28 April 2016

SAINT MARTIN: PREPARAZIONE DI VAGABOND

SAINT MARTIN: PREPARAZIONE DI VAGABOND
Dopo aver rapidamente esplorato da turisti l'isola di St. Martin é tempo di mettersi al lavoro per preparare la barca e il suo equipaggio all'imminente e lunga navigazione che ci permetterà di rientrare in Mediterraneo. 
Michele si occupa di un attenta e meticolosa ispezione della barca letteralmente da capo a piedi. Una visita in testa d'albero per controllare le drizze, le luci ed eventuale usura del materiale. Scendendo viene ispezioinato l'albero, il sartiame e le crociette. È la volta del ponte, delle vele e di tutta l'attrezzatura di bordo. Verifica dello stato delle batterie, motore e tutta l'attrezzatura elettronica. Un ispezione é obbligatoria anche allo scafo, ai timoni e una sua pulizia generale. Tutto il materiale da sostituire viene comprato, montato e provato. Prepariamo scrupolosa il materiale di soccorso: zattera, bidone di sopravvivenza acqua e cibo, razzi, giubbotti, epirb. Proviamo la ricezione del meteo a bordo e cominciamo a studiarlo attentamente nell'attesa di una buona finestra per partire.
Facciamo il rifornimento di acqua potabile, il pieno dei serbatoi d'acqua dolce, gasolio e benzina con aggiunta di bidoni supplementari. Cambusa per un autonomia di almeno 30 giorni per tre persone con particolare attenzione alla scelta e conservazione dei prodotti freschi. Non manca una scrupolosa verifica della farmacia di bordo. Vista la presenza di Reva pensiamo anche ad imbarcare materiale utile per intrattenerla nel tempo libero: libri, palloncini, colori, puzzle, lego, giochi, favole, musica ecc
Ogni giorno siamo impegnati nei preparativi e abbiamo qualcosa da fare mentre aspettiamo che il meteo sia clemente e ci lasci una discreta finestra meteorologica per partire. 
L'occasione si presenta finalmente per sabato 30 aprile quindi ci spostiamo a Grand Case la vigilia della partenza. Giro tra le vie del villaggio, bagni, saluto alla terra.



