30 November 2016

GRECIA: Un inverno a Leros.

Il 02/11 ormeggiamo Vagabond al pontile del Marina Evros a Lakki e per tutti i prossimi mesi invernali questa sarà la nostra posizione 37°07.72N 26°51,39E. L'immobilità è il peggior incubo per chi come noi ha uno spirito vagabondo quindi stringiamo le cime al pontone con poco entusiasmo e ci muoviamo cauti in quell'atteggiamento tipico di chi entra in un territorio che non conosce. Abbiamo tante cose da fare e preparare in questi mesi, "possiamo sempre fare dei giri in barca se il tempo è bello" continuiamo a ripeterci, ci incoraggiamo reciprocamente e sproniamo ad essere positivi. Perché guardare le cose da una diversa prospettiva può cambiare tutto. Un obbligo dettato dalla stagione può trasformarsi nell'inizio di una nuova avventura e questa potrebbe diventare l'occasione per conoscere questa terra con la sua cultura affascinante. Da una parte poi un po di riposo non ci farà male perché questo è stato un anno pieno di emozioni, di incontri, di nuove esperienze e di tante miglia magnificamente percorse dai Caraibi fino a qui.
Abbiamo scelto Leros perché volevamo stare nel Dodecaneso ma Kos era troppo grande, preferivamo un isola più piccola ma comunque con qualche servizio da offrire, Leros è stato il giusto compromesso.
Tante le barche a terra e quelle sui pontoni con gli equipaggi tutti indaffarati a preparale per l'inverno prima di rientrare nelle loro case. Noi invece siamo già a casa e presto conosciamo la piccola comunità di viaggiatori che come noi passerà l'inverno qui. Due coppie di francesi alla fine del loro viaggio con la barca già in vendita, una coppia canadese con il simpatico cagnolino Zeezee, una coppia tedesca, una coppia di italiani che naviga da tanti anni in Mediterraneo e un solitario italiano che va e viene. Siamo pochi e tutti molto diversi ma come al solito in breve tempo si crea quel rapporto di solidarietà e vicinanza speciale che ci farà sentire per tutto il tempo parte di una famiglia. Per qualsiasi cosa possiamo contare su di loro e sulle segretarie del Marina che sono molto affettuose con Reva e di una gentilezza estrema.  
Pieni di ottimismo diamo quindi il via a questa nuova esperienza. Michele approfittando del tempo clemente si butta nei lavori per rifare la cabina di prua che lo terranno occupati per tutto il mese di novembre. Tutti i venerdi sera, io con le altre donne della "comunità" del Marina, andiamo alla scuola di Lakki dove si tiene un corso di danze tradizionali. Sono balli di gruppo con una musica che mi piace molto e cosi tra risate e lezioni in greco/inglese iniziamo a muovere i nostri primi passi di Kalamatianòs, Levitico, Ikariotico, Kleftiko, Hasapiko e il famoso Sirtaki (in realtà questo è un ballo artificiale creato da per il film "Zorba il greco"). Ogni tanto andiamo a bere un caffè insieme agli altri nella Kafeneia (caffetteria) dove solo pochi pero osano bere il caffè greco tradizionale preparato in un bricco di rame con i chicchi lasciati dentro e servito con l'immancabile bicchiere d'acqua. Qualche volta usciamo a mangiare il Giros, carne di maiale o di pollo, arrostita sull'omonimo spiedo verticale e servita con la pita, oppure il souvlaki, spiedino di carne grigliata, il tutto ovviamente affogato nell'immancabile salsa tzatziki. Proviamo anche il famoso vino Retsina, dal gusto particolare e forte, derivante dalla resina di pino dentro le cui botti è conservato in attesa di essere imbottigliato, anche se noi preferiamo comunque la birra locale Mythos e Alpha.  Tutti i giorni con Reva camminiamo fino al centro, andiamo al parco e poi dalla nostra amica Poppi la panettiera che ci fa scoprire il tiropita (un tortino al formaggio), il spanakòpita (tortino ma con gli spinaci) o la bougatsa (sfoglia ripiena di crema) tutte delizie appena sfornate. In città ci sono fruttivendoli ben forniti quindi non ci manca bella frutta e verdura anche se poi faremo indigestione di yogurt, feta, pita, pane al sesamo e olive che adoriamo.


Quasi tutti i giorni poi siamo a Lakkì, un bel centro abitato con il tracciato delle strade degno di una città europea, con filari di eucalipti, case maestose ed edifici di architettura modernista italiana che la rendono cosi diversa da tutte le altre città greche. Leggiamo che la progettazione e la trasformazione della pittoresca baia in una città avvenne negli anni della dominazione italiana (1930-1936). Lakkì è il più grande porto naturale del Mediterraneo orientale e un tempo il suo golfo era una palude. Per prosciugare l’acqua (per costruire sul posto la stazione marittima e la base per gli idroplani) gli Italiani piantarono eucalipti. Passeggiando per la città incontriamo in piazza, la torre Roloi, la chiesa cattolica di Haghios Nikolaos dove attualmente viene officiato il rito ortodosso, l’edificio del Comando Navale e il cinematografo (dove operò la prima macchina di proiezione cinematografica della Grecia!).
Nel quartiere Merikià invece si trova il museo-tunnel (Museo della Guerra), dove vi sono esposti oggetti correlati alla II guerra mondiale e su uno schermo viene proiettato un documentario sulla battaglia di Leros nel 1943. "Quel tunnel fungeva da rifugio ed anche da sala operatoria", ci spiega Giovanni un vecchietto greco che parla benissimo italiano imparato appunto a quell'epoca. Tra i tanti bicchieri di tsipouro, (una specie di grappa bianca potentissima) che non abbiamo potuto rifiutare, il simpatico Giovanni ci racconta della guerra vista dai suoi occhi e del memorabile "affondamento del cacciatorpediniere greco “Vassilissa Olga” durante l’incursione aerea tedesca del 26 settembre del 1943". Giovanni è una persona deliziosa e saremmo restati anche tutto il giorno ad ascoltarlo ma lo tsipouro a stomaco vuoto ci ha ucciso, anche lui se ne accorge e ci offre formaggio e tanto pane che mangiamo sulla strada del ritorno che a malapena ricordiamo di aver percorso. Niente tsipouro per Reva che ha comunque fatto festa con tanto cioccolato!


Ogni domenica tutti insieme andiamo a fare belle scampagnate a piedi per l'isola fermandoci a fare pic-nic ogni volta in angolini diversi. In questo modo passo dopo passo riusciamo ad esplorare le bellezze di questa isola selvaggia e brulla, considerata l’isola di Artemide, la dea dei boschi e della caccia, ancora autentica come le persone che la abitano. 
Partendo senza nessuna fretta dal Marina arriviamo a Pandeli il più antico villaggio di pescatori dell'isola, con le sue tipiche casette costruite ad anfiteatro sulla baia. Ci perdiamo a osservare la vita dei pescatori che riparano le loro reti nel piccolo molo e passeggiamo sulla spiaggia deserta e bagnata da un mare cristallino. Preseguendo arriviamo ad Aghia Marina, il capoluogo di Leros, sorto sopra la baia omonima, era il porto dell’isola prima che lo diventasse Lakkì. Haghìa Marina e Platanos (il borgo più vecchio di Leros) sono caratterizzati dalle vecchie dimore signorili con balconi di pietra o di legno, recinti tirati a calce e dai vicoletti stretti e pittoreschi. Spettacolare! Ad Aghia Marina si concentra la vita diurna e notturna dell’isola, è qui che gli abitanti vengono per bere nelle caffetterie e mangiare nelle tante taverne. Domina la città poi il meraviglioso Castello della Panaghìa, dietro i cinque mulini a vento sulla cima del colle Apityki. Venne costruito alla metà del periodo bizantino e sul suo lato occidentale si erge la chiesa della Panaghìa con un’iconostasi dorata e antiche pitture sacre. Continuando si arriviamo poi da Alinda che è la zona turistica dell’isola e si estende in una area ricchissima di verde, vicino a Platanos. 
Un altra domenica invece partiamo verso Ovest, superiamo la città e tutto il litorale della lunga baia di Lakki fino al faro da cui si gode una vista spettacolare. Proseguiamo sulla strada sterrata che sale verso un cielo azzurro magnifico e in compagnia delle sole capre, che cercano radici nella terra rossa, arriviamo nella baia di Gourna. Questa è bellissima con il piccolo villaggio,  la spiaggia di Kokkali, e la splendida vista di Haghios Isidoros, scelto spesso per i matrimoni, arroccato su uno scoglio a pochi metri dalla costa. La strada poi ci riporta a Lakki chiudendo questo grande anello.
Visitiamo anche il Sud dell'isola, raggiungiamo il villaggio costiero di Xirokambos e vediamo il Kastro ton Lepidon sull'altura, vecchio di 2.500 anni. Raggiungiamo poi Katavati dove si trovano rifugi e torrette di avvistamento nascoste nella roccia con una spettacolare vista su Kàlymnos. Scendiamo e raggiungiamo e l'estremità del fiordo naturale di Xiròkampos per visitare la piccola chiesetta Panaghìa Kavouràdena, stretta tra due enormi scogli che ne compongono il tetto. Proseguiamo alla ricerca di un vecchio edificio militare italiano abbandonato dove si trovano dei dipinti ancora in ottimo stato fatti dai soldati tedeschi. Riusciamo a scovarlo tra un allevamento di capre ed un altro e  seguendo un sentiero mal tracciato tra rocce e cespugli, ritroviamo finalmente la strada di casa.
La parte Nord invece la visitiamo in occasione del cantiere a fine marzo. Il Marina Agar si trova a Partheni proprio accanto all'aeroporto dove non c'è molto da vedere oltre al pittoresco porticciolo dei pescatori e i resti dell'antico  tempio di Artemide. Visitiamo anche Mplefouti ultimo centro abitato con poche case sparpagliate nella vegetazione. Il bello qui è passeggiare nella natura selvatica di questa parte dell'isola o bagnarsi nell'acqua cristallina dietro all'isola di Archangelos.
I mesi passano veloci, tra le festività, le tante cose da fare su Vagabond, le esplorazioni a piedi dell'isola, i giri al parco, la danza, le degustazioni dei piatti tipici, un mese in Italia per me e Reva mentre Michele rivernicia gli interni, l'inverno passa e lascia il posto alla primavera con i fiori che colorano le valli sempre più verdi, la luce brillante e la temperatura che aumenta. Soppravvissuti a questo lungo stop ci mettiamo a preparare la barca per un veloce cantiere prima di partire ad esplorare le isole del Nord.


