29 October 2019

BALEARI-GIBILTERRA

Il 25 ottobre partiamo da Figuerettes alle 15:43 apriamo randa piena e Code 0 e attraversiamo il canale tra le due isole. Per riuscire a stringere meglio apriamo il genova e togliamo il Code 0. Veleggiamo velocissimi!Una volta superata il capo SW dell’isola di Ibiza il vento cala e rimettiamo il Code 0 che ci permette di avanzare comunque rapidi fino a sera. Ceniamo con una pizza surgelata(evento più unico che raro!) e visto che il forno è acceso buttiamo dentro anche le ultime castagne. Durante la cena assistiamo al tramonto perfetto,vediamo il sole come un cerchio di fuoco cadere nell’acqua mentre il cielo si tinge di sfumature arancione, rosso, viola che restano impressi dentro di noi. Bella anche la pace e la tranquillità del momento mentre vediamo le isole sempre più piccole dietro la nostra scia. Dopo cena siamo a motore, la finestra meteo sappiamo benissimo non essere delle migliori ma l’importante è riuscire ad arrivare a destinazione prima di martedì (in cui è previsto l’instaurarsi di vento da W). In pozzetto guardiamo la stellata, giochiamo, leggiamo poi Reva va dormire mentre noi iniziamo i turni della notte. Sembra esserci un po' di corrente contraria ma avanziamo comunque a 4Kn di velocità. Dobbiamo fare attenzione al passaggio di alcune navi e al trimarano Kamana che abbiamo accanto.
Il 26 ottobre ci svegliamo con una bellissima giornata di sole, cielo azzurro e mare piatto. Siamo sempre a motore e abbiamo percorso 84Mn. Mentre facciamo  colazione avvistiamo un grosso banco di tonni, che appare dorato perché illuminato dai primi raggi del sole, che salta e avanza veloce a poche miglia di distanza da Dumas. Alle 16 quando facciamo il punto nave (37°37.38N 00°27.29W) abbiamo percorso 120Mn. Durante la giornata avvistiamo 4 tartarughe, uccelli marini e un piccolo uccello migratore viene a riposarsi sulle draglie. Proviamo a pescare ma qualcosa di grosso ci strappa tutto portandosi via polpo ed amo...riproviamo nuovamente ma senza alcun risultato. Siamo a sud di Cartagena, attraversiamo con la luce un passaggio intenso di traffico di navi quindi nella notte saremo più vicini alla costa e dovremo sorvegliare solo le barche da pesca.
Domenica 27 ottobre è ancora una bella giornata di sole con mare piatto. Alle 8 il vento arriva e finalmente possiamo spegnere il motore e veleggiare fino al pomeriggio. Michele apre tutte le vele possibili e fa diversi cambi con gennaker e Code 0 per riuscire a sfruttare al meglio questo momento. La previsione non è buona perché non danno vento da stasera e la notte mentre dovrebbe esserci qualcosa domani mattina. Abbiamo timore di finire il gasolio e non riuscire a raggiungere la destinazione. Domani mattina faremo una stima del gasolio rimasto e delle miglia che mancano e valuteremo se tentare di proseguire o fermarci prima per fare rifornimento da qualche parte. La giornata passa facendo scuola, letture, giochi e avvistamenti. Alle 17 quando faccio il punto nave(37°00.23N 00°31.94W)abbiamo percorso 256Mn. Nella notte siamo tranquilli per il traffico di navi e pescherecci. Nel mio turno ho un incontro emozionante con un gruppo di 6 stenelle illuminate dal plancton (mi era già capitato sempre in questo tratto di mare). Loro sembrano come avvolte da un mantello luminoso che rende dorati i loro contorni. Appena le vedo mi precipito a prua per vederle meglio mentre saltano e giocano davanti allo scafo.  Sono senza parole. Mi ritrovo inginocchiata a prua avvolta dal buio e del silenzio della notte rotto solo dall’acqua che si infrange contro lo scafo e dal respiro dei delfini nei pochi secondi in cui riemergono. Il mare sembra un liquido completamente nero e i delfini brillano ancora di più su questo sfondo scuro. Assaporo totalmente questo incontro, questo momento magico, queste emozioni che mi invadono, questo istante perfetto in cui mi sento una fortunata spettatrice della bellezza della natura...e tutto questo non ha prezzo!
Lunedì 28 ottobre ci svegliamo con una bella giornata di sole in un mare piatto che sembra una lunga distesa di olio. Il vento di ieri ci ha dato una mano ed è previsto qualcosa nel pomeriggio. Facendo la stima tra miglia mancanti ed ore motore rimaste dovremmo starci giusti giusti. Decidiamo di proseguire. Nel mezzogiorno siamo a 21Mn da Porta Europa siamo a motore e procediamo a 5Kn di velocità. Nelle prime ore del pomeriggio arriva finalmente il  vento che seppur contrario ci permettendo di avanzare a vela di bolina verso la destinazione. Siamo felicissimi, ci ritroviamo tutti e 3 in pozzetto, con Michele al timone e noi ad ammirare la Rocca sull’orizzonte che si avvicina rapida. Superata Porta Europa abbiamo una corrente contraria che ci rallenta ma riusciamo a raggiungere a vela Gibilterra dove facciamo il pieno di gasolio con le cisterne completamente vuote. Alle 17:30 arriviamo alla  Linea (36°09.65N 05 21.79W) dove buttiamo l’ancora dopo 380Mn di navigazione. In serata il vento da W arriva diventando progressivamente forte ed intenso...siamo riusciti ad arrivare per un soffio.