27 April 2016

SAINT MARTIN/ ST MAARTEN: Frendly Island

È una splendida navigazione notturna quella che ci permette di raggiungere l'isola di St. Martin a 130 mn dalla Guadalupa. Sicuramente la migliore navigazione fatta ai Caraibi con un bel vento stabile, un cielo stellato e un mare tranquillo. Vediamo sfilare davanti agli occhi le silhouette delle numerose isole poste lungo la strada: Montserrat, Antigua, Nevis, Saint Kitts, Statia, Saba e St. Barthélemy. A mezzogiorno raggiungiamo il Nord dell'isola nella parte francese e ancoriamo a MARIGOT Bay (18°04.08N 63°05.89W). L'isola infatti é divisa in due parti: una francese ed una olandese.
I 70000 abitanti dell'isola sono una combinazione di ben 120 nazionalità dovuta all'esplosione demografica degli anni 80. Un mélange di nazionalità europea e caraibica ovviamente ma anche americana, asiatica e africana. Tutto questo la distingue per una ricchezza culturale ed un apertura unica tanto da essere soprannominata "Frendly Island". L'inglese, il francese, l'olandese e il creolo sono perfettamente parlati nelle due parti dell'isola. Euro e dollari US sono la moneta locale ovunque mentre nella parte olandese usano anche i fiorini delle antille olandesi (diversi dai fiorini olandesi!).
Questa piccola isola é stata popolata più di 5000 anni fa dagli indiani Ciboney. Dal Venezuela sono poi arrivati in piroghe gli antenati degli Arawaks. Colombo la vede nel suo secondo viaggio e la battezzata senza neppure posarci piede. Nel 1627 una nave olandese la nota e installa una piccola comunità a Great Bay questo provoca come reazione l'arrivo di una flotta spagnola per cacciare i coloni che si tradurrà in una occupazione dell'isola per una decina d'anni. Decimati da malattie e fame gli spagnoli abbandonano nuovamente l'isola lasciandola nelle mani di famiglie francesi ed olandesi nascoste nella costa opposta. Nel 1648 i francesi e gli olandesi firmano un trattato di divisione dell'isola (54km ai francesi e 32km agli olandesi). St Martin nei secoli che seguono cambia per 18 volte nazionalità. Si sviluppa l'industria dello zucchero fino all'abolizione della schiavitù. Successivamente l'economia si converte al mercato del sale fino alla costruzione dell'aereoporto a cura della marina militare americana durante la seconda guerra mondiale. Questo permette un apertura all'economia del turismo che dagli anni 50 non ha mai smesso di crescere.
L'architettura locale é un perfetto esempio della grande diversità presente sull'isola. Il lato francese con le case in stile creolo dai colori sgargianti e lato olandese in cemento influenzate dallo stile americano. La religione é molto presente, una cinquantina sono i culti esistenti tra cui quello cattolico, anglicano e avventista sono i più diffusi. Si trovano anche i metodisti, voodoo e rasta. Una particolarità dell'isola resta il Gospel che si può ascoltare a fine giornata nei tempi e nelle chiese.
L'artigianato é molto sviluppato e i materiali naturali sono valorizzati con produzioni artistiche uniche. 
Marigot é la capitale della parte francese e un bell'esempio di modernità e tradizione. Famosa per lo shopping nei suoi tanti negozi di lusso non manca di offrire luoghi storici come il Forte Louis del 1789 con una vista spettacolare sulla baia e la via della repubblica con le sue case tradizionali del 19° secolo. Imperdibile senza dubbio é il mercato delle spezie e dell'artigianato presente tutti i giorni sul lungomare (particolarmente ricco il mercoledi e sabato mattina). Due Marina (Marina Fort Louis sul mare e Marina Royale nella laguna) e numerosi chandleries permettono di trovare risposta ogni tipo di bisogno nautico. La città é viva e colorata con i tanti negozi, bar e ristoranti ovunque.



Ci spostiamo nella baia di  Grand Case (18°06.54N 63°03.48W) a soli 3 mn di distanza per trovare la pace di un ancoraggio fuori città. Ben protetta, grande e bagnata da un acqua cristallina questo ancoraggio é un sito famoso per le immersioni alla Roccia Créole. Questa fa parte della riserva naturale quindi é vietato ancorare e bisogna servirsi delle boe messe a disposizione. Un piccolo pontone da accesso diretto al cuore del paese. Sbarcando scopriamo un lungo boulevard completamente pieno di ristoranti dai più lussuosi ai più nostrani. Negozi alla moda ed originali, bar, tavole calde e ristoranti 5 stelle mescolati insieme in una via decisamente pittoresca. Il martedi sera il boulevard é chiuso al traffico e le orchestre locali animano la serata al ritmo di tamburi, trombette e chitarre. Pura energia caribica!
Bagni, riposo, passeggiate lungo il boulevard e "ti punch" per salutare il sole davanti a tramonti spettacolari. Dopo qualche giorno di questa cura rigenerante torniamo a Marigot per preparare Vagabond e Vagabondi per l'imminente traversata sulle Azzorre.


