29 October 2019

BALEARI-GIBILTERRA

Il 25 ottobre partiamo da Figuerettes alle 15:43 apriamo randa piena e Code 0 e attraversiamo il canale tra le due isole. Per riuscire a stringere meglio apriamo il genova e togliamo il Code 0. Veleggiamo velocissimi!Una volta superata il capo SW dell’isola di Ibiza il vento cala e rimettiamo il Code 0 che ci permette di avanzare comunque rapidi fino a sera. Ceniamo con una pizza surgelata(evento più unico che raro!) e visto che il forno è acceso buttiamo dentro anche le ultime castagne. Durante la cena assistiamo al tramonto perfetto,vediamo il sole come un cerchio di fuoco cadere nell’acqua mentre il cielo si tinge di sfumature arancione, rosso, viola che restano impressi dentro di noi. Bella anche la pace e la tranquillità del momento mentre vediamo le isole sempre più piccole dietro la nostra scia. Dopo cena siamo a motore, la finestra meteo sappiamo benissimo non essere delle migliori ma l’importante è riuscire ad arrivare a destinazione prima di martedì (in cui è previsto l’instaurarsi di vento da W). In pozzetto guardiamo la stellata, giochiamo, leggiamo poi Reva va dormire mentre noi iniziamo i turni della notte. Sembra esserci un po' di corrente contraria ma avanziamo comunque a 4Kn di velocità. Dobbiamo fare attenzione al passaggio di alcune navi e al trimarano Kamana che abbiamo accanto.
Il 26 ottobre ci svegliamo con una bellissima giornata di sole, cielo azzurro e mare piatto. Siamo sempre a motore e abbiamo percorso 84Mn. Mentre facciamo  colazione avvistiamo un grosso banco di tonni, che appare dorato perché illuminato dai primi raggi del sole, che salta e avanza veloce a poche miglia di distanza da Dumas. Alle 16 quando facciamo il punto nave (37°37.38N 00°27.29W) abbiamo percorso 120Mn. Durante la giornata avvistiamo 4 tartarughe, uccelli marini e un piccolo uccello migratore viene a riposarsi sulle draglie. Proviamo a pescare ma qualcosa di grosso ci strappa tutto portandosi via polpo ed amo...riproviamo nuovamente ma senza alcun risultato. Siamo a sud di Cartagena, attraversiamo con la luce un passaggio intenso di traffico di navi quindi nella notte saremo più vicini alla costa e dovremo sorvegliare solo le barche da pesca.
Domenica 27 ottobre è ancora una bella giornata di sole con mare piatto. Alle 8 il vento arriva e finalmente possiamo spegnere il motore e veleggiare fino al pomeriggio. Michele apre tutte le vele possibili e fa diversi cambi con gennaker e Code 0 per riuscire a sfruttare al meglio questo momento. La previsione non è buona perché non danno vento da stasera e la notte mentre dovrebbe esserci qualcosa domani mattina. Abbiamo timore di finire il gasolio e non riuscire a raggiungere la destinazione. Domani mattina faremo una stima del gasolio rimasto e delle miglia che mancano e valuteremo se tentare di proseguire o fermarci prima per fare rifornimento da qualche parte. La giornata passa facendo scuola, letture, giochi e avvistamenti. Alle 17 quando faccio il punto nave(37°00.23N 00°31.94W)abbiamo percorso 256Mn. Nella notte siamo tranquilli per il traffico di navi e pescherecci. Nel mio turno ho un incontro emozionante con un gruppo di 6 stenelle illuminate dal plancton (mi era già capitato sempre in questo tratto di mare). Loro sembrano come avvolte da un mantello luminoso che rende dorati i loro contorni. Appena le vedo mi precipito a prua per vederle meglio mentre saltano e giocano davanti allo scafo.  Sono senza parole. Mi ritrovo inginocchiata a prua avvolta dal buio e del silenzio della notte rotto solo dall’acqua che si infrange contro lo scafo e dal respiro dei delfini nei pochi secondi in cui riemergono. Il mare sembra un liquido completamente nero e i delfini brillano ancora di più su questo sfondo scuro. Assaporo totalmente questo incontro, questo momento magico, queste emozioni che mi invadono, questo istante perfetto in cui mi sento una fortunata spettatrice della bellezza della natura...e tutto questo non ha prezzo!
Lunedì 28 ottobre ci svegliamo con una bella giornata di sole in un mare piatto che sembra una lunga distesa di olio. Il vento di ieri ci ha dato una mano ed è previsto qualcosa nel pomeriggio. Facendo la stima tra miglia mancanti ed ore motore rimaste dovremmo starci giusti giusti. Decidiamo di proseguire. Nel mezzogiorno siamo a 21Mn da Porta Europa siamo a motore e procediamo a 5Kn di velocità. Nelle prime ore del pomeriggio arriva finalmente il  vento che seppur contrario ci permettendo di avanzare a vela di bolina verso la destinazione. Siamo felicissimi, ci ritroviamo tutti e 3 in pozzetto, con Michele al timone e noi ad ammirare la Rocca sull’orizzonte che si avvicina rapida. Superata Porta Europa abbiamo una corrente contraria che ci rallenta ma riusciamo a raggiungere a vela Gibilterra dove facciamo il pieno di gasolio con le cisterne completamente vuote. Alle 17:30 arriviamo alla  Linea (36°09.65N 05 21.79W) dove buttiamo l’ancora dopo 380Mn di navigazione. In serata il vento da W arriva diventando progressivamente forte ed intenso...siamo riusciti ad arrivare per un soffio.



24 October 2019

SPAGNA: Ibiza

Siamo ad Ibiza ancorati a Pon des lleo(39°02.24N 01°36.78E). Che meraviglia ritornare in questa isola dove abbiamo passato una lunga e bella estate. In quella occasione Ibiza è stata una grande rivelazione, ci ha regalato ancoraggi selvaggi e solitari persino in piena stagione estiva. Oggi però non abbiamo troppo tempo per guardarci intorno. Durante la navigazione dalla Sardegna fino a qui la randa si è delaminata, dopo una riparazione di fortuna dell’ampio squarcio, siamo riusciti comunque ad arrivare a destinazione. Oggi quindi ci aspetta un bel lavoretto! Abbiamo a bordo una randa di emergenza, la portiamo fuori, togliamo la randa rotta, estraiamo le stecche, le adattiamo alla randa di emergenza e sistemiamo la nuova vela ufficiale al suo posto. L’operazione ci terrà impegnati fino al tramonto. Nel frattempo diverse barche a motore arrivano all’ancoraggio e iniziano ad ascoltare musica a tutto volume in perfetto stile ibizenco. La giornata è soleggiata e calda tanto che ci regaleremo una pausa per un tuffo rinfrescante. Alla fine issiamo la nuova randa, che è più piccola della precedente, la sistemiamo e tutto sembra in ordine, ora non ci resta altro che provarla in mare.
Il giorno seguente nel mezzogiorno siamo ansiosi di veleggiare con la nuova randa e facciamo rotta verso sud. Il vento è contrario sui 12-15 Kn quindi facciamo diversi bordi di bolina e Dumas naviga perfettamente. Che meraviglia! Sapevamo che la vecchia randa prima o poi ci avrebbe abbandonato ma non pensavamo così presto, fortunatamente avevamo a bordo questa vela di emergenza che ci toglie dai guai. Raggiungiamo dopo un pomeriggio di piacevole navigazione Cala llonga (38°57.18N 01°31.31E) dove ancoriamo in mezzo alla baia. Mettiamo il dinghy a terra e sbarchiamo subito. Passeggiata, supermercato e parco giochi. Oggi il cielo è coperto di nuvole ma la temperatura resta ottima. Ci divertiamo a correre sulla grande spiaggia quasi completamente libera. Tornati a bordo ci regaliamo una bella cenetta con i prodotti freschi trovati a terra.
Lunedì 21 ottobre il meteo annuncia l’arrivo del brutto tempo quindi veleggiamo verso le Salinas per proteggerci meglio dal vento. Il tempo oggi è ancora buono quindi copriamo tranquillamente le 11Mn che ci separano dalla destinazione. Cerchiamo di ancorare bene sulla sabbia e prepariamo la barca al colpo di vento. Come annunciato nella notte abbiamo un forte aumento del vento, un continuo passaggio di temporali con pioggia fulmini e ripetuti giri di vento. Reva dorme beata nella sua cabina mentre io e Michele restiamo entrambi di guardia pronti a scappare se necessario. I fulmini sono forti e vicini, il vento ci gira da tutte le parti e spesso ci troviamo con la poppa verso terra. Non chiuderemo occhio!
Come previsto la mattina seguente il vento si calma ma dobbiamo cambiare ancoraggio perché nella notte è atteso un colpo di vento questa volta da SW. Cerchiamo di salpare l’ancora ma ci accorgiamo che qualcosa blocca gli ultimi metri della catena. Dopo diversi tentativi l’ancora sale portando con se un lungo cavo di acciaio di 10cm almeno di diametro attorcigliato su di lei. I continui giri di vento della notte ci hanno fatto ben rastrellare tutto il fondo. Michele arriva subito a prua e con fatica riesce finalmente a liberarci. Facciamo quindi rotta verso Formentera e dopo una decina di miglia di navigazione ancoriamo a l’Ensenada del cabrito. L’ancoraggio è protetto dal vento atteso ma il fondo è pessimo. La presenza di alghe ovunque e la profondità della baia ci obbligheranno a riprovare numerose volte l’ancoraggio. Alla fine l’ancora prende anche se dopo l’avventura della mattina siamo sinceramente preoccupati di scoprire su cosa mai possa aver preso.
Il tempo è brutto e il pomeriggio piovoso. La sera il vento rinforza e siamo contenti di vedere che la direzione prevista è confermata quindi siamo almeno ben riparati dal colpo di vento. Purtroppo ci aspetta un’altra notte insonne con vento forte, temporali che ci passano accanto fortunatamente senza provocare troppi giri di vento. Iniziamo ad essere in debito di sonno e piuttosto stanchi di questo tempo così variabile che ci sta facendo rimbalzare da un ancoraggio ad un altro.
Il giorno dopo saremo comunque nuovamente in movimento per raggiungere Ibiza e proteggerci a Talamanca (38°54.64N 01°27.47E) dal NW annunciato per la notte. Appena lasciamo Formentera troviamo una fastidiosa onda incrociata formata dall’onda del vento più l’onda lunga del forte maestrale di questi giorni nel golfo del Leone e a sud della Sardegna. Anche all’ancoraggio l’onda lunga entra rendendo poco confortevole la permanenza a bordo. Siamo stanchi e infastiditi! Cerchiamo nel pomeriggio di riposare un po' e recuperare almeno qualche ora di sonno. Durante la notte abbiamo il vento annunciato ma siamo ben protetti e quindi tutto procede senza problemi.
Il 24 otobre finalmente ci svegliamo con un bel sole e un cielo azzurro senza nuvole. Il meteo annuncia una pic ola tregua di bel tempo e questo ci riempie di ottimismo. Salpiamo l’ancora, raggiungiamo il Marina Botafoc per il rifornimento di gasolio ed acqua poi  ancoriamo a le Figuerettes. L’onda lunga si è attenuata ma è ancora presente quindi sbarchiamo volentieri. Prima di tutto facciamo il bucato nella lavanderia automatica nella parallela del lungo mare. Poi ci catapultiamo in un forno per fare incetta di pane e brioche appena sfornati. Dopo passeggiamo avanti e indietro per il lungomare insieme ai tanti turisti che raggiungono Ibiza anche fuori stagione. Per finire andiamo a fare provviste al supermercato e dove troviamo una grossa rete di castagne. Per la gioia di grandi e piccini facciano quindi una bella castagnata su Dumas che ci regala finalmente il profumo dell’autunno!
Il 25 ottobre dopo una notte di sonno tranquillo decidiamo di partire per una gita alla capitale di Ibiza. Lungo la strada compriamo delle enseimada appena sfornate che sono deliziose. Raggiungiamo a piedi la Dalt Vila con la sua impressionante mura di cinta, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1999. L’acropoli è sempre uno spettacolo imperdibile del luogo con i suoi portali di accesso, i sette baluardi, la Cattedrale, il Castello, le viuzze intricate e i monumenti. La vista sull’isola e sul mare ripaga la fatica di raggiungere i punti più alti. Reva ci obbligherà a leggerle quasi tutti i pannelli esplicativi che raccontano la vita della città nei tempi passati. La mattinata passa rapidamente esplorando questa bella città capace di unire il suo lato storico ad una parte più moderna, colorata e piena di servizi.
Rientriamo a bordo ben contenti di questi ultimi due giorni. Il meteo dei prossimi giorni dovrebbe permetterci di fare rotta verso Gibilterra prima che si installi un vento contrario. Senza esitazione prepariamo la barca e facciamo rotta verso Ovest.



