20 August 2011

GAMBIER:Rikitea

Agosto 2011
Siamo ancorati tranquillamente nella laguna davanti a Rikitea. La maggior parte delle barche sono partite per le Tuamotu ne sono rimaste solo 5 in tutte le Gambier.
Abbiamo ordinato assieme a Bernard la nuova catena da Tahiti che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni con il TAPORO. Incrociamo le dita.
Nell'attesa durante le mattinate che seguono facciamo delle belle passeggiate per l'isola con una coppia di cani che ci aspetta lungo la strada. Ci seguono per tutto il tempo e lungo qualsiasi sentiero ma quando ripassiamo davanti alla loro casa si fermano e ci guardano allontanarci. Pensiamo al nostro Danko e la nostalgia si fa sentire.
Ammiriamo le case lungo la strada con i loro giardini pieni di fiori e piante ben curate. Corone di conchiglie a altri ornamenti di legno vengono sparsi qua e là in modo davvero originale.
Una visita in gendarmeria ci permette di capire meglio quanto tempo possiamo fermarci in Polinesia Francese.
La barca può stare due anni dopo i quali deve essere registrata su territorio polinesiano con relativo pagamento delle tasse (papetizzazione). Le persone che fanno parte della Comunità Europea in transito su barche a vela possono fermarsi fino a due anni ma devono registrarsi presso le gendarmerie delle isole che toccano.
Ora che le idee sono più chiare possiamo programmare il nostro soggiorno in Polinesia Francese.
Yves
Legionario in pensione, Yves, vive a Rikitea da parecchi anni nella sua bella casa che domina la baia. È sposato con Annie, maestra di mangareviano presso la scuola primaria, e padre della tredicenne Yvanie.
Lo abbiamo incontrato al nostro arrivo alle Gambier lungo la via principale e da allora ogni giorno ci siamo fermati a parlare con lui.
Di una simpatia esplosiva Yves conosce tutti e tutto delle Gambier e diventa ben presto il nostro Cicerone. Ci racconta la storia dell'isola, ci spiega la lingua, le usanze, i costumi e risponde con pazienza alle nostre interminabili domande. Tutti lo conoscono e gli vogliono bene perché dietro i suoi modi schietti e chiassosi c'è una persona dalla grande generosità e sensibilità.
Presto dovremo partire per le Tuamotu un arcipelago costituito da atolli ricoperti di cocchi e iniziamo perciò a stivare frutta su Coelacanthe.
Facciamo il pieno di banane e limoni che raccogliamo lungo la strada mentre Yves ci accompagna nel bosco a prendere manghi verdi, mandarini e pompelmi (quelli in paese sono ancora tutti piccoli e verdi).
Gli Uru sono gli ultimi che imbarchiamo perchè vanno consumati subito e si conservano solo bolliti e tenuti in frigo.
Facciamo il pieno di acqua che a Rikitea è buona, gratuita e si recupera facilmente da un rubinetto accanto al Palasport.
Di gasolio non ne abbiamo praticamente consumato mentre cerchiamo della benzina per il dinghy e Yves ce la regala senza voler sentire ragioni. È una persona molto generosa.

17 agosto 2011
Arriva il TAPORO e alle 7:30 siamo già sulla banchina per cercare il nostro pallet con la catena. Tutta la città è sveglia e si trova qui in attesa trepidante...chi aspetta dei pacchi, chi deve fare il pieno di gasolio, chi riceve della merce o chi è semplicemente qui a guardare quello che succede.
Grazie all'aiuto di Bernard, Françoise, Patrice e Dominique "l'operazione catena" si svolge velocemente e senza fatica. La misuriamo, segniamo i 10m e con il dinghy la imbarchiamo su Coelacanthe dove l'aspetta il gavone di prua verniciato e messo a nuovo per l'occasione. La nuova catena è pulita e scintillante tanto che ci sembra un peccato usarla.
Regaliamo a Yves parte della nostra vecchia catena ed è tutto contento perchè deve costruire un corpo morto per la sua lancia a motore.