26 April 2016

GUADALUPA: Isole Pigeon e Deshaies

Sono i primi giorni di aprile e navighiamo lungo la costa sottovento della Guadalupa per raggiungere le piccole isolette Pigeon oggi parco nazionale e meraviglioso sito di immersioni. Lungo il tragitto peschiamo una bella e grossa Dorada che ci fa riassaporare la gioia della pesca dopo tanto tempo. Raggiunte le isole vediamo le boe di ormeggio da utilizzare durante la giornata (gialle per tutti e bianche riservate alle strutture professionali) messe a disposizione al fine di proteggere il sito. Ancoriamo sulla costa della Guadalupa a circa un miglio di distanza (16°10.37N 61°46.18W). Queste isole prendono il nome da Sieur Pigeon proprietario terriero che fu all'origine dell'istallazione e dello sviluppo dell'industria dello zucchero nel 17° secolo. Situate a circa 1 km dal litorale Bouillante queste isole sono costituite da due isolotti di una superficie totale di circa 8 ettari separate da un canale di sabbia largo 30m. Le isole sono composte da roccie vulcaniche ricoperte da una vegetazione secca e spinosa, esse rappresentano una zona unica per la sua ricchezza sottomarina.  Nel 1974 Cousteau, che conosceva bene queste isole dove aveva girato scene del film "Le monde du silence", promuove la creazione del parco per proteggere questo sito dal carattere eccezionale. In ragione del suo sostegno un busto di bronzo del celebre esploratore si trova immerso a 12 metri di profondità.
Le raggiungiamo con il dinghy che lasciamo su una boa e ci immergiamo in esplorazione dei fondali. Ci sono tre differenti siti da visitare: i Giardini di corallo lungo la parte est delle isole; la Piscina ovvero la zona compresa tra la piccola e la grande isola; l'Acquario lungo il versante nord della grande isola.
Rimaniamoa bocca aperta per la quantità e varietà di pesci presenti sul fondale: pappagalli, cernie, sergente maggiore, chirurgo, capitano, scatola, carangue e grossi barracuda. Anche il corallo é bellissimo e colorato di differente tipo e forma. Manca solo all'appello la tartaruga verde che si farà vedere sotto Vagabond al nostro ritorno. Un piccolo sito ricco e tranquillo veramente da non perdere.
Il 6 aprile in mattinata percorriamo a vela le 9 mn che ci separano dalla bella baia dei pirati di Deshaies (16°18.45N 61°47.91W). Questo villaggio molto pittoresco, tra mare e montagna, é ricco di belle spiagge dorate e di sabbia rossa, insenature e fiumi. Un tempo rivolto alla pesca e all'agricoltura oggi si é decisamente sviluppato per promuovere il turismo. Tanti negozi di artigianato e souvenir, locali sul lungomare, farmacia, alimentari , panettiere e la mattina un piccolo mercato di frutta fresca. Passiamo qualche giorno in questa bella baia prima di riprendere la rotta verso Nord. Abbiamo la fortuna di assaggiare un delizioso sorbetto al cocco preparato a mano da una dolcissima nonnina del posto. Une meraviglia senza eguali!



17 April 2016

MARTINICA: Her Majesty's Ship Diamond Rock!

