31 December 2010

SAN BLAS: Capodanno a Green Island

31 Dicembre 2010
Siamo a Green Island dove festeggeremo la fine di questo meraviglioso anno e l'arrivo del 2011 in compagnia dell'allegro equipaggio di Blue Peter.
Chris dopo alcune lezioni teoriche mi porta a fare la mia prima immersione con le bombole.
Sono molto emozionata e nervosa all'inizio ma vengo presto conquistata da questa meravigliosa esperienza.
Scendiamo fino a 10 metri di profondità e facciamo diversi esercizi di comunicazione, di risalita e discesa.
Non pensavo sarei mai riuscita a vincere questa mia grande paura.
Indimenticabile.
Grazie Chris!
Giunta la sera ci ritroviamo su Blue Peter e come vuole la migliore tradizione italiana:
abbiamo fatto vestire tutti di rosso...porta Fortuna!
abbiamo rimpinzato tutti di polenta e lenticchie...portano soldi!
Musica di sottofondo mentre ci raccontiamo tradizioni e abitudini dei nostri paesi per la notte di Capodanno.
Capitan Sparrow da inizio alle danze con molteplici giri di Coca e Rum.
Gli animi iniziano a scaldarsi!
La lingua si scioglie e cominciamo a vederci sfuocato!
Iniziamo il conto alla rovescia:
Two minute, One minute end..... Happy New Year!!
Balli a prua, discorsi augurali, bagni in acqua e fuochi d'artificio...festeggiamo l'arrivo di questo anno nel migliore dei modi: in compagnia di ottimi amici!
BUON ANNO a tutti voi!!


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28 December 2010

SAN BLAS: Isola di Tigre

Mercoledì 28/12/2010
Siamo ancorati davanti all'isola di Tigre e dopo due giorni di pioggia a dirotto (pieno di acqua in tempo record) finalmente arriva il sole.
Sbarchiamo per visitare il villaggio.   
Le case hanno quasi tutte la corrente elettrica grazie ai pannelli solari e una parabola nel cuore del villaggio permette di ricevere e fare telefonate. Questo villaggio si presenta più moderno dei precedenti e con qualche comodità.
Nonostante questo i bagni sono, come in tutte le isole, dei piccoli pontili sul mare con una capanna sull'estremità.
Le persone che abitano nel villaggio coltivano la terra, pescano o allevano animali. La terra da frutta e verdura, il mare pesce e nel villaggio si vive con poco.
Anche qui siamo accolti calorosamente dai bambini che ci accompagnano per tutto il villaggio.
Adorano fare gesti e smorfie davanti all'obiettivo.
In pochi secondi le donne espongono all'esterno delle case le loro molas e Kelly inizia uno shopping con contrattazioni agguerrite...è davvero molto brava.
Le molas possono costare dai 15 ai 40$ a secondo di quanti strati vengono utilizzati e della precisione del disegno. Contrattare il prezzo è possibile e diventa un piacevole momento di comunicazione.
Le donne usano portare gioielli d'oro e anelli al naso che secondo la tradizione allontanano gli spiriti maligni.
Per lo stesso motivo si disegnano una riga sul naso con un erba tipica della foresta.
Alle gambe e alle braccia fanno bella mostra di sé braccialetti fatti con fili di perline colorate che indossano per la prima volta raggiunta la pubertà dopo un importante cerimonia condivisa da tutto il villaggio.
Oltre a 2 market troviamo anche un ristorante/bar dove ci gustiamo una birra fresca e brindiamo a queste giornate meravigliose.
Quando ci sono problemi nel villaggio si riunisce la comunità con il Capo e tutti insieme cercano una soluzione..
Vengono fatte grandi feste per la nascita di un bambino, per la pubertà di una ragazza e per i matrimoni.
In queste occasioni viene preparata la Ciccia che è una bevanda alcolica fatta con la canna da zucchero, mais e frutta.
La comunità Kuna è matriarcale, quando una ragazza sceglie il suo sposo lo porta sulla sua amaca e se lui non se ne va si sposeranno decidendo se vivere con i genitori materni o paterni o se vivere da soli. Oggi in realtà i ragazzi si scelgono a vicenda ma in alcune famiglie il matrimonio è ancora combinato.
Una cerimonia tradizionale prevede di mettere gli sposi su un amaca con sotto un piccolo fuoco.
Una famiglia ci permette di entrare nella sua casa.
Vivono davvero con poco e in condizioni che a noi possono sembrare preistoriche ma con una grande serenità e dignità.
Che abbiano tutto il necessario per essere felici?
Ma perché nel 2011 ci sono persone che scelgono di vivere così?
Ci risponde Fidel dicendoci che è tornato a vivere al villaggio dopo un periodo in città perché qui si sta meglio, è un posto sicuro e umano per far crescere i propri figli. La vita qui è semplice ma la natura ti offre tutto quello che serve per vivere.
Abbiamo molto su cui riflettere!
L' Isola di Tigre in passato aveva un aeroporto che oggi non esiste più perché i collegamenti con la città sono garantiti dalla strada.
Più ci spostiamo a Ovest dell'arcipelago e più ci troviamo davanti isole "moderne" e abituate al passaggio di turisti stranieri.
I Kuna sono proprietari di tutte le isole e da anni rifiutano allettanti proposte di grandi operatori turistici che vorrebbero mettere le mani su questo paradiso.
Le isole fuori dal villaggio non hanno proprietari unici ma gruppi di famiglie che a rotazione curano e gestiscono i ricavati provenienti dalla vendita dei cocchi nelle isole.
Il cielo si copre e nel giro di pochi secondi ci troviamo sotto l'acqua. Una famiglia Kuna ci offre riparo nella loro casa. Sono persone estremamente accoglienti.
Ci raccontano che le piogge di questo mese hanno provocato molti disastri:strade interrotte, villaggi spazzati via e acqua del fiume che ha portato infezioni intestinali e influenze.
Ora le cose stanno tornando alla normalità ma hanno passato diversi giorni senza prodotti di base.
Le donne matriarca del villaggio sono meravigliose nei loro abiti tradizionali e ogni ruga del loro incredibile volto testimonia la lunga storia da cui ha origine questo popolo unico.
"Hola hola" ci gridano i bambini sorridenti mentre ci allontaniamo e noi non possiamo che augurarci che la nuova generazione sappia preservare dentro di sè le antiche origini e la forza di questa comunità.
"Buena Suerte!"


