28 December 2011

FESTE a NUKU HIVA

19 Dicembre 2011
Siamo alle Marchesi nella baia di Taiohae a Nuku Hiva. Su Coelacanthe organizziamo una cena con i nostri amici per festeggiare il mio compleanno. Sono persone che abbiamo conosciuto durante la nostra navigazione in Polinesia Francese e con le quali si è creato un rapporto molto affettuoso.
Pizza, torta salata, focaccia, torta di mele, tiramisù e torta al cioccolato...mangiamo da scoppiare e l'allegria non manca tra un brindidi con la sangria e i vari cocktail di rhum e frutta.
Al momento delle "torte" un grazioso coretto mi canta Buon Compleanno in francese, inglese, spagnolo e italiano.
Grazie amici è stato un bellissimo compleanno.

20 Dicembre 2011
Arriva su Coelacanthe la nuova radio SSB, la vecchia ci ha abbandonato dopo due anni di onorato servizio. L'onda che l'ha raggiunta alle San Blas ha portato alla formazione di ruggine che ha lentamente corroso importanti parti interne.
Incredibili coincidenze fortunate e la disponibilità dei buoni amici di Blue Peter ci hanno permesso di far arrivare a bordo la radio velocemente e con il mininmo della spese.
Grande Laguna dall'Italia ha seguito le operazioni di installazione per garantire un corretto e migliore funzionamento.
Grazie a Babbo Natale anche quest'anno abbiamo avuto un pacchetto da scartare sotto l'albero...un prezioso pacchetto!
Grazie

24 Dicembre 2011
Addobbiamo Coelacanthe per le feste: palline colorate, decorazioni di legno, candele profumate, ghirlande e la natività presa in Ecuador.
Seguendo scrupolosamente la ricetta di Vanna preparo un piccolo panettone che subito ci fa sentire aria di Natale. Lo assaggeremo questa sera in compagnia di Eric e Pierre.
Nonostante i 29ºC e il costume da bagno riusciamo a sentire l'aria natalizia che si diffonde intorno e dentro di noi.
Siamo nella splendida cornice della baia di Taipivai e per festeggiare la Vigilia organizziamo un pic-nic sulla spiaggia con le barche dell'ancoraggio.
Con Pierre ed Eric accendiamo un fuoco sulla spiaggia dove mettiamo a cuocere degli uru nell'attesa che ci raggiungano la barca americana e quella inglese.
È una bella giornata di sole, la spiaggia è tutta per noi e dopo aver fatto legna ricaviamo con dei grossi tronchi un simpatico angolino per fare festa tutti assieme.
Lasagne, pasta fredda, pesce al curry e la voglia di fare festa tutti assieme in questa Vigilia internazionale.
Alle 17:30 salutiamo tutti e con Eric partiamo a piedi verso il villaggio per partecipare alla Messa di Natale che si celebra alle 18.
La bella chiesa in pietra è piena di persone ben vestite: abiti bianchi, grossi cappelli, perle e profumi di olii naturali. La Messa è accompagnata dai loro magnifici canti e dal ritmo dei tamburi. Ritorniamo alla spiaggia per il sentiero buio mentre sentiamo il rumorio del villaggio farsi sempre più lontano.

