifer (8).
Ogni tanto i bambini ci vengono a trovare e ci portano cose che buttano via. Li vediamo arrivare sorridenti e saltellanti mentre dicono "È ancora Natale"
In effetti per noi sono davvero grossi regali:una macchina da cucire, 2 taniche del gasolio, cime, 1 convertitore di corrente, rivetti, viti, posate, piatti e tanto altro ancora. Non abbiamo parole di fronte a tanta generosità.
Ricambiamo con torte e organizziamo per loro una serata a base di pizza. Risate e musica...."Je suis le même!"
IL TENDER:
Mettiamo il tender a terra, lo puliamo bene con acetone e lo verniciamo con un prodotto specifico che crea uno strato di gomma protettivo. Ci auguriamo che questo possa prolungare la sua esistenza.
Rosso fuoco non passa inosservato e diventa presto per tutti la "Ferrari"
GAVONE DEL ANCORA:
Ruggine da togliere e una verniciata generale da ridare a un anno dalla partenza. Michele si ritrova per la seconda volta tutto raggomitolato in questo spazio angusto.
Rifacciamo i segni sulla catena e recuperiamo un grosso e robusto contenitore di plastica (gentilmente regalatoci dal marina) per stivarla nel gavone.
IL PONTE:
Dopo aver grattato e pulito il ponte lo riverniciamo e mettiamo l'antisdrucciolo dove serve.
Al posto del beige che volevamo ci ritroviamo tra le mani un vivace giallo canarino. Cambiarlo vuol dire fare troppa strada a piedi e perdere un sacco di tempo.
Alla fine siamo soddisfatti del risultato.
Nelle ore centrali della giornata è impossibile lavorare e facciamo una pausa con una "Monster" per Michele e un "Magnum" per me. Estasi!
Tutta una serie di altri lavori vengono svolti all'esterno come all'interno di Coelacanthe: riparazione del frigo e del wc, sistemazione dell'antenna filare, pulizia e sostituzione di tutti i filtri del motore, spostamento dello strallo della trinchetta, pulizia dell'elica, controllo della catena e ancora.
Ordiniamo il Pactor.         
Progettiamo e realizziamo un tunnel che ci permetta di proteggerci da vento e pioggia in navigazione. Compriamo un tubo in alluminio che facciamo piegare, tessuto sumbrella, gancetti e tiranti. In un paio di giorni il "Tunnel dell'amore", come lo chiama Alberto, è pronto.
Lunedì 11/10/2010
Coelacanthe ritorna in acqua affettuosamente accompagnata da François e dall'allegria di tutta la ciurma di Eloane.
Brindiamo alla fine dei lavori soddisfatti di quanto siamo riusciti a fare per la nostra barca.
Restiamo ancorati a Chaguaramas ancora per 11 giorni in attesa del Pactor e della sua installazione. I giorni passano veloci tra le tante cose da fare:Recuperiamo da un velaio una vela con i garrocci da usare come gemella, compriamo vernici, pezzi di ricambio e materiale utile, facciamo un giro a Port of Spain, rifornimento di acqua, gasolio e viveri.
Sabato 23 alle prime ore di luce lasciamo Chaguaramas in un assoluto silenzio, dormono ancora profondamente i cantieri e gli indaffarati equipaggi.


