26 February 2010

BRASILE: Rio Paraguaçu

Lunedì 22/02/2010
Partiamo per qualche giorno sul fiume Paraguaçu.
Appena entriamo incontriamo i Saviero le tipiche imbarcazioni del fiume che si muovono solo a vela.
Sono bellissime con le vele e lo scafo colorato.
Raggiungiamo l`isola di Monte Cristo dove ancoriamo.
È un angolo di paradiso.
Intorno a noi solo mangrovie e palme, qualche uccello e pesci che saltano. Silenzio assoluto.
Ci voleva un posto come questo dopo il caos della città in festa e per riflettere sulle belle esperienze vissute in questi giorni.
Ceniamo con tortellini in brodo che ci fanno tornare con la mente ai Natali passati a casa.
Martedì 23/02/2010
Alle 6 ci mettiamo in marcia per evitare di trovare corrente contraria. Sarà invece una gincana tra piroghe di pescatori e reti. Concludiamo che la mattina è meglio muoversi solo dopo le 10.
Alle 9 ancoriamo davanti alla grande chiesa di San Francisco un piccolo villaggio sulle sponde del fiume.
Due bambini con la piroga ci portano della frutta deliziosa. Manghi e cocchi.
Nel pomeriggio partiamo per Maragojipe dove passeremo la notte.
Lungo la strada vediamo questa chiesetta sperduta nella folta vegetazione.
Altri Saviero veleggiano sul fiume.
Mercoledì 24/02/2010
A Maragojipe si dorme benissimo. L`acqua è ferma come in uno stagno e il silenzio regna sovrano.
Scendiamo a terra e giriamo le vie della cittadina con le sue casette colorate e i carretti trainati da asinelli.
Arrivati in piazza ci sediamo su una panchina e osserviamo la vita di questo paese che scorre ad un ritmo lento lento.
Bambini che escono da scuola con la loro divisa e i quaderni.
Persone sedute ai tavolini del bar.
Qualcuno riposa all'ombra delle piante.
È bello osservare e scoprire un luogo sconosciuto.
Vediamo tutti i ragazzi comprare una coppetta di gelato. Lo compriamo anche noi ed è buonissimo anche se non riusciamo a capire a che gusto sia.
Nel pomeriggio ci spostiamo verso l`ingresso del fiume dove ancoriamo per la notte.
Giovedì 25/02/2010
Alle 7 partiamo alla volta di Itaparica e ancoriamo nel mezzogiorno davanti alla cittadina. Impieghiamo tutto il pomeriggio per fare il pieno di acqua dalla fonte.
Il tramonto segna la fine di questo giorno
Venerdì 26/02/2010
Nel mezzogiorno siamo di nuovo a Salvador.


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21 February 2010

BRASILE: Gita a Barra

Domenica 21/02/2010
Ritrovo alle ore 10:00 al Terminal Nautico.
Arriva Giuliana, Tatà e Taiane e per ultimo Bira .
Con il tender li imbarchiamo su Coelacanthe ed è subito festa!
Sono curiosi di vedere la nostra "casa", girano per la barca facendoci mille domande. Il loro entusiasmo è contagioso.
Usciamo dal porto.
Quando apriamo le vele rimangono affascinati.
Bira vuole una foto con il capitano e Michele gli mostra come si deve fare per timonare.
A prua non resistono alla tentazione di mettere in scena il Titanic.
Ora tutti vogliono la foto con il capitano del vascello!E lui non si fa pregare.
Arriviamo a Barra dove ancoriamo. Tatà e Taiane scendono un attimo a terra perché lei sta poco bene.
Bira e Giuliana fanno il loro primo bagno a 20 metri. Sono emozionati.
La corrente è molto forte e Giuliana non riesce a tornare in barca.Le porto il salvagente e cerco di spingerla verso la barca ma non riesco. Michele ci recupera con il tender mentre siamo ormai alla deriva.
Nunca Mais!
Tatà e Taiane tornano in barca.
Gli diamo la maschera per guardare sotto e impazziscono di felicità, peccato il fondo sia blu scuro e non si riescano a vedere i pesci.
La corrente non c`è più e possiamo fare un bagno tutti assieme.
Ci divertiamo come bambini!
Anche Tatà si butta in acqua con noi lasciandosi contagiare dall`entusiasmo degli altri. Molto coraggioso.
Il sole e il lungo bagno li stanca e mentre noi prepariamo una pasta loro si addormentano a prua.
Pasta al sugo e crepe alla nutella per dessert.
Bira e Taiane si sdraiano a prua mentre in pozzetto con Giuliana e Tatà parliamo in un misto di italiano e portoghese mangiando arance.
Il sole sta tramontando e dobbiamo rimetterci in marcia per rientrare al porto. È bello vedere Salvador sotto la luce dorata del tramonto.
Bira ci mostra la sua casa.
Alle 18 siamo al porto e brindiamo con un bicchiere di vino a questa bella giornata.
Le lingue si sciolgono e parliamo di noi, di quello che vorremmo per il futuro. Si crea un atmosfera magica.
Li accompagniamo a terra e ci scambiamo saluti e abbracci come solo i brasiliani sanno fare!
"Oggi è stato un grande regalo" ci dicono "lo è stato per noi avervi a bordo" rispondiamo.
Grazie ragazzi per la vostra allegria e il vostro entusiasmo che conserveremo per sempre nei nostri cuori!