25 Dicembre 2011
Per festeggiare il giorno di Natale abbiamo organizzato un Barbeque sulla spiaggia nell'ansa di Hooumi accanto alla baia di Taipivai.
A metà mattina, con Eric, partiamo a piedi per la strada sterrata che ci permette di raggiungere l'ansa Hooumi. Pierre andrà con il dinghy carico dei piatti cucinati per questo giorno di festa.
Attraversiamo questa bella valle piena di piante da frutto, orti, case colorate dai magnifici fiori con i cavalli legati nel giardino. Raccogliamo qualche uru per il barbecue e dei Tiare profumati da regalare alle donne perché li mettano dietro l'orecchio.
È una splendida giornata di sole e dopo 45 minuti di marcia arriviamo sulla spiaggia dove fervono i preparativi. Ci mettiamo subito al lavoro: facciamo la legna per il fuoco, prepariamo un tavolo per il buffet e con dei lunghi tronchi delle panche per sederci. Siamo una quindicina di barche e il tavolo si riempie velocemente di leccornie e prelibatezze.
Sulla brace mettiamo a cuocere uru, pollo, spiedini e carne rossa. Il profumo richiama ben presto tutti i cani dei paraggi.
Tante persone del villaggio vengono in spiaggia a festeggiare. Un ricco pic-nic, poi gli uomini giocano a bocce, le donne si riuniscono all'ombra a giocare alla tombola mentre i bambini giocano in mare, con i cani e i cavalli.
Assaporiamo la gioia di questa calda giornata di Natale tra risate e brindisi collettivi.
Nel pomeriggio riprendiamo la strada per tornare su Coelacanthe e la passeggiata aiuta la nostra digestione rallentata dalla pantagruelica abbuffata.
Abbiamo passato una splendida giornata in compagnia dei nostri inseparabili compagni di viaggio Eric, Pierre, Thierry e Coco. La loro allegria e il loro affetto ci fanno stare bene e sentire come in famiglia. Il nostro pensiero vola inevitabilmente agli affetti e amici in Italia e leviamo in alto i calici per brindare alla loro salute.

Buon Natale!



19 December 2011

Festival delle Arti Marchisiane

Siamo in Polinesia Francese alle isole Marchesi, nella fantastica cornice della baia di Taiohae a Nuku Hiva dove ha inizio l' VIIIº Festival delle Arti Marchisiane.
Ogni 4 anni le diverse isole di questo arcipelago si ritrovano per quattro giorni di musica e danze per testimoniare e promuovere la cultura e le antiche tradizioni dei popoli originari di queste terre.
Festa organizzata dai marchisiani per i marchisiani, ed aperta a tutti, è un evento autentico e di eccezionale bellezza al quale partecipiamo con curiosità ed entusiasmo.
Partecipano al Festival gruppi appartenenti a delegazioni esterne che hanno raggiunto Nuku Hiva dai diversi angoli dell'Oceano Pacifico:
Rapa Iti dalle isole Australi;
Tama Enana da Tahiti;
Nuova Caledonia;
Rapa Nui;
Castres dalla Francia;
Canada.
Partecipano al Festival le delegazioni di tutte le isole dell'arcipelago Marchisiano:
Nuku Hiva
Ua Pou
Hiva Oa
Fatu Iva
Tahuata
Ua Huka


Nella città di Taiohae sul lungomare è stato costruito il "villaggio degli artigiani" che rimane aperto tutto la giornata dalle 7 alle 18.
Ogni delegazione espone il suo artigianato con i suoi prodotti tipici. È possibile inoltre assistere a delle dimostrazioni di "savoir-faire" delle medicine tradizionali, tatuaggi, sculture, intrecci e preparazione dei Kumu hei (composizioni vegetali di fiori e fragranze profumate).
Una grossa piroga di legno viene preparata da un gruppo di carpentieri che partono da un grosso tronco di legno e passo dopo passo danno una dimostrazione delle loro abili mani nei quattro giorni del Festival.
I gruppi iniziano a preparare la coreografia un anno prima del Festival mentre i costumi che richiedono più lavoro vengono iniziati 6 mesi prima. Uomini, donne e bambini fanno parte del gruppo e preparano con cura il loro abbigliamento e trucco. I tatuaggi, che sono parte integrante di questa cultura, trovano in questo momento la loro massima espressione combinandosi perfettamente con gli abiti tradizionali. Foglie, semi, tapa, ossa scolpite, remi e rompi teste con tiki decorati, teschi di animali, collane di perle, piume e penne di uccelli, cocchi e radici, tutto questo viene usato per impreziosire i costumi. È forte la volontà e la voglia di far rivivere le tradizioni del passato con i suoi costumi e le sue usanze tramandate dai anziani del villaggio.