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14 September 2010

TOBAGO

Una navigazione tranquilla, calda con poco vento ma sostenuta dalla corrente favorevole ci permette di raggiungere velocemente le coste di Tobago.
Una coppia di Remore ci tiene compagnia per tre giorni sotto lo scafo.
Lettura e pesca generosa rendono piacevole questo trasferimento.   
Mercoledì 01/09/2010
Ancoriamo a Pirate bay su 20 metri di acqua trasparente.
Sbarchiamo subito a Charlotteville per fare le formalità (pare siano molto fiscali).
Lasciamo il tender al molo e senza difficoltà troviamo i due uffici della dogana e dell'immigrazione (di fronte alla biblioteca).
Sono aperti ma non troviamo nessuno, un biglietto dice di chiamare un numero. Con il nostro cellulare è impossibile perciò facciamo un giro x il paese e ripassiamo circa ogni ora.
Alle 16 arrivano, facciamo le formalità ma l'ufficio immigrazione ci vuole far pagare la tassa che applicano per chi si presenta fuori orario (8:00-16:00). Spieghiamo che siamo arrivati alle 13 ma gli uffici erano vuoti ma lui non vuole sentire ragioni o paghiamo o sequestra i nostri passaporti. Di fronte a questo ricatto non ci resta che pagare ma gli diciamo apertamente che non è una persona onesta. La multa è di 100 TTD (circa 12 euro) ma anche se la cifra è irrisoria siamo infastiditi dalla scorrettezza subita.
Welcome to Tobago!
Charlotteville è un piccolo villaggio molto carino, pieno di case e negozi colorati.
Al mattino si può comprare della frutta e verdura fresca nella piazzetta davanti al molo accanto ad un minuscolo market giallo.
Sulla strada che costeggia la spiaggia si trovano diversi bar, un parrucchiere, panettiere e un negozio di alcolici.
Il gasolio costa 0,17 cent. di euro al Litro mentre la benziana 0,32 cent...Facciamo il pieno!!
Nella biblioteca è possibile collegarsi gratuitamente a internet. Ne approfittiamo per scrivere mail e sentire casa.
Venerdì 03/09/2010
Facciamo le formalità di uscita da Charlotteville con destinazione Scarborough la capitale (ci è consentito sostare nelle baie che incontriamo).
Nel mezzogiorno ancoriamo nella tranquilla Bloody bay.
A terra troviamo un corso di acqua dolce e ne approfittiamo per fare il bucato e una doccia rinfrescante.
Sabato 04/09/2010
Ci spostiamo nella bellissima Englishmen bay e ancoriamo davanti alla lunga spiaggia di sabbia orlata da numerose palme.
Nuotiamo, passeggiamo sulla spiaggia e ci rilassiamo in questo paradiso.
Sulla costa nord della baia esploriamo la barriera corallina piena di pesci e piante. L'acqua è trasparente e calda e restiamo piacevolmente per ore a fare snorkeling.
A terra un piccolo ristorante nella parte sinistra della spiaggia e sull'estrema destra un corso di acqua dolce.
Avvistiamo vicino alla spiaggia una gigantesca e maestosa Manta che riusciamo ad avvicinare con il dinghy. Impossibile nuotare con lei perchè prende velocemente la strada per il largo. La ammiriamo senza parole.
La sera in pozzetto è bello brindare al sole che tramonta con la buona birra locale: Carib.
Festeggiamo queste belle giornate con uno dei nostri piatti preferiti: gnocchi di patate.
Una pace immensa ci pervade.
Martedi 07/09/2010
Ancoriamo a Bucoo bay costeggiando senza problemi Bucoo reef aiutati dalle carte e dai colori del mare.
In questo posto spettacolare ci passeremo qualche giorno, nuotando nell'acqua trasparente piena di pesci e passeggiando sulla lunghissima spiaggia che neanche a dirlo si chiama Beautiful beach.
Assieme al ragazzo francese della sola barca ancorata con noi inizieremo una divertente caccia all'aragosta. Esploriamo i fondali per ore ma troviamo solo aragoste piccoline che lasciamo andare.
Qui nuotiamo con una Aquila di mare maculata e una piccolissima tartaruga che si diverte a picchiettare sulla mia maschera dove si vede riflessa.Il contatto così stretto con la natura riesce sempre a regalarci forti emozioni.
Sabato 11/09/2010
Ci spostiamo nell'affollata e turistica Store bay con i suoi due Hotel sulla spiaggia.
Ancorando bisogna fare attenzione al cavo di alta tensione che attraversa la baia ma tutto è ben spiegato sul portolano.
Wifi in barca!
Ne approfittiamo per parlare con le mie sorelle su Skype e far ammirare anche a loro il paesaggio.
Lunedì 13/09/2010
Raggiungiamo con il bus la capitale:Scarborough.
Ad accoglierci troviamo una piccola cittadina rumorosa e in movimento.
Da ogni parte festoni della recente festa di Indipendenza, donne ben vestite che camminano per strada proteggendosi dal sole con un ombrello, ragazzi rasta con cappelli colorati e vestiti sgargianti, galline che attraversano la strada facendo miracolosamente zig zag tra le auto che sfrecciano veloci.
La guida è all'inglese e attraversare la strada è tutte le volte un rischio per noi!
Facciamo le formalità di uscita da Tobago velocemente e senza problemi.
Una zona centrale della città è dedicata al mercato coperto, circondato da numerose bancarelle di tutti i generi. Lo visitiamo curiosi e facciamo il pieno di ottima frutta.
Tutti ci salutano, sorridono e ci sentiamo spesso dire "Benvenuti nella nostra isola"
Muoversi con il bus è veramente economico (0,28 €) ma gli orari sono indicativi e le attese alla fermata lunghe e caldissime.
Ultimi bagni e ultimi momenti di relax in attesa di raggiungere Trinidad.
Martedì 14/09/2010
Dopo un trasferimento quasi tutto a motore arriviamo a Trinidad ed ancoriamo a Chaguaramas.
All'ingresso della baia dopo una base militare troviamo alcune piattaforme petrolifere e un enorme cantiere per navi.
Alla fonda barche e navi di ogni tipo in attesa di iniziare i lavori o pronte a ripartire.
A terra un cantiere nautico dietro l'altro, grandi negozi specializzati per la nautica,velerie, elettricisti, meccanici, botteghe di artigiani insomma tutto quello che può servire per chi deve rimettere in sesto la barca.
Raccogliamo i preventivi dei cantieri che a volte hanno forti differenze di prezzo (alcuni non permettono di lavorare sulla propria barca) e compriamo tutto il necessario per cominciare i lavori.
Tutte le mattine alle 8:00 locali si può ascoltare sul VHF canale 69 un Net con notizie meteo e informazioni utili.
Prepariamo corpo e spirito per il periodo di duro lavoro che ci aspetta!


