11 December 2017

CANARIE: TENERIFE, LA PALMA E LA GOMERA

1/12/2017 Gran Canaria:Las Palmas – Tenerife: San Miguel (28°01.16N 16° 36.80W)
Il sole è ormai tramontato quando salpiamo l’ancora e usciamo dal trafficato porto di Las Palmas. Avanziamo a motore verso nord, una volta superata la Isleta apriamo le vele e fiancheggiamo la costa. Il mare calmo viene scosso a ritmi regolare da un importante onda lunga che rimane a testimonianza del forte vento avuto nei giorni precedenti. La costa è alta e scura illuminata solo nei centri abitati. Superata Punta Sardina attraversiamo il canale tra  Tenerife e Gran Canaria in uno stato di calma e silenzio irreale. Come previsto il vento ci ha progressivamente abbandonato e terminiamo la notte a motore facendo ben attenzione al passaggio delle navi. Alle prime ore del mattino siamo a sud di Tenerife in avvicinamento del porto di San Miguel. Sono le 7 quando li contattiamo con il vhf e con il nostro “itagnolo” riusciamo a rimediare un posto per la notte. Sono strapieni, la banchina di attesa ha barche in seconda e terza fila. Ci mettono al fianco di una barca sul primo pontone e anche se non abbiamo corrente elettrica la soluzione ci sta bene visto che dobbiamo passare qui solamente una notte. Il marinaio con cui sbrighiamo le pratiche ci spiega che il porto è sempre così pieno tra barche di passaggio e chi lascia la barca per l’inverno. La posizione d'altronde è comoda perché è una buona partenza per navigare verso ovest come verso est. 
Qui ci raggiunge Anne Flore, sorella di un caro amico incontrato nel nostro viaggio con Coelacanthe, con la quale esploreremo le isole Ovest delle Canarie. Con un taxi raggiungiamo il Mercadona, un supermercato a 15 minuti di auto, dove facciamo una abbondante cambusa. La barca ora è pronta e a noi non resta che andare a riposare per partire pieni di energia per questa nuova navigazione.
3/12/2017 Tenerife: San Miguel – Punta Teno (28°20.50N 16° 55.10W)
Alle 8:50 lasciamo il porto, abbiamo 30 Mn da percorrere oggi e approfittiamo del vento e di questo mare tranquillo. Il cielo è grigio e coperto di nuvole, come annunciato, ma navighiamo con ottimismo verso il cielo azzurro. Scapoliamo l’estremo sud dell’isola dove spicca imponente il faro della Rasca. Il cielo si apre sempre di più anche se non completamente. In questa parte della costa il vento cala e poi riprende a raffiche per poi lasciare di nuovo, siamo quindi impegnati nella continua regolazione delle vele. Questo comunque non ci impedisce di osservare il paesaggio, superiamo Los Cristianos, Playa de las America, Costa Adeje, fino a Puerto de Santiago. La zona risulta eccessivamente edificata, stili architettonici diversi si sovrappongono senza criterio, palazzi alti, bassi di tutti i colori e soprattutto costruzioni per nulla in armonia con il paesaggio magnifico che le circonda. La posizione ben protetta dai venti dominanti, quindi calda e calma tutto l’anno, l’hanno resa meta turistica dell’isola per eccellenza. Qui si susseguono hotel ristoranti, spiagge attrezzate dove è possibile trovare qualsiasi tipo di servizio e attrezzatura.  Superato Puerto de Santiago iniziano le spettacolari falesie de Los Gigantes, dove l’uomo, fortunatamente, non ha potuto continuare la sua opera di deturpazione dell’ambiente. Il paesaggio qui è bello e selvaggio da togliere il respiro, complice sicuramente anche il sole e un cielo azzurro che finalmente  ci accompagna. Ai piedi di queste alte scogliere a picco sul mare si vedono piccole calette raggiungibili via mare. Proseguiamo la nostra navigazione fino a Punta Temo dove buttiamo l’ancora alle 14:40. L’acqua è trasparente  e calda ma la nostra pancia reclama un meritato pranzo in pozzetto. La vista è spettacolare, mentre sorseggiamo un caffè, non possiamo togliere gli occhi da questo luogo magico dove le onde spumeggianti si infrangono sulla rocce vulcaniche della costa sotto lo sguardo placido di queste immense montagne solitarie che si elevano sullo sfondo. Nel tardo pomeriggio sbarchiamo sulla spiaggia  dove si trova qualche barca da pesca, la protezione di una piccola barriera di scogli ci permette di scendere senza troppi problemi.
Raggiungiamo il faro, siamo nella parte nord ovest più estrema dell’isola, e da qui scattiamo foto all'infinito rapiti da questo luogo meraviglioso. Vagabond è la sola barca cullata da un mare blu, placida e silenziosa ai piedi di questi imponenti giganti. Una pace da togliere il respiro…. Poi in un attimo tutto si trasforma, giusto prima del tramonto, macchine e pullman scaricano turisti che invadono il luogo. Non importa condividiamo con tutta queste persone rumorose la magia del tramonto per poi ritrovarci nuovamente soli all'imbrunire. Il vento rinforza sempre più ma soprattutto le accelerazioni del vento rendono l’ancoraggio scomodo. Dormiamo con un occhio aperto ed uno chiuso e prima che faccia giorno riprendiamo il mare.  
4/12/2017 Tenerife: Punta Temo – La Palma: Santa Cruz (28°40.70N 17° 46.01W)
Sono le 4:30 quando salpiamo l’ancora, Reva è l’unica che dorme nella sua cabina mentre il resto dell’equipaggio è impegnato nelle manovre. Superiamo la punta Teno veleggiando a gran velocità mentre una magnifica luna illumina Los Gigantes che lasciamo sulla nostra scia. Abbiamo un buon vento che ci permette di avanzare al traverso, il mare è formato e si stabilizza solo una volta che ci siamo allontanati dalla costa. Anne Flore suggerisce di buttare l’amo e dopo 10 minuti abbiamo a bordo una grande Dorada. Che ottima pesca! La navigazione procede tranquilla, avanziamo sempre rapidi a vela mentre il mare si calma un poco. Avvistiamo l’isola di La Palma, alta e verde sulla linea blu del mare. Bellissima! Anne Flore e Reva si sdraiano in pozzetto e le ultime miglia che ci separano dalla destinazione passano velocemente tra la lettura di una storia e l’altra. Poco prima di arrivare un  numeroso gruppo di delfini viene a saltare accanto allo scafo e lo seguiamo a prua dove si divertono tra spruzzi e piroette. Alle 12:00 siamo a La Palma ormeggiati nel porto di Santa Cruz. 


5/12/2017 La Palma permette di scoprire una natura autentica e preservata, dalla foresta pluviale e lussureggiante del nord si passa al paesaggio vulcanico e deserto del sud. Il meteo ci obbliga ad una sosta di un paio di giorni e non ci lasciamo, quindi, sfuggire  l’occasione di visitare questa isola così diversa da tutte le altre. La mattina dopo aver comprato il necessario per fare un pic-nic, prendiamo il bus che ci conduce fino al centro di accoglienza del Parco Nazionale della Caldera de Taburiente. L’aria frizzante punge sul viso e sulle gambe lasciate scoperte dai pantaloncini. Siamo in questo spazio naturale vergine di 47km² situato nel cuore geografico e simbolico della Palma. Numerosi i sentieri che si snodano nel parco, la maggior parte ben curati e in buono stato anche se devono essere scelti con attenzione in funzione del loro livello di difficoltà e del meteo previsto per la giornata (a volte caratterizzato da cambi di tempo repentini). Con un taxi raggiungiamo il Mirador della Cumbrecita (1287m) dove ci troviamo circondati da fitte foreste di pini, sorgenti, torrenti, cascate, impressionanti formazioni rocciose e kilometri di sentieri. È una bellissima giornata di sole, il cielo è limpido e di un azzurro intenso, la giornata ideale per una scampagnata in montagna. Iniziamo a camminare seguendo un sentiero che con un circuito circolare ci permette di osservare la Caldera de Taburiente. Ora che ci siamo riscaldati decidiamo di seguire il sentiero nella parte più soleggiata della montagna fino alla cappella Ermita de la Virgen del Pino. 
Il sentiero è un continuo sali e scendi, camminiamo tranquillamente facendo soste nei tanti belvedere per ammirare il paesaggio e consumiamo il nostro pranzo su un tappeto di aghi di pino. Il sentiero sembra non finire mai e siamo ben contenti di veder sbucare il campanile della piccola cappella bianca della Virgene del Pino alle porte di El Paso. Riprendiamo il bus che con la sua strada panoramica ci riporta al Marina dove ci attende una doccia bollente per riprenderci dalle fatiche della giornata. Festeggiamo con aperitivo regale a base di delizioso foie gras e champagne. Grazie Anne Flore!


6/12/2017 La Palma:Santa Cruz – La Gomera:Bahia de Argayal  (28°04.66N 17° 19.53W).
Dedichiamo la mattinata ad esplorare la capitale Santa Cruz de la Palma, città costiera immersa tra verdi e fertili colline. Passeggiamo nel centro storico lungo la Calle O’Daly, una via pedonale contornata da negozi, ristoranti e case in stile coloniale colorate e ben tenute. La prosperità economica del luogo dipese molto dal cantiere navale di Santa Cruz, il più reputato di tutto l’arcipelago, che, grazie al pino di quest’isola ricco di resina e povero di termiti, era famoso per la fabbricazione di barche affidabili e resistenti. Proseguiamo la nostra passeggiata e incontriamo il palazzo de Salazar, piazza di Spagna, la Chiesa del Salvador, la Chiesa di san Francisco, il Museo Insular fino al Castello de Santa Catalina. Ci sono molte cose da vedere e il tempo passa piacevolmente. Ci fermiamo a far rifornimento di pane e freschi poi in una pasticceria Anne Flore ci fa scoprire le “enseimada” un goloso dolce spagnolo. 
Rientriamo in barca anche se il marina non è molto confortevole a causa di una fastidiosa onda che entra e fa ballare tutto. Alle 14:30 siamo in navigazione per percorrere le 45Mn che ci separano dalla Gomera. Partiamo alla grande con delfini a prua, tutte le vele aperte, un onda che migliora via via che ci allontaniamo dalla costa. Mettiamo la linea in mare nella speranza di ripeter la pesca miracolosa della volta precedente. Lontani dalla terra, avvolti dal silenzio e dal profumo del mare, il tempo si ferma ed è un piacere condividere questo momento con altre persone. Poi il vento ci abbandona un po' prima del previsto e non ci resta che proseguire a motore fino alla baia di Argayal nella costa ovest della Gomera dove buttiamo l’ancora alle 23:30. Il fondo è di sabbia, l’ancoraggio tiene molto bene quindi andiamo tutti a riposare tranquilli. 