24 October 2019

SPAGNA: Ibiza

Siamo ad Ibiza ancorati a Pon des lleo(39°02.24N 01°36.78E). Che meraviglia ritornare in questa isola dove abbiamo passato una lunga e bella estate. In quella occasione Ibiza è stata una grande rivelazione, ci ha regalato ancoraggi selvaggi e solitari persino in piena stagione estiva. Oggi però non abbiamo troppo tempo per guardarci intorno. Durante la navigazione dalla Sardegna fino a qui la randa si è delaminata, dopo una riparazione di fortuna dell’ampio squarcio, siamo riusciti comunque ad arrivare a destinazione. Oggi quindi ci aspetta un bel lavoretto! Abbiamo a bordo una randa di emergenza, la portiamo fuori, togliamo la randa rotta, estraiamo le stecche, le adattiamo alla randa di emergenza e sistemiamo la nuova vela ufficiale al suo posto. L’operazione ci terrà impegnati fino al tramonto. Nel frattempo diverse barche a motore arrivano all’ancoraggio e iniziano ad ascoltare musica a tutto volume in perfetto stile ibizenco. La giornata è soleggiata e calda tanto che ci regaleremo una pausa per un tuffo rinfrescante. Alla fine issiamo la nuova randa, che è più piccola della precedente, la sistemiamo e tutto sembra in ordine, ora non ci resta altro che provarla in mare.
Il giorno seguente nel mezzogiorno siamo ansiosi di veleggiare con la nuova randa e facciamo rotta verso sud. Il vento è contrario sui 12-15 Kn quindi facciamo diversi bordi di bolina e Dumas naviga perfettamente. Che meraviglia! Sapevamo che la vecchia randa prima o poi ci avrebbe abbandonato ma non pensavamo così presto, fortunatamente avevamo a bordo questa vela di emergenza che ci toglie dai guai. Raggiungiamo dopo un pomeriggio di piacevole navigazione Cala llonga (38°57.18N 01°31.31E) dove ancoriamo in mezzo alla baia. Mettiamo il dinghy a terra e sbarchiamo subito. Passeggiata, supermercato e parco giochi. Oggi il cielo è coperto di nuvole ma la temperatura resta ottima. Ci divertiamo a correre sulla grande spiaggia quasi completamente libera. Tornati a bordo ci regaliamo una bella cenetta con i prodotti freschi trovati a terra.
Lunedì 21 ottobre il meteo annuncia l’arrivo del brutto tempo quindi veleggiamo verso le Salinas per proteggerci meglio dal vento. Il tempo oggi è ancora buono quindi copriamo tranquillamente le 11Mn che ci separano dalla destinazione. Cerchiamo di ancorare bene sulla sabbia e prepariamo la barca al colpo di vento. Come annunciato nella notte abbiamo un forte aumento del vento, un continuo passaggio di temporali con pioggia fulmini e ripetuti giri di vento. Reva dorme beata nella sua cabina mentre io e Michele restiamo entrambi di guardia pronti a scappare se necessario. I fulmini sono forti e vicini, il vento ci gira da tutte le parti e spesso ci troviamo con la poppa verso terra. Non chiuderemo occhio!
Come previsto la mattina seguente il vento si calma ma dobbiamo cambiare ancoraggio perché nella notte è atteso un colpo di vento questa volta da SW. Cerchiamo di salpare l’ancora ma ci accorgiamo che qualcosa blocca gli ultimi metri della catena. Dopo diversi tentativi l’ancora sale portando con se un lungo cavo di acciaio di 10cm almeno di diametro attorcigliato su di lei. I continui giri di vento della notte ci hanno fatto ben rastrellare tutto il fondo. Michele arriva subito a prua e con fatica riesce finalmente a liberarci. Facciamo quindi rotta verso Formentera e dopo una decina di miglia di navigazione ancoriamo a l’Ensenada del cabrito. L’ancoraggio è protetto dal vento atteso ma il fondo è pessimo. La presenza di alghe ovunque e la profondità della baia ci obbligheranno a riprovare numerose volte l’ancoraggio. Alla fine l’ancora prende anche se dopo l’avventura della mattina siamo sinceramente preoccupati di scoprire su cosa mai possa aver preso.