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26 August 2010

GUYANA FRANCESE: Isole della Salute

Mercoledì 25/08/2010
Alle 6:30 insieme a Baloo partiamo per le Isole della Salute.
È una bella giornata di sole e usciamo dal canale con la marea favorevole.
Ci aspettano due giorni insieme.   
Dobbiamo percorrere circa 40 miglia.
Navighiamo lentamente nelle prime ore del mattino poi finalmente il vento arriva e procediamo veloci.
Camille e Matilde soffrono un pò di mal di mare.
Come da programma nelle prime ore del pomeriggio siamo ancorati davanti alla piccola isola di Saint Joseph.
Per prima cosa un lungo bagno in questa acqua verde e poi a terra per esplorare l'isola militare.
Una bella passeggiata sotto le palme permette di girare tutta l'isola che in passato era una prigione.
Lungo la strada incontriamo questo suggestivo cimitero affacciato sull'oceano.
Spiagge di sabbia chiara orlate di palme...meraviglioso.
È facile incontrare animali come questa iguana che si lascia toccare o prendere in mano.
Giovedì 26/08/2010
La mattinata la passiamo a pulire la carena di Coelacanthe in vista della partenza.
Nel pomeriggio andiamo a visitare l'isola più grande: Ile Royale.
Un sentiero ci conduce nel punto più alto dell'isola dove troviamo la vecchia chiesetta in legno, il faro e gli edifici del passato usati come carceri.
Possiamo girare liberamente.
Nel nostro giro incontriamo parecchi animali: Scimmie, iguane, pappagalli,pavoni, caimani...
Senza fretta passeggiamo lungo i sentieri tra le piante fino a completare il giro dell'isola.
Troviamo una bella spiaggia dove avvistiamo un gruppo di tartarughe.   
La famiglia Baloo fa il bagno in questa piscina naturale tra le rocce.
Alle 18 siamo su Baloo per l`aperitivo dell`Arrivederci!!
Portiamo il nostro Berlucchi e gustiamo le buonissime crepes di Chintya che mangiamo per la prima volta con zucchero e limone. Squisite!
Passiamo una bellissima serata rievocando le belle giornate vissute insieme. Il momento dei saluti è molto affettuoso e commuovente, mentre ci scambiamo baci e abbracci siamo consapevoli del legame profondo che ci unisce. La famiglia Baloo si allarga!
Au revoir Amis!!


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21 August 2010

GUYANA FRANCESE: Agosto in buona compagnia

Ferragosto sul Carbet flottante              
Domenica 15/08/2010
Lo passiamo in compagnia della famiglia Baloo, di Vincent, Stefany e la piccola Orlane.
Un amico di Richard ci presta un Carbet flottante e partiamo per un pic-nic sul fiume Mahuri.
Poltrone e comodi divani, ombra e arietta fresca che soffia sul fiume...non possiamo proprio lamentarci.
Brindiamo con una birra fresca.
SI PARTE!!
Ci rilassiamo, siamo in ottime mani, Demian e Orlane ci guidano sicuri lungo il fiume....sotto la supervisione di Vincent.
Trovato un angolo tranquillo buttiamo l`ancora e mangiamo.
Si sta veramente bene e ci abbandoniamo a un dolce riposo.
Camille e Matilde continuano nel loro tentativo di insegnarmi il francese. Grazie di Cuore!
Sveglia, Sveglia è ora del bagno.
L`acqua è marrone ma pochi resistono alla tentazione di farsi un tuffo.
La corrente è forte e solo con l`aiuto di una cima è possibile risalire sul Carbet.
Nel pomeriggio riportiamo il simpatico Carbet flottante al proprietario rientriamo in barca.


Pizzaladier su Baloo
Martedì 17/08/2010
Quando Cynthia rientra dal lavoro trova una bella sorpresa su Baloo.
La Pizza.
Ma non una pizza qualunque la famosa Pizzaladier di Richard.
Noi prepariamo la pasta, la stendiamo sulle teglie...
...e il maestro Richard la finisce con cipolle (passate in padella e caramellate), olive nere e acciughe.          
La prima teglia rimane troppo alta ma le successive sono perfette.
La quarta teglia è con peperoni, pancetta ed emmental grattugiato.
Non ci facciamo pregare e mangiamo di gusto queste pizze belle saporite!
Demian mostra orgoglioso la bandiera dei Pirati che abbiamo preparato insieme nel pomeriggio.
Cynthia mi passa le sue ricette per fare conserve di pesce e carne.
Ogni scusa è buona per far festa con la famiglia Baloo e noi non ci tiriamo mai indietro perché con loro ci sentiamo sempre a casa.
Grazie di cuore.


Cena da Vincent e Stefany
Venerdì 20/08/2010
Prima della nostra partenza Vincent e Stefany ci invitano tutti a cena a casa loro.
Tutto comincia con una Caipirinha deliziosa e una tavola piena di antipasti.         
Si beve, si mangia, si parla di viaggi e di mare!
Arriva il momento di usare la simpaticissima macchina del gelato.
Ingredienti al centro, ghiaccio sui lati e una manovella durissima da far girare per un oretta...
Gli uomini daranno il meglio di loro!
Il gelato è il regalo più grande che potete fare a dei navigatori!!
Vincent si occupa della grigliata.
Inizia un banchetto meraviglioso: grigliata di carne, verdure, cous cous vino rosso...e...io mangio solo una patata!
La sfortuna più nera ha voluto che proprio questa sera mi venisse un mal di pancia senza precedenti con violenti crampi e urgenti fughe in bagno.
Non posso quindi neppure gustare il gelato al Maracuja con panna montata.
Che incredibile ingiustizia!!
Alle 23 non resisto più e torniamo in barca.
Grazie per la bella serata
Sabato 21/08/2010
Dopo una notte difficile e qualche pastiglia il mio stomaco si rimette.
Michele prepara la birra.
io e Cynthia andiamo a Cayenne per una mattinata tutta nostra di shopping sfrenato!
Troviamo un minuscolo negozio che ha vestiti originali ad un prezzo ragionevole.
Dopo aver provato l`impossibile usciamo soddisfatte. Erano secoli che non lo facevamo ed è stato davvero divertente!
GRAZIE CYNTHIA!