7/12/2017 La Gomera:Bahia de Argayal – San Sebastian  (28°05.29N 17° 06.56W).
Ci svegliamo cullati dalle onde e con una bella giornata limpida anche se il sole ci raggiunge tardi in barca perché la costa alta e rocciosa ci nasconde. Michele ci sbarca al porto di Vueltas dove si trovano tante piccole imbarcazioni di pescatori. La spiaggia vulcanica è di finissima sabbia nera come la pece. Superiamo la Puntilla, fiancheggiamo il mare fino alla grande spiaggia della Valle Gran Rey naturale conclusione della famosa valle, da cui prende il nome, una gola profonda e verdeggiante cuore turistico dell’isola. Raggiungiamo il piccolo villaggio di La Playa pieno di negozietti specializzati in materiali tecnici per escursioni. La giornata è bella e calda ma non è possibile fare il bagno a causa dell’onda forte che si frange sulla spiaggia. Ritorniamo alla prima spiaggia ben protetta dalla banchina del porto e ci prepariamo per un bel bagno. Vediamo Vagabond ballare all’ancoraggio e chiamiamo il capitano per capire il programma della giornata. L’ancora tiene bene ma il vento è rinforzato molto e in previsione del forte aumento atteso per le prossime ore dobbiamo rientrare e partire. Reva in costume immersa fino alle cosce è costretta ad abbandonare il suo bagno. Tutti a bordo!! Alle 13:20 partiamo, giusto il tempo di mangiare tranquilli un panino in pozzetto, poi superata la Caldera, siamo di bolina e avanziamo veloci verso la capitale. Barca piegata, vele ridotte,  onde e tanto sole ci accompagnano in queste 20Mn che ci separano dalla destinazione. Entriamo nel porto di San Sebastian de la Gomera alle 18:14 ben contenti di essere finalmente nelle tranquille acque del marina.
8/12/2017
Il Marina è ben attrezzato e il personale cordiale ed accogliente. Numerose barche a remi sono legate alla banchina nord pronte per la partenza del Talisker Whisky Atlantic Challenge 2017. Diversi Team si sfidano  nell’attraversare l’oceano atlantico a remi e noi andiamo a vedere da vicino queste barche colorate che dovranno ospitare per molti giorni solitari o equipaggi di due/quattro persone. 
Facciamo quattro passi nella capitale, partiamo dalla piazza Americas e percorriamo la Calle Real dove si trova la Casa de la Aguada, la Chiesa della Virgen de la Asuncion e la Casa Colon e il giro è presto fatto. Spendiamo molto tempo invece nel bel parco della Torre del Conde immerso nel verde e con una nuova area giochi capace di conquistare grandi e piccini. Ci fermiamo anche sulla bella spiaggia vulcanica accanto al Marina dove Reva può finalmente fare il suo tanto desiderato bagno e giocare con le onde e la sabbia. 
9/12/2017 La Gomera:San Sebastian – Tenerife: San Miguel (28°01.24N 16° 36.73W)
Salpiamo la mattina in tutta tranquillità, è una bella giornata di sole, il vento  è diminuito rispetto ai giorni precedenti e veleggiamo di bolina verso Tenerife.  Abbiamo 30Mn da percorrere ma sappiamo che saremo in mare per tutta la giornata. 
Un gruppo di globicefali attraversa la nostra rotta, possiamo quindi ammirarli da vicino, sono molto più grossi dei delfini, più scuri, hanno la testa tondeggiante e presentano la loro tipica pinna dorsale bassa e ampia alla base. Un altro incontro emozionante!
Alle16:30 siamo ormeggiati nel porto San Miguel di Tenerife. Questa volta abbiamo un posto tutto per noi e siamo anche più vicini alle docce. Prepariamo una cenetta a bordo di Vagabond e festeggiamo queste belle giornate passate con Anne Flore. Reva si è molto affezionata a questa ragazza tanto dolce e simpatica. Brindiamo a noi e alle belle amicizie che nascono condividendo giornate di mare come queste.
10/12/2017 Tenerife: San Miguel - Gran Canaria:Las Palmas (28°07.75N 15° 25.21W)
Il porto è avvolto nel silenzio quando lasciamo l’ormeggio di san Miguel alle prime ore del mattino, ci aspetta una bella giornata di navigazione (88Mn) per risalire a Nord di Gran Canaria. Procediamo di bolina veloci, fortunatamente senza troppa onda. Il sole ci scalda e il cielo è di un azzurro incredibile. Ammiriamo la costa Ovest di Gran Canaria poco popolata, aspra con le sue scogliere ma ancora così meravigliosamente selvaggia. Con un bordo ci avviciniamo ad Agaete famosa per il “dito di Dio” un monolito di basalto attrazione turistica della zona. Superiamo poi punta Sardina e vediamo sfilare sotto di noi tutto il litorale Nord di Gran Canaria. Questa volta possiamo osservarlo con la luce del sole che fa risaltare i suoi colori. 
Alle 22 siamo a Las Palmas di Gran Canaria, buttiamo l’ancora e ci infiliamo in cabina per le nostre meritate ore di sonno. Ci aspetta una sosta invernale di qualche mese, avremo quindi tutto il tempo di scoprire e lasciarci stupire da questa belle isola. Non vediamo l’ora!


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13 November 2017

GIBILTERRA-CANARIE: Vento Forza 8, l’Oceano ci da il benvenuto!

8/11/2017 Partenza da Gibilterra (0/715Mn).
Alle prime luci del giorno salpiamo dalla Linea e salutiamo la Rocca di Gibilterra, ”Ciao Macachi!” dice Reva agitando la mano. Fa un freddo pazzesco, abbiamo addosso giacca, cappello, calze e scarpe mentre il ponte è completamente bagnato. Facciamo uno slalom a vela tra le navi ancorate nella baia poi imbocchiamo lo stretto di Gibilterra con il vento in poppa e corrente uscente. Il sole riesce finalmente ad avere la meglio sulle nuvole e con i suoi raggi tiepidi arriva a scaldarci in pozzetto. La visibilità è ottima quindi teniamo sotto controllo il traffico di navi a babordo e nello stesso tempo possiamo osservare il paesaggio a tribordo. La costa spagnola si presenta verde e piena di alberi nella prima parte poi sempre più brulla e piena di eolici in perenne movimento. Raggiungiamo Tarifa, superiamo la Isla de las Palomas e vediamo l’acqua come ribollire dove si incontrano i due mari. Salutiamo il Mediterraneo e respiriamo a pieni polmoni il profumo dell’Oceano!
Siamo contenti di tornare a navigare in Atlantico, contenti di ripercorrere la strada fatta nel 2009, contenti di poter rivivere le emozioni di ieri e assaporare quelle di oggi.
Il sole è alto nel cielo, l’orizzonte è una linea netta tra il blu del mare e il l’azzurro del cielo. Uno spettacolo. Facciamo rotta verso Sud-Ovest , procediamo a 6Kt con genoa tangonato mentre soffia un Est 10-15kt .
Reva è contenta di partire e di raggiungere isole dove fa più caldo. Alla Linea si è divertita molto e spera di trovare ancora tanti parchi giochi e bambini per giocare. Si mette subito a sfogliare i suoi libri e colorare. Stiamo tutti bene, prendiamo subito il ritmo della navigazione facilitati sicuramente da questa andatura confortevole. Nel pomeriggio togliamo il tangone e facciamo rotta ancora più a sud. Notte tranquilla sotto una luna luminosa.   
9/11/2017 34°42.03N 08°02.83W (164/715Mn).
164Mn percorse. Il vento è sempre in poppa, avanziamo velocemente mentre un onda lunga ci raggiunge. Bella giornata di sole senza una nuvola in cielo. Reva si è data una missione: colorare un disegno stampato di 1,5m. Tutta presa dal suo compito passa le ore con i pennarelli in mano cambiando solo ogni tanto location e posizione. Noi vigiliamo sulla navigazione e ci riposiamo. Come previsto rinforza il vento e il mare. 