Giovedì 15 Dicembre 2011
A Taiohae nel campo sportivo assistiamo alla presentazione di ogni delegazione davanti alla tribuna ufficiale. Dopo il discorso delle autorità presenti viene ufficialmente aperto il MATAVAA 2011.
Finalmente il festival ha inizio e il campo sportivo riesce a contenere a malapena i gruppi numerosi di ogni delegazione.
Nei momenti di pausa è possibile girare tra di loro per scattare qualche foto e ritrovare gli amici conosciuti nelle isole visitate nei giorni precedenti.
Nel pomeriggio facciamo vela fino alla baia di Taipivai dove si terra la seconda e più spettacolare giornata del Festival. Eric e Jerome imbarcati su Coelacanthe ci faranno compagnia in questo breve trasferimento.

Venerdì 16 Dicembre 2011
Siamo nella baia di Taipivai e la giornata inizia alle 7 quando un comitato di accoglienza ci da il benvenuto sulla banchina con la musica delle percussioni e i dolci canti delle ragazze in costumi tradizionali. Sorridono con le loro corone di fiori intorno al collo mentre accolgono i nuovi arrivati con un antica canzone.
Partiamo a piedi fino al sito archeologico ristrutturato e ricostruito appositamente per il festival dove assistiamo ad una presentazione dei bambini della scuola di Nuku Hiva.
In uno stand è possibile gustare dolci a base di cocco, banane, manioca e altri prodotti tipici delle Marchesi. Non ci facciamo pregare!
Alle 12 ha inizio uno dei momenti più attesi della giornata: l'apertura dei forni marchisiani.
Alle prime ore del mattino la carne e la verdura sono stati preparati e messi in differenti contenitori fatti di foglie di banana intrecciata. Queste borse vegetali sono state messe poi nel forno che consiste in un buco nel terreno ricoperto di foglie di banana, pietre ardenti e terra. La cottura è lenta e richiede tutta la mattinata prima di poter gustare le sue prelibatezze.
Armati di forchette e piatti naturali fatti con mezzo cocco o canna di bambù ci mettiamo in fila nella lunga coda. Il banchetto è pantagruelico, carne di maiale, capra e pollo, riso, insalata di pesce, verdure preparate in differenti modi. Riempito il nostro piatto all'impossibile ci mettiamo all'ombra di un albero con gli amici a gustare il pranzo.
Alle 14 le presentazioni culturali hanno inizio e trovato un angolo tranquillo ci sediamo per assistere allo spettacolo. Una dopo l'altra le delegazioni esterne sfilano con danze e canti.
Alle 18 è il momento delle delegazioni marchisiane e assistiamo ad uno spettacolo di straordinaria bellezza. I gruppi sono numerosissimi, i costumi fatti con materiale naturale sono colorati e ricchi di dettagli, la musica dei tamburi fa vibrare persino i nostri corpi mentre i canti ci avvolgono completamente. Le danze sono rappresentazioni di sfide tra differenti comunità delle isole attraverso le quali dimostravano la loro forza e potenza. Gli uomini si muovono con vigore e violenza per impressionare il nemico. Le donne danzano sinuose e con movimenti lenti e aggraziati esprimono tutta la loro femminilità. Siamo tutti catturati da questo evento.
Rimaniamo fino alle 23 ad ammirare questo spettacolo incredibile che si presenta ai nostri occhi incapaci di andarcene fino a quando l'ultima danza dell'ultimo gruppo non si conclude.

Sabato 17 Dicembre 2011
Torniamo con Coelacanthe a Taiohae nelle prime ore del mattino.
Alle 9 siamo nell'antico sito archeologico di Koueva dove ha inizio una nuova presentazione delle delegazioni di Hiva Oa e Nuku Hiva. seguono nel pomeriggio Ua Pou e Tama Enana.
Nei momenti di pausa siamo andati a curiosare nei diversi stand per assistere alle dimostrazioni di fabbricazione di tiki e rompi teste; preparazione di banane secche, corone di fiori, collane di semi e monoi.
Nello stesso momento nella zona Nord dell'isola ad Hatieu in un altro importante sito si esibiscono i gruppi di Fatu Iva, Tahuata, Ua Huka, Rapa Nui e Rapa iti.
La sera sempre a Taiohae ma nel sito sul lungomare assistiamo alla presentazione della Nuova Caledonia, Rapa Iti, Rapa Nui, Castres e Canada.