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25 December 2010

SAN BLAS: Natale a Cayo Ratones

24 Dicembre 2010
Siamo ancorati a Cayo Ratones con Blue Peter ed è una bellissima giornata di sole.
Michele e Chris vanno a pesca per la grigliata sulla spiaggia che faremo questa sera.
La battuta di pesca va molto bene:7 aragoste e 3 pesci.
Aridup è un isola deserta interamente ricoperta di cocchi con tre capanne di pescatori.
Scendiamo a terra per fare legna e preparare il posto per il BBQ.
Chris ci mostra come preparare il latte di cocco.
Grattugia la polpa di tre cocchi maturi e la strizza dentro un canovaccio.
Questo latte, che si conserva un giorno fuori dal frigo, è ottimo da cucinare con riso e pesce ma noi lo useremo per preparare la Piña Colada!
Torniamo in barca per preparare le ultime cose e poi scendiamo di nuovo in spiaggia per fare il fuoco. La luce del tramonto ricopre l'isola di riflessi dorati.
Che luogo magico.
Piña Colada e focaccia come aperitivo danno il via alla nostra festa di Natale.
Le aragoste e il pesce sono già sulla brace mentre prepariamo riso, verdure e tutto il necessario.
Intorno al fuoco brindiamo all'arrivo del Natale intonando canti natalizi in tutte le lingue.
Merry Christmas! Joyeux Noël! Buon Natale!
Chris ci accompagna con il suo flauto a naso preso in Sud Africa e l'allegria si sprigiona in tutta l'isola.
Mangiamo di gusto e finiamo in dolcezza con un Pan di spezie al cioccolato e dei biscotti natalizi.
Non ci siamo proprio fatti mancare nulla, certo che un bel panettone non ci sarebbe stato male!
Rientriamo in barca con i nostri dinghy facendo zig-zag tra i coralli...andiamo a vedere cosa ci ha portato Babbo Natale!
25 Dicembre 2010
Colazione natalizia a bordo di Bleu Peter. Kelly ci prepara pancakes ai mirtilli con sciroppo d'acero.
Ieri sera abbiamo avanzato del pesce perciò preparo dei ravioli di pesce burro e salvia per la cena di Natale...la festa continua.
Buon Natale a tutti voi!


