9 March 2011

ECUADOR: Operazione Mato Grosso

L'Operazione Mato Grosso (O.M.G.), nata nel 1967, è un movimento che si propone l'educazione dei giovani al senso della vita mettendo davanti ai loro occhi le necessità dei più poveri dell'America Latina.
Per mezzo del lavoro gratuito i giovani intraprendono una strada che li porta a scoprire ed acquisire alcuni valori fondamentali per la loro vita: la fatica, il "dare Via" gratis, la coerenza tra parole e vita, lo spirito di gruppo, il rispetto e la collaborazione verso gli altri, la sensibilità e attenzione ai problemi dei più poveri, lo sforzo di imparare ad amare le persone.
Iniziatore e anima dell'O.M.G. è padre Ugo De Censi, salesiano valtellinese che da 28 anni vive a Chacas tra la gente più abbandonata delle Ande del Perù a 3300 metri di altitudine.
Insieme a lui, numerose famiglie, sacerdoti e decine di giovani volontari vivono l'avventura di ridare speranza e dignità ad una popolazione sempre più in balia delle situazioni economiche di un paese spesso in ginocchio anche per calamità naturali quali il colera, le malattie, la sicità o le alluvioni causate dal Niño.
Tante sono le opere avviate:scuole pedagogiche, ambulatori sanitari e ospedali, case per bambini abbandonati, cooperative per la produzione e vendita di manufatti, talleres di falegnameria, intaglio artistico, lavoro a maglia, a mano e su telaio.
Le attività delle diverse missioni in Perù, Ecuador, Brasile, Bolivia sono realizzate grazie ai campi di lavoro, alle attività dei gruppi adulti ed alla carità di gente generosa. In America Latina ci sono numerose spedizioni dove i volontari OMG - giovani, famiglie, sacerdoti - realizzano attività nel campo educativo, religioso, sanitario, agricolo e sociale in generale. I volontari offrono il loro lavoro in forma completamente gratuita.
Ogni estate partono verso le missioni gruppi di giovani per un periodo di 4 mesi.
"mentre il mondo ci insegna a guadagnare, la parte più preziosa dell Amore ci insegna a perdere. Perdere è: regalare ciò che si ha guadagnato, cedere quando si ha ragione, stare in silenzio quando qualcuno fa soffrire, perdonare quando si riceve un offesa o un inganno, accettare che non ti capiscano, aiutare senza una ricompensa." P. Ugo
Dal sito ufficiale www.operazionematogrosso.it riprendiamo I cinque punti chiave dell'OMG:
1. I Giovani: un cammino per giovani e ragazzi, vita di gruppo, amicizia, esperienza e avventura per imparare a voler bene a chi è meno fortunato di noi.
2. I Poveri: prestando attenzione agli ultimi c'è sempre qualcuno ancora più povero da accogliere ed aiutare.
3. Il Lavoro: ci si educa alla fatica, a pagare di persona e con il frutto de lavoro si aiutano i poveri.
4. La Capillarità: nel rapporto diretto a tu per tu l'amicizia vera cresce e diventa fedeltà nel tempo.
5. L'Aconfessionalità: credere o non credere non ha importanza per aiutare gli altri. Con una vita buona si ricerca la verità.
Oggi l'OMG è presente in oltre 40 comunità in Perù , 17 in Ecuador,9 in Bolivia e 12 in Brasile.
Le Missioni in Ecuador: Quito, Chiñalò, Chugchilan, Insinlivi, Zumbahua, Pujili, Sumalò, Quindisilli, Angamarca, San Nicolàs, Facundo Vela, Quatro Esquinas, San Lorenzo, San Mateo, Celén, Tenta, Guanazan.