Domenica 18 Dicembre 2011
Alle 8 nella grande cattedrale in pietra di Taiohae viene celebrata la Messa animata da canti e musica.
Ci mettiamo in marcia verso il sito di Koueva dove si terrà l'ultima giornata del Festival con la presentazione di tutte le delegazioni che hanno preso parte a questo evento. Durante la mattinata si esibiscono quelle esterne e nel pomeriggio quelle marchisiane.
L'energia di questo momento è palpabile, si respira nell'aria e ci avvolge completamente. I gruppi sono al massimo dell'entusiasmo e si abbandonano con trasporto all'ultima esibizione di questo festival straordinario.
Tutto doveva concludersi nel tardo pomeriggio ma resteremo fino a notte inoltrata per assistere all'esibizione del gruppo di Nuku Hiva che, in quanto padrone di casa, si esibisce a conclusione di questa VIIIº edizione.

Lunedì 19 Dicembre 2011
Il Festival delle Arti Marchisiane 2011 tanto atteso e chiacchierato si è concluso. Mentre le delegazioni ripartono per raggiungere le isole di origine a Taiohae cominciano i lavori per smontare il villaggio degli artigiani e tutto quello che è stato creato per questo MATAVAA 2011.
Siamo felici della grande opportunità che abbiamo avuto nel poter assistere a questo evento unico ed eccezionale.
A chi non era presente non resta che attendere il prossimo Festival che si terrà nell'isola di Hiva Oa nel 2015. Da non perdere!



Abbiamo preparato per voi il video con le foto e il sound originale del Festival.



6 December 2011

MARCHESI - UA POU

Sabato 03/12/2011
Navighiamo tutta la notte con una luna luminosa e alle prime ore del mattino percorriamo la costa dell'isola di Ua Pou ammirando il suo profilo alle dorate luci dell'alba. Vista da lontano Ua Pou assomiglia ad un castello fiabesco con i suoi 12 picchi in basalto che si innalzano a più di 1000m di altezza.Una perenne aureola di nuvole circonda le sue cime contribuendo a rinforzare questa impressione di mistero.
Raggiungiamo l'ancoraggio nella baia di Hakahetau dove troviamo un paio di catamarani. Sbarchiamo sul grande molo, di recente costruzione, con il dinghy di Eric che mettiamo fuori dall'acqua. Sul pontile c'è un rubinetto di acqua non potabile mentre vicino al campo di pallavolo e lungo la strada principale si possono trovare rubinetti a pressione di acqua potabile a disposizione di tutti.
Il centro dell'isola è dominato dai suoi picchi come dita di giganti nati da un capriccio geologico. Ua Pou è stata formata da un eruzione vulcanica di basalto piuttosto fluido, per un motivo inspiegabile una seconda eruzione di lava più dura e fredda ha dato origine a questi pilastri dalla forma verticale. Il più alto è Le Nombril di 1050m.
Troviamo un pannello che indica i sentieri per i picchi e decidiamo di raggiungere il Poumaka la cui cima è stata scalata per la prima volta nel 1996. Superato il villaggio prendiamo il sentiero che affianca il fiume e vediamo, avvolto dalla vegetazione, il sito di Tetahuna con le sue piattaforme di sassi utilizzati nei rituali e nelle cerimonie antiche. Il sentiero poi si inoltra nel bosco e spesso perdiamo la strada che non è indicata in nessun modo. Monoi a volontà perché nono e zanzare infestano la zona. Lungo il cammino incontriamo un gruppo di cavalli bellissimi che si aggirano liberi nel folto della vegetazione. Li osserviamo allontanarsi ed è un momento magico.
Camminiamo perennemente in salita lungo un sentiero che nella parte finale diventa verticale. Troviamo delle corde per aiutare l'ascesa e procediamo tra mille risate cercando di non scivolare sul fango e sulle foglie umide.
Dopo 3 ore di marcia siamo in vetta accanto al maestoso picco Puakama (973m) avvolto dalle nuvole. In cima il cielo è grigio, l'aria è carica di umidità e siamo circondati da un fitto manto di nuvole. Mangiamo un panino gustandoci la vista panoramica magnifica che ci siamo guadagnati passo dopo passo. Non riusciamo a trovare il sentiero che scende al villaggio facendo un anello intorno al picco roccioso quindi ritorniamo indietro. La discesa si rivela più ardua della salita con inevitabili scivoloni, cadute e fango su tutti i vestiti. Man mano che scendiamo il cielo si apre per lasciare il posto ad un cielo azzurro e raggiungiamo il villaggio dove il sole brilla da tutta la giornata. Ci ripuliamo sul pontile e torniamo in barca per il meritato riposo.