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20 February 2010

BRASILE: Giornata alla Casa do Sol

Sabato 20/02/2010
Sveglia alle 6:30, prendiamo il bus in modo da essere alle 8 a Cajazera per la giornata di formazione alla Casa do Sol. Tema della giornata: Il Sole.             
Iniziamo con una riflessione sul cartello appeso che dice: "Eu estou aqui!".
Davanti alla chiesa ci mettiamo in cerchio per assorbire l`energia del sole e convergerla sul gruppo.
Andiamo in una spaziosa aula e facciamo un bellissimo esercizio a coppie. Con sottofondo musicale uno alla volta passiamo le mani intorno al corpo dell`altro dalla testa ai piedi senza toccarlo. Io sono con Bira e sento fortissimo il calore delle sue mani che si muovono intorno a me.
Sul cartellone compare la scritta SOL e noi aggiungiamo le prime parole che ci vengono in mente pensando al sole.
Adriana legge una storia per bambini sul sole.
Tatà, come geografo, ci parla del sole come astro. Bravissimo nel suscitare in noi domande e voglia di conoscere.
Io e Michele parliamo di cosa rappresenta il sole per chi naviga. Il sole è guida, energia, calore e fonte di buon umore.
Pranziamo tutti insieme in allegria gustando i deliziosi piatti, tutti rigorosamente scelti con il tema del sole, preparati da Filò e dalle cuoche.
Noi abbiamo portato una crostata alle fragole preparata in barca.
Dopo pranzo c`è un momento libero per fare due chiacchere con Pina e pensare alla realizzazione della nostra piccola missione umanitaria.
Pina è una donna dolcissima e generosa ma anche forte e tenace.
Le vogliamo subito un gran bene!
Nel pomeriggio ci sono lavori di gruppo per organizzare il progetto con i ragazzi dei prossimi tre mesi che avrà appunto il tema del Sole.
Gli operatori fanno proposte, condividono idee e si confrontano spinti dal desiderio di fare e fare bene. Dopo una giornata come questa la motivazione è alta, persino noi ci sentiamo pieni di voglia di fare.
Alle 17:30 finisce tutto. Ci cantano una benedizione e noi li ringraziamo di cuore per questa "calorosa" giornata.
Tatà e i ragzzi all`esterno stanno finendo un mosaico nell`aiuola davanti alla porta della Casa do Sol. È bellissimo.
Organizziamo con Tatà e Taiane (maestra di teatro dei piccoli), Bira (maestro di teatro)e Giuliana (maestra di danza) una gita in barca per domani.
Insieme a Bira prendiamo il bus per il centro.
Siamo davvero felici per questa bella giornata!


