31 December 2015

MARTINICA: Dicembre, una festa tira l'altra

Dopo 83 mn di navigazione in notturna rientriamo in Martinica.  Le isole del Sud ci sono piaciute molto ma rientriamo volentieri per passare in compagnia di amici il periodo festivo. Per noi dicembre é un mese speciale, un vero e proprio tour de force di festeggiamenti che inizia il 19 con il mio compleanno, prosegua il 20 con il compleanno di Reva fino ad arrivare alla notte della vigilia, Natale e Fine Anno. Non facciamo altro che preparare torte, cene speciali, stappare bottiglie e aprire regali...Che fatica!! 
Facciamo volentieri il sacrificio e approfittiamo appieno di queste giornate che condividiamo con amici barcaioli e i famigliari che vengono a trovarci in suolo caraibico.



Buone feste a tutti voi dai Vagabondi



29 December 2015

GRENADINE: Canouan e Bequia

Partiamo di buon ora dalle Tobago cays e dopo 6 mn di navigazione veloce di bolina raggiungiamo l'isola di Canouan. Ancoriamo nella grande baia di Charlestown (12°41.51N 61°19.74W) su un buon fondo di sabbia. Mentre l'ancora scende in un acqua incredibilmente cristallina vedo passare sotto lo scafo della barca una razza ed una tartaruga. Sono poche le barche che si fermano in questa isola ancora poco sviluppata turisticamente e totalmente priva di servizi per la nautica. Sbarchiamo sul grande molo e facciamo un giro a piedi per la città. Una lunga via principale con qualche negozietto malfornito, chiesa, casette di legno o muratura e un piccolo spaccio di frutta e pesce vicino al molo. Le persone sono gentili e accoglienti. Ci fermiamo per un lungo bagno sulla bella spiaggia dove si trova un bar con wifi poco lontano dal grande albergo di lusso che occupa mezza baia. Stanno lavorando per terminare l'ampliamento dell'aereoporto. Sulla costa Est si trova un esclusivo albergo con campi da golf vista oceano. Gli investitori non mancano e molti i progetti in corso (anche per la nautica), l'obiettivo é di sfruttare la bellezza dell'isola creando strutture per una clientela esclusiva. La notte l'ancoraggio diventa scomodo per un onda lunga, raffiche e una musica incessante proveniente dalla città fino a tarda ora. Il giorno seguente facciamo rotta su Bequia.




Sono le 7 quando lasciamo l'ancoraggio e veleggiamo lungo la costa di Canouan. Il vento qui é irregolare e pieno di raffiche fino a quando non superiamo l'isola. molte baie sono piene di ruspe e operai al lavoro per le diverse opere in costruzione. È una bellissima giornata di sole e percorriamo rapidamente le 13 mn che ci separano da Petit Nevis ( 12°58.42N 61°14.83W) la piccola isola a sud di Bequia dove ancoriamo. L'ancoraggio é suggestivo e subito ci buttiamo in un acqua limpida piena di pesci colorati e coralli dalle mille forme. Pranziamo a bordo poi sbarchiamo per una passeggiata fino alla cima di questo isolotto disabitato dove possiamo ammirare lo spettacolare panorama sulle isole circostanti. Vediamo Bequia, Moustique, Petitmoustique,Petit Canouan e Canouan. Un tempo quest'isola era una base baleniera con vasche, paioli e ossa dell'animale ovunque. 
Nel pomeriggio facciamo rotta su Bequia e gettiamo l'ancora ad Admiralty bay (13°00.15N 61°14.65W). Questa é l'isola maggiore sotto la giurisdizione di Saint Vincent, lo sviluppo turistico ha creato numerose attività commerciali, albergi e ristoranti soprattutto nella citta di Port Elizabeth. A terra difronte alla banchina dei traghetti si trova un edificio unico con dogana, immigrazione e posta. grazie alla presenza di professionisti e fornitori nautici, questo é il posto migliore per trovare assistenza tecnica (Bequia Marine e Bequia Ship). Anche per i rifornimenti di cambusa é il luogo ideale sia come prodotti freschi nel famoso Rasta Market lungomare che nei diversi alimentari ben forniti. Una volta sbarcati facciamo un giro nella cittadina coloratissima e piena di servizi. troviamo la banca, la farmacia, molti bar e ristoranti, venditori di frutta, bancarelle di artigianato e taxisti che propongono il giro dell'isola. Una passeggiata sul lungomare piena di ristoranti e locali alla moda collega port Elizabeth con le spiagge vicine. L'ambiente é colorato, allegro e accogliente. Passiamo in questa isola qualche giornata tranquilla approfittando dei tanti servizi a disposizione.
L'11 dicembre dopo aver fatto le formalità di uscita lasciamo Bequia e le Grenadine e facciamo rotta sulla Martinica.



28 December 2015

GRENADINE: Tobago Cays

Tobago Cays sono cinque isolotti sparpagliati in una miriade di coralli: Petit Rameau, Petit Bateau, Baradal, Jamesby e Petit Tabac.
Gli isolotti sono protetti da due grandi barriere coralline: World's End Reef, la più esterna, e Horse Shoe Reef.
Tobago Cays sono la tipica immagine da cartolina dei Caraibi: spiagge bianche, palme, acqua cristallina e fondali ricchi di pesci tropicali.
Sono una meta ambita e per questo gli ancoraggi sono molto affollati nei periodi di alta stagione invece in questo momento siamo ancorati insieme ad una decina di barche e possiamo goderci questo paradiso tutto per noi. La zona é parco naturale ovviamente e per preservarlo ci sono una serie di limitazioni da rispettare oltre al pagamento di una tassa di stazionamento giornaliera di 10$EC al giorno per persona (3 Euro).
Partiti da Mayerau arriviamo da Nord e ancoriamo tra Petit Rameau e Petit Bateau (12°38.16N 61°31.75W) su 5m con fondo di sabbia. Ci buttiamo subito in quest'acqua cristallina e facciamo snorkelling tra i coralli dietro le isole. Tre tartarughe nuotano beate davanti a noi ma non riusciamo ad avvicinarle. Sbarchiamo sulla spiaggia di sabbia bianca di Petit Bateau ben tenuta dai ranger del parco. L'acqua cristallina che la bagna sembra una piscina naturale ed essendo protetta dal vento é tranquilla e calma. Reva  gioca con la sabbia e si butta in acqua felice. 


Passiamo una giornta qui poi il giorno seguente ancoriamo dietro Baradal (12°3783N 61°21.42W) ben protetti dal grande reef con la prua rivolta all'oceano. Le giornate passano veloci mentre siamo occupati ad esplorare ogni isolotto. Sbarchiamo su Jamesby alle prime ore del giorno e troviamo le iguane sui sassi o sui rami che scappano subito nel folto della vegetazione. Siamo soli sulla bella spiaggia, ci sentiamo padroni dell'isola. Dopo un lungo bagno prendiamo un sentiero e raggiungiamo la cima della collina che domina l'ancoraggio. Appena possibile ci buttiamo in acqua e facciamo snorkeling lungo la barriera corallina. Pesci tropicali, razze, tartarughe diventano le nostre compagne di passeggiata sottomarina. Michele incontra una tartaruga particolarmente amichevole e nuota con lei seguendola nel suo girovagare sul fondo in cerca di cibo. Si muove lenta e tranquilla e trasmette tanta pace. Il giorno seguente sbarchiamo su petit Bateau e percorriamo il sentiero che porta sulla sommità dell'isola dalla quale si apre una vista spettacolare a 360° sulle Grenadine: Petit Sant Vincent, Union, Mayerau, Canouan, Palm Island e ovviamente Tobago Cays. Meraviglioso!
Ogni giorno i "boat boys" passano con le loro barche colorate a proporre pesce fresco, aragoste, pane e altri prodotti. Sono gentili e sempre sorridenti e ogni tanto organizzano grigliate sulla spiaggia in una cornice davvero eccezionale.
Le giornate passano veloci e presto dovviamo levare l'ancora per fare rotta su una nuova isola. Arrivederci Tobago Cays!




14 December 2015

Grenadine...dream in a bottle







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GRENADINE: Mayreau

Lasciamo Petit St. Vincent in mattinata e facciamo rotta sull'isola di Mayreau a 6 mn di distanza. Ci sono 15kt di vento e con un bordo al traverso raggiungiamo Windward bay (12°38.08N 61°23.29W) sulla costa SE e ancoriamo davanti alla lunga barriera corallina su 4m di fondo. Siamo la sola barca! Il posto é bellissimo, davanti abbiamo la barriera e una piscina di acqua trasparente sul fondo della quale mille stelle marine sono adagiate sulla sabbia. Dietro di noi la lunga spiaggia dorata della baia che percorriamo la sera in una rilassante passeggiata. Bisogna fare molta attenzione alla corrente ed evitare l'ancoraggio con vento troppo forte.
Il 27/11 percorriamo il miglio che ci separa da Saline Bay (12°38.08N 61°23.91W) l'ancoraggio principale dell'isola. Diamo fondo su 4m su sabbia a S del pontile. Questo ancoraggio é regolarmente frequentato dalle navi da crociera che organizzano dei barbecue party sulla spiaggia. Per qualche ora della giornata la spiaggia é invasa da turisti che ripartono nel pomeriggio. Siamo in 6 barche ancorate al momento del nostro arrivo ma é un continuo via vai.
Sbarchiamo sul pontile e seguiamo la stradina che si inerpica sulla collina dove si trova il villaggio abitato da 200 anime. Una sola strada fatta di cemento con tante casette colorate ai bordi, alcune delle quali sono belle e moderne case in cemento mentre altre sono baracche di legno. Tanti animali liberi, caprette legate nei giardini e persino un recinto pieno di tartarughe. La prima casa che si incontra é un market ben rifornito (ma caro come tutti alle Grenadine!), segue qualche ristorantino semplice e locale che propone piatti a base di pesce ed aragoste. Proseguiamo fino alla sommità della collina a 100m dove si raggiunge una graziosa chiesetta. Piccola ma ben tenuta, porta all'interno articoli che raccontano la sua storia. Qui Padre Dyvonne costruì con tutta la popolazione un grande convettore d'acqua (da sempre grosso problema dell'isola) e ricostruì questa chiesetta in pietra ultima testimonianza della sua missione e della fede di questa piccola comunità. La posizione é magnifica perché in un solo colpo d'occhio é possibile ammirare Tobago Cays con i suoi colori, le punte aguzze di Union e tutte le isole delle Grenadine fino a Canouan. Da togliere il fiato!