Domenica 04/12/2011
Passeggiamo per il grazioso villaggio di Hakahetau con le sue case colorate e la chiesa dal tetto rosso e siamo presto avvolti dalla sua atmosfera di pace e tranquillità. Questa fu la residenza di Le Cleac'h che si occupò della traduzione della Bibbia in marchisiano. Le persone dell'isola vivono della pesca, della copra e dell'artigianato.
Andiamo con Jerome a Messa nella piccola chiesa del villaggio costruita in pietra dove per la prima volta ascoltiamo le percussioni accompagnare i loro bei canti. Molto suggestivo.
Appena usciti incontriamo una gentile signora che si ferma a fare due chiacchiere con noi e ci porta a casa sua. Ci mostra orgogliosa i bellissimi cappelli e tappeti che fa con le foglie di Pandanus. Dalla forma arrotondata per donna e più squadrata per uomo questi cappelli sono ricchi di decorazioni estrose, piume, semi colorati, foglie intrecciate e altro ancora. Ci racconta la fatica del suo lavoro e le tante ore necessarie alla preparazione di un solo esemplare.
Torniamo in barca per un pranzo veloce e sbarchiamo un ora più tardi per una passeggiata fino al villaggio di Haakuti 7Km più a Sud.
È una bellissima giornata di sole, i picchi sono poco coperti e ne approfittiamo per fare qualche foto. La strada è larga e pianeggiante per lunghi tratti quindi camminiamo tutti insieme tra risate e chiacchiere.
Arriviamo al minuscolo villaggio di Haakuti con la sua ripida via principale costeggiata da case colorate che arriva nel suo culmine ad una graziosa chiesetta costruita su un Pae Pae (piattaforma di blocchi di petra a due piani su cui erano costruite le antiche abitazioni marchisiane). La vista è spettacolare.
Michele ha un problema tecnico con le sue scarpe da ginnastica, la colla cede e la suola si separa quasi completamente dal resto. Assieme a Jerome parte per chiedere uno spago o qualcosa che possa essere utile e il nostro amico marchisiano propone un bel giro di scotch. Soluzione pratica e funzionale, ora possiamo ripartire.
Proseguiamo fino alla croce che sovrasta Haakuti dalla quale possiamo ammirare un panorama spettacolare. Scattiamo una foto di gruppo per immortalare questa bella giornata passata insieme.
Raccogliamo dei pompelmi lungo la strada e li mangiamo accanto al piccolo molo del villaggio. Dei ragazzi ci spiegano che solo qualche giorno fa c'è stato un crollo del terreno che ha parzialmente coperto la banchina rendendola inagibile. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Ci rimettiamo in marcia per rientrare a Hakateau e un 4x4 ci offre un passaggio. Gita facile per oggi e piena di bei momenti da ricordare.

