15 October 2016

GRECIA: PICCOLE CICLADI E AMORGOS

Le Piccole Cicladi, dette anche Koufonissi, sono un arcipelago di sei piccole isole principali situate nell'immediato sud-est di Naxos nel Mar Egeo. Il 09/10  partiamo da Ios e veleggiamo per 11Mn prima di raggiungere l'sola di Schoinousa (Skhinouùsa) ben conosciuta per le sue spiagge di sabbia fine. Ancoriamo ad Agrilos (36°50.61N 25°31,30E) un isolotto a sud di Schoinoussa, buon ridosso dal meltemi,  un luogo selvaggio e davvero suggestivo. Il mare è trasparente e la spiaggia dorata sulla quale passiamo il nostro pomeriggio a fare castelli e infornare formine. Nessun nella baia e nessuno a terra tranne qualche capra che attraversa la strada a passo veloce diretta a sud. La mattina seguente dopo una bella colazione in pozzetto ci dirigiamo verso l'isola principale ed ancoriamo nella baia di  Livadi (36°51.66N 25°31,34E) su un buon fondo di sabbia e acqua talmente trasparente da poter seguire il lavoro dell'ancora e tutto il cammino della catena. Sbarchiamo e ci incamminiamo verso la Chora sulla collina dove troviamo ad attenderci un ambiente tranquillo con i tipici ritmi greci ora che i numerosi turisti estivi hanno lasciato l'isola. Un anziano in groppa da un mulo ci sorpassa e saluta con un caldo sorriso. Non mancano le tipiche casette bianche dagli infissi colorati, qualche taverna dall'aspetto invitante, alcuni mini market che vendono di tutto e una profumata panetteria. Visitiamo la chiesa principale e il mulino che si trova proprio accanto in ristrutturazione, uno dei tanti dell'isola. Attraversiamo la Chora e scendiamo lungo la strada che porta alla baia di Mirsini dove si trova un pontile utilizzato dalle barche di passaggio e il molo dove arriva il traghetto,  lo Skopellitis, che in estate mette in comunicazione due volte al giorno le Piccole Cicladi con Naxos, Paros e Amorgos.  


Il giorno seguente ci spostiamo nell'isola di fronte Iraklia, la più a est e meno popolata, tra le sue alte colline sono scavate due grotte interessanti che non siamo riusciti a raggiungere. Ancoriamo a Livadhi (36°51.19N 25°28,44E)su 4 m di fondi e sbarchiamo per una mattinata di giochi in riva al mare. Una trattoria sulla spiaggia chiusa, i resti di una fortificazione che si affaccia sulla baia e sulla collina il villaggio abbandonato con le case fatiscenti costruite su resti ellenici e veneziani. Il quadro è piuttosto desolato complice sicuramente il cielo plumbeo di questa giornata.


Il 12/10 ci mettiamo in navigazione verso Amorgos la più orientale delle cicladi  che dista circa 19Mn da qui. Questa isola montagnosa  è attraversata per tutta la sua lunghezza da una catena montuosa che culmina con il monte Krikelo, situato ad est di Egiali, che misura 823 m e  ha ovunque pareti che scendono a picco sul mare. Veleggiamo fino all'estremo sud dell'isola e fiancheggiamo l'isola di Gramvoùsa ma non ci convince troppo l'ancoraggio con queste condizioni di vento quindi dopo un giro di perlustrazione facciamo rotta verso Katàpola (36°49.62N 25°51,46E) dove ancoriamo poco prima della banchina dai cui partono i traghetti per Naxos, Pireo e Rodi. Questa è una magnifica baia che intaglia profondamente l'isola, il porticciolo di pescatori offre tanti servizi, panettieri, fruttivendoli ben forniti, qualche alimentari, ristoranti, trattorie e bar. Percorriamo il villaggio che si sviluppa intorno al porto e spendiamo un pò di tempo nel bel parco giochi vista mare al centro della baia. Qui si possono noleggiare scooter e macchine, oppure prendere il bus fino alla bella Chora superiore, tipicamente cicladica, con castello medioevale. Il bus prosegue fino alla fermata da dove parte una ripida salita che porta al monastero di Panagia Hozoviotissa, risalente all'XI secolo, che si trova in una zona impervia a strapiombo sul mare sul lato sud dell'isola. Dopo aver fatto rifornimento di frutte e verdura nei negozi del porto incontriamo seduto al tavolino del bar un amico incontrato in polinesia che si trova in mediterraneo per motivi di lavoro un incontro inaspettato che ci fa incredibilmente piacere. Nel pomeriggio ci spostiamo nella baia di Kalotiri (36°53.00N 25°55,15E) che intaglia la costa SE dell'isola Nikouria. Sbarchiamo e saliamo a piedi fino alla piccola chiesetta posta sulla collina nella parte nord est della spiaggia. La vista sulla baia e su tutta l'isola di Amorgos è qualcosa di spettacolare. Le strade intagliano l'arida montagna e dal mare salgono ripidamente fino alla chora situata nel cuore dell'isola. Il sole di questa splendida giornata illumina il mare scintillante e la sprezzante bellezza che ci circonda. Ci prepariamo per lasciare le cicladi alle prime ore di luce faremo rotta nella prima delle isole del Dodecaneso.  