5 December 2015

GRENADINE: Welcome to Grenadine!

Il 22 novembre al sorgere del sole leviamo l'ancora da Grenada per fare rotta verso Carriacou. È una bella giornata di sole, ci sono 20kt da Est, veleggiamo rapidi con una mano alla randa e tutto il genova. La barca avanza velocemente, il mare dietro l'isola di Grenada é calmo per poi diventare nel canale movimentato e disordinato con le onde che arrivano da ogni direzione. Superata la parte Nord dell'isola abbiamo la sorpresa di trovare sulla nostra rotta due balene che ci vengono incontro tra mille spruzzi e soffi. Cediamo il passo a queste belle signore del mare e le osserviamo allontanarsi dietro di noi. Percorriamo le 37 mn che ci separano dalla destinazione e ancoriamo a Carriacou questa volta davanti alla capitale Hillsborough (12°29.12N 61°27.70W).
La mattina seguente sbarchiamo per visitare la cittadina e fare le formalità di uscita che si trovano vicino al molo. L'ambiente é tranquillo, le strade pulite e piene di negozi ben tenuti e colorati. Visitiamo il mercato del pesce, un negozio specializzato in frutta e verdura e i due grossi alimentari ai due opposti della città. Le persone sono sorridenti  e cordiali persino gli ufficiali dell'immigrazione e dogana sono particolarmente tranquilli. Passeggiamo nella grande via che costeggia il mare e una volta tornati a bordo ci prepariamo per raggiungere le Grenadine. Sono solo 8 le miglia che ci separano dalla prima isola Union, con due bordi di bolina arriviamo all'ancoraggio di Clifton dove siamo accolti subito da un "boat boys" che ci chiede se vogliamo una boa, del pesce o dell'aragosta....Welcome to Grenadine!
UNION: Conobbe una certa prosperità all'epoca dei coloni inglesi e scozzesi che seppero rendere fertili e produttive le terre montuose ed impervie estese  sui 7km² dell'isola. Poi rimase solo un villaggio di pescatori ed agricoltori fino agli anni 60 quando si videro le potenzialità turistiche del luogo. L'ancoraggio di Clifton é sopravvento all'isola ben protetto da un estesa barriera corallina. L'accesso diurno non pone problemi perché ben segnalato anche se é raccomandabile una buona visibilità e una certa cautela. Una volta entrati é possibile dare fondo davanti al pontone dell'Anchorage Yacht club oppure subito dietro la barriera corallina. Si possono prendere delle boe ma é bene mercanteggiare il prezzo con i boat boys. Anche se siamo fuori stagione l'ancoraggio é pieno di barche e riusciamo a buttare l'ancora davanti alla minuscola Happy Island. Sbarchiamo e siamo al piccolo aereoporto poco lontano dal pontile dello YC, per fare le formalità di ingresso alle Grenadine. Gli ufficiali sono calmi, gentili e in mezz'ora abbiamo terminato. Facciamo due passi per il villaggio che troviamo caratteristico, colorato e piuttosto turistico. I due alimentari più grandi sono estremamente essenziali e cari, in centro si trova un piccolo mercato locale allestito in colorate capanne di legno dove le donne vendono frutta, verdura e souvenirs. I prodotti freschi dipendono dalle navi che provengono da St. Vincent e dai pescatori locali. Passeggiamo, curiosiamo e ci fermiammo a fare due chiacchere sulle panchine proprio al centro del villaggio. Il lungo mare invece é piuttosto elegante con il Buganvilla e l'Anchorage YC che offrono ristoranti vista mare. Ad Union esiste una scuola di kite surf che promette di insegnarti ad andare in 4 ore di lezione. Nella laguna davanti alla grande barriera corallina sono tanti gli sportivi che veleggiano avanti e indietro con i loro kite colorati fino al tramonto. Sul ponte di Vagabond sorseggiamo un aperitivo godendo di questo spettacolo meraviglioso con la musica di Happy island in sottofondo. 
Il giorno dopo facciamo rotta su Petite St. Vincent a sole 3 mn di distanza. 


PETITE SAINT VINCENT: Ultima isola delle Grenadine é caratterizzata da due colline verdeggianti, un estesa barriera corallina e belle spiaggie bianche. L'isola é un lussuoso ed esclusivo Resort con ristorante, boungalow e una piccola boutique. I diportisti possono accedere al bar e al ristorante affacciato sulla baia ma per cenare bisogna prenotare. Arrivando da Union per accedere all'ancoraggio passiamo tra i due minuscoli isolotti di sabbia Punaise e Morpion. Ancoriamo davanti a Morpion (12°32.63N 61°23.76W) e sbarchiamo per un bagno nella spettacolare piscina naturale che lo bagna. L'isolotto é davvero simpatico con il suo ombrellone di legno e paglia piantato sul lato. L'acqua é cristallina e per qualche ora possiamo sentirci i soli abitanti di questo luogo fuori dal tempo e dallo spazio...poi a metà mattina arrivano le barche di charter che "ripopolano" l'isolotto. È tempo per noi di andare e dopo pranzo ci spostiamo in un ancoraggio più riparato davanti a Petite St. Vincent (12°32.04N 61°23.16W). Questo ancoraggio ci piace molto, l'acqua é trasparente, le spiagge deserte e bianche anche se bisogna fare attenzione ai cambi di corrente che si possono verificare all'ancoraggio. Proprio davanti si trova Petite Martinica la prima isole del gruppo di Grenada che anche se distante poche miglia non possiamo raggiungere senza aver fatto le formalità di ingresso a Carriacou.
Restiamo un paio di giorni a Petite St. Vincent approfittando di queste belle giornate di sole e vento.




27 November 2015

GRENADA: Costa Sud

La costa Sud di Grenada è un susseguirsi di fiordi profondi che offrono un gran numero di ancoraggi antiuragano. Le baie sono molto frequentate dai diportisti e dopo una campagna di promozione immobiliare numerose belle ville fanno mostra di sé sulla costa seppur ben integrate con il paesaggio che le circonda. 
La prima baia è Prickly bay (11°59.75N 61°45.83W) sicuramente l'ancoraggio più frequentato della costa Sud e porto di entrata. A terra si può sbarcare allo Spice Island Marine Service dove si trovano gli uffici della dogana e immigrazione, un mini market, una macelleria, il famoso bar-ristorante The Boatyard, punto di ritrovo di tutti i diportisti. Il pontone del marina offre una trentina di ormeggi attrezzati e un distributore di gasolio sulla testata. Nella parte nord ovest della baia si trova un cantiere, un negozio per la nautica ed altri ristoranti. La baia è affollatissima e riusciamo ad ancorare solo nella parte più esterna su un buon fondo di 12m. Dopo due giorni di bel tempo siamo investiti da una serie di giornate piovose e grigie. Le giornate le passiamo in barca principalmente ma nei momenti di tregua sbarchiamo armati di kway per esplorare la zona e sgranchirci le gambe. 
Giovedì 12 finalmente torna il sole e dopo aver fatto il pieno di gasolio facciamo rotta verso est. Ancoriamo a Clarke's Court Bay (12°00.16N 61°43.82W) una grande baia un tempo porto naturale utilizzato dalle navi per carichi di spezie e rhum. Nella parte più profonda della baia si trova il piccolo villaggio di Woburn dove troviamo qualche mini market piuttosto essenziale e ristoranti locali. Il bel Whisper Cove Marina dei canadesi Gilles e Marie offre una ventina di posti, macelleria, ristorante e tanti altri utili servizi. Questo ancoraggio si trova in un punto strategico e ci permette di visitare le baie e gli isolotti che lo circondano direttamente con il dinghy.
Sbarchiamo su Hog Island nella spiaggia che si trova a sud. L'isola è deserta frequentata solo da uccelli qualche pecora e granchi. Facciamo il giro dell'isola a piedi gustandoci la bella vista dalla collina che si trova a nord. Sono due i possibili ancoraggi a hog island: nella zona Ovest si trova un bel ancoraggio particolarmente ridossato e tranquillo che in questo periodo è completamento pieno di barche ferme in attesa dell'arrivo della bella stagione; nella zona Est un piccolo ancoraggio meno protetto ma più fresco. Passiamo la domenica nella bella spiaggia di sabbia bianca, situata ad ovest dell'isola, attrezzata di tavoli e un bar utilizzato dai charter giornalieri.
A sud di Clarke's Court Bay si trova Caliveny Island oggi privata con una principesca residenza costruita nella parte nord ovest.
Il 20 novembre lasciamo l'ancoraggio per raggiungere la capitale St. George. Percorrendo la costa sud passiamo davanti all'immensa università si St George costruita su una scogliera con una vista spettacolare sul mare. Questa grande università ha un ottima reputazione soprattutto per quanto riguarda il corso di medicina.  Nel mezzogiorno siamo arrivati ed ancoriamo a Grande Anse Bay. Questa é una delle più grandi spiagge delle Antille. Si sbarca sul pontone di legno del Coconut Beach dove é possibile lasciare il dinghy ma fate attenzione perché nei fine settimana si riempie di barche locali che fanno da taxi per i turisti che sbarcano dalle navi da crociera. Il dinghy rischia presto di trasformarsi in un parabordo per queste grandi e colorate imbarcazioni di legno. In queste giornate di folla la spiaggia viene attrezzata di sdraie ombrelloni, confort e servizi degni di una spiaggia della riviera romagnola. In settimana invece é possibile camminare tranquillamente lungo il litorale davanti ad un mare turchese. A metà della spiaggia si trova anche un mercato di frutta, souvenir e piccoli bar coloratissimo e caratteristico. Poco lontano lungo la strada si trovano invece due grossi centri commerciali dove é possibile fare ottime provviste in termini di qualità e prezzi (In particolare Real Value IGA ha un ottima scelta).
Ci concediamo un ultima giornata in città, percorrendo le vie lasciandoci trasportare dal flusso di persone che attraversa il mercato che anche questa volta ci seduce con i suoi colori, la musica e il suo irresistibile profumo di spezie. Da assaggiare é la marmellata fatta con il frutto della noce moscata, deliziosa!
Il 22 partiamo alle prime luci del mattino e salutiamo Grenada "l'isola delle spezie" che ci ha ospitato e cullato nelle sue belle baie in questo ultimo mese.
Rotta sulle Grenadine.