Lunedì 05/11/2011
Per oggi era prevista la passeggiata che attraversa l'isola fino al villaggio principale di Hakahau. Purtroppo si intensifica un onda da Sud che rende l'ancoraggio scomodo e poco sicuro. Anche se a malincuore siamo costretti a partire per l'isola di Nuku Hiva.
Una bella veleggiata con vento al traverso ci permette di raggiungere Nuku Hiva dopo 4 ore di navigazione. Il cielo è attraversato da qualche passaggio nuvoloso, il mare non è troppo formato e viaggiando fianco a fianco riusciamo a farci qualche bella foto.
Ancoriamo nella baia di Hakatea con la sua graziosa spiaggia di sabbia.
Sbarchiamo con il dinghy nella vicina baia di Hakaui famosa per la sua magnifica valle costeggiata da muraglie di montagne che raggiungono gli 800m. Una lunga strada verde divide le poche case colorate dalle grandi coltivazioni di frutta. Banane, manghi, pompelmi, limoni, maracuja e zucche.
Veniamo subito accolti da una giovane coppia che vive e lavora qui e ci invita a ripassare domani. Proseguendo conosciamo una anziana coppia che lavora da anni la terra, hanno più di venti gatti che tengono per cacciare i topi. La leptospirosi è un serio problema in queste isole. Avanziamo e incontriamo Augustin, che nonostante la sua minacciosa collana di denti di cinghiale si dimostra gentile e disponibile.
Ci autorizzano a raccogliere dei pompelmi e degli uru che laviamo subito nel lavatoio sulla spiaggia dove si trova l'acqua potabile. Il lavatoio, costruito dagli abitanti della valle, ha tavoli e panche al suo fianco e viene usato anche per BBQ e pranzi comunitari.
Proprio questa baia è stata teatro di un episodio di cronaca nera che ha avuto echi internazionali. Un giovane tedesco, in viaggio con la fidanzata per un giro del mondo in barca a vela, è partito per una battuta di caccia con un abitante della valle. Il giorno seguente il suo corpo è stato trovato a pezzi e parzialmente bruciato. I giornali hanno subito parlato di cannibalismo più che altro per far scalpore e dare risalto alla notizia. Il giovane marchisiano dopo essersi nascosto nelle immense montagne dell'isola si è costituito alla polizia proprio in questi giorni. Ammette l'omicidio e il tentativo di disfarsi del corpo ma dichiara che è stato per legittima difesa. I fatti sono comunque poco chiari e la ricostruzione quasi impossibile. Nessuno potrà veramente sapere quello che è accaduto quella mattina di settembre nella foresta marchisiana.
La sera siamo a bordo di Compay per gustare la deliziosa focaccia di Eric frutto della fortunata combinazione della nostra ricetta con la sua pasta madre. Un vero successo!

Martedì 06/11/2011
Siamo a terra di buon ora per raggiungere la famosa cascata di Vaipo, una delle più alte al mondo, l'acqua dopo un salto di 350m cade a picco in una stretta gola naturale.
La valle di Hakaui è stata feudo del re Te Moana e della regina Vaekeu e numerosi resti archeologici testimoniano un occupazione umana antica. La vecchia strada reale in pietra risale la valle lungo il fiume. Nelle falesie si trovano nascoste le grotte funerarie dove le spoglie dei capi venivano sistemate in piroghe mortuarie.
La valle è conosciuta oltre che per la sua bellezza anche per la presenza di nono e zanzare quindi Eric decide di sperimentare un fornello portatile comprato in Giappone dove posiziona una spirale anti-zanzara. Noi gli suggeriamo di provare anche a cuocere qualche salsiccia per il pranzo!
Jerome telefona in Svizzera da questa cabina a pannelli solari immersa nella vegetazione il cui funzionamento è garantito solo nelle ore centrali della giornata. Noi ci fermiamo a parlare con la giovane coppia che esporta la sua frutta in tutta la Polinesia. Lui ha un tatuaggio che copre una metà del viso e numerosi sul resto del corpo. Sono allegri e simpatici e ci raccontano la loro vita in questa valle. Michele "vince un cocco" riuscendo a sbucciarlo con la tecnica polinesiana.
La passeggiata è piacevole completamente al riparo dal sole lungo un sentiero ben indicato da pile di sassi. Attraversiamo i resti della strada reale ancora pavimentata. La cascata in questo momento non ha molta acqua che dopo il suo grande salto si raccoglie in un laghetto immerso nel verde. Ci fermiamo in questo luogo suggestivo circondato da rocce che salgono verticali tutto intorno a noi. Mangiamo un pompelmo e dopo qualche foto riprendiamo la strada del ritorno.
Lungo la strada immersa nel verde troviamo la cappella costruita dagli abitanti della valle piena di fiori profumati.
Sulla spiaggia conosciamo il giovane equipaggio di un minuscolo catamarano in viaggio verso la Tahilandia. Li aiutiamo a fare acqua mentre ci raccontano la loro rocambolesca traversata del Pacifico.
Tagliatelle al ragù su Coelacanthe e passiamo un altra piacevole serata in compagnia dei nostri amici Eric e Jerome. Domani ci spostiamo a Taiohae.


