28 December 2011

FESTE a NUKU HIVA

19 Dicembre 2011
Siamo alle Marchesi nella baia di Taiohae a Nuku Hiva. Su Coelacanthe organizziamo una cena con i nostri amici per festeggiare il mio compleanno. Sono persone che abbiamo conosciuto durante la nostra navigazione in Polinesia Francese e con le quali si è creato un rapporto molto affettuoso.
Pizza, torta salata, focaccia, torta di mele, tiramisù e torta al cioccolato...mangiamo da scoppiare e l'allegria non manca tra un brindidi con la sangria e i vari cocktail di rhum e frutta.
Al momento delle "torte" un grazioso coretto mi canta Buon Compleanno in francese, inglese, spagnolo e italiano.
Grazie amici è stato un bellissimo compleanno.

20 Dicembre 2011
Arriva su Coelacanthe la nuova radio SSB, la vecchia ci ha abbandonato dopo due anni di onorato servizio. L'onda che l'ha raggiunta alle San Blas ha portato alla formazione di ruggine che ha lentamente corroso importanti parti interne.
Incredibili coincidenze fortunate e la disponibilità dei buoni amici di Blue Peter ci hanno permesso di far arrivare a bordo la radio velocemente e con il mininmo della spese.
Grande Laguna dall'Italia ha seguito le operazioni di installazione per garantire un corretto e migliore funzionamento.
Grazie a Babbo Natale anche quest'anno abbiamo avuto un pacchetto da scartare sotto l'albero...un prezioso pacchetto!
Grazie

24 Dicembre 2011
Addobbiamo Coelacanthe per le feste: palline colorate, decorazioni di legno, candele profumate, ghirlande e la natività presa in Ecuador.
Seguendo scrupolosamente la ricetta di Vanna preparo un piccolo panettone che subito ci fa sentire aria di Natale. Lo assaggeremo questa sera in compagnia di Eric e Pierre.
Nonostante i 29ºC e il costume da bagno riusciamo a sentire l'aria natalizia che si diffonde intorno e dentro di noi.
Siamo nella splendida cornice della baia di Taipivai e per festeggiare la Vigilia organizziamo un pic-nic sulla spiaggia con le barche dell'ancoraggio.
Con Pierre ed Eric accendiamo un fuoco sulla spiaggia dove mettiamo a cuocere degli uru nell'attesa che ci raggiungano la barca americana e quella inglese.
È una bella giornata di sole, la spiaggia è tutta per noi e dopo aver fatto legna ricaviamo con dei grossi tronchi un simpatico angolino per fare festa tutti assieme.
Lasagne, pasta fredda, pesce al curry e la voglia di fare festa tutti assieme in questa Vigilia internazionale.
Alle 17:30 salutiamo tutti e con Eric partiamo a piedi verso il villaggio per partecipare alla Messa di Natale che si celebra alle 18.
La bella chiesa in pietra è piena di persone ben vestite: abiti bianchi, grossi cappelli, perle e profumi di olii naturali. La Messa è accompagnata dai loro magnifici canti e dal ritmo dei tamburi. Ritorniamo alla spiaggia per il sentiero buio mentre sentiamo il rumorio del villaggio farsi sempre più lontano.

25 Dicembre 2011
Per festeggiare il giorno di Natale abbiamo organizzato un Barbeque sulla spiaggia nell'ansa di Hooumi accanto alla baia di Taipivai.
A metà mattina, con Eric, partiamo a piedi per la strada sterrata che ci permette di raggiungere l'ansa Hooumi. Pierre andrà con il dinghy carico dei piatti cucinati per questo giorno di festa.
Attraversiamo questa bella valle piena di piante da frutto, orti, case colorate dai magnifici fiori con i cavalli legati nel giardino. Raccogliamo qualche uru per il barbecue e dei Tiare profumati da regalare alle donne perché li mettano dietro l'orecchio.
È una splendida giornata di sole e dopo 45 minuti di marcia arriviamo sulla spiaggia dove fervono i preparativi. Ci mettiamo subito al lavoro: facciamo la legna per il fuoco, prepariamo un tavolo per il buffet e con dei lunghi tronchi delle panche per sederci. Siamo una quindicina di barche e il tavolo si riempie velocemente di leccornie e prelibatezze.
Sulla brace mettiamo a cuocere uru, pollo, spiedini e carne rossa. Il profumo richiama ben presto tutti i cani dei paraggi.
Tante persone del villaggio vengono in spiaggia a festeggiare. Un ricco pic-nic, poi gli uomini giocano a bocce, le donne si riuniscono all'ombra a giocare alla tombola mentre i bambini giocano in mare, con i cani e i cavalli.
Assaporiamo la gioia di questa calda giornata di Natale tra risate e brindisi collettivi.
Nel pomeriggio riprendiamo la strada per tornare su Coelacanthe e la passeggiata aiuta la nostra digestione rallentata dalla pantagruelica abbuffata.
Abbiamo passato una splendida giornata in compagnia dei nostri inseparabili compagni di viaggio Eric, Pierre, Thierry e Coco. La loro allegria e il loro affetto ci fanno stare bene e sentire come in famiglia. Il nostro pensiero vola inevitabilmente agli affetti e amici in Italia e leviamo in alto i calici per brindare alla loro salute.

Buon Natale!



19 December 2011

Festival delle Arti Marchisiane

Siamo in Polinesia Francese alle isole Marchesi, nella fantastica cornice della baia di Taiohae a Nuku Hiva dove ha inizio l' VIIIº Festival delle Arti Marchisiane.
Ogni 4 anni le diverse isole di questo arcipelago si ritrovano per quattro giorni di musica e danze per testimoniare e promuovere la cultura e le antiche tradizioni dei popoli originari di queste terre.
Festa organizzata dai marchisiani per i marchisiani, ed aperta a tutti, è un evento autentico e di eccezionale bellezza al quale partecipiamo con curiosità ed entusiasmo.
Partecipano al Festival gruppi appartenenti a delegazioni esterne che hanno raggiunto Nuku Hiva dai diversi angoli dell'Oceano Pacifico:
Rapa Iti dalle isole Australi;
Tama Enana da Tahiti;
Nuova Caledonia;
Rapa Nui;
Castres dalla Francia;
Canada.
Partecipano al Festival le delegazioni di tutte le isole dell'arcipelago Marchisiano:
Nuku Hiva
Ua Pou
Hiva Oa
Fatu Iva
Tahuata
Ua Huka


Nella città di Taiohae sul lungomare è stato costruito il "villaggio degli artigiani" che rimane aperto tutto la giornata dalle 7 alle 18.
Ogni delegazione espone il suo artigianato con i suoi prodotti tipici. È possibile inoltre assistere a delle dimostrazioni di "savoir-faire" delle medicine tradizionali, tatuaggi, sculture, intrecci e preparazione dei Kumu hei (composizioni vegetali di fiori e fragranze profumate).
Una grossa piroga di legno viene preparata da un gruppo di carpentieri che partono da un grosso tronco di legno e passo dopo passo danno una dimostrazione delle loro abili mani nei quattro giorni del Festival.
I gruppi iniziano a preparare la coreografia un anno prima del Festival mentre i costumi che richiedono più lavoro vengono iniziati 6 mesi prima. Uomini, donne e bambini fanno parte del gruppo e preparano con cura il loro abbigliamento e trucco. I tatuaggi, che sono parte integrante di questa cultura, trovano in questo momento la loro massima espressione combinandosi perfettamente con gli abiti tradizionali. Foglie, semi, tapa, ossa scolpite, remi e rompi teste con tiki decorati, teschi di animali, collane di perle, piume e penne di uccelli, cocchi e radici, tutto questo viene usato per impreziosire i costumi. È forte la volontà e la voglia di far rivivere le tradizioni del passato con i suoi costumi e le sue usanze tramandate dai anziani del villaggio.


Giovedì 15 Dicembre 2011
A Taiohae nel campo sportivo assistiamo alla presentazione di ogni delegazione davanti alla tribuna ufficiale. Dopo il discorso delle autorità presenti viene ufficialmente aperto il MATAVAA 2011.
Finalmente il festival ha inizio e il campo sportivo riesce a contenere a malapena i gruppi numerosi di ogni delegazione.
Nei momenti di pausa è possibile girare tra di loro per scattare qualche foto e ritrovare gli amici conosciuti nelle isole visitate nei giorni precedenti.
Nel pomeriggio facciamo vela fino alla baia di Taipivai dove si terra la seconda e più spettacolare giornata del Festival. Eric e Jerome imbarcati su Coelacanthe ci faranno compagnia in questo breve trasferimento.

Venerdì 16 Dicembre 2011
Siamo nella baia di Taipivai e la giornata inizia alle 7 quando un comitato di accoglienza ci da il benvenuto sulla banchina con la musica delle percussioni e i dolci canti delle ragazze in costumi tradizionali. Sorridono con le loro corone di fiori intorno al collo mentre accolgono i nuovi arrivati con un antica canzone.
Partiamo a piedi fino al sito archeologico ristrutturato e ricostruito appositamente per il festival dove assistiamo ad una presentazione dei bambini della scuola di Nuku Hiva.
In uno stand è possibile gustare dolci a base di cocco, banane, manioca e altri prodotti tipici delle Marchesi. Non ci facciamo pregare!
Alle 12 ha inizio uno dei momenti più attesi della giornata: l'apertura dei forni marchisiani.
Alle prime ore del mattino la carne e la verdura sono stati preparati e messi in differenti contenitori fatti di foglie di banana intrecciata. Queste borse vegetali sono state messe poi nel forno che consiste in un buco nel terreno ricoperto di foglie di banana, pietre ardenti e terra. La cottura è lenta e richiede tutta la mattinata prima di poter gustare le sue prelibatezze.
Armati di forchette e piatti naturali fatti con mezzo cocco o canna di bambù ci mettiamo in fila nella lunga coda. Il banchetto è pantagruelico, carne di maiale, capra e pollo, riso, insalata di pesce, verdure preparate in differenti modi. Riempito il nostro piatto all'impossibile ci mettiamo all'ombra di un albero con gli amici a gustare il pranzo.
Alle 14 le presentazioni culturali hanno inizio e trovato un angolo tranquillo ci sediamo per assistere allo spettacolo. Una dopo l'altra le delegazioni esterne sfilano con danze e canti.
Alle 18 è il momento delle delegazioni marchisiane e assistiamo ad uno spettacolo di straordinaria bellezza. I gruppi sono numerosissimi, i costumi fatti con materiale naturale sono colorati e ricchi di dettagli, la musica dei tamburi fa vibrare persino i nostri corpi mentre i canti ci avvolgono completamente. Le danze sono rappresentazioni di sfide tra differenti comunità delle isole attraverso le quali dimostravano la loro forza e potenza. Gli uomini si muovono con vigore e violenza per impressionare il nemico. Le donne danzano sinuose e con movimenti lenti e aggraziati esprimono tutta la loro femminilità. Siamo tutti catturati da questo evento.
Rimaniamo fino alle 23 ad ammirare questo spettacolo incredibile che si presenta ai nostri occhi incapaci di andarcene fino a quando l'ultima danza dell'ultimo gruppo non si conclude.