www.vagabondsail.com

20 October 2019

SARDEGNA- BALEARI...La randa ci abbandona!

16 ottobre 2019 alle 15:33 salpiamo l’ancora lasciamo la baia Malfatano e la Sardegna. Abbiamo un SW di 20 Kn e un mare non troppo formato quindi iniziamo a bolinare con 2 mani alla randa e la trinchetta. Dopo un ora il vento diventa W di 14 Kn e procediamo nello stesso modo ma un po' più comodi. Reva gioca sotto coperta mentre io e Michele in pozzetto osserviamo la costa della Sardegna allontanarsi illuminata dai colori del tramonto, la roccia rossa, il verde brillante della macchia mediterranea, le torri di avvistamento, le belle baie. Che spettacolo! Vediamo bene il Golfo Teulada con le sue scogliere e le sue baie, le isole di Sant’Antioco e Carloforte diventare sempre più piccole dietro la nostra scia.
“Ciao Sardegna!” grida Reva sventolando la mano, quando arriva in pozzetto, e noi non possiamo che unirci a lei e ringraziare quest’isola magnifica che ci ha regalato bellissimi momenti alla scoperta delle sue baie. Arrivederci!
Mentre stiamo chiacchierando in pozzetto un piccolo pettirosso vola verso di noi e tenta di appoggiarsi alla barca. Dopo vari tentativi lo vediamo sparire verso il largo con un frenetico sbattere di ali. Questo incontro inatteso e speciale riempie i pensieri di Reva e solletica la sua curiosità. Rispondiamo alle sue domande ma ci rendiamo conto di averne altrettante anche noi. Questi piccoli volatili attraversano il mare per raggiungere le coste nord africane dove passano la stagione invernale. Come fanno a sapere quando partire? Quanto ci impiegano? Come fanno ad orientarsi? Vanno in gruppo o anche da soli come quello che abbiamo visto?...ci ripromettiamo di documentarci meglio al nostro arrivo.
Il vento diminuisce progressivamente, apriamo tutta la randa, mettiamo il genova e
veleggiato a 5 Kn di velocità. Reva gioca a Sandokan e i Pirati della Malesia. Dopo cena come previsto il vento ci abbandona quindi procediamo a motore a 5 Kn su un mare calmo con l’onda che si ammortizza progressivamente. Ci sdraiamo in pozzetto sotto una stellata incredibile e cerchiamo le costellazioni che conosciamo. Reva riconosce senza problema l’orsa maggiore e la minore poi le mostro Cassiopea, Artemide e Pegaso che fatica ancora a riconoscere. Giove è talmente luminosissimo che lo trova subito accanto alla costellazione del Sagittario. Vediamo bene anche Vega della Lira , l’aquila  e finalmente il Delfino che piace sempre tanto a Reva. Sgranocchiamo biscotti al cioccolato, tra coccole, risate e qualche partita ad Hulo. Dietro di noi vediamo sorgere una luna bellissima come un grande disco rosso che velocemente sale illuminando tutto quello che ci circonda. Le stelle più luminose sono ancora visibili ma tutte le altre scompaiono magicamente. Reva va a dormire mentre io e Michele ci prepariamo per i turni della notte. Tutto procede tranquillo in questa prima luminosissima notte senza navi e inaspettatamente calda.
Giovedì 17 ottobre alle 9 abbiamo percorso 95 Mn, è una bellissima giornata di sole, fa caldo e siamo in pozzetto con canottiera e pantaloncini. Decidiamo di buttare la lenza ma riusciremo a pescare solo un sacchetto di plastica! Speranzosi ritentiamo...
La mattinata passa velocemente con la scuola di Reva, la lettura di qualche libro e  fumetti. Dopo pranzo arriva finalmente un vento al gran lasco apriamo randa e genova e procediamo a 4,5 Kn. Per avanzare più velocemente issiamo il gennaker che ci fa guadagnare un nodo di velocità, la barca è stabile e veleggiamo tranquilli. Alle 15 facciamo il punto nave(38°26.26N 06°18.33E) abbiamo percorso nelle 24h 127 Mn.
Continuiamo ad avvistare uccelli in migrazione, alcuni sono pettirossi mentre altri sempre piccoli non sappiamo identificarli. Uno di loro riesce ad aggrapparsi prima alla randa poi al genova ed infine si sistema su una volante di Dumas. Possiamo quindi osservarlo bene e scopriamo che fa parte della famiglia dei turdidi tutto grigio con il petto pieno di macchioline rotonde e scure. Reva decide di chiamarlo “Viaggio” e torna spesso ad osservarlo poi dopo averlo guardato per un lungo momento,  senza avvicinarsi troppo per paura di farlo scappare, gli dice  preoccupata “torna a casa!”.
Notte tranquilla con una distesa di plancton spettacolare.
Venerdì 18 ottobre ci svegliamo con poco vento contro quindi avanziamo a motore. Dalla 9 di mattina si stabilizza un SW di 15Kn, procediamo di bolina stretta con vele completamente aperte, avanziamo in rotta a 6Kn di velocità. Il tempo è bello, avvistiamo una tartaruga accanto allo scafo durante il pranzo e qualche nuovo uccellino in migrazione. Nel pomeriggio al punto nave(38°40.53N 03°32.13E) abbiamo percorso 259Mn e mancano 95Mn alla destinazione. Michele è al timone dalla mattinata, io leggo e mi riposo ad intervalli regolari mentre Reva si rotola nella sua cabina approfittando dell’inclinazione e gioca in autonomia tutto il pomeriggio. La barca è molto sbandata quindi cerchiamo di muoverci poco e passiamo tanto tempo tranquilli a leggere e raccontarci storie. Verso le 17 Michele mi chiama in pozzetto, si accorge che la randa si è delaminata nella parte più alta con uno squarcio ben visibile. Sapevamo che questa vela sarebbe durata poco ma sinceramente speravamo ci facesse fare più strada. Tiriamo giù la randa che ripariamo con i mezzi di bordo, applichiamo su entrambi i lati anche del tessuto adesivo di riparazione e con un cordino colleghiamo la penna al carrello più vicino (in modo tale che se si dovesse separare definitivamente il tessuto in due parti potremo comunque tirare giù anche la penna). Issiamo nuovamente la randa prendendo una mano e incrociamo le dita nella speranza che tenga fino a destinazione. Sembra tenere...dopo un’ora si apre però in alcuni punti poi lo squarcio si blocca definitivamente, siamo contenti perché così possiamo avanzare a 5Kn. Per festeggiare apriamo un pacco di Fonzie!!
Alle 19 siamo di bolina larga con 11 Kn di vento che rinforza nel corso della notte fino a 20 Kn. Prendiamo un’altra mano alla randa e teniamo il genova aperto completamente. Facciamo i nostri turni ma dalle 2 siamo entrambi in pozzetto e continuiamo a manovrare per evitare 3 navi passeggeri e diverse barche di pescatori. Fortunatamente la luna ci permette di vedere bene e procedere tranquilli. Una volta arrivati vicino all’isola di Tagomago togliamo la randa ormai alla fine delle sue possibilità e procediamo solo con il genova. Abbiamo le carte e conosciamo il luogo quindi avanziamo decisi. Il vento però è calato e procediamo così piano che butteremo l’ancora ad Ibiza solo con la prima luce del mattino. Alle 7:08 di sabato 19 ottobre siamo a Pon des lleo(39°02.24N 01°36.78E) dopo 351 Mn di navigazione. La randa è miracolosamente riuscita a portarci a destinazione ma ora ci abbandona definitivamente!