2 December 2011

MARCHESI - TAHUATA

Mercoledì 23/11/2011
Alle 10 salpiamo l'ancora per raggiungere i nostri amici a Tahuata. È una bella giornata di sole e prepariamo la traina per pescare. La navigazione è lenta e con continue variazioni di vento fino a quando siamo a Nord di Hiva Oa. Una volta nel canale di Bordelais ci troviamo a veleggiare di bolina con 25Kt di vento.
Tahuata è un isola di origine vulcanica grandiosa dove si alternano vallate, ripide montagne e falesie vertiginose. Famosa per la bellezza del suo artigianato è piena di resti archeologici che testimoniano il suo ricco passato. L'assenza di collegamenti marittimi stabili la rende un luogo isolato che mantiene intatta la sua autenticità.
Tahuata fu teatro di episodi che hanno segnato il destino delle Marchesi. È nel 1842 che l'ammiraglio francese Dupetit-Thouars fa firmare al capo Iotete un trattato di annessione alla Francia. La ribellione che seguirà viene fermata rapidamente dai francesi.
Ancoriamo nel pomeriggio nella bella baia di Hapatoni situata a SW di Tahuata. Ritroviamo Thierry Coco e conosciamo Pierre appena arrivato dalle Tuamotu. Una splendida cena a base di tonno in una serata allegra e divertente.
La baia di Hapatoni è un grazioso angolo tra le alte montagne verdi dell'isola dove ogni giorno si possono ammirare numerosi gruppi di delfini.

Giovedì 24/11/2011
Il cielo è coperto di nuvole, scendiamo a terra per fare due passi nel piccolo villaggio. La strada Reale che percorre tutto il lungomare è la sua principale attrazione. Al centro del villaggio un antico Meae è stato restaurato e oggi è utilizzato per feste e danze.
Visitiamo la bella chiesetta in sasso con all'interno graziose decorazioni floreali e in legno.
La piccola scuola ha un area giochi fatta in legno scolpito e il tavolo con il gioco dell'oca intagliato sul piano.
Nel pomeriggio la pioggia comincia a cadere e restiamo in barca tranquilli. La sera siamo tutti da Pierre per un altra cena in compagnia.

Sabato 26/11/2011
Con Eric e Jerome partiamo per una passeggiata lungo la strada che scende a Sud. Sole e pioggia si alternano continuamente lungo il cammino tutto in salita. Arrivati in cima ci fermiamo ad ammirare il paesaggio spettacolare, facciamo una merenda e ripartiamo verso il piccolo villaggio che vediamo in fondo alla valle.
Il sentiero prima scende bruscamente e poi risale con un sentiero completamente ricoperto di fango molliccio. Inutili i nostri goffi tentativi di evitare scivoloni. Eric e Michele camminano veloci senza fare pause, Jerome mi aspetta così possiamo parlare un pò. Mi racconta della sua vita in Svizzera, gli sport, la fidanzata e i progetti futuri. È un ragazzo intelligente, gentile e sensibile ed è un piacere stare in sua compagnia. Le ore passano velocemente e dopo qualche foto della bella vista panoramica siamo costretti a ritornare sui nostri passi per rientrare in barca prima che il buio ci raggiunga. Andiamo a letto stanchi ma contenti della gita fatta.