Mercoledì 09 Marzo 2011 siamo accolti da Giovanni e Wanda presso la casa di servizio di Quito.
Qui si trova il Centro Artistico Don Bosco un negozio elegante e moderno che si occupa dell'esposizione e della vendita dei mobili e dei manufatti prodotti nelle varie cooperative della Sierra.
Giovanni e Wanda oltre alla gestione del centro artistico sono impegnati nel coordinare e organizzare i contatti delle diverse missioni con Quito e soprattutto nel promuovere e diffondere il lavoro dell'O.M.G. e la realtà della Sierra presso la capitale che spesso ignora l'esistenza di uno stile di vita e di una realtà così lontana da quella cittadina.
Passiamo con Giovanni, Wanda e le loro due belle bambine un paio di giorni che ci permetteranno di capire cos'è e cosa fa l'O.M.G. per poi partire a conoscere la realtà delle missioni prima in Sierra e poi in Costa.


Per informazioni riguardanti l'OMG, i gruppi di lavoro in Italia, i campi di lavoro estivi e come aiutare l'OMG scrivete a  info@operazionematogrosso.it oppure visitate il sito www.operazionematogrosso.it


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6 March 2011

ECUADOR: Turisti a Quito

Domenica 06 marzo 2011 partiamo da Bahia con il Bus "La Reina del Camino" delle 22 diretto a Quito. I posti vengono assegnati e dai nostri sedili 3 e 4 possiamo vedere perfettamente la strada davanti a noi... Non potremo mai dimenticare questo viaggio a folle velocità su tortuose strade piene di lavori in corso mentre il nostro autista si ostinava a sorpassare tutti e tutto quello che si trovava sul nostro cammino. Arriviamo a Quito "inspiegabilmente" con due ore di anticipo e veniamo scaricati alle 4 di mattina in una via deserta mentre la città sta ancora dormendo.
Passiamo dal livello del mare a 2850 m in una notte e gli effetti si fanno subito sentire. Ci sono 15º ma a noi sembra di essere al Polo e ci copriamo con tutto quello che abbiamo.
Un taxi ci porta nel barrios La Mariscall al Coffee Tree che è aperto 24h e davanti a una fumante tazza di caffè e ad una colazione "continental" (pane burro e marmellata) aspettiamo che faccia giorno.
La Mariscal è un quartiere di Quito turistico e moderno dove si possono trovare numerosi negozi e locali alla moda. Patria dello shopping e della vita notturna di Quito ospita il Mercato Artigianale (incrocio Washington e Juan Leon) dove troveremo maglioni e pantaloni meravigliosi per pochi $.
Armati di cartina passeggiamo per le moderne vie di questa zona verso il Centro Storico dove cercheremo una sistemazione per la notte.
The Secret Garden è un ostello a pochi passi dal centro con una grande terrazza panoramica. Il prezzo è buono, la camera che divideremo con due australiane è carina e l'ambiente giovane e cosmopolita.
Pensiamo alla nostra Coelacanthe sola a Bahia e ci auguriamo che non accada nulla di irreparabile fino al nostro ritorno.
Sistemato il bagaglio ridotto che abbiamo con noi ci buttiamo subito in strada per capire meglio questa città.
San Francisco de Quito, o semplicemente Quito è la capitale dell'Ecuador, situata nella sezione centrosettentrionale del paese, sulla catena andina, a 2.850 m, ai piedi del vulcano Pichincha (4.794 m). E' la seconda capitale amministrativa più alta del mondo, dopo La Paz.
Di origine pre-ispanica, fu un centro economico e politico di grande importanza dove si sviluppò la cultura quitus (da cui il suo nome).
Quito conta la più ricca e importante collezione di arte coloniale d'America. La sua scuola d'arte fu la più importante della colonia e si evidenzia per artisti indigeni di grande valore che hanno lasciato una eredità senza paragoni.
Il centro storico della città è un vero e proprio monumento che dimostra l'abilità e l'origine della cultura ecuadoriana. Esso ospita 40 chiese e cappelle, 16 convitti e monasteri con i suoi chiostri, 17 piazze, 12 sale capitolari, 12 musei e innumerevoli cortili di straordinaria bellezza.