16 October 2019

ITALIA: SARDEGNA SUD

9 Ottobre in mattinata partiamo da Poetto. Attraversiamo tutto il Golfo di Cagliari a vel fino a Capo di Pula. Il vento inizia a diventare più capriccioso quindi alterniamo momenti di vela e motore fino al Golfo di Teulada. Superato Capo Spartivento  alle 12:30 ancoriamo dietro l’isola TUERREDDA (38°53.57N 08°49.09E). Il fondo è di sabbia chiara, l’acqua di un incredibile colore turchese, ovviamente non resistiamo alla tentazione e ci facciamo un lungo bagno intorno allo scafo. Nel tardo pomeriggio sbarchiamo a remi sulla spiaggia dove Reva si diverte a giocare con la sabbia e a fare lunghi bagni in questo mare che sembra una piscina. Dopo il tramonto la spiaggia si svuota, le poche ville nascoste tra la vegetazione sono chiuse, ci ritroviamo quindi soli e con il calare dell’oscurità anche completamente avvolti dal buoi. Che meraviglia!
Il 10 Ottobre lasciamo questo bell’ancoraggio e facciamo rotta verso punto scudo a Ovest del golfo di Teulada ma non riusciamo neppure a buttare l’ancora perché un imbarcazione militare ci avvisa gentilmente che in questo periodo dell’anno non è possibile accedere (in effetti controllando scopriamo che solo nel periodo estivo fanno un eccezione lasciando ancorare barche da diporto). Siamo molto delusi perché la costa si presenta meravigliosa, selvaggia, solitaria e profumatissima. Usciamo quindi dalla zona militare ed ancoriamo dietro l’isolotto Campionna (38°54.85N 08°46.05E) dove passiamo la notte.


L’11 ottobre ci spostiamo di un miglio e siamo nella splendida Cala PISCINNI (38°54.39N 08°46.45E). Restiamo in questo ancoraggio per cinque giorni praticamente soli ad eccezione di qualche barca di passaggio durante il giorno. Il tempo è meraviglioso, fa caldo, il sole splende tutti i giorni alto nel cielo e il poco vento che soffia ci tiene al fresco senza darci preoccupazioni. La cala ha una bella spiaggia di sabbia bianca circondata da una fitta vegetazione. Sbarchiamo tutti i giorni per bagni, passeggiate e giochi sulla sabbia. Reva si diverte un mondo e noi torniamo bambini con lei. Non mancano certo momenti di esplorazione dove camminiamo lungo i sentieri per esplorare questo luogo magnifico. Spettacolare la passeggiata che dalla spiaggia arriva fino a Capo Piscinni dove si trova ancora in buono stato una torretta di avvistamento. Come al solito Reva si dimostra un’ottima esploratrice ed in testa alla spedizione ci guida con sicurezza all’andata come al ritorno. A terra non ci sono servizi, il servizio di bus è soppresso con la fine dell’estate e ad eccezione di pochi turisti o camper che si fermano per la notte siamo completamente soli. Siamo felicissimi di poter scoprire questa parte della Sardegna che non conoscevamo in tutta tranquillità e con un contatto così vivo con la natura. I giorni passano rapidi, noi ci divertiamo ma anche rilassiamo pronti a riprendere il mare appena il tempo, fino ad ora così clemente, deciderà di cambiare.


Il 15 ottobre il vento ci obbliga a lasciare questa bella caletta che tanto ci è piaciuta per 4 Mn più a Est nella baia di MALFATANO (38°53.56N 08°48.23E) dove ancoriamo nel mezzogiorno. Il meteo sta cambiando viene annunciato tra qualche giorno un vento forte da Sud seguito poi da un colpo di maestrale piuttosto intenso. Sembra esserci una mediocre finestra per raggiungere le Baleari e soprattutto per togliersi da questa zona. Anche se a malincuore non ci resta che preparare barca ed equipaggio per la partenza, domani faremo rotta verso Ovest. La Sardegna rimarrà nei nostri cuori come il ricordo di questi giorni meravigliosi. Arrivederci Italia! 

9 October 2019

ITALIA: SARDEGNA Cagliari e Poetto

Domenica 6 Ottobre sbarchiamo a remi e lasciamo il dinghy nel Marina piccolo di Poetto. Poco lontano si trova la fermata del bus che portano in città ogni 15 minuti circa(Linea PF o PQ, 1,30€ per gli adulti). Scarpe comode e zaino in spalla siamo pronti ad esplorare Cagliari.
La città si sviluppa intorno al colle dello storico quartiere di Castello, in cui avevano le loro residenze i nobili, le massime autorità civili, militari e religiose. Raggiungiamo a piedi il bastione di Saint Remy, una delle fortificazioni più importanti di Cagliari, trasformata, alla fine del XIX secolo in una scalinata sormontata dall'arco di Trionfo, che dà accesso ad una passeggiata coperta ed alla grande terrazza panoramica Umberto I. L'edificio è realizzato in stile neoclassico, con colonne corinzie, realizzate con Pietra Forte, un calcare bianco e giallo presente in abbondanza nel territorio. Giriamo la terrazza in ogni suo angolo intenti ad ammirare la vista sulla città e sul golfo intero. L’altezza è notevole e il parapetto basso è stato rinforzato con pannelli trasparenti.
Da una scalinata ci addentriamo nel cuore fortificato del centro storico e arriviamo fino alla Cattedrale di Santa Maria Assunta situata nel quartiere medioevale del Castello. Originariamente in stile romanico pisano, ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli. La cattedrale sorge sulla vasta piazza Palazzo, dove si affacciano anche il Palazzo Reale, che oggi ospita uffici della Prefettura e della Città metropolitana di Cagliari e il vecchio palazzo comunale.
Passeggiamo tra le vie del quartiere dove è netto il contrasto tra zone lasciate all’incuria e all’abbandono, e altre in cui sono evidenti gli interventi di recupero, restauro e abbellimento degli antichi palazzi, delle chiese, delle vie e delle piazze. Raggiungiamo la Torre San Pancrazio davanti al Museo Archeologico poco lontano dal famoso Anfiteatro romano realizzato durante l'età imperiale che poteva contenere fino a 10.000 spettatori e ospitava lotte gladiatorie e spettacoli teatrali.
Sulla strada del ritorno siamo catturati dal profumo inebriante di un forno dove troviamo deliziose focacce, pizzette e pane appena sfornato che gustiamo sulla panchina di piazza  Carlo Alberto.
Nel pomeriggio torniamo alla terrazza panoramica Umberto I che tanto ci è piaciuta dove ci fermiamo su una panchina ad osservare la vita che scorre intorno a noi. Scendendo poi dal bastione di Saint Remy arriviamo alle vie pedonali della città dove ci lasciamo portare dalla curiosità approfittando anche per comprare qualche dolce tipico e prodotti locali. Stanchi di girare torniamo nella zona del Marina di Cagliari dove, per la gioia di Reva, prendiamo nuovamente il bus per Poetto.


I giorni seguenti li passiamo a Poetto importante località turistica di Cagliari, dove si trovano molte case di villeggiatura, strutture per ogni tipo di sport nautico, stazioni balneari e numerosi locali per la vita notturna. Accanto al nostro ancoraggio si trova la marina Piccola, proprio sotto alla Sella del Diavolo, da dove parte la meravigliosa spiaggia di Cagliari che si estende per circa quattro chilometri fino a Quartu Sant’Elena. Il tempo è bello quindi ne approfittiamo per fare lunghe passeggiate e tanto monopattino per Reva nella lunga pista ciclabile e pedonale che fiancheggia tutto il litorale. Nelle ore più fresche della giornata tante sono le persone e di tutte le età che si ritrovano nel lungomare per fare un po' di sport: Jogging, bicicletta, roller, monopattino, skate o semplicemente passeggiando.
Proprio a Poetto assistiamo al Sardinia Kiteboard grand slam (2-6 ottobre 2019) tappa italiana del kite foil world championship. Per 5 giorni il mare si riempie di vele colorate che sfrecciano a destra e sinistra. Per il gran finale ci metteremo in spiaggia in modo da riuscire a vedere la prestazione del 1° classificato il francese Axel Mazella e lo spettacolare Nico  Parlier campione del 2017.
Musica, vele colorate nel cielo blu ed acrobazie a pazze velocità ci terranno con il fiato sospeso.
I giorni successivi approfittando della temperatura ancora estiva facciamo vita da spiaggia e compriamo con i saldi un bellissimo ed enorme telo da mare in cotone con splendidi disegni turchesi (5€!). Reva è felicissima e fa bagni a ripetizione. Appena possibile camminiamo sul lungomare per tenerci in movimento e approfittare di questa gradita pausa. Facciamo anche il pieno di sapori locali al supermercato e una bella scorta da portare via con noi.
La sera a bordo mentre contempliamo il tramonto gli appassionati di windsurf e Kite passano accanto allo scafo di Dumas e Reva li saluta con entusiasmo.
Il 9 ottobre facciamo rotta verso Ovest per andare ad esplorare nuovi ancoraggi di questa isola meravigliosa.