Il tempo è brutto e il pomeriggio piovoso. La sera il vento rinforza e siamo contenti di vedere che la direzione prevista è confermata quindi siamo almeno ben riparati dal colpo di vento. Purtroppo ci aspetta un’altra notte insonne con vento forte, temporali che ci passano accanto fortunatamente senza provocare troppi giri di vento. Iniziamo ad essere in debito di sonno e piuttosto stanchi di questo tempo così variabile che ci sta facendo rimbalzare da un ancoraggio ad un altro.
Il giorno dopo saremo comunque nuovamente in movimento per raggiungere Ibiza e proteggerci a Talamanca (38°54.64N 01°27.47E) dal NW annunciato per la notte. Appena lasciamo Formentera troviamo una fastidiosa onda incrociata formata dall’onda del vento più l’onda lunga del forte maestrale di questi giorni nel golfo del Leone e a sud della Sardegna. Anche all’ancoraggio l’onda lunga entra rendendo poco confortevole la permanenza a bordo. Siamo stanchi e infastiditi! Cerchiamo nel pomeriggio di riposare un po' e recuperare almeno qualche ora di sonno. Durante la notte abbiamo il vento annunciato ma siamo ben protetti e quindi tutto procede senza problemi.
Il 24 otobre finalmente ci svegliamo con un bel sole e un cielo azzurro senza nuvole. Il meteo annuncia una pic ola tregua di bel tempo e questo ci riempie di ottimismo. Salpiamo l’ancora, raggiungiamo il Marina Botafoc per il rifornimento di gasolio ed acqua poi  ancoriamo a le Figuerettes. L’onda lunga si è attenuata ma è ancora presente quindi sbarchiamo volentieri. Prima di tutto facciamo il bucato nella lavanderia automatica nella parallela del lungo mare. Poi ci catapultiamo in un forno per fare incetta di pane e brioche appena sfornati. Dopo passeggiamo avanti e indietro per il lungomare insieme ai tanti turisti che raggiungono Ibiza anche fuori stagione. Per finire andiamo a fare provviste al supermercato e dove troviamo una grossa rete di castagne. Per la gioia di grandi e piccini facciano quindi una bella castagnata su Dumas che ci regala finalmente il profumo dell’autunno!
Il 25 ottobre dopo una notte di sonno tranquillo decidiamo di partire per una gita alla capitale di Ibiza. Lungo la strada compriamo delle enseimada appena sfornate che sono deliziose. Raggiungiamo a piedi la Dalt Vila con la sua impressionante mura di cinta, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1999. L’acropoli è sempre uno spettacolo imperdibile del luogo con i suoi portali di accesso, i sette baluardi, la Cattedrale, il Castello, le viuzze intricate e i monumenti. La vista sull’isola e sul mare ripaga la fatica di raggiungere i punti più alti. Reva ci obbligherà a leggerle quasi tutti i pannelli esplicativi che raccontano la vita della città nei tempi passati. La mattinata passa rapidamente esplorando questa bella città capace di unire il suo lato storico ad una parte più moderna, colorata e piena di servizi.
Rientriamo a bordo ben contenti di questi ultimi due giorni. Il meteo dei prossimi giorni dovrebbe permetterci di fare rotta verso Gibilterra prima che si installi un vento contrario. Senza esitazione prepariamo la barca e facciamo rotta verso Ovest.



www.vagabondsail.com

20 October 2019

SARDEGNA- BALEARI...La randa ci abbandona!