Vero e proprio punto di ritrovo della città è Plaza Grande sulla quale si affacciano la cattedrale, il palazzo arcivescovile, il palazzo di Carondelet (attuale sede del governo).
Proprio per l'importanza di questi patrimoni architettonici, l'UNESCO ha dichiarato Quito patrimonio dell'umanità nel 1978.
Uno dei nostri passatempi preferiti è quello di sederci sulle panchine della piazza Grande ad osservare l'umanità ecuadoriana che passa davanti ai nostri occhi.
Lustrascarpe, venditori ambulanti, saltinbanco, gruppi di turisti, poliziotti, campesinos, uomini d'affari si mescolano tra loro sulle vie del centro.
Tante le persone che come noi si fermano sulle panchine a chiacchierare o semplicemente riposare.
Fra i monumenti più importati della città ammiriamo la chiesa della "Compañia de Jesús" considerata come la più importante opera barocca del Sud America.
Con il vulcano Pichinca alle spalle e la sua grande piazza l'antica Chiesa e Monastero di San Francisco (1534-1650) è uno degli angoli più belli di Quito.
Ci sediamo sui gradini della piazza ad osservare il via vai di persone. Riconosciamo facilmente dai loro abiti e dai tratti somatici i campesinos che vivono nella Sierra.
Le campane suonano e partecipiamo alla Messa in questo luogo suggestivo. Al momento della pace le donne accanto esitano un pò e saremo noi a fare il primo passo. Gli ecuadoriani incontrati fino ad ora ci sembrano persone piuttosto riservate, molto disponibili quando chiediamo informazioni, tendono in generale a stare sulle loro. Sul bus mi diverto a chiedere informazioni a destra e manca giusto per socializzare un pò.
Uno dei luoghi più suggestivi della città è La Ronda, un insieme di stradine e vicoli da percorrere a piedi, il cui nome deriva dalle serenate suonate con la chitarra durante l'epoca coloniale spagnola. È il calle più antico di Quito che mantiene il sapore della tradizione. Offre a chi la percorre gastronomia, artigianato e musica.
La città è meno affollata del solito perché molti sono in vacanza per il periodo di festa e questo ci permette di girarla in tutta tranquillità.
In un angolo davanti ad una piccola piazzetta troviamo la chiesa e convitto de La Merced (1534-1650).
Riusciamo a visitare velocemente i suoi interni semplici e bui prima che venga chiusa per il periodo di festa.
Una bella passeggiata per via Galapagos ci permette di raggiungere la Basilica del Voto Nacional situata su una collina nella parte nord-est della città vecchia. Cominciata nel 1926 la costruzione di questa chiesa gotica è durata diversi decenni.
Tartarughe e iguane sostituiscono i gargouilles tradizionali sui lati dell'edificio mentre dalla torre dell'orologio è possibile ammirare la vista della città.
La nostra passeggiata prosegue verso l'alto fino a raggiungere il belvedere situato nella zona di San Juan che giocò un ruolo importante nella breve dominazione Inca della valle di Quito.
Il Mirador è situato nel piccolo parco di San Juan (accesso da calle Carchi) dove troviamo un ponte che ci permette di scendere fino al centro storico.
Le giornate nuvolose di questi giorni ci fanno desistere dal raggiungere la cima del Pchincha sicuramente il più spettacolare Mirador di Quito.
La città di Quito, come tutte le grandi città, presenta un tasso elevato di criminalità soprattutto in alcune zone e di notte. Negli affollatissimi bus avvengono quotidianamente aggressioni e furti. È necessario quindi fare attenzione e prendere tutte le precauzioni del caso.
Noi ci muoviamo a piedi e in bus senza problemi in una città svuotata dalle feste e tranquilla.
A mezzogiorno le taverne servono l'Almuerzo un ricco pasto a menù fisso con bevanda a soli 2$. Il pranzo ha inizio con l'immancabile zuppa di gamberi, mais o verdure seguita da un piatto di riso e banane fritte accompagnato a scelta con carne o pesce. Una volta trovata la taverna giusta il pranzo diventa una vera festa.
La nostra vacanza a Quito giunge al termine e smessi i panni di "turisti" ci prepariamo a conoscere i missionari dell'Operazione Mato Grosso che hanno una sede proprio in città.