Domenica 27/11/2011
Alle 6 Eric, Jerome e Pierre ci passano a prendere per sbarcare mentre un gruppo di delfini salta intorno al dinghy. Vogliamo raggiungere a piedi il villaggio di Vaitahu.
È una giornata grigia e il sole si alterna a momenti di pioviggine in un continuo togliere e mettere il K-way. Lungo la strada incontriamo dei tori intenti a mangiare l'erba sul ciglio, solo uno attirato dalla giacca rossa di Eric inizia a scalciare sul terreno con lo sguardo minaccioso. Lo superiamo rapidamente con molta prudenza. Michele, Eric e Jerome con il loro passo veloce si distanziano rapidamente. Io e Pierre camminiamo tranquilli, facciamo soste panoramiche e fotografiche e soprattutto chiacchieriamo allegramente. Scopro con piacere la sua storia, partito dalla Francia ancora ragazzo con una barca in ferro, ha lavorato ai Caraibi per poi stabilirsi in Polinesia Francese dove ha costruito la sua casa mentre cresceva suo figlio. È allegro e simpatico, ascolto volentieri la sua storia di viaggiatore e di come sia riuscito a costruirsi una vita dopo la morte della sua compagna. Quando sentiamo un 4x4 avvicinarsi alle nostre spalle senza esitazione facciamo autostop e in un baleno raggiungiamo gli altri.
Al villaggio è arrivato l'Aranui che ha sbarcato un gruppo numeroso di turisti. Mangiamo dei panini, giriamo le strade del centro, visitiamo la chiesa e riprendiamo la strada per Hapatoni.
La salita sotto il sole è micidiale e con un grande sforzo di volontà arriviamo in cima al colle. Passa un altro 4x4 e ci facciamo portare fino al villaggio. Anche qui stanno preparandosi per l'arrivo dell'Aranui che si fermerà per il pranzo. Ci offrono limonata fresca, manghi, banane, cocco e uru fritto. Ammiriamo il loro artigianato su legno e su osso che troviamo di qualità e buon prezzo. Abbiamo passato davvero una bella giornata.


Lunedì 28/11/2011
La flotta si sposta a diverse riprese nella baia di Hanamoenoa a NW di Tahuata. Pierre pesca un grosso Wahoo e lo divide con tutte le barche dell'ancoraggio.
La baia è bellissima con il fondo di sabbia e l'acqua chiara e pulita.
Siamo tutti sulla barca di Pierre per una delle cene regali che stanno diventando ormai la norma con i nostri compagni di viaggio.
Cuciniamo il pesce fresco e non ci facciamo mancare nulla persino il cioccolato!

Martedì 29/11/2011
Con Jerome ed Eric andiamo a fare snorkeling lungo la costa Nord della baia. Subito vediamo accanto a noi tre aquile di mare e una grossa Manta che nuota tranquilla. Jerome con la sua macchina subacquea riesce ad immortalarla in una bellissima foto. L'acqua è pulitissima ma la visibilità è limitata a qualche metro. Nuotiamo fino alla spiaggia dove conosciamo due ragazzi che lavorano la copra. Ci regalano dei bei cocchi verdi che usiamo per un aperitivo su Compay.

Venerdì 02/12/2011
Andiamo con Jerome a fare snorkeling nella baia accanto e arrivati sulla spiaggia conosciamo il suo unico abitante, Patrice. Ha cacciato una capra e ci invita a tornare nel pomeriggio per fare due chiacchiere con lui. Torniamo in barca facciamo una spaghettata alla carbonara con Eric e Jerome.
Nel pomeriggio partiamo con Jerome sulla Ferrari per andare da Patrice. L'onda ci sembra piuttosto bassa e tentiamo uno sbarco sulla spiaggia ma abbiamo fatto i conti senza l'oste...un'inaspettata onda all'ultimo momento ci raggiunge facendoci quasi ribaltare. Nessuno si fa male, la Ferrari non si capovolge e il motore è illeso. I due amici di Patrice sulla spiaggia hanno visto lo spettacolo e sono piegati dalle risate. Anche noi ci ridiamo sopra ora che tutto è finito bene. Ci fermiamo a parlare con Patrice che vive solo nella sua casa vivendo principalmente della pesca. Quando lo salutiamo ci regala la frutta del suo giardino.
Alle 17 leviamo l'ancora e facciamo rotta sull'isola di Ua Pou.