Al largo della costa martinichese si trova un piccolo isolotto disabitato chiamato Roccia del Diamante. Deve questo nome ai riflessi delle sue pareti in certe ore del giorno che evocano la pietra preziosa. Questo isolotto é in realtà un antico vulcano la cui formazione risale ad un milione di anni. Un giorno il magma é venuto in superficie creando il cratere del vulcano, questo si é successivamente spento e il magma solidificato velocemente. Con il passar del tempo la parte esterna del vulcano é scomparsa lasciando solo la parte intern di roccia basaltica che é quello che vediamo ora con i suoi 176 m di altezza e 300 m di diametro.
Oggi questa roccia é abitata solo da numerosi animali e da una vegetazione capace di sopravvivere nonostante il suo pendio e la continua erosione. Sono principalmente gli uccelli marini i frequentatori dell'isolotto che lo hanno eletto a sito ideale per la riproduzione e il riposo perché isolato e inaccessibile. Si possono osservare il nobbi bruno, le sule, fregate, sterne e il bellissimo Phaéton dal becco rosso. Gli altri animali che abitano la roccia sono i pippistrelli che trovano riparo nelle grotte, i gechi, granchi e i molti pesci multicolore che lo rendono un sito di immersione ben conosciuto. La Roccia del Diamante é protetta dal 1994 e il suo accesso é vietato. Per farla conoscere meglio sono state installate delle telecamere le cui immagini sono trasmesse nel museo Bernard David a Diamante o sul sito www.rocherdudiamant.com
Quello che troviamo più affascinante di questo isolotto resta la pagina di storia che si é scritta su di esso tra il gennaio 1804 e giugno 1805. All'inizio del XIX° secolo infervorava la guerra tra Francia e Inghilterra per il controllo delle Antille. Un ammiraglio inglese, Hood, comprese rapidamente l'interesse strategico della Roccia che permetteva di controllare il passaggio di navi francesei dirette a Fort de France. Il 6 gennaio 1804 questa diventa inglese, viene fortificata dai 200 uomini che la abitarono con l'equipaggiamento necessario alla loro sopravvivenza: cannoni, acqua potabile, cibo...La Roccia fu innalzata al rango di nave della Marina di sua maestà sotto il nome di Her Majesty's Ship Diamond Rock! Per 17 mesi le truppe francesi tenteranno invano di riconquistare l'isolotto fino al giugno 1805 quando l'ammiraglio Villeneuve inviato da Napoleone riuscirà a riprendere il Diamante agli inglesi. Oggi ancora qualche resto dell' accampamento inglese é presente sull'isola a testimonianza di questa incredibile pagina di storia militare.
Spesso siamo passati con Vagabond accanto a questo isolotto speduto in momenti di calma o con il mare agitato che frangeva sulle sue sponde ripide e tutte le volte il nostro sguardo veniva catturato dal fascino e dalla storia incredibile legata a questo roccia di basalto che emerge dal mare.
La salutiamo per l'ultima volta e con lui la martinica che ci ha ospitato in questi mesi mentre facciamo rotta verso Nord in direzione della Guadeloupe.



www.vagabondsail.com

12 April 2016

SAINT LUCIA

Lasciamo la Guagaloupe per fare ritorno in Martinica. Siamo solo di passaggio infatti partiamo da Sainte Anne in una bella giornata di sole in direzzione di Saint Lucia. Percorriamo velocemente le 20 mn che ci separano grazie al vento sostenuto che sempre troviamo nel canale che separa le due isole. Proviamo anche a pescare ma riusciamo solo a recuperare dei ciuffi di sargassi. Nel primo pomeriggio siamo ancorati a RODNEY BAY (14°05.29N 60°57.63W). La baia é grande e le tante barche presenti si disperdono senza problemi. L'isola di Pigeon che é parco nazionale si estende all'estrema destra della baia con un forte e la lunga striscia di sabbia che la collega alla terra ferma. Attraverso uno stretto canale si accede alla baia interna del Marina con i pontili e tutti i servizi per la nautica. Sbarchiamo per fare le formalità di entrata tutte raggruppate vicino al pontiletto dei dinghy. Andiamo prima a fare la sanità, poi dogana e immigrazione. Visto che é un giorno festivo ci chiedono un sovrappezzo sulle pratiche di 32 € circa. Li si trova anche lo yacht Club da cui parte una zona commerciale dedicata allo shopping che si estende fino alla spiaggia di Reduit Bay.  Scendiamo a terra per fare un giro nel villaggio dei pescatori pieno di casette colorate e locali molto originali. Ci fermiamo a giocare con Reva in un simpatico parco per bambini tutto costruito in legno dai locali. Dormiamo nella baia all'ancora con un ottimo fondo.
La mattina dopo salpiamo per MARIGOT BAY (13°58.05N 61°01;75W) che dista circa 8 mn. La giornata non é delle migliori il tempo é variabile e continuano passaggi nuvolosi. Questa baia é molto stretta e si sviluppa verso l'interno. Una bella spiaggietta coperta di palme si trova proprio a metà. Sui due lati della baia molte ville sono costruite nella sommità con una vista spettacolare sul mare. L'acqua é trasparente e possiamo vedere molti pesci tropicali facendo snorkeling lungo la roccia. Al tramonto con un sole perfettamente tondo che si specchia nel mare facciamo un aperitivo per salutare questa bella giornata.
Leviamo l'ancora per raggiungere la vicina ANSE LA RAYE (13°56.41N 61°02.74W) dove ancoriamo vicino alla riva. Dopo un acrobatico sbarco sul pontone facciamo un giro nel grande mercato che tutti i giorni si riempie di turisti che arrivano via terra dalle località turistiche vicine. Siamo delusi però da questo mercato piuttosto artificiale. L'ancoraggio non tiene molto bene quindi riprendiamo la navigazione.
Facciamo rotta verso Sud e raggiungiamo la grande SOUFRIERE BAY (13°51.07N 61°03.74W). Qui é vietato ancorare e prendiamo una delle boe messe a disposizione dei ranger che curano il parco marino (18€ al giorno). Sarebbe comunque impossibile ancorare perché le profondità sono elevate anche sottocosta. L'acqua é trasparente e facciamo snorkeling tra pesci colorati, barracuda e tartarughe. Accanto si trovano i due Pitoni verdi e suggestivi che dominano la baia. La notte l'ancoraggio é davvero scomodo per via dell'onda che entra nella baia quindi il giorno dopo riprendiamo volentieri la strada verso Nord.
Navighiamo velocemente lungo la costa e passiamo davanti alla capitale CASTRIES che si affaccia sul mare all'interno di una baia ben protetta. Nelle prime ore del pomeriggio siamo di nuovo ancorati a RODNEY BAY (14°05.19N 60°57.65W) dove possiamo sbrigare le pratiche di uscita dal paese. Approfittiamo per fare un ultima passeggiata sulle belle spiagge di quest'isola che salutiamo al tramonto con un buon aperitivo. La mattina presto leviamo l'ancora per fare rotta sulla Martinica.