Sabato 17 Dicembre 2011
Torniamo con Coelacanthe a Taiohae nelle prime ore del mattino.
Alle 9 siamo nell'antico sito archeologico di Koueva dove ha inizio una nuova presentazione delle delegazioni di Hiva Oa e Nuku Hiva. seguono nel pomeriggio Ua Pou e Tama Enana.
Nei momenti di pausa siamo andati a curiosare nei diversi stand per assistere alle dimostrazioni di fabbricazione di tiki e rompi teste; preparazione di banane secche, corone di fiori, collane di semi e monoi.
Nello stesso momento nella zona Nord dell'isola ad Hatieu in un altro importante sito si esibiscono i gruppi di Fatu Iva, Tahuata, Ua Huka, Rapa Nui e Rapa iti.
La sera sempre a Taiohae ma nel sito sul lungomare assistiamo alla presentazione della Nuova Caledonia, Rapa Iti, Rapa Nui, Castres e Canada.

Domenica 18 Dicembre 2011
Alle 8 nella grande cattedrale in pietra di Taiohae viene celebrata la Messa animata da canti e musica.
Ci mettiamo in marcia verso il sito di Koueva dove si terrà l'ultima giornata del Festival con la presentazione di tutte le delegazioni che hanno preso parte a questo evento. Durante la mattinata si esibiscono quelle esterne e nel pomeriggio quelle marchisiane.
L'energia di questo momento è palpabile, si respira nell'aria e ci avvolge completamente. I gruppi sono al massimo dell'entusiasmo e si abbandonano con trasporto all'ultima esibizione di questo festival straordinario.
Tutto doveva concludersi nel tardo pomeriggio ma resteremo fino a notte inoltrata per assistere all'esibizione del gruppo di Nuku Hiva che, in quanto padrone di casa, si esibisce a conclusione di questa VIIIº edizione.

Lunedì 19 Dicembre 2011
Il Festival delle Arti Marchisiane 2011 tanto atteso e chiacchierato si è concluso. Mentre le delegazioni ripartono per raggiungere le isole di origine a Taiohae cominciano i lavori per smontare il villaggio degli artigiani e tutto quello che è stato creato per questo MATAVAA 2011.
Siamo felici della grande opportunità che abbiamo avuto nel poter assistere a questo evento unico ed eccezionale.
A chi non era presente non resta che attendere il prossimo Festival che si terrà nell'isola di Hiva Oa nel 2015. Da non perdere!



Abbiamo preparato per voi il video con le foto e il sound originale del Festival.



6 December 2011

MARCHESI - UA POU

Sabato 03/12/2011
Navighiamo tutta la notte con una luna luminosa e alle prime ore del mattino percorriamo la costa dell'isola di Ua Pou ammirando il suo profilo alle dorate luci dell'alba. Vista da lontano Ua Pou assomiglia ad un castello fiabesco con i suoi 12 picchi in basalto che si innalzano a più di 1000m di altezza.Una perenne aureola di nuvole circonda le sue cime contribuendo a rinforzare questa impressione di mistero.
Raggiungiamo l'ancoraggio nella baia di Hakahetau dove troviamo un paio di catamarani. Sbarchiamo sul grande molo, di recente costruzione, con il dinghy di Eric che mettiamo fuori dall'acqua. Sul pontile c'è un rubinetto di acqua non potabile mentre vicino al campo di pallavolo e lungo la strada principale si possono trovare rubinetti a pressione di acqua potabile a disposizione di tutti.
Il centro dell'isola è dominato dai suoi picchi come dita di giganti nati da un capriccio geologico. Ua Pou è stata formata da un eruzione vulcanica di basalto piuttosto fluido, per un motivo inspiegabile una seconda eruzione di lava più dura e fredda ha dato origine a questi pilastri dalla forma verticale. Il più alto è Le Nombril di 1050m.
Troviamo un pannello che indica i sentieri per i picchi e decidiamo di raggiungere il Poumaka la cui cima è stata scalata per la prima volta nel 1996. Superato il villaggio prendiamo il sentiero che affianca il fiume e vediamo, avvolto dalla vegetazione, il sito di Tetahuna con le sue piattaforme di sassi utilizzati nei rituali e nelle cerimonie antiche. Il sentiero poi si inoltra nel bosco e spesso perdiamo la strada che non è indicata in nessun modo. Monoi a volontà perché nono e zanzare infestano la zona. Lungo il cammino incontriamo un gruppo di cavalli bellissimi che si aggirano liberi nel folto della vegetazione. Li osserviamo allontanarsi ed è un momento magico.
Camminiamo perennemente in salita lungo un sentiero che nella parte finale diventa verticale. Troviamo delle corde per aiutare l'ascesa e procediamo tra mille risate cercando di non scivolare sul fango e sulle foglie umide.
Dopo 3 ore di marcia siamo in vetta accanto al maestoso picco Puakama (973m) avvolto dalle nuvole. In cima il cielo è grigio, l'aria è carica di umidità e siamo circondati da un fitto manto di nuvole. Mangiamo un panino gustandoci la vista panoramica magnifica che ci siamo guadagnati passo dopo passo. Non riusciamo a trovare il sentiero che scende al villaggio facendo un anello intorno al picco roccioso quindi ritorniamo indietro. La discesa si rivela più ardua della salita con inevitabili scivoloni, cadute e fango su tutti i vestiti. Man mano che scendiamo il cielo si apre per lasciare il posto ad un cielo azzurro e raggiungiamo il villaggio dove il sole brilla da tutta la giornata. Ci ripuliamo sul pontile e torniamo in barca per il meritato riposo.


Domenica 04/12/2011
Passeggiamo per il grazioso villaggio di Hakahetau con le sue case colorate e la chiesa dal tetto rosso e siamo presto avvolti dalla sua atmosfera di pace e tranquillità. Questa fu la residenza di Le Cleac'h che si occupò della traduzione della Bibbia in marchisiano. Le persone dell'isola vivono della pesca, della copra e dell'artigianato.
Andiamo con Jerome a Messa nella piccola chiesa del villaggio costruita in pietra dove per la prima volta ascoltiamo le percussioni accompagnare i loro bei canti. Molto suggestivo.
Appena usciti incontriamo una gentile signora che si ferma a fare due chiacchiere con noi e ci porta a casa sua. Ci mostra orgogliosa i bellissimi cappelli e tappeti che fa con le foglie di Pandanus. Dalla forma arrotondata per donna e più squadrata per uomo questi cappelli sono ricchi di decorazioni estrose, piume, semi colorati, foglie intrecciate e altro ancora. Ci racconta la fatica del suo lavoro e le tante ore necessarie alla preparazione di un solo esemplare.
Torniamo in barca per un pranzo veloce e sbarchiamo un ora più tardi per una passeggiata fino al villaggio di Haakuti 7Km più a Sud.
È una bellissima giornata di sole, i picchi sono poco coperti e ne approfittiamo per fare qualche foto. La strada è larga e pianeggiante per lunghi tratti quindi camminiamo tutti insieme tra risate e chiacchiere.
Arriviamo al minuscolo villaggio di Haakuti con la sua ripida via principale costeggiata da case colorate che arriva nel suo culmine ad una graziosa chiesetta costruita su un Pae Pae (piattaforma di blocchi di petra a due piani su cui erano costruite le antiche abitazioni marchisiane). La vista è spettacolare.
Michele ha un problema tecnico con le sue scarpe da ginnastica, la colla cede e la suola si separa quasi completamente dal resto. Assieme a Jerome parte per chiedere uno spago o qualcosa che possa essere utile e il nostro amico marchisiano propone un bel giro di scotch. Soluzione pratica e funzionale, ora possiamo ripartire.
Proseguiamo fino alla croce che sovrasta Haakuti dalla quale possiamo ammirare un panorama spettacolare. Scattiamo una foto di gruppo per immortalare questa bella giornata passata insieme.
Raccogliamo dei pompelmi lungo la strada e li mangiamo accanto al piccolo molo del villaggio. Dei ragazzi ci spiegano che solo qualche giorno fa c'è stato un crollo del terreno che ha parzialmente coperto la banchina rendendola inagibile. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Ci rimettiamo in marcia per rientrare a Hakateau e un 4x4 ci offre un passaggio. Gita facile per oggi e piena di bei momenti da ricordare.

Lunedì 05/11/2011
Per oggi era prevista la passeggiata che attraversa l'isola fino al villaggio principale di Hakahau. Purtroppo si intensifica un onda da Sud che rende l'ancoraggio scomodo e poco sicuro. Anche se a malincuore siamo costretti a partire per l'isola di Nuku Hiva.
Una bella veleggiata con vento al traverso ci permette di raggiungere Nuku Hiva dopo 4 ore di navigazione. Il cielo è attraversato da qualche passaggio nuvoloso, il mare non è troppo formato e viaggiando fianco a fianco riusciamo a farci qualche bella foto.
Ancoriamo nella baia di Hakatea con la sua graziosa spiaggia di sabbia.
Sbarchiamo con il dinghy nella vicina baia di Hakaui famosa per la sua magnifica valle costeggiata da muraglie di montagne che raggiungono gli 800m. Una lunga strada verde divide le poche case colorate dalle grandi coltivazioni di frutta. Banane, manghi, pompelmi, limoni, maracuja e zucche.
Veniamo subito accolti da una giovane coppia che vive e lavora qui e ci invita a ripassare domani. Proseguendo conosciamo una anziana coppia che lavora da anni la terra, hanno più di venti gatti che tengono per cacciare i topi. La leptospirosi è un serio problema in queste isole. Avanziamo e incontriamo Augustin, che nonostante la sua minacciosa collana di denti di cinghiale si dimostra gentile e disponibile.
Ci autorizzano a raccogliere dei pompelmi e degli uru che laviamo subito nel lavatoio sulla spiaggia dove si trova l'acqua potabile. Il lavatoio, costruito dagli abitanti della valle, ha tavoli e panche al suo fianco e viene usato anche per BBQ e pranzi comunitari.
Proprio questa baia è stata teatro di un episodio di cronaca nera che ha avuto echi internazionali. Un giovane tedesco, in viaggio con la fidanzata per un giro del mondo in barca a vela, è partito per una battuta di caccia con un abitante della valle. Il giorno seguente il suo corpo è stato trovato a pezzi e parzialmente bruciato. I giornali hanno subito parlato di cannibalismo più che altro per far scalpore e dare risalto alla notizia. Il giovane marchisiano dopo essersi nascosto nelle immense montagne dell'isola si è costituito alla polizia proprio in questi giorni. Ammette l'omicidio e il tentativo di disfarsi del corpo ma dichiara che è stato per legittima difesa. I fatti sono comunque poco chiari e la ricostruzione quasi impossibile. Nessuno potrà veramente sapere quello che è accaduto quella mattina di settembre nella foresta marchisiana.
La sera siamo a bordo di Compay per gustare la deliziosa focaccia di Eric frutto della fortunata combinazione della nostra ricetta con la sua pasta madre. Un vero successo!