1 October 2019

ITALIA: SARDEGNA Villasimius

Lunedì 30/09/2019 alle 6:30 un bel sole si affaccia sul mare turchese della baia e noi ci ritroviamo in pozzetto ad ammirare il paesaggio. Siamo a Villasimius ancorati a Punto Giunco (39°06.88N 09°31.52E), una lunga spiaggia bianca che termina con Capo Carbonara, un promontorio ricoperto di bassa vegetazione profumatissima e la vicina l’isola dei Cavoli. Decidiamo all’unanimità di fare colazione in pozzetto e mentre affondiamo i denti nei nostri frollini 100% italiani ecco un delfino far capolino accanto allo scafo...che meraviglia!
La giornata è splendida e fa molto caldo quindi in mattinata dopo aver fatto scuola nessuno riesce a trattenere più la voglia di tuffarsi in quest’acqua cristallina che presenta una varietà infinita di sfumature del turchese. Reva fa tuffi a ripetizione che ben esprimono la gioia che porta nel cuore. La consapevolezza che questi sono gli ultimi bagni della stagione ci fa sicuramente apprezzare ancora di più questi momenti in mare. Il fondale è di sabbia bianca e il mare è ricco di pesce, quindi armati di maschere inseguiamo aguglie, pesciolini gialli, grigi e tutto quello che vediamo muoversi in mare. Purtroppo senza incontrare i delfini della mattina! In acqua si sta benissimo e non vorremmo più uscire ma una volta fuori dobbiamo asciugarci bene perché è arrivato un bel vento fresco...d'altronde siamo a fine settembre.
Aspettiamo che il vento cali per poter sbarcare. Lasciamo il dinghy sulla bella spiaggia di Porto Giunco, una lingua di sabbia bianca, dietro la quale si trova lo stagno di Notteri dove possiamo ammirare fenicotteri rosa, gabbiani, cormorani e cavalieri d'Italia bianchi e neri. Il pregio dell'oasi è data dalla presenza dei fenicotteri, uccelli maestosi, alti un metro e mezzo, bianchi, dal collo lungo e affusolato, con ali che si tingono di rosa e nero. L'oasi è delimitata da una scogliera e da un promontorio, tutto intorno è circondata da  salici e altre specie della macchia mediterranea.
Sul promontorio di Capo Carbonara si erge una torre di avvistamento spagnola che raggiungiamo seguendo un sentiero immerso nel verde e ben battuto. Camminiamo proprio volentieri dopo i giorni di inattività forzata, soprattutto Reva che salta a destra e sinistra senza sosta. Arrivati a destinazione ci fermiamo ad ammirare la vista sulla baia che è assolutamente da non perdere. Un pannello informativo ci spiega che questa torre spagnola fa parte di un insieme di torri di avvistamento che riusciamo bene a distinguere a occhio nudo: Capo Boi, Cala Pira e infine la Torre aragonese di San Luigi sull’isola Serpentara.
Ritornati in spiaggia passeggiamo tranquillamente fino alla sua estremità  dove si trovano un gruppo di rocce che illuminate dal sole al tramonto fanno da cornice perfetta per le nostre foto. Quando il sole sparisce dietro l’orizzonte ritorniamo subito a bordo perché il freddo non tarda a farsi sentire. È stata proprio una bellissima giornata.
Martedì 1 ottobre ci svegliamo con un bel sole e una calma totale nella baia. Facciamo scuola e poi un lungo bagno in questa piscina naturale in cui è facile entrare ma sembra impossibile riuscire ad uscire. Alle 14 salpiamo l’ancora per far rotta verso Cagliari. Passiamo il pomeriggio a veleggiare di bolina con 15 Kn di vento da SW, percorrendo tutta la costa e ammirando il paesaggio di questa zona della Sardegna che non avevamo mai visto prima. Ancora una volta le tigri di Mompracem verranno a farci compagnia e brandendo le loro sciabole daranno vita a sanguinosi arrembaggi per poter finalmente raggiungere e liberare la perla di Labuan tenuta prigioniera a Cagliari.
Alle 17 siamo nel Golfo degli Angeli e buttiamo l’ancora a Poetto (39°11.73N 09°09.92E) la zona balneare a Sud della città di Cagliari. Da domani il meteo annuncia l’arrivo del Maestrale quindi saremo fermi qui per qualche giorno e ne approfitteremo sicuramente per un giro in città.

30 September 2019

SICILIA – SARDEGNA “all’arrembaggio tigri di Mompracem!”

Il 27/09/2019 alle 4:35 salpiamo l’ancora completamente ricoperta di fango (la rada ha infatti un ottima tenuta!) e salutiamo Siracusa ancora addormentata. Usciamo dalla rada e veniamo come inghiottiti dal nero assoluto di una notte senza luna ne stelle. Avanziamo a motore con un vento al traverso, purtroppo  insufficiente per avanzare a vela, e una fastidiosa onda che sbatte sullo scafo. Superato Capo Murro di Porco cambiamo finalmente rotta, l’onda si attenua senza darci più fastidio, il vento aumenta e avanziamo a vela al traverso. Avvistiamo un paio di pescatori e qualche boa ma per il resto procediamo senza problemi. Alle 7, mentre il sole sta sorgendo, il vento gira come ci attendevamo e proseguiamo il resto della navigazione con vento in poppa. Mentre facciamo colazione in pozzetto con una deliziosa crostata della nonna, 3 delfini si avvicinano allo scafo, subito io e Reva corriamo a prua per osservarli, giocano, saltano e fanno gare tra di loro. Restano con noi un po' di tempo permettendoci di osservarli bene e quando si allontanano andiamo a vedere sul nostro libro se li riconosciamo: Stenelle. La giornata è splendida, c’è un sole caldo in un cielo azzurro senza nuvole, passiamo la mattinata in pozzetto per fare la  scuola di Reva e un lavoretto per l’imminente festa dei nonni.  Alle 9:30 passiamo davanti a Porto Palo con il suo castello e il faro, ancoraggio in cui ci eravamo riparati dal brutto tempo nel 2016 con Vagabond. Veleggiamo con vento in poppa a 5Kn di velocità mentre scapoliamo Capo Passero. Nel pomeriggio il vento cala notevolmente, decidiamo quindi di provare la vela code 0, prima normale e poi a farfalla. Fa molto caldo e ci ritroviamo in pantaloncini e canottiera. Il mare è meraviglioso con un acqua  turchese davvero invitante infatti facciamo fatica a contenere l’insistente voglia di Reva di farsi un bel bagno! Il vento ci abbandona completamente e alle 14 accendiamo il motore mentre una coppia di delfini salta accanto allo scafo. Dopo 12 ore di navigazione abbiamo percorso 62 Mn, siamo piuttosto vicini alla costa siciliana e questo ci permette di osservare il suo paesaggio e la sua conformazione.
Nel pomeriggio come per magia Dumas si trasforma in un praho che solca acque malesi e ci ritroviamo sul ponte con Sandokan e Yanez che brandendo le loro scimitarre urlano a perdifiato “all’arrembaggio tigri di Mompracem!”...la recente lettura di Salgari non ci ha lasciato indifferenti. Dopo aver affondato tutti i legni nemici salutiamo i nostri eroi mentre il sole, in un tramonto perfetto, tinge il cielo prima di arancione, poi di rosso ed infine di viola. Spettacolo!
Reva chiede di aiutarci nel primo turno di navigazione, così mentre io cucino lei esce, sempre assicurata con la sua cintura di sicurezza, ad ispezionare il mare per vedere se ci sono navi o pericoli. Le piace molto dare una mano, partecipare alla vita di bordo e soprattutto sentirsi utile. Dopo cena io inizio il mio turno di navigazione e Reva resta a farmi compagnia. Avvolte dal buio più assoluto ci mettiamo a osservare questo meraviglioso cielo stellato. Riconosce da sola l’orsa maggiore e minore con la stella polare poi insieme osserviamo le altre più importanti costellazioni. Giove e Saturno sono facilmente visibile, troviamo la nostra costellazione del Sagittario e siamo felicissime di individuare per la prima volta la costellazione del Delfino (tanto cara a Reva). La notte prosegue tranquilla sempre a motore a 5 Kn di velocità con l’avvistamento di qualche nave. Alle 04:30 facciamo il punto nave (37°12.31N 13°24.27E ) e nelle 24h abbiamo percorso 125Mn.


Sabato 28/09/2019 verso le 6 di mattina apriamo le vele grazie ad una brezza di terra e procediamo a 4/5 Kn con randa piena e code 0. Facciamo colazione con tarallucci, formaggio siciliano e speck tirolese (Grazie Christoph e Maria!). La giornata è calda e bellissima e stiamo in pozzetto tutto il tempo. Con il binocolo osserviamo la costa, le navi all’orizzonte e qualche segnale che Reva studia con attenzione. A mezzogiorno il vento ci abbandona e siamo costretti a proseguire a motore. Alle 16:40 abbiamo percorso 185 Mn, siamo a Marsala e vediamo le isole Egadi davanti a noi. Il mare è  blu , scintillante e piatto come una tavola. Quattro stenelle striate ci raggiungono a prua e dopo aver fatto spettacolari salti spariscono nella nostra scia. Osserviamo con il binocolo Favignana e Marettimo che sfilano a tribordo. La giornata è caldissima e grazie a questo mare immobile avvistiamo una tartaruga accanto allo scafo. Ceniamo in pozzetto mentre il sole tramonta illuminando quest’acqua immobile di colori dorati che sembrano dar vita ad un quadro. Questa immobilità è rotta solo dal passaggio di Dumas che disegna la sua scia per qualche breve istante prima di scomparire del tutto senza lasciar traccia del suo passaggio.
La notte procede tranquilla, sempre a motore, senza navi in compagnia però di numerose stelle cadenti. Il mare è talmente piatto che riflette le costellazioni...Spettacolare! Alle 04:30 (38°13.75N 11°04.39E) abbiamo percorso 243 Mn.


 Domenica 29/09/2019 alle 6 riprendiamo finalmente a veleggiare di bolina con 12/15 Kn di vento da SW. È una bellissima giornata di sole, cielo azzurro e mare blu.  Prendiamo il meteo che riconferma il colpo di maestrale previsto per i prossimi giorni (motivo per il quale siamo partiti nonostante questa finestra di poco vento). La mattinata passa velocissima. Michele si diverte alla barra mentre il vento si stabilizza a 15 Kn, con il code 0 e un mare particolarmente piatto  avanziamo a 7/8 Kn di velocità. Alle 16:50 abbiamo percorso 318 Mn e avvistiamo terra sulla nostra prua. A poche miglia dalla Sardegna ci raggiunge un delizioso profumo intenso di ginepro, verde e macchia mediterranea. Mentre raggiungiamo l’isola dei Cavoli il sole tramonta e tinge tutto di rosa. Superiamo Capo Carbonara mentre il vento cala progressivamente, alle 20:05 siamo a Porto Giunto a Villasimius (39°06.88N 09°31.52E ) dove buttiamo l’ancora (su sabbia in 5 m di fondo) dopo aver percorso 340 Mn. Ci regaliamo una bella spaghettata  e ci buttiamo in branda ben contenti di avere 8 ore di sonno tutte per noi.
Buonanotte Sardegna, le Tigri di Mompracem sono arrivate!


www.vagabondsail.com




26 September 2019

ITALIA: SIRACUSA “qualcosa che era e ora non è più!”