19 November 2015

Il giornale di Reva: giornate caraibiche


Ciao amici sono di nuovo qui per raccontarvi le mie giornate caraibiche. La mattina mi sveglio appena la luce fa capolino dall'oblò e vado subito a svegliare quei dormiglioni di mamma e papà che fanno un sacco di storie per alzarsi. Io invece mi sento piena di energia anche se ho la pancia che brontola terribilmente. Tutti e tre insieme facciamo colazione in pozzetto, io adoro quando c'é il latte al cacao con le crepes alla marmellata o la torta. Dopo, mentre i miei sistemano casa e fanno il bucato, io porto da mangiare alle mie bambole e gioco in cameretta. Arriva finalmente il momento del bagno e dei tuffi in mare direttamente da Vagabond. Armata con i miei inseparabili braccioli resto in acqua il più possibile. A volte andiamo a terra e il bagno lo facciamo in spiaggia anche se non é mai la stessa. A mezzogiorno pranziamo sempre in pozzetto ma ben protetti dal tendalino. Dopo il caffé dei miei genitori io vorrei scappare perché arriva il momento del pisolino! non vorrei dormire ma la mamma dice "vieni qui che ti faccio solo un coccolino" e poi mi frega tutte le volte perché non sò come ma io mi risveglio solo un oretta dopo. Il pomeriggio facciamo passeggiate, sbarchiamo per visitare a terra e a volte posso guidare io il dinghy oppure restiamo a bordo e facciamo mille giochi qui. Papà mi ha costruito un altalena sulla poppa di Vagabond che si può mettere e togliere. Quando verrete a trovarmi ve la farò provare! La mamma invece mi ha preparato una collana fatta di conchiglie: bellissima! Alcuni giorni però siamo in navigazione e dopo aver timonato e dato una mano nella regolazione delle vele mi lascio cullare dalle onde e schiaccio un pisolino extra. Quando siamo a terra incontro tanti bambini e gioco con loro. Qui i bambini e i grandi hanno la pelle marrone e dei grandi occhi neri, parlano una lingua che proprio non capisco ma riusciamo a giocare insieme lo stesso. Le bimbe hanno dei vestiti flou molto colorati e portano sempre dei codini fatti a pallina. Sono bellissimi io non riesco neppure a farmi un codino perché i capelli crescono poco. Le signore quando mi vedono mi sorridono con i loro denti bianchissimi e mi dicono "hello darling". Mi piacciono sono gentili. 
Ci sono tanti animali in queste belle isole e mi piace fotografare le tartarughe quando vengono in superficie a respirare vicino a Vagabond.
Ogni tanto arriva la pioggia che poi passa velocemente e il resto del tempo sono bellissime giornate di sole. Ora devo andare a fare merenda ma tornerò presto a parlare con voi.



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15 November 2015

GRENADA: St. George Harbur

Lasciamo Carriacou alle prime ore del mattino per fare rotta verso Sud con un tempo variabile mentre il vento sembra indeciso su che direzione e intensità prendere. Percorriamo tranquillamente le 28 miglia che ci separano dalla nostra destinazione superando qualche groppo piovoso di breve durata. Grenada è una bella isola verde con una fitta vegetazione, procediamo sottovento ben protetti dalla terra mentre la costa ovest sfila sotto i nostri occhi. Superiamo l'ancoraggio di Halifax e alle 13 buttiamo l'ancora davanti a Ross point (12°02.43N 61°45.46W) su 5 m con fondo di corallo e sabbia. Ci buttiamo in mare in un acqua molto limpida e fresca poi passiamo il pomeriggio a bordo.
Il giorno seguente sbarchiamo di buon ora, entriamo nel porto e lasciamo il dinghy sul pontone dello yacht Club situato nella prima insenatura chiamata the Lagoon. A piedi percorriamo l'insenatura che segue detta the Carenage e arriviamo in centro città. Questa è una delle poche belle città delle Piccole Antille grazie anche al fatto che gli edifici delle vecchie aziende sono stati trasformati in negozi e ristoranti mantenendo intatta l'architettura del tempo. Il quartiere del Carenage è collegato al resto della città grazie ad uno stretto tunnel, Sendal Tunnel, scavato dai francesi nel XVII sotto la collina sulla quale si erge il forte Saint-George. Nella collina che sovrasta la citta si trovano la Cattedrale Romana Cattolica (1884), la Chiesa Anglicana St. George (1825) e vicino al forte la Chiesa Presbiteriana (1884) oggi parzialmente distrutta. Passeggiamo nel centro con il suo colorato e profumato mercato di frutta e spezie. Grenada è chiamata l'isola delle spezie perché le grandi piantagioni dopo l'abolizione della schiavitù si sono convertite alla coltura di cocchi, banane e spezie. Non possiamo andarcene senza aver fatto il pieno di curry, cannella, chiodi di garofano, la famosa noce moscata e altro ancora. Delle donne vendono persino delle collane fatte di semi e spezie ovviamente profumatissime a cui non riusciamo a resistere. Il mercato del pesce invece si trova sul lungomare nella parte più a nord della città. Sul molo del porto un enorme nave da crociera ha riversato fiumi e fiumi di turisti che si disperdono nelle vie del centro. Impossibile mimetizzarci tra loro, a tradirci è la nostra tenera età! Percorrendo le vie del centro e sul lungo mare si possono trovare molti negozi di souvenir, banche e snack. Andiamo a mangiare al forte St. George dal quale possiamo ammirare una spettacolare vista sui due lati del colle. Le persone sembrano molto indaffarate qui in città, il traffico è intenso e si trovano vigili che regolano il continuo movimento di mezzi ad ogni incrocio. I locali sono cordiali quando ti rivolgi a loro ma non particolarmente accoglienti. La grande città è sicuramente (come ovunque) una pessima rappresentante delle attitudini delle persone del posto. 
Nell'ancoraggio troviamo un altro Randonneur 1200 e passiamo in loro compagnia una piacevole serata mentre alle nostre spalle la città di St. George illumina la notte.


7 November 2015

CARRIACOU: Cento di questi giorni capitano!

Il 1 novembre alle 7:45 leviamo l'ancora dalla Martinica per fare rotta verso il Sud dei Caraibi. Dopo due mesi spesi tra documenti, pratiche, preparazione della barca e prove in mare siamo davvero felici di poter riprendere il largo. Anche se tanto largo non é....ai Caraibi le isole sono molto vicine tra loro infatti sono solo 133 le miglia che ci separano dalla nostra destinazione: Carriacou.
Partiamo in una bella giornata di sole con 15 kt di vento da Est. Dobbiamo guadagnare miglia sopravvento all'isola di Santa Lucia quindi le prime 15 mn sono tuttte di bolina stretta con mare piuttosto formato. La barca corre veloce ma il movimento è davvero fastidioso e ci ritroviamo tutti in pozzetto in attesa di tempi migliori che finalmente arrivano dopo un paio d'ore quando possiamo procedere al traverso prima e poppa in seguito. Reva è meno vispa del solito e si addormenta subito per una serie di sonnellini uno dietro l'altro. Ogni tanto si vedono passare grossi groppi carichi di acqua, qualcuno ci schiva ma uno ci prende in pieno con vento che sale a 30 kt e visibilità ridotta al minimo. Fortunatamente sono facilmente riconoscibili e si ha tutto il tempo per ridurre le vele e prepararsi al loro arrivo. La navigazione procede tranquilla e veloce per tutta la giornata e la notte. Vagabond è davvero rapida e la notte siamo costretti a ridurre le vele per non arrivare con il buio. Il 2 novembre alle prime ore del mattino siamo a Carriacou una delle isole più grandi di Grenada. Ancoriamo nella grande baia di Tyrell Bay (12°27.44N 61°29.43W), uno degli ancoraggi più tranquilli della zona ormai ben conosciuta e frequentata anche grazie all'apertura di un piccolo cantiere nautico. Sbarchiamo e andiamo a fare le formalità di entrata negli uffici di immigrazione e dogana che si trovano accanto allo yacth club. Parlano inglese qui e la moneta é il Dollaro East Caribbean ($EC). Facciamo una passeggiata lungo la strada che costeggia la bella spiaggia di sabbia dorata e orlata da cocchi. Diversi ristorantini molto semplici, un paio di alimentari, la posta, un bancomat (dove preleviamo moneta locale), un budget marine e venditrici di frutta dentro piccole casette di legno sul bordo strada. Passiato la mattinata a terra. 
Nel pomeriggio accanto a Vagabond vediamo una piccola tartaruga far capolino e dopo pochi minuti ci tuffiamo tutti in quest'acqua fresca e trasparente.
Il 4 novembre ci spostiamo a Sandy Island (12°28.92N 61°28.95W) una piccolissima isola di sabbia bianca ricoperta di palme da cocco circondata da coralli...insomma l'immagine tipica dell'isola tropicale. È parco naturale, non è possibile pescare e ancorare quindi prendiamo una boa (25 $EC per le 24h). A terra facciamo il giro dell'isola mentre i piedi affondano piacevolmente nella fine sabbia bianca, poi siamo in mare a nuotare tra tantissimi pesci colorati in un acqua trasparente e limpidissima. Su questo bell'isolotto soleggiato festeggiamo il compleanno del capitano e la sera a bordo di Vagabond brindiamo a lui e alla nuova avventura appena iniziata davanti ad un tramonto infuocato...davvero cento di questi giorni!