10/11/2017 32°36.51N 10°28.96W (341/715Mn).
Intorno alle 5 del mattino un forte rumore proveniente da poppa mi sveglia, avviso Michele e siamo subito in coperta. Tutto è in ordine e funzionante rimaniamo pero seduti in pozzetto qualche minuto. Il buio ci avvolge, il mare grosso spumeggia mentre il vento sta rinforzando sempre di più. Come atteso avremo 24h di vento fino a 30kt quindi sappiamo che ci aspetta una giornata impegnativa. Mettiamo solo la trinchetta, leghiamo la randa al boma in modo che sia ben protetta e la blocchiamo bene. Il vento rinforza molto di più di quanto atteso e noi riduciamo di conseguenza la trinchetta.
La giornata è splendida con un sole brillante e un cielo senza nuvole. La barca naviga bene con la poca vela aperta, è stabile e surfa sulle onde. Michele sorveglia la navigazione mentre io e Reva siamo perse tra libri, giochi e carte. Abbiamo creato un angolo confortevole in dinette e trascorriamo qui tutta la nostra giornata. Reva sta benissimo mentre io e Michele siamo infastiditi. Abbiamo perso l’appetito, economizziamo le energie e appena possibile facciamo a turni dei pisolini. Fuori il vento rinforza, raggiungiamo i 35kt reali e poi i 40kt. Siamo tranquilli perché la barca è stabile, naviga bene in un mare con onde importanti. Dobbiamo solo aspettare.
Quando arriva il buio Reva riposa come sempre nella sua cabina, io e Michele invece ci mettiamo in dinette pronti a saltar fuori per qualsiasi motivo. La notte invece passa tranquilla, la barca surfa stabile, il vento fischia tra le sartie e il mare spumeggia tutto intorno. Grazie Vagabond sei proprio una vera barca oceanica!
11/11/2017 31°17.02N 12°49.22W (493/715Mn).
493 Mn percorse. Ci svegliamo con 20kt di vento che ci sembrano una brezza rispetto alle ultime 24h. Anche il mare si è calmato pur rimanendo molto mosso mentre il sole illumina questa bella giornata. Aumentiamo la trinchetta, poi passiamo al genova e infine rimettiamo la randa.
Nel pomeriggio ci ritroviamo a bolinare con 9kt di vento che ci abbandona definitivamente al tramonto. Rimaniamo per 3 ore in una zona senza vento poi in serata riprendiamo la navigazione in poppa di 15kt, con un mare e andatura molto confortevoli.
Un piccolo uccellino è a bordo con noi da ieri. Questo pomeriggio entra e fa il giro delle cabine per la gioia di Reva che lo segue ovunque. Proviamo a dargli cibo ed acqua ma sembra aver bisogno solo di riposo. Ci vola accanto, cinguetta e si lascia quasi toccare. Lo lasciamo riposare poi uscirà dalla barca e volerà via. 
12/11/2017 29°15.63N 14°30.80W (643/715Mn).
Al nostro risveglio siamo a 72Mn da Gran Canaria. Il morale è altissimo in questa calda giornata con mare calmo, sole e uccelli che volano intorno a Vagabond. Lanzarote e Fuerteventura sono al nostro fianco mentre veleggiamo a 7kt fino a mezzogiorno. Siamo a 44Mn  di distanza quando il vento cala permettendoci comunque di avanzare a vela. Più tardi in pozzetto mentre facciamo una merenda ci sorprende lo spruzzo gigante di una balena a un paio di miglia dalla barca. Restiamo ore con gli occhi incollati sul mare ma la nostra amica non si farà vedere con nostro immenso dispiacere.
Alle 22 buttiamo l’ancora nell’ancoraggio di Las Palmas, Reva dorme profondamente, io e Michele ci sediamo in pozzetto in silenzio avvolti dalle luci, dai rumori e dagli odori della città. Vicino a terra non si riesce più a sentire il profumo dell’Oceano! Andiamo a dormire le nostre meritate ore di sonno.


2 November 2017

SPAGNA: La Linea de la Concepción

Siamo a La Línea de la Concepción l’ultimo comune spagnolo dell’Andalusia che confina con Gibilterra. Qui si trova la frontiera tra Spagna e Regno unito che ogni giorno è attraversata instancabilmente da numerosi lavoratori, turisti e viaggiatori come noi. Tutto si può dire della Linea tranne che sia una bella città. Escluso il centro, ben curato con le vie pedonali piene di negozi e le sue piazze ben curate, il resto è tristezza. Grossi palazzi, colorati, squadrati e scrostati uno addosso all'altro che si affacciano su una baia immensa piena di cargo, navi da crociera e petroliere.  Nonostante questo noi siamo affezionati a questo posto che riesce sempre a regalarci bei momenti. Sarà che questo è il nostro approdo dopo lunghe traversate e dopo tanti giorni di mare probabilmente la nostra voglia di terra è tale da farci sorvolare su alcuni “dettagli”. L’ancoraggio è gratuito e sicuro, situato davanti ad una bella spiaggiona di sabbia che ogni mattina viene ripulita da un trattore. Quando sbarchiamo per fare due tiri al pallone o sgranchirci le ossa troviamo quindi una spiaggia calda e pulita ad attenderci. Per lasciare il dinghy in totale sicurezza basta lasciarlo allo yacht club (6€ al giorno) oppure per breve tempo è possibile lasciarlo al molo dei pescatori o anche legato alla massicciata. A terra si trovano numerosi e grandi supermercati per fare rifornimenti, Carrefour o Mercadona, che offrono gratuitamente anche il servizio di consegne a domicilio. In centro si trova una lavanderia comodissima della catena ecolundry pulita, economica (8€ per 20kg, 4€ per 10kg) e con potentissimo wifi offerto. Abbiamo fatto tutte le lavate possibili e nello stesso tempo chiamato famiglia ed amici in ogni angolo del mondo. Il pezzo forte però restano i parchi giochi, belli, grandi, pieni di bimbi e costruiti ovunque. Sul lungomare c’è un piccolo parco ogni 5 metri, in centro un parchetto in ogni piazza, rotonda o via pedonale. Due parchi giganti in particolare sono diventati la nostra meta di pellegrinaggio quotidiano: il parco in centro con due enormi galeoni in plastica e scivoli di tutti i tipi sempre pieno di bambini e il parco di corde e ponti sospesi proprio davanti la frontiera. Inutile dire che, per degli appassionati di parchi come noi, questo è il paradiso. Certamente testare ogni singolo gioco ci ha portato via parecchio tempo ma alla fine questo sporco lavoro qualcuno lo deve pur fare!
Il lungomare è provvisto di una grande passeggiata pedonale con settore dedicato a bici e tutto quello che è su ruote (skate, monopattino, pattini in linea...) che qui abbondano. Reva ha ricevuto in regalo un monopattino e qui ha mosso i suoi primi passi da roller!Impossibile descrivere a parole la sua felicità.
Altra grande ricchezza locale è la bella biblioteca in centro vicino alla posta dove passiamo le mattinate a consultare magnifici libri illustrati nell'accogliente sala lettura dei bambini. Il personale gentilissimo che  lavora là vedendoci quasi tutti i giorni ormai ci riconosce e ci saluta con affetto. Reva è una grande appassionata di libri capace di stare ore seduta in silenzio a sfogliarli.
A tutto questo aggiungiamo il piacere di aver ritrovato carissimi amici con i quali abbiamo condiviso la traversata dell’Atlantico del 2016. Remi e Carolle sono persone magnifiche con loro ci intendiamo benissimo e riusciamo sempre a passare momenti indimenticabili. Quando loro partono verso Madeira ci salutiamo con la promessa di ritrovarci più “vecchi” sempre qui!!Buon vento amici!



Il tempo passa velocemente e mentre aspettiamo che il meteo sia favorevole per scendere direttamente alle Canarie ci gustiamo i sapori dell’autunno e festeggiamo le ricorrenze di novembre. Reva scopre l’autunno, le foglie che cambiano colore e cadono a terra, i frutti deliziosi come la castagna, le noci o le nocciole. Per la festa di Halloween prepariamo i nostri tradizionali biscotti mostruosi, intagliamo una zucca e decorazioni da appendere a bordo. Quest’anno abbiamo persino un fantasma che gira per Vagabond in cerca di dolcetti. 
Arriva anche il compleanno del capitano che viene festeggiato come si merita. La torta preferita è nel forno mentre impastiamo un pranzetto speciale, i canederli, con la ricetta originale del nostro amico Christoph. Tanti auguri Capitano e cento di questi giorni!
E come tutte le cose belle anche il nostro soggiorno alla Linea finisce. Il tempo è cambiato, fa sempre più freddo e l’umidità aumenta, il vento è in arrivo quindi non ci resta che far rotta verso Sud. Salutiamo la Linea sicuri che questo è solo un arrivederci. 