www.vagabondsail.com

8 November 2016

Il giornale di Reva:Guida dei parchi giochi nel Mare Egeo (1 parte)


Cari amici ho cercato e ricercato in tutto il web qualcosa che mi potesse indicare dove trovare dei parchi giochi nelle varie isole del mar Egeo ma anche con l'aiuto dei miei genitori non sono riuscita a trovare nulla di valido. Mi sono quindi decisa a scrivere io una guida dei parchi giochi di tutte le isole del Mar Egeo con mappa e tutte le informazioni utili sull'argomento. Garantisco che ogni parco qui di seguito descritto è stato realmente visitato, scrupolosamente esplorato, ogni gioco lungamente testato e alla fine il parco è stato valutato con una scala da
a
sorrisi.
Considerata la vasta zona da esplorare dividerò la guida in due parti: Egeo sud ed Egeo Nord. Spero tanto che questa guida possa essere di aiuto a qualche altro bambino che come me è sempre alla ricerca di nuovi parchi giochi da scoprire ed esplorare. Buon divertimento a tutti!Reva
AVVISO:Dal 2017 in molte isole dell’Egeo i vecchi parchi stanno per essere smantellati e sostituiti da parchi nuovi (mi hanno assicurato che tutto questo avverrà con molta calma!). Per questo motivo le informazioni fornite da questa guida per alcune isole potrebbero essere inesatte o incomplete.



CICLADI SUD
Isola di MILOS.
Dove si trova: Adhamas, sul molo.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo con torre, scivolo con ponte, giochi per arrampicata, dondolo. Parco nuovo, piccolo, piuttosto essenziale con giochi in legno e plastica. Panchine ma nessuna ombra. Pavimento di gomma. Circondata da muretto e chiuso da un cancello.
Valutazione:
 


Isola di KIMOLOS.
Dove si trova: Chora, nella piazza.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo con torre, treno di legno e giochi a molla. Parco piccolo ma ben tenuto con giochi in legno e metallo. Ombra sotto gli alberi e muretti per sedersi. Pavimento di gomma. Circondata da muretto non chiuso.
Valutazione:

 

Isola di FOLEGANDROS.
Dove si trova:Chora, appena sopra la stazione dei bus.
Descrizione: Altalene, scivolo, cavallini, dondolo. Piccolo parco nuovo con giochi in legno e plastica. Due panchine. Poca ombra. Pavimento di ghiaia. Circondato da muretto ma non chiuso.
Valutazione:




Isola di AMORGOS.
Dove si trova: Katàpola, fronte mare tra il porto e la strada che sale verso la Chora.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo con ponte, scivolo con torre, dondoli, giostre. Parco grande con bella vista mare e giochi in legno e metallo. Panchine e alberi che fanno una buona ombra. Pavimento di ghiaia. Circondato da muro e chiuso da un cancello. Alcuni giochi purtroppo sono rotti e altri da sistemare.
Valutazione:


DODECANESO SUD
Isola di ASTIPALAIA
Dove si trova: Skala, al porto davanti al parcheggio del molo.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo con torre e ponte, giochi per arrampicata, cavallini a molla, dondoli e giostra. Parco nuovo e moderno con giochi in legno, plastica e metallo. Panchine. Nessun albero nella parte nuova, ombra solo dove ci sono i dondoli e le altalene senza schienale. Pavimento di gomma e erba. Circondata da muretto ma non chiuso.
Valutazione:



Isola di TILOS.
Dove si trova:Livadhiou, al porto accanto alla piazza, dietro la polizia.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo con torre, cavallini, dondolo. Parco diviso in due parti, giochi per bambini piccoli sono nuovi in legno e plastica mentre la parte vecchia ha giochi in legno e metallo in cattivo stato. Panchine e tavoli. Ombra solo nella parte vecchia, i giochi sono sotto gli alberi. Pavimento di ghiaia ed erba. Circondato da muretto basso ma non chiuso.
Valutazione:



Isola di SYMI.
Dove si trova: Symi, centro città, dietro il ponte.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo con torre, scivolo con ponte, giochi per arrampicata, cavallini a molla, dondolo, tris e giochi di equilibrio. Parco nuovo e moderno con giochi in legno, plastica e metallo. Panchine. Alberi intorno. Pavimento di gomma. Circondata da rete e chiuso.
Valutazione:

Dove si trova:Kastro,sulla strada che porta al Castello.
Descrizione: Altalene senza schienale, scivolo con torre e ponte, cavallini a molla, dondolo e giostra rotta. Piccolo parco fuori mano e mal tenuto con giochi in legno e plastica. Panchine. Nessuna ombra. Pavimento in gomma in pessimo stato. Circondato da muro, rete e chiuso.
Valutazione:

Isola di LEROS.
Dove si trova:Xerokambos, tra spiaggia e stadio.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo, dondolo, giostra, piramide in corda. Parco recente con bella vista mare e giochi in legno e metallo. Panchine ma nessun albero. Pavimento di ghiaia. Circondato da muro e chiuso da un cancello.
Valutazione:



Dove si trova:Lakki, Davanti al Marina Evros
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo, scivolo con torre, dondoli, giostre, cavallino a molla, giochi per arrampicare, altalene rotonde di legno, a rete e con anelli. Parco grande con vista mare, giochi in legno e metallo. Panchine e tanti alberi che fanno una buona ombra. Pavimento di ghiaia ed erba. Circondato da muro ma non chiuso.
Valutazione:



Dove si trova:Lakki, davanti alla scuola fronte mare.
Descrizione: Altalene senza schienale, scivolo con torre e ponte, dondolo. Piccolo parco vista mare con giochi in legno, plastica e metallo. Panchine. Poca ombra.Pavimento in ghiaia. Circondato da ringhiera di ferro e chiuso.
Valutazione:



Dove si trova:Lakki, centro.
Descrizione: Altalene con e senza schienale, scivolo, cavallino, dondolo. Piccolo e vecchio parco situato nel centro con giochi in legno e metallo. Panchine e ombra. Pavimento in erba. Circondato da siepe.
Valutazione:



1 Edizione Ottobre 2016

www.vagabondsail.com

3 November 2016

GRECIA: DODECANESO Astipalaia Tilos e Symi

Il 13/10 alle 6 salpiamo l'ancora prima del sorgere del sole, iniziamo a veleggiare lungo la costa di Amorgos con un meltemi che inizia a soffiare. Un gruppo di delfini salta accanto allo scafo mentre il cielo illumina di rosa il profilo di questa imponente isola. Uno spettacolo! Scapolata Amorgos ci teniamo a debita distanza per non risentire troppo delle accelerazioni di vento, procediamo al traverso e percorriamo rapidamente le 55Mn che ci separano dalla nostra destinazione. Le ultime miglia sono un entusiasmante bolina che tiene impegnato tutto l'equipaggio pur lasciandoci il tempo di ammirare la bellezza dell'isola in avvicinamento. Alle 14:30 buttiamo l'ancora ad Astipalaia nella baia di Livadhi (36°32.42N 26°20,79E) ben protetti e su un ottimo fondo mentre il meltemi continua a rinforzare. Davanti a noi il piccolo abitato costiero adagiato in una verde vallata, orti con mandarini, aranci, viti e case immerse nei fiori compongono un bellissimo scenario accanto alla bella spiaggia. A terra troviamo un paio di market, bar e ristoranti con tavoli sul mare. Una bella altalena di legno sulla spiaggia farà la gioia di Reva.


Astipalaia ha una forma di farfalla, le cui due ali sono unite da un breve istmo che da origine a due baie, la Baia Sant'Andrea a nord e la Baia della Maltesana a sud. L'isola è montuosa e si eleva fino a metri 506 nel M. Sant'Elia, le coste sono alte e frastagliatissime.
Il giorno seguente lo passiamo a bordo e teniamo sotto controllo l'ancoraggio mentre il meltemi dà prova della sua forza. È una bellissima giornata di sole con un cielo limpido e una luce meravigliosa che fa risplendere il Castello e la grande Chora arroccata sulla montagna. Ceniamo in pozzetto e possiamo assistere alla bellezza dello stesso paesaggio prima al tramonto e poi in versione notturna tutto illuminato.
In mattinata sbarchiamo sulla spiaggia del piccolo villaggio e percorriamo a piedi i 2 km che ci separano dalla Chora costruita ad anfiteatro intorno alla collina su cui sorge il castello veneziano. Siamo nel Dodecaneso ma l'architettura qui ha tutto delle Cicladi con candide case, infissi blu, colorate ringhiere di legno ai balconi e qualche mulino a vento. Capoluogo e porto dell’isola, Chora è costruita su una collina che si protende nel mare formando due baie. Sulla cima domina il castello, all’interno del quale si alzano le candide cupole delle chiese dell’Evanghelistria e di Haghios Gheorghios. Percorriamo le strette viuzze che ci portano fino all'ingresso del castello che troviamo chiuso per ristrutturazione. Mannaggia! Non ci resta che continuare ad esplorare questo abitato tutto costruito in forma circolare intorno al castello con i suoi angoli belvedere e le sue belle chiese disseminate qua e là. In seguito scendiamo fino al porto e ci sediamo in spiaggia per un tranquillo pic-nic prima di scorgere poco lontano un nuovissimo parco giochi. Riguadagniamo quota e raggiungiamo l'ingresso della Chora con i suoi mulini a vento bianchi dal tetto rosso e ci sediamo ai piedi di uno di questi ad osservare il pigro muoversi degli abitanti di quest'isola. Tanti negozi e ristoranti ben curati e alla moda lasciano trasparire la voglia che i giovani hanno di inserire Astipalaia nelle più importanti mete turistiche della Grecia. Reva inizia a reclamare il suo pisolino pomeridiano quindi ci rimettiamo sulla strada del ritorno. 