26 October 2015

MARTINICA: Da usare con moderazione!

Simbolo soleggiato della Martinica é sicuramente il suo Rhum. Dal 1996 il rhum agricolo della Martinica gode dell'Appellation d'Origine Contrôlée (AOC) una garanzia sulla provenienza e la qualità del prodotto. Si possono trovare tre tipi di Rhum : Rhum bianco ottenuto da almeno tre mesi di distillazione; il Rhum Ambré invecchiato in grossi barili di quercia almeno per un anno; il Rhum Vieux che deve aver passato almeno tre anni in un barile di quercia di piccole dimensioni.
La canna da zucchero raccolta tra febbraio e giugno viene macinata per ricavare il succo di canna. Una volta filtrato il succo viene messo in vasche di fermentazione e dopo 48h si ottiene il vino di canna di circa 3°-5°. La distillazione può cominciare. Il vino é scaldato ad altissime temperature e i vapori si trasformano in rhum bianco. A questo punto viene messo nuovamente nelle vasche dove é mescolato e aereato per sei mesi e ridotto con l'aiuto di acqua distillata. Una parte di questo rhum viene imbottigliata e commercializzata mentre una parte verrà messa nei barili di quercia ad invecchiare per diversi anni al fine di produrre il Rhum Vieux.
Facciamo rapidamente la differenza tra questo rhum ottenuto dalla canna ed altri rhum industriali prodotti a partire dalla melassa (sottoprodotto della fabbricazione dello zucchero). Il rhum agricolo profuma di canna, di aria marina e terra umida...il suo sapore e profumo sono unici. Qui viene usato per la preparazione di punch, aperitivi o del famoso Ti' punch.
Esistono in Martinica 12 distillerie attive che propongono visite guidate, degustazione ed esposizioni situate nelle cornici magnifiche di anziane abitazioni coloniali. Tra le più note troviamo la Saint-James, Depaz, Clément, Dillon, J.M. e molte altre ancora.
Con i calici alzati brindiamo alla vostra salute non prima di avervi svelato la semplice e deliziosa ricetta originale del Ti' punch:
Mescolare una misura di sciroppo di canna (o zucchero) con tre misure di rhum bianco (ovviamente agricolo AOC della martinica) con 1/4 di lime spremuto e lasciato nel bicchiere. Servire naturale o con ghiaccio...da usare con moderazione!




16 October 2015

MARTINICA: Da vedere assolutamente

La guida della Martinica dice "Les Salines cartolina tipica: sabbia bianca, acqua turchese, cocchi, e mare calmo. Da vedere assolutamente!"...ok, ci ha convinti, andiamo a vedere.  Con bel tempo e vento dal settore Nord-Est é possibile ancorare per la giornata in una delle tre anse delle Salines ma non oggi. Abbiamo voglia di sgranchirci le gambe quindi di buon ora partiamo con lo zaino in spalla carico di panini e litri di acqua come da manuale. Sandolo tecnico, occhiali e cappellino sembriamo perfetti escursionisti. Lasciamo Vagabond all'ansa Caritan, sbarchiamo,  prendiamo la strada che conduce al Residence Igea da dove parte un sentiero sterrato nel bosco che in pochi minuti ci porta alla punta Dunkerque. Il percorso é ben segnalato e pulito, all'ombra di una vegetazione lussureggiante procediamo a passo spedito con Reva caricata sulle spalle nel suo marsupio. Tra le piante riconosciamo la famosa Mancenilliers pericolosa perché tutte le sue parti (foglie, frutto, tronco e linfa) sono tossiche e il contatto può provocare gravi bruciature. In Martinica queste piante sono rese facilmente riconoscibili per una striscia di pittura rossa sul tronco. Raggiungiamo la prima ansa Meunier praticamente deserta, la spiaggia é di sabbia bianca e il mare turchese. 
 



Procediamo perché questo non é l'obiettivo della nostra missione senza perdere l'occasione di ammirare il bel paesaggio verso il largo ne quello verso l'entroterra dove si estende un lago salato circondato da mangrovie. Arriviamo poi alla Petite ansa delle Salines una spiaggia più piccola e protetta dalle onde occupata da naturisti. Infine eccoci, dopo 2h30 circa di camminata tranquilla, siamo alla mitica spiaggia delle Salines: sabbia bianca, acqua turchese, cocchi, e mare calmo. Da vedere assolutamente? Certo, é bella, sicuramente vale la sgambettata anche noi facciamo poco testo perché dopo la Polinesia i nostri parametri sono piuttosto sballati. Approfittiamo di questa gita fuori stagione che ci permette di gustare la spiaggia poco affollata, la guida infatti continua "turisti, docce, tavoli da pic-nic, bancarelle di souvenir, snack, bar e altri servizi"...tutto vero! Persino la vendita in spiaggia di gelato artigianale, la ragazza che vende costumi, chi vende accras di merluzzo, dolci o distribuisce volantini pubblicitari...anche perché questa spiaggia volendo é raggiungibile con la macchina! Prendiamo posto sulla spiaggia, bagni, giochi con la sabbia, pic-nic e passeggiata lungo l'intero kilometro di questa bella ansa. Arriva il motoscafo con la musica a tutto volume e i turisti che bevono rhum prima di buttarsi in mare. Ognuno si diverte come vuole e questo é il bello...da vedere assolutamente!




12 October 2015

MARTINICA: Non sempre c'é il sole!

Da un mese a questa parte le mail di amici e familiari tutte riportano prima o dopo questa frase: fortunati voi perché dove siete c'é sempre il sole mentre qui il freddo é ormai arrivato....
La Martinica ha un clima tropicale caratterizzato da due stagioni: la stagione Secca, detta Carême, che va da fine novembre a maggio e la stagione Umida, detta Hivernage, che va da giugno a dicembre.
Siamo nel mese di ottobre quindi ancora nella stagione più umida e piovosa, per interderci quella caratterizzata da un rischio ciclonico importante. Ogni giorno dobbiamo consultare le previsioni meteo come d'abitudine ma con un attenzione particolare all'eventuale formazione di cicloni. Per tutto questo mese e per novembre ancora non bisogna abbassare la guardia e sorvegliare....fortunati voi!
Le giornate sono tendenzialmente belle ma le temperature dell'aria e del mare sono più elevate rispetto alla stagione secca. Durante il giorno possono passare dei groppi, rovesci isolati chiaramente riconoscibili guardando l'orizzonte, intensi ma solitamente di breve durata. Poi ci sono giorni in cui ti svegli e il cielo é completamente ricoperto di nuvole grige e il passaggio di un grosso groppo ti costringe a sorvegliare il tuo ancoraggio magari in pozzetto o sotto la pioggia battente coperto alla bene meglio con cerata o k-way. Se hai installato tutto quello che serve per recuperare l'acqua piovana, puoi fare il pieno in qualche minuto. Se sei sul ponte puoi fare una doccia rinfrescante direttamente in costume o se preferisci spazzolare la barca. Se sei in passeggiata o ti trovi velocemente un riparo o sei presto completamente e irrimediabilmente inzuppato...dove siete c'é sempre il sole!
Insomma la cosa certa é che anche ai Caraibi, non sempre c'é il sole...ma come succede ovunque se aspetti con pazienza prima o poi il sole tornerà!




3 October 2015

MARTINICA: Sainte Anne

Sainte Anne 14°25.75N 60°53.38W
Prottetta dalla presqu'ile di sud-est della Martinica Sainte Anne é uno degli ancoraggi più popolari dell'isola. Noi siamo ancorati all'ansa Caritan davanti al Bar Créole Beach che mette a disposizione un pontone flottante. Possiamo ancorare senza problemi su un fondo di sabbianella parte Nord dell'ansa. A terra l'hotel Caritan propone ai visitatori bar, ristoranti, sport e servizi utili: una lavanderia a gettoni aperta 7/7j (7€ per 7kg), un distributore d'acqua potabile ( 0,20c ogni 10L) e pattumiere.
È possibile anche ancorare davanti alla spiaggia di Sainte Anne rispettando la distanza di 300m dalla costa segnalata da boe gialle, oppure davanti al borgo. Si sbarca sulla spiaggia o sul pontone pubblico. La cittadina é piccola e caratteristica piena di negozi colorati. Sul lungomare si trova il mercato con le bancarelle di spezie, liquori, miele, frutta e pesce. La piccola chiesa ha una bella piazza con numerose panche all'ombra di alte piante. Un ufficio postale, la farmacia, qualche alimentari ben fornito, diverse panetterie e boutique. Sulla spiaggia quasi tutti i bar locali offrono wifi gatuito dietro consumazione. È una zona di villeggiatura molto frequentata per la posizione e perché vicina alla anse delle Salines le spiagge più belle e fotografate dell'isola.