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18 February 2010

BRASILE: Igreia do Trinidade

Giovedì 18/02/2010
Alle 18 ci incontriamo con Bira che ci accompagna alla Chiesa della Trinidade per la messa che tutti i giovedì sera si tiene con le persone di strada.
Questa comunità è gestita da Henrique (della svizzera francese) che dal 1988 vive con la gente di strada come uno di loro, dopo aver abbandonato fama d`artista e denaro. Dal 1991 è a Salvador e organizza attività di recupero sviluppando il lato artistico e creativo delle tante persone che vivono nella Rua.
La chiesa è diroccata e sorge vicino al povero quartiere di San Joaquim.
Quando entrimo la chiesa è ancora vuota. Delle panche sono disposte in modo da formare un circolo, nel centro sopra tappeti colorati piccoli sgabelli in legno formano un cerchio dove si siedono Henrique, un sacerdote e il coro. Di fronte a noi una grande scritta colorata: RUA.
Piano piano la chiesa si riempe. Persone di strada e non si mescolano assieme.
Bira (che parla perfettamente l`italiano) ci spiega che è possibile vivere con loro per un pò di tempo dormendo per terra nella chiesa. Lui ha voluto passare con loro una settimana e la ricorda come un esperienza molto forte.
Chi è presente per la prima volta si deve presentare. "sono Michele vengo dall`Italia", "sono Lara vengo dall`Italia".
La messa si svolge tra canti al dolce suono della chitarra mentre 2 gatti si aggirano per la chiesa tra le carezze di Henrique e del sacerdote.
C`è molta partecipazione.
Passano tra di noi e fanno con la cenere una croce sulla testa di ciascuno. Alla comunione intingiamo l`ostia in un bicchiere di vino. Il momento della pace è un momento unico che ci colpisce molto. Ciascuno abbraccia l`altro con calore e vivo sentimento e si scambia la "Paz de Deu". Non finiamo fino a quando ciascuno non avrà abbracciato tutti i presenti. Il cuore si colma di gioia. Un momento di grande emozione dove senti viva la solidarietà tra le persone. Non mi ero mai sentita in comunione con il mondo come in quel momento!
Finita la messa mangiano tutti assieme una zuppa fumante.
Quando usciamo dalla chiesa è buio e il quartiere non è dei migliori. Fermiamo un bus e andiamo a casa di Bira vicino a Campo grande.
Bira vive con l`amica Zeni, anche lei insegnante di teatro, in un appartamento di un grande palazzone che ha una splendida vista su tutta la baia.
Con orgoglio ci mostra la casa che è la sua prima sistemazione in autonomia dalla famiglia
Zeni ha invitato quattro amici francesi e una brasiliana e con noi tre riempiamo la casa.
Bira cucina per tutti una pasta al sugo di tonno. Squisita!
La accompagniamo con due bottiglie di ottimo rosso cileno.
Nel mese di gennaio dell`anno scorso Bira è stato in Italia con la Pina, ci mostra le foto e ci racconta del suo viaggio. Gli occhi si illuminano mentre parla dell`italia che tanto ama.
Due dei ragazzi francesi dimostrano chiaramente di non sopportare gli italiani. "il vino e il formaggio francesi sono migliori...le donne sono migliori...il calcio è migliore..." Comincia subito una guerra Francia=Italia sulle bellezze storiche con da una parte loro e dall`altra Bira che con i suoi video dell`Italia li bombarda con "ma voi non avete il colosseo, non avete piazza di spagna...e la fontana di Trevi?Io adoro la fontana di Trevi..." Noi non mettiamo becco e ridiamo del fervore di Bira nel difendere il nostro paese. Conclude dicendo che il vino francese sarà buono ma lui preferisce il vino italiano.
Dichiariamo un armistizio con tre giri di cognac flambe (solo gli uomini), jegermaister e per concludere un delizioso cioco cognac preparato da Zeni.
La serata prosegue tra risate e scherzi fino alle 3:00, è pericoloso mettersi in strada a quest`ora perciò ci fermiamo tutti a dormire lì.

Grazie Bira per questa serata che non dimenticheremo mai!