Lunedì 16 settembre ci svegliamo nella calma totale della rada di Siracusa dopo una notte di sonno profondo. Beviamo una tazza di caffè in pozzetto mentre ammiriamo la città illuminata dai primi raggi di sole, siamo impazienti di scendere e visitare questo luogo di cui tanto abbiamo sentito parlare. L’ancoraggio è nella zona centrale della rada proprio davanti al porto grande quindi richiede qualche minuto sul tender per raggiungere terra. Vista la calma totale sbarchiamo a remi e subito un pescatore si avvicina per sapere se abbiamo bisogno di aiuto, la sua gentilezza ci sorprende e ci da un primo assaggio della disponibilità delle persone che abitano questa città. Anche altri due tender di imbarcazioni vicine ci vengono a “soccorrere” e facciamo fatica a spiegare che non siamo in panne ma stiamo sbarcando a remi per scelta ed addirittura per il piacere del Capitano.  Ringraziamo tutti per la sollecitudine e proseguiamo a remata costante fino alla riva. Chiediamo alla Marina la possibilità di lasciare il nostro tender e loro ci accolgono nuovamente con gentilezza e un bel benvenuto. Siamo pronti per cominciare l’esplorazione di Siracusa partendo dall’isola di Ortigia, la parte più antica della città, collegata alla terra ferma da due ponti, il Ponte Umbertino e il Ponte Santa Lucia. Subito ci perdiamo in un dedalo di viuzze, dove sorgono ad ogni angolo moltissimi dei monumenti e dei musei più importanti, tanti ristoranti e locali. Raggiungiamo la scenografica piazza del Duomo con i suoi importanti monumenti del color della sabbia che quasi risplendono sotto i raggi di questo sole intenso di fine estate. Ammiriamo la Cattedrale della Natività di Maria Santissima (Tempio di Minerva) con la  sua elegante e ricca facciata barocca, sulla fiancata è facile  notare la presenza di colonne doriche inglobate nella struttura, perché la basilica è stata costruita sul preesistente tempio di Atena. Di fianco alla Cattedrale si trova il Municipio di Siracusa, ospitato in un elegante palazzo barocco del Seicento, palazzo del Vermexio. La firma dell’architetto è presente nel cornicione sinistro del palazzo dove si trova un piccolo geco scolpito che lo rappresentava . Nella piazza vediamo anche la chiesa di Santa Lucia alla Badia, santa patrona della città, nota perché vi è custodito il Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio (da vedere!). Proseguiamo poi verso la costa fino alla Fonte Aretusa una fonte circolare di acqua dolce a pochi metri dal mare dove nuotano molti pesci e crescono verdeggianti piante di papiro. La leggenda dice che Aretusa, una ninfa bellissima di cui si innamorò Alfeo il figlio di Oceano, per sfuggire alla sua corte andò sull’isola di Ortigia dove fu tramutata da Artemide in una fonte. Il dolore di Alfeo fu così grande che Zeus, impietosito lo trasformò in fiume, permettendogli di raggiungere la sua amata. Immaginate la felicità di lei!
Percorriamo il lungomare che è una vera e propria terrazza sul mare piena di ristoranti dai profumi invitanti che cercano in ogni modo di far mettere le gambe sotto il loro tavolo ai turisti di passaggio. Il ristorante il Lavatoio ci fa visitare l’antico lavatoio costruito sotto l’edificio perfettamente tenuto. Arriviamo infine al Castello Maniace costruito sulla punta estrema dall’isola dall’imperatore Federico II di Svevia intorno al 1200, il castello doveva apparire come imprendibile e minaccioso arrivando dal mare. Ritornando sui nostri passi passiamo sotto la fonte Aretusa, attraversiamo un piccolo parco con grossi alberi particolari prima di sbucare al Foro Italico, un grazioso viale alberato fronte mare pieno di locali con tavolini. Qui sbucano i cunicoli sotterranei dell’ipogeo di Piazza Duomo, un percorso sotterraneo composto da una galleria principale che collega Piazza Duomo con il Foro Italico e da altri cunicoli secondari. Risale all’età greca ma viene poi ampliato durante la Seconda Guerra Mondiale quando viene utilizzato come rifugio antiaereo.
Raggiungiamo poi il tempio di Apollo in pieno centro, il tempio dorico più antico di tutta la Sicilia che è stato trasformato, nel corso dei secoli, in una chiesa bizantina, una moschea araba, una chiesa normanna e una caserma spagnola. Oggi resta ben poco, due colonne, alcuni tronconi ed un tratto di muro quindi solo con la fantasia si può immaginare la maestosa struttura originale. Arriviamo finalmente al piccolo ma pittoresco mercato di Siracusa che è un susseguirsi di bancarelle cariche di prodotti locali, profumi, colori, rumori e piccoli localini dove si mangia praticamente sempre (Dal lunedì al sabato dalle 7:30 alle 14). Ci regaliamo una buona pizza italiana da "Così" un locale nel cuore del mercato. Gustiamo con immenso piacere questa pizza anche se la nostra attenzione resta sul via vai continuo del mercato mentre Reva non riesce a smettere di fissare tra il curioso e il preoccupato il ragazzo che grida incessantemente con fare aggressivo “Pesce, Pesce grigliato, venite e assaggiate. Qui grigliamo tutto!”.
Con la pancia bella piena riprendiamo la nostra esplorazione prima del lungomare est e poi del centro città. Iniziamo a girare tra le mille viuzze lasciandoci guidare dalla pura curiosità e scopriamo ad ogni angolo botteghe, case, palazzi, cortili, portoni, cunicoli spettacolari e scorci incredibilmente romantici. Rimaniamo sempre impressionati dalla bellezza delle città italiane che sono di una ricchezza incredibile e purtroppo a volte così poco valorizzate e come in questo caso addirittura mal tenute. In qualsiasi angolo volgiamo lo sguardo appare ai nostri occhi la ricchezza della nostra terra che rende il nostro paese così unico al mondo. Passiamo nella piazza di Archimede (che nacque a Siracusa nel 287 a.C.) dove si trova la Fontana di Artemide, dedicata alla metamorfosi della ninfa Aretusa in sorgente. Ci ritroviamo poi nell’antico quartiere ebraico di Siracusa e percorriamo Via della Giudecca, la via principale, lungo cui convogliano alcune traverse. Ognuna può nasconde qualcosa di interessante, quindi passeggiamo con calma, per non perderci nulla. Ci portiamo su Via Roma, un’altra delle vie più belle della città, per arrivare in Piazza Minerva e infine in piazza del Duomo dove assaggiamo alla gelateria Bianca la nostra prima Granita siciliana (fragola, mandorla, pistacchio e gelso). Sharon ci spiegherà che le loro granite sono così buone perché sono fatte di frutta freschissima, ghiaccio e zucchero. Siamo senza parole. Assaporiamo questa delizia nella luminosa piazza del Duomo proprio mentre un artista di strada, di incredibili capacità ,con la sua chitarra rende onore alla grandiosa bellezza del luogo. Indimenticabile!
Rientriamo dolcemente su Dumas stanchi ma decisamente appagati dalla visita di questa stupenda città storica. 


Ci svegliamo di buon ora e dopo aver lasciato il tender nel marina ci dirigiamo a piedi verso il Parco Archeologico della Neapolis , quello che un tempo era l’antica città greca (apre alle 8:30, il biglietto è 10€ per adulti). Andiamo subito ad ammirare il teatro greco (V sec. a.C.), il monumento più spettacolare della città, ricavato quasi interamente nella roccia del colle a cui si appoggia. E’ conservato proprio bene ed è ancora utilizzato nel periodo estivo per numerose rappresentazioni. Rimaniamo letteralmente affascinati dal luogo. Proseguiamo la visita e raggiungiamo le latomie, cave di pietra usate come cave, granai o prigioni. La latomia del Paradiso è la più interessante, anche per la grotta artificiale alta 23 metri e lunga 65 chiamata “Orecchio di Dionisio” perché dotata un incredibile acustica. Sempre lì è presente anche una grotta chiamata dei Cordai perché, per le sue caratteristiche di umidità, fu utilizzata per secoli dai fabbricanti di corde (oggi chiusa).
Infine raggiungiamo l’anfiteatro romano (II-III sec. d.C.) di forma ellittica, di dimensioni monumentali, di cui oggi rimane ben poco. La parte superiore è mancante, all’epoca del suo massimo splendore, quello di Siracusa era il maggiore anfiteatro siciliano e uno dei più grandi in assoluto, secondo in Italia solo all’Arena di Verona. Purtroppo lo troviamo pieno di erbacce, mal tenuto e visibile solo per metà visto che la parte restante è stata chiusa ai visitatori. Peccato perché si riesce a immaginare il suo antico splendore anche se ci chiediamo, tenendolo in questo stato pietoso,cosa mai rimarrà di lui in futuro?
Usciamo dal parco e raggiungiamo il Santuario della Madonna delle Lacrime, una struttura moderna visibile da qualsiasi punto della città, la cui forma vuole ricordare una lacrima gigante. Il Santuario (1994) ospita un’immagine miracolosa della Madonna che nel 1953 ha versato delle lacrime per ben 5 giorni consecutivi. Pranziamo nel suo parco con un panino al prosciutto e delizioso pecorino locale. Cosa chiedere di meglio!
Riprendiamo poi la visita di questa parte della città piena di case mal tenute,  negozi storici e polverosi, bar recenti, diversi alimentari e dove la sporcizia dovuta ai rifiuti abbandonati dalle persone, è molto evidente. Decidiamo quindi di riattraversare il ponte e tornare ad Ortigia. Michele deve comprare pezzi per la barca e io e Reva piuttosto stanche decidiamo di aspettarlo su una panchina. Qui conosciamo Carmela, proprietaria della friggitoria La Nassa davanti a noi, seduta accanto a me sulla panchina e che decide di rimanerci fino all’arrivo di mio marito perché un ragazzo si è dimostrato troppo interessato alla mia collana (che di solito tolgo quando sono in visita in una città!!). Lei dice che girano brutti ceffi e quello non lo conosce e non le è piaciuto per niente. Aspettiamo il ritorno di Michele quindi e nel frattempo scopriamo tutto della vita di Carmela, dei suoi quattro figli tutti sposati, dei suoi 8 nipoti, del marito falegname e della fatica  che si fa a lavorare onestamente a Siracusa a causa “dell’invidia” della gente...ovviamente dopo tanta gentilezza ripartiamo con una borsa piena di arancini siciliani. Ottimi!