30 September 2015

MARTINICA: Benvenuti su Vagabond!




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MARTINICA: Prova in Mare

26/09/2015
Prova in Mare
Oggi é un giorno speciale perché abbiamo in programma di uscire con Vagabond per una veleggiata. Michele ha già navigato su questa barca quando é venuto in Martinica per visitarla al momento dell'acquisto. Oggi però usciamo tutti e tre insieme e possiamo dire che Vagabond e il suo equipaggio escono in mare per la prima volta. Se é vero che saper andare in barca a vela é a prescindere dal mezzo, é anche vero che ogni barca é diversa e capace di dare emozioni differenti. Siamo curiosi di vedere come ci troveremo.
Alle 9 di mattina con tutta calma salpiamo l'ancora in questo sabato caldo e soleggiato. Alziamo la randa e imbocchiamo l'uscita della baia de le Marin. Apriamo il genova e sentiamo subito lo scafo scivolare sull'acqua e prendere velocità. Ci sono 9 Kt di vento e noi veleggiamo a 5kt di velocità. Il mare é calmo e ideale per un uscita di prova che ci permetta di verificare tutto il lavoro fatto in questi giorni fermi al porto. Michele prova il pilota, l'idrogeneratore, regoliamo gli strumenti e finalmente possiamo dedicarci al piacere della navigazione. La barra é molto sensibile e reattiva, basta poco per avere una risposta immediata della barca. Avanziamo veloci al traverso e la barca é stabile e sicura. Le manovre sono tutte in pozzetto facilmente eseguibili anche in equipaggio ridotto. Reva si addormenta dopo poco complice il movimento dolce e costante di Vagabond che sembra cullarla. Viriamo, proviamo tutte le andature e dopo 3 ore di navigazione in mare aperto rifacciamo capo sulla Martinica.
Il profumo del mare, il rumore dell'acqua che scivola sotto lo scafo, la prua che taglia il mare mentre lasciamo dietro di noi la scia del nostro passaggio che si dissolverà naturalmente, senza lasciare traccia...stupendo!
Respiriamo a pieni polmoni l'aria salmastra e il piacere di naviagre su Vagabond.
Ancoriamo nella baia di Sant Anna con Reva che apre gli occhi proprio mentre diamo fondo.


Il giornale di Reva: La nuova Casa


Ciao amici sono in Martinica e vi scrivo da Vagabond: la mia nuova casa.
Sono a bordo solo da qualche giorno ma ho già esplorato ogni centimetro. La mia cameretta é bellissima verde e arancione con un materasso perfetto per i miei salti e le capriole. La mamma ha messo una cesta con i miei giochi, le bambole sono sul letto e tutte le mie cose nell'armadio. La mamma e il papà hanno una stanza gigante dietro mentre io sono a prua. Sopra il mio letto c'é un finestrino che mi permette di vedere il cielo pieno di stelle di notte e la mia amica Luna. Anche i divani sono molto comodi per saltarci sopra. Il pozzetto é gigantissimo ed é li che mangiamo cosi possiamo vedere il paesaggio intorno a noi e respirare l'aria profumata del mare. Non ho un giardino intorno alla mia casa come dai nonni ma un immensa piscina d'acqua blu dove io e la mia mamma facciamo tanti bagni e tuffi dalla scaletta. Mi piace moltissimo!Quando vogliamo fare due passi scendiamo a terra con una barca gonfiabile più piccola. Il papà ogni tanto mi lascia guidare!
Non sono mai ferma e non sò se é l'aria del mare o tutto questo sport ma ho sempre una fame da lupi. Per fortuna faccio anche tante merende con la frutta del posto che é buonissima.
Sono davvero molto contenta della mia nuova casa. Baci Salati Reva

28 September 2015

MARTINICA: Cartolina da Le Marin in Martinica

Nel sud dell'isola si trova la cittadina di Le Marin capitale amministrativa e commerciale. Punto di accoglienza dei navigatori, la baia di Marin ha una conformazione ideale grazie al suo lungo fiordo. Il Marina capace di ospitare 750 barche al pontone e 100 su boe é uno dei più grandi e conosciuti dei Caraibi. Grosse compagnie di charter fanno base proprio in questo sito.
A terra si fa velocemente il giro della piccola cittadina. Visitiamo la Chiesa Saint-Etienne del XVII sec, costruita in pietra si distingue per il campanile e il tetto che, visto dall'interno, riproduce la forma della carena di una barca rovesciata. Una grande piazza davanti, il cimitero dietro e un belvedere che permette di dominare in un solo colpo d'occhio l'intera baia. Davanti al vecchio Marina si trova il mercato coperto, luogo di folklore e convivialità dove si possono trovare frutta e verdura ma anche spezie, pesce, artigianato e ovviamente il Rhum. L'ambiente é colorato e profumato allo stile créolo.
Sulla spiaggia si vedono spesso le Yole ronde, imbarcazioni tipiche, prendere il largo con le loro vele colorate e gli equipaggi sospesi a mezz'aria.
Dal monte Gommier nel pomeriggio numerosi parapendio si lanciano e li vediamo sorvolare la baia sicuramente con una prospettiva diversa dalla nostra.
Iniziamo quindi a conoscere la cittadina che ci circonda, certamente una piccolissima parte di questa magnifica isola tutta da scoprire.
Benvenuti in Martinica!

Il giornale di Reva: una casa che non si muove!


Ciao a tutti mi chiamo Reva ho 21 mesi e da quando ho due settimane di vita sono a bordo di una barca a vela. La barca di fatto é la mia casa e per me é molto più normale abitare qui che altrove. Quest'anno i miei genitori hanno venduto la nostra vecchia e cara Coelacanthe per andare a vivere in una barca più nuova e grande. Mi é dispiaciuto un pochino lasciare la mia cameretta tutta arancione. Per due mesi siamo andati a vivere dai nonni che hanno una casa con un grande giardino e due grossi cani. All'inizio mi facevano un pochino di paura ma poi ho capito che sono buoni e alla fine erano loro ad aver paura di me perché gli saltavo in groppa e li stropicciavo tutti. A casa dei nonni si deve mettere sempre qualcosa sui piedi e anche la mamma e il papà che sono sempre a piedi nudi ora hanno delle ciabatte o scarpe. Appena fuori però giravamo tutti e tre scalzi, mi piace sentire l'erba soffice sotto i piedi. La casa dei nonni non si muove!! e poi é sempre allo stesso posto. Ogni tanto su Coelacanthe mi addormentavo in una baia e al mattina mi svegliavo in un posto diverso perché i miei genitori avevano navigato durante la notte. Vi sembrerà magico ma la mia vecchia casa si poteva spostare! Poi a casa dei nonni c'erano tante cose strane che ho visto per la prima volta. La nonna ogni tanto accendeva una macchina che faceva un rumore infernale e succhiava in un tubo tutta la polvere della casa. Per fortuna poi si poteva spegnere e mettere nel ripostiglio. In bagno dopo aver fatto i bisogni non c'era nessuna pompa ma bastava schiacciare un bottone e con un rumore forte e scrosciante, che la prima volta mi ha molto spaventata, si puliva tutto velocemente. Non c'é bisogno di fare il pieno d'acqua alla casa dei nonni perché un tubo sottoterra la porta continuamente ogni volta che c'é bisogno. Quello che non ho capito é come faceva il nonno ad avere la corrente elettrica perché non sono riuscita a trovare né pannelli solari né eolici in giardino. Siamo stati due mesi con loro e abbiamo passato bellissime giornate anche con le zie e i cuginetti, tanti amici sono venuti a trovarci coi quali abbiamo fatto pranzi e cene strepitose. Ho assaggiato per la prima volta il gelato e devo dire che é qualcosa di delizioso. Poi a settembre abbiamo preparato le valigie perché papà e la mamma mi hanno detto che finalmente avevamo una nuova casa che ci aspettava in Martinica. Io non sò bene dove sia la Martinica ma ho capito che dovevamo prendere l'aereo perché i miei genitori non facevano altro che pesare le valigie. Prima di partire abbiamo fatto cene, pranzi e merenda party per salutare tutti. Quante persone sono venute a salutarmi! Ho capito che sono in tanti a volermi bene. Mi mancheranno e spero verranno a trovarmi nella mia nuova casa. Sono impaziente di vederla....ma questo ve lo racconterò la prossima volta. Baci Salati Reva

25 September 2015

MARTINICA: Finalmente a casa!