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9 October 2016

GRECIA: Folegandros Sikinos e Ios

Il 05/10 alle 8:56 salpiamo l'ancora, apriamo le vele e facciamo rotta verso l'isola di Folegandros. Ci saremmo fermati volentieri ancora a Milos che ha molto da offrire ma ci torneremo senz'altro durante la prossima estate. Veleggiamo rapidamente al traverso e percorriamo le 21Mn che ci separano da Vathy  Bay (36°37.70N 24°53,53E) un ampia baia sul lato occidentale di Folegandros, dove ancoriamo su 5 m di sabbia. Siamo la sola barca in questa grande baia dove il mare mostra tutte le sfumature possibili dell'azzurro e del blu. Sbarchiamo con il dinghy sul piccolo molo sulla sinistra della spiaggia con qualche turista, una scala porta a ristorantini bianchi e arroccati da cui escono i profumi deliziosi della cucina di questa terra. Proseguendo la risalita della scalinata si arriva ad un sentiero che prosegue lungo tutto il litorale della baia. Delle chiesette votive immacolate si stagliano contro questo paesaggio spettacolare dove l'azzurro del cielo si fonde nel mare. Sotto di noi possiamo ammirare la piccola spiaggia di Agios Nikolaos con taverna. Ritorniamo sui nostri passi e dalla spiaggia prendiamo le scale a destra e ci inerpichiamo su un sentiero tra le rocce che permette l'accesso a due piccole spiagge più riservate poste sulla parte destra della baia. Superate queste il sentiero diventa più largo e comodo scavato tra la sabbia e la roccia rossa inizialmente per poi perdersi nella bassa vegetazione una volta che si comincia a salire. Saliamo fino alla piccola chiesa bianca dalla quale ci si presenta una vista mozzafiato. La giornata è ideale per una bella escursione e ci riposiamo mentre mangiamo il nostro panino con il colore del mare che brilla nei nostri occhi. Nel pomeriggio ci rimettiamo in cammino verso la spiaggia e ci regaliamo una bella Mitos ghiacciata giusta ricompensa per la scarpinata appena conclusa.


Il giorno dopo lasciamo questa splendida baia e percorriamo a motore le 7Mn che ci separano da Karavostasi (36°36.78N 24°56,95E) porto dell'isola dove arrivano navi e traghetti. Intorno al grande molo sul lato sinistro della baia troviamo qualche hotel, casette in affitto, un paio di ristoranti, un mini market e qualche bar. Dal molo parte un modernissimo bus che porta fino alla Chora e giusto fino al paese successivo Ano Merià per 4/5 corse giornaliere. Accanto alla fermata del bus troviamo subito un piccolo parco giochi tutto nuovo e questa diventa ovviamente una tappa obbligata all'andata come al ritorno! Raggiungiamo la Chora, un caratteristico borgo del 1200 d.C. arrampicato su una vertiginosa scogliera,  e pieni di energia pensiamo bene di avviarci verso il sentiero che sale a zig- zag fino al santuario di Panaghia Paliokastro. La strada ci regala un panorama mozzafiato con vista su entrambe le coste, sulla Chora e sull'intera isola. Le scogliere di Folégandros sono impressionanti arrivano anche ad un’altezza di 300 metri sul mare. Visitiamo il santuario che è aperto e ci sediamo in questo luogo di quiete e contemplazione ad ammirare la sua millenaria bellezza. 
Scendiamo per scoprire la Chora e non siamo preparati a tale splendore. La piazza del municipio offre ristoro con due graziosi locali pieni di fiori colorati e un vero spettacolo grazie ad un balcone con vista mozzafiato sulla scogliera capace di far venire le gambe molli a chi mal sopporta l'altezza. Ci inoltriamo tra queste casette bianche con le imposte colorate dove chiesette immacolate si susseguono a immense piante di bouganville in fiore dai colori sgargianti. Nelle piazze all'ombra di generose piante profumate sono disposti ad arte bar, negozi, snack, ristoranti quasi il tutto fosse stato disegnato a tavolino dalle abili mani di un artista. C'è armonia in questo luogo mentre camminiamo nelle sue vie, i fiori, i vasi, i dettagli tipici di questa terra sono tutti là e ci invitano a contemplare il bello che ci avvolge. Ogni angolo è una scoperta e io non smetto di fotografare nel tentativo, forse inutile, di catturare questa perfezione. Camminando nella piazza centrale si attraversa un arco e si accede al Kastro medioevale costruito nel 1210 dai veneziani che ci riporta indietro nel tempo. Oggi è un villaggio di case a due piani bianche con scale e porte colorate, alcune con una parte direttamente a picco sulla scarpata. Brivido! 
Compriamo della bella frutta fresca dai due fruttivendoli ben forniti e qualche provvista nei piccoli market e riprendiamo l'ultimo bus previsto per il porto.