La mattina seguente lasciamo Dumas di buon ora per andare a fare la spesa. Mentre avanziamo a remi nella parte Nord della rada di Siracusa ci rendiamo presto conto che la nostra uscita si sta trasformando in una gita naturalistica. Guardandoci intorno infatti sembra di essere in una riserva naturale: pesci che saltano, aironi, sterne, anatre e un infinità di altri uccelli marini abitano il luogo. Buona parte della riva è ricoperta da un fitto canneto e solo alcuni punti hanno un litorale sabbioso. Reva si guarda intorno felice e curiosa. Facciamo una lezione di ornitologia e studiamo l’ambiente che ci circonda, una volta tornati a bordo faremo un disegno e approfondiremo quanto visto.
Remiamo fino alla spiaggia dove si trova un piccolo pontile di legno e lasciamo il tender a secco. Lì si trova il Circolo Nautico Vento in Poppa che ci permette gentilmente di attraversarlo. Ci ritroviamo quindi su una strada altamente trafficata e dopo 10 minuti di cammino siamo al Lidl. Facciamo un bel rifornimento approfittando dei prodotti italiani che ci piacciono e che non sempre sono reperibili all’estero. Torniamo in barca con il nostro ricco bottino!
Seguono un paio di giorni di tempo variabile con passaggi di temporali e cielo coperto. Restiamo a bordo per tenere sotto controllo la barca e ne approfittiamo per portarci avanti con il programma scolastico. In una pausa di tempo decente ci raggiunge una bambina americana che vive da un paio di anni sul catamarano accanto a noi. Restiamo in pozzetto con lei a chiacchierare per un paio d’ore (nelle quali parlerà quasi ininterrottamente) raccontandoci tutte le avventure e disavventure del loro viaggio. Nonostante la fatica che facciamo nel parlare un  inglese decente siamo contenti di vedere che riusciamo a comunicare e della visita di questa socievole bambina che ci ricorda gli incontri che si fanno con le persone in viaggio.
Lunedì 23 è una stupenda giornata di sole con un cielo azzurro e completamente privo di nuvole. Il mare è una tavola e sbarchiamo in mattinata per fare due passi in città dopo questi giorni di immobilità forzata. Inoltre abbiamo voglia di visitare Ortigia e di perderci nelle sue vie che sanno regalare scorci magnifici ad ogni angolo. Percorriamo almeno mille volte la bellissima Via Cavour, tutta pedonale, che ospita le bancarelle di artigiani hippy con articoli veramente originali. Bigiotteria di origami, vetro, pietre dure, cuoio, legno e metalli vari, quadri, schizzi, articoli in pelle, foto...la lista è lunga e ricca. In piazza del Duomo gli artisti di strada, principalmente musicisti, strimpellano mandolini, chitarre o fisarmoniche in suggestivi angoli regalando un atmosfera magica alla città. Percorriamo praticamente tutte le vie trasversali a  Via Cavour lasciandoci guidare dalla curiosità e dal desiderio di scoprire ogni angolo di Siracusa. In fondo Ortigia si percorre rapidamente e tutti i monumenti più importanti si possono tranquillamente visitare con una rilassata passeggiata di una giornata. Esploriamo, pranziamo e concludiamo il nostro giro con un gelato al pistacchio divino. Sono ormai le 15 quando torniamo nuovamente al Marina per recuperare il tender e rientrare in barca. Purtroppo si è alzato un forte libeccio con raffiche a 25 Kn che non ci permette ovviamente di rientrare a remi. Guardiamo Dumas sola all’ancoraggio che resiste alle sferzate del vento e del mare. Michele è tranquillo della tenuta della barca ma siamo comunque dispiaciuti di non poter essere a bordo per qualsiasi evenienza. Da tre giorni davano libeccio nel pomeriggio che poi non era di fatto mai arrivato quindi quando abbiamo guardato il meteo la mattina ci siamo detti che potevamo scendere tranquillamente a remi. Invece questa volta il libeccio è arrivato e anche piuttosto arrabbiato. Ci sediamo su una panchina del lungomare al Foro Italico ad aspettare che il vento cali (normalmente verso le 19) mentre Reva corre e salta  nell’ampia zona pedonale. La barca davanti alla nostra sembra troppo vicina, non siamo tranquilli e vorremmo tornare a bordo il prima possibile ma Michele non potrebbe rientrare a remi neppure da solo con il mare che si è formato. Chiediamo al Marina un passaggio ma non vogliono uscire con il loro tender con questo tempo e ci invitano a chiedere alle persone che organizzano giri in barca dell’isola che possono fare una sorta di servizio taxi. Dopo un primo tentativo fallimentare, troviamo Manuele che ci imbarca sulla sua grossa barca di legno in compagnia del cane Winnie (un piccolo e vecchio meticcio nero) che il Capitano definisce un cane da “salvataggio”! Appena usciamo dal porto il mare salta a bordo bagnando parte del ponte mentre Manuele avanza veloce. Ci racconta che fuori stagione gli piace girare a conoscere gli equipaggi e portare acqua e viveri su richiesta. Il tragitto è breve e dopo poco ci troviamo impegnati in un rocambolesco abbordaggio di Dumas che fortunatamente finisce bene. Finalmente siamo a bordo, ringraziamo di cuore Manuele che ci saluta sorridendo mentre si allontana con Winnie che scodinzola. Che avventura!


Mercoledì 25 settembre sbarchiamo per rifornimenti e faccende varie. Facciamo la spesa in un Crai poco lontano dal Ponte Umbertino e terminiamo con un giro al mercato per frutta e verdura fresca. Facciamo il pieno di affettati, formaggi, biscotti e prelibatezze italiane. In seguito facciamo il bucato a Ortigia in un’ottima  lavanderia self service aperta da qualche settimana da una famiglia di Bolzano (4€ lavare 8kg, 7€ lavare 14Kg e 1€ asciugare 8 minuti). In centro prendiamo in una pasticceria il mitico cannolo siciliano e altre paste a base di mandorle e pistacchi. Andiamo infine a salutare la nostra amica Carmela e prendiamo ancora i suoi ottimi arancini ma a mezzogiorno rientriamo in barca, oggi vogliamo essere a bordo nelle ore in cui il libeccio tornerà a soffiare con forza.
Giovedì dopo una bella colazione in pozzetto scaldati dai primi raggi di sole che illuminano Siracusa, sbarchiamo di buon ora. Abbiamo scoperto il piacere di girare per le vie della città, la mattina presto, quando le strade sono deserte, l’aria è fresca e incontri le persone locali impegnate nelle loro faccende quotidiane. Le mamme accompagnano i bambini a scuola, le persone anziane passeggiano o discutono di faccende importanti agli angoli delle vie, le donne tornano dal mercato con il necessario per il pranzo. Reva ha portato il suo monopattino e si diverte a sfrecciare nelle piazze e nelle zone pedonali dove il terreno lo consente. Ride, allegra e spensierata sotto lo sguardo dei pochi passanti. Ripercorriamo tutta la città con la voglia di rivedere i posti che maggiormente ci sono piaciuti cercando però di fare strade diverse per scoprire nuovi scorci. Il contrasto tra vie perfettamente ristrutturate e altre completamente lasciate andare, è forte. Davanti ad alcuni edifici completamente abbandonati, in balia del tempo e delle intemperie, destinati ad un inesorabile declino è impossibile non provare una profonda malinconia. Reva riassume inconsapevolmente questa sensazione mentre commenta davanti ad un edificio in rovina “cos’è questo?...è qualcosa che era e ora non è più!”.
Domani partiremo per la Sardegna, salutiamo quindi questa città così bella, solare, calda, gentile, gustosa, ricca, decadente, luminosa, viva e a volte malinconica...Arrivederci Siracusa!


15 September 2019

GRECIA – ITALIA

Sabato 14 Settembre 2019 alle 6:30 salpiamo l’ancora mentre Fiscardo sta ancora dormendo, issiamo le vele e facciamo rotta verso l’Italia. La luna, un bellissimo disco dorato che illumina il mare, è ancora in cielo mentre scapoliamo la punta nord di Cefalonia. Reva ci raggiunge in pozzetto per avere un po' di compagnia, restiamo sdraiate in pozzetto in silenzio ad ammirare la scia di Dumas illuminata dal sole che sorge. Meraviglioso!
Abbiamo un vento Nord-Est ancora troppo leggero quindi procediamo aiutandoci dal motore, un onda importante da nord-ovest rende faticoso il nostro adattamento alla barca e dopo tre mesi passati a girellare tra le splendide isole della Grecia avremo sicuramente bisogno di riprendere il nostro piede marino.
Il cielo è tutto tinto di rosa quando ci raggiunge un gruppo di stenelle striate che fanno grandi salti accanto alla barca poi si dirigono a prua dove iniziano a giocare facendo spruzzi e schizzi. Sono mamme con piccoli cuccioli sempre vicini e altri di grandezza media. Restiamo ad ammirarli fino a quando non scompaiono dietro di noi, sono sempre un magico incontro.
Finalmente arriva il vento atteso, un Nord- Est 20Kn, quindi procediamo al gran lasco a 7 kn di velocità, Michele è al timone, io resto tranquilla mentre Reva,
dopo un microsonno, è già perfettamente adattata alla navigazione. Alle 11 abbiamo fame e ci mettiamo a sgranocchiare tarallucci e pane non riuscendo a buttare giù niente di liquido...siamo davvero arrugginiti.
E’ una bellissima giornata di sole, l’onda di prima si scontra con l’onda del vento creando una fastidiosa onda incrociata, io e Michele ne risentiamo un pò mentre Reva faccia al vento canta e grida di gioia ad ogni onda enorme che batte contro lo scafo...beata gioventù!
Alle 15 il vento gira leggermente, siamo al traverso mentre vediamo Cefalonia diventare un puntino sulla scia di Dumas. Alle 17 siamo di bolina con 20/25 Kn e avanziamo veloci anche se rimane la fastidiosa onda incrociata.
Durante la notte il cielo è completamente illuminato da una luna dorata, il vento si stabilizza al traverso e rinforza progressivamente a 23 Kn, poi 25 Kn e infine sui 30 Kn obbligandoci a prendere prima una mano, poi due ed infine tre mani di terzaroli. Dumas procede velocissima e stabile nonostante l’onda formata che mettono a dura prova il timone automatico. Facciamo i nostri turni tra qualche doccia fredda che spazza il pozzetto e piccoli inconvenienti. Siamo ben contenti quindi quando alle prime luci del giorno l’onda incrociata sparisce e il vento si stabilizza nuovamente a 20 Kn. Facendo il punto nave alle 6:30 scopriamo di aver percorso 160 Mn in 24h, questo anticiperà il nostro atterraggio facendoci arrivare a Siracusa prima della mezzanotte.