Martedì 06/11/2011
Siamo a terra di buon ora per raggiungere la famosa cascata di Vaipo, una delle più alte al mondo, l'acqua dopo un salto di 350m cade a picco in una stretta gola naturale.
La valle di Hakaui è stata feudo del re Te Moana e della regina Vaekeu e numerosi resti archeologici testimoniano un occupazione umana antica. La vecchia strada reale in pietra risale la valle lungo il fiume. Nelle falesie si trovano nascoste le grotte funerarie dove le spoglie dei capi venivano sistemate in piroghe mortuarie.
La valle è conosciuta oltre che per la sua bellezza anche per la presenza di nono e zanzare quindi Eric decide di sperimentare un fornello portatile comprato in Giappone dove posiziona una spirale anti-zanzara. Noi gli suggeriamo di provare anche a cuocere qualche salsiccia per il pranzo!
Jerome telefona in Svizzera da questa cabina a pannelli solari immersa nella vegetazione il cui funzionamento è garantito solo nelle ore centrali della giornata. Noi ci fermiamo a parlare con la giovane coppia che esporta la sua frutta in tutta la Polinesia. Lui ha un tatuaggio che copre una metà del viso e numerosi sul resto del corpo. Sono allegri e simpatici e ci raccontano la loro vita in questa valle. Michele "vince un cocco" riuscendo a sbucciarlo con la tecnica polinesiana.
La passeggiata è piacevole completamente al riparo dal sole lungo un sentiero ben indicato da pile di sassi. Attraversiamo i resti della strada reale ancora pavimentata. La cascata in questo momento non ha molta acqua che dopo il suo grande salto si raccoglie in un laghetto immerso nel verde. Ci fermiamo in questo luogo suggestivo circondato da rocce che salgono verticali tutto intorno a noi. Mangiamo un pompelmo e dopo qualche foto riprendiamo la strada del ritorno.
Lungo la strada immersa nel verde troviamo la cappella costruita dagli abitanti della valle piena di fiori profumati.
Sulla spiaggia conosciamo il giovane equipaggio di un minuscolo catamarano in viaggio verso la Tahilandia. Li aiutiamo a fare acqua mentre ci raccontano la loro rocambolesca traversata del Pacifico.
Tagliatelle al ragù su Coelacanthe e passiamo un altra piacevole serata in compagnia dei nostri amici Eric e Jerome. Domani ci spostiamo a Taiohae.


2 December 2011

MARCHESI - TAHUATA

Mercoledì 23/11/2011
Alle 10 salpiamo l'ancora per raggiungere i nostri amici a Tahuata. È una bella giornata di sole e prepariamo la traina per pescare. La navigazione è lenta e con continue variazioni di vento fino a quando siamo a Nord di Hiva Oa. Una volta nel canale di Bordelais ci troviamo a veleggiare di bolina con 25Kt di vento.
Tahuata è un isola di origine vulcanica grandiosa dove si alternano vallate, ripide montagne e falesie vertiginose. Famosa per la bellezza del suo artigianato è piena di resti archeologici che testimoniano il suo ricco passato. L'assenza di collegamenti marittimi stabili la rende un luogo isolato che mantiene intatta la sua autenticità.
Tahuata fu teatro di episodi che hanno segnato il destino delle Marchesi. È nel 1842 che l'ammiraglio francese Dupetit-Thouars fa firmare al capo Iotete un trattato di annessione alla Francia. La ribellione che seguirà viene fermata rapidamente dai francesi.
Ancoriamo nel pomeriggio nella bella baia di Hapatoni situata a SW di Tahuata. Ritroviamo Thierry Coco e conosciamo Pierre appena arrivato dalle Tuamotu. Una splendida cena a base di tonno in una serata allegra e divertente.
La baia di Hapatoni è un grazioso angolo tra le alte montagne verdi dell'isola dove ogni giorno si possono ammirare numerosi gruppi di delfini.

Giovedì 24/11/2011
Il cielo è coperto di nuvole, scendiamo a terra per fare due passi nel piccolo villaggio. La strada Reale che percorre tutto il lungomare è la sua principale attrazione. Al centro del villaggio un antico Meae è stato restaurato e oggi è utilizzato per feste e danze.
Visitiamo la bella chiesetta in sasso con all'interno graziose decorazioni floreali e in legno.
La piccola scuola ha un area giochi fatta in legno scolpito e il tavolo con il gioco dell'oca intagliato sul piano.
Nel pomeriggio la pioggia comincia a cadere e restiamo in barca tranquilli. La sera siamo tutti da Pierre per un altra cena in compagnia.

Sabato 26/11/2011
Con Eric e Jerome partiamo per una passeggiata lungo la strada che scende a Sud. Sole e pioggia si alternano continuamente lungo il cammino tutto in salita. Arrivati in cima ci fermiamo ad ammirare il paesaggio spettacolare, facciamo una merenda e ripartiamo verso il piccolo villaggio che vediamo in fondo alla valle.
Il sentiero prima scende bruscamente e poi risale con un sentiero completamente ricoperto di fango molliccio. Inutili i nostri goffi tentativi di evitare scivoloni. Eric e Michele camminano veloci senza fare pause, Jerome mi aspetta così possiamo parlare un pò. Mi racconta della sua vita in Svizzera, gli sport, la fidanzata e i progetti futuri. È un ragazzo intelligente, gentile e sensibile ed è un piacere stare in sua compagnia. Le ore passano velocemente e dopo qualche foto della bella vista panoramica siamo costretti a ritornare sui nostri passi per rientrare in barca prima che il buio ci raggiunga. Andiamo a letto stanchi ma contenti della gita fatta.

Domenica 27/11/2011
Alle 6 Eric, Jerome e Pierre ci passano a prendere per sbarcare mentre un gruppo di delfini salta intorno al dinghy. Vogliamo raggiungere a piedi il villaggio di Vaitahu.
È una giornata grigia e il sole si alterna a momenti di pioviggine in un continuo togliere e mettere il K-way. Lungo la strada incontriamo dei tori intenti a mangiare l'erba sul ciglio, solo uno attirato dalla giacca rossa di Eric inizia a scalciare sul terreno con lo sguardo minaccioso. Lo superiamo rapidamente con molta prudenza. Michele, Eric e Jerome con il loro passo veloce si distanziano rapidamente. Io e Pierre camminiamo tranquilli, facciamo soste panoramiche e fotografiche e soprattutto chiacchieriamo allegramente. Scopro con piacere la sua storia, partito dalla Francia ancora ragazzo con una barca in ferro, ha lavorato ai Caraibi per poi stabilirsi in Polinesia Francese dove ha costruito la sua casa mentre cresceva suo figlio. È allegro e simpatico, ascolto volentieri la sua storia di viaggiatore e di come sia riuscito a costruirsi una vita dopo la morte della sua compagna. Quando sentiamo un 4x4 avvicinarsi alle nostre spalle senza esitazione facciamo autostop e in un baleno raggiungiamo gli altri.
Al villaggio è arrivato l'Aranui che ha sbarcato un gruppo numeroso di turisti. Mangiamo dei panini, giriamo le strade del centro, visitiamo la chiesa e riprendiamo la strada per Hapatoni.
La salita sotto il sole è micidiale e con un grande sforzo di volontà arriviamo in cima al colle. Passa un altro 4x4 e ci facciamo portare fino al villaggio. Anche qui stanno preparandosi per l'arrivo dell'Aranui che si fermerà per il pranzo. Ci offrono limonata fresca, manghi, banane, cocco e uru fritto. Ammiriamo il loro artigianato su legno e su osso che troviamo di qualità e buon prezzo. Abbiamo passato davvero una bella giornata.


Lunedì 28/11/2011
La flotta si sposta a diverse riprese nella baia di Hanamoenoa a NW di Tahuata. Pierre pesca un grosso Wahoo e lo divide con tutte le barche dell'ancoraggio.
La baia è bellissima con il fondo di sabbia e l'acqua chiara e pulita.
Siamo tutti sulla barca di Pierre per una delle cene regali che stanno diventando ormai la norma con i nostri compagni di viaggio.
Cuciniamo il pesce fresco e non ci facciamo mancare nulla persino il cioccolato!

Martedì 29/11/2011
Con Jerome ed Eric andiamo a fare snorkeling lungo la costa Nord della baia. Subito vediamo accanto a noi tre aquile di mare e una grossa Manta che nuota tranquilla. Jerome con la sua macchina subacquea riesce ad immortalarla in una bellissima foto. L'acqua è pulitissima ma la visibilità è limitata a qualche metro. Nuotiamo fino alla spiaggia dove conosciamo due ragazzi che lavorano la copra. Ci regalano dei bei cocchi verdi che usiamo per un aperitivo su Compay.

Venerdì 02/12/2011
Andiamo con Jerome a fare snorkeling nella baia accanto e arrivati sulla spiaggia conosciamo il suo unico abitante, Patrice. Ha cacciato una capra e ci invita a tornare nel pomeriggio per fare due chiacchiere con lui. Torniamo in barca facciamo una spaghettata alla carbonara con Eric e Jerome.
Nel pomeriggio partiamo con Jerome sulla Ferrari per andare da Patrice. L'onda ci sembra piuttosto bassa e tentiamo uno sbarco sulla spiaggia ma abbiamo fatto i conti senza l'oste...un'inaspettata onda all'ultimo momento ci raggiunge facendoci quasi ribaltare. Nessuno si fa male, la Ferrari non si capovolge e il motore è illeso. I due amici di Patrice sulla spiaggia hanno visto lo spettacolo e sono piegati dalle risate. Anche noi ci ridiamo sopra ora che tutto è finito bene. Ci fermiamo a parlare con Patrice che vive solo nella sua casa vivendo principalmente della pesca. Quando lo salutiamo ci regala la frutta del suo giardino.
Alle 17 leviamo l'ancora e facciamo rotta sull'isola di Ua Pou.


22 November 2011

MARCHESI - HIVA OA

Sabato 19/11/2011
Alle prime ore del mattino ancoriamo nella baia di Puamau nella parte NE dell'isola di Hiva Oa. Per la maggior parte del tempo questa baia è inagibile a causa della grossa onda che entra facendo ballare paurosamente le barche. Oggi l'eccezionale condizione meteo ci permette di ancorare senza problemi.
Sbarchiamo con Eric e Jerome e le donne che troviamo sul molo, intente a pulire del pesce, ci indicano la strada per raggiungere il Me'ae.
Il Me'ae di Iipona è uno dei più bei siti archeologici dell'arcipelago. Rappresenta un santuario religioso dove avvenivano rituali e sacrifici che si organizza su due grandi terrazze. Principale attrazione sono i 5 Tiki monumentali.
Il tiki Manuiotaa, in tufo grigio, presenta delle proporzioni equilibrate. Le mani sono ben riconoscibili e la testa è stata riposizionata sul tronco dagli archeologi. Sulla piattaforma si nota il tiki Takaii che rappresenta un capo guerriero del luogo famoso per la sua forza. Questo tiki di tufo vulcanico rosso alto 2,67m è il più grande di tutta la Polinesia Francese. Alla sua sinistra troviamo il tiki Te Tovae e Noho sistemato su una piattaforma più bassa, lavorato con meno cura è oggi privo di testa. Un particolare curioso sono le 6 dita di ogni mano. Dietro e più lontano si trova il tiki Fau Poe di 1,80m, si presenta seduto con le gambe dritte e aperte nella tipica posizione delle donne mentre lavorano, si pensa rappresenti la sposa di Takaii.
Al centro sitrova l'unico esempio di tiki disteso o Maki Taua Pepe, scultura insolita che rappresenta una donna sdraiata sul ventre con un viso dalle dimensioni spropositate.
Poco lontano dal sito si trova la tomba della famiglia degli ultimi capi della valle deceduti all'inizio del XX secolo. Furono sepolti secondo riti cristiani ma elementi pagani sono posti a decorazione delle loro tombe, infatti si notano i due piccoli tiki posti sulle fiancate.
Per raggiungere il sito abbiamo fatto una bella passeggiata e sulla strada del ritorno incontriamo un ragazzo a cavallo che ci regala delle papaie mature e verdi (ottime in insalata). Eric propone delle linee di pesca in cambio di un pezzo di carne e così ritorniamo in barca con una zampa di maiale.
È una bellissima giornata di sole ma il mare è aumentato ed entra fastidiosamente nella baia quindi decidiamo di partire. Facciamo rotta verso la baia di Hanaiapa, dopo due ore di veloce navigazione siamo al riparo in questa bella baia dalla spiaggia di sabbia nera. Al suo ingresso si trova una roccia tondeggiante che fuoriesce dall'acqua chiamata "la testa del Nero".