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14 August 2010

GUYANA FRANCESE: Mercato a Cayenne

Sabato 14/08/2010
Cayenne è la capitale della Guyana francese ed è una bella cittadina . Al centro si trova una grande piazza orlata di palme e tutti intorno palazzi, negozi, ristoranti e bar.
Qui vivono fianco a fianco numerose etnie differenti ed ognuna è riuscita a ritagliarsi un settore particolare: i politici e funzionari sono creoli e francesi, i commercianti sono cinesi, gli agricoltori sono malesi, i pescatori brasiliani e i giardinieri sono africani.
Camminando per le vie della città è possibile vedere questa mescolanza di etnie incredibile.
I bianchi sono una minoranza.
Per vivere appieno questa città non bisogna perdersi l` incredibile mercato del sabato mattina.
Le bancarelle sono tante e piene di frutta e verdura profumata.
Granchi a volontà per tutti!
Demian trova un modo comodo per girare il mercato.
Al centro una zona coperta vende carne, uova, artigianato e liquori.
Si fanno notare il Pittajia e il Chadeck, curiosi frutti locali.
Le persone si spingono e si accalcano nello stretto passaggio tra le bancarelle.
Camille e Matilde fanno compere nei negozi di artigianato per portare un regalo a casa.
Boutique!!
Cerchiamo un vestito carino per Camille e Matide ma non troviamo niente che vada bene.
Sulla strada del ritorno Demian vuole scattare qualche foto in macchina.
Appena riusciamo andiamo al Club per pranzare tutti assieme.
Hamburgher e patatine!
Michele continua il suo lavoro sul cabinato giallo.
Pomeriggio di risate con Nael, Natan, Matilde e Demian.
Ma anche qualche piccolo momento di relax.
Le giornate passano veloci con la famiglia Baloo.


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13 August 2010

GUYANA FRANCESE: Al Club Nautico

La prima settimana di agosto passa velocemente facendo lavori su Coelacanthe.
Michele apre le due cisterne dell'acqua e con grande sorpresa: la cisterna di prua va ripulita e verniciata di nuovo;la cisterna più piccola ha un piccolo buco.
Per lavorare sulla cisterna piccola e farla uscire dalla barca la dovremo tagliare.
Sul pontone con la corrente, in qualche giorno di lavoro, la cisterna torna come nuova.Bravo Capitano!
Io approfitto della corrente per usare la macchina da cucire e preparo tende, una sacca esterna e cuscini esterni per Coelacanthe.
Con Cynthia e tutta la banda faccio qualche giro in città, al supermercato e in spiaggia.
Martedì 10/08/2010
È il compleanno di Richard e prepariamo per lui una serata speciale.
Apriamo la festa con aperitivo a base di saucisson sec e Bordeaux. Ceniamo tutti insieme e festeggiamo con il delizioso Crumble di Camille e il nostro pudding.
Arrivano i regali e tra questi 3 pantaloni che io e Cynthia abbiamo accorciato e ai quali abbiamo sostituito un numero infinito di bottoni in acciaio con strep...tre giorni di duro lavoro.
Il risultato farebbe inorridire le nostre nonne ma siamo fiere di noi!
AUGURI RICHARD!
Giovedì 12/08/2010
Andiamo al Club Nautico dove Richard è istruttore di vela.
Pranziamo insieme e nel pomeriggio io e Michele usciamo sul 420.
La barca è leggera e molto sensibile. All`inizio faccio fatica ma con pazienza e virate dopo virate prendo il controllo della barca.
Si rompe un cavo a prua che Michele ripara al volo, la barca si riempie di acqua e ci vorranno numeri da circo per svuotarla.
È stato davvero divertente.Richard ci ha fatto un bellissimo regalo!
Alla sera aperitivo su Baloo e Acupa (un buonissimo pesce di qui) regalato dai pescatori.
Venerdì 13/08/2010
Alle 8 del mattino siamo al club con Richard e gli portiamo un pò di caffè.
La mattina, non essendoci vento i corsi non ci sono, è tranquillo e lui si occupa del club.
Mangiamo un cocco delle tante piante che sono lì attorno.
La mattinata passa veloce lavorando alla manutenzione delle barche.
A pranzo ordiniamo degli hamburger giganti nel vicino ristorante brasiliano.
Buonissimi
Nel pomeriggio arrivano i ragazzi e il club si anima. Prepariamo i Laser e inizia il corso.
"oggi vai da sola!!"
Richard esce con me e mi insegna ad utilizzare queste barche leggere e molto sensibili. È semplice e divertente.
Decide di mostrarmi cosa fare in caso di scuffia perciò dopo averla scuffiata volontariamente mi mostra tutti i passi da fare...ma...la dimostrazione è troppo lunga e l`albero affonda nel fango!Che fatica immonda per liberarlo!!Ma quante risate!
Mi sono divertita tantissimo e trovo che il laser sia utilissimo per imparare.
Dopo la lezione i ragazzi si divertono sulla spiaggia tra bagni e giochi con il loro maestro.
Michele aiuta Richard a lavorare su questo piccolo cabinato che vuole rimettere a nuovo per usarlo per lezioni di vela.
Cynthia, Demian, Camille e Matilde ci raggiungono in spiaggia e facciamo un lungo bagno tutti insieme.