16 ottobre 2019 alle 15:33 salpiamo l’ancora lasciamo la baia Malfatano e la Sardegna. Abbiamo un SW di 20 Kn e un mare non troppo formato quindi iniziamo a bolinare con 2 mani alla randa e la trinchetta. Dopo un ora il vento diventa W di 14 Kn e procediamo nello stesso modo ma un po' più comodi. Reva gioca sotto coperta mentre io e Michele in pozzetto osserviamo la costa della Sardegna allontanarsi illuminata dai colori del tramonto, la roccia rossa, il verde brillante della macchia mediterranea, le torri di avvistamento, le belle baie. Che spettacolo! Vediamo bene il Golfo Teulada con le sue scogliere e le sue baie, le isole di Sant’Antioco e Carloforte diventare sempre più piccole dietro la nostra scia.
“Ciao Sardegna!” grida Reva sventolando la mano, quando arriva in pozzetto, e noi non possiamo che unirci a lei e ringraziare quest’isola magnifica che ci ha regalato bellissimi momenti alla scoperta delle sue baie. Arrivederci!
Mentre stiamo chiacchierando in pozzetto un piccolo pettirosso vola verso di noi e tenta di appoggiarsi alla barca. Dopo vari tentativi lo vediamo sparire verso il largo con un frenetico sbattere di ali. Questo incontro inatteso e speciale riempie i pensieri di Reva e solletica la sua curiosità. Rispondiamo alle sue domande ma ci rendiamo conto di averne altrettante anche noi. Questi piccoli volatili attraversano il mare per raggiungere le coste nord africane dove passano la stagione invernale. Come fanno a sapere quando partire? Quanto ci impiegano? Come fanno ad orientarsi? Vanno in gruppo o anche da soli come quello che abbiamo visto?...ci ripromettiamo di documentarci meglio al nostro arrivo.
Il vento diminuisce progressivamente, apriamo tutta la randa, mettiamo il genova e
veleggiato a 5 Kn di velocità. Reva gioca a Sandokan e i Pirati della Malesia. Dopo cena come previsto il vento ci abbandona quindi procediamo a motore a 5 Kn su un mare calmo con l’onda che si ammortizza progressivamente. Ci sdraiamo in pozzetto sotto una stellata incredibile e cerchiamo le costellazioni che conosciamo. Reva riconosce senza problema l’orsa maggiore e la minore poi le mostro Cassiopea, Artemide e Pegaso che fatica ancora a riconoscere. Giove è talmente luminosissimo che lo trova subito accanto alla costellazione del Sagittario. Vediamo bene anche Vega della Lira , l’aquila  e finalmente il Delfino che piace sempre tanto a Reva. Sgranocchiamo biscotti al cioccolato, tra coccole, risate e qualche partita ad Hulo. Dietro di noi vediamo sorgere una luna bellissima come un grande disco rosso che velocemente sale illuminando tutto quello che ci circonda. Le stelle più luminose sono ancora visibili ma tutte le altre scompaiono magicamente. Reva va a dormire mentre io e Michele ci prepariamo per i turni della notte. Tutto procede tranquillo in questa prima luminosissima notte senza navi e inaspettatamente calda.
Giovedì 17 ottobre alle 9 abbiamo percorso 95 Mn, è una bellissima giornata di sole, fa caldo e siamo in pozzetto con canottiera e pantaloncini. Decidiamo di buttare la lenza ma riusciremo a pescare solo un sacchetto di plastica! Speranzosi ritentiamo...
La mattinata passa velocemente con la scuola di Reva, la lettura di qualche libro e  fumetti. Dopo pranzo arriva finalmente un vento al gran lasco apriamo randa e genova e procediamo a 4,5 Kn. Per avanzare più velocemente issiamo il gennaker che ci fa guadagnare un nodo di velocità, la barca è stabile e veleggiamo tranquilli. Alle 15 facciamo il punto nave(38°26.26N 06°18.33E) abbiamo percorso nelle 24h 127 Mn.