07/09/2015
Sbarchiamo dall'aereo e mentre le narici si riempiono di aria calda e la maglietta si incolla al corpo per la traspirazione realizziamo finalmente  di essere tornati ai tropici. Recuperate le valigie saliamo sul primo taxi e percorriamo la strada con la testa fuori dai finestrini aperti come adorano fare i cani in macchina. L'autista sorridente conduce il mezzo senza parlare troppo e questo per una volta non ci dispiace perché ci lascia il tempo di contemplare in silenzio il panorama che fuori dalla città é dominato da colline verdi e grandi distese di canna da zucchero. Tanti pensieri in testa e stranamente non chiaccheriamo come facciamo di solito. I taxisti  per noi sono sempre stati importantissimi fonti di informazione sul paese, meglio di una guida Lonely planet, potremmo dire una sorta di bigino su tutto quello che c'é da sapere, provare, conoscere ed evitare! 
La testa é altrove mentre il taxi procede veloce, é in Italia e ripercorre questi due mesi vissuti intensamente in famiglia con gli amici mentre il nostro progetto prendeva corpo. Siamo sbarcati a Linate a fine giugno dopo la vendita della nosta Coelacanthe un pò frastornati e vulnerabili come i paguri quando lasciano una conchiglia per trovare la nuova. Siamo stati accolti e coccolati mentre decisioni importanti sono state prese. Infine dopo un attenta ricerca e con tanta fortuna la grande festa quando finalmente abbiamo trovato la nostra nuova "conchiglia"...Vagabond, la nostra nuova casa distante da noi ormai per una manciata di km.
Nuova barca, nuovo progetto, nuova avventura con sempre la sola certezza di voler continuare questa vita in viaggio nei mari più belli del mondo.
Una folata di vento d'aria calda ci riporta qui in Martinica, il verde dell'isola, il mare blu, il caldo avvolgente e questa musica locale che fa da colonna sonora ai nostri pensieri. 
Siamo a Le Marin, al nuovo marina e ci dirigiamo verso il pontone 4 alla fine del quale la nostra barca ci aspetta. Siamo emozionati e quasi timorosi mentre avanziamo carichi di borse con Reva per mano.
Respiriamo a pieni polmoni il profumo del mare...quanto ci é mancato!
Ecco Vagabond che ci aspetta calma e placida al suo posto, é bellissima,  sembra farci l'occhiolino.
Finalmente siamo a casa!

13 September 2015

Viaggio contro il tempo


Viaggio contro il tempo
Alle 3:30 la sveglia suona e ci prepariamo per partire. Le valigie sono tutte caricate sul California e non ci resta che posare Reva ancora addormentata sul seggiolino. I nonni ci accompagnano e corriamo veloce sulla strada poco trafficata nelle prime ore del mattino. A Linate salutiamo con baci e abbracci e iniziamo questa giornata fatta di code e tanta tanta ma proprio tanta pazienza. Check-in, poi corri alla dogana, solo dopo aver svuotato l'acqua di Reva in un vaso, per i vari controlli.
Il volo Milano- Parigi è tranquillo e veloce. 
Arrivati a destinazione inizia un conto alla rovescia di 4h per riuscire a prendere il volo Parigi-Martinica. Il punto è che noi siamo atterrati  a Parigi Charles de Gaulle e il nostro prossimo volo parte da Orly nella parte opposta della città. Appena messo piede a terra ci dividiamo. Michele si occupa del recupero bagagli mentre io con Reva nel marsupio vado allo sportello Airfrance per avere i biglietti del bus che fa il collegamento tra i due aeroporti. Ovviamente c'è  un problema nei biglietti che mi tiene un ora inchiodata allo sportello.
-3h
Quando finalmente il grave errore di registrazione del biglietto di Reva viene risolto ci imbarchiamo su un lussuoso bus. Reva dorme per tutto il tragitto che normalmente è di 45 minuti ma che ovviamente a causa di traffico oggi percorriamo in 1:15h.
-1.45h
Eccoci a Orly cerchiamo il nostro banco per il check-in e anche se siamo con bambina al seguito facciamo l'interminabile coda come tutti fino a quando riusciamo a spedire nuovamente i nostri bagagli.
-0:45
Rifacciamo immigrazione, mettiamo l'acqua di Reva in un vaso, passiamo la dogana con infrarossi spogliandoci di tutti i possedimenti e messi nelle apposite vaschette. Raggiungiamo il gate pronto ad imbarcare. Michele fa correre Reva per tutti i corridoi mentre io mando un saluto a famigliari ed amici via internet.
-0:15
Alle 13.20 ancora increduli siamo a bordo. Posti 10B e C con un bello spazio per le gambe. Reva che ha appena dormito è tutta pimpante mentre sistemiamo le nostre cose. Arriva la nostra vicina una signora che appena seduta si toglie le scarpe, allunga le gambe ed evita accuratamente i sorrisi di Reva. Siamo ancora a terra mentre riceve una telefonata nella quale si lamenta del posto assegnatole senza finestrino e soprattutto con bambini accanto!!!Ci salverà l'hostess proponendo alla signora un posto con finestrino diverse file più indietro...Tutti contenti mettiamo Reva su un sedile tutto suo e siamo padroni della fila. Il viaggio procede tranquillo e riusciamo a tenerla impegnata tra giochi, cartoni animati, pranzi, giretti al bagno e pisolini. Dopo aver volato contro il tempo per 8 ore alle 16 ora locale atterriamo a Fort de France in Martinica.
Un ora di taxi ci separa da Le Marin e dalla nostra nuova casa dove metteremo fine a questa lunga ma proprio lunga giornata.



11 September 2015

Tutto il nostro mondo in 79 kg


La nostra avventura inizia e con essa le tante sfide che la accompagneranno. La prima di queste sfide è sicuramente quella di riuscire a preparare delle valigie intelligenti rimanendo nei limiti concessi dalla compagnia aerea. Tutto il nostro mondo in 79 kg. E non possiamo neanche lamentarci troppo perché abbiamo già 10 kg di Reva in più e  23 kg di valigia supplementare che diamo per scontata ancora prima di iniziare. La cabina con i suoi 34 kg è praticamente riservata a materiale elettronico, prezioso e fragile.
Iniziamo:
Prepariamo sul letto tutto quello che vorremmo portare ma ci rendiamo conto da subito che servirebbe praticamente tutta la stiva dell'aereo solo per noi. Di cosa abbiamo veramente bisogno? Ripetendoci in testa questa fatidica domanda iniziamo a scartare e scartare e scartare ancora. Come vestiario in barca si ha bisogno veramente di poco perché alla fine sei sempre in costume, pantaloncini e canottiera per girare a terra ed eventualmente qualcosa di lungo per la sera (o paesi mussulmani). Il programma prevede una traversata atlantica per rientrare in Mediterraneo quindi siamo obbligati a portare materiale pesante e tecnico come cerate, pile, giacche. Quello che veramente ruba spazio e peso è ciò che serve alla barca. Vagabond fortunatamente è già arredata ma inevitabilmente mancano cose importanti ed altre che ci faranno sentire più a casa. Le mute, braccioli e l'immancabile costume galleggiante di Reva non possono restare fuori. Qualche gioco infilato a destra e a sinistra con la testa della bambola di pezza che fa capolino dallo zaino.  Abbiamo ancora qualche kg, mentre Michele chiude a fatiche le cerniere delle valigie riesco ad aggiungere due cose senza le quali non andremmo da nessuna parte:la moka del caffè e un bel pezzo di parmigiano sottovuoto. Ci siamo la bilancia non si lascia impietosire dagli occhi lucidi di Reva mentre posa i suoi libri sul comodino della cameretta...”Non ti preoccupare piccola, quello che manca lo troveremo lungo la strada...”

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28 August 2015

Nasce vagabond sail

A fine giugno 2015 abbiamo salutato Coelacanthe e dopo esserci assicurati di averla lasciata in buone mani siamo partiti per l'Italia. Ad attenderci abbiamo trovato la famiglia e gli amici che hanno saputo riscaldarci il cuore in questo momento per noi così importante. Ufficialmente senza tetto siamo stati accolti e coccolati ben felici di poter condividere momenti di quotidianità con chi non vedevamo da 6 anni. Nonostante feste, cene e giornate in compagnia non abbiamo trascurato il nostro obiettivo primario:la ricerca della nostra nuova "casa".
In agosto finalmente la troviamo perfetta per le nostre esigenze e pronta per partire. Nasce quindi un nuovo progetto che ci vedrà ancora per mare spinti dal vento con una nuova casa/compagna di viaggio. Cogliamo l'occasione quindi per un nuovo inizio dove rinnoviamo tutto oltre a realizzare idee nuove che da tempo ci frullano per la testa. Grazie per aver condiviso con noi la strada fino a qui e non dimenticate che da oggi in avanti per continuare a seguire la nostra avventura non dovrete fare altro che mettere tra i preferiti il nostro nuovo sito:www.vagabondsail.com



13 August 2015

Segui la nostra avventura

Il nostro viaggio riprenderà il 7 settembre 2015....manca poco!Segui la nostra avventura.