Anche domenica è una bella giornata di sole e siamo tutti in pozzetto in canottiera a farci scaldare le ossa da questo sole caldo. Facciamo la scuola di Reva poi giochiamo a carte e leggiamo delle storie. Stiamo tutti bene, è tornato l'appetito infatti mangiamo di gusto un piatto di cous cous alle verdure e apriamo lo speck che ci hanno regalato i nostri amici Christoph e Maria che ci riempie di felicità. Grazie di cuore!!
Il vento diminuisce progressivamente fino a lasciarci completamente, come previsto, nel pomeriggio. Alle 15 accendiamo il motore quando siamo a 52 Mn da Siracusa . Il mare diventa una tavola e questo ci permette di avvistare facilmente due tartarughe carretta carretta, una grande ed una piccola, proprio accanto allo scafo. Le tartarughe però non sono il nostro unico incontro, in questa parte di mare infatti dobbiamo essere molto vigili per il passaggio di navi e barche da pesca. Intanto Reva è bravissima gioca da sola, si mette a dipingere con gli acquarelli e ci racconta tante storie.
Alle 18:30 faccio il secondo punto nave e siamo a 32 Mn da Siracusa. Ceniamo in pozzetto mentre il sole tramonta e dopo qualche partita a carte Reva va a dormire.  Io e Michele restiamo in pozzetto, controlliamo il movimento dei pescatori e la presenza di eventuali boe da pesca ma tutto procede tranquillamente. Cala il buio   e vediamo il profilo nero della costa in periferia e la zona luminosa della città farsi sempre più vicine. Un forte odore di “terra” riempie le mie narici...era da tanto che non lo sentivo e mi colpisce con inaspettata violenza la gioia mista a nostalgia di questo momento che non vivevo da tempo. Realizzo per la prima volta quanto mi fosse mancato. Purtroppo come sempre l’odore di terra in avvicinamento di una città è forte ed acre, mai fresco e profumato di verde come in avvicinamento di selvagge isole polinesiane... Pazienza.
A 3Mn dal porto di Siracusa chiamiamo sul VHF canale 16 la Guardia Costiera per chiedere l’autorizzazione per entrare ed ancorare nella rada di Siracusa (pare ci siano multe salate se non si effettua la richiesta). Otteniamo l’autorizzazione e un punto preciso dove ancorare. Entriamo nella baia di Siracusa, sulla destra ci accoglie l’imponente castello di Maniace che illuminato dalla luna dorata rende suggestivo ed indimenticabile questo nuovo atterraggio di Dumas. Alle 23:06 dopo aver percorso 263 Mn buttiamo l’ancora nel punto stabilito e prima di andare a dormire restiamo un momento in pozzetto in silenzio a contemplare la città piena di luci e suoni. Siamo in Italia!

12 September 2019

Il Giornale di Reva: Guida dei parchi giochi in Grecia Ionica


Cari amici prosegue l’aggiornamento della mia personale Guida per i parchi giochi nel Mondo. Dopo il grande successo della Guida per i parchi giochi nel Mar Egeo ecco pronta la versione per le isole Ioniche. Ho cercato e ricercato in tutto il web qualcosa che mi potesse indicare dove trovare dei parchi giochi nelle varie isole che esploro e non essendo riuscita a trovare nulla di valido mi sono quindi decisa a scrivere io questa guida con mappa e tutte le informazioni utili sull'argomento. Garantisco che ogni parco qui di seguito descritto è stato realmente visitato, scrupolosamente esplorato, ogni gioco lungamente testato e alla fine il parco è stato valutato con una scala da
a
sorrisi.


Spero tanto che questa guida possa essere di aiuto a qualche altro bambino che come me è sempre alla ricerca di nuovi parchi giochi da scoprire ed esplorare. Buon divertimento a tutti!



CORFU

Dove si trova: Città, in piazza del vecchio porto.
Descrizione: 4 Altalene per grandi e 2 per piccoli, giostra, giochi con le molle, casetta, castello con due scivoli, scala del pompiere e giochi di arrampicata, 1 dondolo. Parco molto frequentato, colorato e discretamente tenuto con giochi in legno, plastica e ferro. Panchine, alberi e tante zone di ombra. Pavimento di gomma ed erba sintetica. Circondata da staccionata di legno e chiuso con un cancelletto.
Valutazione: 

Dove si trova: Città accanto alla vecchia fortezza, Via Agoniston Politechniou.
Descrizione: 2 Altalene per grandi e 2 per piccoli, 1 dondolo, 1 gioco a molla, 2 giostre, 1 gioco di arrampicata, castello con ponti e due scivoli. Parco recente, colorato e ben tenuto con giochi in legno, plastica e ferro. Panchine, alberi e ombra. Pavimento di gomma e ghiaia. Circondata da staccionata di legno e chiuso con cancello.
Valutazione:



PAXOS
Dove si trova: Gaios, dietro al ristorante Celestino in via  Epar. Od Loutra-Lakka
Descrizione: 2 Altalene per grandi e 2 per piccoli, 3 giochi a  molla, torre con scivolo per bambini piccoli, percorso con ponti e corde per bambini piccoli. Parco recente, discretamente tenuto con giochi in legno, plastica e ferro. Al suo interno si trova anche un gazebo di legno con tavolo, panchine e poca ombra. Pavimento di gomma . Circondata da staccionata di legno e chiuso con cancello.
Valutazione: 2

PREVEZA
Dove si trova: Sul lungomare accanto alla piazza principale Odysseus Androutsos.
Descrizione: 2 altalene per grandi e 2 per piccoli, giostra, scivolo doppio per piccoli, scala per appendersi, castello con scivoli e giochi. Parco recente, colorato e ben tenuto con giochi in legno, plastica e ferro. Panchine, alberi e zone di ombra. Pavimento di gomma ed erba sintetica. Circondata da staccionata di legno e chiuso con un cancello.
Valutazione:





LEFKAS

Dove si trova: Lefkas città, sul lungomare in via Alekou Panagouli.
Descrizione: 4 Altalene per grandi e 4 per piccoli, giostra, giochi con le molle, castello con due scivoli per piccoli, castello con percorso, 2 dondoli. Parco recente e ben tenuto con giochi in legno, plastica e ferro. Panchine e zone di ombra. Pavimento di gomma ed erba sintetica. Circondata da rete e chiuso con cancello.
Valutazione:
 


CEFALONIA

Dove si trova: Agia Efimia, Via Diadochoi Konstantinoi dopo il Vrettos Arts.
Descrizione: 2 Altalene per grandi e 2 per piccoli, 1 dondolo, una struttura per arrampicare, torre con scivolo, 1 castello con scivolo per piccoli. Parco recente e ben tenuto con giochi in legno, plastica e ferro. Al suo interno si trova anche un gazebo di legno con tavolo, panchine e zone di ombra. Pavimento di gomma e ghiaia. Circondata da staccionata di legno e chiuso con cancello.
Valutazione:




Dove si trova: Fiskardo, nella parte alta della città sotto il cimitero.
Descrizione: 2 Altalene per grandi e 2 per piccoli, 1 altalena circolare con rete grande, 1 ponte con tronchi di legno, 1 casetta, 1 castello con scivolo grande, giochi d’arrampicata, torre e 2 altalene. Parco mal tenuto con giochi in legno, plastica e ferro. 3 panchine e poca ombra. Pavimento di gomma e ghiaia. Circondata da staccionata di legno e chiuso con 2 cancelletti ai lati opposti.
Valutazione:


MEGANISI

Dove si trova: Vathy, davanti al lungomare nella piazza principale.
Descrizione:  4 Altalene per grandi e 4 per piccoli, giochi a molle, dondolo, torre con 2 scivoli, giochi per arrampicata. Parco colorato e tenuto al limite della decenza con giochi in legno, plastica e ferro. Panchine, alberi e zone di ombra. Pavimento di gomma ed erba sintetica. Circondata da ringhiera di ferro e chiuso con un cancello.
Valutazione:



ITACA

Dove si trova: Vathy dietro il supermercato AB in via Kallinivou.
Descrizione: 2 Altalene per grandi e 2 per piccoli, 1 castello con scivolo, ponti e giochi di arrampicata, 1 dondolo, giochi a molla, 1 nave di legno con 2 scivoli e torre per i bambini più piccoli, parete di arrampicata, quadro svedese, sbarre e scala  del pompiere. Parco nuovo e colorato con giochi in legno e plastica. Poche panchine, qualche albero e poca ombra. Pavimento sabbia ed erba. Circondata da staccionata di legno e chiuso con un cancelletto.
Valutazione:



31 May 2019

GRECIA: Corfù tra burocrazia e storia.

Il 25 maggio 2019 siamo ancorati a Ormos Potamou (39°37.94N 19°53.64E),sbarchiamo a remi fino al piccolo molo di pescatori dove lasciamo il dinghy. Camminiamo fino all’ufficio del port police di Corfù per fare la DEKPA , il documento di circolazione delle imbarcazioni da diporto (Pleasure Craft Traffic Document). Ecco cosa presentare per avere la DEKPA:
- Libretto della barca;
- Assicurazione della barca;
- Documenti di identità;
- 15€ da pagare direttamente a loro;
- bollettino di 50€ pagato (il bollettino è stampato presso un ufficio situato vicino al Teatro e poi pagato in posta o in banca solo in giorni ferali);
- eTEPAI pagata per i mesi di permanenza (tassa di navigazione che esiste da anni ma non era mai stata applicata per problemi organizzativi ma attiva da maggio 2019 tutte le info qui https://www1.aade.gr/aadeapps2/etepai/);
- crew-list.
Quando avete tutto questo in mano avrete la vostra DEKPA in una mezzora, giusto il tempo di verificare i pagamenti, di scrivere manualmente tutti i dati, timbrarla e firmarla. Peccato che potreste come noi scoprire solo in seguito, che pagando il bollettino in posta dovrete aspettare 3 giorni lavorativi perché la posta metta online il pagamento e permetta al loro sistema di riconoscere la vostra pratica come pagata e di conseguenza di procedere alla compilazione della DEKPA. Questa attesa non avviene invece se il bollettino viene pagato in banca che mette online subito il pagamento permettendovi di avere dopo poco la vostra preziosa DEKPA. Nel nostro caso quindi lunedì mattina procediamo al pagamento in posta dopo un paio d’ore di coda e subito dopo al port police scopriamo di dover attendere fino a giovedì 30 maggio per avere la nostra DEKPA. Siamo un pò scocciati sulle prime perché sono stati proprio loro ad inviarci in posta per il pagamento quando bastava dirci di andare in banca e avremmo risolto il tutto in giornata. Più tardi  riusciamo a vedere il bicchiere mezzo pieno e alla fine siamo contenti di avere tutto questo tempo per visitare nuovamente questa città che già in passato ci è tanto piaciuta. Non ci lasciamo scappare questa occasione quindi e con scarpe comode, macchina fotografica ed entusiasmo partiamo ad esplorare Corfù città.
Ci buttiamo a capofitto nel pittoresco centro storico di Corfù caratterizzato da eleganti palazzi porticati in stile veneziano, piazzette, vicoli lastricati, taverne tipiche, monasteri bianchi, fortezze bizantine a picco sul mare è dal 2007 Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Passeggiando tra le sue vie è facile riconoscere i segni delle sue dominazioni: bizantina, veneziana,inglese e francese. Corfù è una città molto raffinata ed elegante dai colori giallo e rosa pastello. È bello girare a zonzo per la città lasciandosi trasportare solo dalla curiosità e dalla voglia di scoprire angoli nuovi. Arriviamo a Campiello il quartiere più caratteristico con strette stradine acciottolate e lastricate in marmo con eleganti palazzi, piazzette e slarghi in perfetto stile veneziano. Qui trovo un parrucchiere gestito da due ragazze giovani che mi danno un appuntamento nel pomeriggio per farmi finalmente un bel taglio di capelli (bello e a 15€). Finiamo poi la giornata nel parco giochi situato nella piazza del vecchio porto. I giochi sono all’ombra di alte piante circondati da cespugli di glicine.