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21 October 2017

Gibilterra: 4 passi tra storia e natura a Gibilterra

È una bellissima giornata di sole, scarpe da ginnastica ai piedi e zaino in spalla, ci prepariamo per una gita nel Regno Unito. Lasciamo il dinghy in sicurezza allo yacht clud Linense (6€ al giorno) poi procediamo a piedi fino alla frontiera con Gibilterra territorio d’oltremare del Regno unito. Passati i controlli della frontiera dobbiamo attraversare a piedi la pista di atterraggio dell’aeroporto costruita in uno stretto passaggio pianeggiante ai piedi della Rocca di Gibilterra. Insieme a noi turisti, residenti e tanti lavoratori spagnoli che tutti i giorni attraversano la frontiera per recarsi al lavoro.
Siamo in una striscia di terra all'estremità dello stretto di Gibilterra, un tempo notavcome Calpe una delle colonne d’Ercole, che collega il Mar Mediterraneo con Atlantico.
Facciamo subito una passeggiata all’Ocean Village costruito davanti al marina dove si possono trovare negozi, bar e ristoranti di ogni genere. Michele ovviamente fa un salto allo shipchandlers per cercare materiale utile alla manutenzione di Vagabond. 
Raggiungiamo il centro città passando per Casemates Square che prende il nome dalla caserma situata sul suo lato nord. Un tempo era luogo di esecuzioni oggi è una piazza piena di vita e di locali per mangiare all’aperto. 
Imbocchiamo la Main Street strapiena di persone a passeggio che lanciano sguardi alle vetrine dei negozi di liquori, tabacco, apparecchi elettronici, profumi e vestiti.
Proseguendo raggiungiamo la Cattedrale Cattolica Santa Maria in stile gotico costruita sul sito di una vecchia moschea. Fu danneggiata enormemente durante il
Grande Assedio ma esiste ancora parte della struttura originale. 
Raggiungiamo il vicino punto informazione che ci indica la strada più veloce per raggiungere la cima della rocca. Dalla strada principale si prende la via Bell poi con tanta buona volontà si salgono i gradini della Castle Steps che conducono alla Willis’s road giusto accanto all’ingresso della Riserva Naturale (Ingresso pedonale di 1£ a
persona). 
Appena entrati troviamo il Moorish Castle, costruito nel 711 quando il condottiero berbero Tariq conquisto la rocca che prese il suo nome “Monte di Tariq”. Nel Medioevo fu occupata da arabi e berberi (durò 710 anni) che compresero l’importanza strategica di queste terre per conquistare la penisola iberica. Nel 1300 gli spagnoli la strapparono agli arabi che la ripresero però trentanni dopo.
Solo nel 1500 ritornò agli spagnoli e il re CarloI fece costruire un lungo bastione per
rinforzare le difese della città (Il muro di CarloV) una trincea e un ponte levatoio.vNel 1700 inizia l’occupazione britannica, con il Trattato di Utrecht nel 1713 Gibilterra viene ceduta alla Gran Bretagna anche se sarà il trattato di Siviglia del 1729 a determinare la rinuncia definitiva della Spagna. Noi però proseguiamo la nostra camminata in perenne salita superando prima le gallerie scavate durante la Seconda Guerra Mondiale, poi quelle scavate durante il Grande Assedio (1779-1783) che creano un imponente sistema di difesa. Raggiungiamo un interessante esposizione della città assediata allestita in uno dei primi edifici costruiti dai britannici che riporta sui muri graffiti del 1726. Pannelli in Inglese, spagnolo e francese spiegano la vita del tempo per i soldati ma anche per i civili. La mancanza di acqua potabile, la difficoltà nel trovare cibo e le malattie che hanno fatto centinaia di vittime.
Proseguiamo la nostra passeggiata lungo la tranquilla ed ombreggiata Queen’s road che malauguratamente decidiamo di abbandonare a metà percorso. Saliamo le scale del muro di CarloV, un lungo bastione costruito per rinforzare le difese della città. Il muro si divide in due parti, noi entriamo nella seconda parte che porta fino in cima alla rocca. Le scale sono formate da stretti gradini di pietra lungo questo muro a destra e con appena un cavo metallico di protezione a sinistra. Io che non amo le grandi altezze procedevo con lo sguardo fisso sul gradino davanti a me cercando di
sfuocare il più possibile tutto quello che gli stava intorno! Per concludere un inquietante cartello avvisa che incontrare le scimmie nello spazio stretto delle scale può renderle aggressive...perfetto!Dopo un po' di esitazione iniziamo l’ascesa che mette a dura a prova il nostre cuore e le nostre ginocchia. Finita la prima rampa ci fermiamo a riprendere fiato ma l’unica strada possibile qui è salire l’ultima rampa.
Nessuna scimmia all’orizzonte quindi riprendiamo la scala e proprio arrivati sugli
ultimi gradini due grossi Macachi ci vengono incontro, il più grosso sale sul muro e agilmente salta sullo zaino di Michele. Io mi fermo con Reva che scoppia a piangere perché vede il suo papà sotto attacco. Il Macaco trova facilmente una cerniera che apre e dalla quale estrae la busta di salviettine che getterà a terra dopo aver compreso che non sono commestibili. Michele continua a camminare fino alla strada dove la scimmia scende pacifica tra le risate generali. Sola sui gradini, sempre con lo sguardo sul gradino successivo, avanzo con Reva più tranquilla mentre la seconda scimmia salta sul mio zaino attaccandosi saldamente ai miei capelli. Fortunatamente non riesce a trovare la cerniera del mio zaino dove invece erano custoditi i panini per il
pranzo. Più che aggressive queste scimmie sembrano davvero affamate. Eccoci arrivati al Covo delle Scimmie che sono dei Macachi (scimmie senza coda) originarie del sud-est asiatico e dei paesi magrebini. Ci fermiamo a guardarle e fare qualche foto mentre cercano cibo a destra e sinistra. Ci sono anche tanti piccoli che giocano e saltano. Quando non stanno mangiando passano il loro tempo a spulciarsi l’un l’altro (speriamo non ci abbiano passato nulla mentre erano sui nostri zaini!!).
Siamo arrivati alla sommità della rocca che si può facilmente raggiungere con la teleferica che parte dal centro città. La Rocca di Gibilterra è alta 426m e nella parte
nord arriva fino 411m alle Rock Gun Battery. Nella rocca si trovano circa 100 caverne di cui la più famosa è la St. Micheal’s cave. La Rocca fa parte della Cordigliera Betica una catena montuosa nella parte meridionale della Penisola Iberica. Ammiriamo il panorama mozzafiato e dopo aver salutato le scimmiette ci troviamo un angolo tranquillo nel verde per il nostro pranzo.


Scendiamo in città e percorriamo tutta la Willis’s road fino alla Chiesa del Sacro Cuore chiusa e mal tenuta. Costeggiamo la Garrison Library, un edificio elegante con un bel giardino, che ospita numerosi testi storici poi arriviamo al The Convent antico
convento dei Francescani costruito dagli spagnoli nel 1531 oggi sede del governatore
britannico. Durante la settimana si può vedere il cambio della guardia davanti all’entrata principale. Raggiungiamo il King’s Bastion che percorriamo in tutta la sua lunghezza oggi importante centro ricreativo accanto al quale si trova la grande area verde del Commonwealth Park. Raggiungiamo la Cattedrale anglicana della Santa Trinità situata in piazza Duomo, famosa per la sua architettura moresca e gli archi a ferro di cavallo. Finalmente troviamo un parco giochi piccolo ma ben tenuto capace di fare la gioia di Reva.
Abbiamo le gambe doloranti per la lunga camminata di oggi, ci avviamo verso il
confine ben contenti della fantastica gita di oggi. Reva che ha camminato tutta la giornata senza dare mai segni di cedimento e con grande entusiasmo riesce addirittura
a dirci appena passata la frontiera spagnola “ E ora cosa facciamo?andiamo al parco
giochi?”...Beata gioventù!


17 October 2017

Mediterraneo: Grecia - Gibilterra

1/10/2017 Partenza da Milos (0/1509Mn).
Alle 7 salpiamo l’ancora mentre la città di Adhamas è ancora addormentata. Usciamo dalla grande baia di Milos di bolina passando giusti giusti punta Lakida con un onda formata che rende la navigazione piuttosto sgradevole. In questo momento esatto si rompe il cordino che tiene in acqua l’idrogeneratore e  Michele si ritrova a testa in giù per ripararlo.  Passata la punta possiamo finalmente cambiare andatura, siamo al gran lasco, riprendiamo fiato mentre facciamo rotta su Kithera.
Lasciamo Milos e la Grecia nella scia schiumosa di Vagabond dopo avervi passato un anno e mezzo. Abbiamo esplorato le sue belle isole, visitato i suoi paesini arroccati, riposato in baie spettacolari e selvagge e incontrato persone gentili e piene di mille attenzioni. Capiamo bene perché tanti amici arrivano in questo luogo per navigare qualche anno e poi non riescono più ad  andarsene stregati dal connubio perfetto di natura, storia e cultura che ti sazia senza stancarti mai. Porteremo senza dubbio tutto questo nel cuore ma il nostro spirito vagabondo ci obbliga a partire. Abbiamo bisogno di riprendere il mare, di tornare a respirare il profumo dell’oceano, di passare un inverno con un clima più mite del precedente e soprattutto di trovare nuovi stimoli. Eccoci qui dunque a navigare facendo rotta verso Ovest ben contenti di tornare a navigare un po' ben consapevoli che la Grecia ci mancherà.
Un problema al timone sinistro ci riporta bruscamente alla navigazione distogliendoci dai nostri pensieri. Togliamo il genoa e ci mettiamo contro vento. Michele di nuovo a testa in giù rimette il timone a posto mentre il vento e il mare spazzano il pozzetto bagnandoci completamente. Reva dall’interno ci osserva curiosa probabilmente chiedendosi perché la obblighiamo a restare dentro mentre noi fuori ci “divertiamo” così tanto! Al secondo tentativo tutto torna in ordine, rimettiamo Vagabond in rotta e proseguiamo la navigazione vento in poppa in questa bella giornata di sole. Procediamo velocemente a una media di 7kt mentre surfiamo sulle onde. Al tramonto stiamo cenando sotto l’isola di Kithera costellata di isolotti da tenere sotto osservazione. Abbiamo tirato fuori pantaloni lunghi, calze, giacca e cappello in preparazione della notte. Dopo una pausa di navigazione così lunga la prima notte è sempre la più difficile, bisogna riabituarsi e adattarsi a questo riposo continuamente interrotto. Reva è stanca e si addormenta alla seconda favola della buonanotte mentre il mare ci culla dolcemente. Io e Michele ci alterniamo in turni di veglia e di riposo stando ben vigili visto l’intenso traffico di navi di questo tratto di mare. Nel cuore della notte il vento cala e attraversiamo una zona nuvolosa a bassa visibilità. Procediamo un paio d’ore a motore con il radar acceso. Alle % il cielo è di nuovo libero e il vento torna a soffiare spingendoci rapidamente.
2/10/2017 36°00.75N 21°21.48E (165/1509Mn).
Alle 8 abbiamo percorso 165Mn, il cielo è sereno, il sole ci scalda e il vento continua a soffiare. Il meteo scaricato sembra confermare l’arrivo di un forte colpo di maestrale per venerdì. Non riusciremo quindi a passare il canale di Sicilia in tempo quindi iniziamo a ipotizzare una sosta a sud della Sicilia.
Mettiamo i vestiti ad asciugare al sole e anche noi sdraiati in pozzetto ci lasciamo scaldare dai suoi raggi caldi. Reva è un po insofferente, ha bisogno di tempo per riprendere il ritmo dopo questa lunga pausa fatta di brevi navigazioni, bagni e giri a terra. La vediamo molto più presente rispetto a quello che succede intorno a lei, è curiosa e chiede spiegazioni su quello che succede. Guardiamo insieme la carta di navigazione per farle vedere dove eravamo, dove siamo e dove stiamo andando e lei sorridendo dice “ come è lontana questa isola!”. Anche noi ieri abbiamo fatto fatica mentre oggi va meglio. 
Michele sorveglia la navigazione mentre io e Reva leggiamo in pozzetto. Alle 14 il vento ci abbandona e proseguiamo a motore per superare questa zona senza vento. La notte procede tranquilla tenendo sempre sotto controllo il passaggio di navi in questa notte stellata. Alle 5 il vento arriva, un SE 0-15Kt, avanziamo velocemente con vento in poppa.
3/10/2017 36°09.21N 18°37.25E (295/1509Mn).
Abbiamo percorso 295Mn da Milos e il meteo di oggi conferma la nostra sosta in Sicilia a Portopalo di Capo Passero. Nel frattempo il vento rinforza a 18-20 Kt e procediamo veloci. Il sole ci ha lasciato, sopra di noi un cielo coperto da nuvole chiare, fortunatamente l’orizzonte è libero. Nel pomeriggio ci sorprende un incontro insolito, un gufo si avvicina per due volte allo scafo di Vagabond senza tuttavia posarsi. Ci auguriamo trovi presto una nave per riposare o la strada di casa.
Io e Reva passiamo la giornata a giocare con i lego, leggere e pitturare. Sembra essersi abituata alla navigazione anche se resta impaziente di arrivare. 
In serata il vento rinforza ancora e procediamo come treni, tocchiamo i 12Kt in planata sulle onde. Reva riposa tranquilla mentre io e Michele vigiliamo sulla navigazione. Temporali all’orizzonte e due in particolare li attraversiamo senza possibilità di evitarli. Siamo sulle spine mentre avanziamo e nel dubbio mettiamo il pc di scorta e il gps nel forno...non si sa mai!
4/10/2017 Sicilia Portopalo 36°40.34N 15°07.29E (464/1509Mn).
Al mattino Michele trova il ponte pieno zeppo di pesci volanti, alcuni sono vivi e vengono rapidamente buttati in acqua mentre altri ormai duri vengono studiati con curiosità da Reva prima di essere restituiti al mare. Alle 9 siamo a 5Mn da Portopalo abbiamo ridotto le vele per non arrivare di notte. La giornata è grigia e piovosa. Dopo 465 Mn di navigazione alle 10 buttiamo l’ancora su 4m di fondo in questa ampia e ben protetta baia. Quasi tutto lo spazio è occupato da pescherecci su corpi morti, riusciamo comunque a trovarci un angolino ben protetto dalla massicciata. Piove a dirotto e vediamo un temporale dietro l’altro passare all’orizzonte. Il meteo ci conferma una sosta forzata fino a sabato quindi non ci resta che riposarci. Dopo una abbondante colazione realizziamo che siamo in Italia!L’ultima volta che in barca siamo stati in Italia correva l’anno 2009 e stavamo partendo da Genova per il nostro viaggio che ci avrebbe portato fino in Polinesia. Quando tutto ebbe inizio…
5e6/10/2017 Portopalo.
Questa sosta di due giorni ci voleva proprio. Il tempo è brutto come non lo vedevamo da parecchio. Cielo grigio, pioggia fitta, e per finire tuoni e lampi all’orizzonte che non lasciano nessuna speranza. Giovedì restiamo in barca tutto la mattina, ci riposiamo e rilassiamo. Nel pomeriggio il cielo si apre e sbarchiamo per sgranchirci le gambe. Compriamo del gasolio di scorta, il pane fresco, prelibatezze locali in pasticceria e al supermercato facciamo man bassa di prodotti made in Italy. Venerdì ci prepariamo per l’arrivo del maestrale e ancoriamo ben protetti dietro la massicciata a sud della baia. Il vento pulisce il cielo completamente che diventa di un celeste brillante illuminato da un sole caldo. Ci lasciamo andare a ogni sorta di piacere gastronomico, mozzarella, ricotta, prosciutto crudo, pomodorini, pecorino...sapori semplici ma capaci di commuovere. Per concludere la bella giornata festeggiamo il nostro fugace passaggio in Italia con i dolci tipici siciliani che non hanno eguali: cannolo siciliano, cassatella e dolcetti di mandorla. Indimenticabili!