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25 June 2015

Ultime miglia

17 maggio 2015 alle 6:15 attraversiamo la passe Tehere con corrente uscente e salutiamo Apataki l'atollo delle tuamoto che ci ha ospitato in questi ultimi 20 giorni. Facciamo rotta su Tahiti dove ci aspetta il difficile compito di svuotare Coelacanthe prima dell'arrivo dei nuovi proprietari. Adesso però non vogliamo pensare a niente di tutto questo ma solo alle miglia che ancora abbiamo da percorrere sulla nostra barca. Le ultime miglia.
Sono 222 nm che ci separano da punta Venus a Tahiti. Il vento è ancora troppo debole e ci spostiamo a motore giusto per allontanarci dall'atollo senza problemi. A fine mattinata riusciamo a mettere le vele e avanziamo tranquillamente con rotta 233°.23 aprile 2015 abbiamo percorso 155 nm in 24h. la notte è passata senza problemi e siamo andati molto veloce nonostante le vele ridotte. Mancano 395 nm ad Apataki.
Una bella giornata di sole, con cielo blu e vento che diventa sempre più stabile. Il mare dopo tanti giorni di assenza totale di venti è incredibilmente calmo e ci permette di avanzare bene con poco vento. A approfittiamo allora appieno di questa bella navigazione. Leggiamo sdraiati in pozzetto mentre Reva gioca accanto a noi o dorme nella sua cabina.
Notte tranquilla sotto un cielo stellato.
Lunedì 18 maggio abbiamo percorso 115 nm nelle 24h. Il mare è sempre tranquillo e navighiamo comodissimi, sole e cielo blu, tutto procede a meraviglia. Colazione in pozzetto poi giochi in cabina e pisolino per Reva. Pranziamo sempre in pozzetto poi ancora giochi in cabina e pisolino. Per finire giochi in pozzetto, doccia, cena e grande sonno. Questa la vita in navigazione con i suoi ritmi ben scanditi per la nostra piccola compagna cdi viaggio.
Alle 18 siamo a 42 nm da Tahiti ma il vento è calato e non dobbiamo neppure ridurre le vele per passare la notte perchè a questa velocità arriveremo giusti giusti alle prime ore di luce. La notte la passiamo a turni sul ponte, siamo vigili per controllare la rotta e l'avvicinamento alla terra.        
Il 19 maggio 2015 alle 6:30 gettiamo l'ancora ad Arue dove abbiamo passato gli ultimi due anni. Ci sembra di tornare a casa e subito siamo accolti da una barca di carissimi amici che ci invitano per il caffè.Si conclude questa breve navigazione che ci ha riportato fino a Tahiti. Le ultime miglia su Coelacanthe sono state piene di emozioni e lei come sempre ci ha portato a destinazione in tranquillità e sicurezza.
Dal 20 maggio fino al 13 giugno restiamo ad Arue e siamo assorbiti completamente dai preparativi di Coelacanthe per la visita dei futuri proprietari. Prepariamo il nostro trasloco e rimaniamo impressionati dalla quantità di cose che siamo riusciti ad accumulare in questi 6 anni di viaggio anche in uno spazio così piccolo. Una parte viene venduta, una parte regalata e il resto spedita in grossi e pesanti cartoni in Italia. Le valigie sono fatte e il volo prenotato. Partiremo il 22 giugno 2015.
Il 14 la visita di Coelacanthe va bene e abbiamo l'occasione di conoscere la simpatica coppia di pensionati che si prenderà cura della nostra barca. Hanno in programma di navigare in Polinesia e siamo contenti di sapere che almeno "lei" potrà rimanere in questo paradiso gironzolando tra un arcipelago e un altro. Contiamo comunque di tornare a trovarla.
Il 18 Giugno 2015 sbarchiamo. Una barca è come una casa, non la si può definire come una cosa perchè è inevitabilmente impressa nella memoria dei tuoi ricordi. Una barca in particolar modo ti porta, ti avvolge e ti accudisce unica tua speranza di sopravvivenza in un ambiente altrimenti ostile. Diventa un amica, una compagna di viaggio a cui spesso parliamo e a volte interpelliamo nelle decisioni importanti. Con questo spirito quindi tra felicità e lacrime salutiamo la nostra cara Coelacanthe e non possiamo dimenticare di ringraziarla per averci portato fino a qui e per le tante avventure condivise!!

A terra i pochi giorni che ci restano su suolo polinesiano li passiamo ospiti sulla barca di cari amici. Le giornate passano veloci mentre cerchiamo di sfruttare ogni momento per salutare chi abbiamo conosciuto qui, chi ci è stato vicino e le belle persone incontrate in questo angolo del mondo dove lasciamo di certo un pezzo di cuore.
Il 22 prendiamo l'aereo tutti e 3 e lasciamo dietro le spalle la Polinesia e gli abbracci commuoventi degli amici. In Italia abbiamo la famiglia e i vecchi amici che ci aspettano ma soprattutto abbiamo un progetto tra le mani al quale dobbiamo dare vita. Tante possibilità e come al solito la sola certezza che questa vita fatta su misura per noi ci sta aspettando da qualche parte...dobbiamo solo capire dove e quando.

Continuate a seguirci non mancheranno nostri aggiornamenti.




18 May 2015

Tuamotu il Paradiso

Le Tuamotu sono le isole della Polinesia che preferiamo in assoluto e ogni volta che ci torniamo riescono a stupirci comunque per la loro bellezza. Apataki poi è un atollo meraviglioso pieno di angoli spettacolari dove puoi fermarti a fare il bagno. Reva si diverte come una matta con il papà che le fà fare tuffi e salti spettacolari. In spiaggia passa delle ore a mollo nell'acqua con i suoi giochi o rincorrendo i paguri sulla spiaggia. Sono giornate calde anche se ancora ventilate e passiamo la maggior parte del nostro tempo in mare.
In barca ci sono comunque sempre tante cose da fare e troviamo come occupare il tempo. Nelle ore più calde della giornata restiamo al riparo dal sole nella dinette tra libri, disegni da colorare e giochi. Al calar del sole invece usciamo volentieri sul ponte. Il boma si trasforma in un divertente gioco per Reva che adora far su e giù senza sosta obbligandoci a tenerla sotto stretto controllo ogni momento.
Michele inizia a sistemare i gavoni esterni e a rifare la pittura del ponte, vuole lasciare Coelacanthe al meglio per chi verrà dopo di noi. Beatrice, la broker che si occupa della vendita, ci conferma la visita con i futuri acquirenti il 14 giugno a Tahiti. Abbiamo tante cose da fare e preparare ma adesso cerchiamo di approfittare al massimo del posto meraviglioso in cui ci troviamo al resto ci penseremo.


Venerdì 8 maggio partiamo dall'ancoraggio e veleggiamo fino a raggiungere la parte più a Nord dell'atollo: punta teonemahina. La luce non è completamente a nostro favore quindi io mi stabilisco a prua in avvistamento. Incontriamo una ferme perlier con grandi parchi boe fortunatamente ben segnalati. A mezzogiorno ancoriamo su una decina di metri d'acqua cristallina 15° 20.49S 146° 11.87W. Siamo soli e approfittiamo di questo angolo di paradiso tutto per noi.
Sono giornate molte tranquille il vento è calato e noi siamo immobili come fossimo al pontone. La laguna intorno a noi si trasforma in un lago e solo il passaggio del nostro kayak o il movimento di un pesce che viene in superficie può increspare, anche se solo temporaneamente, questa superficie immobile. Approfittiamo per lunghe nuotate e snorkeling nelle patate vicine. Miglioni di minuscoli pesci colorati si spostano da una parte all'altra per nulla disturbati dalla nostra presenza.
Senza vento il caldo si fa sentire soprattutto nelle ore più calde della giornata per questo motivo ogni scusa è buona per tuffarci in acqua. Sono bellissime giornate di sole con cielo blu e mare caldo. Io e Reva usciamo spesso in kayak e puntualmente rientriamo con lei che si addormenta indisturbata. In barca Reva si diverte molto sul ponte con la sua piscinetta ed è sempre più difficile riuscire a farla uscire. Il tempo non ci manca e ci divertiamo preparando dolci spuntini e merende che mettono tutto l'equipaggio di buon umore.Le previsioni non annunciano vento anche per i prossimi giorni, siamo "prigionieri" delle Tuamotu!!
Nelle pomeriggio scendiamo a terra per fare due passi dove possiamo camminare per ore senza incontrare anima viva. Reva ama camminare sulla spiaggia e fermarsi a guardare incuriosita conchiglie, paguri, granchi, cocchi, palme o le sterne che ci volano intorno. L'acqua della laguna è molto bassa in questo punto e forma una piscinetta bassa ideale per Reva e per i piccoli di squalo pinna nera che accorrono verso di noi non appena entriamo. Cantiamo, gridiamo e balliamo indisturbati Ma al tramonto meglio scappare dalla spiaggia per non essere attaccati da zanzare e nono. Fortunatamente l'ancoraggio è lontano da terra il necessario per tenere alla larga questa bella scocciatura.


Il 14 maggio alle 9:30 veleggiamo con un leggero vento in poppa fino all'ancoraggio di Rotoava 15°18.40S 146°22.78W. Siamo sempre soli e dopo un bagno intorno alla barca scendiamo in passeggiata. Qui ci sono molti squali pinna nera e piccoli di squalo grigio. Si avvicinano curiosi verso il dinghy e così abbiamo tutto il tempo di osservarli e fotografarli. Sono bellissimi.
Sabato ancoriamo a Tehere per avvicinarci il più possibile alla passe. Quest'anno l'aliseo tarda a stabilizzarsi e da giorni stavamo guardando il meteo in attesa di una finestra che ci permettesse di raggiungere Tahiti. Da domani e per un paio di giorni sembra esserci finalmente del vento nella buona direzione, anche se poco è comunque meglio di niente. Visto che i giorni a seguire annunciano assenza totale di vento ci decidiamo a prendere al volo questa fugace occasione.
Prepariamo la barca e l'equipaggio per quella che potrebbe essere la nostra ultima navigazione su Coelacanthe ma solo dopo un lungo bagno in queste acque trasparenti e meravigliose che ci mancheranno tantissimo.