16 February 2010

BRASILE: CARNEVALE A SALVADOR

Il Carnevale di Salvador inizia giovedì 11 febbraio e prevede festa e musica fino a martedì 16 febbraio.
Sono 500 mila i turisti che accorrono da tutto il mondo per vedere uno dei più bei carnevali di tutto il Brasile! Il carnevale di Rio de Janeiro è molto spettacolare e scintillante, "un carnevale da vedere", mentre quello di Salvador è "un carnevale da vivere", fatto dalle persone pulsa e sprigiona un energia unica!
Esistono tre circuiti: Pelourinho, Campo grande e Barra
Da metà mattina o le prime ore del pomeriggio fino al mattino successivo in ogni circuito inizia la festa. I carri, che sono palcoscenici ambulanti dove musicisti suonano dal vivo circondati da coriste e qualche ballerina, si muovono lungo il circuito e la folla li segue e balla la ritmo della musica.
Se vuoi seguire un carro, che loro chiamano Blocos, devi comprare la maglietta che equivale ad un biglietto e ti permette di stare entro dei cordoni che circondano tutto il carro. Ci sono blocos tradizionali, alternativi, afro e per bambini. Ogni blocos ha il suo prezzo a seconda della sua popolarità. Gli altri cioè La Folla, sono ai lati della strada o tra un blocos e l`altro che ballano e cantano.
Giovedì 11/02
Andiamo a vedere il circuito di Pelourinho.
Sotto consiglio dalla nostra vicina di barca brasiliana ci prepariamo in assetto antisommossa: niente gioielli, orologi e macchine fotografiche, canotta, pantaloncini e pochi soldi nelle scarpe da ginnastica.
I Blocos si muovono lentamente per la strada seguiti dai sostenitori danzanti, ci sono persone che vanno avanti e indietro, venditori ambulanti e molti turisti.Questo è il circuito del carnevale tradizionale.
È una vera e propria esplosione di musica, colori, balli ed energia!
La musica è molto coinvolgente e così forte la senti vibrare nello stomaco. Seguiamo come ipnotizzati il carro dei ragazzi che suonano i tamburi ad un ritmo sconvolgente che ti entra nel sangue. Suonano, ballano, gridano completamente assorbiti dalla magia del carnevale.
Con il passare delle ore le persone aumentano ma è tutto molto vivibile e si gira tranquillamente.
Non ci sono maschere, tra la folla solo alcune persone hanno cappellini o trombette, nei blocchi le donne hanno il tipico costume bahiano e lanciano pop corn.
Dopo aver ballato e camminato ci rifugiamo nella tranquillità della nostra barca dove sentiamo ancora la musica dei diversi blocchi che si fonde in un frastuono unico dalle proporzioni gigantesche.
W il carnevale di Salvador!
Domenica 14/02/2010
Andiamo a vedere il circuito di Campo Grande.
Le strade sono piene di persone ma si riesce a camminare bene e raggiungiamo velocemente la via principale. Quando passano i blocchi ci mettiamo sui lati della strada e balliamo al ritmo della musica. I blocchi famosi sono di solito preannunciati dalle grida delle fans.
I blocchi sono pieni di luci e colori mentre sopra cantanti, musicisti e ballerine si esibiscono dal vivo con quelli che diventeranno i "tormentoni" dei prossimi mesi. Primo fra tutti Rebolation.
La folla danzante con la maglietta segue il blocco all`interno di cordoni sorretti da persone (di solito i più poveri e disperati della città) assoldate per lavorare in questi giorni di festa.
Intorno la folla non pagante guarda, canta e balla al margine della strada.
È divertimento allo stato puro fino a che la folla non aumenta fino a toglierti il fiato. Siamo uno incollato all'altro e ci muoviamo per inerzia spinti dai movimenti di chi è accanto a noi.Profumi e puzze si mescolano insieme e solo alzando la testa al cielo si riesce a rubare una boccata di ossigeno.
Passano cordoni di polizia, militari, pompieri e polizia civile. Al loro passaggio tutti si fermano. Sono seri e osservano tutto, ogni tanto prendono a manganellate qualcuno e portano via chi prova a fare confusione.
La folla continua ad aumentare perciò decidiamo di scendere la via per tornare verso Pelourinho.
Entriamo nel fiume umano in strada e veniamo assorbiti in una folle danzante. Spintoni, gomitate, qualche mano che fruga nelle tasche. Piccole risse esplodono ai margini della strada subito fermate con violenza dalla polizia. Ci muoviamo aderenti a corpi sudati in movimento che seguono il forsennato ritmo dei blocchi. Le nostre mani si separano due volte ma subito ci ritroviamo. Saremo 5 o 6 bianchi in tutto.
Finalmente usciamo dalla via principale e quindi dalla bolgia. Torniamo a respirare e a camminare senza avere corpi di terzi aderenti ai nostri. Ci guardiamo senza parlare e ci teniamo stretti per mano fino al terminal nautico.
Siamo completamente bagnati di sudore e ci facciamo una doccia vestiti per riprenderci un pò.
In barca, praticamente senza udito, ridiamo della serata pazzesca appena vissuta.
W il carnevale di Salvador!              
Lunedì 15/02/2010
Andiamo a vedere il circuito di Barra.
Questo è il circuito più tranquillo e lussuoso. Lungo la strada del circuito nei mesi precedenti sono stati allestiti i Camarotes che sono dei palchi per vedere il carnevale senza essere nella folla (cari come il fuoco). Alcuni Camarotes sono di personaggi famosi come quello di Daniela Mercury.
Assistiamo alla sfilata dei figli di Gandi e a numerosi carri di cantanti più o meno famosi.
Sfila anche Ivete Sangallo in uno scintillante vestito rosso e la folla si infiamma!
La situazione è tranquilla, c`è spazio per tutti e nonostante tutti consumino fiumi di birra sembra che le persone qui abbiano solo voglia di divertirsi.Persino la polizia è più rilassata.
Beviamo birra con spiedini di formaggio e carne.
Quando non stiamo più in piedi dalla stanchezza con il pulman ritorniamo in barca.
Decisamente il circuito più bello e tranquillo con musica, balli e divertimento per tutti.
W il carnevale di Salvador!
Martedì 16/02/2010
L`ultima notte di carnevale la passiamo a Itapuà per mangiare l`ACARAJE il tipico piatto bahiano fatto con la farina di fagioli e fritto nell`olio di dendè. Questa grossa polpetta viene aperta come un panino e farcita con verdure, gamberetti e "pimenta" se vuoi(una fortissima salsa al peperoncino).
Alle 19 siamo alla sirenetta sul lungomare e ci troviamo con Pina e Filò, Tatà e la fidanzata Taiane, Elena e Luisa due italiane ospiti alla casa do sol.
Seduti al tavolo di un bar beviamo birra mentre gustiamo il migliore acaraje di Bahia. Conosciamo meglio Luisa ed Elena. Tatà è un ragazzo cresciuto alla casa do sol (oggi aiuta Pina nella parte amministrativa) che si sta laureando in Geografia. Ci fa domande sul nostro viaggio e sugli aspetti più tecnici della navigazione. I suoi occhi brillano di felicità e ci accordiamo per fare insieme un giro in barca domenica.
Pina ci porta a conoscere tre suore molto simpatiche che abitano lì. Ci fanno molte domande e promettono di rivolgere una preghiera per noi e per il nostro viaggio.
La bella serata si conclude con tanti abbracci e un nuovo appuntamento per sabato 20 alla giornata di formazione degli operatori di Casa do Sol. Il tema è IL SOLE e noi dovremo parlare del sole in mezzo al mare.
W il carnevale di Salvador!