Domenica 20/11/2011
Sbarchiamo senza troppi problemi sul piccolo molo nella zona sinistra della baia (dove si trova un rubinetto di acqua potabile) e lasciamo il dinghy con l'ancora a poppa. Facciamo una passeggiata nel villaggio tra le case immerse nel verde dei loro giardini rigogliosi. Troviamo la piccola chiesa bianca con semplici decori interni in legno, le venti persone presenti cantano con calore ed entusiasmo e partecipiamo con piacere a questo momento. Scopriamo a nostre spese che la chiesa è infestata da zanzare e tutti si agitano inutilmente nel tentativo di difendersi da questo feroce attacco.
Le persone qui sono piuttosto isolate ed amano fermarsi a parlare con chi è di passaggio.
Conosciamo Sal che ci invita a bere un caffè nella sua casa accanto alla chiesa. Ci racconta la sua storia mostrandoci le fotografie della figlia che ora vive in Francia sposata ad un militare.
Facciamo due passi per la via principale e incontriamo William e il suo "yacth club". Ci invita a bere una limonata fresca e ci mostra il suo libro d'oro con le dediche di tutte le barche a vela che sono passate per questa baia. Troviamo tra queste pagine qualche barca nota e lasciamo un nostro messaggio. Quando lo salutiamo ci regala un sacco pieno di frutta e ci accompagna fino al molo.
Conosciamo anche una coppia belga, da 30 anni a Hiva Oa, vende una rivisitazione della tapa con magnifiche rappresentazioni di donne e guerrieri marchisiani.

Martedì 22/11/2011
È una bellissima giornata di sole, Jerome va in bicicletta fino ad Atuona. Noi ed Eric partiamo per una passeggiata lungo il sentiero che ci porterà nella baia di Hanatekuua.
Il sentiero è pieno di fango ma riusciamo a procedere senza scivoloni e troppa fatica. Eric e Michele camminano rapidi e io riesco a stare al loro passo tirando il fiato nelle soste panoramiche che facciamo lungo il cammino. Ci siamo solo noi e le numerose capre che scorazzano libere su questi pendii a picco sul mare.
Raggiungiamo la baia di Hanatekuua deserta con la sua spiaggia di sabbia bianca circondata da alti cocchi. Il tavolo vista mare che troviamo è perfetto per fare una pausa ed ammirare lo splendido paesaggio. Purtroppo i nono non tardano ad arrivare e siamo presto costretti a prendere la strada del ritorno.
Il Nono è una minuscola mosca di sabbia, spesso invisibile all'occhio, che morde per prelevare un po di sangue. Il nono bianco vive sulle spiagge e quello nero nelle valli. Non si è trovato ancora un modo per disinfestare le zone interessate, l'unico rimedio è l'utilizzo del Monoi, un olio, sul quale i nono scivolano.
Siamo a bordo di Coelacanthe per una spaghettata e Eric ci regala "la pasta madre" che lui utilizza per fare il pane avuta da una barca tedesca. Ci mostra come conservarla e come utilizzarla e nel pomeriggio inforniamo 4 belle pagnotte di pane.
Nel pomeriggio scendiamo a terra con Jerome per cercare un pò di frutta. Conosciamo Philippe e Lucie, un ex militare francese e una marchisiana, nella loro bella casa vista mare. Ci accolgono preparando un enorme vassoio pieno di pompelmi, arance e avocadi deliziosi che vendono a Atuona. Ci mostrano la loro produzione di vaniglia spiegandoci come viene effettuata la fecondazione manuale del fiore da cui ha poi origine la bacca che noi conosciamo. Una volta matura, quest'ultima, viene essiccata e venduta singolarmente, sotto forma di concentrato o olio. Sono tra i pochi produttori presenti alle Marchesi. Ripartiamo con lo zaino pieno di frutta e lungo la strada conosciamo Raphael che dopo due chiacchiere ci regala banane e uru. Rientriamo in barca che è ormai buio.


www.vagabondsail.com

18 November 2011

MARCHESI - FATU HIVA

Mercoledì 09/11/2011
Alle prime ore del mattino siamo a 10 Mn da Fatu Hiva e ammiriamo con emozione il profilo delle sue alte montagne uscire dall'acqua nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico.
Ancoriamo nella famosa baia delle Vergini di una bellezza indescrivibile. Le montagne verdi, i picchi rocciosi avvolti dalle nuvole e la natura selvaggia rendono questa baia un luogo mistico e pieno di magia. Siamo solo due barche.
Fatu Hiva è la prima isola dell'arcipelago ad essere scoperta dal navigatore spagnolo Mendaña il 25 luglio del 1595. Priva di una pista di atterraggio e mal servita dalle barche, Fatu Hiva soffre di un certo isolamento che salvaguarda la sua atmosfera di paradiso selvaggio. Grazie alle abbondanti precipitazioni numerose piante da frutto crescono sul suo terreno rigoglioso. Gli abitanti sono raccolti nei due soli villaggi di Omoa e Hanavave mentre il resto dell'isola è totalmente selvaggio.
Viene a darci il benvenuto con la sua lancia, Cristian, uno scultore che ci invita subito a casa sua. Ci regala pompelmi e banane e ci mostra orgoglioso il suo lavoro. Visitiamo la sua casa e il laboratorio dove scolpisce legno, pietra e osso. Michele e Thierry provano a scolpire la pietra sotto la sua guida esperta. Io e Coco raccogliamo tiare e ylang-ylang con la figlia Tiffany, felicissima delle penne colorate e dei pastelli che le abbiamo portato.
Fatu Hiva è la sola isola della Polinesia francese a portare avanti la fabbricazione della Tapa (stoffa di corteccia battuta e decorata) con i metodi tradizionali. Tipici sono anche i cocchi incisi e gli Umu hei composizioni vegetali di fiori e fragranze profumate (vaniglia, ylang-ylang, ananas ricoperto di polvere di sandalo e altri frutti e piante) che creano un piacevole cocktail olfattivo. Le donne sistemano questa composizione tra i capelli.
Il piccolo villaggio di Hanavave si estende nella valle ai piede della alte montagne. Percorrendo la sua via principale si possono incontrare la sua chiesa, un alimentari e la posta. In un attimo conosciamo tutti i suoi abitanti.
Alle 17 siamo nella piccola chiesa bianca ai piedi della montagna, ci hanno invitano ad una Messa animata dai bambini con canti e danze.
Fuori dalla chiesa incontriamo altre persone che ci invitano a casa loro e la nostra "agenda" si riempe velocemente di appuntamenti.

Giovedì 10/11/2011
Questa mattina abbiamo voglia di sgranchirci le gambe e con Thierry e Coco facciamo una passeggiata fino alla cascata. Seguiamo la strada principale e imbocchiamo poi un sentiero nel bosco, stretto e poco battuto, che ci permette, dopo un oretta di cammino, di arrivare a destinazione.
Alla cascata facciamo una merenda con banane e pompelmi raccolti lungo la strada...che meraviglia mangiare della frutta appena colta! Dopo le Tuamotu tutto questo verde, quest'abbondanza di frutta e di acqua ci sembrano un miraggio.
Ritorniamo per il sentiero nella boscaglia tra chiacchiere e scivoloni per le foglie e i sassi bagnati. Sulla strada del ritorno raccogliamo limoni e papaie dall'orto di Desirèe e Jacque.
Nel pomeriggio siamo a casa di Marc e Blondine una coppia marchisiana che ci accoglie con degli enormi caschi di banane e le loro famose banane secche. Ci mostrano come le preparano: le banane sono messe per 3 giorni ad essiccare intere, poi vengono tagliate a metà lasciate al vento e al sole per altri 5 giorni al riparo da insetti grazie ad una retina. Davanti a questa deliziosa distesa di banane disidratate la degustazione è d'obbligo.
Marc è uno scultore eclettico che lavora con tutto: pietra, legno, osso, madreperla e recentemente con l'ebano. Lei prepara le tipiche collane fatte con i semi marchisiani dai colori vivaci. Hanno 8 figli, "tutti avuti dalla stessa moglie" ci tiene a precisare lui, ormai grandi e sparsi per la Polinesia e la Francia. Ci spiegano che la maggior parte del loro lavoro viene venduto su commissione, nelle esposizioni e fiere di Tahiti e della Nuova Caledonia. Blondine ci fa assaggiare il ghiacciolo che prepara con il Corasol, un frutto dolce e pieno di semi tipico delle Marchesi. Delizioso e fresco ogni giorno passeremo per averne uno. Sono allegri e simpatici, passiamo tutto la giornata in loro compagnia.

Venerdì 11/11/2011
A terra accanto al molo si trovano due rubinetti di acqua potabile e ne approfittiamo per fare il bucato e il pieno a Coelacanthe.
Michele e Thierry vanno a pesca con Augustin un simpatico marchisiano conosciuto nei giorni precedenti. Quando rientrano dalla battuta di pesca mangiamo tutti assieme su Coelacanthe.
Augustin è un personaggio davvero interessante. Ex giocatore di calcio professionista ha lasciato tutto per diventare guaritore Mana grazie a dei poteri inspiegabili che gli sono stati donati dal Cielo. Sua madre era una guaritrice e spesso gli appare in sogno per indicargli delle cure. Lui attraverso massaggi e preparati a base di piante cura i malati e per questo è conosciuto e ricercato in tutte le Marchesi. Ci racconta la sua storia incredibile e la sua vita oggi a Fatu Hiva. Ci piace dal primo momento e conoscendolo scopriremo una persona gentile e accogliente con uno sguardo sincero e profondo.
La giornata in barca passa in allegria mentre Agustin ci fa ascoltare qualche bella canzone polinesiana.


Martedì 15/11/2011
Alle prime ore del mattino siamo sul molo di Hanavave per non perdere il passaggio per il villaggio di Omoa. È una bella giornata di sole e con un speed-boat percorriamo la costa dell'isola con le sue incantevoli falesie a picco su un mare blu cobalto.
Il villaggio di Omoa a Sud dell'isola si estende in una valle rigogliosa. Si fa notare la piccola chiesa dal tetto rosso e la facciata bianca con i suoi affilati profili in stile gotico. Omoa possiede due siti di pietre scolpite, in ottimo stato di conservazione, tra i più grandi dell'arcipelago.
Facciamo un giro veloce per la sua via principale dove troviamo tra le case colorate, il centro dell'artigianato, la posta e due alimentari. Sul lungomare, recentemente sistemato, troviamo delle belle sculture moderne che si affacciano sulla baia.
Con Thierry e Coco pertiamo per la camminata che ci riporterà ad Hanavave. Sono 18 Km di strada che diventa presto una pista coperta di fango molliccio. Il sole, fortunatamente, si ritira dietro le nuvole permettendoci di camminare al riparo dai suoi violenti raggi. Per una ragione a noi sconosciuta la strada sale sempre ma procediamo senza troppi problemi facendo brevi ma numerose soste. Pausa panino, pausa foto, pausa acqua, pausa ombra, pausa banana ecc...
Il Panorama è incredibilmente bello e tanta fatica viene ampiamente ricompensata.
Arriviamo ad Hanavave a metà pomeriggio e ci buttiamo a terra allo stremo delle nostre risorse. Questi mesi alle Tuamotu, dove la passeggiata tipica era il tour del minuscolo motu, ci hanno fisicamente indebolito, le gambe e soprattutto il fiato sono decisamente fuori allenamento. Le Marchesi e le sue belle passeggiate ci rimetteranno presto in sesto.
Torniamo in barca e dopo un bagno rigenerante ci godiamo il tramonto nel relax totale del pozzetto.