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26 July 2010

GUYANA FRANCESE: Carbet nella Foresta

Domenica 25/07/2010Oggi partiamo per una gita di 2 giorni nella foresta.
Abbiamo due piroghe in una ci siamo noi e la famiglia Baloo; nell`altra Vincent e Stefany con le figlie Orlane Morgan e 2 nipoti.
Vincent e Stefany sono francesi, fanno parte della polizia e vivono in Guyana da qualche anno.    
È una bellissima giornata di sole e dopo aver caricato le piroghe con tutto il necessario, lasciamo il marina e partiamo a tutta velocità per questa nuova avventura.
Risaliamo il fiume Mahuri.
Dopo soli 20 minuti il cielo si copre completamente e ci ritroviamo sotto uno scroscio di acqua....siamo in Guyana!!
Ci copriamo come riusciamo e soprattutto cerchiamo evitare che gli zaini si inzuppino...in pochi secondi la piroga è piena di acqua.
La pioggia passa velocemente e torniamo a goderci lo spettacolo intorno a noi mentre il sole e l`aria calda ci asciugano.
Il motore fa qualche capriccio e ci lascia a piedi un paio di volte ma Richard (il nostro meccanico di fiducia) lo fa ripartire in un secondo.
Sulla riva del fiume raggiungiamo il Carbet dove passeremo la notte.
Il Carbet è una struttura in legno senza pareti che viene utilizzato come rifugio nella foresta. Può essere privato o aperto al pubblico (questo lo mette a disposizione l`arma francese), con bagni,ristorante e camere.   
IL nostro Carbet offre molte comodità: bagno,doccia, cisterne per la raccolta di acqua piovana, ripostiglio con materiale utile, barbecue e solide travi su cui appendere le amache.
Prepariamo quindi i nostri "letti" per la notte con zanzariera annessa...siamo nella foresta!
Dopo un pranzo al sacco una passeggiata nella foresta per ammirare la natura rigogliosa della Guyana.
Riprende a piovere a dirotto.
Alla sera comincia la festa.
Aperitivi a base di Martini, Rum e un liquore locale buonissimo che Stefany prepara con la frutta.
Grigliata di salsicce e Acupa un grosso pesce dalla carne pregiata che i pescatori ci hanno regalato.
L`inno francese e italiano si mescolano a risate, canti e brindisi.
Bella serata in ottima compagnia!
Io e Michele dormiamo insieme nella nostra amaca doppia. Vicini vicini.
Nel buio della notte sentiamo i rumori della foresta e i versi degli animali fanno da sottofondo ai nostri sogni. Molto Suggestivo!
Lunedì 26/07/2010
Dormire in un amaca non è semplice e alla mattina ci alziamo tutti più stanchi di quando siamo andati a dormire.
Il fiume è immobile e i primi raggi di sole non scaldano ancora.
Dalla foresta arrivano delle bellissime e grandi farfalle turchesi.
Vincent cerca di attirarle con un giornale dello stesso colore ma non riusciremo a fotografarle se non con le ali chiuse.
Molto più semplice immortalarla con le ali aperte in un negozio di souvenir a Cayenne
Partiamo con le nostre piroghe in esplorazione.
Mangrovie, piante dalle radici gigantesche, qualche Carbet, cocchi, palme e piante di cacao.
Dopo un pranzo al sacco ci prepariamo per rientrare e mettiamo in ordine il Carbet che è stato il nostro rifugio nella foresta.              
Il sole e un cielo azzurro ci accompagnano sulla strada del ritorno.
È bello ammirare la natura che ci circonda e respirare l`inebriante profumo della foresta.
Nel tardo pomeriggio siamo di nuovo al marina stanchi ma contenti della bella avventura condivisa tutti insieme.

25 July 2010

GUYANA FRANCESE: Cartbet nella Foresta

Domenica 25/07/2010
Oggi partiamo per una gita di 2 giorni nella foresta.
Abbiamo due piroghe in una ci siamo noi e la famiglia Baloo; nell`altra Vincent e Stefany con le figlie Orlane Morgan e 2 nipoti. Vincent e Stefany sono francesi, fanno parte della polizia e vivono in Guyana da qualche anno.    
È una bellissima giornata di sole e dopo aver caricato le piroghe con tutto il necessario, lasciamo il marina e partiamo a tutta velocità per questa nuova avventura.
Risaliamo il fiume Mahuri.
Dopo soli 20 minuti il cielo si copre completamente e ci ritroviamo sotto uno scroscio di acqua....siamo in Guyana!!
Ci copriamo come riusciamo e soprattutto cerchiamo evitare che gli zaini si inzuppino...in pochi secondi la piroga è piena di acqua. La pioggia passa velocemente e torniamo a goderci lo spettacolo intorno a noi mentre il sole e l`aria calda ci asciugano. Il motore fa qualche capriccio e ci lascia a piedi un paio di volte ma Richard (il nostro meccanico di fiducia) lo fa ripartire in un secondo. Sulla riva del fiume raggiungiamo il Carbet dove passeremo la notte.
Il Carbet è una struttura in legno senza pareti che viene utilizzato come rifugio nella foresta. Può essere privato o aperto al pubblico (questo lo mette a disposizione l`arma francese), con bagni,ristorante e camere.
IL nostro Carbet offre molte comodità: bagno,doccia, cisterne per la raccolta di acqua piovana, ripostiglio con materiale utile, barbecue e solide travi su cui appendere le amache. Prepariamo quindi i nostri "letti" per la notte con zanzariera annessa...siamo nella foresta!
Dopo un pranzo al sacco una passeggiata nella foresta per ammirare la natura rigogliosa della Guyana. Riprende a piovere a dirotto. Alla sera comincia la festa. Aperitivi a base di Martini, Rum e un liquore locale buonissimo che Stefany prepara con la frutta. Grigliata di salsicce e Acupa un grosso pesce dalla carne pregiata che i pescatori ci hanno regalato. L`inno francese e italiano si mescolano a risate, canti e brindisi.
Bella serata in ottima compagnia!
Io e Michele dormiamo insieme nella nostra amaca doppia. Vicini vicini. Nel buio della notte sentiamo i rumori della foresta e i versi degli animali fanno da sottofondo ai nostri sogni. Molto Suggestivo!
Lunedì 26/07/2010
Dormire in un amaca non è semplice e alla mattina ci alziamo tutti più stanchi di quando siamo andati a dormire. Il fiume è immobile e i primi raggi di sole non scaldano ancora. Dalla foresta arrivano delle bellissime e grandi farfalle turchesi. Vincent cerca di attirarle con un giornale dello stesso colore ma non riusciremo a fotografarle se non con le ali chiuse. Molto più semplice immortalarla con le ali aperte in un negozio di souvenir a Cayenne. Partiamo con le nostre piroghe in esplorazione.     Mangrovie, piante dalle radici gigantesche, qualche Carbet, cocchi, palme e piante di cacao.           
Dopo un pranzo al sacco ci prepariamo per rientrare e mettiamo in ordine il Carbet che è stato il nostro rifugio nella foresta.
Il sole e un cielo azzurro ci accompagnano sulla strada del ritorno. È bello ammirare la natura che ci circonda e respirare l`inebriante profumo della foresta.
Nel tardo pomeriggio siamo di nuovo al marina stanchi ma contenti della bella avventura condivisa tutti insieme.