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2 March 2011

ECUADOR: BAHIA DE CARAQUEZ

Primi di marzo 2011
Bahia de Caraquez è una piccola cittadina a 36 miglia a Sud dell'equatore situata sull'estuario del rio Chone.
All'inizio del fiume si trova il Puerto Amistad accessibile solo con la marea alta, per raggiungerlo è necessario chiamare con il VHF69 il porto perché mandi il suo pilota, il simpaticissimo Ariosto, per guidare la barca nel complicato percorso fino all'ancoraggio (costo dell'operazione: 30$).
Il posto è veramente tranquillo e molte sono le barche lasciate all'ancora o alla boa mentre gli equipaggi viaggiano per tutto il continente sudamericano.
Lasciare il dinghy costa 6$ al giorno con utilizzo delle docce, acqua e wifi (quando non sei in barca 1$ al giorno) e la boa costa circa 300$ al mese. A terra si possono trovare diversi servizi come internet point, lavanderia, ricarica gas, gasolio e acqua potabile.
Puerto Amistad è anche un ottimo ristorante spesso impegnato in ricevimenti e matrimoni e il suo personale è sempre disponibile.
I proprietari sono un americano e la moglie colombiana che dopo aver viaggiato diversi anni con la loro barca a vela Walkabout si sono stabiliti qui per aprire questo "porto dell'amicizia".
Le formalità di ingresso si devono fare con un Agente (Puerto Amistad chiede 100$ per fare entrata e uscita). L'operazione si dimostra piuttosto cara, 20$ per l'Immigrazione, 40$ la Capitaneria e 5$ la Sanità (da ripetersi per l'uscita). L' ufficiale della Sanità fa un ispezione in barca e per noi è la prima volta.
Ci vengono dati 90 giorni di permesso di soggiorno turistico rinnovabili con una richiesta a Quito.
Bahia de Caraquez è una località turistica per gli ecuadoriani, in particolare per gli abitanti di Quito che hanno qui la casa di villeggiatura.
Facciamo un giro per il paese che è tranquillo e sicuro. Un grande supermercato, tre panettieri, diverse banche, numerosi negozi bar e ristoranti si affacciano sulle due vie principali.
A mezzogiorno le taverne servono l' Almuerzo un ricco pasto a menù fisso con bevanda a soli 2$. Il pranzo ha inizio con l'immancabile zuppa di gamberi, mais o verdure seguita da un piatto di riso e banane fritte accompagnato a scelta con carne o pesce. Una volta trovata la taverna giusta il pranzo diventa una vera festa.
Tutte le mattine si anima di persone il grande mercato all'aperto con la sua meravigliosa frutta, verdura e il pesce freschissimo. I prezzi sono ottimi e i prodotti di alta qualità perciò facciamo una scorpacciata di fragole, more, angurie, meloni, maracuja, ananas e verdura di ogni tipo.
Il banco del pesce è sempre rifornito di tonni, grosse dorade, corvine e gamberetti ma il giovedì compaiono gli enormi gamberoni che l'Ecuador esporta in tutto il mondo.
Le giornate cominciano con un salto dal panettiere di fronte al porto che vende un pane "salato", che riesce comunque ad essere dolce,ottimo per la colazione.
Le vetrine dei pasticceri hanno sempre in bella mostra le loro torte incredibilmente pannose, altamente scenografiche e dai mille colori.
Un giro al mercato nelle prime ore del mattino per fare il pieno di frutta e verdura (con le more e le fragole preparo delle marmellate da stivare per il pacifico).
Internet a terra per gli aggiornamenti, contatti con casa e ricerche sui nuovi paesi da toccare. Nella veranda sotto un tetto di paglia dove si trova l'internet point è facile fare amicizia con gli equipaggi delle poche barche presenti (la maggioranza sono chiuse).
Nel pomeriggio qualche lavoro sulla barca e per Michele il rinforzo del timone a vento mustafà.
La vita procede tranquilla nell'attesa di poter raggiungere Quito e conoscere le persone del Mato Grosso con le quali realizzeremo la quinta missione del Progetto Amici di Coelacanthe.


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