Continuiamo ad avvistare uccelli in migrazione, alcuni sono pettirossi mentre altri sempre piccoli non sappiamo identificarli. Uno di loro riesce ad aggrapparsi prima alla randa poi al genova ed infine si sistema su una volante di Dumas. Possiamo quindi osservarlo bene e scopriamo che fa parte della famiglia dei turdidi tutto grigio con il petto pieno di macchioline rotonde e scure. Reva decide di chiamarlo “Viaggio” e torna spesso ad osservarlo poi dopo averlo guardato per un lungo momento,  senza avvicinarsi troppo per paura di farlo scappare, gli dice  preoccupata “torna a casa!”.
Notte tranquilla con una distesa di plancton spettacolare.
Venerdì 18 ottobre ci svegliamo con poco vento contro quindi avanziamo a motore. Dalla 9 di mattina si stabilizza un SW di 15Kn, procediamo di bolina stretta con vele completamente aperte, avanziamo in rotta a 6Kn di velocità. Il tempo è bello, avvistiamo una tartaruga accanto allo scafo durante il pranzo e qualche nuovo uccellino in migrazione. Nel pomeriggio al punto nave(38°40.53N 03°32.13E) abbiamo percorso 259Mn e mancano 95Mn alla destinazione. Michele è al timone dalla mattinata, io leggo e mi riposo ad intervalli regolari mentre Reva si rotola nella sua cabina approfittando dell’inclinazione e gioca in autonomia tutto il pomeriggio. La barca è molto sbandata quindi cerchiamo di muoverci poco e passiamo tanto tempo tranquilli a leggere e raccontarci storie. Verso le 17 Michele mi chiama in pozzetto, si accorge che la randa si è delaminata nella parte più alta con uno squarcio ben visibile. Sapevamo che questa vela sarebbe durata poco ma sinceramente speravamo ci facesse fare più strada. Tiriamo giù la randa che ripariamo con i mezzi di bordo, applichiamo su entrambi i lati anche del tessuto adesivo di riparazione e con un cordino colleghiamo la penna al carrello più vicino (in modo tale che se si dovesse separare definitivamente il tessuto in due parti potremo comunque tirare giù anche la penna). Issiamo nuovamente la randa prendendo una mano e incrociamo le dita nella speranza che tenga fino a destinazione. Sembra tenere...dopo un’ora si apre però in alcuni punti poi lo squarcio si blocca definitivamente, siamo contenti perché così possiamo avanzare a 5Kn. Per festeggiare apriamo un pacco di Fonzie!!
Alle 19 siamo di bolina larga con 11 Kn di vento che rinforza nel corso della notte fino a 20 Kn. Prendiamo un’altra mano alla randa e teniamo il genova aperto completamente. Facciamo i nostri turni ma dalle 2 siamo entrambi in pozzetto e continuiamo a manovrare per evitare 3 navi passeggeri e diverse barche di pescatori. Fortunatamente la luna ci permette di vedere bene e procedere tranquilli. Una volta arrivati vicino all’isola di Tagomago togliamo la randa ormai alla fine delle sue possibilità e procediamo solo con il genova. Abbiamo le carte e conosciamo il luogo quindi avanziamo decisi. Il vento però è calato e procediamo così piano che butteremo l’ancora ad Ibiza solo con la prima luce del mattino. Alle 7:08 di sabato 19 ottobre siamo a Pon des lleo(39°02.24N 01°36.78E) dopo 351 Mn di navigazione. La randa è miracolosamente riuscita a portarci a destinazione ma ora ci abbandona definitivamente!