23 July 2010

GUYANA FRANCESE: Degrade des Cannes

Sabato 17/07/2010
Il motore non parte e non riusciamo a comunicare con il marina tramite il VHF perciò decidiamo di entrare nel canale a vela.
Dobbiamo tenere conto del vento, dell'onda e soprattutto della marea (che può raggiungere i 3/4 nodi).
Alle 16:15 il momento è favorevole e partiamo. Navighiamo bene e riusciamo a stare nel canale senza problemi.
Alle 18 siamo al marina di Degrade des Cannes dove troviamo Richard con il tender per aiutarci nella manovra di ancoraggio (che rifaremo x 3 volte).
La corrente è molto forte e il fondale è ricoperto di fango, diamo 60 metri di catena.
Finalmente possiamo riabbracciare i nostri amici di Baloo: Richard, Cynthia e Demian.
Conosciamo anche Camille e Matilde le figlie di Richard in vacanza in Guyana.
Ci invitano a cena e Richard ci prepara la famosa MAIONESE alla BALOO.
È bello rivederli e ci sentiamo subito a casa!
Il marina di Degrade des Cannes è un posto fuori dal comune. Oltre ai numerosi pescatori brasiliani, la maggior parte degli equipaggi (francesi e svizzeri) sono fermi qui per lavorare. Uno, due, tre anni per fare la cassa di bordo in un paese francese d`oltre mare che è alla perenne ricerca di lavoratori specializzati, prima di riprendere il viaggio. Troviamo ad accoglierci una simpatica comunità di navigatori molto solidale.
Nessuno gestisce e cura il marina che permette uno stazionamente a basso costo (anche perché non offre molto). Acqua, corrente e un conteiner con i bagni. Non esiste altro. Vicino c`è solo il porto commerciale e qualche officina e negozio di nautica.
Nessun collegamento con Cayenne, non esistono bus, non trovi taxi, puoi noleggiare una macchina in città, fare autostop o camminare!              
Richard e Cynthia hanno trovato entrambi lavoro, lui come maestro di vela in un club nautico e lei come impiegata. Demian va all'asilo. Pensano di fermarsi a lavorare per un paio di anni. Ci invitano a restare perché sembra sia facile trovare un buon lavoro. Siamo perplessi. Fermarsi potrebbe essere una buona occasione per fare cassa di bordo, imparare bene la lingua e poter condividere con degli amici un esperienza di suo piuttosto complicata. Siamo partiti solo da una anno, il nostro programma è diverso e abbiamo la possibilità di viaggiare ancora qualche anno.
Le idee sono confuse, ci prendiamo tempo x riflettere.
La Guyana francese importa una grande quantità di prodotti dalla Francia.
Possiamo quindi ritrovare sapori dimenticati come quello di una baguette, di formaggi francesi, vino e salumi (anche se a costi leggermente maggiorati).
Assaggiamo anche dei frutti locali davvero insoliti.
Il Pittaja dalla buccia fucsia e la polpa bianca piena di piccoli semi neri; il Chadeck un pompelmone gigante dolce e ricco di succo.
Venerdì 23/07/2010
Con la macchina di Richard e Cynyhia raggiungiamo François a Korou.
Pranziamo e brindiamo alla bella navigazione condivisa.Grande festa!
Passiamo insieme tutta la giornata ed è bello poterlo salutare prima della sua partenza per Tobago.
Qualche barca di passaggio arriva al marina, fa una sosta e rifornimenti prima di riprendere la strada verso nord.
Arrivano anche Thais e Loic una coppia di francesi conosciuti a Las Palmas a casa di Martha dei Corrieri del mare. Sono sempre incredibili le coincidenze e gli incontri che si possono fare in mare.
Passiamo una serata insieme dove ci raccontano la loro storia.             
Nel marina si fanno incontri davvero unici. Conosciamo Ciaccio un cileno simpaticissimo proprietario di Caminito.
Caminito era una scialuppa di salvataggio di una nave transoceanica di inizio secolo, trasformata in barca a vela in Italia. La ruggine la sta divorando ma con il suo sorriso e imperturbabile ottimismo Ciaccio conferma a tutti la sua imminente partenza x i Caraibi.         
In Guyana fa un caldo pazzesco! Il sole picchia con violenza e nelle ore più calde è impossibile stare al sole senza prendere un colpo di caldo o mal di testa. Beviamo continuamente e facciamo docce sul pontone (impossibile fare bagni in questa acqua marrone).
Siamo all'inizio della stagione secca ma piove almeno due volte al giorno, l`umidità è tanta e questo non è bene per la pittura che deve seccare e per la biancheria che deve asciugare.
Tutte le sere verso le 19 subiamo l`attacco di zanzare arrabbiatissime (portatrici di malaria, dengue e febbre gialla) che cerchiamo di combattere con zanzariere, spray, zampironi, citronella e autan...diventeremo presto blu come i Puffi!
Nonostante tutto questo noi stiamo bene, all`ancoraggio si dorme bene e grazie alla generosità di Baloo abbiamo a disposizione, acqua e corrente sul pontone, la lavatrice (che macchina meravigliosa!), bagni,internet e la macchina per andare in città. Servizio completo!
Richard ripara con Michele il motore, per fortuna tutto si risolve senza sostituzioni di pezzi.
Dopo averne parlato e riparlato decidiamo di ripartire, per noi non è ancora tempo di fermarci a lavorare quindi verso la fine di agosto riprenderemo il nostro viaggio.