Il meltemi continua ma si calma leggermente e noi ne approfittiamo per fare rotta verso l'isola di Kos. Veleggiamo al traverso e dopo 34Mn buttiamo l'ancora nella parte sud-ovest dell'isola a Stefanos (36°45.79N 27°01,50E) su un ottimo fondo di sabbia. Domani è previsto un altro forte colpo di vento da Nord quindi restiamo tranquilli a bordo di Vagabond circondati da un mare cristallino davanti ad un lunga spiaggia dorata.
Il 19/10 percorriamo le 2Mn che ci separano da Kamari (36°44.10N 26°58,40E) piccolo villaggio affacciato sul mare con tanti ristoranti, taverne, bar, market, un centro kite, spiaggia attrezzata e parco giochi. Poco lontano si trova Kefalos, l’antico capoluogo,  un grande villaggio pieno di vita costruito sul bordo di uno strapiombo, circondato dalla sua fortezza medievale. Il tempo di fare qualche rifornimento, ricaricare il telefono e una sgranchitina alle gambe poi ci rimettiamo in navigazione verso le isole a sud.
Il 20/10  facciamo rotta verso Tilos a 30Mn di distanza e ancoriamo a Livadhia (36°24.91N 27°23,26E). Qui si trova il porto dell’isola che, recentemente ristrutturato, offre servizi più sicuri per l’ancoraggio delle navi di linea e delle imbarcazioni da diporto. Camminiamo per le vie del villaggio e incontriamo numerose camere in affitto, taverne e bar con vista mare. La grande chiesa e un nuovissimo parco giochi. Nel centro troviamo locande e bar caratteristici all'ombra di alberi profumati. La lunga spiaggia ha un mare caldo e cristallino e sull'orizzonte, si distinguono l’isola di Symi e i monti della Turchia. 
Isola di Tilos presenta massicci scoscesi, monti coperti di verde, con colline e valli, villaggi pittoreschi, spiagge incantevoli ed è un enorme parco ecologico protetto. Ci raccontano che qui sono vissuti anche gli ultimi elefanti d’Europa: gli elefanti nani comparsi sul’isola 45.000 anni fa e scomparsi poi 4.000 anni fa.



Il 21/10 alle 9:15 facciamo rotta su Symi isola mondana dove si sviluppa uno dei più belli e più grandi abitati neoclassici della Grecia. I suoi abitanti si dedicarono alla pesca delle spugne ed furono famosi ovunque per la grande abilità nella costruzione di navi. Dopo 24Mn di navigazione entriamo nel golfo di Panormitou (36°33.07N 27°50,80E) una baia chiusa incassato nell'angolo Sud Ovest di Symi. Siamo subito accolti dal mulino a vento sul lato Est dell'ingresso e dal’imponente campanile policromo, eretto nel 1911, del monastero. Molti arrivano a Symi esclusivamente per venerare l’icona taumaturgica, rivestita di argento ed oro, dell’Arcangelo Michele, nel monastero dell’Arcangelo Michele di Panormittis. Anche noi andiamo a vederla e approfittiamo per visitare anche la chiesa, del 1783, una spaziosa basilica ad una navata, con rari affreschi (XVIII sec.), volte a crociera ed un’elaborata iconostasi in legno intagliato.

Il 22/10 percorriamo la costa sud di Symi e raggiungiamo un insenatura che rientra profondamente nella costa fino a Pethi (36°36.96N 27°51,40E) un piccolo villaggio costiero con case variopinte, sparse in un golfo tranquillo con molti caicchi. Lì si trova un vecchio cantiere navale ancora in attività. Un market e un paio di taverne sul mare. Davanti al molo parte il bus per la città. Il capoluogo Simi è diviso in due parti, Yalòs, il porto dell’isola, con le bellissime e variopinte case neoclassiche vicino al mare e sulle colline, e Choriò, l’abitato più grande. Yalòs è collegata con Choriò da una strada asfaltata lunga circa 3 Km e da 500 larghi gradini in pietra della Kalì Strata, attorno alla quale ci trovano le più grandi dimore padronali. Preferiamo non prendere il bus ed incamminarci a piedi verso la cima della collina dove troviamo un simpatico parco giochi. Arriviamo finalmente al Kastro, o meglio al piccolissimo tratto di mura che ne resta, in stato migliore la bella chiesa con le icone rare e impareggiabile la vista incantevole su Yalòs, Choriò e Pedi.
Scendiamo per passeggiare nella cittadina e incontriamo subito l’imponente orologio comunale in pietra del 1881 e affacciata sul mare la statua del piccolo pescatore Michalakis. Camminiamo lungo tutto il molo ammirando le case colorate che dalla collina sembrano scivolare fino al mare. Un delizioso giros pita sarà il nostro pranzo che consumiamo all'ombra delle piante nel parco in centro città con una ventina di gatti che si radunano ai nostri piedi. Proprio accanto a noi un nuovissimo parco giochi pieno di bambini terrà occupata Reva per un po. Riprendiamo la passeggiata fino alla vecchia darsena, nel quartiere di Charani, dove ancora ci sono barche in lavorazione. L'atmosfera è di altri tempi! Proseguiamo poi fino alla chiesa di Haghios Ioannis con l’imponente campanile in pietra e il meraviglioso sagrato a ciottoli bianchi e neri.
Al ritorno percorriamo sempre a piedi l'infinita scalinata fino a raggiungere  Pontikòkastro (Collina di Noulià), al’entrata di Choriò ci riposiamo con una vista eccezionale su Yalòs, dove si trovano un antico tumulo circolare e circa 50 mulini a vento in rovina. Rientriamo su Vagabond piuttosto stanchi per la grande camminata di oggi ma con gli occhi ancora pieni delle meraviglie che abbiamo potuto vedere. 
Restiamo qualche giorno in questo ancoraggio tranquillo scendendo a terra per passeggiare o per sederci sull'unica panchina del molo a mangiare un gelato osservando il pigro svolgersi della giornata in questo angolo del mondo.
Partiamo il 24/10, veleggiamo verso la parte Ovest dell'isola fino alla baia di Emilianos (36°36.41N 27°46,56E) dove ancoriamo su 10mt proprio dietro al promontorio che ospita il piccolo monastero che dà il nome alla baia. Un secondo monastero si intravede sulle alture dell'entroterra.


Il 25/10 lasciamo Symi e veleggiamo verso nord, costeggiamo la costa turca, il sud di Kos, e lo stretto tratto di mare tra questa e la costa turca. Dopo 55  Mn di navigazione arriviamo a Pserimos,  un isollotto tranquillo di una quindicina di Kmq e con circa 150 abitanti, e ancoriamo a sud nella baia di Krevattio (36°55.33N 27°09,53E) in un acqua trasparentissima. Dopo una notte tranquilla ben protetti dall'isola facciamo rotta verso Kalymnos e ancoriamo nella baia di  Vlychada (36°55.83N 26°57,91E) a sud dell'isola. Riffacciamo un paio di volte l'ancoraggio perché il fondo non è dei migliori ma dobbiamo aspettare che il vento cali per risalire verso Leros. 
Il giorno seguente il vento è calato ma soprattutto il mare, quindi ci prepariamo per le 14Mn di bolina in tutta tranquillità che ci permettono di raggiungere l'estremo sud dell'isola di  Leros. Vagabond avanza stabile e deciso ben lontani dalla costa ovest di Kalimnos non risentiamo delle raffiche di vento. Il paesaggio è meraviglioso, la natura è sicuramente la padrona in quest'isola famosa per il trekking e l'arrampicata. Alle 13:26 buttiamo l'ancora nell'ampia baia che intaglia la costa sud di Leros,  Xirokampos (37°06.37N 26°52,29E). Davanti alla spiaggia una serie di boe gialle e bianche sono messe a disposizione delle due taverne che le offrono gratuitamente a chi consuma un pasto da loro. Il fondo, su 5m, è buono quindi resteremo ancorati qui ben protetti nei giorni di meltemi che seguiranno. Nella notte le barchette dei pescatori lasciano il molo per partire alla pesca in un incessante via vai. A terra un bellissimo parco giochi vista mare ci dà il benvenuto e alle sue spalle un enorme e nuovissimo campo da calcio circondato da una pista d'atletica. Il villaggio è molto piccolo, un mini market, qualche taverna chiusa e un paio di bar.  
Il 02/11 lasciamo questa baia e  percorriamo le 5 Mn che ci separano dalla baia di Lakki dove si trova il Marina Evros che ci ospiterà per i mesi invernali. Il sole è alto nel cielo e una scia di gabbiani ci segue mentre entriamo al Marina e ormeggiamo saldamente Vagabond al pontile (37°07.72N 26°51,39E). Sarà l'inizio di una nuova avventura?



www.vagabondsail.com

15 October 2016

GRECIA: PICCOLE CICLADI E AMORGOS

Le Piccole Cicladi, dette anche Koufonissi, sono un arcipelago di sei piccole isole principali situate nell'immediato sud-est di Naxos nel Mar Egeo. Il 09/10  partiamo da Ios e veleggiamo per 11Mn prima di raggiungere l'sola di Schoinousa (Skhinouùsa) ben conosciuta per le sue spiagge di sabbia fine. Ancoriamo ad Agrilos (36°50.61N 25°31,30E) un isolotto a sud di Schoinoussa, buon ridosso dal meltemi,  un luogo selvaggio e davvero suggestivo. Il mare è trasparente e la spiaggia dorata sulla quale passiamo il nostro pomeriggio a fare castelli e infornare formine. Nessun nella baia e nessuno a terra tranne qualche capra che attraversa la strada a passo veloce diretta a sud. La mattina seguente dopo una bella colazione in pozzetto ci dirigiamo verso l'isola principale ed ancoriamo nella baia di  Livadi (36°51.66N 25°31,34E) su un buon fondo di sabbia e acqua talmente trasparente da poter seguire il lavoro dell'ancora e tutto il cammino della catena. Sbarchiamo e ci incamminiamo verso la Chora sulla collina dove troviamo ad attenderci un ambiente tranquillo con i tipici ritmi greci ora che i numerosi turisti estivi hanno lasciato l'isola. Un anziano in groppa da un mulo ci sorpassa e saluta con un caldo sorriso. Non mancano le tipiche casette bianche dagli infissi colorati, qualche taverna dall'aspetto invitante, alcuni mini market che vendono di tutto e una profumata panetteria. Visitiamo la chiesa principale e il mulino che si trova proprio accanto in ristrutturazione, uno dei tanti dell'isola. Attraversiamo la Chora e scendiamo lungo la strada che porta alla baia di Mirsini dove si trova un pontile utilizzato dalle barche di passaggio e il molo dove arriva il traghetto,  lo Skopellitis, che in estate mette in comunicazione due volte al giorno le Piccole Cicladi con Naxos, Paros e Amorgos.  