Arrivederci Tuamotu

26 April 2015

Marchesi - tuamotu

22 aprile 2015 alle 9 salpiamo l'ancora e facciamo rotta verso le isole Tuamotu. È una bella giornata di sole, abbiamo un vento E 15-20kt con un mare piuttosto agitato.Siamo al traverso e navighiamo veloci e comodi finalmente. Il cielo è limpido e senza groppi. La nostra destinazione è l'atollo di Apataki a 555 nm da Nuku hiva.
Reva come al solito sta bene, dorme molto e gioca in cabina. La notte è tranquilla con un cielo tappezzato di stelle.
23 aprile 2015 abbiamo percorso 155 nm in 24h. la notte è passata senza problemi e siamo andati molto veloce nonostante le vele ridotte. Mancano 395 nm ad Apataki.
Anche oggi c'è il sole ma il cielo è variabile. incontriamo qualche groppo anche se nessuno ci prenderà veramente. Il vento è sempre forte e il mare ancora agitato quindi avanziamo veloci ma ben sbalottati dalle onde.
24 aprile 2015 abbiamo percorso 163 nm in 24h, Coelacanthe viaggia come un treno e oggi che il mare è più calmo l'andatura è decisamente più confortevole. Mancano 237 nm a destinazione. Bella giornata di sole con cielo azzurro e sereno.Vengono a giocare a prua un gruppo numeroso di grossi delfini. È uno spettacolo vederli saltare e gareggiare tra loro davanti allo scafo. Sempre una grande emozione.
Colazione in pozzetto poi giochi in cabina e pisolino per Reva. Pranziamo sempre in pozzetto poi ancora giochi in cabina e pisolino. Per finire giochi in pozzetto, doccia, cena e grande sonno. Questa la vita in navigazione con i suoi ritmi ben scanditi per la nostra piccola compagna cdi viaggio.
Questa notte saremo in avvicinamento dell'atollo di Takaroa quindi aumentiamo il livello di vigilanza sulla rotta.
25 aprile 2015 141 nm percorse nelle 24h. La notte è stata tranquilla senza nessun problema per l'avvicinamento di Takaroa. Il mare è decisamente più tranquillo e navighiamo comodissimi. sole e cielo blu, colazione in pozzetto con le banane di bernadette. Tutto procede a meraviglia.
Mancano 96 nm e visto che a ndiamo troppo veloci siamo obbligati a ridurre le vele per non arrivare la notte ad Apataki.Passiamo un pomeriggio tranquillo fatto di risate e relax in pozzetto. la sera riduciamo ancora le vele fino a portare la barca a 3 kt di velocità. dobbiamo arrivare dopo le 5 per poter avere la luce.
La notte, con le vele così ridotte, balliamo di più e diventa poco confortevole. Reva si sveglia continuamente e noi siamo vigili per controllare la rotta e l'avvicinamento alla terra. Dormiamo poco e male.
26 aprile 2015 alle 5:30 con la luce attraversiamo la passe Sud di Apataki. Doveva essere la stanca di marea ma troviamo un pò di corrente uscente e del mascaret all'interno. Nessun problema comunque e navighiamo tranquilli nella laguna seguendo le tracce di navigazione degli anni precedenti. Per festeggiare ci facciamo una colazione a base di crepes (che Reva adora) mentre facciamo motore verso gli atolli a sud-est. Alle 9 gettiamo l'ancora, sistemiamo l'ancoraggio e ci buttiamo subito tutti e 3 in acqua!Questo mare è meraviglioso, riesce sempre a lasciarci senza parole come fosse la prima volta. sistemiamo la barca ci riposiamo e pranziamo.
Accanto a noi riconosciamo Woulib un catamarano conosciuto alle Gambier 3 anni fà. Alla sera siamo a bordo in piacevole compagnia di Jeanluc e Isabelle per un aperitivo. Davvero simpatico ritrovarli inaspettatamente dopo tanto tempo. Gli presentiamo Reva e ascoltiamo quello che hanno da raccontarci. Rientriamo in barca e ci attende una notte di groppi e onda che però non ha niente a che vedere con la terribile onda degli ancoraggi marchisiani.







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10 April 2015

MARCHESI:Tatuaggio polinesiano

Delle isole polinesiane conosciamo il tatuaggio maori delle Samoa la cui pratica non è mai caduta in disuso. In realtà in Polinesia Francese ogni arcipelago ha determinati tatuaggi che possiedono una loro identità.
Isole della Società: uomini e donne portavano tatuaggi sulle spalle, braccia, gambe ma mai sul viso. I glutei erano colorati uniformemente di blu e le linee a Z erano i segni più comunemente usati;
Australi: si differenziano dai precedenti per la presenza di bande larghe come una mano sotto le ascelle;
Tuamotu: la pratica era molto sentita all’ovest e meno all’est.Gli uomini potevano essere tatuati dalla testa ai piedi con motivi irregolari di linee, curve e cerchi concentrici ;
Gambier: il tatuaggio era obbligatorio sotto le ascelle degli adolescenti, un cerchio diviso in 4 parti che veniva riempito progressivamente durante la vita dell’individuo;
È alle Marchesi che l’arte del tatuaggio era la più raffinata: Gli uomini erano interamente tatuati compresi la testa, le palpebre e la lingua. Larghe bande nere parallele potevano attraversare il viso. Le donne invece potevano eseguire tatuaggi sui lobi e dietro l’orecchio, la base della schiena, gambe e piedi. Esisteva una grande varietà di motivi (ne sono stati individuati più di 400) ma la fonte di ispirazione principale era la rappresentazione del Tiki, divinità e allo stesso tempo primo uomo.
Si può individuare l’origine geografica del tatuaggio nel sud-est asiatico e pensare che la sua diffusione abbia seguito le migrazioni dei popoli dell’oceania. È diventato polinesiano dopo essersi arricchito dei motivi che ritroviamo nell’arte decorativa: linee parallele, cerchi, triangoli, denti di squalo...
La parola Tatoo fu utilizzata per la prima volta dal Capitano Cook ed era la trascrizione fonetica della parola tahitiana Tatau dove ta significa colpire.
In passato il colore si otteneva da un succo di noci di bancoul bruciate e diluito con acqua. Una volta introdotta sotto la pelle la sostanza prendeva un colore blu. Questa operazione si effettuava con un pettine le cui estremità erano fatte di denti laceranti solitamente di pesci o uccelli. Oggi i professionisti di questo settore usano materiali moderni e sicuri conformi alle regole igieniche richieste.
Per i Polinesiani del passato il tatuaggio aveva la sua origine presso gli Dei. Sono i figli di Ta’aroa che per primi usarano questo sistema per sedurre e gli uomini non fecero altro che imitare il loro esempio. Questo significato mitologico del valore estetico e dell’attrazione sessuale non è l’unico. Il tatuaggio era un rito di passaggio all’età adulta, un modo per marcare l’appartenenza dell’individuo ad un gruppo, oltre che una difesa dalle influenze maligne.
Dopo i lunghi anni in cui questa pratica era proibita dalla religione o dal codice del re Pomare (1819) oggi la società tahitiana è decisa a far risorgere questa pratica ormai in disuso. Questo ritrovato interesse per il tatuaggio non risponde ad una motivazione unica. Il tatuaggio evoca per qualcuno la voglia di essere bello, una ricerca di identità, la volontà di affermare la tradizione degli antenati, una forma di ribellione allo stile di vita europeo o semplicemente una prova di coraggio.

Quattro anni fà quando siamo venuti alle isole Marchesi la prima volta abbiamo guardato con ammirazione gli splendidi tatuaggi che gli abitanti di queste isole portano con naturalezza e semplicità sulla loro pelle. Uomini, donne, vecchi e giovani qui tutti hanno diversi tatuaggi in differenti parti del corpo. È bello ascoltare mentre ti spiegano il significato di quei simboli antichi che messi insieme raccontano una storia:la loro!
Tutte le volte che siamo alle Marchesi ci ritroviamo a fare progetti nuovi per il futuro e a dover prendere decisioni importanti. La volta scorsa abbiamo deciso di fermarci qui e cercare lavoro per fare la cassa di bordo e questa volta abbiamo deciso di mettere in vendita Coelacanthe per dare il via ad un nuovo progetto. Sentiamo una magnetica influenza che queste terre esercitano su di noi e decidiamo in modo del tutto naturale di segnare in modo indelebile questo importante momento di vita alle Marchesi.
Tutti, barcaioli o terrestri, dicono la stessa cosa: "se volete un tatuaggio andate da Moana, è il migliore". Quindi andiamo a cercare Moana che lavora nel suo studio costruito dietro lo snack (Moana appunto) della mamma. Ci accoglie un ragazzo giovane e sorridente, neppure a dirlo, pieno di tatuaggi, cranio compreso. Gli diciamo cosa abbiamo in mente e lui inizia a disegnare con un pennarello sulla nostra pelle.
Gli raccontiamo una storia:la nostra. Il viaggio che è ormai per noi uno stile di vita, il mare che è l'elemento che ci avvolge, la famiglia di vagabondi che siamo, i legami e le relazioni forti con gli altri che sono la nostra ricchezza, la croce Marchisiana a testimonianza del nostro passaggio su queste terre, gli occhi che vigilano e proteggono chi amiamo e ovviamenti il tiki per proteggerci e tenere lontano tutto quello che è maligno. Moana ascolta e trasforma le nostre parole in simboli antichi come queste terre, legandoli tra loro in modo armonioso ed elegante.
Eccoci quindi finiti sotto le mani esperte di questo ragazzo Marchisiano che vive della sua passione e si entusiasma per ogni tatuaggio che realizza. Io faccio scrivere la mia storia dietro l'orecchio (come usano le donne qui) e questo mi terrà sotto i ferri per circa 45 minuti mentre Michele sul braccio e per lui ci vorranno un paio d'ore.
La musica locale riempe la stanza, Moana lavora chiaccherando e ridendo ma con grande professionalità. Non potevamo finire da nessun altro se non da un ragazzo che si chiama Moana ovvero Oceano, mare del largo!
Il cerchio si chiude e alla sera sul ponte della nostra barca ci sentiamo definitivamente parte di questi luoghi, di queste montagne che avvolgona la baia, di questo mare generoso, di questo popolo che ha tanto da donare e siamo fieri di portare sulla pelle la nostra storia raccontata con il linguaggio dei primi abitanti di queste terre maestose.