19 Agosto 2011
E sono 5 anni di matrimonio!
Gli anni stanno passando velocemenete e per festeggiare prepariamo una cenetta speciale concedendoci lussi eno-gastronomici fuori dal "nostro" ordinario.
Ravioli di tonno burro e salvia, patate arrosto e insalata tahitiana il tutto accompagnato da un Cabernet Sauvignon. Torta al cioccolato per concludere.
Conosciamo Helen e Tepanu una coppia simpaticissima che ama fare amicizia con le barche di passaggio. Lei lavora in una ferme perliere mentre lui in pensione vende il pesce pescato fuori dalla laguna. Ci regalano pompelmi, uru e un filetto di tonno fresco fresco. Siamo sempre senza parole davanti a tanta generosità.
Alla sera siamo a cena da François e Ania e ci gustiamo il tonno in ottima compagnia.
Questa mattina Yves si presenta da noi con un sacco nero che... si muove....ha catturato un pollo selvatico nel suo giardino e lo regala a noi.
Prima di tutto cerchiamo di capire se è un pollo o una gallina tra le risate di Yves mentre ci spiga cosa dobbiamo fare. Ok è tutto chiaro, no problem!
Una volta a bordo il primo problema è riuscire a prendergli il collo per tirarglielo perché quando Michele mette la mano nel sacco il pollo gli spara una raffica di beccate che lo fanno ululare. Tra risate generali, goffi tentativi e obbiezioni del pollo Michele porta a termine la missione.
La baia di Rikitea, che senza vento è attualmente come un lago, presto si riempe di penne bianche e nere.

20 agosto 2011
Siamo prossimi alla partenza e per festeggiare siamo invitati a cena da Yves e Annie in compagnia dell'equipaggio di Imaqa Patrice, Jocelyne e Marcus.
Annie è un ottima padrona di casa, ci accoglie con una tavola imbandita a festa e una cena a base di piatti tipici mangareviani preparata con le sue mani.
La cena inizia con un delizioso antipasto a base di muscolo di ostrica condito con limone, latte di cocco e zenzero; Segue un raffinato capretto al latte di cocco, riso, manioca e verdura; Termina con un mango lessato al latte di cocco.
Passiamo una bellissima serata in loro compagnia mentre ci raccontano le usanze e i costumi mangareviani.
Ci mostrano i loro cappelli, le collane fatte con le minuscole conchiglie raccolte sui Motu e i copricapi creati in occasioni delle grande feste come la Heiva fatte con foglie di cocco intrecciate, conchiglie e perle nere.
Proviamo questi capolavori sotto lo sguardo divertito dei padroni di casa.
Che magnifica serata!
Quando Yves ci riaccompagna sul molo lo abbracciamo forte e lo ringraziamo di cuore per le belle giornate, le risate e le emozioni condivise con lui alle Gambier che non potremo certo dimenticare.

Grazie Yves!


18 August 2011

GAMBIER: Visita alla Ferme Perlier

Giovedì 18 agosto 2011
Oggi abbiamo l'occasione di visitare la grande Ferme perlier che si trova nella laguna davanti a Rikitea. Si uniscono a noi gli equipaggi di Imaqa, Equa Regis e Orion.
Yves che è amico del proprietario ci accompagna e ci farà da guida.
Alle Gambier la maggior parte delle persone lavorano nei numerosi allevamenti di ostriche che occupano la laguna di cui le acque fresche e pulite garantiscono la produzione di perle di qualità.
Si contano circa 129 allevamenti che fanno capo a 14 società. Durante gli ultimi anni l'arcipelago ha visto la sua popolazione aumentare grazie all'attività perlifera ed allo sfruttamento della madreperla.
In tutto l'arcipelago vengono raccolte ostriche ancora piccole che sono poi immesse in sacche di rete sospese nelle acque della laguna, attaccate a zattere galleggianti.
Le ostriche sono periodicamente portate in superficie , pulite e verso i 3 anni sono pronte per l'inseminazione.
Quando arriva il momento dell'inseminazione delle ostriche negli allevamenti c'è un gran da fare e oggi abbiamo la possibilità di assistere a questo evento.
Le ostriche vengono forate e aperte leggermente perché troppo potrebbe provocare la loro morte.
Vengono scelte le ostriche che presentano dei colori particolarmente belli e da queste si estrae un lembo del tessuto nero che forma il mantello.
Una piccola parte di questo tessuto, che gioca un ruolo determinante nella colorazione che assumerà la perla, viene quindi impiantato in diverse ostriche.
Tecnici specializzati, chiamati "greffeur", inseriscono in ogni ostrica un frammento sferico di guscio e il tessuto per influenzare la colorazione nella tasca che secernerà strati di madreperla intorno al corpo estraneo generando così la perla.
Le greffage è un'operazione delicata e questi tecnici, prevalentemente cinesi e giapponesi, sono molto ricercati.
Oggi sono sempre di più i polinesiani che si specializzano in questa attività di vitale importanza per la produzione della perla.
In questo allevamento i greffeur sono due polinesiani (delle isole marchesi) padre e figlio.
Le ostriche inseminate vengono messe in filari sospesi tra 3 e 5 metri di profondità, fissati a zattere galleggianti.
Questi preziosi filari rimangono nelle calde acque della laguna per due anni prima della raccolta.
Solo un ostrica su venti fornisce perle coltivate perfette che possono essere immesse nel mercato internazionale.
Su cento ostriche sottoposte all'inseminazione, 25 muoiono e 25 espellono il seme, delle 50 restanti molte producono perle di cattiva qualità o dalla forma irregolare. Solo 5 sono perfette.
Yves si dimostra una guida preparata e competente e dopo averci spiegato stadio per stadio il lavoro necessario per la produzione della perla risponde alle nostre numerose domande.
Ci mostrano una perla eccezionalmente grande ottenuta l'anno scorso di 25 mm di diametro.
Le perle nere sono affascinanti. Molte sono le cose che oggi si conoscono sulla loro coltivazione e nonostante i tentativi di controllarne il colore e la grandezza rimane ancora un mistero quello che rende così perfette le più belle. "Noi facciamo sempre tutto come si deve" ci dicono "ma il risultato finale è sempre un mistero"