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22 December 2010

SAN BLAS: Gita sul Fiume

Mercoledì 22/12/2010
Con il dinghy partiamo per esplorare il fiume dove ogni giorno le canoe dei Kuna vanno per prendere acqua e fare rifornimento di legna, frutta e verdura.
Incontriamo subito le loro canoe (Urr) con o senza vela che sono governate grazie ad una pagaia in legno utilizzata anche come timone.
Queste canoe sono ricavate da grossi tronchi di alberi presi nella foresta e intagliati completamente a mano. La costruzione di una canoa richiede molto tempo e per loro rappresenta un grande bene.
Uomini, donne e bambini sono tutti molto abili e controllano la canoa con precise pagaiate.
Nel fiume l'acqua è calma e completamente marrone.
Impossibile vedere il fondo ma con il remo possiamo stimare la profondità.
Cocchi e piante da frutto costeggiamo il fiume. Alcune canoe sono legate sulla sponda mentre degli uomini sono intenti a raccogliere frutta e legna.
Con noi ci sono anche Chris, Kelly e la sorella Carla appena arrivata dagli USA.
È una bellissima giornata di sole.
Ad un certo punto il fiume si allarga e troviamo numerose canoe riunite con le donne che fanno il bucato mentre i bambini giocano in acqua.
Con i loro abiti sono una bella macchia di colore nel verde della foresta.
Ci sorridono mentre passiamo e ci guardano curiose.
Incontriamo una canoa con 2 ragazzi e 2 bambini che raccolgono l'acqua in grossi contenitori.
In spagnolo ci spiegano che quest'acqua la bevono (senza farla bollire) e la portano al villaggio perché non hanno tubature per farla arrivare direttamente.
Il fiume si abbassa e siamo costretti a procedere a piedi.
Vediamo delle basse costruzioni di paglia e le raggiungiamo curiosi.
Incontriamo di nuovo i ragazzi della canoa che scopriamo essere 4 fratelli. Il più grande si chiama LEBI, parla spagnolo e ci racconta usanze e credenze dei Kuna rispondendo con pazienza a tutte le nostre domande.
Lebi ci spiega che questi sono cimiteri.
I morti vengono messi sotto terra al riparo in queste "case" con gli oggetti personali che usavano in vita. In un braciere fatto di terra viene messo il fuoco con dei semi di cacao per scaldare il defunto e fargli piacere con il profumo sprigionato dal cacao.
I familiari quando possono vengono a trovare il defunto e passano con lui la giornata. In un angolo si trova il posto per fare il fuoco e prepararsi da mangiare.
In alcune isole si trovano chiese cattoliche o protestanti ma la religione dei Kuna ruota intorno ad un capo spirituale che attraverso i canti racconta le origine e le credenze del passato.
La scrittura Kuna è geroglifica e loro utilizzano lo spagnolo per scrivere che imparano a scuola.
Ogni isola ha una scuola (dalla materna alle medie) con un maestro che viene da Panama. Chi vuole e chi ha i soldi va all'università a Panama ospite di famiglie Kuna che vivono là. Lebi ci spiega che i giovani oggi non credono più alle tradizioni e superstizioni del passato perché la loro formazione culturale gli mostra altre verità.
Lui ha 18 anni e l'anno prossimo andrà a Panama per studiare informatica all'università.
Ringraziamo Lebi e i suoi fratelli per il tempo che ci hanno dedicato e per tutto quello che ci ha raccontato sulle tradizioni Kuna.
"Nuedi Lebi, Panemalo"