7/10/2017 Partenza da Portopalo (1045/1509Mn).
Alle 8 partiamo in una bella giornata di sole son cielo limpido. Navighiamo di bolina con vento sostenuto e mare formato...iniziamo bene! Il vento dovrebbe girare ed essere più favorevole quindi teniamo duro e avanziamo veloci nella schiuma delle onde. Io e Reva ci siamo ricavate sottocoperta un angolino in centro barca pieno di cuscini, dove stiamo tranquille a cantare, giocare e leggere. Michele con addosso la sua cerata resta in pozzetto a sorvegliare la navigazione e a schivare le secchiate di acqua che salgono in coperta. Pranziamo con un delizioso panino al prosciutto crudo italiano che ci riempie di buonumore. Sul finire del pomeriggio il vento finalmente gira permettendoci una bolina larga più confortevole. La giornata è bellissima, avanziamo rapidi ma il canale di Malta è un incubo per l’intenso traffico di navi. Uno di noi deve sempre essere in pozzetto e la vigilanza è assoluta.
Questi due giorni di pausa in Sicilia ci hanno fatto davvero bene, eravamo partiti troppo stanchi. Ora stiamo bene e riprendiamo subito il ritmo.
Notte con una spettacolare luna piena, noi surfiamo sulle onde in un mare nero pieno di schiuma.
8/10/2017 37°00.27N 13°28.06E (638/1509Mn).
Abbiamo percorso 174Mn in 24h. Ci svegliamo accanto alla bella isola di Pantelleria, il sole la illumina con i suoi raggi dorati e noi la osserviamo mentre in pozzetto ci regaliamo una vera colazione dei campioni!
Il maestrale si è esaurito completamente ora il mare è calmo e procediamo a vela lentamente seguendo i capricci del vento. Senza vento il sole è caldissimo e in pozzetto siamo in mutande e canottiera. Fuori dal traffico delle navi ci rilassiamo e prepariamo dei pancake per tutti. Nel pomeriggio facciamo qualche ora di motore per raggiungere Capo Bon ma dalle 23 siamo nuovamente a vela. La notte siamo spesso in pozzetto entrambi perché il vento è irregolare e dobbiamo continuamente manovrare. Boliniamo con 14Kt di vento, non ci sono navi e possiamo terminare la notte in tranquillità. Un uccellino stremato viene a riposarsi a poppa e dopo una bella dormita vola via.
9/10/2017 38°07.10N 10°07.65E (743/1509Mn).
Sono  le Mn percorse. Lasciamo alle nostre spalle il Canale di Sicilia e siamo molto contenti perché si instaurerà un vento da nord nei prossimi giorni che sbarrerà il passaggio per un po. A 70Mn a Nord c’è la costa sud della Sardegna, noi però preferiamo proseguire la strada verso Gibilterra. Oggi il cielo è grigio con groppi sparsi, abbiamo 18Kt di vento e boliniamo con la trinchetta sbattendo contro le onde. Nel mezzogiorno il cielo si apre e il sole ci accompagnerà per tutta la giornata. Cambiamo mura e mettiamo il genova ma il vento rinforza a 23-25Kt. Mentre prendiamo la prima mano si rompe la borosa quindi rimettiamo velocemente la trinchetta e nonostante questo avanziamo belli sbandati. Riesco comunque a preparare una buona pasta al sugo che tiene alto il morale. La barca è sbandata e scomoda ma almeno l’onda ora non sbatte più contro lo scafo. Al tramonto i delfini vengono a fare salti e capriole accanto a Vagabond e noi ammiriamo la l’agilità di questi simpatici compagni di viaggio.
In serata il vento cala a 17Kt, riapriamo il genova procediamo con più tranquillità. Notte di turni regolari e tranquilli sotto luna e stelle ben lontani dal traffico delle navi.
10/10/2017 37°44.55N 07°46.59E (875/1509Mn).
Bellissima giornata di sole, ci alziamo con un appetito da leoni e facciamo una ricca colazione in pozzetto. Procediamo sempre di bolina con 12-13Kt di vento. Michele ripara subito la borosa mentre io mi occupo delle pulizie, faccende e giochi. Reva ha ritrovato il suo piede marino, legge, gioca, ascolta la musica come fossimo all’ancoraggio. Ha scoperto il gioco del domino e Uno che le piacciono molto.
Alle 11 il vento ci abbandona e accendiamo il motore. Senza vento il sole è caldissimo quindi ne approfittiamo per una bella doccia in pozzetto. Reva brontola all’inizio per l’acqua fredda poi si diverte anche lei. Una bella rinfrescata ci voleva proprio!
La giornata è ricca di avvistamenti, prima numerosi gruppi di delfini, poi una piccola tartaruga poco lontano dallo scafo e infine un oggetto non identificato che sembrava proprio una foca. Pomeriggio di assoluto relax, pulizie, cucina, letture e giochi in pozzetto ed addirittura un cartone animato per Reva. Poi si rompe un tubo dell’acqua del boiler e ci ritroviamo a raccogliere due secchi di acqua calda in barca. Fortunatamente ce ne siamo accorti subito e Michele ripara subito il guasto. Dopo cena restiamo fuori a gustarci un tramonto mozzafiato con il cielo che si tinge di rosso.
Notte con intenso passaggio di navi, carghi, petroliere che vediamo sfrecciare a destra e sinistra. La luna calante illumina questa notte stellata. Alle 5 del mattino ritroviamo il vento e procediamo in poppa.
11/10/2017 37°33.99N 04°56.09E (1005/1509Mn).
Da questa mattina siamo di nuovo a vela con 8-10Kt di vento in poppa, procediamo con il genova tangonato. Siamo usciti dalla corsia delle navi anche se rimane giusto sotto di noi. La giornata è bella, io e Reva prepariamo la pasta per la pizza. Il meteo scaricato ci conferma che avremo questo vento per tutta la giornata poi potrebbe calare. Dopo pranzo mettiamo il gennaker che ci fa guadagnare 2Kt di velocità. Che bello vedere questa grande vela blu, gonfia, portare la barca in avanti con forza. Navighiamo a 6Kt per tutta giornata con questa andatura comoda e rilassante. Proviamo anche a pescare ma senza successo, allora ci consoliamo con la nostra pizza al tramonto. Notte di turni tranquilli a leggere in pozzetto mentre Vagabond viaggia a 6Kt con genova tangonato.
12/10/2017 37°29.39N 02°25.11E (1123/1509Mn).
1123Mn percorse. Alle prime luci del giorno sono in pozzetto a godermi la navigazione e quando il sole con la sua luce dorata illumina Vagabond Michele e Reva si svegliano. Facciamo colazione insieme poi la solita routine: lavarsi, vestirsi, sistemare le cabine, riordinare Vagabond, meteo e mail. Veleggiamo con genova tangonato a 5-6Kt  per tutta la mattinata, dobbiamo approfittare di questo vento perché da domani calerà. Dopo pranzo mettiamo il gennaker e navighiamo tutto il pomeriggio sempre a vela. Finita la cena in pozzetto un gruppo di uccelli piuttosto grosso cerca di atterrare sulle crocette. Il buio pero non gli permette di vedere le sartie e sbattono da tutte le parti. Iniziamo a fare versi e abbagliarli con le luci per allontanarli, sono troppo grossi rischiano di farsi male o di danneggiare qualcosa. Ci dispiace non potergli offrire spazio per una sosta ma visto che siamo circondati da 50 navi (contate con Reva sullo schermo) non dovrebbero tardare a trovare un atterraggio più sicuro. Nella notte il vento rinforza e noi che abbiamo ancora il gennaker andiamo a tutta velocità. 
13/10/2017 36°50.21N 0°44.28E (1279/1509Mn).
Ieri abbiamo fatto molta strada grazie al vento forte avuto durante la notte ma questa mattina alle 11 ci troviamo in una calma piatta. Accendiamo il motore e ci limitiamo a sorvegliare il traffico delle navi appena sotto la nostra rotta. Fa caldissimo e io e Reva ne approfittiamo per un altra rinfrescante doccia in pozzetto. Dopo pranzo riusciamo a fare un paio di ore a vela poi ritorniamo a motore. Nel pomeriggio un gruppo di Stenelle vengono a  salutarci con salti e spruzzi. Siamo subito a prua ad ammirarle e Reva è felicissima perché le può osservare da vicino in tutta calma. Sono bellissime.
Le sorprese non finiscono perché riusciamo a pescare un bel Dorado che ci voleva proprio per variare il menù della serata. Bravo il Capitano.Verso sera passiamo vicini a Capo de Gata, il cellulare prende e ne approfittiamo per mandare messaggi a familiari ed amici. Notte tranquilla prima a motore poi a vela, le navi sono a babordo che sfrecciano nella loro corsia mentre a tribordo abbiamo la costa spagnola con le sue luci e i pescherecci...insomma siamo in ottima compagnia!
14/10/2017 36°26.75N 2°53.89E (1388/1509Mn).
Mancano 121Mn a Gibilterra, il vento continua a spingerci e il sole illumina la nostra giornata. Non possiamo certo lamentarci!
Il meteo annuncia per oggi poco vento in un alternarsi da poco a pochissimo infatti avanziamo a motore, poi a vela, poi a motore e ancora a vela. L’importante è avanzare e siamo ben contenti di non usare troppo gasolio. Anche oggi è una bella giornata e ci lasciamo scaldare da questi caldi raggi di sole dopo l’umidità della notte. Dalle 15 siamo a motore in totale assenza di vento con un mare piatto come l’olio nel quale avvistiamo facilmente numerosi gruppi di delfini che si avvicinano allo scafo di Vagabond. Il pomeriggio e la sera li passiamo in pozzetto sorvegliando il traffico di navi sempre più intenso ora che abbiamo raggiunto il mare di Alborah. Alle 3 di notte riprendiamo a far vela prima lentamente poi sempre più rapidi grazie al vento che rinforza. Il numero di navi che ci circonda è impressionante. Nella notte il mare con una forte concentrazione di plancton rende la scia di Vagabond fluorescente e lo stesso accade ai due delfini che si mettono a giocare a prua. Nella oscurità più completa vedo una scia luminosa raggiungere e superare lo scafo, poi sento il loro inconfondibile respiro quando emergono sulla superficie. Mi precipito a prua e vivo un esperienza magica con questi due delfini fluorescenti che nuotano davanti alla prua sempre fluorescente di Vagabond. La luce che li avvolge mi permette di vederli perfettamente, i dettagli del loro muso, lo sguardo, le bolle che fanno dallo sfiatatoio e la scia luminosa dietro le pinne. Li osservo senza parole, sorrido e sento il cuore battere forte per l’emozione. Questo incontro magico resterà scolpito nella mia mente e l’unica parola che riesco a dire è “Grazie”.
Grazie per questo attimo, per questo incontro speciale, per questo mondo bellissimo, per la vita capace di regalare momenti così incredibilmente intensi nella loro semplicità e decisamente impagabili.
15/10/2017  36°09.41N 4°59.40E (1491/1509Mn).
Siamo a 18Mn da Gibilterra e non stiamo più nella pelle. Abbiamo voglia di arrivare e fare due passi a terra per sgranchire le nostre gambe. La giornata è  nuvolosa ma ogni tanto il sole ostinato riesce a fare capolino. Siamo nell’imbuto dove convergono tutte le navi che ora sono proprio accanto a noi. Avviciniamo punta Europa e ammiriamo l’imponente faro bianco e rosso di Gibilterra. Facciamo vela fino alla fine e ancoriamo alla Linea della Concepcion alle 13 dopo 1509Mn di navigazione. Ad aspettarci i nostri amici Carole e Remi della barca Rewa con i quali avevamo attraversato l’Atlantico un anno e mezzo fa. Li avevamo salutati proprio qui ed è bello riuscire a riabbracciarli di nuovo. Nei prossimi giorni ci riposeremo e prepareremo per ritornare in Oceano nella navigazione verso le Canarie ma adesso pensiamo solo a festeggiare con i nostri amici questa bella occasione.