Mercoledì 16/11/2011
Abbiamo dormito come bambini e al risveglio scopriamo con sorpresa di non aver nessun dolore alle gambe. Salutiamo gli amici al net del mattino ma nessuno ci sente perché la radio trasmette a bassissima potenza. La smontiamo e scopriamo che alcuni punti sono erosi dalla ruggine. Michele riesce a sistemarla temporaneamente quanto basta per ricevere e trasmettere la posta e il meteo.
Nella mattinata Coco viene a bordo di Coelacanthe con una grossa zucca e prepariamo una quantità industriale di gnocchi di zucca.
Non siamo più soli all'ancoraggio arriva Compay la barca di Eric, uno svizzero, che abbiamo seguito sul Net francese in navigazione dal Chile alle Gambier. A bordo c'è anche il nipote Jerome in vacanza da lui per un paio di mesi. Siamo a cena su Compay e passiamo una splendida serata in compagnia. Eric è in viaggio da 8 anni con il suo Elan40 e ama percorrere lunghe distanze per raggiungere luoghi poco battuti dai navigatori. Ascoltiamo con interesse i suoi racconti del Giappone, dell'Alaska e le sue avventure in Sud America.

Venerdì 18/11/2011
Si è aperta una buona finestra meteo per raggiungere una baia a Nord-Est di Hiva Oa.
A terra facciamo un giro per salutare gli amici conosciuti in questi giorni. Incontriamo Agustin che ci regala pompelmi e manghi, Blondine ci carica di banane mentre Jacque e Desirèe di papaie e limoni.
Nel pomeriggio con Coco e Jerome andiamo a fare snorkeling fuori dalla baia. Nuotiamo lungo le falesie e nonostante la visibilità sia ridotta a pochi metri l'acqua è pulita e piena di pesci. Quando siamo in acqua è davvero uno spettacolo impressionante sollevare gli occhi al cielo e vedere queste montagne di roccia a picco sul mare.
Alle 23 salpiamo l'ancora e ci lasciamo alle spalle questa baia magica che ci ha regalato fantastici incontri. Il cielo è pieno di stelle, abbiamo un vento da E 12Kt con poco mare e veleggiamo percorrendo velocemente le 50 Mn che ci separano da Hiva Oa.


3 November 2011

TUAMOTU - MAKEMO

Makemo, terzo atollo per dimensione delle Tuamotu, si estende su 65Km di lunghezza e tra i 5 e 8Km di larghezza.
Tutta la parte sud dell'atollo è composta da barriera corallina mentre i motu ricoprono tutta la parte Nord e Ovest.
Martedì 18 ottobre alle 14 siamo davanti alla passe Tapuhiria situata nella zona NW dell'atollo. La stanca è fra un ora ma siamo costretti ad anticipare l'ingresso per poter raggiungere l'ancoraggio con la luce. Riusciamo ad entrare senza problemi ma la corrente, il vento e l'onda contrari non ci consentono di superare i 2Kt di velocità.
Veleggiamo fino al tramonto per raggiungere l'ancoraggio ben protetto a NE. Incontriamo molte teste di corallo che emergono a pelo d'acqua, fortunatamente ben visibili grazie alla schiuma delle onde. Ancoriamo su un fondo di sabbia di 6m mentre il buio sta calando e dopo una spaghettata ci abbandoniamo ad un sonno profondo.
Siamo in un bellissimo ancoraggio circondati da acqua cristallina e ben protetti da un susseguirsi di lunghi motu ricoperti di cocchi. Poco lontano da noi si trova il vecchio villaggio di Punakuru di cui oggi resta solo qualche rovina.
A terra facciamo lunghe passeggiate con la sola compagnia di sterne, sule, granchi e bernard-l'hermite. Quando abbiamo sete raccogliamo un cocco verde e con qualche colpo di macete abbiamo accesso all'acqua nutriente e dissetante che custodisce al suo interno.
Passiamo una settimana in questo luogo incantevole con sole e vento fresco da E. Le giornate scorrono veloci nella tranquillità dei nostri piccoli impegni quotidiani. Il tempo si dilata e abbiamo la piacevole sensazione di "avere il tempo" per fare tutto quello che ci viene in mente. Ripensiamo alla nostra vita prima di partire dove la giornata non bastava ad esaurire i mille impegni, la perenne sensazione di non avere tempo sufficiente per tutto e tutti, e ci chiediamo se oggi saremmo capaci di tornare a vivere con un ritmo simile.
Visitiamo i motu, raccogliamo cocchi, nuotiamo, peschiamo, leggiamo, scriviamo mail agli amici, facciamo lavoretti in barca...
Mi diverto a sperimentare nuove ricette utilizzando il cocco nelle sue diverse parti: l'acqua, la polpa e il latte. Rimaniamo sorpresi dalle sue mille applicazioni nelle ricette dolci: torte, pancakes, budini e muffin; come nelle ricette salate: riso, pesce e carne.

Martedì 25 Ottobre alle 9 partiamo per una veleggiata fino al villaggio situato nelle zona NW di Makemo a 18 Mn.
Una bella navigazione di bolina stretta ci terra impegnati per tutta la giornata permettendoci di attraversare l'atollo. Prendo la mia postazione a prua, dobbiamo fare molta attenzione alle numerose teste di corallo che si trovano nella laguna. La luce è favorevole e le patate sono grosse e ben visibili ma diventato decisamente troppe avvicinandoci alla costa Ovest. Alle 15 siamo al villaggio dove troviamo ad accoglierci Coco e Thierry incontrati alle Gambier. Ancora a poppa e cime di prua sulla banchina...che lusso!
Dopo tanta solitudine ci immergiamo in una sfrenata vita sociale con le barche che si trovano sulla banchina. Aperitivi, cene e pranzi per conoscersi e raccontarsi. Ritroviamo Thierry e Coco, conosciamo Tanya e Oren una giovane coppia di israeliani e Janì e Cristine con la gatta Pestita.
Approfittando di questo vento forte che fa girare l'eolico rifaccio le cuciture del tendalino ormai cotte dal sole.
A terra troviamo il pane alla boulangerie e all'alimentari verdura fresca che viene coltivata a Makemo. Facciamo il pieno di pomodori.
Il villaggio di Pouheva , dove abita la maggior parte della popolazione, è il più animato delle Tuamotu con il suo molo che accoglie le goélette, la posta, il comune, il faro, la chiesa, l'infermeria e numerosi alimentari ben riforniti. Sono presenti oltre alle scuole primarie e secondarie anche corsi professionali di falegnameria, meccanica, agricoltura, artigianato e cucina. Gli abitanti vivono di copra, pesca e perlicoltura anche se è in continua diminuzione.
Thierry e Coco ci prestano le loro biciclette così potremo visitare tutto il motu fino alla pista dell'aeroporto.
Conosciamo Prosper ed Audrey una coppia che vive appena fuori dal villaggio nella loro bellissima casa sulla laguna. Lui aveva una ferme perliere, oggi affitta le case sul suo terreno e si diletta a coltivare frutta e verdura. Sono molto gentili e simpatici e passeremo del tempo con loro in allegria mentre ci raccontano cosa vuol dire vivere alle Tuamotu. Una sera, Michele e Thierry, vanno a pesca con Prosper sul suo nuovo speedboat arancione. Tornano con tanto pesce e felici della bella avventura.

Giovedì 3 Novembre alle 13 attraversiamo senza problemi la passe Ovest di Arikitamiro. Abbiamo una buona finestra meteo per fare rotta verso E e guadagnare un angolo migliore per raggiungere le Marchesi. Con noi sono partiti anche Thierry, Coco e Janì con i quali manteniamo un contatto radio due volte al giorno. Il vento è sui 10-12Kt e in due giorni percorriamo 182Mn a E di Makemo.
Festeggiamo in mare il compleanno di Michele con camembert pomodori e la sua torta preferita.
Domenica 6 Novembre il vento diventa SE e facciamo rotta sull'isola di Fatu Hiva delle Marchesi a 388Mn. Tre giorni di bolina larga, con sole e cielo perturbato da continui passaggi di groppi. Passiamo le giornate in pozzetto a leggere e occuparci della navigazione senza riuscire a pescare nulla.
Mercoledì 09 Novembre alle 6:30 del mattino siamo a 10Mn da Fatu Hiva e ammiriamo avvicinarsi il profilo di queste alte montagne che sbucano dall'acqua. Uno spettacolo emozionante.
Siamo alle Marchesi, nuove terre tutte da scoprire.


18 October 2011

TUAMOTU - TAHANEA

Tahanea, 50 Km di lunghezza per 20Km di larghezza, possiede un immensa e magnifica laguna. Le poche terre emerse sono utilizzate per la copra dagli abitanti del vicino atollo Faaite. Un tempo abitata oggi è un atollo praticamente deserto per tutto l'anno ad eccezione dei periodi di raccolta della copra.
Giovedì 06 Ottobre alle 6 siamo davanti alla passe di Tahanea perfettamente in stanca.
Attraversiamo a vela tutta la laguna e non essendo cartografata dobbiamo navigare a vista facendo molta attenzione alle numerose teste di corallo che affiorano a pelo d'acqua. Io sono obbligatoriamente di vedetta a prua.
Ancoriamo in un angolo di paradiso nella zona Sud-Ovest dell'atollo davanti a 3 motu deserti ricoperti di cocchi.
Coelacanthe, circondata da un acqua trasparente è come sospesa nell'aria. Ci concediamo un lungo bagno in questa piscina naturale tutta per noi.
Michele va a pescare con il fucile, tirandosi dietro la sua cassetta per riporre i pesci appena pescati evitando di farseli rubare dagli squali (tecnica imparata alle Gambier con Herve). Fortunatamente qui troviamo solo piccoli squali pinna nera.
L'atollo è una barriera corallina di forma circolare che circonda una laguna centrale dalle basse profondità (30-50 m). I Motu sono le piccole zone di terra emersa costituite principalmente da sabbia e ricoperti di palme da cocco, spesso attraversati dalle Hoa, dei piccoli corsi d'acqua di mare oceanico. Questi possono essere piuttosto numerosi, solitamente di piccole dimensioni e giocano un ruolo fondamentale per il rinnovamento dell'acqua della laguna in particolare negli atolli chiusi (privi di passe). Le Passe invece sono vere e proprie aperture dell'atollo che permettono un continuo scambio di acqua tra l'oceano e la laguna. Possono essere differenti per numero, larghezza e profondità.
Le giornate passano tranquille in questo Paradiso Terrestre ed entriamo in una strano stato di sospensione Spazio Temporale. Tutto si confonde e si dilata, i giorni, le ore e la nostra percezione della realtà.
La bellezza indescrivibile che ci circonda amplifica i nostri sensi e ci regala uno stato di profonda quiete che ci accompagnerà per tutto il nostro soggiorno a Tahanea.
In quanto unici esseri umani attualmente presenti sull'atollo assaporiamo l'inebriante sensazione di libertà totale che ci regala questo momento.
Con la nostra Ferrari a remi o vela ogni giorno partiamo all'esplorazione di un motu diverso. Passeggiamo, raccogliamo cocchi, facciamo foto e lunghi bagni negli incantevoli angoli che offre la laguna.
La fauna delle Tuamotu è composta essenzialmente da uccelli, insetti e alcuni rettili. In compenso il fondale marini è di un'eccezionale ricchezza. La laguna brulica di vita, più di 400 specie di pesci popolano questo luogo magico. Questa varietà ha reso le Tuamotu una delle più belle destinazioni del mondo per l'immersione.
A terra ci sono moltissimi uccelli: sule, sterne, fregate e bobby. Hanno i nidi con i loro piccoli e al nostro passaggio spiccano il volo e si avvicinano a noi incuriosite e forse infastidite da questa insolita presenza umana. Leggiamo che qui ci sono 57 specie di uccelli di cui 10 endemiche.
È bello sapere che esistono ancora al mondo dei luoghi inabitati dove gli animali solo padroni indiscussi e indisturbati.
Belle e calde giornate di sole accompagnano la nostra permanenza a Tahanea e appena possibile ci concediamo un tuffo in questa acqua trasparente e rinfrescante.
Viviamo seguendo la luce solare e non l'orologio, ci svegliamo all'alba, ceniamo al tramonto e la sera dopo aver contemplato in pozzetto una stellata infinita andiamo a dormire.
Dedichiamo molto tempo alla lettura e scopriamo molto sulla storia di questi luoghi.