7 April 2016

GUADALUPA: Mercato Tropicale

Potrete dire di aver visto veramente i Caraibi solo dopo aver fatto un giro a "Les marchés local". I mercati fanno parte integrante della vita caraibica, veri luoghi di scambio e di incontro imperdibili. Al mercato possiamo osservare la poplazione locale, scoprire la frutta e la verdura, inebriarci con i colori, profumi e sapori che questa terra assolata é capace di regalare. 
Coperto o no, grande o piccolo non ci facciamo mai mancare una sbirciata al mercato locale di ogni isola che visitiamo. Le bancarelle traboccano di frutta fresca e il sorriso delle donne che ci accolgono non hanno eguali. Ci perdiamo tra la frutta esotica lasciandoci guidare e consigliare nella scelta e nel miglior metodo di cosumazione. Con orgoglio le donne ci presentano le meraviglie della loro terra. Le banane con le sue numerosi varianti dalla buonissima banane figue, piccola e saporita, alla dessert o alla plantain consumata cotta come verdura.  Ci sono i frutti tropicali più famosi come i mango, avocado, papaya, carambole, ananas, cocco e frutto della passione. Poi i meno conosciuti come la goyava, corossol, mele d'acqua, chadec, mela cannella, camïte, quenette e pitaya. Tra le verdure spicca la varietà dei loro tuberi e radici come la manioca, igname, dachine e la patata dolce.
Proseguiamo tra i banchi del mercato fino a farci inbriare dai profumi delle spezie. la cucina creola é nata da un mescolarsi di differenti culture che ha dato origine a originali preparati di spezie.  La polvere Colombo é la più famosa, un preparato simile al curry ideale per profumare carne e pesce. Seguono cannella, moscata, zenzero, curcuma, vaniglia, peperoncini, coriandolo, anice stellato, mostarda, pepe e legno d'india. Insomma davvero per tutti i gusti. Il palato trova soddisfazione nelle degustazione dei mille punch preparati con rhum bianco, frutta e spezie. Infine arriva il momento dell'artigianato locale fatto con il tessuto madras, paglia intrecciata, cappelli, maceti e riproduzioni di imbarcazioni a vela tradizionale per la pesca.
La mattina passa velocemente tra le bancarelle del mercato e ripartiamo con le borse piene di frutta e verdura e il cuore carico dei colori e profumi locali. W les marché!!