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15 July 2010

Brasile-Guyana francese

Siamo fermi a Itaparica da cinque giorni. Il tempo è brutto, piove a dirotto senza tregua e noi ci riposiamo in barca prima della partenza.
Alberto e Sabrina del Gioel dopo una sfortunata partenza ci raggiungono a Itaparica in attesa di un meteo favorevole.
In Capitaneria a Salvador de Bahia conosco François un francese proprietario di una barca in acciaio di 18 metri molto gentile e simpatico con il quale inizio subito a chiacchierare. Il 1 luglio, per uno strano gioco del destino, arriva a Itaparica. Andiamo subito a conoscerlo e scopriremo che anche lui è in partenza per la Guyana francese.
Abbiamo trovato un nuovo compagno di viaggio, brindiamo a questa navigazione insieme.
J1 - Domenica 04/07/2010
Il giorno della partenza è arrivato. Alle 6:30 quando ci svegliamo piove ma noi siamo fiduciosi e alle 9, quando leviamo l`ancora, è nuvoloso ma non piove più.
"Si parte!Andiamo a cercare il Sole!"
E infatti è nella baia de Todos los Santos che troviamo il SOLE ma anche vento e onde contrari che renderanno faticosa l`uscita dalla baia.
Bordeggiamo, ci aiutiamo con un pò di motore e infine procediamo con una bolina larga mentre le onde si infrangono fragorose sullo scafo.
Nel pomeriggio siamo Fuori!!
Ci aspettano 1820 miglia alla Guyana Francese.
J2 - Lunedì 05/07/2010
Secondo giorno di navigazione, 140 miglia in 24 ore (-1709 nm).
È una bellissima giornata di sole che ci riscalda dopo una notte TERRIBILE di groppi, pioggia e forti colpi di vento. Un vero incubo. Ci lasciamo avvolgere dalla tranquillità del mare aperto che ci rigenera dopo tanti mesi di terraferma.
È meraviglioso veleggiare in una splendida giornata di sole! Ci aspetta un`altra lunga e difficile notte. Pioggia a dirotto e forti colpi di vento di cui due particolarmente violenti che raggiungono i 40 nodi. Siamo fuori entrambi ma ci obblighiamo a scendere a turni per recuperare le forze. Esausti ci addormentiamo sui paglioli con la cerata bagnata addosso. Questo non è dormire ma PERDERE CONOSCENZA!  

J3 - Martedì 06/07/2010
Terzo giorno di navigazione 150 nm in 24h (- 1599 nm).
Stupenda giornata di sole, il vento si è stabilizzato da S/E e noi procediamo veloci al traverso.
Leggiamo, mangiamo, ci lasciamo scaldare dal sole....si ricomincia a vivere!
Al mattino e alla sera abbiamo i collegamenti radio con le altre due barche in navigazione. François ci informa di aver rotto il vang a causa dei violenti colpi di vento, ora ha fatto una riparazione di fortuna. Speriamo tenga e non ci siano altri problemi.

J4 - Mercoledì 07/07/2010
Quarto giorno di navigazione 118 nm in 24 ore (- 1481 nm).
Sabrina ed Alberto si fermano a Cabedelo per ritrovare degli amici. Li salutiamo dopo 3 mesi passati insieme pieni di esperienze e bei momenti condivisi...speriamo le nostre scie possano incrociarsi di nuovo!
Giornata grigia. Poiggerella e pomeriggio in assenza totale di vento. Ci consoliamo con dei pop-corn.
Procediamo lentamente e Michele controlla sotto lo scafo.
Una bella doccia di mare ci sveglia e rinvigorisce. Finalmente ci rilassiamo dopo le fatiche degli ultimi giorni.
Notte tranquilla anche se nel turno di Michele piove a dirotto.
J5 - Giovedì 08/07/2010
Quinta giornata di navigazione, 165 nm in 24h (- 1246 nm).
È una bella giornata di sole, il vento di S/E di 15 nodi ci spinge veloci aiutati da 1,5 nodi di corrente a FAVORE!
Per colazione ci mangiamo l`ultimo ananas del Brasile:Buonissimo!
Oggi abbiamo voglia di mangiare pesce e buttiamo la lenza di primo mattino.
Alle 12 sentiamo che un pesce ha abboccato: È una grossa e bella Dorade gialla con i puntini blu. La più grande che abbiamo mai pescato.
Michele la scaraventa in pozzetto dove fa salti e dà grosse codate.
Dopo le foto di rito iniziamo un lungo e laborioso lavoro di macellazione di un ora circa.
La Dorade è squisita e vale la fatica fatta, la gustiamo in tutti i modi possibili.Una delizia!
Navigazione tranquilla con un S/E di 15 nodi e corrente a favore.
Verso sera scorgiamo a tribordo la gigantesca vela di François. Sono 2 giorni che naviga solo con il genova per il problema al vang.Lo chiamiamo sul VHF ed è un piacere vederlo in coperta che ci saluta.
"Vieni a cena da noi?!Dorade alla griglia!"...sarebbe bello.
Passiamo la notte a 2/3 miglia di distanza e lo avvisiamo quando incrociamo dei pescherecci.
Notte tranquilla.
J6 - Venerdì 09/07/2010
Sesto giorno di navigazione, 179 nm in 24h (- 1067 nm).
Bellissima giornata di sole, vento costante S/E 15 nodi.
Ci rilassiamo, leggiamo, prendiamo il sole mentre ascoltiamo la musica.
Incontriamo 5 navi che navigano verso sud e passano alla nostra destra.
François ripara il vang e può finalmente usare la randa, ci raggiungerà presto.
Notte con groppi da 30 e 40 nodi ma senza pioggia. Abbiamo 2 nodi di corrente a favore e il gps segna 10 nodi di velocità!