Il giorno seguente partiamo da dove eravamo rimasti e dopo un salto al parco saliamo fino alla Fortezza Nuova costruita dai veneziani nel xvi secolo da cui si può godere una splendida vista sulla città, sulla costa ed il porto. Alle sue spalle si trova il mercato stabile della città che ogni mattina è animato da bancarelle colorate ricche di prodotti freschi e locali. Visitiamo poi la parte  della città intorno a piazza Saroko, nelle vicinanze si trova l’ufficio postale (in Grecia i francobolli si comprano solo in posta quindi ci ritroveremo diverse volte qui). Oggi è una giornata grigia e durante la giornata prenderemo anche qualche goccia di pioggia ma troveremo riparo dai portici e un buon gelato saprà tirarci su di morale. Mentre rientriamo verso l’ancoraggio attraversiamo una zona esterna della città più autentica e anche un po' malconcia, le case sono scrostate, i negozi sono semplici e i prezzi sembrano più bassi, per esempio i fornai hanno prezzi decisamente meno turistici  (compriamo anche per 1€ una grossa fetta di torta variegata fresca per il papà).
Il giorno successivo è una bella giornata di sole in mattinata per prima cosa andiamo ad ottenere la nostra DEKPA. Poi tutti insieme facciamo un giro tra i vicoli della città. Passeggiamo fino al Liston uno splendido palazzo porticato sempre animato da caffè ristoranti che si affaccia sulla Spianada, la grandissima piazza principale davanti alla fortezza antica caratterizzata da giardini, fontane, sentieri che conducono sul lungomare.
L’ultimo giorno invece andiamo alla Fortezza Antica, una cittadella fortificata situata su un promontorio roccioso a picco sul mare. Al suo interno si trova la Chiesa di San Giorgio costruita dagli inglesi con un colonnato della facciata esterna che ricorda un tempio dorico e la fornita biblioteca comunale con una bella sala per l’infanzia. Reva è felice di poter sfogliare libri nuovi anche se possiamo leggere solo quelli in lingua straniera. Inoltre appena usciti dalla Fortezza troviamo sulla destra un parco giochi ben attrezzato che non avevamo ancora esplorato. Raggiungiamo infine il Palazzo Reale l’edificio più grande di Corfù edificato in stile neoclassico in pietra arenaria.
Il nostro tempo a Corfù è finito e il 31 maggio 2019 lasciamo l’isola per fare rotta verso sud.


24 May 2019

RIMINI – GRECIA

21 maggio 2019 alle 6:15 molliamo gli ormeggi ed usciamo dal porto di Rimini. Sopra di noi il cielo è grigio e ricoperto da nuvole ma vediamo all’orizzonte il sereno e su questo facciamo rotta. Ci allontaniamo dal porto a motore in una calma totale. Siamo molto emozionati. Questa è la nostra prima navigazione con Dumas che non vediamo l’ora di conoscere meglio ed è anche la nostra prima navigazione dopo la lunga pausa “terrestre” dei mesi invernali. Ci saremo arrugginiti nel frattempo? Il vento ci raggiunge leggero e delicato ma quanto basta per aprire le vele e provare diverse andature. Abbiamo qualche problema con la drizza della randa ,che sostituiamo subito, poi apriamo il genova e procediamo al traverso lungo la costa. Dumas è stabile e veloce. Siamo tutti in pozzetto silenziosi e attenti, ascoltiamo i suoni del vento e del mare sullo scafo, sulle vele, sulle sartie...è come un canto, ogni barca ha il suo, che impareremo a conoscere con il tempo. Ascoltiamo anche le emozioni che affiorano dentro di noi, le paure, le tensioni, le fatiche di questi mesi emergono e con immensa gioia le lasciamo uscire e scivolare via sulla scia di Dumas. Che meraviglia riprendere il mare e potersi finalmente sentire a casa.
Reva si addormenta beata cullata dal movimento della barca. Noi siamo tranquilli e contenti di scoprire che i mesi a terra non hanno tolto niente al nostro adattamento in mare. Nelle manovre io mi sento un po' spaesata perché gli automatismi di prima ora sono inutili e mi fanno sentire goffa e impacciata ma con un po' di tempo tutto passerà. Michele osserva e stila nella sua mente una serie di piccole e grandi modifiche che possano migliorare la barca per le nostre necessità.
La mattinata procede tranquilla, le nuvole se ne vanno e a mezzogiorno il sole è alto nel cielo. Io e Reva dopo pranzo facciamo un bel pisolino in pozzetto che completa definitivamente il nostro adattamento. Dumas nel frattempo avanza sempre al traverso a 8 Kn costanti. Siamo vicini alla costa italiana, davanti ad una grande mappa studiamo la costa e i paesi che vedremo. Dopo aver superato Ancona ci raggiunge un vento da SE  quindi ci mettiamo di bolina. Il vento rinforza quindi riduciamo la randa e ne approfittiamo per provare la trinchetta. La barca ora avanza stabile e sicura. Siamo contenti di constatare che la manovra per issare la trinchetta , già sui garrocci, sia comunque semplice e rapida anche senza la comodità  del ruller.
Reva gioca, guarda i suoi fumetti e “legge” in pozzetto come sempre, la navigazione non le ha dato nessun fastidio e come sempre la vediamo perfettamente a suo agio. Dopo cena mentre Reva già si riposa nella sua nuova cabina io e Michele ci fermiamo in pozzetto e davanti al sole che tramonta facciamo un bilancio di questa prima giornata. Siamo molto contenti di Dumas, lo scafo è perfetto e la navigazione è ottima ma nonostante questo prepariamo un lungo elenco di cose da verificare, migliorare e revisionare per poterla preparare al nostro viaggio. A mezzanotte il vento ci abbandona e procediamo a motore facendo rotta diretta. Michele va a riposarsi in cabina mentre io inizio il mio turno di notte. Sola in pozzetto, avvolta dai suoni della notte e con il naso rivolto in alto sotto un cielo stellato mi emoziono profondamente. Una sensazione di pace mi pervade. Sono a casa!


22 maggio 2019 la prima notte è passata bene e la mattina ci trova pieni di buonumore. Abbiamo percorso 151Mn in 24h a tutte le andature possibili. Facciamo colazione in pozzetto con la deliziosa torta ricoperta di mandorle che il Sig. Stefano del Cantiere ci ha offerto la sera prima della nostra partenza. A Rimini abbiamo avuto l’occasione di incontrare persone eccezionali, di una gentilezza e generosità che ci hanno scaldato il cuore e il Sig. Stefano è sicuramente una di queste. La mattinata prosegue tranquilla in pozzetto facendo disegni, leggendo “la storia infinita” iniziata ieri, giocando e facendo un po' di scuola per Reva. Siamo vicino ad Ascoli Piceno. Il cielo si apre completamente e nel pomeriggio il sole ci viene a scaldare obbligandoci a togliere felpe, pantaloni e calze. Come da previsione abbiamo il bel tempo ma siamo senza vento per 24h  quindi procediamo a motore. Non si può avere tutto! Ci rilassiamo in pozzetto nell’attesa di poter riaprire le vele. Siamo davanti al Gargano e studiamo con Reva la carta dell’Italia. Reva è allegra,partecipe e attenta alla navigazione infatti con il binocolo osserva l’orizzonte a caccia di navi. Siamo talmente vicino a terra che riusciamo a scaricare un nuovo meteo, scrivere messaggi e persino parlare al telefono con i “nonni”. Ci avviciniamo ad un tratto di mare con intenso traffico di navi quindi restiamo vigili in pozzetto nelle nostre guardie diurne e notturne. La notte trascorre senza problemi.
23 maggio 2019 abbiamo percorso 278 Mn di navigazione. Reva mi sveglia in questa bella giornata di sole. Il vento è finalmente arrivato, apriamo tutta la randa e il co0 e avanziamo in poppa. La barca è stabile e l’andatura davvero confortevole. Reva si diverte in pozzetto a fare bolle di sapone che vediamo svolazzare lontane fino a scomparire sul mare. La giornata è molto calda e stiamo in maglietta anche se l’aria è frizzante. Siamo nello stretto di Otranto quindi dobbiamo vigilare sul traffico delle navi con attenzione soprattutto di veloci navi da crociera. I turni di notte sono attenti e vigili per fortuna sotto uno splendido cielo stellato.
24 maggio 2019 alle prime lui del giorno stiamo navigando a nord dell’isola di Corfù e alle 7:15 abbiamo percorso 387 Mn da Rimini. Procediamo a vela sensibili alle accelerazioni e alle calme che la conformazione della terra impone al vento. Superato capo Aikaterini nella tranquillità di queste acque facciamo rotta verso Ormos Potamou dove buttiamo l’ancora alle 16:00 dopo 424 Mn di navigazione. Ci sistemiamo tutti in pozzetto con una golosa merenda. Festeggiamo queste prime miglia condivise con Dumas: la nostra nuova casa.