Il 24 gennaio 1521 Fernand di Magellano scopre Puka Puka, primo atollo del Pacifico ad essere scoperto dagli europei. Alcuni anni dopo, Louis Antoine di Bougainville si azzarda in questo fantastico labirinto sulla sua strada per Tahiti, ma occorreranno ancora numerosi anni prima che gli europei finiscano l'esplorazione dell'arcipelago: l'ultimo atollo scoperto fu Ahe, il 6 settembre 1839 da Charles Wilkes.
Non facciamo fatica ad immaginare la forte emozione provata dagli esploratori che dopo mesi e mesi di mare vedono apparire davanti ai loro occhi questi paradisi nel cuore dell'oceano.
Cambiamo più volte ancoraggio e di motu in motu facciamo rotta verso la parte Nord dell'atollo.
È bellissimo veleggiare all'interno della laguna con il dinghy per esplorare motu vicini. Un pic-nic, un buon libro all'ombra di una palma, una passeggiata sulla spiaggia e la giornata è presto finita.
Ci ancoriamo vicino alla passe di Teavatapu su un fondale basso di sabbia pieno di teste di corallo.
Facciamo un bagno intorno alla barca e siamo subito circondati da pesci colorati e da un grosso napoleone. Anche questa passe è famosa per la bellezza del suo fondale e con il nostro dinghy raggiungiamo la parte esterna e facciamo snorkeling lasciandoci trasportare dalla corrente all'interno della laguna. Vediamo moltissimi pesci pappagallo di tutti i colori, cernie mai viste fino ad ora, murene, squali, pesci farfalla, barracuda e coralli magnifici dai mille colori. Banchi di pesci ci nuotano accanto, sopra e sotto...davvero meraviglioso.
Poco prima del tramonto riusciremo a vedere una coppia di balenottere che saltano all'esterno della passe a pochi km da noi. Uno spettacolo unico!
Sabato 15 Ottobre siamo svegliati durante la notte da forte vento e da una fastidiosa onda che fa rollare la barca. Il Mara'amu, forte vento da SE, è arrivato in anticipo e più forte del previsto con raffiche a 30Kt. Diamo subito catena, l'ancoraggio tiene bene ma è di una scomodità pazzesca, il cielo è grigio e attraversato da continui groppi. Constatiamo con sorpresa che ogni tanto anche in Paradiso piove!
Il maltempo ci blocca all'ancoraggio per due giorni, poi il cielo comincia a liberarsi e ritorna il sole. Decidiamo di approfittare di questo vento da SE per fare rotta su Makemo a 48 Mn.
Martedì 18 Ottobre alle 2:30 del mattino attraversiamo senza problemi la passe lasciando alle spalle questo Paradiso Terrestre e la magia delle indimenticabili giornate che vi abbiamo trascorso.


5 October 2011

TUAMOTU - FAKARAVA

Le Tuamotu sono un arcipelago della Polinesia Francese situato ad est di Tahiti e composto da 78 atolli.
Tuamotu significa in tahitiano "le isole al largho", i suoi abitanti sono i Paumotu, parola che designa anche la loro lingua.
Di forma rettangolare, 56 Km di lunghezza per 20 km di larghezza, Fakarava è il secondo più grande atollo delle Tuamotu dopo Rangiroa e comprende circa 80 motu.
La passe di Tumakohua si trova al centro di un gruppo di isolotti a sud dell'atollo, larga 200m e profonda dai 12 ai 15m, è famosa per la bellezza dei suoi fondali veri e propri acquari. Per questo motivo Fakarava è stata dichiarata riserva della biosfera per l'UNESCO.
Nei cinque giorni che passiamo ancorati nella zona a Est della passe ogni mattina siamo in acqua ad ammirare questo paradiso sottomarino. Nel momento di stanca di marea, prima dell'inizio della corrente entrante, usciamo dall'atollo attraverso la passe con i dinghy di Sakatia e Blue Peter. Dopo aver lasciato i nostri amici alla loro immersione con le bombole, ci leghiamo con una cima ciascuno ad un dinghy e iniziamo il nostro snorkeling mentre la corrente ci risucchia nella laguna prima dolcemente poi ad alta velocità. Uno spettacolo mozzafiato si presenta davanti ai nostri occhi: infiniti branchi di pesci colorati, barracuda, una cinquantina di squali grigi, squali pinna nera, pesci napoleone, pappagallo, cernie, tartarughe e mille pesci mai visti prima.
È un esperienza bellissima e divertente soprattutto nella parte interna della laguna quando la corrente dopo aver superato "l'imbuto" della passe ci proietta a folle velocità all'interno della laguna tra i branchi di mille pesci colorati che ci guardano passare incuriositi.
È assolutamente necessario essere legati al dinghy perché la corrente potrebbe spingerti nel cuore della laguna senza alcuna possibilità di contrastarla, in questo modo per qualsiasi necessità basta salire sul dinghy e raggiungere la meta desiderata.
Accanto alla passe sud si trova il villaggio di Tetamanu, vecchia capitale di Fakarava e delle Tuamotu, oggi abbandonato che conserva le costruzioni in rovina di un tempo.
Una piccola chiesa in corallo del 1862, una grande via principale, il cimitero, le rovine delle prigioni e della residenza dell'amministratore, qualche pensione famigliare e un paio di case abitate da pescatori.
In una di queste conosciamo una giovane coppia, Tama e Marie, che lavorano la copra e preferiscono vivere nella tranquillità di questo motu piuttosto che nella "confusione" del villaggio a Nord.
Hirifa è uno spettacolare ancoraggio situato nell'estremità Sud-Est dell'atollo. Un lungo motu ricoperto da palme, una spiaggia rosa, una lingua di sabbia bianca e un mare eccezionale dove l'acqua si tinge delle mille sfumature del turchese fino al blu cobalto.
Il basso fondale di sabbia bianca crea uno meraviglioso effetto "piscina" intorno a Coelacanthe. Saremo infatti sempre in acqua!
Ancoriamo accanto al motu dietro la barriera corallina in modo da essere ben protetti dall'onda oceanica e nello stesso tempo raggiunti dal vento che fa girare velocemente il nostro eolico ricaricandoci le batterie.
Una volta a terra cominciamo ad esplorare il motu e incontriamo una tipica trappola per pesci Tikehau, utilizzata molto in passato alle tuamotu. Oltre a questa i puamotu solitamente si dedicano alla pesca con arpione e alla pesca notturna con la lampada detta rama.
Arriviamo fino al reef esterno e scopriamo una piccola laguna naturale che si è creata tra questo e il motu dove gli uccelli e i pesci sono gli unici padroni. Facciamo foto e assaporiamo la bellezza incontaminata della natura che ci circonda.
Ben e Fred di Sakatia ci regalano dei Lambi e ci mostrano come aprirli e pulirli. Non sono eccezionali ma rendono saporiti e gustosi i nostri spaghetti aglio, olio e peperoncino.
Conosciamo gli unici abitanti del motu, Tania vive qui con il marito, i suoi due figli e la mamma. Vivono della copra, della pesca, coltivano verdura e cucinano prodotti tipici per le pensioni della zona.
I loro due cani sono esperti pescatori, nuotano con agilità fino al largo e si divertono a portare pesci in regalo ai loro padroni. I bambini di, 2 e 4 anni, sono bellissimi e i loro occhi si riempiono di gioia quando gli regaliamo due chupa-chups. Tania e la mamma ci preparano un pane al latte di cocco delizioso mai assaggiato prima.


Ci spostiamo verso Nord e troviamo un altro bel ancoraggio a Kakaiau con fondo di sabbia e acqua cristallina.
Vediamo numerose patate di corallo dove alcuni puamotu vanno a pescare, così Michele decide di partire in esplorazione. Ritorna con due cernie che ci gustiamo per cena in pozzetto.
A terra non ci sono case e possiamo passeggiare lungo la spiaggia per ore senza incontrare nessuno, fatta eccezione per dei grossi granchi rosati e piccoli granchi grigi e rossi.
Grazie all'incredibile trasparenza dell'acqua riusciamo a fotografare in mare pesci colorati, grossi polipi e dei Bénitier. Questi sono onnipresenti nell'atollo e si possono trovare fino a 5m di profondità, scopriamo inoltre che la loro colorazione blu è dovuta ad un alga che si fissa sulle loro labbra. Si chiudono velocemente su loro stesse quando gli passi sopra la mano.
Il nostro viaggio verso Nord procede e veleggiamo facendo molta attenzione alle boe delle ferme perliere che sono più numerose nella zona Nord. Io mi metto a prua in avvistamento pronta ad indicare la rotta migliore.
A mezzogiorno ancoriamo a Tahopo, a 3Mn dal villaggio, con un fondale pieno di patate. È una bella e calda giornata di sole e ci rinfreschiamo in acqua in compagnia di qualche piccolo squalo pinna nera.

Domenica 02 Ottobre arriviamo al villaggio di Rotoava, ancoriamo su un fondo di 8m pieno di patate. Usiamo delle boe per sollevare la catena in diversi punti in modo da evitare che questa si attorcigli sulle teste di corallo.
Abbiamo internet in barca e dopo 5 mesi riusciamo a vedere la posta e parlare con i famigliari su Skype. Una bella emozione!
Visitiamo il villaggio costituito da una lunga via principale contornata da casette colorate.
Numerosi sono i servizi che si possono trovare qui: l'infermeria, la posta, vari uffici municipali, due alimentari ben forniti e il panettiere...finalmente la baguette!
La pista dell'aeroporto a 3km dal villaggio permette il collegamento con Papeete grazie a 2 voli settimanali. Proprio accanto si trova il vecchio faro alto 25m.
Al municipio troviamo un rubinetto di acqua potabile e facciamo il pieno a Coelacanthe.
Visitiamo la chiesa che si affaccia sulla laguna piena di decorazioni fatte con le conchiglie e i coralli.
Gli abitanti vivono principalmente di copra, pesca, perlicoltura e del turismo fortunatamente ancora a livello famigliare.
Il celebre scrittore Stevenson, che attraversa il Pacifico su Casco nel 1888, soggiorna a Fakarava e le dedica diversi capitoli nel suo libro I mari del Sud.