Il giorno seguente ci spostiamo nell'isola di fronte Iraklia, la più a est e meno popolata, tra le sue alte colline sono scavate due grotte interessanti che non siamo riusciti a raggiungere. Ancoriamo a Livadhi (36°51.19N 25°28,44E)su 4 m di fondi e sbarchiamo per una mattinata di giochi in riva al mare. Una trattoria sulla spiaggia chiusa, i resti di una fortificazione che si affaccia sulla baia e sulla collina il villaggio abbandonato con le case fatiscenti costruite su resti ellenici e veneziani. Il quadro è piuttosto desolato complice sicuramente il cielo plumbeo di questa giornata.


Il 12/10 ci mettiamo in navigazione verso Amorgos la più orientale delle cicladi  che dista circa 19Mn da qui. Questa isola montagnosa  è attraversata per tutta la sua lunghezza da una catena montuosa che culmina con il monte Krikelo, situato ad est di Egiali, che misura 823 m e  ha ovunque pareti che scendono a picco sul mare. Veleggiamo fino all'estremo sud dell'isola e fiancheggiamo l'isola di Gramvoùsa ma non ci convince troppo l'ancoraggio con queste condizioni di vento quindi dopo un giro di perlustrazione facciamo rotta verso Katàpola (36°49.62N 25°51,46E) dove ancoriamo poco prima della banchina dai cui partono i traghetti per Naxos, Pireo e Rodi. Questa è una magnifica baia che intaglia profondamente l'isola, il porticciolo di pescatori offre tanti servizi, panettieri, fruttivendoli ben forniti, qualche alimentari, ristoranti, trattorie e bar. Percorriamo il villaggio che si sviluppa intorno al porto e spendiamo un pò di tempo nel bel parco giochi vista mare al centro della baia. Qui si possono noleggiare scooter e macchine, oppure prendere il bus fino alla bella Chora superiore, tipicamente cicladica, con castello medioevale. Il bus prosegue fino alla fermata da dove parte una ripida salita che porta al monastero di Panagia Hozoviotissa, risalente all'XI secolo, che si trova in una zona impervia a strapiombo sul mare sul lato sud dell'isola. Dopo aver fatto rifornimento di frutte e verdura nei negozi del porto incontriamo seduto al tavolino del bar un amico incontrato in polinesia che si trova in mediterraneo per motivi di lavoro un incontro inaspettato che ci fa incredibilmente piacere. Nel pomeriggio ci spostiamo nella baia di Kalotiri (36°53.00N 25°55,15E) che intaglia la costa SE dell'isola Nikouria. Sbarchiamo e saliamo a piedi fino alla piccola chiesetta posta sulla collina nella parte nord est della spiaggia. La vista sulla baia e su tutta l'isola di Amorgos è qualcosa di spettacolare. Le strade intagliano l'arida montagna e dal mare salgono ripidamente fino alla chora situata nel cuore dell'isola. Il sole di questa splendida giornata illumina il mare scintillante e la sprezzante bellezza che ci circonda. Ci prepariamo per lasciare le cicladi alle prime ore di luce faremo rotta nella prima delle isole del Dodecaneso.  



www.vagabondsail.com

9 October 2016

GRECIA: Folegandros Sikinos e Ios

Il 05/10 alle 8:56 salpiamo l'ancora, apriamo le vele e facciamo rotta verso l'isola di Folegandros. Ci saremmo fermati volentieri ancora a Milos che ha molto da offrire ma ci torneremo senz'altro durante la prossima estate. Veleggiamo rapidamente al traverso e percorriamo le 21Mn che ci separano da Vathy  Bay (36°37.70N 24°53,53E) un ampia baia sul lato occidentale di Folegandros, dove ancoriamo su 5 m di sabbia. Siamo la sola barca in questa grande baia dove il mare mostra tutte le sfumature possibili dell'azzurro e del blu. Sbarchiamo con il dinghy sul piccolo molo sulla sinistra della spiaggia con qualche turista, una scala porta a ristorantini bianchi e arroccati da cui escono i profumi deliziosi della cucina di questa terra. Proseguendo la risalita della scalinata si arriva ad un sentiero che prosegue lungo tutto il litorale della baia. Delle chiesette votive immacolate si stagliano contro questo paesaggio spettacolare dove l'azzurro del cielo si fonde nel mare. Sotto di noi possiamo ammirare la piccola spiaggia di Agios Nikolaos con taverna. Ritorniamo sui nostri passi e dalla spiaggia prendiamo le scale a destra e ci inerpichiamo su un sentiero tra le rocce che permette l'accesso a due piccole spiagge più riservate poste sulla parte destra della baia. Superate queste il sentiero diventa più largo e comodo scavato tra la sabbia e la roccia rossa inizialmente per poi perdersi nella bassa vegetazione una volta che si comincia a salire. Saliamo fino alla piccola chiesa bianca dalla quale ci si presenta una vista mozzafiato. La giornata è ideale per una bella escursione e ci riposiamo mentre mangiamo il nostro panino con il colore del mare che brilla nei nostri occhi. Nel pomeriggio ci rimettiamo in cammino verso la spiaggia e ci regaliamo una bella Mitos ghiacciata giusta ricompensa per la scarpinata appena conclusa.


Il giorno dopo lasciamo questa splendida baia e percorriamo a motore le 7Mn che ci separano da Karavostasi (36°36.78N 24°56,95E) porto dell'isola dove arrivano navi e traghetti. Intorno al grande molo sul lato sinistro della baia troviamo qualche hotel, casette in affitto, un paio di ristoranti, un mini market e qualche bar. Dal molo parte un modernissimo bus che porta fino alla Chora e giusto fino al paese successivo Ano Merià per 4/5 corse giornaliere. Accanto alla fermata del bus troviamo subito un piccolo parco giochi tutto nuovo e questa diventa ovviamente una tappa obbligata all'andata come al ritorno! Raggiungiamo la Chora, un caratteristico borgo del 1200 d.C. arrampicato su una vertiginosa scogliera,  e pieni di energia pensiamo bene di avviarci verso il sentiero che sale a zig- zag fino al santuario di Panaghia Paliokastro. La strada ci regala un panorama mozzafiato con vista su entrambe le coste, sulla Chora e sull'intera isola. Le scogliere di Folégandros sono impressionanti arrivano anche ad un’altezza di 300 metri sul mare. Visitiamo il santuario che è aperto e ci sediamo in questo luogo di quiete e contemplazione ad ammirare la sua millenaria bellezza. 
Scendiamo per scoprire la Chora e non siamo preparati a tale splendore. La piazza del municipio offre ristoro con due graziosi locali pieni di fiori colorati e un vero spettacolo grazie ad un balcone con vista mozzafiato sulla scogliera capace di far venire le gambe molli a chi mal sopporta l'altezza. Ci inoltriamo tra queste casette bianche con le imposte colorate dove chiesette immacolate si susseguono a immense piante di bouganville in fiore dai colori sgargianti. Nelle piazze all'ombra di generose piante profumate sono disposti ad arte bar, negozi, snack, ristoranti quasi il tutto fosse stato disegnato a tavolino dalle abili mani di un artista. C'è armonia in questo luogo mentre camminiamo nelle sue vie, i fiori, i vasi, i dettagli tipici di questa terra sono tutti là e ci invitano a contemplare il bello che ci avvolge. Ogni angolo è una scoperta e io non smetto di fotografare nel tentativo, forse inutile, di catturare questa perfezione. Camminando nella piazza centrale si attraversa un arco e si accede al Kastro medioevale costruito nel 1210 dai veneziani che ci riporta indietro nel tempo. Oggi è un villaggio di case a due piani bianche con scale e porte colorate, alcune con una parte direttamente a picco sulla scarpata. Brivido! 
Compriamo della bella frutta fresca dai due fruttivendoli ben forniti e qualche provvista nei piccoli market e riprendiamo l'ultimo bus previsto per il porto.


L'08/10 alle 9:30 poco prima dell'arrivo del traghetto salpiamo l'ancora e lasciamo alle nostre spalle quest'isola che ha saputo stupirci e regalarci forti emozioni. Veleggiamo lentamente costeggiando le isole disabitate di Kardiotissa e Kalogeros e percorriamo 12Mn fino a raggiungere Sikinos. Passiamo davanti Skala dove si trova il porto molto disturbato dalle onde quindi proseguiamo fino alla piccola baia situata più a Est Yeoruios (36°41.57N 25°10,02E) dove ancoriamo su fondo di sabbia a 3/4 m per una breve sosta. Sikinos non è assolutamente una meta turistica, ci spiegano che i pochi servizi, le spiagge difficilmente accessibile e una insolita scarsa ospitalità la preservano da invasioni estive. L'isola non è di pescatori, come si potrebbe immaginare, ma di allevatori e contadini eccellenti produttori di miele, formaggio di capra, vino e liquori. Purtroppo non abbiamo modo di andare a verificare quanto ci hanno raccontato su questa isola brulla ed arida, il forte vento da sud che sta arrivando ci costringe a cercare riparo in ancoraggi più protetti. Partiamo dopo pranzo e veleggiamo divinamente fino a raggiungere la parte settentrionale di Ios  Plakotos (36°47.17N 25°17,35E) dove ancoriamo. L'isola brulla e montuosa, raggiunge i 790 m con il Monte Pirgos, vanta l’onore di avere dato i natali alla madre di Omero e, secondo la tradizione, il poeta sarebbe stato seppellito proprio in questi luoghi ed è, infatti, possibile visitare la sua tomba. 
Siamo contenti di essere finalmente arrivati nel famoso e affascinante arcipelago delle Cicladi, costituito da isole di varie dimensioni sparse nelle acque blu del Mar Egeo. Alcune sono ben note ma possiamo dire che altre rimangono poco conosciute e meno turistiche, come Milos Ios o Folegandros, di una bellezza quasi disarmante. L'avventura continua.