16 October 2019

ITALIA: SARDEGNA SUD

9 Ottobre in mattinata partiamo da Poetto. Attraversiamo tutto il Golfo di Cagliari a vel fino a Capo di Pula. Il vento inizia a diventare più capriccioso quindi alterniamo momenti di vela e motore fino al Golfo di Teulada. Superato Capo Spartivento  alle 12:30 ancoriamo dietro l’isola TUERREDDA (38°53.57N 08°49.09E). Il fondo è di sabbia chiara, l’acqua di un incredibile colore turchese, ovviamente non resistiamo alla tentazione e ci facciamo un lungo bagno intorno allo scafo. Nel tardo pomeriggio sbarchiamo a remi sulla spiaggia dove Reva si diverte a giocare con la sabbia e a fare lunghi bagni in questo mare che sembra una piscina. Dopo il tramonto la spiaggia si svuota, le poche ville nascoste tra la vegetazione sono chiuse, ci ritroviamo quindi soli e con il calare dell’oscurità anche completamente avvolti dal buoi. Che meraviglia!
Il 10 Ottobre lasciamo questo bell’ancoraggio e facciamo rotta verso punto scudo a Ovest del golfo di Teulada ma non riusciamo neppure a buttare l’ancora perché un imbarcazione militare ci avvisa gentilmente che in questo periodo dell’anno non è possibile accedere (in effetti controllando scopriamo che solo nel periodo estivo fanno un eccezione lasciando ancorare barche da diporto). Siamo molto delusi perché la costa si presenta meravigliosa, selvaggia, solitaria e profumatissima. Usciamo quindi dalla zona militare ed ancoriamo dietro l’isolotto Campionna (38°54.85N 08°46.05E) dove passiamo la notte.


L’11 ottobre ci spostiamo di un miglio e siamo nella splendida Cala PISCINNI (38°54.39N 08°46.45E). Restiamo in questo ancoraggio per cinque giorni praticamente soli ad eccezione di qualche barca di passaggio durante il giorno. Il tempo è meraviglioso, fa caldo, il sole splende tutti i giorni alto nel cielo e il poco vento che soffia ci tiene al fresco senza darci preoccupazioni. La cala ha una bella spiaggia di sabbia bianca circondata da una fitta vegetazione. Sbarchiamo tutti i giorni per bagni, passeggiate e giochi sulla sabbia. Reva si diverte un mondo e noi torniamo bambini con lei. Non mancano certo momenti di esplorazione dove camminiamo lungo i sentieri per esplorare questo luogo magnifico. Spettacolare la passeggiata che dalla spiaggia arriva fino a Capo Piscinni dove si trova ancora in buono stato una torretta di avvistamento. Come al solito Reva si dimostra un’ottima esploratrice ed in testa alla spedizione ci guida con sicurezza all’andata come al ritorno. A terra non ci sono servizi, il servizio di bus è soppresso con la fine dell’estate e ad eccezione di pochi turisti o camper che si fermano per la notte siamo completamente soli. Siamo felicissimi di poter scoprire questa parte della Sardegna che non conoscevamo in tutta tranquillità e con un contatto così vivo con la natura. I giorni passano rapidi, noi ci divertiamo ma anche rilassiamo pronti a riprendere il mare appena il tempo, fino ad ora così clemente, deciderà di cambiare.


Il 15 ottobre il vento ci obbliga a lasciare questa bella caletta che tanto ci è piaciuta per 4 Mn più a Est nella baia di MALFATANO (38°53.56N 08°48.23E) dove ancoriamo nel mezzogiorno. Il meteo sta cambiando viene annunciato tra qualche giorno un vento forte da Sud seguito poi da un colpo di maestrale piuttosto intenso. Sembra esserci una mediocre finestra per raggiungere le Baleari e soprattutto per togliersi da questa zona. Anche se a malincuore non ci resta che preparare barca ed equipaggio per la partenza, domani faremo rotta verso Ovest. La Sardegna rimarrà nei nostri cuori come il ricordo di questi giorni meravigliosi. Arrivederci Italia! 