1 October 2017

Il giornale di Reva: Guida dei parchi giochi nel Mare Egeo (2 parte)


Cari amici prosegue l’aggiornamento della mia personale Guida per i parchi giochi nel Mar Egeo. Dopo aver cercato e ricercato in tutto il web qualcosa che mi potesse indicare dove trovare dei parchi giochi nelle varie isole del mar Egeo e non essendo riuscita a trovare nulla di valido mi sono quindi decisa a scrivere io questa guida con mappa e tutte le informazioni utili sull'argomento. Garantisco che ogni parco qui di seguito descritto è stato realmente visitato, scrupolosamente esplorato, ogni gioco lungamente testato e alla fine il parco è stato valutato con una scala da 
a
sorrisi.


Considerata la vasta zona da esplorare la guida è stata divisa in due parti: Egeo Sud ed Egeo Nord. Spero tanto che questa guida possa essere di aiuto a qualche altro bambino che come me è sempre alla ricerca di nuovi parchi giochi da scoprire ed esplorare. Buon divertimento a tutti!
AVVISO:Dal 2017 in molte isole dell’Egeo i vecchi parchi stanno per essere smantellati e sostituiti da parchi nuovi (mi hanno assicurato che tutto questo avverrà con molta calma!). Per questo motivo le informazioni fornite da questa guida per alcune isole potrebbero essere inesatte o incomplete.

EGEO NORD
SPORADI
Isola di SKIATHOS
Dove si trova: Skiathos, città alta, zona cimitero 
Descrizione: 2 altalene con schienale e 2 altalene senza schienale, Grande nave dei pirati con scivolo, scivolo doppio e scivolo a spirale, torre e ponte, giochi per arrampicata, 2 dondolo. Parco nuovo e moderno con giochi in legno, plastica e metallo. Panchine. Alberi intorno. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso con cancelletti.
Valutazione:



Isola di SKOPELOS
Dove si trova: Skopelos città davanti al molo dei traghetti. 
Descrizione: Altalena con schienale e 2 altalene senza schienale, scivolo con torre, barre per arrampicata, dondolo, gioco a molla, vasca di sabbia e giostra. Parco ben tenuto con pochi giochi in legno e metallo. Panchine e tavoli. Ombra degli alberi. Pavimento di erba. Circondata da muretto e chiuso da un cancello.
Valutazione:



Isola di ALONNISSOS
Dove si trova: Chora, zona stazione dei bus
Descrizione: Altalene mancanti, dondolo, giostra bloccata e scivolo. Parco  vecchio e mal tenuto con giochi in legno e metallo. Panchine e ombra degli alberi. Pavimento di gomma rotta in diversi punti. Circondata da muretto e chiuso da un cancello.
Valutazione:


DODECANESO NORD
Isola di LIPSO.
Dove si trova: Lipso, al porto, dietro la piazza.
Descrizione: Altalene senza schienale, altalene per andare in piedi, scivolo con torre, scivolo con ponte, giochi per arrampicata, dondolo, piramide di corda e giostra. Parco nuovissimo e moderno con giochi in legno, plastica e metallo. Panchine. Alberi intorno. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso con cancelletti.
Valutazione:



Isola di ARKI.
Dove si trova:Porto Augusta, alla scuola.
Descrizione: Altalene senza schienale, scivolo con torre, giochi per arrampicata, cavallino a molla e dondolo. Non è un parco, sono i giochi della scuola ma sono ben contenti di lasciar giocare altri bambini. I giochi  in legno, plastica e metallo, andrebbero sistemati ma è già tanto che ci siano (isola che conta 50 abitanti). Una panchina e qualche albero intorno. Pavimento di erba. Circondata da muretto e chiuso.
Valutazione:



Isola di PATMOS.
Dove si trova: Skala, dietro la città direzione spiaggia di Hochlaka .
Descrizione: Tantissime Altalene a poltroncina e senza schienale, doppio scivolo con torre, scivolo con ponte e doppia torre, molti giochi per arrampicata con corde o barre di metallo, dondolo, dondolo per 4, treno di legno, balena e moto a molla, giostra. Parco grande e ben tenuto, con giochi in legno e metallo. Panchine. Alberi intorno. Pavimento di ghiaia e erba. Circondata da muretto e chiuso con cancelli.
Valutazione:



Dove si trova: Chora, dietro ai Mulini a vento.
Descrizione: Altalene con schienale, scivolo con torre, scivolo con ponte, giochi per arrampicata, dondolo, treno di legno e giostra. Parco ben tenuto con giochi in legno e metallo. Panchine e tavoli. Ombra sotto un portico di legno. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso da un cancello.
Valutazione:



CICLADI NORD e CENTRALI

Isola di KEA.
Dove si trova: Korissia, sulla spiaggia davanti al supermercato.
Descrizione: Altalene con e senza schienale e dondolo dentro un recinto di legno con pavimento in gomma. Sulla spiaggia accanto quadro svedese e diversi giochi di arrampicata in ferro. Parco piccolo e mal tenuto, con giochi in legno e metallo. 
Valutazione:



Isola di PAROS.
Dove si trova: Naousa, vicino alla chiesa a est della città.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, castello di legno a 4 torri con doppi scivoli, ponti, tunnel di plastica, barre di metallo per arrampicata e pali del pompiere, dondolo, dondolo per 4, leone a molla, giostra, Scivoli bassi per i più piccoli. Parco grande, discretamente tenuto, con giochi in legno e metallo. Panchine. Pochi alberi intorno e fontana con acqua potabile. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso con cancelletti di legno.
Valutazione:



Dove si trova: Paroikia, nella grande piazza difronte al molo dei traghetti.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, Torre di legno con ponte, scivolo e giochi per arrampicata, dondolo. Parco piccolo ma ben tenuto, con giochi in legno e metallo. Pochi alberi intorno, fontana con acqua potabile. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso con cancelletti di legno.
Valutazione:


30 September 2017

Sporadi-Cicladi: Skiathos-Milos

17/9/2017 Skiathos- Skantzoura 29Mn
Alle 8 di mattina salpiamo l’ancora e salutiamo Skiathos per far rotta su Skantzoura. Partiamo verso le Cicladi iniziando il trasferimento che ci porterà fino a Milos. Vediamo Skiathos farsi sempre più piccola mentre Vagabond si allontana lentamente ma inesorabilmente.”Ciao Skiathos” grida Reva forse anche lei vuole ringraziare queste isole per le bellissime giornate che ci hanno regalato in ancoraggi tranquilli, incantevoli completamente immersi nella natura.
Oggi Eolo non è dalla nostra parte ma tra vela, motore e vela riusciamo a raggiungere la destinazione nelle prime ore del pomeriggio. Questo isolotto è selvaggio e magnifico. Ci buttiamo in un acqua turchese per un lungo bagno. Al tramonto restiamo incantati davanti all’orizzonte dalle mille sfumature mentre ceniamo con gli amici che ci accompagneranno in questo trasferimento. 
18/9/2017 Skantzoura- Skiros 24Mn 
Partiamo di buonora per raggiungere la seconda tappa del nostro viaggio:Skiros. Sono 24Mn di navigazione che riusciamo a fare a vela all’inizio per poi terminare inesorabilmente a motore. Skiros soprannominata “La ventosa” oggi ci appare in un irreale calma piatta. Il paesaggio è spettacolare e nel nostro lento avanzare possiamo osservare ogni sua caletta, insenatura, isoletta o altura. Nel mezzogiorno ancoriamo in una bella baia tranquilla in compagnia di un paio di barche da pesca e ci concediamo un bagno rinfrescante e un ottimo pranzo. Verso le 14 raggiungiamo il porto di Linaria (38°50.62N 24°32.15E) dove ormeggiamo sotto la guida del simpaticissimo Sakis. Dopo una bella doccia prendiamo un taxi e raggiungiamo la Chora. Esploriamo questo grazioso villaggio di casette bianche e vicoli che salgono verso la sommità della montagna dove si erge un grande Monastero con ospita al suo interno una bellissima chiesa con vista mozzafiato. Ogni angolo è una cartolina e non smetto un attimo di scattare foto. La percorriamo in lungo e in largo lasciandoci guidare dalla curiosità e soffermandoci e guardare i numerosi negozietti nella via principale. Ritorniamo a bordo per una cena nel pozzetto di Vagabond mentre osserviamo l’atmosfera vivace di questo piccolo porto. 



19/9/2017 5:51 Skiros- Andros 55Mn 
Io e il Capitano ci svegliamo presto e liberiamo Vagabond dagli ormeggi mentre il resto dell’equipaggio dorme beato. Sono le 5 quando la barca scivola veloce verso sud lasciando nella sua scia le luci di Skiros che diventano sempre più piccole e sfuocate. Un bel vento ci spinge nelle giusta direzione e ne approfittiamo perché sappiamo che nel corso della giornata ci abbandonerà obbligandoci a concludere la navigazione di oggi a motore. La giornata è splendida ed è bello stare in pozzetto a chiacchierare con gli amici, fare giochi e disegni con Reva e scrutare l’orizzonte. Questa è la tratta più lunga del viaggio, 55mn poi atterreremo ad Andros la più settentrionale delle Cicladi. Alle 17 ancoriamo in una piccola baia selvaggia, ben ridossata,   Rozou (37°54.14N 24°53.55E), e siamo subito in acqua. Raggiungiamo la spiaggia a nuoto, sulla riva l’acqua abbiamo una piacevole sorpresa, l’acqua di mare si incontra con l’acqua dolce di una fonte. L’effetto è piacevole anche se toglie il fiato a tratti tanto è ghiacciata. Passiamo la notte in questa baia, osserviamo il plancton nell’acqua con la sua fluorescenza e un cielo stellato che lascia senza parole.
20/9/2017  Andros- Tinos 20 Mn 
Facciamo un’abbondante colazione poi ci prepariamo a partire. Il vento è finalmente arrivato e quella di oggi è una bellissima veleggiata di bolina tra onde di vento formate che bagnano il ponte di Vagabond e il suo equipaggio. In questa giornata di sole e vento ritroviamo il piacere di far vela tanto sospirato nei giorni precedenti Percorriamo velocemente le 20 Mn che ci separano dall’isola di Tinos, per mezzogiorno siamo a Rochari (37°38.97N 25°03.58E) dove ancoriamo su fondo di sabbia mentre il vento rinforza ancora. Nel pomeriggio sbarchiamo sulla grande spiaggia di sabbia dorata davanti all’ancoraggio e raggiungiamo a piedi il vicino villaggio di Panormou. L’intenzione era quella di andare a visitare Pyrgos, il villaggio degli artisti, ma siamo ormai fuori stagione, i bus non ci sono e i taxi arrivano dalla città. Decidiamo allora di fare una passeggiata sulla spiaggia dove Reva trova un altalena ed uno scivolo poi sorseggiamo una Mithos in una delle tante taverne lungomare. Il villaggio è recente e di poco interesse ma ci lasciamo contagiare dalla pace del luogo e dalla luce incredibile che ci circonda. Rientriamo su Vagabond al tramonto. Nella notte il vento rinforza ulteriormente e il Capitano passa la notte in pozzetto per vegliare meglio sull’ancoraggio e su di noi.
21/9/2017 Tinos- Rinia 23Mn 
Al mattino dopo una ricca colazione siamo pronti per una nuova giornata di vela. Il vento si presenta all’appuntamento e procediamo veloci al Gran Lasco verso sud. Costeggiamo l’isola di Tinos che possiamo ammirare in tutta la sua selvaggia bellezza. Qualche giro di vento capriccioso nel canale tra Tinos e Mikonos per poi riprendere con una bolina larga che ci porterà fino a destinazione. Alle 13 ancoriamo a Skhino (37°24.41N 25°14.24E) su un fondale di acqua turchese da togliere il fiato. Siamo a Rinia isolotto roccioso di fronte a Delos con ancoraggi selvaggi in acqua cristallina. A terra  troviamo qualche chiesetta, poche case, pecore e mucche. Due costruzioni più grandi e ben tenute sono fattorie con tanto di trattore parcheggiato fuori. Ci sgranchiamo le gambe lungo la strada sterrata, facciamo un bagno in questo mare incantevole e per la gioia di Reva giochiamo finalmente con secchiello e paletta con la sabbia della spiaggia (Alle Sporadi erano per la maggior parte ciotoli). Ritornati in barca facciamo un aperitivo spettacolare con vista sulla mitica Delos sede di uno dei più importanti siti archeologici delle Cicladi. Per cena Christoph ci prepara i canederli con la ricetta originale del suo paese. Siamo tutti in cucina quindi a preparare queste belle palle di pane ricche di ogni ben di Dio e dal gusto delizioso. Simpatica serata in allegria.
22/9/2017 Rinia-Paros 16Mn 
Alle 9 salpiamo l’ancora a raggiungiamo la parte sud del canale di Delos per poter ammirare dal mare questo sito archeologico. Non molto è rimasto in piedi dell’antica città ma rimane comunque viva la bellezza di questo sito. Riprendiamo il nostro viaggio e facciamo rotta verso sud. Bellissima giornata di sole e vento. Procediamo veloci al traverso in un mare blu pieno di onde. Percorriamo le 16 Mn che ci separano da Paros e nel mezzogiorno ancoriamo nella baia di Paroikias tra capo Fokas e capo Krios. L’acqua è trasparente e ci concediamo un bel bagno prima di spostarci davanti al porto di Paroikia (37°05.45N 25°09.12E). Sbarchiamo volentieri per la spesa e una bella passeggiata a terra. Il paese che è capoluogo ha una forma ad anfiteatro con un suggestivo scenario di case bianche nella roccia. Il castello domina tutta la baia dalla sommità mentre nella cittadina si snodano le strette vie piene di negozi. Molto bella è la Chiesa di Ekatontachoni famosa per la sua costruzione particolare e per l’eleganza dei marmi utilizzati. Notte tranquilla nelle calme acque di questa baia.


24/9/2017 Paros-Serifos 24Mn 
Lasciamo Paros nella mattinata per una divertente veleggiata al traverso che ci permettere di raggiungere la bella Serifos. Percorriamo velocemente le 24Mn che ci separano da quest’isola mentre Elsa e Anna (le protagoniste di Frozen) si lasciano cullare dal dolce movimento di Vagabond.
Ancoriamo nella grande baia di Livadi (37°08.70N 24°31.13E) con vista sulla bellissima Chora in alto sulla collina. Sbarchiamo e la raggiungiamo a piedi fino alla chiesetta più alta da dove possiamo ammirare una spettacolare vista sulla baia, sull’isola e su mezzo Egeo. Ci perdiamo ore ed ore nei vicoli di questo villaggio silenzioso e autentico di una bellezza senza eguali. Dopo aver gustato il tramonto da lassù riprendiamo il sentiero pedonale che veloce scende fino al molo.Una bella scarpinata che ne vale sempre la pena. Reva che è una gran camminatrice ormai, sale e scende senza lamentarsi un solo istante. Notte di meritato riposo dopo le fatiche della giornata.
25/9/2017 Serifos-Sifnos 13Mn 
Partiamo in mattinata facendo rotta verso l’isola di Sifnos. La giornata è calda e serena con abbastanza vento da permetterci di raggiungere a vela l’ancoraggio di Fykiadha (36°54.45N 24°42.12E) situato nell'estremo sud ovest dell’isola. Baia deserta con fondo di sabbia e acqua cristallina dove ci concediamo un bagno rinfrescante. Nel pomeriggio ci spostiamo a Platis Yalos (36°55.65N 24°43.86E) dove passeremo la notte.