www.vagabondsail.com

6 October 2016

GRECIA: Mar Egeo - MILOS

Ed è arrivato anche il giorno di lasciare queste belle isole che ci hanno ospitato con tanto calore e regalato splendide giornate. Il 30/09 alle prime ore del giorno leviamo l'ancora da Itaca e mettiamo la prua verso il mar Egeo. Abbiamo fatto il pieno di acqua e gasolio per Vagabond e ben riempito la dispensa per noi, ora possiamo riprendere il mare e goderci queste 200Mn che ci separano dalla nostra destinazione. Il meteo non è dei migliori perché dopo un buon vento iniziale dovrebbe calare drasticamente ma in quel momento dovremmo essere poco lontani dalla prima isola delle Cicladi. Partiamo quindi a vele spiegate e ben contenti di mettere delle miglia sotto la chiglia in una bella giornata di sole. Navighiamo sempre con la terra praticamente a vista, infatti, percorriamo tutta la costa sud di Cefalonia, poi tutta l'isola di Zante e infine a babordo il Peloponneso. Durante la giornata avanziamo velocemente, la notte è tranquilla e procediamo sempre a vela mentre il giorno successivo nel pomeriggio il vento cala quasi completamente e scapoliamo a motore Capo Maleas ovvero l'ideale confine tra oriente ed occidente. L'ultima notte di navigazione è spettacolare! Avanziamo a vela sotto un cielo tappezzato di stelle, il mare poco mosso che culla lo scafo di Vagabond...nel mio turno di guardia avvolta dal silenzio assoluto della notte penso a mio cugino Luca che non è più con noi e lo sento vicino a me e a queste stelle cadenti che rigano il cielo di scie luminose come le lacrime il mio volto. Porterò il ricordo del tuo sorriso in viaggio con me.
Alle prime ore del giorno avanziamo ormai a motore mentre davanti a noi si profila l'isola di Milos con le sue alte scogliere dipinte di rosse da un alba meravigliosa.
Il 02/10 alle 9:02 buttiamo l'ancora nella grande baia di Milos ad Adamas (36°43.35N 24°26,98E) dopo 262Mn di navigazione. Adamas è il porto principale dell'isola da cui partono e arrivano i traghetti che collegano l'isola con Atene e le isole circostanti. Sbarchiamo subito in esplorazione per sgranchirci le gambe e cercare provviste fresche. Lasciamo il dinghy sul molo ancora occupato da numerose barche a vela tra cui molte di charter giornaliero. La prima cosa che troviamo appena messo piede a terra è un bel parco giochi giusto accanto al molo, semplice ed essenziale ma capace di regalare tanta gioia a Reva! Sul lungo mare ancora animato ci sono tanti ristoranti, locali alla moda e negozietti molto originali che evidenziano la vena turistica di questa isola. Oggi quest'isola è molto frequentata grazie anche all'ospitalità unica, alla buona organizzazione delle strutture e sicuramente alle belle spiagge molto diverse tra loro (se ne contano circa 70). Troviamo accanto alla piazza vicino al molo un grande panettiere che svaligiamo con grande entusiasmo. La città vecchia di Adamas è posta su un promontorio naturale con una bella passeggiata pavimentata in marmo che la collega al porto da dove partono ogni giorno barche colorate e caicchi verso le bellezze naturali dell’isola. Raggiungiamo la chiesa con il suo bel campanile e il pavimento decorato con ciottoli bianchi e neri. La vista è spettacolare e ci perdiamo nelle strette vie tra le case rigorosamente bianche e con le imposte colorate di blu. Rientriamo in barca entusiasti e brindiamo al tramonto a questo nuovo mare tutto da esplorare. 


Le previsioni meteo annunciano qualche giorno di calma quindi non perdiamo tempo e ci mettiamo in movimento verso il  Sud dell'isola. Passiamo davanti a Klima, un coloratissimo borgo marino dove si trovano dei “syrmata” scavati nella roccia che offrono riparo ai pescherecci. Via mare osservare l'isola è davvero uno spettacolo, si vede in alto il Kastro con la chiesa Mesa Panagia, un poco più sotto la chiesa di Panagia Thalassitra e poi sempre più giù una corona di casette e chiese candide. Percorriamo poi circa 15Mn lungo tutta la costa Ovest  di Milos che è un susseguirsi di scogliere bagnate da un mare smeraldo. L'isola è di origine vulcanica e mostra una straordinaria morfologia geologica (molte sono le  miniere ancora attive) che dà luogo a sorgenti calde, a rocce multicolori e litorali "lunari" mozzafiato.
A mezzogiorno buttiamo l'ancora a Kleftico (36°39.06N 24°20,68E) dove si trovano una serie di monoliti di origine vulcanica. Dopo aver buttato l'ancora un tuffo in questa incredibile acqua cristallina non ce lo toglie nessuno. Subito dopo con il dinghy partiamo in esplorazione e visitiamo le tante e suggestive grotte con acqua color smeraldo e le piccole baie con acqua cristallina  ai piedi di questa maestosa roccia bianca che si staglia verso il cielo. Impressionante! Ci sono oltre a noi solo un paio di barche che portano turisti in escursione per la giornata. Vista l'ottima condizione del mare restiamo anche la notte e già al tramonto mentre le scogliere si tingono di rosso ci troviamo soli in questa leggendaria baia di pirati (Kleftis significa ladro) nascondiglio perfetto per attaccare le navi cariche di beni preziosi del fiorente mercato tra oriente ed occidente. 
La mattina presto sbarchiamo sulle roccie più basse scolpite dal mare e dal vento in un paesaggio lunare quasi irreale mentre sentiamo il mare rumoreggiare sotto i nostri piedi nelle gole sottomarine. 
Arriva come annunciato un onda fastidiosa quindi ci spostiamo nella vicina baia di Provatou (36°39.95N 24°26,44E) e ancoriamo su un buon fondo di sabbia in compagnia di una sola barca. Questa ampia baia ha una lunga spiaggia di sabbia dorata ed è circondata da montagne di roccia rossa. Anche qui il mare è splendido, ne approfittiamo per fare altri bagni in quest'acqua trasparentissima. Non scendiamo a terra e passiamo il pomeriggio a crogiolarci al sole con musica e un buon libro. Notte di luna piena su Milos che illumina a giorno questa baia tranquilla e beata, domani ci aspetta una nuova isola da scoprire.



www.vagabondsail.com

16 September 2016

GRECIA: SULLE TRACCE DI ULISSE CON LA BIG FAMILY

Sabato 3 settembre inizia l'avventura con la Big Family (Laura e Lele con Francesco, Giulia, Pietro, Ludo ed Ezio), dopo un volo di 2 ore da Milano sono a Cefalonia. Un taxi minibus li porta a Eufimia dove noi li aspettiamo con impazienza da tutto il giorno. Alle 23 siamo tutti a bordo di Vagabond sotto un cielo stellato. Welcome!
Domenica 4 settembre dopo una veloce colazione in pozzetto sbarchiamo per fare i rifornimenti. È una bella giornata di sole e alle 10:52 leviamo l'ancora per far rotta verso la vicina Itaca. Navighiamo un paio d'ore poi buttiamo l'ancora nella bella baia di Filiatro. Pranziamo in pozzetto con la mitica pasta alla greca! Subito bagno in questo mare incantevole e nuotata fino alla spiaggia.
Lunedi 5 settembre il sole ci dà il buongiorno e qualcuno approfitta per un tuffo in questo mare calmo che sembra una piscina. Durante la mattinata scopriamo che questa non é una vacanza come tutte le altre, un illustre ospite sale a bordo direttamente dal passato per raccontarci la sua meravigliosa storia: benvenuto a bordo ULISSE!
Vagabond fa un salto nel tempo e da barca moderna degli anni 2000 si trasforma in un mitico vascello in legno. Noi siamo l'equipaggio incaricato di accompagnare Ulisse a casa proprio ad Itaca. Tante sfide ed ostacoli insisdiosi si presenteranno sul nostro cammino ma noi unendo le forze cercheremo di aiutare Ulisse nel suo mitico viaggio. Gli Dei potenti e capricciosi sapranno aiutarci ma anche ostacolarci a loro piacimento, noi però saremo sempre obbedienti....IO SONO ZEUS!!!!