15 August 2011

GAMBIER: Ferragosto ad Akamaru

15 Agosto 2011
Alle 7:30 siamo sulla banchina di Rikitea per imbarcarci sul Tokani la navetta messa a disposizione di tutti dal comune per il pellegrinaggio di Ferragosto ad Akamaru.
Una volta nella vita bisogna assolutamente farlo. La navetta si riempe velocemente e belli pressati tra enormi borse frigo, arazzi e la Vergine Maria partiamo per questo trasferimento ricco di canti e preghiere collettive.
I bassi fondali impediscono lo sbarco direttamente sul piccolo molo dell'isola, dobbiamo quindi saltare su lance a motore che ci condurranno a terra.
Tutto procede con ordine e non ci sono feriti o dispersi.
Akamaru è una piccola isola rocciosa a 7 km sud-est di Mangareva scoperta dal navigatore inglese James Wilson nel 1797.
Ogni anno il 15 di agosto per l'Assunzione della Beata Vergine Maria gli abitanti delle Gambier fanno un pellegrinaggio su quest'isola.
Sono poche le famiglie che oggi vivono stabilmente su questa bellissima isola.
Una chiesa in ottimo stato, costruita per volere di Laval, fa capolino tra la folta vegetazione.
Raggiunta la chiesa bianca e blu immersa nel verde troviamo tutti gli equipaggi delle barche presenti alle Gambier: Alter, Pitcairn, Equa Regis, Imaqa e Orion.
Inizia la processione dal molo fino alla chiesa dove viene celebrata la Messa.
Il prete indossa una colorata e profumata corona di fiori e foglie di basilico.
Come al solito la Messa è celebrata con la grande partecipazione di tutti accompagnata da canti meravigliosi.
Per l'occasione vengono preparati dei piatti pronti a base di carne e pesce alla griglia.
Appena usciti dalla chiesa il profumo invitante ci cattura e non resistiamo alla tentazione di assaggiare una di queste prelibatezze.
Il pranzo si trasforma presto in un allegro pic-nic in compagnia di tutti gli equipaggi.
Il piatto comprende pollo alla griglia (o pesce), riso, insalata e pesce crudo al limone e latte di cocco. Da bere una aranciata dal colore sospetto.
Oggi è una bellissima giornata di sole e le famiglie mangareviane approfittano dell'occasione per un pic-nic in famiglia. Dalle loro gigantesche borse frigo escono le più immaginabili prelibatezze.
I ragazzi giocano a calcio lungo il verde viale mentre bambini nuotano e si schizzano in quest' acqua trasparente.
Tutti sembrano divertirsi o rilassarsi.
Dopo mangiato facciamo due passi e seguendo un sentiero tra gli alberi raggiungiamo un cimitero ormai lasciato in balia della vegetazione e degli animali.
Io e Michele siamo felici di poter passare un pò di tempo con François un caro amico conosciuto in Brasile che ha voluto raggiungerci alle Gambier per rivederci prima di fare rotta in Australia dove venderà la sua bella Equa Regis.
Riabbracciarlo è per noi una gioia inattesa e una bella emozione.
Abbiamo così anche l'occasione di conoscere Ania, la sua compagna, una vera appassionata di fotografia che non smette un secondo di scattare foto.
Partecipiamo alla processione fino al molo per riportare la Vergine Maria a Rikitea e ci imbarchiamo sull'allegra navetta.
A degna conclusione di questa bella giornata François invita tutti gli equipaggi per uno dei suoi aperitivi super alcolici che ci vedrà rientrare tutti un pò storti nelle rispettive barche. W François!