L'08/10 alle 9:30 poco prima dell'arrivo del traghetto salpiamo l'ancora e lasciamo alle nostre spalle quest'isola che ha saputo stupirci e regalarci forti emozioni. Veleggiamo lentamente costeggiando le isole disabitate di Kardiotissa e Kalogeros e percorriamo 12Mn fino a raggiungere Sikinos. Passiamo davanti Skala dove si trova il porto molto disturbato dalle onde quindi proseguiamo fino alla piccola baia situata più a Est Yeoruios (36°41.57N 25°10,02E) dove ancoriamo su fondo di sabbia a 3/4 m per una breve sosta. Sikinos non è assolutamente una meta turistica, ci spiegano che i pochi servizi, le spiagge difficilmente accessibile e una insolita scarsa ospitalità la preservano da invasioni estive. L'isola non è di pescatori, come si potrebbe immaginare, ma di allevatori e contadini eccellenti produttori di miele, formaggio di capra, vino e liquori. Purtroppo non abbiamo modo di andare a verificare quanto ci hanno raccontato su questa isola brulla ed arida, il forte vento da sud che sta arrivando ci costringe a cercare riparo in ancoraggi più protetti. Partiamo dopo pranzo e veleggiamo divinamente fino a raggiungere la parte settentrionale di Ios  Plakotos (36°47.17N 25°17,35E) dove ancoriamo. L'isola brulla e montuosa, raggiunge i 790 m con il Monte Pirgos, vanta l’onore di avere dato i natali alla madre di Omero e, secondo la tradizione, il poeta sarebbe stato seppellito proprio in questi luoghi ed è, infatti, possibile visitare la sua tomba. 
Siamo contenti di essere finalmente arrivati nel famoso e affascinante arcipelago delle Cicladi, costituito da isole di varie dimensioni sparse nelle acque blu del Mar Egeo. Alcune sono ben note ma possiamo dire che altre rimangono poco conosciute e meno turistiche, come Milos Ios o Folegandros, di una bellezza quasi disarmante. L'avventura continua.