Martedi 6 settembre siamo nel villaggio di Vathi, al mattino il cielo é grigio e pieno di grosse nuvole. Noi non ci lasciamo intimorire da nulla e ben coperti nei nostri coloratissimi k-way sbarchiamo alla scoperta del luogo. Riusciamo a passeggiare sul lungomare e a visitare la grande chiesa poi il cielo si apre e ci ritroviamo sotto una pioggia battente. Belli incappucciati troviamo riparo nel museo archeologico del paese (caldo, riparato e gratis) dove restiamo il più possibile prima di essere invitati ad andarcene (difficile contenere la ciurma!). Ci rimettiamo in strada mentre pioviggina e troviamo un nuovo riparo in una sala pubblica dove stanno preparando la scenografia per una gara di danze che si terrà nei prossimi giorni. Con una spedizione kamikaze Lara, Giulia e Pietro sfidano pioggia torrenziale e strade allagate per procurarci il cibo dal fornaio. Mangiamo ed aspettiamo che il tempo migliori. Nel pomeriggio smette di piovere e raggiungiamo la piazza dove Zeus ci chiama "Io sono Zeus" grida e noi dobbiamo correre ai suoi piedi entro 15 secondi. Restiamo in piazza a giocare e correre felici per la nostra ritrovata libertà. Poi facciamo due passi tra le viuzze, facciamo spesa, una sosta qui e una là tanto che rientriamo in barca al tramonto appena prima che riprenda a piovere. Il capitano ci sgrida!!
Mercoledi 7 settembre un'inaspettato raggio di sole ci sveglia, il meteo annuncia per oggi brutto tempo e pioggia quindi decidiamo di non spostarci. Michele, Lele, Franci e Pietro vanno a pescare sul Lazzaretto dove assistono ad un matrimonio greco. Io e il resto della ciurma restiamo a bordo. Nel pomeriggio il cielo é ancora variabile e sbarchiamo per un grosso gelato. Visitiamo poi la chiesa che domina Vathi tra ulivi e cipressi, la vista é magnifica. In centro facciamo qualche spesa, cartoline e souvenir...beautiful boy! Rientriamo a bordo e Pietro pesca un bellissimo pescetto che ributtiamo subito in mare. Bravo!
Giovedi 8 settembre dopo una notte di pioggia alle prime ore del mattino arriva un forte temporale con vento, fulmini e saette. Tutti dormono mentre i Vagabondi vegliano in pozzetto. In mattinata il temporale lascia il posto ad una fitta pioggia con un cielo pieno di nuvole. Torna a bordo con noi Ulisse che ci racconta la sua avventura nella terra dei mangiatori di Loto, i fiori che facevano perdere la memoria. Anche noi come suo equipaggio siamo chiamati a superare una grande sfida: un memory gigante. Solo unendo le forze di tutti riusciremo a superare la prova. Bravi!
Inganniamo poi il tempo leggendo, giocando a carte, facendo bellissimi braccialetti e cantando. Nel tardo pomeriggio riusciamo a sbarcare per una passeggiata e la spesa. Dopo una cena a base di toast fumanti la ciurma sbarca per assistere alla simpatica esibizione di balli tradizionali dei gruppi provenienti dalle diverse isole ioniche. Bella serata con musica e allegria.
Venerdi 9 settembre il tempo migliora e partiamo subito per fare una giornata intera al mare. Ancoriamo nell'incantevole spiaggia di Gidaki con acqua cristallina e spiaggia bianca. Tutti nuotano fino a riva poi io sbarco con il pranzo: pasta fredda al tonno (Ludo é felicissima!!).
Bagni, giochi, canti, tuffi, sole e mare a volontà. Torniamo a bordo per una merenda con l'anguria e poi di nuovo in rotta verso Vathi. Ceniamo tutti insieme in pozzetto e finiamo il pasto con gli immancabili dolcetti tradizionali e l'Ouzo (40°) che tiene alto il morale della ciurma.


Sabato 10 settembre il tempo si é finalmente ristabilito e un bel sole si staglia nel cielo blu. L'equipaggio é diviso in due gruppi i Rossi (Lara, Reva, Franci e Pietro) e i Blu (Laura, Lele, Ezio, Giulia e Ludo) che si alterneranno per assolvere alle numerose mansioni richieste all'equipaggio: cucinare, pulire, riordinare e manovrare.
Alle 10 salpiamo e lasciamo Itaca per far rotta verso l'isola di Atokos. Lungo la strada ci apetta una bella sorpresa. Un numeroso gruppo di delfini ci viene incontro e si mette a giocare davnti alla prua di Vagabond. Tutti, grandi e piccini, sono al settimo cielo e improvvisiamo richiami tra grida e risate. Sono bellissimi e i loro salti ci riempiono di gioia. Il sole é alto, il cielo e il mare sono di un blu magnifico e approfittiamo della prua di Vagabond come cornice per belle foto ricordo. A mezzogiorno ancoriamo nel piccolo isolotto disabitato di Atokos. Nella bella baia una sola casa, una minuscola chiesatta sulla spiaggia incorniciata da alte e bianche scogliere ricoperte da una fitta vegetazione. L'acqua sembra una piscina trasparente e piena di pescetti. Ulisse ci racconta la sua disavventura nella caverna di Polifemo, il Ciclope figlio di Poseidone. Questa storia ci mette i brividi e una volta a terra scopriremo che anche noi saremo chiamati ad affrontare il terribile Polifemo, per sconfiggerlo saranno necessari ben 5 colpi nel suo grande occhio. Anche questa volta unendo le forze di tutti riusciremo a superare la sfida. Bravi!!
Restiamo tutto il pomeriggio nella spiaggia deserta che profuma di verde e selvaggio. Dormiamo, in compagnia di una sola altra barca, in questa baia suggestiva avvolti dal buio e dal silenzio sotto un cielo tappezzato di stelle.
Domenica 11 settembre alle prime luci del giorni ci svegliamo, Laura e Lele fanno un bel tuffo prima di colazione poi sbarchiamo tutti insieme in spiaggia. Bagni, giochi, racchette e risate.


Dopo pranzo partiamo alla volta di una nuova isola mentre Ulisse ci racconta del suo incontro con la bella Maga Circe e i suoi potenti sortilegi. Dopo 2 ore di navigazione ancoriamo a Kastos in una baia deserta dall'acqua cristallina e dalle minuscole calette che subito partiamo ad esplorare. Siamo soli nell'ancoraggio e il nostro abituale baccano può finalmente essere indisturbato!
Rientriamo su Vagabond per la merenda e ad aspettarci troviamo un altra difficile prova da superare. La maga Circe ha preparato per noi un potente filtro d'amore e noi dovremo assaggiarlo e scoprire almeno 5 dei suoi 8 ingredienti. Ci facciamo coraggio e a piccoli sorsi tragugiamo il pericoloso intruglio. Grazie al palato di grandi e piccini riusciamo a superare anche questa sfida.
RICETTA: Limone, Menta, Suco di Ciliegia, Succo di Melograno, Sprite, Aranciata, Acqua e The.
Lunedi 12 settembre in mattinata ci spostiamo a Kastos porto e sbarchiamo per esplorare il piccolo villaggio. Dal molo, andiamo al parco gioco, visitiamo la boutique di souvenir, andiamo a caccia di fichi, poi in chiesa dove facciamo un servizio fotografico su un ulivo secolare. La passeggiata prosegue fino al mulino che visitiamo all'interno. Succo, cioccolata in bottiglia, coca e caffè greco per brindare a questa bella isola. Rientrati su Vagabond riprendiamo il mare verso Itaca mentre Ulisse ci racconta del suo pauroso viaggio nell'ade e delle Sirene.
Alle 13 siamo a Itaca e ancoriamo davanti alla spiaggia di Filiatro. Lele e Michele sbarcano per raggiungere a piedi Vathi mentre il resto dell'equipaggio fa merenda con crepes alla nutella sul ponte.
Ovviamente la prima volta che il capitano si allontana lasciandomi sola con la barca (mai in 7 anni di viaggio) un vento forte si leva e ci obbliga a rifare l'ancoraggio perché ormai troppo vicini agli scogli. Vice capitano Lara con il valido aiuto del marinaio Laura risolvono il problema senza intoppi. Restiamo in pozzetto a vigilare sulla situazione e aspettiamo il rientro del capitano che nel frattempo fa shopping e selfie indisturbato. Alle 18 tutti sono di nuovo a bordo e visto che l'ancoraggio é scomodo a causa di una fastidiosa onda da Sud ci spostiamo nel vicino fiordo di Skhoinos. Alle 19 buttiamo l'ancora e ci prepariamo per la nostra ultima cena insieme a base di pollo e pesce fresco!!


Dopo cena ci aspetta l'ultima prova. Le ragazze da una parte sono le belle sirene che intonano un canto dopo l'altro con la loro voce soave. I ragazzi dall'altra devono indovinare almeno 10 titoli esatti. Tutti fanno del loro meglio e tra canzoni recenti e grandi classici anche questa prova viene superata. "Io vagabondo che son io...."
Il cielo é nero, qualche stella illumina la notte e in questo mare calmo andiamo a riposare avvolti da silenzio e quiete.
Martedi 13 settembre sveglia presto e ultimo bagno con una bella doccia insaponata. Le valigie sono fatte mentre riprendiamo il mare verso Cefalonia. Sul ponte di Vagabond la ciurma intona felice i canti che hanno fatto da colonna sonora a questa bella vacanza "E pappa cia cia cia cia cia cià....Il cowboy Piero....Ci son due coccodrilli...Se sei felice...e tante ancora".
È una calda giornata di sole, con cielo e mare di un blu brillante. Alle 13 siamo a Eufimia in perfetto orario. Spaghettata tutti insieme poi di corsa alla stazione dei taxi.
È il momento dei saluti, dei baci, dei ringraziamenti e di tanti ABBRACCIADABRA!!
Grazie di tutto cuore per queste belle giornate condivise, grazie della vostra allegria e simpatia contagiosa, delle canzoni, dei tanti giochi, dei bagni e delle risate a perdifiato. Ci auguriamo che resti nei vostri cuori il ricordo del calore e della bellezza di questa vacanza indimenticabile (ormai la terza insieme a voi!)
Vi aspettiamo l'anno prossimo più grandi e magari un pò più saggi! Con tanto affetto gli Zii Vagabondi + Bimba Reva