Venerdì 05 Ottobre è arrivata una buona finestra meteo per far rotta verso Sud, quindi andiamo alla passe Nord di Garue, larga 1Km e profonda 10Km, che permette il passaggio delle goélette all'interno della laguna.
Appena fuori dall'atollo un gruppo di delfini viene a far festa a prua. Sono tanti, belli, giocherelloni e mentre saltano arrivo quasi a toccarli. Mi guardo intorno respirando a pieni polmoni il profumo del largo, uccelli che pescano, tonnetti che saltano e delfini...insomma uno spettacolo meraviglioso!
Ci guardiamo alle spalle per salutare questo atollo che ci ha regalato tante belle emozioni e facciamo senza esitazione rotta verso Tahanea.


27 September 2011

Fakarava: Yachties Film Festival

21 settembre 2011
Due giorni di tranquilla navigazione in poppa con un E 12-15Kn sole e mare calmo ci spingono fino all'isola di Fakarava.
L'appuntamento alla passe è per le 16:30 e davanti ai nostri occhi si presenta uno spettacolo inatteso: un grande stormo di uccelli ricopre il mare impegnato nella pesca mentre un gruppo di delfini ci accompagna tra salti e fischi.
La passe non presenta problemi è perfettamente in stanca e gli ostacoli sono segnalati con boe.
Al VHF la voce allegra di Chris ci raggiunge " Coelacanthe, Bonjour les amis!"
Giusto il tempo di ancorare e siamo a cena su Blue Peter in compagnia anche di Ben e Fred per festeggiare il nostro arrivo. È sempre bello ritrovarsi.

22 e 23 settembre 2011
Abbiamo solo due giorni per occuparci di tutti i preparativi per il Fim Festival.
Troviamo una spiaggia che garantisce l'accesso dei dinghy, montiamo lo schermo e puliamo tutta la zona circostante usando delle palme da cocco come stuoie. Costruiamo un tavolo per il buffet e mentre Fred e Ben si occupano della preparazione dei Golden Coconut, io Kelly e le bimbe prepariamo fiori e decorazioni.
Gli equipaggi sono stati invitati e le pensioni di Fakarava hanno accolto con entusiasmo l'evento e garantito la loro presenza. La giuria è composta da 4 persone 2 uomini e 2 donne, 2 sono velisti mentre gli altri 2 sono "terrestri". Ben curerà la parte tecnica (suono, luci e proiezione) mentre due simpaticissimi tedeschi hanno accettato di occuparsi della premiazione.
Grazie alla voglia di dare una mano di tutti gli equipaggi le idee prendono forma e tutto inizia a girare meglio di quanto ci aspettassimo..
Sabato 24 settembre 2011 qui a Fakarava (Tuamotu) ha luogo, nella sua seconda edizione, il Festival Internazionale di Film prodotti da yachties.
Questo è un evento organizzato dalle barche per le barche all'insegna del divertimento e del buonumore.
La partecipazione è gratuita ed aperta ad ogni equipaggio, non professionale nel campo del cinema o del video, che desidera presentare un proprio film o montaggio fotografico da 2 a 8 minuti. Quest'anno il tema è la Polinesia.
Questo il programma della serata:
o Ritrovo al tramonto;
o Buffet;
o Proiezione sul grande schermo delle opere in concorso e deliberazione della giuria;
o Cerimonia di chiusura e consegna dei Cocchi d'oro;
o Musica e danze finali.        
Il Buffet è qualcosa di strabiliante: affettati, formaggi, chili, pizza, focaccia, pane al latte di cocco, insalata tahitiana, spiedini di pesce, torte salate e tanto altro ancora.
Siamo una quarantina di persone tra equipaggi, ospiti delle pensioni e locali.
Conosciamo Tama e Marie una giovane coppia di polinesiani che vive qui accanto e lavora la copra. Non amano le grandi città e preferiscono la tranquillità e la pace che regna qui nella parte sud di Fakarava. Sono molto simpatici e socievoli.
La serata si anima tra un bicchiere di sangria, vino, e birra diventando una bella occasione per conoscere nuovi equipaggi.
Ne approfittiamo per fare una foto agli ideatori del primo Film Festival tenuto alle San Blas nel gennaio 2011.
Il primo è decisamente stato un festival famigliare, potremmo dire "fatto in casa" anche se sicuramente altrettanto divertente.
Quest'anno grazie a Sakatia siamo riusciti ad organizzare un evento con i fiocchi, ben pensato e aperto a più persone.
La serata entra nel vivo, Ben e Kelly accolgono i presenti e danno inizio alla seconda edizione del Film Festival.

Sono 5 i film in concorso eccoli in ordine di proiezione:
• Tatu (Tatiane) con Polynesia Dream
• Sakatia con Colors of Paradaise
• Coelacanthe con Polynésié:Tableau d'Auteur
• Blue Peter con Le pays où les femmes sont fleurs
• Tatu (Tania) con Polynesia

Vedere i nostri film proiettati sul grande schermo in questa cornice spettacolare è davvero qualcosa di emozionante.

La giuria si riunisce per deliberare e si da inizio alla premiazione.
I Golden Coconut vengono assegnati:
• Best Film: Blue Peter
• Best Technical Editing: Coelacanthe
• Best Picture: Coelacanthe
• Best Soundtrack: Sakatia
• Best Screenplay Tatu (Tania)
• Best Film Undersea: Tatu (Tatiane)


Applausi, foto di gruppo ma soprattutto risate e grande festa!Davvero una bella serata.
Il sito Internet della serata:http://yachtiesfestival.blogspot.com /
In nostro video: Tableaux d'auteur 



27 settembre 2011
È ancora tempo di festa per Coelacanthe, Blue Peter e Sakatia oggi Kelly compie 50 anni e le organizziamo una festa a sorpresa veramente speciale.
Aperitivo e cena regale su Sakatia organizzata da Fred e Ben. Le bimbe preparano disegni e una collana con pesci colorati. Io e Michele prepariamo un montaggio con tutte le foto più belle fatte a Kelly da quando siamo insieme dal titolo "Beautiful Girl". E per finire torta al cocco con candeline esplosive.
La festa prosegue con una partita di Poker nella bisca clandestina di Sakatia. Rum, cioccolato, mele e tanta voglia di stare insieme.
Kelly riceve, come bonus di compleanno, una fiches da 50 $ e sarà come al solito la vincitrice indiscussa della serata.
Happy Birthday Beautiful Girl!


17 September 2011

Tuamotu - Amanu

27 agosto 2011
Alle 6:38 salpiamo l'ancora da Taravai per fare rotta sulle Tuamotu e precisamente ad Amanu a 457 mn dalle Gambier.
Ieri sera siamo stati in compagnia di François e Ania per brindare al nostro prossimo incontro...Chissà quando? Loro hanno intenzione di attraversare velocemente il Pacifico per raggiungere l'Australia dove venderanno Equa Regis. Vorrebbero comprare un rudere da sistemare su qualche bella isola e tornare alla vita "terrestre".
La nostra ancora è sotto di loro perciò siamo costretti a svegliarli con il VHF. Partiamo mentre un arcobaleno fa capolino sopra Taravai, illuminata dai primi raggi del sole, con l'immagine negli occhi dei loro sorrisi e saluti affettuosi. Arrivederci Amici!
In viaggio con noi ci sono Patrice e Jacqueline di Alter anche loro diretti ad Amanu.
Abbiamo un vento da E sui 10Kn e una grossa onda lunga da S/E che rende le prime ore piuttosto scomode. La sosta alle Gambier è stata lunga e dobbiamo riprendere il "piede marino". È una bella giornata di sole e restiamo tranquilli in pozzetto ad ammirare il mare al largo che riesce sempre ad incantarci.
La prima notte passa tranquilla e avanziamo in rotta senza problemi mentre le onde arrivano a toccare i 5m fortunatamente molto distanti una dall'altra.

28 agosto 2011
Un groppo e la pioggia vengono a darci il buongiorno. Abbiamo percorso 133 mn in 24h e procediamo in un mare confuso a causa dell'onda del vento che si incrocia con l'onda lunga da S/E in attenuazione.
Abbiamo un costante contatto VHF con Alter e due appuntamenti SSB con le barche conosciute alle Gambier. Apprendiamo che François è partito in mattinata con destinazione Hao.
Peschiamo una bella dorade e la mattinata è tutta rivolta alla sua pulizia e alla preparazione dei filetti. Con una parte preparo un ragu che sterelizzato potremo conservare per più tempo.
Da ieri abbiamo problemi con il pactor e non riusciamo a scaricare la posta e il meteo, comunque Patrice ci aggiorna via VHF.

29 agosto 2011
Abbiamo percorso 284 mn in questi due giorni e procediamo velocemenete con un E 20Kn.
La navigazione con Alter sta procedendo benissimo, ci troviamo molto in sintonia con loro e con il loro modo di navigare. Siamo spesso a portata di sguardo e questo di notte diventa fonte di preoccupazione costringendoci ad una vigilanza assidua in pozzetto.
Nell'appuntamento radio del mattino François lancia un PANPAN (messaggio di urgenza): si è rotto l'albero in due parti. Loro stanno bene, proseguono a motore e cercheranno di liberarsi del pezzo di albero finito in mare che sbatte sulla fiancata sinistra dello scafo. Subito viene allertata la MRCC di Tahiti.
La nostra navigazione prosegue senza problemi ma il nostro pensiero è costantemente rivolto a François.

29 agosto 2011
L'arcipelago delle Tuamotu è composto da un insieme di atolli che presentano uno o più ingressi, detti "passe", i quali consentono l'accesso alla Laguna interna. Le passe sono soggette a forti correnti entranti o uscenti a seconda delle maree e vanno preferibilmente attraversate nei momenti di stanca per evitare problemi o pericoli. La navigazione tra queste isole è quindi regolata dalle marree e prevede veri e propri "appuntamenti" davanti alle passe.
Nella notte abbiamo ridotto le vele per non anticipare il nostro appuntamento delle 13 con la passe di Amanu.
Alle 12 siamo là e ci mettiamo alla cappa per osservare la situazione. Davanti all'ingresso della passe c'è ancora un grande "mascaret" (è una turbolenza causata dall'incontro della corrente uscente dell'atollo con le onde del mare). Decidiamo di aspettare e dopo mezz'ora, è trattenendo il respiro che mettiamo la prua sulla passe. Amanu è una passe stretta e soggetta a forti correnti, una delle più temute delle Tuamotu. Tutto procede senza problemi, siamo in stanca perfetta...possiamo festeggiare la nostra prima passe.
Ancoriamo a Sud del villaggio su sabbia e 7m di acqua dietro la protezione di una lunga barriera di coralli. Sul fondo ci sono molte patate (coralli isolati) ma sono perfettamente visibili grazie a quest'acqua trasparente e non resistiamo molto alla tentazione di un bel bagno.
Teniamo la radio accesa ma non ci sono novità di François. Andiamo presto a dormire contenti di avere davanti a noi otto ore di sonno.