9 October 2019

ITALIA: SARDEGNA Cagliari e Poetto

Domenica 6 Ottobre sbarchiamo a remi e lasciamo il dinghy nel Marina piccolo di Poetto. Poco lontano si trova la fermata del bus che portano in città ogni 15 minuti circa(Linea PF o PQ, 1,30€ per gli adulti). Scarpe comode e zaino in spalla siamo pronti ad esplorare Cagliari.
La città si sviluppa intorno al colle dello storico quartiere di Castello, in cui avevano le loro residenze i nobili, le massime autorità civili, militari e religiose. Raggiungiamo a piedi il bastione di Saint Remy, una delle fortificazioni più importanti di Cagliari, trasformata, alla fine del XIX secolo in una scalinata sormontata dall'arco di Trionfo, che dà accesso ad una passeggiata coperta ed alla grande terrazza panoramica Umberto I. L'edificio è realizzato in stile neoclassico, con colonne corinzie, realizzate con Pietra Forte, un calcare bianco e giallo presente in abbondanza nel territorio. Giriamo la terrazza in ogni suo angolo intenti ad ammirare la vista sulla città e sul golfo intero. L’altezza è notevole e il parapetto basso è stato rinforzato con pannelli trasparenti.
Da una scalinata ci addentriamo nel cuore fortificato del centro storico e arriviamo fino alla Cattedrale di Santa Maria Assunta situata nel quartiere medioevale del Castello. Originariamente in stile romanico pisano, ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli. La cattedrale sorge sulla vasta piazza Palazzo, dove si affacciano anche il Palazzo Reale, che oggi ospita uffici della Prefettura e della Città metropolitana di Cagliari e il vecchio palazzo comunale.
Passeggiamo tra le vie del quartiere dove è netto il contrasto tra zone lasciate all’incuria e all’abbandono, e altre in cui sono evidenti gli interventi di recupero, restauro e abbellimento degli antichi palazzi, delle chiese, delle vie e delle piazze. Raggiungiamo la Torre San Pancrazio davanti al Museo Archeologico poco lontano dal famoso Anfiteatro romano realizzato durante l'età imperiale che poteva contenere fino a 10.000 spettatori e ospitava lotte gladiatorie e spettacoli teatrali.
Sulla strada del ritorno siamo catturati dal profumo inebriante di un forno dove troviamo deliziose focacce, pizzette e pane appena sfornato che gustiamo sulla panchina di piazza  Carlo Alberto.
Nel pomeriggio torniamo alla terrazza panoramica Umberto I che tanto ci è piaciuta dove ci fermiamo su una panchina ad osservare la vita che scorre intorno a noi. Scendendo poi dal bastione di Saint Remy arriviamo alle vie pedonali della città dove ci lasciamo portare dalla curiosità approfittando anche per comprare qualche dolce tipico e prodotti locali. Stanchi di girare torniamo nella zona del Marina di Cagliari dove, per la gioia di Reva, prendiamo nuovamente il bus per Poetto.


I giorni seguenti li passiamo a Poetto importante località turistica di Cagliari, dove si trovano molte case di villeggiatura, strutture per ogni tipo di sport nautico, stazioni balneari e numerosi locali per la vita notturna. Accanto al nostro ancoraggio si trova la marina Piccola, proprio sotto alla Sella del Diavolo, da dove parte la meravigliosa spiaggia di Cagliari che si estende per circa quattro chilometri fino a Quartu Sant’Elena. Il tempo è bello quindi ne approfittiamo per fare lunghe passeggiate e tanto monopattino per Reva nella lunga pista ciclabile e pedonale che fiancheggia tutto il litorale. Nelle ore più fresche della giornata tante sono le persone e di tutte le età che si ritrovano nel lungomare per fare un po' di sport: Jogging, bicicletta, roller, monopattino, skate o semplicemente passeggiando.
Proprio a Poetto assistiamo al Sardinia Kiteboard grand slam (2-6 ottobre 2019) tappa italiana del kite foil world championship. Per 5 giorni il mare si riempie di vele colorate che sfrecciano a destra e sinistra. Per il gran finale ci metteremo in spiaggia in modo da riuscire a vedere la prestazione del 1° classificato il francese Axel Mazella e lo spettacolare Nico  Parlier campione del 2017.
Musica, vele colorate nel cielo blu ed acrobazie a pazze velocità ci terranno con il fiato sospeso.
I giorni successivi approfittando della temperatura ancora estiva facciamo vita da spiaggia e compriamo con i saldi un bellissimo ed enorme telo da mare in cotone con splendidi disegni turchesi (5€!). Reva è felicissima e fa bagni a ripetizione. Appena possibile camminiamo sul lungomare per tenerci in movimento e approfittare di questa gradita pausa. Facciamo anche il pieno di sapori locali al supermercato e una bella scorta da portare via con noi.
La sera a bordo mentre contempliamo il tramonto gli appassionati di windsurf e Kite passano accanto allo scafo di Dumas e Reva li saluta con entusiasmo.
Il 9 ottobre facciamo rotta verso Ovest per andare ad esplorare nuovi ancoraggi di questa isola meravigliosa.