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20 December 2010

San Blas- Kuna Yala

Mamitupu e Achutupu
Mercoledì 15/12/2010
Alle prime ore del mattino ancoriamo davanti all'isola di Mamitupu nell'arcipelago KUNA YALA meglio conosciuto come San Blas.
L'arcipelago è composto da 365 isole di sabbia bianca e cocchi lungo la costa atlantica di Panama.
Gli abitanti di queste isole sono i Kuna popolazione discendente dai primi Indios che vive nei villaggi costruiti su queste piccole isole.
Le isole a sud-est sono le meno frequentate dalle barche e proprio per questo conservano una autenticità e una forte curiosità per gli stranieri.
Il capo villaggio ci raggiunge con la canoa per avere i 5$ necessari per stare ancorati e visitare l'isola. Chiede se possiamo regalargli una rivista o un libro e anche se è in italiano lui ci ringrazia e se va tutto contento.
Per tutto il giorno assistiamo ad una processione di canoe Kuna che scendono a terra per fare legna, acqua o cercare frutta e passano accanto a noi per salutarci, guardare le barca o noi incuriositi.
Chi parla spagnolo si ferma a parlare mentre altri a gesti chiedono se abbiamo bisogno di qualcosa. Anche 3 ragazzini arrivano con frutta e verdura da vendere.
Non sono insistenti, arrivano sorridenti, salutano, chiedono e se ne vanno sorridenti.
A qualsiasi ora del giorno sentiamo degli "Hola Hola" che preannunciano una loro visita.
Domenica 19/12/2010
Ci spostiamo 2nm più a nord davanti all'isola Achutupu (isola del cane).
Qui ritroviamo Chris e Kelly del Blue Peter e con loro festeggiamo il mio compleanno in allegria. È il secondo che festeggio su Coelacanthe.
Al taglio della torta ognuno canta Buon Compleanno nella propria lingua (inglese, francese e italiano) si crea un mix a tre voci spettacolare.
Grazie di cuore!
Anche ad Achutupu assistiamo al continuo passaggio di canoe con intere famiglie che vanno a far rifornimenti a terra. Alcune canoe hanno delle vele assemblate con diversi pezzi di stoffa colorata.
Proprio davanti all'isola si trova una piccola pista (che chiamano aeroporto!) dove atterrano quasi tutti i giorni gli aeroplanini provenienti da Panama.
I rifornimenti di cibo arrivano principalmente via mare dalla Colombia o via aereo dalla capitale. Non esiste una strada che collega queste isole a sud-est con le città.
Lunedì 20/12/2010
Sbarchiamo sull'isola e subito una ragazza ci accoglie sorridente e ci porta nel cuore del villaggio dove è in corso un torneo di basket .
A dispetto della loro altezza i Kuna hanno numerose e forti squadre di basket che per loro rappresenta il principale sport.
Le donne sono vestite con abiti tradizionali e le anziane chiedono 1$ per essere fotografate.
Ci mostrano orgogliose le loro MOLAS veri e propri capolavori frutto delle loro abili mani e di secoli di tradizioni.
Molas significa blusa e infatti queste sono utilizzate per confezionare le camicette delle donne. Consistono in rettangoli di stoffa decorati grazie alla sovrapposizione di tessuti di differenti colori che raffigurano animali, simboli religiosi, scene di vita o luoghi. La produzione delle molas riservata alle donne e agli omosessuali, perfettamente accettati e inseriti nella vita del villaggio, richiede molte ore di lavoro preciso ed accurato rigorosamente fatto a mano.
Per occasioni di festa sono confezionate delle molas particolari e preziose che hanno un grande valore.
Ammiriamo queste opere d'arte dai colori sgargianti mentre ci vengono spiegate il significato di quello che raffigurano.
Le case sono capanne di legno con il tetto di paglia.
Non hanno corrente, acqua o gas.
Le famiglie più ricche hanno una capanna che usano come cucina dove fanno il fuoco e una per dormire con le amache.
Le strade sono di terra e le capanne hanno giusto l'essenziale ma sono ben tenute e pulite.
Facciamo un salto nel passato di mille anni e ci sentiamo come i primi esploratori che approdarono in queste isole.
Tutti ci salutano e sorridono mentre girelliamo per il villaggio esplorandolo in lungo e in largo.
Incontriamo tantissimi bambini che vogliono essere fotografati solo per il gusto di rivedersi dopo.
Sono bellissimi!
Chris e Michele imparano al volo e chiedono 1$ per essere fotografati!Ma per piacere dovreste pagarmi voi!!
Presto ci ritroviamo con un corteo di bambini che ci seguono, salutano, fanno capriole e chiedono foto.
"Hola Hola" è il sottofondo che accompagna ogni nostro passo.
I bambini piccoli parlano solo Kuna mentre chi va a scuola impara lo spagnolo.
Ci divertiamo a parlare con loro con le 4 parole Kuna che abbiamo imparato.
Quando lasciamo l'isola il nostro cuore è pieno di belle emozioni e non potremo certo dimenticare i volti sorridenti e pieni di storia di queste persone meravigliose.
"Nuedi Achutupu!"