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6 October 2016

GRECIA: Mar Egeo - MILOS

Ed è arrivato anche il giorno di lasciare queste belle isole che ci hanno ospitato con tanto calore e regalato splendide giornate. Il 30/09 alle prime ore del giorno leviamo l'ancora da Itaca e mettiamo la prua verso il mar Egeo. Abbiamo fatto il pieno di acqua e gasolio per Vagabond e ben riempito la dispensa per noi, ora possiamo riprendere il mare e goderci queste 200Mn che ci separano dalla nostra destinazione. Il meteo non è dei migliori perché dopo un buon vento iniziale dovrebbe calare drasticamente ma in quel momento dovremmo essere poco lontani dalla prima isola delle Cicladi. Partiamo quindi a vele spiegate e ben contenti di mettere delle miglia sotto la chiglia in una bella giornata di sole. Navighiamo sempre con la terra praticamente a vista, infatti, percorriamo tutta la costa sud di Cefalonia, poi tutta l'isola di Zante e infine a babordo il Peloponneso. Durante la giornata avanziamo velocemente, la notte è tranquilla e procediamo sempre a vela mentre il giorno successivo nel pomeriggio il vento cala quasi completamente e scapoliamo a motore Capo Maleas ovvero l'ideale confine tra oriente ed occidente. L'ultima notte di navigazione è spettacolare! Avanziamo a vela sotto un cielo tappezzato di stelle, il mare poco mosso che culla lo scafo di Vagabond...nel mio turno di guardia avvolta dal silenzio assoluto della notte penso a mio cugino Luca che non è più con noi e lo sento vicino a me e a queste stelle cadenti che rigano il cielo di scie luminose come le lacrime il mio volto. Porterò il ricordo del tuo sorriso in viaggio con me.
Alle prime ore del giorno avanziamo ormai a motore mentre davanti a noi si profila l'isola di Milos con le sue alte scogliere dipinte di rosse da un alba meravigliosa.
Il 02/10 alle 9:02 buttiamo l'ancora nella grande baia di Milos ad Adamas (36°43.35N 24°26,98E) dopo 262Mn di navigazione. Adamas è il porto principale dell'isola da cui partono e arrivano i traghetti che collegano l'isola con Atene e le isole circostanti. Sbarchiamo subito in esplorazione per sgranchirci le gambe e cercare provviste fresche. Lasciamo il dinghy sul molo ancora occupato da numerose barche a vela tra cui molte di charter giornaliero. La prima cosa che troviamo appena messo piede a terra è un bel parco giochi giusto accanto al molo, semplice ed essenziale ma capace di regalare tanta gioia a Reva! Sul lungo mare ancora animato ci sono tanti ristoranti, locali alla moda e negozietti molto originali che evidenziano la vena turistica di questa isola. Oggi quest'isola è molto frequentata grazie anche all'ospitalità unica, alla buona organizzazione delle strutture e sicuramente alle belle spiagge molto diverse tra loro (se ne contano circa 70). Troviamo accanto alla piazza vicino al molo un grande panettiere che svaligiamo con grande entusiasmo. La città vecchia di Adamas è posta su un promontorio naturale con una bella passeggiata pavimentata in marmo che la collega al porto da dove partono ogni giorno barche colorate e caicchi verso le bellezze naturali dell’isola. Raggiungiamo la chiesa con il suo bel campanile e il pavimento decorato con ciottoli bianchi e neri. La vista è spettacolare e ci perdiamo nelle strette vie tra le case rigorosamente bianche e con le imposte colorate di blu. Rientriamo in barca entusiasti e brindiamo al tramonto a questo nuovo mare tutto da esplorare. 


Le previsioni meteo annunciano qualche giorno di calma quindi non perdiamo tempo e ci mettiamo in movimento verso il  Sud dell'isola. Passiamo davanti a Klima, un coloratissimo borgo marino dove si trovano dei “syrmata” scavati nella roccia che offrono riparo ai pescherecci. Via mare osservare l'isola è davvero uno spettacolo, si vede in alto il Kastro con la chiesa Mesa Panagia, un poco più sotto la chiesa di Panagia Thalassitra e poi sempre più giù una corona di casette e chiese candide. Percorriamo poi circa 15Mn lungo tutta la costa Ovest  di Milos che è un susseguirsi di scogliere bagnate da un mare smeraldo. L'isola è di origine vulcanica e mostra una straordinaria morfologia geologica (molte sono le  miniere ancora attive) che dà luogo a sorgenti calde, a rocce multicolori e litorali "lunari" mozzafiato.
A mezzogiorno buttiamo l'ancora a Kleftico (36°39.06N 24°20,68E) dove si trovano una serie di monoliti di origine vulcanica. Dopo aver buttato l'ancora un tuffo in questa incredibile acqua cristallina non ce lo toglie nessuno. Subito dopo con il dinghy partiamo in esplorazione e visitiamo le tante e suggestive grotte con acqua color smeraldo e le piccole baie con acqua cristallina  ai piedi di questa maestosa roccia bianca che si staglia verso il cielo. Impressionante! Ci sono oltre a noi solo un paio di barche che portano turisti in escursione per la giornata. Vista l'ottima condizione del mare restiamo anche la notte e già al tramonto mentre le scogliere si tingono di rosso ci troviamo soli in questa leggendaria baia di pirati (Kleftis significa ladro) nascondiglio perfetto per attaccare le navi cariche di beni preziosi del fiorente mercato tra oriente ed occidente. 
La mattina presto sbarchiamo sulle roccie più basse scolpite dal mare e dal vento in un paesaggio lunare quasi irreale mentre sentiamo il mare rumoreggiare sotto i nostri piedi nelle gole sottomarine. 
Arriva come annunciato un onda fastidiosa quindi ci spostiamo nella vicina baia di Provatou (36°39.95N 24°26,44E) e ancoriamo su un buon fondo di sabbia in compagnia di una sola barca. Questa ampia baia ha una lunga spiaggia di sabbia dorata ed è circondata da montagne di roccia rossa. Anche qui il mare è splendido, ne approfittiamo per fare altri bagni in quest'acqua trasparentissima. Non scendiamo a terra e passiamo il pomeriggio a crogiolarci al sole con musica e un buon libro. Notte di luna piena su Milos che illumina a giorno questa baia tranquilla e beata, domani ci aspetta una nuova isola da scoprire.



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