J7 - Sabato 10/07/2010
Settimo giorno di navigazione, 137 nm in 24h (- 930 nm).
Al mattino continuiamo il collegamento radio con Sabrina a Cabedelo. È un piacere sentirla e poter fare due chiacchere anche così lontani.
È una giornata tranquilla, navighiamo con un S/E di 10-15 nodi, prepariamo focaccia e crostata.
Alle 16 François è a babordo, non può ridurre la randa e con la velatura piena viaggia velocissimo.
J8 - Domenica 11/07/2010
Ottavo giorno di navigazione, 173 nm in 24h (- 697 nm).
Bella giornata di sole, vento da E, S/E 15-20 nodi e corrente a favore di 2 nodi. Guadagniamo miglia su miglia.
François scarica le carte meteo dalle frequenze di New Orleans (il vento dovrebbe calare) e scopre che ITCZ- zona di convergenza inter-tropicale si trova attualmente sulla frontiera tra Suriname e Guyana.Siamo salvi, non la dovremo attraversare.
Ore 15:41 passiamo per la seconda volta l`Equatore!
Dopo aver regalato al mare un pò di cachaça brindiamo all'evento.
In onore del Brasile appena lasciato festeggiamo con una Caipirinha.
Un pesce abbocca durante i festeggiamenti e per cena ci gustiamo un grosso tonnetto pinna gialla.
Si dia inizio al banchetto!
J9 - Lunedì 12/07/2010
Nono giorno di navigazione, 177 nm in 24h (- 520 nm).
Bella giornata di sole, il vento cala a 10-13 nodi ma grazie alla corrente a favore di 3 nodi procediamo veloci.
Fa caldo e siamo tutto il giorno in costume facendo docce in continuazione.
Abbiamo numerosi appuntamenti radio che ci tengono in contatto con gli altri. La mattina parliamo con Sabrina, due appuntamenti con François e alla sera sulla ruota degli Italiani parliamo con Felice. Scopriamo che la Spagna ha vinto i Mondiali di Calcio!
Che magia la radio, ti permette di comunicare con persone lontane anche in mezzo all'Oceano!
J10 - Martedì 13/07/2010
Decimo giorno di navigazione, 170 nm in 24h (- 350 nm).
Giornata di sole caldissima già dalle prime ore del mattino.Il vento da E di 8 nodi ci abbandona completamente nel mezzogiorno. La barca è ferma ma la corrente a favore di 2 nodi ci fa procedere: Surreale.
Un N/E ci permette di tenere le vele aperte.
Facciamo una doccia dopo l`altra per resistere al caldo.
François inizia a pensare a diverse strategie di atterraggio, non vede l`ora di arrivare! Sono contenta di poter parlare con lui stiamo imparando molto confrontandoci con il suo modo di navigare ed è una persona meravigliosa. In più parlare francese è un ottimo allenamento in vista della Guyana.
Il tempo si è letteralmente fermato e ci guardiamo un film.
Buttiamo la lenza nella speranza di essere PRESI ALLA TRAINA!!
J11 - Mercoledì 14 /07/2010
Undicesimo giorno di navigazione, 147 nm in 24h (- 203 nm).
Giornata di sole, un bel venticello ci spinge veloci e la corrente è diminuita a 1,5 nodi.
François è davanti a noi di 49 nm e conta di arrivare domani pomeriggio.
Viaggiamo a 5 nodi di velocità in una navigazione estremamente rilassante: leggiamo,ci riposiamo, ascoltiamo musica e studiamo francese.
J12 - Giovedì 15/07/2010
Dodicesimo giorno di navigazione, 121 nm in 24h (- 82 nm).
Sole splendente e neppure una nuvola. Procediamo a vela grazie ad un E di 10 nodi in un mare senza onde. Siamo molto vicini alla costa e il fondale si è abbassato, l`acqua è verde/marrone e piuttosto sporca.
Arriveremo all'ingresso del canale per Degrad des Cannes di notte. Decidiamo di ancorare vicino alle boe e di aspettare la marea favorevole delle 6:00.
François decide di andare a Kouru per riparare il vang. È la cosa migliore per lui. Il vento aumenta e viaggiamo a 7 nodi di velocità in compagnia di grossi pescherecci che salgono e scendono lungo la costa.
Alle 23 siamo arrivati all`ingresso del canale e ci prepariamo per ancorare ma il motore proprio non ne vuol sapere di partire!!Riproviamo, riproviamo, riproviamo ma nulla da fare.
Ancoriamo a vela e fortunatamente prende subito e bene. Andiamo a dormire al motore ci penseremo domani.
Siamo in Guyana Francese!


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