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18 December 2010

COLOMBIA: Cartagena de Indias

La città Vecchia
Cartagena de Indias è una città storica che ti incanta inebriandoti con i suoi colori, la sua musica, il calore delle persone e l'arte che puoi scoprire in ogni suo angolo.
Attraversata la Puerta del Reloj siamo subito avvolti dalla vivace atmosfera di Piazza de los Coches in passato utilizzata per la vendita degli schiavi e per il commercio in seguito.
Sotto il porticato de los Dulces venditori ambulanti mettono in bella mostra deliziosi biscotti locali. Per due golosi come noi è impossibile resistere ed abbiamo l'imbarazzo della scelta. Ottimi!!
Passeggiamo fino ad arrivare a Plaza de San Pedro Claver dominata dalla sua imponente Chiesa interamente costruita con coralli. Restiamo in silenzio a contemplarla.
Questa Chiesa e il suo convento sono dedicati a San Pedro Claver che lottò per garantire agli schiavi africani condizioni di vita migliore assicurando loro cibo e medicine. Fu il primo Santo ad essere canonizzato nel Nuovo Mondo, era chiamato "Lo schiavo degli schiavi".
Lungo Calle della Ronda incontriamo venditori che espongono la loro mercanzia colorata tra cannoni, statue e numerosi resti storici.
Approdiamo in Piazza Santa Teresa dove si trova il famoso Museo Navale di Cartagena.
Fondato nel 1992 contiene documenti riguardanti la storia navale dei Caraibi e descrive il ruolo cruciale di Cartagena durante l'epoca del colonialismo.
Ci perdiamo nelle vie del centro fino a raggiungere il Parque Bolivar dove spicca la statua di Simon Bolivar considerato il Libertador.
Potremmo restare qui per giorni, mesi o anni interi seduti sulle panchine di questo parco ad osservare la vita di questa città che scorre davanti ai nostri occhi.
Incessante il via vai di persone, il mercanteggiare dei venditori ambulanti, i lustra scarpe al lavoro e la musica che risuona in ogni angolo.
Siamo nel cuore della città e la sua energia pulsa con forza coinvolgendo tutti quanti.
I ragazzi di una scuola di ballo organizzano uno spettacolo nella piazza con balli e costumi tipici.
Sono bravissimi e bellissimi!
Accanto alla Piazza Bolivar si trova la Cattedrale di Cartagena: Iglesia Santa Catalina de Alejandria costruita nel 1575.
Intorno alla piazza si trovano anche il Museo dell'oro, Il Palazzo dell'Inquisizione e il Palazzo della Proclamazione.
Lungo la strada cocchieri in divisa ti propongono un romantico giro della città in carrozza ma noi preferiamo passeggiare tra le sue vie ammirando i quadri degli artisti o le vetrine dei negozi.
Il centro è un intersecarsi di vie una più bella dell'altra e le ore passano veloci percorrendole a piedi.
Immancabili ad ogni angolo i venditori di frutta lavorano tutto il giorno per preparare freschi bicchieri di macedonia di una bontà indescrivibile per 1$.
Anguria, ananas, mango, papaya ...davvero per tutti i gusti!
Arriviamo nella Plaza Santo Domingo, una delle più belle della città, con la Chiesa e il convento color ocra.
Il famoso monumento a La Gorda di Botero fa bella mostra di sè tra gli sguardi curiosi dei passanti.
Adoriamo questa piazza piena di vita, interamente circondata da ristoranti e locali che la notte si animano di musica e danze.
Le case storiche con i loro balconi e i portoni decorati lasciano intravedere signorili corti piene di verde e di storia.
Passeggiamo lungo le strade con il naso all'insù cercando di sbirciare nei portoni aperti queste meraviglie architettoniche.
Il giro della città Vecchia prosegue lungo le sue mura che la circondano completamente proteggendola in passato dai numerosi attacchi nemici.
Cartagena fu scoperta nel 1501 dagli Spagnoli che fondarono la città nel 1533. Il Pirata Drake, sostenuto dall'Inghilterra che lo nominò Sir Francis Drake, la conquistò nel 1586.
Oggi le mura sono una piacevole passeggiata tra resti storici ed offrono una visione diversa su tutta Cartagena.
Arriviamo nella "brulicante" Avenida Venezuela con i suoi mercanti e venditori ambulanti.
Qui troviamo la India Catalina simbolo della città, monumento dedicato alle popolazioni Indios che accolsero e soccorsero i primi conquistatori.
Lasciamo Cartagena de Indias con la consapevolezza di aver ammirato una città unica capace di avvolgerti con i suoi colori,la musica, l'arte e sopprattutto i sorrisi e il calore della sua meravigliosa popolazione.

¡Hasta Luego Cartagena!