3 August 2011

GAMBIER: TARAVAI

Agosto 2011
Taravai è la seconda più grossa isola delle Gambier localizzata a sud-ovest di Mangareva. Di forma triangolare copre 5,3Km² e il punto di massima altezza si trova a 256m. Fu scoperta dal navigatore inglese James Wilson nel 1797.
Oggi conta solamente un pugno di abitanti mentre in passato vivevano qui circa 2 000 persone.
Si possono visitare i resti della chiesa gotica Notre Dame de la Paix finita nel 1868 dalla Missione cattolica di Laval e una porta monumentale situata davanti alla vecchia banchina oggi in rovina.
Passeggiando per l'unica via di Taravai completamente immersa nel verde si possono incontrare galline in libertà cocchi, banani e alberi del pane ma decisamente poche persone.
Attualmente sono 8 i residenti stabili dell'isola mentre altre famiglie vengono il fine settimana o i giorni di festa.
Incontriamo sul sentiero Hervé che ci porta a conoscere la sua famiglia: Valérie e Alan.
Questa giovane coppia da diversi anni si è installata sull'isola sulla terra del padre di Hervé ed ha costruito la casa in un vero e proprio angolo di paradiso.
Hervé ci mostra con orgoglio il frutto del suo lavoro, la loro casa è semplice ed essenziale ma non manca di nulla.
L'acqua viene raccolta grazie a grosse cisterne e l'elettricità è fornita da una serie di pannelli solari che si possono comprare con un pagamento dilazionato nel tempo.Il collegamento con Rikitea e quindi con i rifornimenti alimentari e con la famiglia paterna è assicurato da 15 minuti di motoscafo.
La vista che hanno è spettacolare ed hanno ben pensato di mettere un tavolo sotto la piante sulla spiaggia perchè come dicono "una colazione qui fa cominciare bene la giornata". ..non possiamo che essere d'accordo con loro.
Hervé ha lavorato diversi anni in una ferme perlier giusto per mettere da parte i soldi necessari alla costruzione della casa. Oggi lavora la terra e vende a Mangareva i frutti del suo raccolto: manioca, patate dolci e durante la stagione manghi e litchis.
Possiede galline, maiali e capre che principalmente vende ma tiene anche per uso personale.
La laguna davanti a casa gli offre il pesce che consumano da tempo senza nessun problema di ciguatera.
Valérie si occupa della casa, segue Alan nei suoi studi per corrispondenza (CNED) e crea incredibili quadri con la sabbia di differenti colori che trova sull'isola.
Ci mostra con orgoglio i suoi ultimi lavori che prepara su commisione e rimaniamo senza parole.
Sono dei veri capolavori che richiedono una grande manualità, estrema precisone e infinita pazienza.
Le basta sapere che soggetto uno desidera (paesaggio, segno zodiacale, immagine religiosa...) e lei prepara il quadro aggiungendo decori di fiori o disegni tradizionali. Per i ritratti bisogna inviarle semplicemente una foto ed è incredibile come riesce a riprodurla perfettamente. Se siete interessati scriveteci e vi daremo il loro recapito.
Oltre alle galline, capre e maiali fanno parte di questa allegra famiglia un cane che svolge con impegno il suo lavoro di custode della proprietà e tre gattini tenuti a digiuno perchè possano cacciare i topi.
Apriamo dei cocchi per i maiali e uno dei gatti si avventa su un cocco mangiandolo avidamente...non credo di aver mai visto prima d'ora una gatto mangiare un cocco o qualsiasi altro frutto.
Ci invitano a pranzo e lo fanno come se fosse la cosa più naturale del mondo mangiare con dei perfetti sconosciuti che trovi a passeggiare nella tua terra.
L'ospitalità e la generosità dei polinesiani è nota in tutto il mondo e ci troviamo a confermare questa leggenda sperimentandola sulla nostra pelle.
Pollo al forno, riso, insalata e una deliziosa salsa di formaggio ed il banchetto ha inizio.
Hervé porta Michele e Alberto a pesca e ben presto ci ritroviamo di nuovo a casa loro per grigliare gli Ume tare pescati.
Gli chiediamo di assaggiare l'Uru (il frutto dell'albero del pane) alla brace che è uno dei modi di cottura tradizionali oltre al forno tahitiano (braci e pietre incandescenti in un buco nella sabbia).Delizioso.
Questa volta siamo noi ad occuparci di riso focaccia e bevande e siamo di nuovo tutti intorno al tavolo a raccontarci le nostre storie.
Hervé e Valérie cercano di insegnarci qualche parola di Tahitiano che potrà servirci durante il nostro soggiorno in polinesia. Siamo veramente buffi mentre ripetiamo queste parole così lontane dalle nostre radici e mentre cerchiamo di riprodurre suoni a noi sconosciuti. Ridono bonariamente di noi e si divertono a interrogarci a sorpresa durante la giornata.
Hervé prende il suo ukulele che ha costruito con le sue mani e insieme a Valérie ci fanno ascoltare dolci canzoni tradizionali che ancora oggi i bambini imparano a scuola.
Siamo da due giorni in compagnia di questa bella famiglia che ci ha accolto con tanto calore e ci sembra di conoscerli da sempre.
Lasciamo che la musica e i loro canti ci avvolgano assaporando una sensazione di pace e di felicità che lentamente ci pervade...siamo stranieri in terra straniera eppure incontri come questi ci fanno sentire straordinariamente a casa!