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9 February 2010

BRASILE: CASA DO SOL

Martedì 09/02/2010
Raggiungiamo con il bus il quartiere di Cajazera 5, a 30 km dal centro, dove si trova la Casa do Sol.
Ad accoglierci con un caloroso "Bem vindo" troviamo Pina Rabbiosi la responsabile del centro.
Il 26 ottobre 1997 viene inaugurato il centro parrocchiale Casa do Sol grazie alla volontà e al lavoro di Padre Luis Lintner (di Aldino).
Nasce prima di tutto come un asilo (creche) per bambini di famiglie in forte difficoltà economica. Seguono poi numerosi progetti rivolti ai giovani come i corsi di Capoeira, teatro, musica, danza e i corsi di preparazione per gli esami universitari; per gli adulti i corsi di alfabetizzazione e di educazione nutrizionale.
"In Casa do Sol ogni sforzo è per contribuire alla costruzione di persone nuove, che riescano ad integrare in se stesse tutto il buono e il bello che Dio ha collocato nel loro cuore" ci spiega Pina
La vita di Padre Luis continua ad essere un esempio che guida il centro: "Il prossimo è il luogo di Dio...nei riguardi del nostro prossimo noi dobbiamo occuparci innanzitutto di coloro che, in qualsiasi modo, sono diventati poveri"
"un mondo più giusto e vivibile per tutti"
"dobbiamo diventare parteiras (ostetriche) della speranza"
Oggi sono novanta i bambini che sono seguiti nella scuola materna e duecentocinquanta i ragazzi che passano qui parte della loro giornata, studiando e imparando attraverso il linguaggio artistico a pensare, osservare e convivere come fratelli.
I bambini e i ragazzi sono a casa per il carnevale e Pina ci mostra la struttura del centro: le aule, la biblioteca,la stanza del silenzio (dove è possibile accedre liberamente per ritrovare il silenzio fuori e dentro di sè) la cucina e la segreteria.
Incontiamo le persone che operano alla Casa do Sol: le cuoche, la bibliotecaria, la dispensiera, la segretarie e le educatrici della scuola materna.
Michele si trasforma in maestro e racconta alle educatrici della scuola materna il nostro viaggio indicando sul planisfero la strada percorsa e la nostra futura rotta. Lo ascoltano con attenzione (Pina traduce tutto in portoghese).
Incuriosite ci fanno molte domande sulla nostra avventura, dai motivi della scelta fatta ad aspetti più tecnici e pratici della vita in barca. Aprono gli occhi incredule alle nostre risposte. È un piacere vedere le loro espressioni.
Ci fanno i complimenti e gli auguri per il nostro viaggio e danno un 10 alla lezione del maestro Michele!
Pina ci invita a casa sua e ci sfama come naufraghi con un delizioso succo di acerola, panettone (evviva!) e un dolce alla carambola.
Conosciamo Filo e Bira (un ragazzo cresciuto in casa do sol oggi laureato in teatro).
Ci racconta di Louis, del suo pensiero e del suo lavoro in Brasile. Prima di andare ci presta il libro che è stato scritto su di lui "due mondi una vita" edito dalla EMI scritto da Lintner, Fink e Comina.
Pina e Bira ci riportano al porto e ne approfittano per visitare la nostra "casa". Ci promettono di venire a fare un giro con noi alla prima occasione.
Questa giornata ci lascia nel cuore un grande calore e la certezza di aver trovato degli ottimi amici!