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14 December 2010

COLOMBIA: Cartagena de Indias Istruzioni per l'uso

CLUB NAUTICO
L'ancoraggio è davanti al Club Nautico su 15/20m di fondo con una scarsa tenuta (non è infrequente vedere barche arare appena arriva un pò di vento).
Il Club Nautico è attualmente in costruzione (fino a tempo indeterminato...dopo averlo demolito non hanno ottenuto i permessi per ricostruirlo!) ed è composto da una baracca azzurra come reception, 2 bagni e una zona "Ristoro" con tavoli e frigo sotto un grosso telo nero. Chiedono 5$ al giorno e puoi lasciare il dinghy, avere acqua potabile, scaricare la pattumiera e usare i bagni. La banchina per l'ormeggio è provvista di acqua e corrente. Molto utile è la guida sui servizi di Cartagena fatta dalle barche a vela (quindi piena di recapiti x la nautica) che si può ritirare alla reception. Tutte le mattine alle 8 sul VHF68 c'è il Net e La domenica viene organizzato nella zona ristoro del CN un mercatino dell'usato tra equipaggi.
FORMALITÀ
In Colombia è obbligatorio rivolgersi ad un Agente per sbrigare le formalità. Attualmente gli agenti sono tre David, Manfred e Paola (chiedono circa 70$) e si possono contattare sul VHF68 o tramite la reception del club. Vengono concessi 8 giorni che si possono rinnovare (pagando).
MANGA
Il quartiere dove è situato il club nautico si chiama Manga, un tempo era una zona residenziale caratterizata da signorili ville oggi è invece pieno di alti palazzi.
CAMBUSA
Nei supermercati Carulla (a Manga) e Carrefour (Caribe Plaza) si può trovare un ottimo assortimento e buoni prezzi. La frutta e la verdura la si può comprare in un bellissimo mercato all'aperto o da venditori ambulanti lungo la strada.
TRASPORTI
I taxi girano perennemente per la città e il prezzo cambia se si chiede di uscire dal quartiere (sono comunque a buon mercato) in alternativa si possono usare le moto-taxi o le biciclette. Quando le distanze non sono immense è piacevole e sicuro anche girare a piedi di giorno come di sera.
RISTORANTI
Ristoranti di tutti tipi si possono trovare nella città Vecchia ma sono da provare le piccole taverne del quartiere Getsemani che a mezzogiorno fanno abbondanti e buoni menù fissi per 2/3$.
Altrimenti lungo la strada per pochi pesos si possono comprare ottime macedonia di frutta, formaggio alla piastra, Arepas di mais,biscotti,formaggio fritto e tanto altro ancora.
A Cartagena ritroviamo il nostro amico Chris del Blue Peter conosciuto a Salvador de Bahia.
È un vero piacere ritrovarlo e lui ci accoglie facendoci fare un giro per la città e dandoci le informazioni necessarie.
Le giornate non sono delle migliori per due giorni piove a dirotto e rimaniamo in barca...questo però ci permetterà di fare rifornimento di acqua velocemente e senza fatica!
Con l'arrivo della prima pioggia torrenziale è esilarante vedere tutti gli equipaggi fare la stessa cosa:la doccia.
In costume sul ponte sapone alla mano e una doccia naturale che ti rilava da capo a piedi!
Seguono con ordine variabile la pulizia del ponte e il bucato.
Con queste giornate grigie la maggior parte del tempo lo si passa in barca o scambiando materiale nautico e non (film, musica ecc) con gli altri equipaggi.
Chris che naviga da anni ci passa tutto il suo materiale.
Conosciamo Sebastien e Yohann due fratelli in viaggio sul Two Much e con loro e Chris prendono il via una serie di aperitivi che si trasformano in cene ad elevato tasso alcolico.
Chris viene ribattezzato "Capitan Sparrow" in onore dei suoi racconti di viaggio e delle sue imprese di alta Pirateria.
Risate, brindisi e ottima compagnia in una bella atmosfera famigliare.
WI-FI
"Noi prima di tutto siamo Navigatori del Web" ed allora eccoci tutti riuniti al Carrefour per il wi-fi gratuito. Mail, aggiornamenti del sito, Skype, scaricare info sulle nuove destinazioni....abbiamo sempre un gran lavorare con i nostri pc. Nel centro commerciale la connessione è veloce e gratuita e non è male dopo fare un giro x i negozi e la spesa al supermercato.

La comunità dei Pirati si ritrova insieme e il divertimento è assicurato.


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