2 agosto 2011
Anche oggi sbarchiamo a terra e passiamo tutta la giornata con loro.
Michele aiuta Hervé a lavorare la terra mentre io in cucina con Valérie imparo una nuova ricetta:il ragù di pollo.
La giornata vola in loro compagnia e parlare con loro ci permette di scoprire che sono pochi i giovani che oggi fanno una scelta di vita semplice come la loro perchè le comodità dei centri abitati sono una forte attrattiva per la maggioranza.
Ci troviamo perfettamente con la loro scelta di vita che troviamo per molti aspetti simile alla nostra.



3 agosto 2011
Giornata grigia e piovigginosa su Taravai e per fare qualcosa di diverso organizziamo una Pizzata in compagnia.
Hervé è un patito della piazza e da quando una barca di passaggio gli ha dato la ricetta la prepara con le sue mani per la gioia di tutta la famiglia.
Come al solito la giornata passa in allegria e con le due teglie preparate nessuno rimane a bocca asciutta.
Sulla costa Ovest di Taravai vive una sola famiglia che andiamo a conoscere in questa giornata di sole.
Sono Edoard e Denise una coppia in pensione che ha deciso di venire a vivere nella tranquillità di questa isola. Dopo anni di lavoro a Tahiti e in diverse isole delle Tuamotu Edoard ha deciso di ripulire la terra del padre qui a Taravai e di costruire la loro casa.
Hanno verdure e piante da frutto, maiali, anatre e capre e coltivano pomodori che poi vendono in città. Lei prepara con le conchiglie bellissime collane e oggetti vari che vende o regala.
Ci mostrano orgogliosi i risultati del loro lavoro e non possiamo trattenere parole di ammirazione per quello che sono riusciti a fare.
Con loro c'è la piccola nipotina di due anni figlia della loro maggiore che tra il lavoro e 4 figli in questo momento fa veramente fatica. Denise si occupa della bimba che vive tranquilla dai nonni e che tornerà dalla sua mamma probabilmente l'anno prossimo.
Denise insegna a Michele ad aprire dei cocchi con un punteruolo piantato nel terreno. Questa tecnica molto efficace che loro eseguono facilmente e con rapidità richiede però concentrazione e attenzione a mani inesperte. Denise si complimenta con Michele per l'ottimo risultato: cocchi puliti e mani salvate.
Simpaticissimo il loro cane Patito che è un vero giocherellone e non smetterebbe mai di farsi accarezzare.
Ripartiamo con il dinghy carico di cocchi, pomodori, basilico ed erbe aromatiche.
Bei sorrisi, sguardi sinceri, calorosa accoglienza e un incredibile generosità sono i souvenir che ci portiamo via dall'isola di Taravai e grazie a questi incontri capaci di scaldare il cuore siamo pronti a ripartire.