1 September 2016

GRECIA: ZANTE


Partiamo da Cefalonia in una bella mattinata di sole per raggiungere Zante a circa 30Mn di distanza. Avanziamo a motore lungo tutta la costa di Cefalonia poi finalmente veleggiamo nel canale tra le due isole con 20 kt al traverso. Ancoriamo a San Nikolaos (37°54.29N 20°42,61E) appena fuori dal porto su  un fondo non molto buono infatti dobbiamo rifare un paio di volte l'ancoraggio (esattamente come le barche vicine a noi). Non sbarchiamo e ceniamo in pozzetto mentre il tramonto tinge di rosso la terra natale di Ugo Foscolo, “Fior di Levante” per i veneziani, famosa per il suo mare pulito e cristallino. 
Il giorno dopo ci spostiamo più vicini alla riva dove il fondo si abbassa ed è di sabbia. Sbarchiamo per vedere San Nikolaos anche se c'è poco da vedere. Un piccolo molo di pescatori, qualche taverna lungomare, un paio di market e bar. Per la strada tanti cercano di venderti escursioni in barca alle grotte blu e alla spiaggia del relitto, infatti è da qui che si parte per raggiungere queste destinazioni. Troviamo del pane fresco e rientriamo in barca. Nel pomeriggio ci spostiamo più a Sud a 2 Mn di distanza per vedere un altro ancoraggio Katastari (37°52.95N 20°43,63E). Il fondo qui tiene bene perché ci sono estese zone di sabbia ma non essendo  ben protetto dall'onda risulta poco confortevole. 
La mattina dopo di buon ora leviamo l'ancora e facciamo rotta verso le grotte blu. Il sole appena sorto dipinge d'oro tutta la costa rocciosa di Zante in uno spettacolo meraviglioso. L'isola è famosa per le sue grotte, una fra tutte la grotta azzurra nella quale il sole penetra per formare scenari mozzafiato di colore azzurro con tutte le sue sfumature sino al colore argento. Proseguiamo la nostra navigazione fino alla famosa  spiaggia del relitto raggiungibile solo via mare di una bellezza unica. La fine spiaggia dorata dove riposa il relitto arrugginito di una nave è incastonato tra due altissime scogliere bianche che creano un paesaggio estremamente suggestivo. La prima volta che veniamo in questa baia la troviamo deserta e facciamo qualche giro prima di ripartire. Il mare e la forte onda rende l'ancoraggio impraticabile. Ritorniamo con Francesco e Laura e riusciamo ad ancorare poco lontano dalla riva (37°51.89N 20°37,26E). Subito ci buttiamo in questo mare di un turchese intenso e raggiungiamo a nuoto la spiaggia. Ci godiamo la bellezza del posto e la pace del momento. Con il passare del tempo arrivano un imbarcazione dietro l'altra e il numero di turisti che affollano la spiaggia cresce vertiginosamente. Quando anche grosse navi arrivano ancorando praticamente in spiaggia e orde barbariche di vacanzieri si riversano sulla riva decidiamo che è tempo di riprendere il mare. 
Con una bella veleggiata accompagnata dai delfini lasciamo alle nostre spalle la bella Zante e percorriamo le 35 Mn che ci separano da Itaca.



www.vagabondsail.com

31 August 2016

GRECIA: ITACA, ATOKOS, KASTOS, MEGANISI E CEFALONIA

Siamo nel cuore delle isole Ioniche e abbiamo tutto il mese di agosto per visitarle e scoprirle. Lo facciamo in compagnia delle tante persone (grandi e piccini) che ci sono venute a trovare in questo periodo: Elena, Giacomo, Camilla, Carlotta, Davide, Anna, Laura, Francesco, Paola, Mario e Greta. Con tutti loro abbiamo passato momenti indimenticabili.
La prima tappa é stata ovviamente la meravigliosa ITACA,  universalmente nota per essere stata patria dell'eroe leggendario Ulisse le cui gesta sono descritte nell' Odissea. Isola stretta e lunga offre nella costa orientale una serie di ancoraggi splendidi con acqua cristallina e piccole spiaggette scavate nella roccia. Facciamo soste brevi nelle calette a sud giusto per un bagno e il pranzo poi raggiungiamo la spiaggia di Filiatro (38°22.39N 20°44.61E) dove passiamo la notte. Questa spiaggia é bella e tranquilla con una spiaggia di ciotoli bianchi seguita da una magnifica distesa di ulivi. La mattina presto si trovano solo le capre a bere e brucare mentre Mario va a caccia di polipi. Con Camilla e Carlotta sbarchiamo a giocare dopo aver fatto allegri tuffi dalla poppa di Vagabond.
Raggiungiamo poi il capoluogo Vathy, pittoresco porto con case in stile veneziano, disteso ad anfiteatro in una baia naturale ampia e protetta. Al centro di questa baia sorge un isoletta chiamata Lazzaretto raggiungibile solo con imbarcazioni che ospita una cappella e qualche pianta di ulivo. A terra si trova tutto quello che serve per i rifornimenti mentre acqua e gasolio sono nella stazione di servizio. Questo paese é bellissimo da girare con calma magari facendo colazione o cenando in una delle tante taverne sul lungomare, poi un giretto nella piazza e nelle viuzze piene di negozi con articoli assolutamente originali e creativi. Come sempre non manchiamo la visita al fornaio dove oltre al buonissimo pane con sesamo troviamo tortine, dolcetti, grissini, biscotti e ogni tipo di delizia per il palato.
Il primo agosto festeggiamo con Giacomo e famiglia la festa nazionale svizzera e per l'occasione prepariamo un Roosti alla Vagabond e wurstel a volontà ancorati nel tranquillo fiordo di Skhoinos  (38°23.12N 20°43.30E). La festa continua con il buonissimo porto greco scoperto da Giacomo a Vathy.
Con Francesco e Laura riusciamo a visitare anche la baia a nord-ovest Port Polis (38°26.39N 20°38.47E) dove ancoriamo vicino alla riva coperta di verde e con una grande spiaggia bianca. Nella parte Nord si trova la grotta delle ninfe dove sono stati effettuati importanti ritrovamenti archeologici.


A solo 6Mn a Nord di Itaca raggiungiamo ATOKOS (38°29.03N 20°49.28E) un piccolo isolotto disabitato. La sua conformazione aspra e scoscesa lo rende particolarmente inospitale. Si può raggiungere solo in barca e due sono gli ancoraggi da visitare con tempo buono: One house Bay e Cliff Bay. L'isola é privata, disabitata ad eccezione delle capre che scorrazzano liberamente per tutti i suoi 47Km². I proprietari ci vanno raramente e solo nel mese di settembre mentre gli animali e il suo mantenimento sono curati da persone che passano ogni 4 giorni. La bellezza di queste due baie é mozzafiato in particolare One hause bay. Altissime scogliere bianche incorniciano la spiaggia di sassi  bagnata da un acqua cristallina. Nel folto della vegetazione, che arriva a pochi metri dalla riva, si scorge il tetto della casa che dà il nome alla baia. Da un piccolo sentiero lastricato che costeggia un pozzo di sasso, si arriva alla chiesetta sempre aperta. Il paesaggio é meraviglioso e impossibile resistere a questo mare che sembra una piscina naturale. Passiamo qui con Davide e Anna la giornata di Ferragosto banchettando tra le altre cose con deliziose bruschette. Tante le barche che vanno e vengono, sul finire del mese con Paola, Mario e Greta riusciamo addirittura a trovarci soli in questa baia e a passare la notte in questo luogo suggestivo. Indimenticabile!


Salpiamo e veleggiamo verso KASTOS, Paola ci insegna una serie infinita di canzoncine con gesti mentre Elena al tavolo fa colorare e giocare le bimbe...Fantastico avere educatrici a bordo! Kastos (38°33.56N 20°54.53E), situata a 10Mn da Atokos, é una piccola isola ricoperta di ulivi, alta solo 120 m, con coste frastagliate, scoscese e nella parte orientale meravigliose spiaggette incastonate nella roccia. Ci fermiamo in quasi tutti questi ancoraggi per fare il bagno e a volte passare la notte avvolti dalla pace e dalla tranquillità. Quest'isola conta 80 abitanti che vivono di pesca e turismo e sono situati principalmente nel solo villaggio di Kastos nella parte orientale dell'isola. Le case e le taverne sono immerse negli ulivi, vicino alla chiesa con Elena, Camilla e Carlotta troviamo delle piante di fichi deliziosi. Continuiamo la passeggiata fino al bel mulino che é stato sistemato e trasformato in un bar (con ottimi bagni ci hanno riferito!). Un solo Market si trova poco lontano dal molo con poca scelta e prezzi decisamente alti ma con Elena, Giacomo e le bimbe non ci facciamo mancare però un delizioso ghiacciolo alla fragola che desideravamo da tanto. Piccoli momenti di felicità!



Il viaggio prosegue fino a MEGANISI un isola verde, ricoperta di vegetazione e piena di fiordi che offrono ancoraggi tranquilli. Sono presenti 3 località Katomeri, Spartochori e Vathy.  Ancoriamo a Port Atheni (38°40.17N 20°47.96E) su pochi metri d'acqua incredibilmente trasparente e con cime a terra. Tantissimi pescetti si avvicinano senza paura ma niente polipi. Con Reva e Anna raggiungiamo a piedi il porticciolo di pescatori pieno delle loro colorate barchette tradizionali. Un pescatore ci racconta la sua giornata di lavoro mentre prepara le reti per la notte. Affacciate sul molo ci sono anche una taverna e un minimarket. È bello fare passeggiate su quest'isola piatta piena di percorsi battuti che collegano i vari villaggi. In serata cena a base di pesce pescato con tenacia e caparbietà da Davide. Bravo! Con Francesco e Laura ancoriamo anche alla minuscola isoletta di Thilia (38°39.23N 20°44.04E) per una sosta bagno i daltronde é mpossibile resistere a quest'acqua incredibile.
Raggiungiamo l'isola di SKORPIONS con Anna e Davide ma solo in una baia é consentito ancorare (38°41.24N 20°44.46E) e appena inizia a riempirsi decidiamo di partire e fare rotta verso nord. Andiamo a Varko (38°45.72N 20°47.81E) chiamata anche la spiaggia dell'albero solitario. A terra una lunga spiaggia con prati e colline alle spalle brucata da capre e un grosso albero a pochi metri dal mare cristallino. Prepariamo una Tortilla alla Vagabond senza precedenti!
Veleggiamo infine sull'isola di CEFALONIA con Francesco e Laura ancoriamo a sud di Fiskardho (38°27.16N 20°34.65E) una stretta baia ricoperta da cipressi che arrivano fino a riva. Nuotiamo con loro fino alla piccola spiaggia nel cuore della baia. Un paesaggio surreale tipico dei laghi di alta montagna.
Dopo aver percorso a vela il lungo canale tra Itaca e Cefalonia raggiungiamo la nostra ultima destinazione: Eufimia (38°18.04N 20°36.03E). Festeggiamo l'ultima sera a bordo facendo bisboccia in allegria.
Sono state settimani speciali piene di risate e momenti condivisi che porteremo sempre con noi nel nostro cuore. Grazie a tutti voi amici che ci avete raggiunto e avete reso possibile questa bella avventura.



30 August 2016

GRECIA: Quanta gioia può dare un galleggiante!