26/9/2017 Sifnos-Kimolos 7Mn 
La giornata inizia con il sole ma sulla strada verso Kimolos incontreremo due groppi piovosi che ci faranno addirittura tirare fuori il k-way. Dopo /Mn di vela raggiungiamo Kimolos isolotto situato a nord ovest di Milos ed ancoriamo a Prasonisi (36°49.30N 24°36.01E). L’isola è di natura vulcanica, montagnosa e piena di cave naturali. L’acqua è cristallina e ci tuffiamo subito per raggiungere a nuoto la spiaggia di sabbia bianca (dovuta alla cava che si trova proprio dietro). Ci crogioliamo al sole mentre Reva gioca con la sua adorata sabbia.
Alle 14 attraversiamo lo strettoche la separa da Milos e raggiungiamo Poliagos a 3Mn un isolotto disabitato di una bellezza unica. Ancoriamo a Pounda (36°46.02N 24°36.76E) assieme ad un paio di barche che come noi stanno esplorando fuori stagione queste isole incantate. L’acqua ci invita ad un nuovo bagno poi sbarchiamo per passeggiare in spiaggia e sulle scogliere bianche che incorniciano la baia. Al tramonto la luce spettacolare ci regala scorci di incredibile bellezza. Questo ancoraggio che avevamo già visitato nel mese di maggio è decisamente splendido. Passiamo la notte qui  nel silenzio della baia e sotto un cielo stellato.
27/9/2017 Poliagos-Kimolos 1Mn 
A malincuore lasciamo la bella Poliagos, facciamo di nuovo rotta verso Kimolos e ancoriamo a Revmatos (36°47.33N 24°35.03E). il posto è molto caratteristico pieno di casette bianche e abitazioni nella roccia. Raggiungiamo a piedi la Chora che è un tuffo nel passato con le sue strade strette, le case abbandonate accanto ad altre appena ristrutturate, qualche taverna e negozietto sparso qua e là. Nel cuore del villaggio i resti pericolanti del castello che visitiamo passeggiando nelle vie entro le sue mura tra fili di bucato steso al sole e risate di bambini che giocano. Intorno alle mura come in un girotondo incontriamo diverse chiese ben tenute e piccole cappelle, la piazza e la via centrale. Lo stile è quello tipico delle cicladi con casette bianche con porte e infissi dai colori sgargianti. Non manchiamo di visitare il parco giochi della piazza e i due panettieri del villaggio. Torniamo in barca per il pranzo poi ci rimettiamo in marcia verso la costa sud di Milos. Oggi il vento è calato ma procediamo anche se lentamente sempre a vela. Sul finire del pomeriggio siamo a Milos nella baia di Provatou (36°39.78N 24°27.19E) dove ancoriamo. Il sole sta scendendo velocemente verso l’orizzonte ma non rinunciamo comunque ad un bagno seppur rapido in quest’acqua favolosa. Al tramonto siamo in pozzetto ad ammirare i giochi di luce contro la parete multicolore della scogliera che circonda questa ampia baia.


28/9/2017 Milos sud 4Mn 
Alle 9 siamo in partenza per raggiungere la punta sud ovest dell’isola di Milos dove si trova Kleftiko (36°39.01N 24°19.96E) una zona costituita da scogliere e faraglioni bianchissimi, grotte, acqua turchese e piccole spiaggiette di sabbia bianca. Partiamo con il dinghy in esplorazione entrando in tutte le grotte e circondando i faraglioni. La gita ci tiene impegnati tutta la mattina e concluderemo con un tuffo per rinfrescarci prima del pranzo.
Nel pomeriggio ci aspetta una bella veleggiata di bolina per risalire tutta la costa ovest di Milos e raggiungere il porto di Adhamas (36°43.16N 24°27.21E). Qui ritroviamo cari amici di famiglia in vacanza sull’isola e ritrovarli è una grande emozione per tutti.
Il giorno seguente andiamo a visitare Plaka, il capoluogo, che raggiungiamo con un grande bus  che come sempre farà la gioia di Reva. Il paesino pittoresco è situato sulla cima del colle dal quale si domina l’isola. Il Kastro che raggiungiamo a piedi si trova nel punto più alto e ci regala una vista spettacolare. Scendendo percorriamo le vie strette tra case bianche e chiesette prima di ritrovare la fermata del bus.
Milos è un isola che ci piace molto, la portiamo nel cuore forse anche perché è stato il nostro primo approdo delle Cicladi (il primo amore non si scorda mai, dicono) e sarà anche l’ultimo come un cerchio che si chiude. Domani mattina infatti partiremo per attraversare il Mar Mediterraneo e percorrere le 1500 Mn che ci separano da Gibilterra. Ma domani è un altro giorno!


19 May 2017

Il giornale di Reva: Bambini e Navigazione.


Ciao amici dopo aver lasciato alle spalle circa 7000 miglia di navigazione nei 3 anni spesi a bordo della mia casa galleggiante (Vagabond) vorrei  condividere le mie 5 semplici e personalissime regole di navigazione. 
Spero possano essere utili a tutti i bambini che come me amano il mare e la vela. 

1.La Sicurezza prima di tutto!
In mare la prima cosa e la più importante è sicuramente la sicurezza. In navigazione io uso sempre una cintura di sicurezza omologata e adatta alla  larghezza del mio torace ben assicurata al pozzetto. Questo mi permette di muovermi liberamente in uno spazio ben definito. La sicurezza a bordo è talmente importante che ho preparato delle cinture per tutte le mie bambole!!
Se le condizioni meteo diventano impegnative passo ad un giubbotto di salvataggio omologato per il mio peso mentre in caso di maltempo mi rifugio all’interno nella mia calda cabina assieme ai miei peluche.
Per sbarcare con il tender uso sempre un gilet di salvataggio sempre adatto al mio peso perché ancora non ho imparato a nuotare.


2.Sempre a portata di mano.
Quando la mamma e il papà mi dicono “Reva ci prepariamo per la navigazione!” e iniziano a trafficare con cime, drizze, ancora e aggeggi elettronici io so bene quello che devo fare. Preparo tutto quello che deve essere a portata di mano (in verità spesso lo ha già preparato la mamma per me!).
OCCHIALI DA SOLE: da usare sempre in navigazione per proteggere gli occhi dal sole diretto e dal riverbero sull'acqua. Meglio se provvisti di un elastico posteriore che impedisce la caduta accidentale;
CAPPELLINO: che sia cappellino, fascia, berretto o un "costume" l’importante è che la testa sia sempre ben protetta dal sole e dal vento;
CREMA SOLARE: da non dimenticare mai per proteggere la nostra pelle delicata dal sole che in barca ci raggiunge sempre e comunque. Io poi adoro mettermi la crema!;
K WAY: indispensabile per proteggerci dalla pioggia o semplicemente dal vento da tenere a portata di mano in caso cambino le condizioni meteorologiche;
ABBIGLIAMENTO ADATTO: è utile essere sempre ben coperti, prevedere vestiti comodi e confortevoli, a più strati (insomma mi vesto a cipolla) in funzione delle condizioni della giornata.


3.Navigare solo in buona compagnia.
Questa è per me una regola imprescindibile perché non c’è niente di più bello del poter condividere il tempo passato in mare con buoni compagni di viaggio. Io per esempio porto sempre con me i miei genitori (anche se ultimamente mi sono chiesta se siano veramente dei buoni compagni di viaggio!). Il massimo della felicità è invece quando i miei amici, le mie amiche o i cugini mi raggiungono per passare una vacanza con noi. Oltre alla navigazione in compagnia possiamo condividere tuffi, gite e risate. Stupendo! Negli altri momenti comunque posso sempre contare sui miei inseparabili peluche che ormai fanno a tutti gli effetti parte dell’equipaggio….e quelli si che sono sempre buoni compagni di viaggio!




4.Sogni in alto mare.
Che sia un cambio di ancoraggio, un trasferimento tra isole o una traversata oceanica una delle esperienze più belle da fare in barca è quella di Sognare dolcemente cullati dal mare. Io mi dedico a questa attività ogni volta che ne ho l’occasione e i miei genitori da sempre mi sostengono ed incoraggiano in questa che definiscono una “buona abitudine”. Mi sdraio in pozzetto, sul cuscino o mollemente allungata su mamma e papà, e mi lascio andare ad un sonno profondo cullata dalle onde del mare e dal canto del vento. Sogni fantastici assicurati, provare per credere!


5.Aiutare, Osservare e Giocare.
Quando si è a bordo è importante tenersi impegnati quindi, quando non sto sognando, mi trovo un occupazione rispettando questo ordine: Aiutare, Osservare e Giocare.
AIUTARE: appena posso aiuto mamma e papà nelle manovre di navigazione, tengo il timone (con pilota automatico), regolo le scotte, mi occupo delle drizze o sorveglio la rotta.
OSSERVARE: esplorare quello che mi circonda è sempre divertente inoltre scrutare l’orizzonte diventa utile per l’avvistamento di navi, ostacoli o delfini (questi sono i miei avvistamenti preferiti!).
 

GIOCARE: dopo il sognare è la mia seconda attività preferita e non c’è limite alla fantasia. Cantare, leggere libri, colorare, fare costruzioni, giochi di società, giocare alle bambole o farsi i codini...lasciate libera l'immaginazione ma fate sempre attenzione che nulla finisca in mare!


Buona navigazione a tutti!!