1 October 2019

ITALIA: SARDEGNA Villasimius

Lunedì 30/09/2019 alle 6:30 un bel sole si affaccia sul mare turchese della baia e noi ci ritroviamo in pozzetto ad ammirare il paesaggio. Siamo a Villasimius ancorati a Punto Giunco (39°06.88N 09°31.52E), una lunga spiaggia bianca che termina con Capo Carbonara, un promontorio ricoperto di bassa vegetazione profumatissima e la vicina l’isola dei Cavoli. Decidiamo all’unanimità di fare colazione in pozzetto e mentre affondiamo i denti nei nostri frollini 100% italiani ecco un delfino far capolino accanto allo scafo...che meraviglia!
La giornata è splendida e fa molto caldo quindi in mattinata dopo aver fatto scuola nessuno riesce a trattenere più la voglia di tuffarsi in quest’acqua cristallina che presenta una varietà infinita di sfumature del turchese. Reva fa tuffi a ripetizione che ben esprimono la gioia che porta nel cuore. La consapevolezza che questi sono gli ultimi bagni della stagione ci fa sicuramente apprezzare ancora di più questi momenti in mare. Il fondale è di sabbia bianca e il mare è ricco di pesce, quindi armati di maschere inseguiamo aguglie, pesciolini gialli, grigi e tutto quello che vediamo muoversi in mare. Purtroppo senza incontrare i delfini della mattina! In acqua si sta benissimo e non vorremmo più uscire ma una volta fuori dobbiamo asciugarci bene perché è arrivato un bel vento fresco...d'altronde siamo a fine settembre.
Aspettiamo che il vento cali per poter sbarcare. Lasciamo il dinghy sulla bella spiaggia di Porto Giunco, una lingua di sabbia bianca, dietro la quale si trova lo stagno di Notteri dove possiamo ammirare fenicotteri rosa, gabbiani, cormorani e cavalieri d'Italia bianchi e neri. Il pregio dell'oasi è data dalla presenza dei fenicotteri, uccelli maestosi, alti un metro e mezzo, bianchi, dal collo lungo e affusolato, con ali che si tingono di rosa e nero. L'oasi è delimitata da una scogliera e da un promontorio, tutto intorno è circondata da  salici e altre specie della macchia mediterranea.
Sul promontorio di Capo Carbonara si erge una torre di avvistamento spagnola che raggiungiamo seguendo un sentiero immerso nel verde e ben battuto. Camminiamo proprio volentieri dopo i giorni di inattività forzata, soprattutto Reva che salta a destra e sinistra senza sosta. Arrivati a destinazione ci fermiamo ad ammirare la vista sulla baia che è assolutamente da non perdere. Un pannello informativo ci spiega che questa torre spagnola fa parte di un insieme di torri di avvistamento che riusciamo bene a distinguere a occhio nudo: Capo Boi, Cala Pira e infine la Torre aragonese di San Luigi sull’isola Serpentara.
Ritornati in spiaggia passeggiamo tranquillamente fino alla sua estremità  dove si trovano un gruppo di rocce che illuminate dal sole al tramonto fanno da cornice perfetta per le nostre foto. Quando il sole sparisce dietro l’orizzonte ritorniamo subito a bordo perché il freddo non tarda a farsi sentire. È stata proprio una bellissima giornata.
Martedì 1 ottobre ci svegliamo con un bel sole e una calma totale nella baia. Facciamo scuola e poi un lungo bagno in questa piscina naturale in cui è facile entrare ma sembra impossibile riuscire ad uscire. Alle 14 salpiamo l’ancora per far rotta verso Cagliari. Passiamo il pomeriggio a veleggiare di bolina con 15 Kn di vento da SW, percorrendo tutta la costa e ammirando il paesaggio di questa zona della Sardegna che non avevamo mai visto prima. Ancora una volta le tigri di Mompracem verranno a farci compagnia e brandendo le loro sciabole daranno vita a sanguinosi arrembaggi per poter finalmente raggiungere e liberare la perla di Labuan tenuta prigioniera a Cagliari.
Alle 17 siamo nel Golfo degli Angeli e buttiamo l’ancora a Poetto (39°11.73N 09°09.92E) la zona balneare a Sud della città di Cagliari. Da domani il meteo annuncia l’arrivo del Maestrale quindi saremo fermi qui per qualche giorno e ne approfitteremo sicuramente per un giro in città.