Non c'é niente di più bello in barca del mattino. Svegliarti e con gli occhi ancora incollati dal sonno buttarsi nel mare calmo e caldo di una bella baia. A volte però non hai voglia di farti un tuffo e ti svegli normalmente con una buona tazza di caffé poi tua figlia ti chiede di fare un giro a terra. Sbarcare su una spiaggia deserta ha sempre il suo fascino, alle prime ore del giorno é silenziosa, calma, distensiva e sicuramente un bel modo di iniziare la giornata ma niente può eguagliare lo sguardo che una bambina di 2 anni ha sul mondo. La gioia si impadronisce di lei per ogni sasso che vede brillare, per ogni bastone contorto e seccato dal sole, per ogni oggetto portato dal mare. Una semplice passeggiata diventa una caccia al tesoro dove l'inaspettato é un prezioso ritrovamento da custodire e mostrare con orgoglio. Con questo spirito percorriamo a più riprese la spiaggia fino a quando sulla nostra strada non incontriamo lui: il galleggiante. Sono quelli utilizzati dai pescatori sulle reti per tenerle a galla che ogni tanto si trovano a riva portati dal vento. In un primo momento Reva lo scambia per una ciambella e si avvicina incuriosita. Lo prende in mano, lo osserva, lo gira, rigira e alla fine lo lancia in mare...magia...galleggia! Da questo momento se ne innamora perdutamente. Lo portiamo ovviamente su Vagabond da mostrare con orgoglio a papà e da allora é diventato un inseparabile gioco che la diverte e la fa impazzire di felicità. Lo lancia dalla barca poi si tuffa a prenderlo, giochiamo a lanciarcelo in acqua, lo tira, lo riprende e lo porta sempre con sé. Posso senza esitazione dire che il galleggiante é uno dei suoi giochi preferiti!
La osservo giocare e mi sorpendo a sorridere. Noi genitori ci chiediamo spesso cosa possa rendere felici i nostri figli e nessuno di certo risponderebbe "un galleggiante"! Che meraviglia pensare che un oggetto cosi semplice sia capace di regalare tanta gioia...a condizione però di saper guardare il mondo nel modo giusto!


16 August 2016

GRECIA: Viaggiatori leggeri

Siamo tutti viaggiatori...ma non lo siamo tutti allo stesso modo! Chi lo é per qualche giorno all'anno, chi per qualche settimana, per qualche mese o anni e tutti sperimentiamo prima o poi l'esperienza di metterci in movimento verso altri luoghi. I motivi che ci spingono possono essere dei più diversi e vanno bene tutti, quello che conta é partire. Vivere l'esperienza di lasciare quello che é certezza per andare verso l'incerto, il nuovo, lo sconosciuto.
Allora eccoci al momento in cui dobbiamo prepararci per il viaggio, la borsa é aperta e subito ci affrettiamo a riempirla con mille oggetti che pensiamo possano esserci utili...ed é impressionante il numero di quello che consideriamo necessario. Fortunatamente la compagnia aerea impone un limite al nostro "indispensabile".
Ci dimentichiamo però che sono davvero poche le cose da preparare in un viaggio e di certo non trovano posto nella nostra borsa. Quello che dovremmo fare in realtà é lasciare spazio, invece che riempirlo, a tutto quello che la nuova esperienza potrà darci. Posto al nuovo, alla scoperta, all'incontro, all'imprevisto, al diverso dal solito, allo scomodo, allo stupore, posto alle risate, al troppo caldo e al troppo freddo, alla fatica, posto alla voglia di scoprire parole nuove, sapori nuovi, abitudini nuove.... insomma più che la borsa noi dovremmo riuscire a preparare lo spirito affinché sia aperto, positivo e recettivo. In questo modo potremo approfittare pienamente della nuova realtà che ci circonda, riuscire ad accoglierla dentro di noi e rendere cosi il viaggio un esperienza indimenticabile.
Diventare quindi Viaggiatori leggeri che hanno bisogno di poco per stare bene ovunque si trovano.
Buon viaggio a tutti!



31 July 2016

GRECIA: CORFU-CEFALONIA Family on board!

Oggi a Corfù imbarchiamo su Vagabond l'allegria allo stato puro che si presenta a noi sotto le sembianze di una bella famiglia: Lucia, Gughi, Marta e Filippo.
Loro hanno già avuto numerose esperienze di vacanze in barca a vela e vogliono avvicinare i bambini a questa passione comune. Marta 3 anni é alla sua seconda esperienza in barca mentre Filippo 1 anno é al suo primo imbarco. Si sistemano nelle cabine e prendono confidenza con la barca poi percorriamo le 20Mn che ci separano da SYVOTA (39°24.30N 20°13.10E). Dopo aver ancorato, un grosso barcone turistico ci tiene impegnati facendoci provare brividi lungo la schiena mentre manovra in modo sportivo davanti e intorno a noi. Superato il pericolo, tutti sbarcano a terra per un bagno ed un giro di esplorazione. La mattina seguente dopo una buona colazione in pozzetto ci aspetta una veloce veleggiata di 10 Mn verso PAXOS. I bambini sono ben assicurati con le loro cinture e in pozzetto si levano canzoncine e filastrocche di tutti i tipi. Ancoriamo nell'incantevole baia di LAKKA (39°14.21N 20°08.30E) deserta a causa dell'onda, prevista nel pomeriggio, che dovrebbe entrare parzialmente rendendo l'ancoraggio scomodo. Ne approfittiamo per sbarcare, perderci nelle vie del piccolo borgo e soprattutto andare al parco giochi all'ombra di ulivi e piante di limoni. La notte il mare si tranquillizza e al risveglio abbiamo la solita piscina naturale tutta per noi. Mentre stiamo finendo la colazione un enorme yacth si ancora esattamente accanto come fossimo sul molo e invece di spostarsi (come sarebbe sato naturale fare!) tira fuori i parabordi. No panic!!Impossibile ragionare con queste persone che credo di essere i padroni dell'universo, visto che comunque dovevamo partire, togliamo l'ancora e facciamo rotta verso sud. Ci fermiamo a KOUTSI (39°12.93N 20°10.28E) a sole 4Mn di distanza dove ci aspetta un angolo di paradiso indisturbato con mare trasparente e spiaggetta di sabbia chiara. Siamo in tutto tre barche e torniamo ad assaporare la pace e la quiete che ci circonda. Nel pomeriggio salpiamo per GAIOS (39°11.86N 20°11.47E) e sbarchiamo subito per una bella sgambettata in città. Rifornimenti, wifi, passeggiata lungomare e tanta voglia di scoprire gli angoli caratteristici di questo bel villaggio dove il tempo sembra essersi fermato. 
In mattinata sotto un cielo blu e sole splendente partiamo per una bella e lunga navigazione, sono 42 le miglia da percorrere oggi. I bambini sono a loro agio a bordo e noi li teniamo sempre occupati con giochi, libri e canti. Reva é contentissima di avere a bordo dei nuovi compagni di gioco. Filippo, la nostra mascotte, é un vero spettacolo, si muove con assoluta disinvoltura, ride sempre, mangia tutto e ha presto imparato a salutare con la mano e a dire il nome della cuoca di bordo (troppo forte!). 
Alle 13 passiamo il canale che separa l'isola di Levkas dalla terraferma unito da un ponte galleggiante di pochi metri. Ci mettiamo in fila dietro ad una colonna di barche a vela che sfilano nei due sensi, sembra di essere in autostrada. Il canale deve essere continuamente dragato per consentire il passaggio, nei punti più bassi infatti é profondo solo 3,5-4 m. Passato il canale un vento fresco ci permette di valeggiare e coprire le ultime miglia che mancano fino a VARKO (38°45.72N 20°47.81E) dove ancoriamo in tardo pomeriggio. Un bel bagno in questo mare cristallino non ce lo toglie nessuno. Questo é uno dei momenti che preferisco della vita in barca subito seguito da un delizioso aperitivo in pozzetto al tramonto.
Ci svegliamo nella quiete di questo luogo chiamato anche spiaggia dell'albero solitario. A terra una grande spiaggia con prati e colline alle spalle brucata da capre, un grosso albero a pochi metri dal mare cristallino e in un angolo un bar con ombrelloni e sdraie. Verso le 11 salpiamo l'ancora e raggiungiamo la vicina isola di MEGANISSI (38°39.96N 20°48.02E) completamente verde e ricoperta di vegetazione. Gli uomini e i bambini sbarcano sulla spiaggia mentre io e Lucia ci rilassiamo a bordo  avvolte da uno "strano" silenzio...Meraviglioso!
Nel pomeriggio ci rimettiamo in navigazione e veleggiamo rapidi con Gughi al timone fino all'isola di KASTOS (38°33.56N 20°54.53E) a 10Mn. Troviamo un bell'ancoraggio in una baia selvaggia e silenziosa. Tuffi da Vagabond e lunghi bagni in questo mare stupendo. L'allegria é di casa e i bimbi a bordo giocano e si divertono.
Venerdi mattina lasciamo Kastos intorno alle 10 e veleggiamo fino ad ATOKOS (38°29.03N 20°49.28E) un isolotto disabitato a circa 6Mn. Il mare é come una splendida piscina naturale circondato da alte scogliere bianche. I bambini sbarcano in spiaggia con i papà per giochi e bagni mentre noi prepariamo il pranzo. Nel primo pomeriggio si alza un vento forte, l'ancoraggio diventa intenibile e quindi ci prepariamo a ripartire verso Cefalonia. Gughi e Lucia si alternano al timone sotto lo sguardo attento del capitano, i bimbi dormono mentre io preparo crepes per tutti con barca sbandatissima dimostrando ottime abilità di equilibrismo. Niente può superare il gusto unico di una crepes con nutella in piena navigazione. Vero? Il vento ci abbandona e proseguiamo a motore lungo la costa sud di Itaca ma una volta nel canale tra Itaca e Cefalonia un vento teso ci aspetta e ci regala una spettacolare navigazione fino a destinazione. Alle 18 ancoriamo nel porto di EUFIMIA (38°18.04N 20°36.03E) a Cefalonia e dopo 120 Mn di allegra navigazione chiudiamo questo bellissimo viaggio iniziato a Corfù.
Il bello della vita e di questo nostro viaggio é che a volte incontri persone con le quali sei subito in sintonia, tutto é spontaneo e facile...Amici che non sapevi di avere e dovevi solo incontrare. Grazie di cuore! 
Vi aspettiamo presto a bordo!