 
31 agosto 2011
Al collegamento radio François sta raccontando che è riuscito a tagliare l'albero e si prepara a controllare che nessun cavo sia rimasto attaccato alla barca quando scoppia un incendio a bordo. Ci lascia per intervenire e da allora non abbiamo più sue notizie dirette.
Lasciamo la radio accesa tutto il giorno e due ore dopo sapremo da Jean-Luc che i soccorsi hanno ricevuto il segnale di un epirb nella zona.
Con il passare del tempo siamo sempre più inquieti ma Patrice e Jacqueline vengono a bordo di Coelacanthe e passiamo con loro queste interminabili ore in attesa di notizie.
Solo all'appuntamento radio serale apprendiamo che stanno bene, dopo aver passato 5 ore sulla zattera di salvataggio sono stati recuperati dalla barca comunale dell'isola di Vairaate. La loro barca Equa Regis, uno splendido sloop di 18 metri in acciaio è colata a picco sotto i loro occhi e ora si trova nelle profondità dell'Oceano. Quello che conta è che loro sono salvi e stanno bene ma non possiamo non provare tristezza nello stesso tempo per l'accaduto.


Amanu fa parte delle isole centrali delle Tuamotu si estende per 20 Km di lunghezza e 5 Km di larghezza.
I 165 abitanti vivono tutti nel villaggio di Ikitake costruito sulla costa Ovest della passe. Le persone qui vivono grazie alla copra o ad appalti comunali per la pulizia dei coccheti. Solo negli ultimi anni, grazie all'apertura di un ufficio della posta e all'arrivo del telefono, Amanu è uscita un pò dal suo isolamento. La goletta arriva al villaggio per i rifornimenti ma gli abitanti si devono recare alla vicina isola di Hao per l'aereo e per la scuola media dei loro figli.
Siamo accolti da persone gentili e sorridenti che amano fermarsi a parlare con le poche persone che arrivano sulla loro isola.
Un carpentiere del posto sta lavorando alla costruzione di una lancia e ci mostra orgoglioso il suo lavoro.
Il padre è un anziano abitante di Amanu che ci parla con fierezza della forza della sua stirpe che contava i più coraggiosi guerrieri delle Tuamotu. La leggenda vuole che il più forte di loro sia partito con la sua imbarcazione ed abbia attraversato il Pacifico per andare a popolare le isole dell'Ovest. "Noi siamo tutti suoi discendenti" ci dice con orgoglio.
Racconta di una nave naufragata sull'isola che i guerrieri hanno trovato completamente deserta...ascoltiamo le sue parole e facciamo un immaginario viaggio nel passato al tempo dei suoi antenati mentre curiosi e timorosi avevano i primi contatti con i futuri colonizzatori.
Sappiamo che sono stati trovati 4 cannoni sull'isola uno dei quali apparteneva alla nave San Lesmes della spedizione spagnola del 1525.
Giriamo per il villaggio pieno di fiori profumati e colorati. Vicino alla passe troviamo la chiesa, la posta, la scuola e il municipio. Il sindaco ci da il benvenuto mentre un impiegato allegro e chiacchierone ci mostra su un poster i pesci della laguna che si possono mangiare (quasi tutti).
Passeggiando tra le case ci imbattiamo nei due piccoli alimentari dell'isola. Qualche macchina parcheggiata fuori dalle case ma vediamo solo motociclette o bici in circolazione. Le persone lungo la strada ci salutano, ci guardano curiosi e trovano facilmente un motivo per fermarsi a fare due chiacchere. È per noi un vero piacere.

2 settembre 2011
Patrice tiene in esclusiva per noi un corso accellerato di Navigazione Astronomica. Impariamo ad usare il sestante e i calcoli necessari per ottenere la nostra Latitudine e Longitudine. Abbiamo sicuramente bisogno di fare pratica ma siamo contenti dei primi risultati. La navigazione astronomica è affascinante e Patrice si rivela un maestro competente e paziente.
Alla fine della lezione il nostro cervello è fuso completamente e solo un lungo snorkling tra i coralli ci rimetterà in sesto.
3 settembre 2011
Veleggiamo tutta la mattina in una bella giornata di sole e attraversiamo la laguna tra le tante teste di corallo che affiorano fino alla superficie. Sono impressionanti.
Ancoriamo dietro un gruppo di motu ben protetti dall'onda e dal vento e ci buttiamo senza esitazione all'esplorazione dei fondali.

5 settembre 2011
Giornata a terra con Patrice e Jacqueline fra chiacchiere e passeggiate.
Troviamo una capanna ricavata con le palme del cocco sicuramente usata quando gli abitanti dell'atollo vengono a raccogliere la copra.
Dai cocchi si ricava la COPRA per la produzione della margarina di cocco, un olio vegetale ad alto punto di fusione utilizzato in pasticceria o per la fabbricazione di saponi, colle e appretti.
I cocchi raccolti vengono aperti, lasciati seccare e messi in sacchi che vengono recuperati da barche che passano regolarmente e portati nelle aziende che si occupano della trasformazione della copra.
Leggiamo che l'habitat ottimale per la palme da cocco è quello delle coste di regioni tropicali, con precipitazioni annue tra i 1.300 e i 2.000 mm; temperature su una media annuale di 27°C; almeno 2000 ore di luce solare diretta annua e un' umidità relativa sempre dell'80-90%.
Le palme da cocco non sono molto esigenti per quanto riguarda la natura dei suoli, ma l'umidità e l'areazione sono fondamentali. I suoli sabbiosi sono i migliori, specie se ricchi di materia organica.
Una piante davvero formidabile!

10 settembre 2011
Andiamo sulla parte esterna della barriera corallina continuamente percossa dalle onde dell'oceano che su questa si abbattono. Alcuni pesci vengono spinti sulla barriera e si trovano a nuotare in pochi centimetri di acqua mentre cercano una via per ritornare in mare aperto.
È necessario proteggere bene i piedi per poter passeggiare sulla barriera perchè oltre ai coralli aguzzi ci sono granchi, murene e altri pericoli.
Proprio qui si possono trovare le conchiglie più belle che la bassa marea fa arrivare in superficie, quindi teniamo gli occhi aperti alla ricerca di preziosi tesori.
La triste verità è che le conchiglie più belle sono spesso "abitate" e non volendo sfrattare i legittimi proprietari ci limitiamo a guardarle o fotografarle.
Questi piccoli animali si muovono velocissimi a dispetto dalla casa ingombrante che devono spostare con se. Si chiudono in se stessi quando li prendi o li tocchi per poi ripartire a tutta velocità quando si sentono al sicuro.
Patrice ci regala un libro che parla delle conchiglie e le classifica secondo le differenti famiglie descrivendone la vita e il comportamento e si apre davanti ai nostri occhi un nuovo mondo incredibile e affascinante.
Riceviamo notizie di François, attualmente a Parigi dal fratello, che ora è pronto a ricominciare la sua nuova vita.


12 settembre 2011
È una bellissima notte di luna piena e decidiamo di andare a caccia di aragoste (nonostante la prima regola per trovare aragoste sia aspettare la luna nera).
La luna gigante illumina tutto a giorno, non c'è vento e il silenzio è rotto solo dai versi degli animali e dalle onde lontane che frangono sulla barriera corallina.
Armati di torcia e scarpe attraversiamo il bosco di cocchi facendo attenzione a non calpestare i tanti granchi che al nostro passaggio scappano a destra e a manca.
Arriviamo sul reef esterno e siamo avvolti da un intenso profumo di mare.
Cerchiamo senza nessun risultato tracce di qualche aragosta ma le onde sbattono sul reef con troppa violenza e rendono la nostra ricerca impossibile. Solo qualche granchio e qualche murena fanno capolino tra le rocce.
Niente aragoste...Pazienza...questa passeggiata notturna è stata comunque piacevole e qualcosa di diverso.
Ci sdraiamo allora ad ammirare il mare nero che percuote il reef con le sue onde, assaporando questo momento magico al chiaro di luna avvolti dai rumori della notte.

13 settembre 2011
Ci spostiamo in un ancoraggio vicino alla passe Nord e scendiamo subito a terra in esplorazione.
Troviamo un bellissimo "Fare" ovvero una casa fatta con foglie intrecciate delle palme del cocco. Queste persone sono abilissime nell'intrecciare questa foglia e ricavano rapidamente, cappelli, cestini, piatti, decorazioni e come potete vedere pareti e tetti per le loro case.
In un posto come questo i Fare rispondono ai bisogni del posto, offrono riparo dal sole e dalla pioggia e se sono distrutti dal maltempo vengono rifatti velocemente. Oggi sono per lo più usati come capanne per i lavoratori della copra.

14 settembre 2011
Le giornate passano veloci con le quotidiane faccende in barca, la lettura, le passeggiate a terra, le nuotate lungo la barriera corallina e le chiacchere con i nostri compagni di viaggio.
Le sere le passiamo spesso in compagnia di Patrice e Jacqueline per aperitivi o cene che ci permettono di conoscere queste due persone meravigliose. Siamo le uniche barche presenti sull'isola e assaporiamo la pace e la tranquillità di questi posti così lontani da tutto e da tutti.

settembre 2011
Il Reef Etoile è una barriera di corallo nel mezzo dell'atollo che affiora in superficie con una forma particolare a tre punte. Davvero Unico.
Gli abitanti di Amanu lo chiamano anche "l'ombelico" e dicono che questo luogo rappresenta la vera essenza dell' atollo.
L'ancoraggio è possibile sul lato Ovest grazie al fondo di sabbia su 5 m di acqua.
Una volta in acqua ci troviamo in un vero e proprio paradiso marino pieno di pesci colorati di tutte le forme. Qualche piccolo squalo pinna nera si aggira circospetto.
Tre aquile di mare nuotano intorno a noi curiose e sembrano davvero volare con i loro movimenti lenti e aggraziati.
Michele e Patrice partono immediatamente per una battuta di pesca e nei giorni che trascorreremo qui non ci mancherà certo il pesce: cernie, pappagalli e carangue blue. Dopo le ristrettezze delle Gambier questo ci appare come un vero paradiso.
Nuotare lungo il reef e curiosare la frenetica vita sulla barriera corallina è una delle nostre principali attività qui al reef etoile.
Una mattina in acqua facciamo un incontro davvero emozionante con tre Manta.
Questo animale meraviglioso nuota maestosamente nell'acqua accanto a noi, assolutamente inoffensivo in quanto si nutre di plancton si avvicina curioso per osservarci. Sono 3 di circa 2 m ma solo una si lascia toccare e girandosi sotto sopra viene in superficie accanto a noi. Il momento è di quelli magici che ti lasciano con il fiato sospeso, ci muoviamo lentamente per non spaventarla e proviamo ad accarezzarla con dolcezza. Sembra a suo agio e per un tempo che sembra interminabile nuota tra noi.
Rimaniamo elettrizzati da questo incontro che fortunatamente ripeteremo le mattine seguenti proprio vicino alla nostra barca.

17 settembre 2011
Qualche piccola noia al motore che ci costringe a cambiare i filtri, l'olio e dare una controllata generale. Patrice, che è sempre gentile e disponibile, si offre di darci una mano e lavoriamo il pomeriggio a 6 mani sul motore.
Il problema pare risolto e possiamo tranquillamente partire per Fakarava domani come previsto.
Festeggiamo in compagnia di Patrice e Jacqueline la nostra ultima sera ad Amanu...pizza, torta, pastis e tanta allegria.