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5 February 2010

BRASILE: ITAPARICA

Mercoledì 03/02/2010
Lasciamo il porto alle prime ore del mattino. Un vento leggero ci spinge lentamente verso l`isola di Itaparica distante 20 miglia da Salvador.
Alle 13 ancoriamo davanti alla città situata nella zona Nord Ovest dell`isola.
L`acqua è chiara e ci buttiamo subito in mare. È caldissima.
Dopo tanti giorno di porto e di città siamo contenti di essere finalmente in mezzo alla natura.
Birra e formaggio mentre ci gustiamo il tramonto.
Giovedì 04/02/2010
Sbarchiamo per scoprire quest'isola e lasciamo il tender vicino al marina.
Per prima cosa andiamo a visitare la fonte di acqua minerale dell`isola che gustiamo con vero piacere. Non capiamo come mai in Brasile si ha sempre sete anche subito dopo aver bevuto!!
Facciamo due passi per il centro della cittadina. Le case sono colorate e piene di decori. Tutto è molto ordinato e pulito. Le persone cordiali e tranquille. Arriviamo nella grande piazza del mercato piena di bancarelle di frutta, verdura e carne. Su una parete è stata riprodotta la baia de Todosa os Santos.
Un giretto sul lungomare ci permette di vedere le loro barche colorate che usano per muoversi e per pescare nella baia.
Il sole è forte e con i suoi 30 gradi costanti toglie il respiro. Persino il cane non potendone più si immerge nell'acqua alla ricerca di un pò di refrigerio.
Incontriamo una graziosa piazzetta piena di gelaterie, bar e ristoranti dove tutti i venerdì sera fanno festa con musica e balli. Ogni occasione è buona per festeggiare!
Leggiamo che dal 1540 vennero portati in Brasile dai 4 ai 5 milioni di schiavi. Dopo vere e proprie "battute di caccia al nero" nei paesi dell'Africa del sud e più tardi dell'ovest, gli schiavi venivano imbarcati per il Brasile stipati e incatenati nelle stive delle navi. Quelli che sopravvivevano al viaggio disumano attraverso l`oceano venivano scaricati proprio a Itaparica. Qui passavo il tempo necessario per riprendere le forze e seguire il catechismo. Dopo il battesimo, venivamo marchiati a fuoco e venduti a Salvador nel Mercato Modelo.
Venerdi 05/02/2010
Andiamo a terra per riempire le taniche e tutte le bottiglie che abbiamo alla fonte.
La sera siamo per un aperitivo nella barca di Fred e Stefany la coppia di francesi che abbiamo conosciuto a Dakar e con cui abbiamo festeggiato il natale a Capo Verde.
Tra una Caipirinha e l`altra ci raccontano la loro storia. Scenderanno per fare lo stretto di Magelleno e risalire verso le marchesi. Ci auguriamo di rincontrarci in qualche isola sperduta del Pacifico.
Sabato 06/02/2010. All`alba mentre il sole sorge tingendo tutto di rosa, lasciamo questa isola per far rotta nuovamente su Salvador.
Ci aspetta la nostra missione umanitaria in Brasile.


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